{"id":6672,"date":"2014-03-10T19:23:03","date_gmt":"2014-03-10T18:23:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=6672"},"modified":"2022-03-11T16:53:58","modified_gmt":"2022-03-11T15:53:58","slug":"una-mattina-di-sabato-sotto-un-magnifico-retablo-a-discutere-di-cagliari","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=6672","title":{"rendered":"Una mattina di sabato, sotto un magnifico retablo, a discutere di Cagliari"},"content":{"rendered":"<h2>Domande di politica e quel gruppo a cui non viene mai detto di no<\/h2>\n<p>Non so se ricordate <a title=\"Domande di politica\" href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=5043\">un articolo di un po&#8217; di tempo fa in cui mi facevo, e facevo a tutti, delle domande su Cagliari<\/a>. Erano domande <em>politiche<\/em>, ma nella discussione successiva, sia sulla rete che di persona, sono diventate in realt\u00e0 delle domande pi\u00f9 generali, una esigenza di lettura della realt\u00e0 della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Come capita in questi casi la palla lanciata da uno atterra nel campo di qualcun altro, in questo caso del gruppo &#8220;La Pira&#8221; che ha deciso di volerci capire di pi\u00f9 sulla situazione sociale di Cagliari, e poi man mano la cosa ha rimbalzato un po&#8217; qui e un po&#8217; l\u00e0 e alla fine si trasformata in qualcos&#8217;altro: nel caso specifico in una serie di riunioni e discussioni, prima interne, poi che hanno sfruttato la disponibilit\u00e0 di due amici di vecchia data del nostro gruppo che sono (casualmente?) anche consiglieri comunali, Davide Carta ed Enrico Lobina, e che infine diventeranno, spero presto, degli incontri e delle iniziative pubbliche.<\/p>\n<p>Prima per\u00f2 avevamo bisogno contemporaneamente di fare il punto e anche di allargare la riflessione oltre la cerchia del nostro gruppo, e quindi abbiamo deciso di provare a fare una cosa che, di solito, ci riesce bene: sfruttare la disponibilit\u00e0 degli altri (che in realt\u00e0, pi\u00f9 elegantemente, si potrebbe definire &#8220;fare rete&#8221;).<\/p>\n<p>Un piccolo inciso: aveva ragione Ges\u00f9 quando diceva: \u00abBussate e vi sar\u00e0 aperto, cercate e troverete\u00bb. Quando facemmo il bilancio del primo anno di attivit\u00e0 constatammo, sconcertati, che \u00abnessuno ci ha mai detto di no\u00bb, e che avevamo attinto alla disponibilit\u00e0 e al sapere di tante persone diverse. \u00c8 una cosa che negli anni ha continuato a verificarsi, per esempio nel <a href=\"http:\/\/www2.azionecattolica.it\/progetto-isaia\/referendum-2011-sulla-gestione-dell%E2%80%99acqua-dossier\"><em>dossier<\/em> sull&#8217;acqua in occasione del <em>referendum<\/em><\/a>, e che non smette mai di stupirmi. Chiss\u00e0 perch\u00e9, nessuno ci dice mai di no: fine dell&#8217;inciso.<\/p>\n<p>E quindi sabato scorso abbiamo invitato Enrico, Davide e un altro po&#8217; di persone che ci sembravano degne di essere ascoltate e gli abbiamo chiesto di sacrificare una mattinata del <em>week-end<\/em> per discutere insieme di Cagliari. In una sala del Comune, procurata da Enrico, una delle sale pi\u00f9 belle in cui mi sia mai capitato di fare una riunione, sotto un magnifico <em>retablo<\/em>. Una cosa un po&#8217; imbarazzante, se volete, visto che ci dava l&#8217;impegno a produrre qualcosa all&#8217;altezza di tanta ambientazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Panorama-Cagliari.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter\" alt=\"Panorama Cagliari\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Panorama-Cagliari.jpg?resize=640%2C428\" width=\"640\" height=\"428\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Non dovrei dirlo, essendo uno degli organizzatori, ma mi sembra che sia andata molto bene. Certamente abbiamo fatto un raccolto straordinario di temi, problematiche e visioni della citt\u00e0, da cui credo che il gruppo &#8220;La Pira&#8221; ricaver\u00e0 carburante per un bel po&#8217;.<\/p>\n<p>Non far\u00f2 il <em>report<\/em> della mattinata: spetta al gruppo unitariamente farlo e ci stiamo gi\u00e0 lavorando, per poterlo mandare a tutti i partecipanti &#8211; ci sembra il minimo, vista la generosit\u00e0 con cui ci hanno aiutato a ragionare sulla citt\u00e0. Per\u00f2 qui vorrei dire io personalmente come ho vissuto la cosa e le riflessioni che ho fatto fra me e me.<\/p>\n<h2>Il <em>mix<\/em>, l&#8217;occasione e la replicabilit\u00e0<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Bastione-St.-Remy-illuminato.jpg\"><img data-attachment-id=\"3595\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=3595\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Bastione-St.-Remy-illuminato.jpg?fit=3264%2C2448\" data-orig-size=\"3264,2448\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;2.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;F8035&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1370640835&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;5.7&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;249&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.125&quot;,&quot;title&quot;:&quot;YASHICA Digital Camera&quot;}\" data-image-title=\"YASHICA Digital Camera\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Bastione-St.-Remy-illuminato.jpg?fit=300%2C225\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Bastione-St.-Remy-illuminato.jpg?fit=510%2C383\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3595\" alt=\"YASHICA Digital Camera\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Bastione-St.-Remy-illuminato.jpg?resize=300%2C225\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Bastione-St.-Remy-illuminato.jpg?resize=300%2C225 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Bastione-St.-Remy-illuminato.jpg?resize=1024%2C768 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Bastione-St.-Remy-illuminato.jpg?resize=268%2C200 268w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Bastione-St.-Remy-illuminato.jpg?resize=700%2C525 700w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Bastione-St.-Remy-illuminato.jpg?w=1600 1600w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Bastione-St.-Remy-illuminato.jpg?w=2400 2400w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Le persone che abbiamo invitato sono state scelte, in un certo senso, in maniera assolutamente casuale: erano persone con cui avevamo gi\u00e0 lavorato e che conoscevamo, oppure persone legate comunque ad attivit\u00e0 che fa qualcuno di noi del gruppo. Abbiamo cio\u00e8 pescato nel campo esclusivo delle nostre relazioni. Eppure la cosa che mi ha colpito subito \u00e8 stato come il <em>mix<\/em> delle persone presenti fosse perfettamente variegato per i nostri scopi, et\u00e0, sesso, credenti e non credenti, oppure un ventaglio di opinioni politiche diverso, ma anche altre cose che per noi erano importanti: quando abbiamo fatto il primo giro, per esempio, e abbiamo chiesto alle persone di presentarsi dicendo anche dove abitavano, \u00e8 emersa subito quella dimensione di citt\u00e0 metropolitana dai confini labili su cui avevamo gi\u00e0 riflettuto: gente che \u00e8 nata a Cagliari e ora vive a Selargius, Quartu, Elmas, Monserrato, Assemini, gente che per anni ha fatto il pendolare da Oristano, gente che \u00e8 venuta a vivere a Cagliari da altrove, gente che vive a Cagliari ma lavora fuori, gente che vive fuori ma lavora a Cagliari, gente che ha studiato a Cagliari vivendo altrove, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Non l&#8217;avevamo fatto apposta, e non so bene cosa voglia dire, ma mi ha colpito e mi \u00e8 sembrato interessante: non tanto perch\u00e9 confermava quell&#8217;idea di identit\u00e0 <em>plurale<\/em> che ci eravamo fatto sulla citt\u00e0, quanto perch\u00e9 mi ha dato modo di riflettere sul microcosmo complesso che sono le relazioni di ciascuno di noi, e tanto pi\u00f9 quelle di un gruppo, che \u00e8 gi\u00e0 per definizione una rete di relazioni e che oltretutto, fa parte di una realt\u00e0 territorialmente stratificata com&#8217;\u00e8 l&#8217;Azione Cattolica. In un certo senso la complessit\u00e0 delle relazioni (non la complicazione, eh!) \u00e8 diventata il punto di partenza del nostro lavoro su Cagliari: ho l&#8217;impressione che sar\u00e0 anche il punto d&#8217;arrivo e, se devo anche dirla tutta, mi pare in generale una risorsa per la citt\u00e0 ancora tutta da sfruttare. Non so bene come dirlo: diciamo che sabato mattina ho penato che in fondo per una citt\u00e0 delle nostre dimensioni ci si conosce abbastanza poco, e che se le relazioni fossero pi\u00f9 curate la vita della citt\u00e0 cambierebbe.<\/p>\n<p>Ad ogni modo pescando fra le relazioni cittadine del nostro gruppo sono venuti a sedersi alla nostra tavola, sotto il bel <em>retablo<\/em> del Comune, un sacco di problemi, di vissuti, di opinioni, di esigenze diverse. E credo che questa multidimensionalit\u00e0 confermi un passaggio degli scritti di La Pira:<\/p>\n<blockquote><p>Entro la cerchia del!e mura cittadine i problemi del tempo presente assumono una dimensione umana perfettamente comprensibile.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ah, gi\u00e0, perch\u00e9 a tutti i partecipanti avevamo dato, scelto a caso, un brano degli scritti di La Pira: un piccolo scherzo, uno spaesamento, che mi sembra sia stato gradito.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Bonaria.jpg\"><img data-attachment-id=\"5058\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=5058\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Bonaria.jpg?fit=428%2C640\" data-orig-size=\"428,640\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;10&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D60&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1245789298&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;200&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.005&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Bonaria\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Bonaria.jpg?fit=200%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Bonaria.jpg?fit=428%2C640\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5058\" alt=\"Bonaria\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Bonaria.jpg?resize=200%2C300\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Bonaria.jpg?resize=200%2C300 200w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Bonaria.jpg?resize=100%2C150 100w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Bonaria.jpg?w=428 428w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>L&#8217;altra cosa che mi ha colpito \u00e8 che mi \u00e8 sembrato che l&#8217;occasione di confrontarsi, di parlare con altri, sia stata gradita e si sia rivelata piacevole. Vedo nascere in giro un gran numero di cenacoli, di diverse occasioni in cui la gente si mette attorno a un tavolo e ha piacere di confrontarsi, a un livello pi\u00f9 semplice che non quello di un convegno formale e mi sembra un segnale interessante e un motivo di riflessione anche per noi: avevamo pensato l&#8217;appuntamento di sabato come un&#8217;occasione singola, finalizzata a un obiettivo ulteriore che ci eravamo posti: in realt\u00e0 magari invece il piacere dell&#8217;incontrarsi vuol dire che avrebbe senso semplicemente riproporre periodicamente dei momenti in cui le persone possono esprimere le riflessioni del periodo, il loro sentire, i fenomeni che sentono pi\u00f9 importanti. Ci sarebbe qui un gran ruolo per la comunit\u00e0 cristiana, direi: sabato mi \u00e8 venuto in mente che si potrebbe fare qualche incontro in meno in cui <em>spiegare<\/em> (la dottrina sociale, la catechesi, e questo e quello) e qualche incontro in pi\u00f9 in cui far parlare, rendere protagonisti e, vivaddio, <em>ascoltare<\/em>. Un incontro ogni sei mesi in ogni parrocchia in cui ci si mette in venti attorno a un tavolo e ci si racconta ci\u00f2 che si vede capitare intorno a s\u00e9, nel quartiere, nella comunit\u00e0, nella rete di relazioni attorno alla propria chiesa sarebbe proprio una gran bellezza, credo.<\/p>\n<h2>Parola d&#8217;ordine: ambivalenza<\/h2>\n<p>L&#8217;altra cosa che mi ha molto colpito \u00e8 l&#8217;ambivalenza con cui tutti quelli che eravamo l\u00ec sabato guardiamo a Cagliari, o cos\u00ec mi \u00e8 sembrato. Mi spiego con un esempio: durante il giro iniziale di presentazioni abbiamo chiesto ai partecipanti di dire, oltre che dove abitavano, una cosa che gli piaceva di Cagliari e una cosa che <em>non<\/em> gli piaceva (come vedete, abbiamo usato tecniche di animazione semplicissime). In questi giri c&#8217;\u00e8 sempre qualcuno che dice la stessa cosa come pregio e come difetto: \u00abIl mio pregio? he sono testardo. Il mio difetto? Che sono testardo\u00bb. \u00c8 un modo bolso di non scoprirsi che usano quelli che si credono furbissimi. Anche nel nostro primo giro di presentazioni \u00e8 successo lo stesso, ma non era un trucchetto, era una lettura di sostanza, molto precisa e per nulla retorica. L&#8217;idea \u00e8 che Cagliari \u00e8 piena di potenzialit\u00e0 ma non le sfrutta, diciamo. Una certa impazienza condivisa nei confronti di un tesoro di citt\u00e0 che per\u00f2 troppo spesso si ferma al: \u00abvorrei ma non posso\u00bb e che dilapida i tesori, ambientali soprattutto, di cui \u00e8 dotata.<\/p>\n<p>Siccome io sono di solito un partigiano sfegatato di Cagliari, e un suo difensore a oltranza, questa ambivalenza, che era peraltro ben motivata, mi ha molto colpito. Naturalmente <a title=\"La vita cambia\" href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=2410\">come sapete nel mio pianerottolo vive anche mia sorella<\/a>, che dice che tornare a Cagliari da Prato le ha cambiato la vita. E sabato c&#8217;era Gaetano che \u00e8 venuto a Cagliari da Bari e ne \u00e8 felice. Ma il sospetto che mi porto via da sabato \u00e8 l&#8217;idea che Cagliari sia una citt\u00e0 a misura d&#8217;uomo, con un&#8217;alta qualit\u00e0 della vita&#8230; a certe condizioni. Condizioni di cui magari il sottoscritto, maschio, bianco, che vive in centro citt\u00e0, (relativamente) garantito, pi\u00f9 o meno sano, gode: ma chi non ha tutte queste caratteristiche forse trova Cagliari un po&#8217; meno spassosa da vivere.<\/p>\n<h2>Tre fili rossi<\/h2>\n<p>Il che ci porta direttamente ai tre temi con cui io riassumo la mattinata: sono i <em>miei<\/em> temi, nel senso che per esempio si \u00e8 parlato tanto di <em>abitare<\/em>, fin dal primo giro di cui ho parlato, ma nel mio personale riassunto non entra, sebbene sia importantissimo<em>.<\/em><\/p>\n<ul>\n<li><strong>Il primo \u00e8 quello della povert\u00e0<\/strong>. Lascio al <em>report<\/em> complessivo l&#8217;elenco di tutti i vari temi che sono stati sollevati e i vari modi con cui si declina la povert\u00e0 in citt\u00e0. Qui basta dire che \u00e8 stato un tema ricorrente ed evocato da troppe parti per poter essere ignorato. Devo dire che vado via dal <em>workshop<\/em> con una idea della citt\u00e0, anche sotto questo punto di vista, molto meno rassicurante di quello che mi piacerebbe. Poi \u00e8 chiaro che parliamo di fenomeni che non sono solo di Cagliari, sono globali, parliamo di fenomeni che riguardano la Sardegna e che si scaricano su Cagliari come il prezzo da pagare per il privilegio di essere la capitale regionale, parliamo di situazioni che non hanno la gravit\u00e0 che hanno in altre citt\u00e0 d&#8217;Italia, per\u00f2, per\u00f2, per\u00f2&#8230; sono meno rassicurato.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">Quando si parla di povert\u00e0 c&#8217;\u00e8 sempre da ricordare che non c&#8217;\u00e8 solo quella materiale, e questo conduce al secondo punto:<\/p>\n<ul>\n<li>I centri abitati ma soprattutto le citt\u00e0 sono, per definizione, i luoghi della civilt\u00e0: i luoghi dei templi, del sapere, della cura. <em>Civilt\u00e0<\/em> \u00e8, del resto, etimologicamente, un termine legato a citt\u00e0. E la vita civile \u00e8 una vita, come dire? <em>gentile<\/em>, o forse pi\u00f9 esattamente <em>umana<\/em>. Uno degli interventi che abbiamo ascoltato metteva l&#8217;accento sulla difficolt\u00e0 ad accettare un banale progetto sull&#8217;educazione alla differenza. Ascoltando riflettevo che non \u00e8 solo povera una citt\u00e0 in cui un progetto del genere (aldil\u00e0 della discussione sui contenuti del progetto, che onestamente non conosco a fondo): evidenzia una pecca nella sua civilt\u00e0. E questo \u00e8 un filo che lega lo squadrismo per cui si tirano i sacchetti di spazzatura contro casa di Soru (un episodio che \u00e8 venuto in mente a me, ma che sabato non \u00e8 stato citato), la tranquillit\u00e0 con cui complessivamente si accetta che ci siano migranti che per diversi giorni dormono all&#8217;aperto (un tema che sabato, invece, \u00e8 stato citato), il tema dell&#8217;illegalit\u00e0 crescente (anch&#8217;essa citata) e che passa, probabilmente, per una manchevolezza complessiva, storicamente, delle classi dirigenti della citt\u00e0. <strong>Una citt\u00e0 in cui bisogna lottare per la civilt\u00e0 e la gentilezza del vivere<\/strong>. \u00c8\u00a0 per me solo un abbozzo di riflessione, per il momento, ma diciamo: mi sento ulteriormente poco rassicurato.<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Vivere-il-centro-storico-bellezza-sviluppo-diritti.jpg\"><img data-attachment-id=\"4842\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=4842\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Vivere-il-centro-storico-bellezza-sviluppo-diritti.jpg?fit=800%2C531\" data-orig-size=\"800,531\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Vivere il centro storico bellezza sviluppo diritti\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Vivere-il-centro-storico-bellezza-sviluppo-diritti.jpg?fit=300%2C199\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Vivere-il-centro-storico-bellezza-sviluppo-diritti.jpg?fit=510%2C339\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-4842\" alt=\"Vivere il centro storico bellezza sviluppo diritti\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Vivere-il-centro-storico-bellezza-sviluppo-diritti.jpg?resize=300%2C199\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Vivere-il-centro-storico-bellezza-sviluppo-diritti.jpg?resize=300%2C199 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Vivere-il-centro-storico-bellezza-sviluppo-diritti.jpg?resize=150%2C99 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Vivere-il-centro-storico-bellezza-sviluppo-diritti.jpg?resize=700%2C464 700w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Vivere-il-centro-storico-bellezza-sviluppo-diritti.jpg?w=800 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Insomma: sorprendentemente, dentro un quadro di grande affetto per la citt\u00e0, sono emerse delle pecche e delle ombre. A un certo punto c&#8217;\u00e8 stato un passaggio molto interessante sul quartiere della Marina, sui suoi meccanismi di rilancio e sulla possibilit\u00e0 di replicarli altrove ed Enrico Lobina diceva: \u00abLa subalternit\u00e0 non si autorganizza\u00bb (ovviamente, altrimenti non sarebbe subalternit\u00e0). E allora <strong>chi dovrebbe accendere la scintilla dell&#8217;emancipazione nei quartieri<\/strong>, mi chiedevo? Non possono essere persone che vengono da fuori &#8211; Cagliari ha vissuto l&#8217;esperienza degli intellettuali di sinistra in missione a Sant&#8217;Elia, negli anni &#8217;60 e &#8217;70, e rimane un&#8217;esperienza tutto sommato piuttosto controversa. D&#8217;altra parte la citt\u00e0 avrebbe bisogno, davvero, di alcuni meccanismi di rilancio nei quartieri, di maggiore umanizzazione, di cura delle relazioni, di sviluppo, e di mille altre cose.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">Dir\u00f2 una cosa apparentemente ingenua da morire: in realt\u00e0 un luogo che potrebbe fare da scintilla c&#8217;\u00e8 in tutti i quartieri, ed \u00e8 la parrocchia (appunto: <em>par\u00e0 oik\u00e9<\/em>, in mezzo alle case). Il terzo filo rosso che mi proto via dal seminario di sabato \u00e8 del tutto ecclesiale, e pastorale: una cura per la povert\u00e0 della citt\u00e0 che non sia caritativa, ma di costruzione di circuiti virtuosi di relazioni di quartiere, di emancipazione, di quella che un tempo di sarebbe chiamata &#8220;promozione umana&#8221;. Mi sembrerebbe una pista interessante di lavoro.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">E andando via mi sono chiesto: \u00abMa se invece di amici del gruppo &#8220;La Pira&#8221; avessimo messo attorno al tavolo, a fare lo stesso lavoro, venti parroci della citt\u00e0, cosa ne sarebbe venuto fuori?\u00ab. Sarei davvero molto curioso di scoprirlo. Quasi quasi propongo al gruppo &#8220;La Pira&#8221; di farlo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domande di politica e quel gruppo a cui non viene mai detto di no Non so se ricordate un articolo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5057,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,49,54,62,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/SantEfisio.jpg?fit=640%2C428","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-1JC","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":11161,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=11161","url_meta":{"origin":6672,"position":0},"title":"La storia si ripete","author":"Rufus","date":"12\/11\/2015","format":false,"excerpt":"Pare che a Cagliari sia (di nuovo) tempo di\u00a0open space. 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