{"id":4751,"date":"2013-10-22T19:12:03","date_gmt":"2013-10-22T17:12:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4751"},"modified":"2014-09-02T17:30:54","modified_gmt":"2014-09-02T15:30:54","slug":"fumetti-da-non-perdere-e-no","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4751","title":{"rendered":"Fumetti da non perdere (e no)"},"content":{"rendered":"<p>Una segnalazione su un&#8217;uscita in edicola <em>imperdibile<\/em> per tutti gli appassionati di fumetti e un paio di altri aggiornamenti. Ma andiamo con ordine:<\/p>\n<h2><em>Almanacco dell&#8217;Avventura Bonelli<\/em> 2014<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Almanacco-avventura-Bonelli-2014.jpg\"><img data-attachment-id=\"4847\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=4847\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Almanacco-avventura-Bonelli-2014.jpg?fit=381%2C502\" data-orig-size=\"381,502\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Almanacco avventura Bonelli 2014\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Almanacco-avventura-Bonelli-2014.jpg?fit=227%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Almanacco-avventura-Bonelli-2014.jpg?fit=381%2C502\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4847\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Almanacco-avventura-Bonelli-2014.jpg?resize=227%2C300\" alt=\"Almanacco avventura Bonelli 2014\" width=\"227\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Almanacco-avventura-Bonelli-2014.jpg?resize=227%2C300 227w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Almanacco-avventura-Bonelli-2014.jpg?resize=113%2C150 113w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Almanacco-avventura-Bonelli-2014.jpg?w=381 381w\" sizes=\"(max-width: 227px) 100vw, 227px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>L&#8217;<a href=\"http:\/\/www.sergiobonellieditore.it\/scheda\/10219\/Almanacco-dell-Avventura-2014.html\"><em>Almanacco <\/em><\/a>\u00e8 dedicato a due artisti scomparsi relativamente di recente: Sergio Toppi, uno dei pi\u00f9 grandi illustratori, disegnatori e sceneggiatori italiani, e Decio Canzio, sceneggiatore di fumetti ma soprattutto per decenni direttore editoriale della <em>Bonelli<\/em> &#8211; sotto la sua certosina supervisione redazionale sono passate per anni e anni <em>tutte<\/em> le pubblicazioni della casa editrice.<\/p>\n<p>L&#8217;ho preso principalmente perch\u00e9 l&#8217;<em>Almanacco<\/em> contiene tre storie inizialmente pubblicate nella famosa collana <em>Un uomo, un&#8217;avventura<\/em>: quelle dedicate alla rivolta del Mahdi (<em>L&#8217;uomo del Nilo<\/em>), alla rivoluzione messicana (<em>L&#8217;uomo del Messico<\/em>) e alla guerra fra USA e trib\u00f9 Seminole (<em>L&#8217;uomo delle paludi<\/em>).\u00a0I primi due sono disegnati da Toppi e sceneggiati da Canzio, che era l&#8217;ideatore della collana, il terzo \u00e8 tutto di Toppi. Anche se sono storie inizialmente pubblicate in un formato molto pi\u00f9 grande le magnifiche tavole di Toppi non soffrono oltre misura e la resa del colore \u00e8 ottima: basterebbe questo a raccomandare l&#8217;acquisto.<\/p>\n<p>Devo dire che mi piace anche molto l&#8217;impostazione dell&#8217;<em>Almanacco<\/em> cos\u00ec &#8220;monografica&#8221;: non ci sono cio\u00e8 le solite rubriche sulle uscite dell&#8217;anno di libri, film e cos\u00ec via sull&#8217;argomento; in alcuni casi sono state segnalazioni utilissime, ma in altre occasioni sono cose un po&#8217; meccaniche &#8211; tutto gettato in un unico contenitore &#8211; e perci\u00f2 non sempre interessanti.<\/p>\n<p>Gli articoli redazionali di questo <em>Almanacco<\/em>, invece, sono dedicati ad approfondire (affettuosamente) le figure di Toppi e Canzio e a gettare un po&#8217; di luce sul ruolo che quest&#8217;ultimo ha avuto nella storia della casa editrice e perci\u00f2 sostanzialmente del fumetto italiano: un ruolo magari noto agli appassionati ma meno al grande pubblico e quindi finalmente l&#8217;<em>Almanacco<\/em> rende a Canzio ci\u00f2 che gli \u00e8 dovuto. Anche la scelta di\u00a0ricordarlo attraverso le storie scritte per Toppi \u00e8 indovinata: sono stato molto stupito di notare che le sceneggiature &#8211; avevo sempre considerato Canzio uno scrittore piuttosto tradizionalista &#8211; non sono per niente datate. O meglio: sono evidenti le influenze del periodo (un certo stile <em>Corriere dei ragazzi<\/em>), ma sono non solo tuttora molto godibili ma anche molto efficaci se confrontate con quelle di\u00a0sceneggiatori recenti considerati pi\u00f9 &#8220;avanzati&#8221;.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 anche merito di Toppi e del suo modo di sfracassare la &#8220;gabbia&#8221; bonelliana di tre file di tre vignette, ma non \u00e8 solo questo. Mi pare che sia importante l&#8217;approccio di Canzio (e ugualmente di Toppi nel caso de <em>L&#8217;uomo delle paludi<\/em>) nel trattare periodi storici notissimi e <em>moooolto<\/em> battuti dai narratori: uno stile asciutto e oggettivo, nessun compiacimento, nessun intento &#8220;didattico&#8221; (\u00e8 appunto la lezione del <em>Corriere dei ragazzi<\/em>, credo, che educava senza darsi arie), nessun citazionismo fine a se stesso: in <em>L&#8217;uomo del Messico<\/em> il classico <em>topos<\/em> dell&#8217;americano inviato a uccidere Zapata \u00e8 trattato senza nessun compiacimento\u00a0e non\u00a0\u00e8 il centro della storia, piuttosto un elemento accessorio.<\/p>\n<p>E parlando di citazionismo&#8230;<\/p>\n<h2><em>Orfani <\/em>di Roberto Recchioni<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Orfani-Recchioni-Mammuccari-Carnevale.jpg\"><img data-attachment-id=\"4755\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=4755\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Orfani-Recchioni-Mammuccari-Carnevale.jpg?fit=1217%2C1600\" data-orig-size=\"1217,1600\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Orfani Recchioni Mammuccari Carnevale\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Orfani-Recchioni-Mammuccari-Carnevale.jpg?fit=228%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Orfani-Recchioni-Mammuccari-Carnevale.jpg?fit=510%2C671\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-4755\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Orfani-Recchioni-Mammuccari-Carnevale.jpg?resize=228%2C300\" alt=\"Orfani Recchioni Mammuccari Carnevale\" width=\"228\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Orfani-Recchioni-Mammuccari-Carnevale.jpg?resize=228%2C300 228w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Orfani-Recchioni-Mammuccari-Carnevale.jpg?resize=114%2C150 114w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Orfani-Recchioni-Mammuccari-Carnevale.jpg?resize=778%2C1024 778w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Orfani-Recchioni-Mammuccari-Carnevale.jpg?resize=700%2C920 700w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Orfani-Recchioni-Mammuccari-Carnevale.jpg?w=1217 1217w\" sizes=\"(max-width: 228px) 100vw, 228px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Tradizionalmente la <em>Bonelli<\/em>, si sa, pubblica in bianco e nero. Il colore \u00e8 riservato ai classici &#8220;numeri 100&#8221; (e successivi: 200, 300&#8230;) e a pochi altre occasioni speciali. Poi ci sono le ristampe di <em>Repubblica<\/em>, ma quella \u00e8 un&#8217;altra storia: la filosofia della casa editrice \u00e8 sempre stata legata al bianco e nero, al contrario per dire dei fumetti supereroistici americani o della scuola franco-belga.<\/p>\n<p><em>Orfani<\/em> \u00e8 invece una nuova serie mensile che parte fin dal principio con lo scopo di sfruttare il colore, ed \u00e8 perci\u00f2 una piccola rivoluzione nel mondo del fumetto italiano. &#8220;Sfruttare il colore&#8221; vuol dire, ovviamente, non\u00a0fare delle tavole come si farebbero in bianco e nero e poi colorarle ma cambiare del tutto l&#8217;impostazione, avendo a che fare con un mezzo espressivo del tutto diverso. Sotto questo punto di vista <em>Orfani<\/em> \u00e8 molto interessante e il lavoro di sceneggiatura di Recchioni (ormai un autore affermato dopo <em>John Doe<\/em> e la presa in carico di <em>Dylan Dog<\/em>), per quel che ne posso capire io, molto buono, anche se la contemporaneit\u00e0 di lettura rende il confronto con Toppi impietoso: alla fine il colore ha qui ancora quasi sempre uno scopo didascalico, di commento alla storia, mentre l\u00ec \u00e8 mezzo narrativo principale.<\/p>\n<p>Sul piano della trama, invece, <em>Orfani<\/em> ha parecchi problemi in pi\u00f9, anche considerando che \u00e8 un numero 1 e che perci\u00f2 deve scontare il problema di introdurre la storia e i personaggi. Dal punto di vista della scorrevolezza niente da dire, anche se il gruppo dei ragazzini attorno a cui ruota la storia \u00e8 troppo numeroso e troppo poco caratterizzato per ricordarsi da subito chi \u00e8 chi e cosa fa: ma questo \u00e8 appunto il numero 1 e ci sar\u00e0 tempo per presentare in profondit\u00e0 tutti i vari personaggi &#8211; o almeno per caratterizzarli individualmente &#8211; e d&#8217;altra parte questa confusione \u00e8 controbilanciata dall&#8217;interesse di avere a disposizione un <em>cast<\/em> vasto che potenzialmente pu\u00f2 dare origine a un fumetto corale come se ne sono visti raramente in Italia.<\/p>\n<p>Il problema non \u00e8 nemmeno che la storia abbia abbastanza buchi nella coerenza interna che ci passerebbe comodamente un raggio sonico vasto come le porte di Tannh\u00e4user: alcune incongruenze potrebbero trovare una spiegazione logica nel seguito e sciogliersi da sole, e per il resto Recchioni \u00e8 probabilmente in grado di mettere in campo abbastanza adrenalina da distrarre a sufficienza il lettore; per esempio la battaglia finale non ha capo n\u00e9 coda da un punto di vista tattico, ma colpo di scena dopo sorpresa il lettore (quasi) non lo nota.<\/p>\n<p>Ho molti pi\u00f9 dubbi, invece, su una certa impostazione supereroistica che mi pare di intravedere, e che mi ricorda certi tentativi di Serra su <em>Nathan Never<\/em>, andati peraltro malissimo. Recchioni \u00e8 credo un autore di tutt&#8217;altro calibro, ma \u00e8\u00a0questo genere di storie che per quel che ne capisco non funziona e tende a richiedere obbligatoriamente l&#8217;uso di scorciatoie narrative di basso livello per sopravvivere. Staremo a vedere.<\/p>\n<p>Quel che invece mi pare gi\u00e0 chiaro, e che francamente non apprezzo, \u00e8 il citazionismo sparso a larghe mani. Sto seguendo diversi autori Bonelli su <em>Facebook<\/em> e quindi sono su questo un po&#8217; meno reciso di quanto sarei stato altrimenti, nel senso che ho letto da poco <a href=\"http:\/\/morenoburattini.blogspot.it\/\">Moreno Burattini<\/a> (l&#8217;autore di <em>Zagor<\/em>) raccontare divertito di quanti hanno creduto di individuare con sicurezza nelle sue storie la citazione di questo o quel libro, che lui non aveva mai letto. Pu\u00f2 essere anche in questo caso, e forse ha ragione <a href=\"http:\/\/www.gianfrancomanfredi.com\/\">Gianfranco Manfredi<\/a> che contrappone il citazionismo grafico, per immagini, di <em>Orfani<\/em> al didascalismo di certe cose di altri autori Bonelli, soprattutto quelli del genere della reinterpretazione storica\u00a0(anche in rapporto a questi Canzio mi \u00e8 sembrato modernissimo).<\/p>\n<p>Pu\u00f2 essere: per\u00f2 si potrebbe tranquillamente raccontare la trama del primo numero di <em>Orfani<\/em> dicendo che\u00a0inizia come\u00a0<em>Il gioco di Ender<\/em> finch\u00e9 compare l&#8217;orso di <em>Barbara<\/em>, poi si attacca un pianeta come in <em>Fanteria dello spazio<\/em> e infine arrivano gli <em>X-Men<\/em>. Il fatto \u00e8 che leggendo <em>Orfani<\/em> ho pensato che gli anni &#8217;90 sono finiti da un pezzo e non \u00e8 pi\u00f9 questione di dividersi fra quelli che copiano pedissequamente e quelli che sanno gestire con abilit\u00e0 l&#8217;assemblaggio di materiali narrativi\u00a0gi\u00e0 visti pi\u00f9 e pi\u00f9 volte:\u00a0ormai il citazionismo sa di stantio, non diverte pi\u00f9 e\u00a0basta, anche se fatto con abilit\u00e0 &#8211; non diverte neppure pi\u00f9 in Tarantino, per dire. Forse\u00a0gli autori di fumetti italiani dovrebbero fare in questo senso un passo avanti e lasciarselo alle spalle\u00a0del tutto: e\u00a0spero che Recchioni, che della capacit\u00e0 di interpretare e reinterpretare mille volte la cultura <em>pop<\/em> ha fatto una cifra stilistica,\u00a0non pensi a <em>Orfani<\/em> in questo senso.<\/p>\n<p>Spero, ma non lo credo fino in fondo: prender\u00f2 comunque i prossimi numeri perch\u00e9 sono intrigato e anche per le splendide copertine di Massimo Carnevale.<\/p>\n<p>E parlando di copertine&#8230;<\/p>\n<h2><em>Dragonero<\/em> numero 5, <em>Il raduno degli scout<\/em><\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Dragonero-raduno-scout.jpg\"><img data-attachment-id=\"4848\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=4848\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Dragonero-raduno-scout.jpg?fit=381%2C502\" data-orig-size=\"381,502\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Dragonero raduno scout\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Dragonero-raduno-scout.jpg?fit=227%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Dragonero-raduno-scout.jpg?fit=381%2C502\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4848\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Dragonero-raduno-scout.jpg?resize=227%2C300\" alt=\"Dragonero raduno scout\" width=\"227\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Dragonero-raduno-scout.jpg?resize=227%2C300 227w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Dragonero-raduno-scout.jpg?resize=113%2C150 113w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Dragonero-raduno-scout.jpg?w=381 381w\" sizes=\"(max-width: 227px) 100vw, 227px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Introdotto da una bellissima copertina molto evocativa di Giuseppe Matteoni il numero 5 di <em>Dragonero<\/em> mi ha quasi convinto (quasi) a smettere di comprare la serie.<\/p>\n<p>Magari gli dar\u00f2 un&#8217;altra possibilit\u00e0, ma certo dopo averlo letto mi sono sentito truffato dei miei soldi: per tutto l&#8217;albo non succede <em>niente<\/em>. Non <em>poco<\/em>, proprio niente: un indecoroso allungare il brodo nel pi\u00f9 classico degli albi riempitivi, destinato a fare da collegamento fra due cicli narrativi e, gi\u00e0 che ci siamo, utilizzato per presentare, nella maniera pi\u00f9 barbosa, didascalica e verbosa possibile, una serie di comprimari, nonch\u00e9 a mettere in campo un paio di oscure profezie destinate a titillare la curiosit\u00e0 dei lettori.<\/p>\n<p>Per qualcuno funziona, magari: ho dato un&#8217;occhiata a un paio di siti per appassionati e vedo commenti ovunque positivi.\u00a0Sar\u00e0. Io l&#8217;ho trovato&#8230; indecoroso, appunto, e non mi vengono altre parole: quando l&#8217;ho finito non volevo crederci. Che poi: almeno\u00a0i comprimari presentati o le situazioni esposte fossero state interessanti. Non si chiede l&#8217;azione a tutti i costi, ma un centro narrativo e degli elementi di interesse che invitino a continuare a leggere almeno si: per dire, il famoso raduno degli <em>scout<\/em> non ha mai un momento retorico, di commozione, o ironico. Per\u00f2 c&#8217;\u00e8 una fase a met\u00e0 fra una riunione di condominio e l&#8217;assemblea sindacale (non scherzo)\u00a0ed \u00e8 noto che <em>chiunque<\/em> compra fumetti sulle assemblee sindacali e le riunioni di condominio, \u00e8 ovvio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una segnalazione su un&#8217;uscita in edicola imperdibile per tutti gli appassionati di fumetti e un paio di altri aggiornamenti. 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