{"id":68,"date":"2012-07-27T01:16:27","date_gmt":"2012-07-26T23:16:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=68"},"modified":"2022-08-02T11:36:17","modified_gmt":"2022-08-02T09:36:17","slug":"val-di-susa-e-autostoppisti-spaziali","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=68","title":{"rendered":"Val di Susa e autostoppisti spaziali"},"content":{"rendered":"<p>La <em>Guida galattica per autostoppisti<\/em> \u00e8 un classico della fantascienza umoristica (e abbastanza lisergica) degli anni &#8217;70, e potrebbe sembrare a prima vista non il punto di partenza migliore per ragionare sulla TAV e la Val di Susa. Eppure, se avete voglia, diamo un&#8217;occhiata alla trama.<\/p>\n<p>Il romanzo si apre col protagonista, <strong>Arthur Dent<\/strong>, incatenato alla porta del suo cortile per impedire ad alcune ruspe di demolirgli la casa per far posto a una nuova autostrada. Il contrasto iniziale mette a confronto da una parte la procedura di esproprio (formalmente inappuntatabile, ma disumana) contro dall&#8217;altra l&#8217;insignificanza\u00a0delle esigenze dell&#8217;individuo. Dent appare un personaggio abbastanza patetico: si pu\u00f2 solidarizzare con lui, ma l&#8217;<em>incipit<\/em> del romanzo \u00e8 costruito per dargli torto; la procedura di esproprio di casa sua pu\u00f2 apparire, appunto, disumana, ma queste cose succedono, no?!<\/p>\n<p>Bene, a quel punto il romanzo ha uno di quegli spaesamenti che lo rendono geniale. Improvvisamente si sente una voce scendere dal cielo.<\/p>\n<p>Dio? No, in realt\u00e0. Il messaggio trasmesso da giganteschi megafoni a bordo di un gruppo di astronavi \u00e8 questo:<\/p>\n<blockquote><p>Avviso al popolo della Terra: POPOLO DELLA TERRA, ATTENZIONE, PREGO. QUI PARLA LA COMMISSIONE PER LA PIANIFICAZIONE DELL&#8217;INTERSPAZIO GALATTICO. I PIANI DI SVILUPPO DELLE ZONE PERIFERICHE DELLA GALASSIA RICHIEDONO LA COSTRUZIONE DI UNA SUPERSTRADA IPERSPAZIALE ATTRAVERSO IL VOSTRO SISTEMA STELLARE. IL CHE RENDE SFORTUNATAMENTE NECESSARIA LA DEMOLIZIONE DI ALCUNI PIANETI TRA CUI IL VOSTRO. I LAVORI AVRANNO INIZIO IMMEDIATO E DURERANNO CIRCA DUE MINUTI TERRESTRI. GRAZIE.<\/p><\/blockquote>\n<p>E qui si scopre che, <em>mutatis mutandis<\/em>, anche la procedura interstellare \u00e8 identica a quella terrestre: solo che qui non sembra pi\u00f9 semplicemente gelida ma tutto sommato normale; qui \u00e8 un&#8217;apocalisse. Dipende dalla prospettiva, quindi, giusto?<\/p>\n<p>\u00c8 questo quel che penso della Val di Susa: che dipende dalla prospettiva, e che vorrei vederli quelli che parlano di bene comune e di preminenza del progresso nazionale\u00a0se improvvisamente qualcuno decidesse che per il loro bene gli demoliscono la casa (o gli espropriano i terreni) e gli mandano anche cinquemila poliziotti per assicurarsi che durante l&#8217;operazione il morale gli resti alto e collaborino gioiosamente all&#8217;operazione. Questioni di prospettiva, appunto.<\/p>\n<p>(parentesi: non vorrei <em>davvero<\/em> vederli, ma li vedr\u00f2; baster\u00e0 aspettare la costruzione del GALSI).<\/p>\n<p>Intendiamoci, non mi sto qui schierando necesariamente coi No-TAV. Sto dicendo che una delle regole fondamentali del bene comune \u00e8 che deve essere riconosciuto come tale dalla comunit\u00e0 a cui \u00e8 riferito (lo dice la parola, &#8220;comune&#8221;). Altrimenti non \u00e8 bene comune, \u00e8 oppressione.<\/p>\n<p>Se posso permettermi di fare lo scienziato politico in un contesto in cui una parte dei miei contatti queste cose le insegna e sono pure stati miei professori, a me pare che la storia dell&#8217;Europa e della costruzione degli stati nazionali \u00e8 la storia della ricerca della possibilit\u00e0, per i governi, di mobilitare senza restrizioni le risorse dei propri territori.<\/p>\n<p>Facciamo un esempio? Carlo Magno poteva permettersi di prendere diecimila contadini slavi e spostarli in Sassonia, sostituendo con loro i sassoni che spediva in Aquitania (quelli a cui non aveva tagliato la testa, ovviamente). Ma Carlo Magno incontrava dei limiti nel potere dei suoi signori feudali, della Chiesa, delle citt\u00e0 indipendenti e cos\u00ec via: perci\u00f2 poteva spostare quei contadini che non avevano la protezione di un barone o un convento o che erano, come nel caso specifico, degli sconfitti: gli altri erano salvi. Il che, lo ammetterete, per un sovrano decisionista come lui doveva essere una bella seccatura.<\/p>\n<p>La storia europea \u00e8 la storia della lotta dei governi centrali per ridurre il potere delle citt\u00e0 libere, dei poteri locali, dei grandi nobili, della Chiesa, in modo da poter acquisire la capacit\u00e0 di mobilitare tutte le risorse del proprio territorio secondo le necessit\u00e0, senza tutte quelle seccature dei diritti dei singoli e dei corpi sociali. Il trionfo di questo processo \u00e8 il sovrano assoluto tipo\u00a0Re Sole, o la sospensione delle libert\u00e0 civili durante la prima guerra mondiale, se preferite, e alla fine i regimi totalitari del XX secolo.<\/p>\n<p>Eppure a fianco\u00a0di questo processo c&#8217;\u00e8 un parallelo continuo processo di resistenza, che contrasta passo passo i trionfi del dispotismo e li tempera. \u00abNo taxation without representation\u00bb, il motto dell&#8217;indipendenza americana, \u00e8 la sintesi di questo pensiero: non \u00e8 lecito\u00a0pescare nello stagno delle energie della nazione se\u00a0la nazione\u00a0stessa non ha potuto dire la sua (e notate che, secondo questi padri del pensiero liberale, la resistenza armata contro le prestazioni imposte da un governo non rappresentativo \u00e8 del tutto legittima). E noi siamo figli della <em>vittoria<\/em> di questo pensiero di resistenza, non del pensiero opposto che ci fa orrore, altrimenti la sovranit\u00e0 nell&#8217;articolo 1 della Costituzione sarebbe\u00a0definita in maniera diversa e nelle scuole avremmo le statue di Hitler, Mussolini, Pol Pot e Stalin (la cui passione per la deportazione di contadini lo ricollega, simpaticamente, a Carlo Magno).<\/p>\n<p>Immagino che a questo punto qualcuno mi far\u00e0 notare che la decisione di costruire la TAV in realt\u00e0 \u00e8 stata presa da un Parlamento nel pieno dei suoi poteri e secondo procedure corrette. Ma il problema non \u00e8 di legittimit\u00e0 formale: anche Carlo Magno deportava i contadini secondo bolle legali redatte da chierici scrupolosi. Il problema, da quel che capisco,\u00a0\u00e8 che semplicemente per la gente della Val di Susa lo Stato italiano non \u00e8 sufficientemente legittimato e le procedure loro imposte rischiano di apparirgli altrettanto aliene di quanto lo sono per Arthur Dent gli abitanti di Betelgeuse che devono costruire l&#8217;autostrada spaziale. A me non sembra difficile capirlo, ma se \u00e8 necessario ridiciamocelo&#8230;<\/p>\n<p>\u00c8 per questo che mi pare che per la Val di Susa si citi a sproposito la sindrome di Nimby, e d&#8217;altra parte la vicenda della TAV ha tratti del tutto simili a fenomeni disparati (e palesemente non Nimby) come i forconi siciliani, i pastori sardi e cos\u00ec via: si tratta solo di un sintomo pi\u00f9 maturo e strutturato (dopo tutto dura da vent&#8217;anni) del fatto che l&#8217;assetto dei paesi democratici usciti dalla II guerra mondiale non \u00e8 pi\u00f9 stabile, e del fatto che in particolare qui in Italia viviamo questa instabilit\u00e0 in maniera pi\u00f9 forte, per la\u00a0disgregazione della comunit\u00e0 nazionale, la crisi di rappresentanza politica, l&#8217;impresentabilit\u00e0 della classe dirigente&#8230; la soluzione della questione TAV, suggerirei sommessamente, non sta nel\u00a0perimetro\u00a0tecnico dell&#8217;argomento (servir\u00e0 o no, &#8216;sta ferrovia?), ma nel fatto che dovremmo sbrigarci a pensare nuove sintesi culturali e di <em>governance<\/em> fra esigenze di coesione nazionale e diritti degli individui e delle comunit\u00e0: sbrigarci perch\u00e9 la crisi ambientale e sociale peggiorer\u00e0, creando nuove tensioni, e perch\u00e9 l&#8217;Italia affronta il processo in condizioni peggiori di (quasi) chiunque altro. Anche questo non mi sembra difficile da capire, ma francamente non mi sembra di sentirlo dire spesso&#8230; finir\u00e0 che ci dovr\u00f2 scrivere sopra un gioco!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Guida galattica per autostoppisti \u00e8 un classico della fantascienza umoristica (e abbastanza lisergica) degli anni &#8217;70, e potrebbe sembrare<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":19877,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,57,17,59,16],"tags":[111,109],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/Guida-galattica.webp?fit=300%2C444","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-16","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":2646,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=2646","url_meta":{"origin":68,"position":0},"title":"Storie, politica, violenza","author":"Rufus","date":"26\/03\/2013","format":false,"excerpt":"Avviso: questo \u00e8 un post che parla di letteratura di genere (forse). 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