{"id":537,"date":"2012-08-22T17:27:57","date_gmt":"2012-08-22T15:27:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=537"},"modified":"2015-02-04T13:57:47","modified_gmt":"2015-02-04T12:57:47","slug":"ributtante-ideologia-vestita-di-fresco","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=537","title":{"rendered":"Ributtante ideologia vestita di fresco"},"content":{"rendered":"<p>Ho iniziato la rilettura di <em>Piccole Donne<\/em>, che avevo gi\u00e0 letto da ragazzo, con un ricordo contemporaneamente esatto ma anche nutrito di stereotipi.<\/p>\n<p>Esatto perch\u00e9 mi sono accorto che anche a distanza di decine d&#8217;anni ricordavo molti episodi con grande precisione: la malattia di Beth, le esperienze di Jo nell&#8217;istituto in cui conosce il professor Bhaer, il litigio di Meg e John per la marmellata e molte altre scene.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, per\u00f2, credevo che <em>Piccole Donne<\/em> fosse molte cose che in realt\u00e0 non \u00e8: un romanzo al femminile avanti coi tempi, per esempio, o addirittura un classico del femminismo <em>ante litteram<\/em>. Jo un&#8217;eroina anticonvenzionale. Sono cose che si sentono dire comunemente. Disgraziatamente, mi sbagliavo. E di grosso.<\/p>\n<p><em>Piccole donne<\/em> \u00e8, per dirla in una parola, un romanzo <em>repressivo<\/em>. Pi\u00f9 esattamente: la prima parte \u00e8 un romanzo di taglio religioso con fini moraleggianti, la seconda parte, che nella mia edizione seguiva direttamente e che credo che in Italia si chiami <em>Piccole donne crescono<\/em> e sia pubblicata a parte, \u00e8 un romanzo moraleggiante con fini educativi.<\/p>\n<p>Nello specifico, <em>Piccole Donne<\/em> si apre con le quattro sorelle March, Meg, Jo, Betty e Amy, in una condizione meditativa e un po&#8217; depressa: il padre \u00e8 lontano in guerra e le condizioni economiche della famiglia non sono buone (\u00e8 interessante il fatto che la guerra in questione sia quella di Secessione ma che della controversia abolizionista non si faccia praticamente cenno; in tutto il romanzo mi pare non compaia, del resto, nemmeno una persona di colore: per\u00f2 le sorelle hanno letto lo<em> Zio Tom<\/em>, e questo evidentemente soddisfa l&#8217;abolizionismo della Alcott).<\/p>\n<p>Da subito viene introdotto, come testo di riferimento della spiritualit\u00e0 familiare dei March, il <em>Pilgrim&#8217;s Progress<\/em>. Il resto del romanzo non \u00e8 che una illustrazione, attraverso le vicende volta a volta drammatiche, romantiche o comiche delle sorelle, dell&#8217;itinerario spirituale del pellegrino fino alla ricompensa finale. Il gioco \u00e8 del resto scoperto: il riferimento \u00e8 presente pi\u00f9 volte, sia nei discorsi delle sorelle sia con interventi extra-diegetici dell&#8217;autrice, per esempio coi titoli dei capitoli 6-8. Siamo cio\u00e8 in un romanzo allegorico di impronta medievale narrato con gli strumenti del romanzo borghese ottocentesco e con l&#8217;ideologia di un ambiente da <em>revival<\/em> religioso non-conformista e proibizionista americano.<\/p>\n<p>Incidentalmente, una delle cose che ho notato \u00e8 che, per essere un romanzo religioso, \u00e8 piuttosto reticente nell&#8217;uso di termini esplicitamente cristiani: per esempio, quando la madre per Natale regala alle sorelle il Vangelo, questo \u00e8 indicato come un <em>little book with the beatiful old story of the best life ever lived<\/em> e in tutto l&#8217;episodio non si menzionano mai (e raramente nel resto del libro) le parole &#8220;Dio&#8221;, &#8220;Ges\u00f9&#8221; e cos\u00ec via. Cose simili valgono per l&#8217;episodio della &#8220;conversione&#8221; di Amy durante la malattia di Beth.<\/p>\n<p>La seconda parte conduce le sorelle dalla tarda adolescenza alla maturit\u00e0 e alla vita da madri e spose che \u00e8 il destino naturale di ogni donna, tanto \u00e8 vero che di Beth, che \u00e8 un perfetto angelo del focolare ma che non \u00e8 adatta alla vita matrimoniale, l&#8217;autrice si libera facendola morire. Qui il gioco si fa pi\u00f9 meccanico: l&#8217;alternarsi di episodi che riguardano ora l&#8217;una ora l&#8217;altra delle sorelle \u00e8 chiaramente fatto in modo che ognuna abbia pari spazio nel libro, ma a questo punto il lettore si \u00e8 affezionato ai personaggi e, volendo conoscere il destino di ciascuno, perdona all&#8217;autrice la mano un po&#8217; pesante nella gestione del dipanarsi della trama. In tutta la seconda parte la preoccupazione della Alcott \u00e8 quella di illustrare, con le vicende delle sorelle, quale comportamento deve tenere la perfetta sposa durante il fidanzamento e i primi anni di vita matrimoniale. Laddove non bastano gli eventi in s\u00e9, si serve del personaggio della madre come di un&#8217;altra se stessa che elargisce buoni consigli e lezioni di vita (la madre aveva gi\u00e0 giocato questo ruolo di <em>alter ego<\/em> nella prima parte, ma l\u00ec l&#8217;autrice esplorava maggiormente la dimensione dei rapporti affettivi madre\/figlia).<\/p>\n<p>Qual \u00e8 l&#8217;ideologia di <em>Piccole Donne<\/em>? Prima di tutto \u00e8 una ideologia di passaggio da ideali aristocratici a ideali borghesi, rappresentata anche plasticamente dal fatto che le sorelle sono di origine aristocratica ma, impoverite, devono lavorare per vivere. &#8220;Lavorare&#8221; \u00e8 comunque una condizione adatta a donne prive di sostegno maschile e senza figli: Meg appena sposata smette di lavorare, Jo lavorer\u00e0 anche dopo essersi fatta una famiglia ma a casa, come maestra e sostanzialmente in un ruolo di madre putativa.<\/p>\n<p>Per il resto l&#8217;ideologia della Alcott \u00e8 reazionaria, regressiva e repressiva. Ma non reazionaria rispetto alla <em>nostra<\/em> sensibilit\u00e0: reazionaria rispetto ai suoi contemporanei, se pensiamo a libri &#8220;per l&#8217;infanzia&#8221; quasi coevi come <em>Tom Sawyer<\/em> o, Dio non voglia, <em>Huckleberry Finn<\/em> o <em>Pinocchio<\/em>. Certo l\u00ec i protagonisti sono maschili, ma \u00e8 prima di tutto nella concezione educativa che emerge il conservatorismo profondo della Alcott, se paragonata a questi suoi contemporanei. Non esiste libert\u00e0 o autodeterminazione per le ragazze March: solo un sapiente allentare le briglie da parte materna perch\u00e9 sbattano la faccia contro le avversit\u00e0 in maniera controllata e tornino, opportunamente avvertite, a farsi ammaestrare. D&#8217;altra parte, le eroine della Austen o delle sorelle Bront\u00eb, in un contesto sociale pi\u00f9 restrittivo, ponevano con maggiore chiarezza delle sorelle March le ragioni della propria autonomia e autodeterminazione: scrivendo cinquanta anni dopo ci si poteva aspettare che la Alcott fosse andata avanti nella strada della riflessione sulla condizione femminile: invece dove la Austen \u00e8 inquieta la Alcott \u00e8 soddisfatta, ed \u00e8 in questo senso, rispetto a un&#8217;autrice molto precedente, che trovo la Alcott regressiva. La cosa \u00e8 evidente nel trattamento riservato a Jo March, che ha pi\u00f9 di un punto di contatto con la Marianne di <em>Sense and Sensibility<\/em>, anche considerando il fatto che Marianne \u00e8 molto bella e Jo no, in accordo con l&#8217;ideologia pi\u00f9 borghese della Alcott. Le inquietudini romantiche di entrambe vengono ricondotte, nei rispettivi romanzi, dentro un alveo di normalit\u00e0. Ma mentre in <em>Sense and Sensibility<\/em> sono evidenti i dubbi della Austen in materia e i suoi quasi ripensamenti, la Alcott procede ai danni di Jo senza incertezze e con la delicatezza di uno schiacciasassi. In un certo senso, Marianne \u00e8 un&#8217;aquila che si brucia tentando di volare troppo vicino al sole, e Jo un&#8217;oca a cui la padrona strappa le penne delle ali per non farla volare.<\/p>\n<p>\u00c8 un bel libro <em>Piccole Donne<\/em>? Mah. Certamente \u00e8 un libro la cui pesantezza ideologica finisce per lasciare, alla lunga, un po&#8217; di amaro in bocca. D&#8217;altra parte \u00e8 certamente un libro i cui personaggi e le loro vicende hanno, al contrario, una propria lievit\u00e0 che quasi, dico quasi, controbilancia le finalit\u00e0 didascaliche della loro autrice, quasi prendendo vita contro la sua volont\u00e0. Avevo il ricordo di un libro allegro: in realt\u00e0 la gaiezza \u00e8 spesso pi\u00f9 enunciata che narrata (sappiamo, per esempio, che Laurie e Jo fanno molti scherzi, ma uno solo entra nella vicenda, la falsa lettera di John a Meg, e non fa n\u00e9 ridere n\u00e9 sorridere). Dove la Alcott trova la sua dimensione pi\u00f9 genuina, secondo me, \u00e8 nella gestione del <em>pathos,<\/em> che \u00e8 dispensato a piene mani ma in un contesto realistico e quotidiano che non lo fa andare mai fuori controllo. Il <em>pathos<\/em> di un romanticismo borghese da salotto, appunto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho iniziato la rilettura di Piccole Donne, che avevo gi\u00e0 letto da ragazzo, con un ricordo contemporaneamente esatto ma anche<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,56,13,12,67],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-8F","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":9532,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=9532","url_meta":{"origin":537,"position":0},"title":"La signora March non vuole che le figlie si divertano","author":"Rufus","date":"04\/02\/2015","format":"video","excerpt":"Di\u00a0Piccole donne ho gi\u00e0 parlato (tra l'altro male) in occasioni precedenti, quindi non vorrei fare tanti commenti alla puntata di Oggi parliamo di libri\u00a0in cui ho presentato il romanzo. 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