{"id":5564,"date":"2013-12-28T15:30:27","date_gmt":"2013-12-28T14:30:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=5564"},"modified":"2014-12-26T18:42:42","modified_gmt":"2014-12-26T17:42:42","slug":"perche-e-sbagliato-forse-lasciare-roba-da-mangiare-per-babbo-natale","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=5564","title":{"rendered":"Perch\u00e9 \u00e8 sbagliato (forse) lasciare roba da mangiare per Babbo Natale"},"content":{"rendered":"<p>Ho notato quest&#8217;anno che molti amici con figli, documentando i preparativi natalizi su <em>Facebook<\/em>, hanno fatto vedere che vicino al camino o in luoghi equivalenti \u00e8 stato lasciato qualcosa da mangiare per Babbo Natale (di solito latte e dolciumi) e perfino qualcosa per le renne.<\/p>\n<h2>I bambini vogliono bene a Babbo Natale<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Santa-Claus-was-real-Chuck-Norris.jpg\"><img data-attachment-id=\"5609\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=5609\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Santa-Claus-was-real-Chuck-Norris.jpg?fit=400%2C355\" data-orig-size=\"400,355\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Santa Claus was real Chuck-Norris\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Santa-Claus-was-real-Chuck-Norris.jpg?fit=300%2C266\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Santa-Claus-was-real-Chuck-Norris.jpg?fit=400%2C355\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5609\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Santa-Claus-was-real-Chuck-Norris.jpg?resize=300%2C266\" alt=\"Santa Claus was real Chuck-Norris\" width=\"300\" height=\"266\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Santa-Claus-was-real-Chuck-Norris.jpg?resize=300%2C266 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Santa-Claus-was-real-Chuck-Norris.jpg?resize=150%2C133 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Santa-Claus-was-real-Chuck-Norris.jpg?w=400 400w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Beh, in prima battuta \u00e8 buona educazione e un pensiero gentile: Babbo Natale sar\u00e0 stanco, poveretto, con tutti quei regali da portare, avr\u00e0 bisogno di rifocillarsi. Certo, realisticamente \u00e8 probabile che il suo dietologo non approvi: in Italia ci sono circa un milione e mezzo di famiglie con figli sotto i dieci anni, se anche solo un decimo prepara una merenda di questo genere (diciamo da circa 250 calorie) vuol dire che Babbo Natale nel giro di poche ore consuma da solo circa 325.000 calorie, pari pi\u00f9 o meno al fabbisogno della mia famiglia per sei mesi. Se <em>tutti<\/em> in tutto il mondo dovessero lasciare qualcosa da mangiare per Babbo Natale il suo caratteristico <em>ho-ho-ho<\/em> si muterebbe presto in un rantolo diabetico.<\/p>\n<p>O forse Babbo Natale non ingrassa perch\u00e9 brucia tutte queste calorie per negare la famosa teoria fisica che dichiara che lui non esiste, o se esiste \u00e8 stato vaporizzato alla sua prima uscita di volo, molti anni fa (<a href=\"http:\/\/www.daclarke.org\/Humour\/santa.html\">la forma originale della teoria \u00e8 in inglese<\/a>, ma una <a href=\"http:\/\/nonciclopedia.wikia.com\/wiki\/Dimostrazione_dell%27inesistenza_di_Babbo_Natale\">versione italiana ridotta esiste su <em>Nonciclopedia<\/em><\/a>).<\/p>\n<h2>Un Babbo Natale un po&#8217; vescovo e un po&#8217; sinistro<\/h2>\n<p>In realt\u00e0 per\u00f2 quello di cui volevo parlare in questo articolo \u00e8 altro. L&#8217;antropologo dilettante che \u00e8 in me \u00e8 stato risvegliato dal fatto che questa tradizione mi pare abbastanza <em>nuova<\/em>: e mi sono chiesto dove vattelapesca se la siano andati a trovare, gli iniziatori. E pi\u00f9 in generale mi pare un segnale della crescente americanizzazione e &#8220;celtogermanizzazione&#8221; del mito di Babbo Natale, il quale come saprete in origine era un santo vescovo (c&#8217;\u00e8 sempre qualcuno che sobbalza, a questo punto), San Nicola di Bari, il metropolita della citt\u00e0 di Myra in Asia Minore. Per dire, la veste rossa \u00e8 quella dei vescovi (infatti nelle raffigurazioni pi\u00f9 antiche ha la tunica lunga, non i pantaloni), il cappuccio era diritto ed era una mitra e Claus (o Claes) \u00e8 una abbreviazione nordeuropea di Nicolaus o una forma simile del nome.<\/p>\n<p>Se non ricordo male a San Nicola si attribuisce l&#8217;abitudine di fare beneficenza in forma anonima, in particolare per la dote di povere ragazze nubili, lasciando delle borse col denaro in punti inaspettati della casa, e questa sarebbe l&#8217;origine del perch\u00e9 nei Paesi Bassi, in Germania e altrove gli si sia attribuita la caratteristica di portare regali ai bambini (segnalerei che San Nicola \u00e8 morto il 6 dicembre e, come per Santa Lucia che anch&#8217;essa porta i doni, la sua festa antecedentemente all&#8217;adozione del calendario gregoriano &#8211; e nell&#8217;Europa settentrionale venne credo adottato molto pi\u00f9 tardi che in Italia &#8211; doveva cadere in prossimit\u00e0 del solstizio d&#8217;inverno, cio\u00e8 nella data in cui col nuovo calendario si trov\u00f2 successivamente collocato il Natale).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Santa-Claus-deads.jpg\"><img data-attachment-id=\"5611\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=5611\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Santa-Claus-deads.jpg?fit=500%2C372\" data-orig-size=\"500,372\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Santa Claus deads\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Santa-Claus-deads.jpg?fit=300%2C223\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Santa-Claus-deads.jpg?fit=500%2C372\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5611\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Santa-Claus-deads.jpg?resize=300%2C223\" alt=\"Santa Claus deads\" width=\"300\" height=\"223\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Santa-Claus-deads.jpg?resize=300%2C223 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Santa-Claus-deads.jpg?resize=150%2C111 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Santa-Claus-deads.jpg?resize=268%2C200 268w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Santa-Claus-deads.jpg?w=500 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Ok, questo giustifica i doni ai bambini. Ma il cibo in contraccambio? <em>Wikipedia<\/em> segnala un collegamento con una tradizione germanica e scandinava, legata al mito della cavalcata dei morti: nel cuore dell&#8217;inverno passava la cavalcata di Odino (il quale, come la sua controparte germanica Wotan, \u00e8 il custode della aule dei morti) e gli si lasciava &#8211; \u00e8 palesemente un gesto apotropaico &#8211; paglia per i cavalli in modo che potessero ristorarsi (e perch\u00e9 al padrone della cavalcata, si suppone, non venisse l&#8217;idea di guardarsi attorno per la casa in cerca di gente da aggiungere al proprio seguito). I doni sarebbero un segnale dell&#8217;alleanza stipulata, del fatto che Odino ha gradito e che, per quest&#8217;anno, l&#8217;inverno non si porter\u00e0 via nessun bambino. Pian piano San Nicola\u00a0si \u00e8 sovrapposto alla cavalcata dei morti ma il segnale della pi\u00f9 sinistra tradizione precedente sopravvive (del resto un discorso simile vale per i dolcetti ai bambini nella ricorrenza della commemorazione dei fedeli defunti, abitudine che in molte parti d&#8217;Europa si mischia con l&#8217;usanza di lasciare cibo e bevanda per i morti che nella notte si crede tornino sulla terra: ai morti il cibo, ai bambini in cambio, in pegno di sicurezza, regalini).<\/p>\n<p>Il che, lo ammetterete, guasta un po&#8217; quella serafica immagine del Natale che spirava su questo articolo fino a un attimo fa. E probabilmente non \u00e8 il tipo di spiegazione del gesto che vorreste proporre ai vostri bambini, mentre addobbate il camino.<\/p>\n<h2>Ma tanto c&#8217;\u00e8 il rassicurante Babbo Natale con gli elfi&#8230;<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Bad_Santa_by_artist_kerembeyit.jpg\"><img data-attachment-id=\"5608\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=5608\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Bad_Santa_by_artist_kerembeyit.jpg?fit=750%2C1053\" data-orig-size=\"750,1053\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Bad_Santa_by_artist_kerembeyit\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Bad_Santa_by_artist_kerembeyit.jpg?fit=213%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Bad_Santa_by_artist_kerembeyit.jpg?fit=510%2C716\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-5608\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Bad_Santa_by_artist_kerembeyit.jpg?resize=213%2C300\" alt=\"Bad_Santa_by_artist_kerembeyit\" width=\"213\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Bad_Santa_by_artist_kerembeyit.jpg?resize=213%2C300 213w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Bad_Santa_by_artist_kerembeyit.jpg?resize=106%2C150 106w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Bad_Santa_by_artist_kerembeyit.jpg?resize=729%2C1024 729w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Bad_Santa_by_artist_kerembeyit.jpg?resize=700%2C982 700w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Bad_Santa_by_artist_kerembeyit.jpg?w=750 750w\" sizes=\"(max-width: 213px) 100vw, 213px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>In realt\u00e0, anche volendola eliminare, tutto questo po&#8217; po&#8217; di tradizione germanica, come suol dirsi, \u00abte si ripropone\u00bb. Niente sembra pi\u00f9 lontano dalla sinistra immagine di Odino dell&#8217;immagine, affermatasi nel XX secolo negli Stati Uniti, del Babbo Natale pacioso che lontano, al Polo Nord, costruisce meravigliosi giocattoli attorniato dagli elfi.<\/p>\n<p>Gi\u00e0. Elfi. Avevo il dubbio e sono andato a ricontrollarmi quel che dice dell&#8217;origine delle fate la Katharine Briggs, una delle pi\u00f9 importanti studiose del <em>folklore<\/em> anglosassone su elfi, fate e altri esseri del genere:<\/p>\n<blockquote><p>Una delle supposizioni ritenute pi\u00f9 valide [circa l&#8217;origine delle fate, NdRufus] &#8211; tra le tante esposte &#8211; \u00e8 quella che equipara gli esseri fatati alla morte.<\/p>\n<p>Lewis Spence, in British Fairy Origins, sostiene la plausibilit\u00e0 di questa teoria, avallando con svariati esempi le sue affermazioni: i racconti d Lady Wilde sulla corte di Finvarra e la storia di Bottrell \u00abLa dimora delle fate a Selena Moor\u00bb. Secondo Kirk le colline fatate vicino ai cimiteri erano i luoghi dove le anime dei morti alloggiavano in attesa di riprendere i loro corpi nel Giorno del Giudizio. La piccolezza degli esseri fatati deriverebbe dall&#8217;idea primitiva dell&#8217;anima come doppio in miniatura dell&#8217;uomo stesso&#8230;<\/p><\/blockquote>\n<p>E quindi, uhm, se gli elfi sono i morti non sorprende che in\u00a0 Scozia e Inghilterra siano diffuse tradizioni che prevedono di lasciare roba da mangiare la notte per Brunetti, Lepricauni e altri esseri fatati, di passaggio o residenti &#8211; esattamente la stessa tradizione di Natale o Ognissanti per i morti ritornanti. Per\u00f2 in questo modo, se gli elfi sono i morti, Babbo Natale e il suo laboratorio sotto il Polo riacquistano un carattere sinistro: siamo di nuovo ad Odino, circondato dai morti nella sua aula, Odino che la saga vichinga di Hrolf Kraki definisce &#8220;perverso&#8221; e &#8220;ingannatore&#8221;. Con tutto il rispetto per quel <a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Santa-Claus-Odin.jpg\"><img data-attachment-id=\"5607\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=5607\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Santa-Claus-Odin.jpg?fit=600%2C388\" data-orig-size=\"600,388\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Santa Claus Odin\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Santa-Claus-Odin.jpg?fit=300%2C194\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Santa-Claus-Odin.jpg?fit=510%2C330\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5607\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Santa-Claus-Odin.jpg?resize=300%2C194\" alt=\"Santa Claus Odin\" width=\"300\" height=\"194\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Santa-Claus-Odin.jpg?resize=300%2C194 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Santa-Claus-Odin.jpg?resize=150%2C97 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Santa-Claus-Odin.jpg?w=600 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>dilettante di Loki, nel mito scandinavo \u00e8 Odino che \u00e8 maestro di arti arcane, di macchinazioni e\u00a0 di inganni: uno si chiede quanto di questo possa essere trasposto nei giocattoli fabbricati sotto la sua direzione dalle anime dei morti. Ecco, io non li affiderei alle mie nipotine, diciamo cos\u00ec (peraltro, qui c&#8217;\u00e8 uno spunto per un bellissimo film dell&#8217;orrore: nella notte del 17 gennaio &#8211; non chiedetemi perch\u00e9, scopro su siti <em>wicca<\/em> che questa sarebbe la data della festa di Odino, quindi sicuramente \u00e8 una fandonia &#8211; tutti i giocattoli lasciati da Babbo Natale pochi giorni prima prendono vita in tutto il mondo e cominciano a massacrare famigliole felici &#8211; nel caso prego Joe Dante di mettersi in contatto con me per le <em>royalties<\/em>).<\/p>\n<h2>Una soluzione pi\u00f9 rassicurante? L&#8217;aborigeno peloso<\/h2>\n<p>In realt\u00e0 un modo per liberare Babbo Natale e gli elfi da questa interpretazione sinistra e dare un significato diverso all&#8217;offerta di roba da mangiare lasciata per loro c&#8217;\u00e8. Secondo teorie alternative sull&#8217;origine delle fate, queste rappresenterebbero il ricordo ancestrale di popolazioni precedenti spossessate dei loro territori e costrette dai nuovi invasori a rifugiarsi nelle foreste vivendovi un&#8217;esistenza marginale, compresa l&#8217;offerta di manodopera agricola in cambio di un vitto di sussistenza.<\/p>\n<p>I Brunetti, per esempio, che sempre secondo la Briggs potrebbero essere degli aborigeni irsuti<\/p>\n<blockquote><p>uomini piccoli, alti circa tre piedi, vestiti con cenci marroni, con visi olivastri e capelli ispidi. Lavorano di notte, facendo ci\u00f2 che i servi non hanno fatto; essi si rendono responsabili delle case e delle fattorie dove vivono: mietono, falciano, battono il grano, sorvegliano le pecore, stanno attenti che\u00a0 polli non scappino, fanno commissioni e, se necessario, danno consigli. Come ricompensa viene data loro una ciotola di latte fresco o di panna e, per ottenere servigi migliori, una buona focaccia fatta in casa con farina d&#8217;orzo o un dolce. William Henderson in Folk-Lore of the Northern Counties descrive una porzione data la Brunetto:<\/p>\n<p>Egli, tuttavia, riceve qualche piccola ricompensa e tra queste la migliore consiste in biscotti attorcigliati fatti con farina fresca, cotti sulla brace e cosparsi di miele. La padrona di casa li prepara e li pone con cura dove egli li pu\u00f2 trovare [&#8230;]<\/p>\n<p>In questo racconto c&#8217;\u00e8 un particolare importante: la padrona di casa sta attenta a non offrire direttamente la leccornia allo spirito, ma la lascia in un posto dove egli la possa trovare facilmente. Infatti ogni ricompensa diretta lo fa allontanare&#8230;<\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Fucking-Christmas.jpg\"><img data-attachment-id=\"5612\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=5612\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Fucking-Christmas.jpg?fit=500%2C800\" data-orig-size=\"500,800\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Fucking Christmas\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Fucking-Christmas.jpg?fit=187%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Fucking-Christmas.jpg?fit=500%2C800\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5612\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Fucking-Christmas.jpg?resize=187%2C300\" alt=\"Fucking Christmas\" width=\"187\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Fucking-Christmas.jpg?resize=187%2C300 187w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Fucking-Christmas.jpg?resize=93%2C150 93w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Fucking-Christmas.jpg?w=500 500w\" sizes=\"(max-width: 187px) 100vw, 187px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Chi \u00e8 familiare con le regole della vita agricola non fatica a riconoscere il trattamento per i lavoratori a giornata: il mitico Pino per esempio mi racconta che i lavoratori all&#8217;epoca di suo padre ricevevano per la settimana una pagnotta e un imbuto di legumi. Al termine del lavoro, usualmente\u00a0a fine settimana, la madre preparava un pasto pi\u00f9 ampio, per esempio un grande paiolo di minestrone: i lavoratori prendevano la loro parte da portar via e finivano il servizio pattuito. I padroni generosi davano anche qualcos&#8217;altro. Perci\u00f2 l&#8217;essere fatato che riceve direttamente dalla padrona di casa una ricompensa straordinaria \u00e8 liberato dal suo servaggio, e pu\u00f2 andarsene (di solito \u00e8 cibo, ma in altri racconti, sempre in maniera analoga con certe tradizioni rurali, \u00e8 un capo di abbigliamento o altro).<\/p>\n<p>Questo tipo di interpretazione degli esseri fatati come razze preesistenti ricompare in maniera inaspettata: per esempio ieri ho aperto la rubrica introduttiva di <em>Saguaro<\/em>, in cui si discute dell&#8217;origine di miti <em>horror <\/em>come il Wendigo o gli <em>zombie<\/em> e ho scoperto che secondo la giornalista americana Annalee Newitz, nel saggio <em>Fingiamo di essere morti<\/em>,<\/p>\n<blockquote><p>i mostri che &#8211; al cinema, nei fumetti e nei romanzi &#8211; vediamo sorgere dalle antiche credenze native (americane, caraibiche o africane, poco importa) non sarebbero che il riflesso delle nostre angosce collettive di colonizzatori. Il timore, cio\u00e8, che i popoli colonizzati, sconfitti nella Storia, tornino a tormentarci sotto forma di spettri.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ma torniamo al nostro Brunetto e agli altri esseri fatati, spettri di popoli conquistati. Lasciare qualcosa da mangiare per Babbo Natale vuol dire quindi ammettere che, come il Brunetto, \u00e8 un componente di una razza schiava che vogliamo che continui a lavorare per noi indefinitamente, senza mai ricevere\u00a0 la liberazione. Pensando a come e da chi sono fabbricati i giocattoli che il giorno dopo i bambini gentili troveranno in cambio del cibo lasciato direi che in realt\u00e0 il mito non \u00e8 molto discosto dalla realt\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho notato quest&#8217;anno che molti amici con figli, documentando i preparativi natalizi su Facebook, hanno fatto vedere che vicino al<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5609,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,60,57,17,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Santa-Claus-was-real-Chuck-Norris.jpg?fit=400%2C355","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-1rK","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":15617,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15617","url_meta":{"origin":5564,"position":0},"title":"Babbo Natale","author":"Rufus","date":"30\/08\/2018","format":false,"excerpt":"Nel tentativo di spiegare cosa sia\u00a0PlayRooms\u00a0coi compagni\u00a0Fabbricastorie abbiamo girato un video. 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