{"id":4770,"date":"2013-10-24T18:40:04","date_gmt":"2013-10-24T16:40:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4770"},"modified":"2014-07-03T10:36:20","modified_gmt":"2014-07-03T08:36:20","slug":"democrazia-ateniese-in-salsa-di-marina","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4770","title":{"rendered":"Democrazia ateniese in salsa di Marina"},"content":{"rendered":"<h2>In cui si parla delle notti dello zio Rufus e del suo egoismo<\/h2>\n<p>Molti miei amici sanno, per avere parcheggiato da quelle parti, che sotto casa mia c&#8217;\u00e8 un chiosco di panini\u00a0incongruamente piazzato nel mezzo di un parcheggio. Il chiosco dovrebbe occupare solo lo spazio del prefabbricato ma come un cancro maligno si espande\u00a0ben oltre\u00a0di quel che gli spetterebbe. Parliamo di veri geni del male.\u00a0Una volta i vigili hanno lasciato dei divieti di parcheggio legati a chiss\u00e0 quale ordinanza: quelli del chiosco li hanno fatti sparire e quando\u00a0hanno bisogno di pi\u00f9 spazio li tirano fuori per\u00a0dare parvenza di legalit\u00e0 a\u00a0recinzioni abusive fatte col nastro bianco e rosso: se non guardi attentamente non te ne accorgi mica che le date del divieto di parcheggio sono di tre anni fa.<\/p>\n<p>Molti miei amici sanno, per avere frequentato casa mia, i miei balconi e il mio terrazzo d&#8217;estate, quando teniamo le finestre aperte, che il chiosco sotto casa d\u00e0 sfogo alle smanie di protagonismo di una ventina di disperati facendo il <em>karaoke<\/em> per met\u00e0 della settimana.<\/p>\n<p>Molti dei miei amici sanno che il <em>karaoke<\/em> \u00e8 condotto a volume altissimo. Capita che perfino con le finestre chiuse arrivi il rumore. L&#8217;altro giorno ero per strada\u00a0ad almeno cento metri di distanza e parlavo al telefono con una amica quando quella mi ha chiesto: \u00abMa dove sei? In una discoteca?! Non si capisce niente!\u00bb.<\/p>\n<p>Quello che i miei amici non sanno, perch\u00e9 a una certa ora li sbatto fuori di casa, \u00e8 che il <em>karaoke<\/em> va avanti spesso fino alle due di notte. Che non riesci a dormire. Che nel cuore della notte nel cassonetto sotto casa sono scaricate di botto decine di bottiglie. Non sanno le telefonate ai Vigili, che non passano mai. Le telefonate ai Carabinieri, che dicono che \u00e8 competenza dei Vigili. Le telefonate alla Polizia, che ti chiedono dove abiti e poi ti dicono che quella \u00e8 zona dei Carabinieri e te li passano senza darti il tempo di replicare. E non riesci, non riesci a dormire. Le lettere al Comune, che risponde serafico che non risultano permessi per attivit\u00e0 musicali e se ne lava le mani. I conciliaboli coi vicini, quelli pi\u00f9 arrabbiati di te e quelli pi\u00f9 pavidi, e il problema che non si riesce mai a essere tutti motivati allo stesso modo nello stesso momento per fare qualcosa insieme, e quindi oltre a non dormire hai anche tutte le recriminazioni di conseguenza. Non sanno gli avvocati che scuotono la testa e ti dicono: \u00abSono protetti\u00bb. La pattuglia che passa, ti dice che devi chiamare il centralino e poi ti raccomanda: \u00abNon vada lei, mi raccomando, che poi magari finisce male\u00bb. E non dormi. E il vicino ti dice che ha parlato con l&#8217;assessore o il consigliere comunale, e ci sono problemi. Di ordine pubblico. Di sicurezza. Di chiss\u00e0 che, e non ci si pu\u00f2 fare niente.\u00a0Il suggerimento di altri\u00a0di cercare giornalisti amici, che facciano scandalo, cos\u00ec il Comune si smuove.<\/p>\n<p>La sensazione che non sia una questione di diritti e di serena organizzazione di una pacifica convivenza civile, ma di contendere il territorio. Illegalit\u00e0 contro legalit\u00e0, comunit\u00e0 contro predazione. Prove di forza.<\/p>\n<p>Io so tutte queste cose perch\u00e9 ho un chiosco sotto casa &#8211; vedi quante cose pu\u00f2 insegnarti un fatto semplice come questo.<\/p>\n<p>E quindi quelli della Marina che protestano perch\u00e9 hanno i locali e i ristoranti sotto casa li capisco. Eccome se li capisco.<\/p>\n<p>E quando c&#8217;\u00e8 un dibattito <em>Vivere il centro storico: sviluppo, bellezza, diritti<\/em>, organizzato dal comitato degli abitanti di del quartiere Marina, in cui sotto traccia si capisce che si discute della convivenza col chiasso notturno, ci vado. Non per interesse culturale. Per egoismo. Per dormire, finalmente.<\/p>\n<h2><em><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Vivere-il-centro-storico-bellezza-sviluppo-diritti.jpg\"><img data-attachment-id=\"4842\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=4842\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Vivere-il-centro-storico-bellezza-sviluppo-diritti.jpg?fit=800%2C531\" data-orig-size=\"800,531\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Vivere il centro storico bellezza sviluppo diritti\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Vivere-il-centro-storico-bellezza-sviluppo-diritti.jpg?fit=300%2C199\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Vivere-il-centro-storico-bellezza-sviluppo-diritti.jpg?fit=510%2C339\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4842\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Vivere-il-centro-storico-bellezza-sviluppo-diritti.jpg?resize=800%2C531\" alt=\"Vivere il centro storico bellezza sviluppo diritti\" width=\"800\" height=\"531\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Vivere-il-centro-storico-bellezza-sviluppo-diritti.jpg?w=800 800w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Vivere-il-centro-storico-bellezza-sviluppo-diritti.jpg?resize=150%2C99 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Vivere-il-centro-storico-bellezza-sviluppo-diritti.jpg?resize=300%2C199 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Vivere-il-centro-storico-bellezza-sviluppo-diritti.jpg?resize=700%2C464 700w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Vivere il centro storico: sviluppo, bellezza, diritti<\/em>&#8230; e spaesamenti<\/h2>\n<p>E cos\u00ec vado al dibattito. Sono arrivato un po&#8217; in ritardo cos\u00ec\u00a0mi sono perso la relazione introduttiva: ho fatto in tempo a sentire\u00a0l&#8217;appello al dialogo di <a href=\"http:\/\/www.enricolobina.org\/wp\/\">Enrico Lobina<\/a>\u00a0(che ha detto anche cose interessanti su <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fiorentino_Sullo\">Fiorentino Sullo<\/a>, temo cadute nel nulla), la relazione di Paolo Frau, assessore all&#8217;urbanistica e all&#8217;edilizia, e il dibattito.<\/p>\n<p>Raramente mi \u00e8 capitato di sentirmi cos\u00ec spaesato. Devo dire che la relazione di Frau era condivisibile dalla prima all&#8217;ultima parola. Ed era rassicurante: stiamo facendo questo, stiamo facendo quello. Ti veniva da pensare: perch\u00e9 agitarsi? Sanno gi\u00e0 tutto. Perch\u00e9 preoccuparsi? Stanno gi\u00e0 provvedendo. Perch\u00e9 temere? La direzione scelta e cos\u00ec ben illustrata \u00e8 senz&#8217;altro quella che anche io sceglierei.<\/p>\n<p>Per\u00f2 io sono un cane vecchio e diffidente e ho imparato che quando quelli al comando sono cos\u00ec politi e la situazione che tu conosci \u00e8 cos\u00ec incasinata, qualcosa non torna. Io non so se l&#8217;assessore (che poi credo che sia pure amico di mia mamma) ci fa o c&#8217;\u00e8, per\u00f2 io e lui non viviamo nella stessa citt\u00e0, insomma. Lo dico senza polemica: segnalo soltanto lo scarto fra le percezioni, che \u00e8 il motivo per il quale la relazione mi appariva straniante (vale anche la pena di ricordare che in politica di solito gli scarti di percezione fra gli amministratori e gli elettori si pagano. Anche cari, e conta relativamente chi aveva ragione). Del resto il tempo \u00e8 galantuomo: la relazione dell&#8217;assessore si poteva riassumere nell&#8217;idea: \u00abStiamo provvedendo\u00bb. Non c&#8217;\u00e8 poi molto da aspettare per, diciamo, l&#8217;estate prossima: o si sar\u00e0 provveduto o non si sar\u00e0 provveduto.<\/p>\n<p>Ma in realt\u00e0 non \u00e8 della relazione dell&#8217;assessore che voglio parlare.<\/p>\n<h2>Temistocle e Demostene non abitano pi\u00f9 qui<\/h2>\n<p>Teoricamente io sarei dovuto essere dalla parte del pubblico, in cui erano largamente rappresentati i cittadini insoddisfatti di Marina.<\/p>\n<p>Teoricamente.<\/p>\n<p>Invece&#8230; come posso dire? <em>Hmmmm<\/em>. Facciamo cos\u00ec (e scusate il turpiloquio):<\/p>\n<p>Se viene uno e dice: \u00ab<em>Piccioccusu<\/em>, sono tre mesi che non dormo. Non me ne frega niente del perch\u00e9 e del percome: mo&#8217; mi sono rotto il cazzo. Quello che mi interessa \u00e8 dormire.\u00a0Fate come volete ma io voglio poter dormire la notte: altrimenti adesso \u00e8 il momento che spacco il culo a qualcuno, capito? No, silenzio, non voglio sentire niente, datevi da fare e zitti, altrimenti&#8230;\u00bb, non gli puoi dire niente. Niente. Ha del tutto ragione. Puoi solo stare zitto e darti da fare. Oppure prenderti le conseguenze. E non spetta a lui dirti come e cosa devi fare: sei tu che amministri e il problema \u00e8 tuo. Lui ha il diritto di dormire la notte, di poter entrare in casa sua, di poter far arrivare un&#8217;ambulanza sotto casa in una emergenza, e cos\u00ec via. Il resto sono affari tuoi.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 darsi che io mi sia perso qualcosa di importante: ma per quel che ho visto qualcosa non ha funzionato, e la posizione inattaccabile si \u00e8 sfaldata.\u00a0Ho capito che \u00e8 possibile nel breve spazio di un dibattito\u00a0passare da una ragione\u00a0del genere ad avere torto. Possibile? Si, possibile.\u00a0Basta una visione proprietaria del quartiere ben oltre l&#8217;accettabile: \u00abDeu seu su meri, meri in domu mea&#8230;\u00bb,\u00a0fare tutto un fascio di diritti imprescindibili e di altri del tutto opinabili. Andare a un dibattito non per discutere, ma per prendere a ceffoni\u00a0l&#8217;assessore a prescindere. E cos\u00ec via. Soprattutto, voler ascoltare se stessi, ottenere il massimo di soddisfazione dal suono della propria voce nel dibattito, dall&#8217;essere oratori al centro della platea.<\/p>\n<p>Anche qui, non critico chi \u00e8 intervenuto. Ma mentre assistevo pensavo che la democrazia ateniese, per il tramite dell&#8217;ideologia della democrazia parlamentare liberale, ci ha lasciato questa specie di lascito avvelenato per il quale diamo tanta importanza all&#8217;alzarsi a parlare in mezzo ai nostri pari.<\/p>\n<p>Il massimo dei diritti sembra essere la possibilit\u00e0 di alzarsi e arringare gli anziani del popolo. E quindi tanti gioved\u00ec scorso hanno voluto parlare al popolo. Perch\u00e9 se no la tua opinione non esiste. Perch\u00e9 se dici qualcosa questa avviene, quindi se dici che i tavolini non ci devono essere quelli magicamente spariranno. Perch\u00e9 abbiamo visto infiniti film in cui un giovane Spencer Tracy o qualcuno del genere prende la parola in Senato, dice cose vere in maniera irresistibile e salva il mondo e la democrazia. Non so. Il dibattito sar\u00e0 stato spinto da\u00a0motivi del genere, credo.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 perch\u00e9 sono tutto meno che un liberale, ho una visione meno rassicurante della democrazia ateniese (e anche della democrazia parlamentare, peraltro). Temo che in questi consessi molte volte la gente arrivi con una opinione <em>gi\u00e0<\/em> definita, con buona pace di Spencer Tracy e anche dei parlamentari Cinque Stelle di questa tornata, e che quindi l&#8217;oratoria in certe occasioni non serva a proporre opinioni, ma casomai a galvanizzare i seguaci, a rappresentare plasticamente la propria forza e, in una parola, a gestire rapporti di forza. L&#8217;altra sera alla Marina, infatti, le cose erano abbastanza su questo genere, compresi alcuni esercizi di retorica davvero squisita, come portare il cartellone disegnato dai bambini con la piazza ideale per far vedere che non c&#8217;erano i tavolini. \u00abVedete? Dalla bocca dei bimbi e dei lattanti&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p>Dibattiti in cui si arriva ciascuno con le proprie opinioni gi\u00e0 formate per sbatterle in faccia all&#8217;assess&#8230; agli avversari hanno la stessa possibilit\u00e0 di arrivare a una soluzione <em>giusta<\/em>, diciamo, della disfida di Barletta.<\/p>\n<p>Se per\u00f2 non si\u00a0vogliono montare le lizze in\u00a0piazza San Sepolcro e far scontrare all&#8217;ultimo sangue un residente e un ristoratore forse occorrerebbe cercare altre soluzioni.<\/p>\n<p>Per esempio&#8230;<\/p>\n<h2>La democrazia partecipativa<\/h2>\n<p>Per esempio durante il dibattito \u00e8 stata invocata pi\u00f9 volte la democrazia partecipativa.<\/p>\n<p>Solo che temo che in materia ci siano alcuni equivoci: la democrazia partecipativa che alcuni si immaginano, infatti, \u00e8 una cosa per la quale l&#8217;ente pubblico, prima di fare alcunch\u00e9, chiede il permesso ai cittadini.<\/p>\n<p>Solo che questo non si chiama &#8220;democrazia partecipativa&#8221;, questo \u00e8 un potere di veto. \u00abDeu seu su mere&#8230;\u00bb, appunto, e prima di fare qualunque cosa in casa mia devi chiedere il permesso. Educatamente.<\/p>\n<p>Inciso: i motivi per cui non \u00e8 proprio proprio vero che tu sei padrone in casa tua sono spiegati nell&#8217;articolo 42 della Costituzione e <a title=\"Val di Susa e autostoppisti spaziali\" href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=68\">discussi in un vecchio articolo di questo <em>blog<\/em><\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/cosa-fare-come-fare.jpg\"><img data-attachment-id=\"4778\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=4778\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/cosa-fare-come-fare.jpg?fit=170%2C264\" data-orig-size=\"170,264\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"cosa fare come fare\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/cosa-fare-come-fare.jpg?fit=170%2C264\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/cosa-fare-come-fare.jpg?fit=170%2C264\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-4778\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/cosa-fare-come-fare.jpg?resize=170%2C264\" alt=\"cosa fare come fare\" width=\"170\" height=\"264\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/cosa-fare-come-fare.jpg?w=170 170w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/cosa-fare-come-fare.jpg?resize=96%2C150 96w\" sizes=\"(max-width: 170px) 100vw, 170px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Ma a parte questo la democrazia partecipativa non \u00e8 proprio quello. \u00c8 <em>partecipare<\/em> alle decisioni, non riservarsi il potere ultimo decisionale. Nel suo libro <a href=\"http:\/\/www.chiarelettere.it\/libro\/reverse\/cosa-fare-come-fare.php\"><em>Cosa fare, come fare<\/em><\/a>\u00a0(ne volevo fare una recensione da tanto tempo) Iolanda Romano osserva che ci sono tre grandi resistenti ai processi di democrazia partecipativa. I politici, che temono di perdere ruolo. I <em>media<\/em>, che sono portati a sottolineare le narrazioni di conflitto e a semplificare le posizioni in termini di contrapposizione, perch\u00e9 cos\u00ec \u00e8 pi\u00f9 facile vendere. E i comitati. Perch\u00e9 per i comitati entrare in trattativa vuol dire, inevitabilmente, rischiare di perdere potere (<em>en passant<\/em>: la Romano \u00e8 scettica sulle assemblee, in cui inevitabilmente si \u00e8 portati a sottolineare la\u00a0rigidit\u00e0 della propria posizione, per coagulare il consenso\u00a0e rafforzare il senso di appartenenza: come l&#8217;altro giorno alla Marina).<\/p>\n<p>E la democrazia partecipativa richiede che siano presenti <em>tutte<\/em> le istanze, perch\u00e9 lo scopo non \u00e8 stabilire se ha ragione X o Y ma come si possono soddisfare le esigenze di X, di Y e anche di Z. E l&#8217;altra sera non c&#8217;erano ristoratori, non c&#8217;erano studenti <em>Erasmus<\/em>, non c&#8217;erano turisti e mi pare non ci fossero nemmeno negozianti. Solo la loro caricaturizzazione racchiusa in quella figura dei &#8220;tavolini&#8221;, come se non fossero persone quelle che quei tavolini li mettono, ci lavorano, ci mangiano sopra, ci spargono pezzi della loro vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In cui si parla delle notti dello zio Rufus e del suo egoismo Molti miei amici sanno, per avere parcheggiato<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4774,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,49,57,59,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Vivere-il-centro-storico-bellezza-sviluppo-diritti.jpg?fit=800%2C531","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-1eW","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":20109,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=20109","url_meta":{"origin":4770,"position":0},"title":"Supercazzole","author":"Rufus","date":"04\/05\/2023","format":false,"excerpt":"Ieri a cena, casualmente tutte persone interne all'Universit\u00e0, ci siamo detti che gli studenti non sanno pi\u00f9 scrivere, che si tratti di un breve saggio o una relazione oppure un'istanza di carattere amministrativo non importa. 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