{"id":654,"date":"2012-08-23T02:17:50","date_gmt":"2012-08-23T00:17:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=654"},"modified":"2012-08-23T02:18:45","modified_gmt":"2012-08-23T00:18:45","slug":"ubaldino-dal-tacco","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=654","title":{"rendered":"Ubaldino dal Tacco"},"content":{"rendered":"<p>Ubaldino dal Tacco caric\u00f2 nel folto della massa dei nemici.<\/p>\n<p>Un cavaliere avversario gli si par\u00f2 dinanzi: aveva perso l&#8217;elmo e sul volto scarmigliato gli si leggeva un&#8217;espressione d&#8217;odio.<\/p>\n<p>Ubaldino ricevette il suo colpo di mazza sullo scudo e rispose con un affondo del proprio ferro, che colse l&#8217;altro sotto il braccio alzato, proprio dove, in corrispondenza dell&#8217;ascella, l&#8217;armatura era pi\u00f9 vulnerabile. Con un grido il cavaliere cadde al suolo e Ubaldino si volt\u00f2 a cercare un altro avversario, ma invano, perch\u00e9 nel frattempo i guerrieri della sua scorta personale avevano fatto il vuoto intorno a lui.<\/p>\n<p>Con un grugnito soddisfatto, Ubaldino si dedic\u00f2 ad osservare l&#8217;andamento della battaglia. Quello che vide lo spinse a compiacersi di se stesso. L&#8217;esercito del libero Comune di Piantibarino era ormai accerchiato sulle ali dalle sue formazioni di moschettieri e archibugieri, a cui aveva mischiato, per rafforzarle in caso di corpo a corpo, almeno cinquecento barbute dotate di alabarda e stocco. Al centro, dopo che i balestrieri avevano rotto l&#8217;impeto della cavalleria avversaria, le sue truppe montate, da molti considerate le migliori lance dell&#8217;Impero, avevano spezzato il fronte nemico e stavano ora ributtando i pi\u00f9 leggeri cavalieri comunali contro la loro stessa fanteria, che difficilmente, bersagliata sui lati e pressata sul davanti dai commilitoni in fuga disordinata, avrebbe potuto mantenersi in formazione ancora a lungo.<\/p>\n<p>Ubaldino poteva vedere gli ufficiali nemici tentare con difficolt\u00e0 sempre crescenti di mantenere l&#8217;ordine fra i loro uomini. Gaspardo Savinotto, il Capitano d&#8217;Armi del Comune, stava presiedendo poco pi\u00f9 in l\u00e0 una concitata riunione degli ufficiali superiori dell&#8217;esercito comunale.<\/p>\n<p>L&#8217;unica speranza, per loro, consisteva nel permettere alla cavalleria in fuga di arrivare fino alle retrovie e riassestarsi, mentre gli almogaveri di riserva rallentavano l&#8217;impeto degli inseguitori. Ma per far questo era necessario che le pesanti formazioni di picchieri, che costituivano il nerbo dell&#8217;esercito comunale, si allargassero sulle ali per dare spazio ai cavalieri in fuga. E per allargarsi sulle ali dovevano percorrere almeno ottocento metri su ciascun lato, allo scoperto, sotto il fuoco della fanteria imperiale.<\/p>\n<p>Ubaldino non sembrava preoccupato mentre, penosamente, l&#8217;esercito del Comune eseguiva la manovra. Le picche abbassate, le compagnie di fanti marciarono stolidamente incontro alla morte. Il fuoco dei moschetti falci\u00f2 una fila dopo l&#8217;altra, una decuria dopo l&#8217;altra, ed essi continuarono ad avanzare finch\u00e9, finalmente, furono a contatto degli avversari. E l\u00ec si consum\u00f2 un altro bagno di sangue. Le barbute imperiali armate di alabarda e i picchieri comunali erano truppe equivalenti, che avevano imparato a conoscersi in cento anni di guerre feroci ed ininterrotte. Esistevano molti conti da regolare, fra loro, e nessuno desiderava ritirarsi per primo. In mezzo ai fanti corazzati gli archibugieri lottavano disperatamente per evitare di essere fatti a pezzi, usando le loro armi da fuoco come clave.<\/p>\n<p>Frattanto, gli almogaveri erano andati incontro ad una sorte ancora pi\u00f9 sanguinosa. Questi guerrieri leggeri, privi di armatura ma armati di un leggero scudo di cuoio, di giavellotti, spada e pugnale, erano stati i protagonisti leggendari di tutte le guerre di confine fra l&#8217;Impero e i Comuni. La loro resistenza e il loro coraggio erano straordinarie, e anche questa volta tennero fede alla loro fama. Si incunearono fra nemico e nemico, si aggrapparono ai lancieri, tentando di gettarli al suolo per poterli poi inchiodare mentre, ingombrati dall&#8217;armatura, provavano faticosamente a rimettersi in piedi; Ubaldino stesso fu quasi disarcionato da un fante che si era finto morto per poter attaccare la sua cavalcatura dal basso, a rischio di essere calpestato a morte.<\/p>\n<p>Ma tutto fu inutile. Lentamente ma sicuramente, usando le grandi scuri a due tagli e le spade invece delle lance, i guerrieri imperiali avanzarono. Contemporaneamente, anche il combattimento sulle ali ebbe termine. Gli Imperiali erano riusciti a tenere la posizione e, improvvisamente, la resistenza dei picchieri croll\u00f2: tutti gli ufficiali erano morti e ciascuno di loro gettava sangue da almeno dieci ferite: maledicendo i loro dei per dover cedere di fronte a quel nemico cos\u00ec odiato, i picchieri si diedero nondimeno alla fuga. Ormai nulla poteva salvare l&#8217;esercito comunale: le sue falangi erano in rotta e la sua celebrata fanteria leggera era stata fatta a pezzi. Invano Gaspardo guid\u00f2 una carica di cavalleria contro il nemico che avanzava da ogni parte: era una ben misera forza quella che guidava, composta da truppe ancora disorganizzate e ormai esse stesse convinte dell&#8217;ineluttabilit\u00e0 della propria sconfitta.<\/p>\n<p>\u00abProprio degno di Gaspardo\u00bb, pens\u00f2 Ubaldino. \u00abValoroso, certo, ma stupido. Potrebbe ancora salvare quel che resta del suo esercito e rifugiarsi dentro le mura di Piantibarino, resistere un po&#8217;, contrattare una resa onorevole. Invece vuole proprio trovare una eroica morte sul campo. Bene, l&#8217;idiota sar\u00e0 accontentato, e magari domani mi piglier\u00f2 sua moglie. Sarebbe una strana sensazione\u00bb, aggiunse con un sogghigno.<\/p>\n<p>Poi Ubaldino fece un gesto, e gli ultimi soldati del Comune furono sommersi da ogni parte. No, non sommersi tutti, perch\u00e9 intorno a Gaspardo, intorno al Gonfalone del Comune ancora uno sparuto manipolo resisteva.<\/p>\n<p>\u00abAbbattete il Capitano, idioti, cos\u00ec la finiamo!\u00bb abbai\u00f2 Ubaldino. Ma non era tanto semplice, perch\u00e9 l&#8217;uomo si difendeva assai valorosamente. Due alabardieri imperiali caddero prima di potere arrivare a menare un colpo, e gli altri si ritrassero timorosi. <em>Idioti, tre volte idioti, se la battaglia non fosse gi\u00e0 vinta la perderemmo, fosse per il loro coraggio<\/em>.<\/p>\n<p>Poi Ubaldino lanci\u00f2 il suo urlo di guerra, spron\u00f2 la sua bestia e si gett\u00f2 verso il Savinotto. Gaspardo lo vide arrivare, e ebbe paura. Sul volto del nemico lesse la propria morte, esit\u00f2 un attimo nell&#8217;alzare lo scudo e quell&#8217;attimo gli fu fatale: la lancia di Ubaldino lo colse sotto la gola e lo gett\u00f2 a terra.<\/p>\n<p>Cos\u00ec mor\u00ec Gaspardo Savinotto e la speranza di Piantibarino.<\/p>\n<p>Gli ultimi superstiti non erano ancora stati sopraffatti che gi\u00e0 Ubaldino era a terra, accanto al corpo del nemico che aveva appena ucciso. Aveva emozioni contrastanti. Grandi pensieri si affollavano nella sua mente: aveva combattuto sei anni con l&#8217;uomo che ora stava ai suoi piedi e finalmente aveva vinto. E non solo: ora che Piantibarino era caduto nessuno degli altri Comuni avrebbe osato opporsi all&#8217;Armata. L&#8217;Imperatore avrebbe potuto aggiungere un&#8217;altra provincia ai suoi graziosi possessi e il merito sarebbe stato unicamente suo, di Ubaldino. Ora avrebbe avuto il comando supremo della campagna, e un giorno, con un po&#8217; di abilit\u00e0, sarebbe potuto diventare anche Maresciallo Supremo dell&#8217;Impero.<\/p>\n<p>Questo era alla sua portata, ma lui era ambizioso: in fondo, non era la prima volta nella storia dell&#8217;Impero che i successi militari erano il primo passo verso il trono&#8230; eppure, tutti questi pensieri ora non lo interessavano pi\u00f9 di tanto: davanti a lui c&#8217;era solo quel volto, quell&#8217;uomo bello e coraggioso che lo aveva ostacolato e che lui aveva ucciso. Si, c&#8217;era qualcosa da fare, prima di pensare alla gloria. Anche un futuro Imperatore puo&#8217; permettersi delle debolezze.<\/p>\n<p>Ubaldino si volt\u00f2 e chiam\u00f2 un soldato: premurosamente, il suo attendente si fece avanti.<\/p>\n<p>\u00abHeinz, voglio che quest&#8217;uomo sia raccolto, lavato e ripulito. Affidalo a Mastro Sepp, per questo. Che ci metta ogni cura. Lo manger\u00f2 questa sera a cena\u00bb. Guard\u00f2 ancora il Capitano morto. \u00abDev&#8217;essere abbastanza tenero ed \u00e8 bene in carne\u00bb.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, vedete, Ubaldino dal Tacco era un orco.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ubaldino dal Tacco caric\u00f2 nel folto della massa dei nemici. Un cavaliere avversario gli si par\u00f2 dinanzi: aveva perso l&#8217;elmo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,63,56,18,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-ay","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":8816,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=8816","url_meta":{"origin":654,"position":0},"title":"Gufi. O comunisti. Cos\u00ec \u00e8 (se vi pare&#8230;)","author":"Rufus","date":"07\/11\/2014","format":false,"excerpt":"Non aderisco particolarmente all'idea che Renzi sia come Berlusconi, soprattutto\u00a0perch\u00e9, sebbene ci siano effettivi elementi di somiglianza fra le due figure, il modo di agire e il programma politico che portano avanti, temo che l'equazione troppo facile fissi il pensiero politico in una sorta di eterno istante immutabile impedendo di\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Leopolda-5.png?fit=633%2C415&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":8177,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=8177","url_meta":{"origin":654,"position":1},"title":"Di piatti bizantini, spade cinesi e altri oggetti con la tendenza a viaggiare","author":"Rufus","date":"09\/08\/2014","format":false,"excerpt":"Quando l'altro giorno ho scritto l'articolo su\u00a0The road to Hel e la simbologia delle navicelle nuragiche\u00a0avevo in mente di citare un'altra cosa\u00a0che ho trovato nella prima parte del libro e che ha marginalmente a che fare con la Sardegna. Poi l'articolo si \u00e8 dilungato, altre divagazioni davvero non ce ne\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Aiace-e-Achille-gioco-da-tavolo.jpg?fit=1024%2C680&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Aiace-e-Achille-gioco-da-tavolo.jpg?fit=1024%2C680&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Aiace-e-Achille-gioco-da-tavolo.jpg?fit=1024%2C680&resize=700%2C400 2x"},"classes":[]},{"id":4189,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4189","url_meta":{"origin":654,"position":2},"title":"Violenza banalizzata","author":"Rufus","date":"01\/08\/2013","format":false,"excerpt":"L'altro giorno Un altro genere di comunicazione\u00a0ha pubblicato (in anteprima, la campagna \u00e8 uscita oggi) il titolo e le immagini della nuova campagna della Yamamay (la vedete qui a fianco). Una campagna apparentemente \"sociale\", dedicata al tema della violenza contro le donne. La redazione di Un altro genere di comunicazione\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Ferma-il-bastardo.jpg?fit=546%2C768&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":4664,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4664","url_meta":{"origin":654,"position":3},"title":"Io e la Gerusalemme liberata","author":"Rufus","date":"15\/10\/2013","format":false,"excerpt":"Sto leggendo la Gerusalemme liberata e (sorprendentemente?) mi sta piacendo moltissimo: l'ho iniziata in modo del tutto casuale in un momento di noia in cui cercavo qualcosa, qualsiasi cosa, che fosse disponibile sul palmare e ho scoperto che il programma di lettura ne aveva una copia in libera circolazione. Dopo\u2026","rel":"","context":"In &quot;Cappe e spade&quot;","block_context":{"text":"Cappe e spade","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=70"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Gesrusalemme-liberata.jpg?fit=315%2C420&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":11758,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=11758","url_meta":{"origin":654,"position":4},"title":"L&#8217;ambiguo Goldoni spiegato coi fratelli Coen","author":"Rufus","date":"01\/04\/2016","format":false,"excerpt":"Continuo il recupero delle due puntate di Oggi parliamo di libri che avevo saltato e vi\u00a0presento oggi la puntata su Goldoni e la\u00a0Locandiera: prima di incollarvela qui sotto mi limito a dire che a me, a dir la verit\u00e0, era piaciuto molto di pi\u00f9 il Goldoni di\u00a0Servitore di due padroni\u00a0di\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Nancy-Brilli-Mirandolina.jpg?fit=800%2C566&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Nancy-Brilli-Mirandolina.jpg?fit=800%2C566&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Nancy-Brilli-Mirandolina.jpg?fit=800%2C566&resize=700%2C400 2x"},"classes":[]},{"id":13832,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13832","url_meta":{"origin":654,"position":5},"title":"Nessuna piet\u00e0, siamo inglesi","author":"Rufus","date":"09\/06\/2017","format":false,"excerpt":"Stanotte, lo confesso, ho fatto le ore piccole per seguire le elezioni inglesi. Quando sono andato a dormire, peraltro, Corbyn era in testa di due punti percentuali e una decina di seggi: facile dire che questo dipendeva dalla particolare conformazione politica e demografica dei collegi\u00a0scrutinati fino a quel momento; stamattina,\u2026","rel":"","context":"In &quot;Antropologia&quot;","block_context":{"text":"Antropologia","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=97"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Scalpare.jpg?fit=1024%2C718&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Scalpare.jpg?fit=1024%2C718&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Scalpare.jpg?fit=1024%2C718&resize=700%2C400 2x"},"classes":[]}],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/654"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=654"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/654\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":656,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/654\/revisions\/656"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=654"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=654"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=654"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}