{"id":5227,"date":"2013-12-03T10:28:22","date_gmt":"2013-12-03T09:28:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=5227"},"modified":"2013-12-03T10:44:25","modified_gmt":"2013-12-03T09:44:25","slug":"5227","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=5227","title":{"rendered":"Temi su cui dire &#8220;no&#8221; o &#8220;si&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Salvatore-Cubeddu.jpg\"><img data-attachment-id=\"5229\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=5229\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Salvatore-Cubeddu.jpg?fit=500%2C374\" data-orig-size=\"500,374\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;2.9&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;VG110,D700&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1326990798&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;4.8&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;125&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.033333333333333&quot;,&quot;title&quot;:&quot;OLYMPUS DIGITAL CAMERA&quot;}\" data-image-title=\"Salvatore Cubeddu\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Salvatore-Cubeddu.jpg?fit=300%2C224\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Salvatore-Cubeddu.jpg?fit=500%2C374\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-5229\" alt=\"OLYMPUS DIGITAL CAMERA\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Salvatore-Cubeddu.jpg?resize=300%2C224\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Salvatore-Cubeddu.jpg?resize=300%2C224 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Salvatore-Cubeddu.jpg?resize=150%2C112 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Salvatore-Cubeddu.jpg?resize=268%2C200 268w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Salvatore-Cubeddu.jpg?w=500 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>L&#8217;<a title=\"La Sardegna \u00e8 un mosaico (un intervento di Fabrizio Palazzari)\" href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4945\">articolo settimanale<\/a> \u00e8 stato scritto da Salvatore Cubeddu, che vedete qui a fianco in una foto\u00a0casalinga che ho\u00a0preso dal sito di Enrico Lobina. Questa settimana non ho partecipato alla discussione; mi ero dato un mese di prova nelle riunioni settimanali, il mese \u00e8 scaduto e\u00a0manco a farlo apposta mi sono trovato stretto fra una valutazione sociale di <em>Banca Etica <\/em>e una visita a un&#8217;amica che ha perso il padre: forse certe volte\u00a0la vita ti manda dei segnali riguardo agli impegni che puoi prendere. Ho comunque piacere di continuare a propagare\u00a0gli articoli che si elaborano nelle riunioni del luned\u00ec: non solo per la gentilezza con cui sono stato accolto ma perch\u00e9 credo che il dialogo serve e serva far crescere il dibattito sulla nostra realt\u00e0 sociale, pur in presenza di\u00a0differenze di visione politica non da poco.\u00a0<\/p>\n<p>Come al solito l&#8217;articolo viene pubblicato, oltre che su questo sito, su quelli di <a href=\"http:\/\/www.fondazionesardinia.eu\/ita\/\"><em>Fondazione Sardinia<\/em><\/a><em>, <a href=\"http:\/\/www.tramasdeamistade.org\/\">Tramas de amistade<\/a><\/em>, <a href=\"http:\/\/www.aladinpensiero.it\/\"><em>Aladin pensiero<\/em><\/a>, <a href=\"http:\/\/www.vitobiolchini.it\/\">Vito Biolchini<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.sardegnasoprattutto.com\/\"><em>Sardegna soprattutto<\/em><\/a>, <a href=\"http:\/\/www.enricolobina.org\/wp\/\">Enrico Lobina<\/a><em>, <a href=\"http:\/\/madrigopolis.blogspot.it\/\">Madrigopolis<\/a><\/em>, <a href=\"http:\/\/www.formaparis.com\/blog\"><em>Forma paris<\/em><\/a>, <a href=\"http:\/\/tottusinpari.blog.tiscali.it\/\"><em>Tottus in pari<\/em><\/a> e <a href=\"http:\/\/www.esseblog.it\/\"><em>Esseblog<\/em><\/a>.<\/p>\n<h2>Tre temi, uno italiano e due sardi, un &#8220;no&#8221; e due &#8220;s\u00ec&#8221;, tutti impegnativi<\/h2>\n<h3>di Salvatore Cubeddu<\/h3>\n<p>Alle elezioni sarde non mancano neanche tre mesi. Saranno importanti, anche perch\u00e9 sembrano in arrivo riforme sulle quali da tempo riflettiamo. Il governo Letta vorr\u00e0 decidere sul futuro istituzionale dell&#8217;Italia. Che ne sar\u00e0 dei nostri discorsi sul futuro dell&#8217;autonomia? Non se ne parla, come se ci restasse chi sa quanto tempo per una nostra scelta.\u00a0\u00c8 impressionante questo silenzio. Regna la frammentazione, in tutti gli schieramenti, sia in quelli a dipendenza italiana e sia nel pulviscolo delle liste autonomo\/sovrano\/indipendentiste. I &#8220;dipendenti&#8221; attendono che si chiudano le vicende centrali: chi smetter\u00e0 e chi inizier\u00e0 a comandare nella politica italiana? Perch\u00e9 i nostri stanno indietro, compatti per Berlusconi nella destra, divisi alle primarie nella sinistra. Anche per i grillini vale l&#8217;ovvia domanda per gli altri schieramenti &#8220;dipendenti&#8221;: quanto conta la Sardegna in questo loro separarsi? Gli &#8220;indipendenti&#8221; si suddividono a loro volta con una certa maggiore intensit\u00e0 (e nostro danno), inseguendo altre categorie, ma con l&#8217;assillo della sopravvivenza elettorale. Latita il dibattito sui programmi, quelli espliciti.<\/p>\n<p>I veri problemi, nel campo economico, invece, procedono a velocit\u00e0 mai vista. La Sardegna del futuro \u00e8 gi\u00e0 programmata, nell\u2019ottica della dipendenza e della subalternit\u00e0 dei nostri interessi, come prima, pi\u00f9 di prima. La cosiddetta chimica verde organizza l\u2019occupazione della pianure, partendo da Sassari con la <em>Matrica<\/em>, e da Macchiareddu con la <em>Geo Energy<\/em>. La Sardegna ha un <em>surplus<\/em> di energia, ciononostante la paghiamo un trenta per cento in pi\u00f9 degli italiani: perch\u00e9 dovremmo rinunciare al cibo prodotto dalla nostra agricoltura solo per far guadagnare i finanzieri d\u2019assalto? Pi\u00f9 grave \u00e8 addirittura quello che si sussurra col ritorno del &#8220;carbone pulito&#8221; come eterna soluzione ai problemi del Sulcis: sarebbe peggiore del male se quelle centinaia di milioni venissero tolti dai finanziamenti che si attendono per altre destinazioni. Ancora una volta la nuova subalternit\u00e0 e la dipendenza della Sardegna viene presentata quale risposta al bisogno di lavoro dei Sardi. Le lotte operaie vengono usate contro gli interessi del popolo sardo. Prospettiva devastante, per i lavoratori, per i sindacati, per la sinistra.<\/p>\n<p>Berlusconi e noi. Sono in molti a monitorare la decadenza di Silvio Berlusconi da senatore, e che cosa potr\u00e0 succedere. \u00a0In effetti essa va seguita, nei comportamenti dei differenti protagonisti. Va riflettuta, sulla storia passata e su quanto ci attende.<\/p>\n<p>Per tanti Berlusconi \u00e8 un nemico. Personale. Ideologico. Politico, esistenziale ed \u00a0antropologico. Soprattutto per la parte della sua vita che era persino capace di sedurre, di sedurci.\u00a0\u00c8 il modello di comportamenti contro il quale ci siamo, non senza fatica, educati \u00a0a pensare ed agire. L&#8217;uomo politico che contiene nella propria figura pubblica tutto quanto costituiva l&#8217;avversione della generazione immediatamente successiva alla sua, per gli studenti di quegli anni. Lui \u00e8\u00a0il \u00a0padrone televisivo che ha corrotto i giovani venuti dopo. Si presenta ora come il vecchio che turba e obnubila \u00a0il saggio accoglimento della inevitabile frenata che l&#8217;et\u00e0 concede\/obbliga alla vita.<\/p>\n<div id=\":ot\">\n<p>Berlusconi non \u00e8 solo un avversario, non \u00e8 solo l\u2019altro uomo, il diverso da combattere e\/o perdonare. Non puoi aborrirlo rispettandolo. Ha voluto farsi simbolo: i simboli rovinosi possono solo distruggersi.\u00a0\u00c8 riuscito per anni a prevalere: la sua sconfitta deve risultare evidente, incontrovertibile, da tutti verificabile. Anche se lui inganna e fugge fino alla fine: sgattaiola miseramente dalle conseguenze delle sue azioni. Va fermato, preso, trattenuto. Non possono essergli date altre vie di fuga.<\/p>\n<p>Berlusconi \u00e8 gi\u00e0 condannato dai giudici della Repubblica italiana, se ne \u00e8 solo ufficializzata la prima conseguenza: l&#8217;esclusione dai suoi pari. L\u2019allontanamento dalle istituzioni che ha infangato. La perdita delle leve che nel ventennio l&#8217;hanno garantito nell&#8217;abbondanza e nell&#8217;impunit\u00e0. L&#8217;attende la <em>damnatio memoriae<\/em>.<\/p>\n<p>Apocalisse come rivelazione dopo la catastrofe. Da due settimane nelle case e nelle campagne dei 60 comuni si lavora ad uscire dal fango. Soprattutto nel comune di Olbia, che \u00e8 stato il cuore del cataclisma. Olbia \u00e8 la citt\u00e0 della &#8220;Sardegna da bere&#8221; degli ultimi quarant&#8217;anni della decadenza sarda. Sviluppo a spese del territorio, soldi facili e tanti, caos edilizio, <em>melting pot<\/em> subalterno. Sono arrivati da tutto il mondo inseguendo il sogno smeraldino. Quel sole ha irradiato anche i i buddusoini, i bitichesi, i tempiesi, i lodeini e tanti altri sardi. Sono arrivati a migliaia, insieme e in breve tempo. Come nel <em>far west<\/em>, si sono attendati non prevedendo il rispetto della natura. Intanto dai <em>jet<\/em> sbarcavano gli epuloni, e i tanti lazzari, non solo sardi,\u00a0si sono accalcati a raccoglierne le briciole. Anche i quartieri disordinati sono cresciuti come fossero briciole di citt\u00e0. Se uno credesse in un dio cattivo, parlerebbe di punizione. Ma noi, quelli che credono in un Dio buono, sanno che egli pu\u00f2 ispirare le occasioni di una vita migliore anche partendo dalle catastrofi.<\/p>\n<p>Il diluvio scende dalle alture alle coste e travolge gli arenili scarsi dell&#8217;immensa ciambella \u00a0in costruzione intorno all&#8217;Isola. Tra sette-otto mesi, la natura del nostro interno in abbandono potrebbe riproporre il pericolo di sempre, il fuoco distruttore. Intanto \u00e8 costante l&#8217;aria inquinata portata dai venti: da Sarroch e Porto Torres verso Cagliari e Sassari, da Porto Vesme nella direzione di S. Antioco, Carbonia ed Iglesias, da Macomer e Ottana nei quattro quadranti della Sardegna centrale. Laddove i fumaioli si sono spenti, il loro fumo ha lasciato sul suolo tracce forse imperiture.<\/p>\n<p>Siamo alla fine del nostro mondo, gli uomini hanno mosso l&#8217;apocalisse. Pu\u00f2 iniziarne uno nuovo? Possiamo cercare un&#8217;altra &#8220;rivelazione&#8221;? Siamo disponibili a pensare alla risoluzione dei problemi facendo fronte ai finanziamenti, ai progetti, all&#8217;organizzazione e ai tempi necessari? La responsabilit\u00e0 \u00e8 nelle nostre mani. Per quello che \u00e8 stato (se non altro per non averlo impedito) e per quello che sar\u00e0. Quello che \u00e8 non pu\u00f2 essere pi\u00f9 accettato.<\/p>\n<p>Dobbiamo cambiare, noi innanzitutto. I sardi sono la vera risorsa per se stessi. Se essi rinunciano, nessuno pu\u00f2 portare loro la salvezza. La natura domanda un&#8217;Apocalisse, cio\u00e8 la fine di certi comportamenti e la promozione di nuovi.<\/p>\n<p>Le istituzioni cercano da decenni un&#8217;altra legittimazione, ma i suoi uomini arrivano trafelati alla sbarra giudiziaria ed elettorale dove dovranno rendere conto dei loro \u00a0redditi giustificati o meno. La societ\u00e0 vede giovani ed operai in giro per \u00a0le strade ad elemosinare il tozzo di pane dell&#8217;assistenza in attesa che qualcuno costruisca il lavoro. Ma quale lavoro si creerebbe se pure ci fossero i finanziamenti? Come spenderemmo i miliardi se, per una qualche benefica resipiscenza dello Stato italiano, ci venisse restituito il mal tolto degli ultimi decenni? Come spenderemmo i soldi pubblici nel creare lavoro: per fare che cosa? Chi agirebbe? Secondo quale \u00a0nuova idea di Sardegna?\u00a0\u00c8 urgente parlarne, siamo gi\u00e0 in ritardo.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;articolo settimanale \u00e8 stato scritto da Salvatore Cubeddu, che vedete qui a fianco in una foto\u00a0casalinga che ho\u00a0preso dal sito<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5229,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,57,17,59,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Salvatore-Cubeddu.jpg?fit=500%2C374","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/s4jV2T-5227","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":9440,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=9440","url_meta":{"origin":5227,"position":0},"title":"Come far bella figura durante le riunioni","author":"Rufus","date":"23\/01\/2015","format":false,"excerpt":"Ho visto ieri questo pezzo (comico, ma non irrealistico) che mi ha fatto molto ridere e quindi l'ho tradotto. 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