{"id":5863,"date":"2014-01-16T17:45:47","date_gmt":"2014-01-16T16:45:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=5863"},"modified":"2024-04-18T10:41:58","modified_gmt":"2024-04-18T08:41:58","slug":"solo-posti-in-piedi-al-mambo-di-bologna","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=5863","title":{"rendered":"Solo posti in piedi al MAMbo di Bologna"},"content":{"rendered":"<h2>Dei vantaggi comparati di diverse citt\u00e0<\/h2>\n<p>Uno dei vantaggi meno noti che una citt\u00e0 come Bologna ha nei confronti di altri centri urbani pi\u00f9 sfortunati \u00e8 il fatto che, essendo la sigla della provincia una bella sillaba piena e roBOante, si presta bene a essere inserita in tutta una serie di acronimi: per esempio il progetto di microcredito di Bologna si chiama <em>Micro-bo<\/em>, per dire.<\/p>\n<p>Naturalmente non \u00e8 un vantaggio assoluto: per esempio qui a Cagliari la sigla dell&#8217;Universit\u00e0 \u00e8 <em>UniCa <\/em>(ed \u00e8 appropriato: in effetti non ce n&#8217;\u00e8 un&#8217;altra, di universit\u00e0 come la nostra &#8211; solo che la cosa pu\u00f2 essere interpretata in diversi modi), il Festival della musica che si svolge fra Milano e Torino si chiama <em>MiTo<\/em> (se si fosse svolto fra Torino e Palermo, per esempio, sarebbe stato senz&#8217;altro meno &#8211;\u00a0 o forse pi\u00f9 &#8211; suggestivo)\u00a0e cos\u00ec via. E anche a Bologna farebbero bene a non utilizzare il metodo in tutte\u00a0le occasioni, dato che non mi sembrerebbe consigliabile chiamare il punto di riferimento turistico <em>TuBo<\/em>, per esempio (lascio alla vostra fantasia malata i possibili significati di termini come incubo, improbo, reprobo, lavabo, flebo, gazebo e placebo. Va detto che fra le parole che si applicherebbero a Cagliari ci sono\u00a0amaca, cloaca, cardiaca, sismica, bellica, collerica\u00a0e sambuca).<\/p>\n<h2>Quello che lo zio Rufus fa dopo le riunioni<\/h2>\n<p>Tutta questa lunga introduzione serve per spiegare un dialogo surreale che ho avuto ieri con un barista. A Bologna.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che quando terminano le riunioni di Banca Etica tutti se ne vanno a prendere il treno e nel giro al massimo di un&#8217;ora sono in viaggio verso casa. Io, che sono l&#8217;unico che vive oltre il mare e prendo sempre aerei a notte fonda, rimango.<\/p>\n<p><a title=\"Il blues dell\u2019aereoporto\" href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=1047\">Per diverso tempo sono andato direttamente all&#8217;aeroporto<\/a>, ma ultimamente mi sono convinto che <a title=\"Sul set di film immaginari \u2013 1\" href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=39\">gli aeroporti sono luoghi malsani<\/a>, dove ci si abbruttisce fra negozi improponibili, luci al <em>neon <\/em>e mondi di plastica,\u00a0e ho deciso di passarci meno tempo possibile. Quindi giro la citt\u00e0 in cui mi trovo, o vado in un museo. <a title=\"Lezioni di abbordaggio alla Feltrinelli\" href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4542\">A Roma, come ho gi\u00e0 raccontato, spesso giro per librerie<\/a>.<\/p>\n<p>Una delle ultime volte a Bologna\u00a0ero andato a rivedere la <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Basilica_di_Santo_Stefano_(Bologna)\">chiesa di Santo Stefano<\/a>, un posto a cui sono molto affezionato. Ieri mia sorella mi aveva avvisato che a Bologna c&#8217;era\u00a0 una mostra di Vermeer, e quindi ci avevo fatto da subito un pensierino.<\/p>\n<p>L&#8217;unico problema era che non avevo la minima idea di quale museo ospitasse la mostra. L&#8217;indicazione del mio amico Alberto Arca: \u00abSar\u00e0 in quel museo l\u00e0, sotto i portici\u00bb mi sembrava, diciamo cos\u00ec, un tantino generica, considerato che Bologna ha la maggiore estensione di portici d&#8217;Europa.<\/p>\n<p>Cos\u00ec esco dalla riunione, entro in un bar, chiedo un caff\u00e8 e, al momento di pagare, dico: \u00abForse mi pu\u00f2 dare un&#8217;informazione. Sono di passaggio a Bologna e mi hanno detto che in questo periodo c&#8217;\u00e8 Vermeer. Sa mica dov&#8217;\u00e8?\u00bb.<\/p>\n<p>E il barista mi fa: \u00abDavvero non saprei. Per\u00f2 se \u00e8 di passaggio a Bologna qui vicino c&#8217;\u00e8 il <em>mambo<\/em>.\u00a0Pu\u00f2 vedere\u00a0Morandi\u00bb.<\/p>\n<p>Mambo. Uhm. E io penso: <em>che gli devo dire?<\/em> <em>Cosa penser\u00e0, che Vermeer<\/em> <em>\u00e8 un ballerino<\/em> <em>uruguagio?\u00a0 E sono cos\u00ec <\/em>vecchio<em> all&#8217;aspetto che mi consiglia Morandi?! Alla prossima cosa sar\u00e0: la balera?<\/em><\/p>\n<p>Invece c&#8217;aveva ragione, c&#8217;aveva. Perch\u00e9 il <a href=\"http:\/\/www.mambo-bologna.org\/\"><em>MAMbo<\/em> sarebbe il <em>Museo d&#8217;Arte Moderna di Bologna<\/em><\/a>. E Morandi ovviamente era Giorgio, non Gianni. E la mostra di Vermeer, oltretutto, apre il mese prossimo.<\/p>\n<h2>Visita al <em>MAMbo<\/em><\/h2>\n<p>E quindi in fondo a via Amendola vado a sinistra in via don Minzoni (sotto i portici, guarda un po&#8217;) e mi ritrovo al <em>MAMbo<\/em>.<\/p>\n<p>La prima sorpresa \u00e8 che al momento c&#8217;\u00e8 anche una mostra temporanea. <a href=\"http:\/\/www.mambo-bologna.org\/mostre\/mostra-112\/\">\u00c8 esposta una selezione della collezione d&#8217;arte di <em>Unicredit<\/em><\/a>, il che \u00e8 un po&#8217; bizzarro, dopo aver passato la giornata a fare cose per la finanza etica. E un po&#8217; mentre giro per la collezione &#8211; bellissima\u00a0e meravigliosamente varia, con la <a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/klimt-le-ninfe.jpg\"><img data-attachment-id=\"5873\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=5873\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/klimt-le-ninfe.jpg?fit=800%2C1310\" data-orig-size=\"800,1310\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"klimt le ninfe\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/klimt-le-ninfe.jpg?fit=183%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/klimt-le-ninfe.jpg?fit=510%2C836\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5873\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/klimt-le-ninfe.jpg?resize=183%2C300\" alt=\"klimt le ninfe\" width=\"183\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/klimt-le-ninfe.jpg?resize=183%2C300 183w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/klimt-le-ninfe.jpg?resize=91%2C150 91w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/klimt-le-ninfe.jpg?resize=625%2C1024 625w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/klimt-le-ninfe.jpg?resize=700%2C1146 700w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/klimt-le-ninfe.jpg?w=800 800w\" sizes=\"(max-width: 183px) 100vw, 183px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>commistione fra acquisizioni di chiss\u00e0 quando e recentissime, arte concettuale, grafici del XXI secolo\u00a0e pittori barocchi tutti messi insieme (e con un allestimento del tutto pretestuoso, sulla magia, <em>tz\u00e9<\/em>) &#8211; misuro fisicamente una cosa che qualche volta ho sentito dire, in Banca Etica.<\/p>\n<p>Che sarebbe questa: negli ultimi anni abbiamo avuto percentuali di crescita mostruose, in certi settori anche superiori al venti per cento. Eppure se anche supponessimo di mantenere queste percentuali &#8211; il che sarebbe impensabile &#8211; e le proiettassimo nel futuro, per raggiungere le dimensioni di <em>Unicredit<\/em> dovremmo mantenerle per <em>settanta<\/em> anni. Settanta.<\/p>\n<p>E mentre ammiro un Klimt (e che Klimt: bellissimo) o un De Chirico (mi pare di ricordare, comunque era orrendo, che Dio mi perdoni) mi chiedo: \u00abQuanti anni ci vorrebbero perch\u00e9 noi si abbia un Klimt esposto nella sede principale di Banca Etica?\u00bb. Probabilmente pi\u00f9 di settanta. Poi penso alla <a href=\"http:\/\/www.zoes.it\/attivita-git-banca-etica\/eventi\/foggia-mostra-fotografica-dignita-liberta-scatti-letizia-battaglia\">collezione di foto di Letizia Battaglia<\/a> e mi dico che forse non \u00e8 proprio cos\u00ec, e che la bellezza segue comunque le buone opere. O spero.<\/p>\n<p>Il quadro pi\u00f9 bello, secondo me, non era nemmeno\u00a0<em>Le ninfe<\/em>\u00a0di Klimt, ma <em>Il lamento dell&#8217;ora<\/em> di Jean Baptiste Greuze, un pittore di cui non avevo mai sentito parlare (lo ammetto) ma che ho trovato di una impressionante forza espressiva.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Il-lamento-dellora.jpg\"><img data-attachment-id=\"5874\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=5874\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Il-lamento-dellora.jpg?fit=1040%2C1364\" data-orig-size=\"1040,1364\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Il lamento dell&#8217;ora\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Il-lamento-dellora.jpg?fit=228%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Il-lamento-dellora.jpg?fit=510%2C670\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-large wp-image-5874\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Il-lamento-dellora.jpg?resize=700%2C918\" alt=\"Il lamento dell'ora\" width=\"700\" height=\"918\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Il-lamento-dellora.jpg?resize=780%2C1024 780w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Il-lamento-dellora.jpg?resize=114%2C150 114w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Il-lamento-dellora.jpg?resize=228%2C300 228w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Il-lamento-dellora.jpg?resize=700%2C918 700w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Il-lamento-dellora.jpg?w=1040 1040w\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nel museo vero e proprio ho la terza sorpresa della serata. Perch\u00e9 a fianco al <em>Funerale di Togliatti<\/em> di Guttuso (datato, oh quanto datato, ma anche questo quanto a potenza non scherza per nulla) ci sono <a href=\"http:\/\/www.mambo-bologna.org\/collezioneonline\/collezionecontemporanea\/opera-643\/\">due tappeti sardi di Roberto Sebastian Matta<\/a>. Strano come si reincontri la Sardegna, ogni tanto, sulla testa di <em>Unicredit <\/em>e a fianco a Guttuso.<\/p>\n<h2>Inquietudine<\/h2>\n<p>La collezione Morandi vera e propria \u00e8 ovviamente bellissima e io me la godo in totale solitudine: sono praticamente l&#8217;unico visitatore.<\/p>\n<p>Man mano per\u00f2 il piacere dei colori, di quelle meravigliose nature morte &#8211; e soprattutto dei paesaggi, anche se immagino che andr\u00f2 controcorrente, qui &#8211; \u00e8 turbato da una strana sensazione. Perch\u00e9 non sono <em>proprio<\/em> solo: ovviamente c&#8217;\u00e8 il personale di servizio, i custodi e le custodi, praticamente uno per ogni sala. I quali, essendoci solo io, ovviamente non hanno granch\u00e9 da fare. E, altrettanto ovviamente, stanno seduti. Ma deve esistere una qualche regola di servizio del <em>MAMbo<\/em> che prevede che all&#8217;approssimarsi del visitatore ci si alzi in piedi. E quindi io entro e quelli si alzano, poveretti. Esco e si risiedono. Torno nella sala perch\u00e9 mi \u00e8 venuto un dubbio e voglio confrontare un quadro e subito si rialzano. Sbaglio sala e rientro dove sono gi\u00e0 stato e scattano in piedi. Pian piano diventa angosciante: mi sento come Case nell&#8217;albergo di Istanbul in <em>Neuromante<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p>Si frug\u00f2 in una tasca piena di lire turche, infilando una dopo l\u2019altra le monete piccole e opache, vagamente divertito dall\u2019anacronismo di quella procedura. Il telefono pi\u00f9 vicino a lui squill\u00f2.<\/p>\n<p>Per puro riflesso automatico sollev\u00f2 il ricevitore.<\/p>\n<p>\u2014\u00a0S\u00ec?<\/p>\n<p>Un suono vagamente modulato, minuscole voci quasi impercettibili accavallate in un qualche collegamento orbitale, e poi un fruscio simile al vento.<\/p>\n<p>\u2014\u00a0Ciao, Case.<\/p>\n<p>Una moneta da cinquanta lire turche gli cadde di mano, rimbalz\u00f2 e rotol\u00f2 lontano attraverso la moquette dell\u2019Hilton.<\/p>\n<p>\u2014\u00a0Invernomuto, Case. \u00c8 ora di fare quattro chiacchiere.<\/p>\n<p>Era la voce di un chip.<\/p>\n<p>\u2014\u00a0Non vuoi parlare, Case?<\/p>\n<p>Riappese.<\/p>\n<p>Mentre tornava nell\u2019atrio dell\u2019albergo senza aver comprato le sigarette, Case fu costretto a ripercorrere per tutta la lunghezza il corridoio con la fila di telefoni. Uno dopo l\u2019altro, squillarono tutti al suo passaggio.<\/p><\/blockquote>\n<p>Attorniato da nature morte percorro corridoi deserti. Al mio passaggio i custodi fanno la <em>ola<\/em><em>. <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dei vantaggi comparati di diverse citt\u00e0 Uno dei vantaggi meno noti che una citt\u00e0 come Bologna ha nei confronti di<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5874,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,56,61],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Il-lamento-dellora.jpg?fit=1040%2C1364","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-1wz","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":20523,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=20523","url_meta":{"origin":5863,"position":0},"title":"Videogame e intelligenza artificiale su Mosaico di pace","author":"Rufus","date":"19\/06\/2024","format":false,"excerpt":"Uno degli effetti negativi dei miei periodici silenzi qui sul blog \u00e8 che poi mi dimentico di raccogliere le cose che scrivo su altri mezzi, non digitali. 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