{"id":6819,"date":"2014-03-24T18:39:57","date_gmt":"2014-03-24T17:39:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=6819"},"modified":"2022-03-25T10:03:55","modified_gmt":"2022-03-25T09:03:55","slug":"film-a-meta-1","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=6819","title":{"rendered":"Film a met\u00e0 &#8211; 1"},"content":{"rendered":"<h2><em>Lei<\/em> (Spike Jonze, USA 2013)<\/h2>\n<div class=\"jetpack-video-wrapper\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/xh6lP4F4LJg?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<p>A&nbsp;dir&nbsp;la verit\u00e0 non ho visto <em>Lei<\/em>. Ho visto <em>Her<\/em> (cio\u00e8 l&#8217;edizione originale inglese, sottotitolata in italiano) al cinema <em>Odissea<\/em> in una imprevista visione in lingua originale.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 darsi che questo spieghi in parte&nbsp;una certa&nbsp;fatica che mi ha causato la visione:&nbsp;ho anche&nbsp;la sensazione che forse il film sia&nbsp;un po&#8217;&nbsp;troppo lungo e che avrebbe potuto senza danno essere accorciato di un buon quarto d&#8217;ora. Per il resto <em>Her<\/em> \u00e8 uno di quei film il cui gradimento&nbsp;dipende dall&#8217;approccio dello spettatore: se a uno piacciono le storie sentimentali che mettono al centro l&#8217;incomunicabilit\u00e0, i silenzi, i moti del cuore, le piccole dinamiche che l&#8217;amore ha nella nostra vita, rifuggendo da melodrammi, struggimenti e colpi di scena, storie ben scritte e benissimo recitate, <em>Her <\/em>\u00e8 il film per lui (e, pi\u00f9 probabilmente, per lei, o per loro). Sono storie viste mille volte, ma Joaquin Phoenix merita certamente di essere apprezzato e la storia ha un taglio, quello dell&#8217;amore fra un uomo e una intelligenza artificiale femmina, sufficientemente innovativo da non far notare che <em>Her<\/em> \u00e8 in fondo un film del quale esce il <em>remake<\/em> ogni anno (di solito c&#8217;era sempre Richard Gere e lei aveva una malattia incurabile, ma ci sono state versioni in cui lei era Julia Roberts e lui aveva una malattia incurabile: anche qui, in fondo, lei ha una malattia incurabile: non \u00e8 un essere vivente).<\/p>\n<p><em>Her<\/em> \u00e8 un film sottilmente fantascientifico (niente astronavi, una fantascienza molto prossima) in cui la messa in scena inusuale aiuta molto a mantenere l&#8217;interesse degli spettatori: e il tema fantascientifico \u00e8 sostenuto da una miriade di particolari di sceneggiatura, tutti ben pensati, curatissimi, che concorrono molto al successo del film. Ma, attenzione, il successo richiede che si prenda il film per quello che \u00e8: la storia di un uomo in crisi che attraverso un nuovo rapporto, peer quanto difficile, esce da un sonnambulismo sentimentale e torna a provare emozioni.<\/p>\n<p><em>Her <\/em>\u00e8 anche un film molto <em>yuppie<\/em>, e qui cominciano i problemi. Intanto, film di questo genere <em>devono<\/em> essere <em>yuppie<\/em>: francamente tutta questa sospensione, incomunicabilit\u00e0 e gelo nei rapporti umani sono tipici di chi non ha il problema di mettere insieme il pranzo con la cena; anche nei film di Richard Gere con le tizie che stanno per morire ci troviamo sempre a Manhattan o in posti dove il lavoro meno remunerativo \u00e8 fare lo stilista: certo <em>Her<\/em> non \u00e8 il tipo di film che avrebbe potuto girare Ken Loach. Temo che questa ambientazione cos\u00ec naturale possa indurre qualcuno a pensare che <em>Her<\/em> sia un film sugli <em>yuppies<\/em>, sulla qualit\u00e0 dei rapporti fra quarantenni <em>single<\/em> e semi-<em>single<\/em> opulenti: solo che sullo <em>yuppismo<\/em> tutto quel che si poteva dire \u00e8 gi\u00e0 stato detto da un bel po&#8217;,&nbsp;e in questo senso da interessante esercizio di stile da una prospettiva insolita <em>Her <\/em>diventerebbe una rimasticazione furbetta di cose che erano innovative vent&#8217;anni fa (e <em>American Psycho<\/em> le diceva con altrettanta furberia ma in maniera molto pi\u00f9 inquietante).<\/p>\n<p>Lo stesso discorso vale se si provasse a considerare <em>Her<\/em> un film di fantascienza puro, cio\u00e8 un discorso sul futuro. Perch\u00e9 per quanto intrigantemente dettagliato &#8211; pendolari che percorrono chilometri di gallerie di spazi pubblici ognuno parlando con il suo apparato tecnologico personale, migliaia di conversazioni fianco a fianco in cui l&#8217;interlocutore non \u00e8 mai la persona a fianco, e spesso non \u00e8 neppure umano, le pennellate molto efficaci sui sistemi di intrattenimento casalinghi, cos\u00ec pervasivi &#8211; per quanto intrigantemente dettagliato dietro a tutti questi particolari non c&#8217;\u00e8 niente, non c&#8217;\u00e8 un tema complessivo, l&#8217;apparenza di una idea dello sceneggiatore.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, tirando le somme di tante dimensioni diverse &#8211; il film sentimentale, l&#8217;osservazione sociologica, la fantascienza &#8211; alla fine <em>Her<\/em> lascia l&#8217;impressione di un prodotto un pochino studiato a tavolino, un po&#8217; cinefilino, un tantinello intelligentemente rivolto ai critici che ci possano trovare gli elementi per gridare all&#8217;evento e soprattutto ai giornalisti perch\u00e9 ci costruiscano il caso sui tempi moderni, l&#8217;universo e tutto quanto. \u00c8 un film leggero, quasi impalpabile, quindi anche il sospetto fatica a sostanziarsi e a raggiungere la dimensione di prova provata, per\u00f2 rimane e cresce col ricordo man mano che ci si allontana dalla visione.<\/p>\n<h3>Post scriptum<\/h3>\n<p>Scarlett Johansson, ovviamente, essendo un&#8217;intelligenza artificiale non compare mai, lavora solo con la voce fuori campo. A me \u00e8 parsa bravissima, ma mi sono chiesto quanto della sua efficacia dipenda dalla coscienza extradiegetica da parte dello spettatore del fatto che la proprietaria di quella voce \u00e8 una gran sventola, per cos\u00ec dire. Detto in altri termini, se a fare la voce di Samantha fosse stata Whoopi Goldberg, con tutto il rispetto, avrebbe avuto lo stesso effetto (in Italia non a caso \u00e8 stata scelta Micaela Ramazzotti)?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lei (Spike Jonze, USA 2013) A&nbsp;dir&nbsp;la verit\u00e0 non ho visto Lei. 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