{"id":4724,"date":"2013-10-18T15:01:02","date_gmt":"2013-10-18T13:01:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4724"},"modified":"2013-12-02T15:39:47","modified_gmt":"2013-12-02T14:39:47","slug":"neil-gaiman-e-le-biblioteche","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4724","title":{"rendered":"Neil Gaiman e le biblioteche"},"content":{"rendered":"<p>La <a href=\"http:\/\/readingagency.org.uk\/\"><em>Reading Agency<\/em><\/a>\u00a0\u00e8 un&#8217;istituzione benefica inglese che si dedica a incentivare la lettura (il suo motto \u00e8: <em>tutto cambia quando si legge<\/em>). Fra le sue iniziative pi\u00f9 di cassetta c&#8217;\u00e8 quella di una conferenza annuale affidata a un autore o a un pensatore rilevante, invitato a condividere la sua visione a proposito della lettura, della letteratura e delle biblioteche. Il 14 ottobre 2013 al <em>Barbican<\/em>\u00a0di Londra \u00e8 stata la volta di <a href=\"http:\/\/www.neilgaiman.com\/\">Neil Gaiman<\/a>, che poi ha invitato i suoi numerosi <em>fan<\/em> a condividere sulla rete il suo discorso, <a href=\"http:\/\/www.theguardian.com\/books\/2013\/oct\/15\/neil-gaiman-future-libraries-reading-daydreaming\">pubblicato originariamente dal <em>Guardian<\/em><\/a>. Siccome non l&#8217;ho visto altrove in italiano, ho pensato di tradurlo: \u00e8 un po&#8217; enfatico ma interessante. O meglio: \u00e8 molto in sintonia con l&#8217;identit\u00e0 e i desideri dell&#8217;uditorio, come il bravo predicatore che alla festa patronale nomina il Santo almeno tre volte, e quindi finisce per schiacciarsi sulle aspettative del pubblico; ma l&#8217;articolazione del discorso non \u00e8 per niente convenzionale, ci sono un paio di chicche molto gaimaniane e per chi era l\u00ec deve essere stato piuttosto emozionante.<\/p>\n<p>Intermezzo romantico: dedico questa traduzione a mia moglie, la pi\u00f9 bella bibliotecaria del mondo. Fine dell&#8217;intermezzo romantico.<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 il futuro dipende dalle biblioteche, dal leggere e dal sognare a occhi aperti<\/h2>\n<h4>di Neil Gaiman<\/h4>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Neil-Gaiman.jpg\"><img data-attachment-id=\"4860\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=4860\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Neil-Gaiman.jpg?fit=460%2C276\" data-orig-size=\"460,276\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;3.5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Photograph: Robin Mayes&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5D&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;Copyright Robin Mayes. 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Una\u00a0dichiarazione di conflitto di interessi, o qualcosa del genere. Quindi io sto per parlarvi del leggere, sto per dirvi che le biblioteche sono importanti. Sto per suggerirvi che leggere narrativa, leggere per passione, \u00e8 una delle cose pi\u00f9 importanti che possiamo fare. Sto per fare un appassionato appello perch\u00e9 la gente\u00a0capisca ci\u00f2 che le biblioteche e i bibliotecari costituiscono, e per preservarli entrambi.<\/p>\n<p>Ed io sono ovviamente ed enormemente di parte; sono un autore, spesso un autore\u00a0di narrativa. Scrivo per bambini e adulti. Per circa trent&#8217;anni mi sono guadagnato da vivere attraverso le mie parole, principalmente inventando cose e mettendole per iscritto. \u00c8 ovviamente nel mio interesse che le persone leggano, che leggano narrativa, che le biblioteche e i bibliotecari esistano e aiutino a far nascere l&#8217;amore per la lettura e luoghi in cui si possa leggere.<\/p>\n<p>Quindi sono di parte in quanto scrittore. Ma lo sono di pi\u00f9, molto di pi\u00f9 come lettore. E sono ancora pi\u00f9 di parte in quanto cittadino britannico.<\/p>\n<p>E sono qui stanotte a parlare sotto gli auspici della <em>Reading Agency<\/em>: un ente benefico il cui scopo \u00e8 quello di dare a ciascuno una eguale possibilit\u00e0 nella vita aiutando le persone a divenire lettori fiduciosi e entusiasti. Che sostiene programmi di alfabetizzazione e biblioteche e individui e puramente e arbitrariamente incoraggia l&#8217;atto del leggere. Perch\u00e9, a quanto dicono, tutto cambia quando leggiamo.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 quel cambiamento, e quell&#8217;atto di leggere di cui sono qui a parlarvi stanotte. Voglio discutere ci\u00f2 che la lettura fa. Ci\u00f2 a cui serve.<\/p>\n<p>Mi \u00e8 capitato di essere a New York una volta, e di ascoltare una conferenza sulla costruzione di carceri private &#8211; un&#8217;industria in forte crescita in America. L&#8217;industria delle prigioni ha bisogno di pianificare la sua crescita futura: di quante celle avranno bisogno? Quanti carcerati ci saranno, di qui a quindici anni? E hanno scoperto che lo possono prevedere con facilit\u00e0, utilizzando un algoritmo molto semplice basato sulla percentuale di ragazzi di dieci e undici anni che non sanno leggere. E che certamente non leggono per piacere.<\/p>\n<p>Non \u00e8 una corrispondenza perfetta: non si pu\u00f2 dire che una societ\u00e0 alfabetizzata non ha criminalit\u00e0. Ma ci sono delle\u00a0correlazioni molto precise.<\/p>\n<p>Ed io penso che alcune di queste correlazioni, le pi\u00f9 semplici, hanno origine in qualcosa di molto semplice. Le persone capaci di leggere leggono narrativa.<\/p>\n<p>La narrativa ha due utilizzi. Prima di tutto da assuefazione alla lettura. La spinta a scoprire cosa accade dopo, il voler girare la pagina, il bisogno di andare avanti anche se \u00e8 difficile, perch\u00e9 qualcuno \u00e8 nei guai e devi sapere come va a finire&#8230; questa \u00e8 una motivazione molto forte. E ti costringe a imparare nuove parole, pensare nuove idee, per andare avanti. Scoprire che il leggere \u00e8 in s\u00e9 piacevole. Una volta che lo impari sei pronto a leggere qualunque cosa. E il leggere \u00e8 la chiave. Ci sono stati brevi accenni, qualche anno fa, riguardo l&#8217;idea che ci trovassimo a vivere in un mondo post-letterato, in cui l&#8217;abilit\u00e0 di interpretare la parola scritta fosse in qualche modo ridondante, ma quei giorni sono passati: le parole sono pi\u00f9 importanti di quanto siano mai state: navighiamo il mondo con parole, e man mano che le parole scivolano sulla rete abbiamo bisogno di seguirle, per comunicare e comprendere ci\u00f2 che leggiamo. Le persone che non possono capirsi le une le altre non possono scambiarsi idee, non possono comunicare, e i programmi di traduzione arrivano solo fino a un certo punto.<\/p>\n<p>Il modo pi\u00f9 semplice di essere sicuri di far crescere dei bambini istruiti \u00e8 di insegnare loro a leggere, e mostrargli che il leggere \u00e8 una attivit\u00e0 piacevole. E questo vuol dire, nella sua forma pi\u00f9 semplice, trovare libri che gli piacciono, dare loro accesso a questi libri, e lasciare che li leggano.<\/p>\n<p>Non penso che ci sia qualcosa come un cattivo libro per ragazzi. Ogni tanto diventa di moda fra qualche adulto individuare un sottoinsieme di libri per ragazzi, un genere, magari, o un autore, e dichiarare che sono cattivi libri, libri che ai ragazzi dovrebbe essere impedito di leggere. L&#8217;ho visto capitare pi\u00f9 e pi\u00f9 volte; Enid Blyton fu dichiarata una cattiva lettura, e cos\u00ec R.L. Stine, e cos\u00ec dozzine di altri. Ai fumetti fu imputato di far crescere l&#8217;analfabetismo.<\/p>\n<p>Sono cretinate. \u00c8 snobismo ed \u00e8 stupidit\u00e0. Non ci sono cattivi autori per ragazzi se ai ragazzi piacciono e vogliono leggerli e li cercano, poich\u00e9 ogni ragazzino \u00e8 differente. Sono capaci di trovare le storie di cui hanno bisogno, e portano se stessi alle storie. Un&#8217;idea trita e ritrita non \u00e8 trita e ritrita per loro. Questa \u00e8 la prima volta che il bambino la incontra. Non dovete scoraggiare i ragazzi dal leggere solo perch\u00e9 vi sembra che stiano leggendo la cosa sbagliata. La narrativa che non vi piace pu\u00f2 essere la strada verso altri libri che preferite. E non tutti hanno il vostro stesso gusto.<\/p>\n<p>Degli adulti benintenzionati possono distruggere con facilit\u00e0 l&#8217;amore di un ragazzo per la lettura: impeditegli di leggere ci\u00f2 che gli piace, o date loro i libri ben fatti-ma-noiosi che piacciono a voi, l&#8217;equivalente del 21\u00b0 secolo della letteratura &#8220;educativa&#8221; vittoriana. Finirete con l&#8217;avere una generazione convinta che leggere sia poco attraente e peggio, spiacevole.<\/p>\n<p>Noi abbiamo bisogno che i nostri figli salgano sulla scala della lettura: qualunque cosa che gli piaccia li porter\u00e0 in alto, gradino dopo gradino, alla cultura. (Oltre a questo non fate come il sottoscritto che quando la sua figlia di undici anni si appassion\u00f2 a R.L. Stine prese e le port\u00f2 una copia di <em>Carrie<\/em> di Stephen King, dicendole se ti son piaciuti quelli adorerai questo! Holly non ha letto altro se non storie rassicuranti di pionieri e praterie per tutta l&#8217;adolescenza, e tuttora mi guarda con furore quando si menziona Stephen King).<\/p>\n<p>E la seconda cosa che la narrativa fa \u00e8 quella di costruire empatia. Quando si guarda la TV o si vede un film si assiste a cose che succedono ad altre persone. La narrativa in prosa \u00e8 qualcosa che si costruisce da ventisei lettere e una manciata di segni di interpunzione e dalla quale tu, tu solo, usando la tua immaginazione, crei un mondo e lo popoli e lo osservi attraverso altri occhi. Arrivi a provare sensazioni, visiti luoghi e mondi che altrimenti non conosceresti. Impari che ognuno l\u00e0 fuori \u00e8 anche un io. Tu sei qualcun altro e quando ritorni al tuo proprio mondo sarai un pochino cambiato.<\/p>\n<p>L&#8217;empatia \u00e8 un attrezzo per unire le persone in gruppi, che ci permette di funzionare come qualcosa di pi\u00f9 che individui concentrati solo su noi stessi.<\/p>\n<p>Si scopre anche qualcosa, man mano che si legge, di vitale importanza per farti strada nel mondo. Ed \u00e8 questo:<\/p>\n<p>Il mondo non deve necessariamente essere cos\u00ec. Le cose possono essere diverse.<\/p>\n<p>Sono stato in Cina nel 2007, alla prima <em>convention<\/em> di fantascienza e <em>fantasy <\/em>approvata dal Partito nella storia cinese. A un certo punto presi da parte un importante funzionario e gli chiesi: <em>perch\u00e9<\/em>? La fantascienza era stata disapprovata per un tempo molto lungo. Cos&#8217;era cambiato?<\/p>\n<p>\u00c8 semplice, mi disse. I cinesi erano brillanti nel costruire cose se altre persone gli fornivano i progetti. Ma non innovavano e non inventavano. Non avevano immaginazione. Cos\u00ec inviarono una delegazione negli USA, alla <em>Apple<\/em>, alla <em>Microsoft<\/em>, a <em>Google<\/em>, e interrogarono le persone che stavano inventando il futuro circa loro stessi. E scoprirono che tutti avevano letto fantascienza quando erano ragazzi e ragazze.<\/p>\n<p>La narrativa pu\u00f2 mostrarti un mondo differente. Pu\u00f2 portarti da qualche parte dove non sei mai stato. Una volta che hai visitato altri mondi, come coloro che assaggiarono il cibo delle fate, non puoi essere mai completamente a tu agio nel mondo in cui sei cresciuto. Lo scontento \u00e8 una buona cosa: le persone scontente possono modificare e migliorare i loro mondi, lasciarli migliori, lasciarli differenti.<\/p>\n<p>E dal momento che siamo in argomento, vorrei dire qualche parola sull&#8217;escapismo. Sento che l&#8217;espressione \u00e8 rigettata come se fosse una brutta cosa. Come se la narrativa &#8220;escapista&#8221; fosse un oppiaceo a buon mercato usato dai confusi e dagli stolti e dagli illusi e l&#8217;unica narrativa meritevole, per adulti e ragazzi, fosse quella realistica, che rispecchia il peggio del mondo in cui il lettore si trova.<\/p>\n<p>Se voi foste intrappolati in una situazione priva di vie d&#8217;uscita, in un luogo sgradevole, con persone che vi vogliono male, e qualcuno vi offrisse un sollievo momentaneo, perch\u00e9 non prenderlo? La narrativa di fantasia \u00e8 esattamente questo: una finzione che apre una porta, mostra il sole all&#8217;esterno, vi d\u00e0 un luogo dove voi avete il controllo e state con persone con cui volete stare (e i libri sono posti reali, fate bene attenzione); e ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 importante durante la vostra fuga i libri vi danno anche informazioni circa il mondo e la vostra situazione, vi danno armi, vi danno corazze: cose reali che potete riportare nella vostra prigione. Abilit\u00e0 e conoscenze e attrezzi che potete usare per scappare per davvero.<\/p>\n<p>Come J.R.R. Tolkien ci ha ricordato, le sole persone che protestano veementemente contro le fughe sono i carcerieri.<\/p>\n<p>Un altro modo per distruggere l&#8217;amore di un ragazzo per la lettura, ovviamente, \u00e8 di fare in modo che non ci siano libri di alcun genere in giro. E non dargli nessun posto dove leggere quei libri. Io sono stato fortunato. Durante la mia crescita io ho avuto a disposizione una eccellente biblioteca locale. Avevo il tipo di genitori che si lasciavano convincere a scaricarmi alla biblioteca sulla strada per il lavoro durante l&#8217;estate, e il tipo di bibliotecari ai quali non dava fastidio un ragazzetto non accompagnato che ricompariva nella sezione per ragazzi tutte le mattine dove si faceva strada nel catalogo alla ricerca di libri con fantasmi o magia o razzi, alla ricerca di vampiri o investigatori o streghe o meraviglie. E quando finii di leggere la biblioteca per ragazzi iniziai i libri per gli adulti.<\/p>\n<p>Erano dei bravi bibliotecari. Gli piacevano i libri e gli piaceva che i libri venissero letti. Mi insegnarono come ordinare libri in altre biblioteche il prestito interbibliotecario. Non avevano snobismi a proposito di qualunque cosa leggessi. Sembrava che semplicemente fossero contenti che ci fosse questo ragazzino con gli occhi sgranati che amava leggere, e si fermavano a parlare dei libri che stavo leggendo, mi trovavano gli altri di una serie, mi aiutavano. Mi trattavano come un altro lettore &#8211; niente di meno e niente di pi\u00f9 &#8211; il che voleva dire mi trattavano con rispetto. Non ero abituato a\u00a0 essere un bambino di otto anni trattato con rispetto.<\/p>\n<p>Ma le biblioteche hanno a che fare con la libert\u00e0. Libert\u00e0 di leggere, libert\u00e0 di pensiero, libert\u00e0 di comunicare. Hanno a che fare con l&#8217;istruzione (che non \u00e8 un processo che finisce il giorno che lasciamo la scuola o l&#8217;universit\u00e0), con l&#8217;intrattenimento, con la creazione di spazi sicuri, e con l&#8217;accesso all&#8217;informazione.<\/p>\n<p>Mi preoccupa che nel 21\u00b0 secolo le persone non capiscano ci\u00f2 che le biblioteche sono e il loro scopo. Se voi vedete una biblioteca come uno scaffale di libri, pu\u00f2 apparire antiquata o sorpassata in un mondo in cui molti, ma non tutti, i libri in circolazione esistono digitalmente. Ma questo \u00e8 mancare il punto principale.<\/p>\n<p>Io penso che abbia a che fare con la natura dell&#8217;informazione. L&#8217;informazione ha un valore, e l&#8217;informazione giusta ha un valore enorme. Per tutta la storia dell&#8217;uomo noi abbiamo vissuto in una condizione di scarsit\u00e0 di informazioni, e avere la giusta informazione \u00e8 stato sempre importante, e sempre degno di qualche valore: quando piantare le colture, dove trovare le cose, mappe e storie e racconti &#8211; sono sempre stati utili per un pasto e per la compagnia. L&#8217;informazione era un oggetto prezioso, e coloro che la possedevano o potevano ottenerla potevano farsi pagare per quel servizio.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni ci siamo spostati da un&#8217;economia di scarsit\u00e0 informativa a una caratterizzata da saziet\u00e0. Secondo Eric Schmidt di <em>Google<\/em>, oggi ogni due giorni la razza umana crea tanta informazione quanta ne abbiamo creato dall&#8217;alba della civilt\u00e0 fino al 2003. Sono circa cinque <em>Exabyte<\/em> di dati (1 <em>Exabyte <\/em>= 1 miliardo di <em>Giga<\/em>, <em>NdRufus<\/em>) al giorno, per quelli di voi che tengono i conti. La sfida diviene non pi\u00f9 trovare la rara pianta che cresce nel deserto ma trovare una specifica pianta nella giungla. Avremo bisogno di aiuto nel navigare le informazioni per trovare quella che effettivamente ci serve.<\/p>\n<p>Le biblioteche sono posti dove le persone vanno per avere informazione. I libri sono solo la cima dell&#8217;<em>iceberg<\/em> dell&#8217;informazione: sono nelle biblioteche e l\u00ec vi vengono forniti gratuitamente e legalmente. Ci sono pi\u00f9 ragazzi che prendono libri in prestito di quanti ce ne siano mai stati &#8211; libri di ogni genere: cartacei e digitali e audio. Ma le librerie sono anche, per esempio, posti dove persone che non hanno un <em>computer<\/em>, che sono prive di connessioni <em>internet<\/em>, possono navigare sulla rete senza pagare: particolarmente importante quando il modo con cui ottieni informazioni sulle offerte di lavoro, fai domanda per un lavoro o fai domanda per dei servizi sociali\u00a0\u00e8 in maniera crescente un sistema esclusivamente <em>online<\/em>. I bibliotecari possono aiutare queste persone a navigare quel mondo.<\/p>\n<p>Io\u00a0 non credo che tutti i libri migreranno o dovrebbero migrare su uno schermo: come Douglas Adams mi fece notare una volta, pi\u00f9 di vent&#8217;anni prima della comparsa del <em>Kindle<\/em>, un libro \u00e8 come uno squalo. Gli squali sono antichi: c&#8217;erano squali negli oceani prima dei dinosauri. E il motivo per cui ci sono ancora squali in giro \u00e8 che gli squali sono pi\u00f9 bravi ad essere squali di chiunque altro. I libri cartacei sono solidi, difficili da distruggere, resistenti ai bagni, operati con energia solare, e stanno bene in mano: sono bravi ad esser elibri, e ci sar\u00e0 sempre un posto per loro. Appartengono alle biblioteche. tanto quanto le biblioteche sono divenute luoghi dove si pu\u00f2 andare per avere accesso a libri elettronici, audiolibri e DVD e contenuti della rete.<\/p>\n<p>Una libreria \u00e8 un luogo che \u00e8 un deposito di informazione\u00a0al quale\u00a0ogni cittadino ha un accesso uguale. Questo comprende l&#8217;informazione medica. E l&#8217;informazione sui disturbi mentali. \u00c8 uno spazio comunitario. \u00c8 un luogo di sicurezza, un rifugio dal mondo. \u00c8 un posto con dentro dei bibliotecari. Ci\u00f2 che le biblioteche del futuro saranno \u00e8 qualcosa che dovremmo iniziare a immaginare adesso.<\/p>\n<p>L&#8217;alfabetizzazione \u00e8 ora pi\u00f9 importante che mai, in un mondo di messaggi ed <em>e-mail<\/em>, un mondo di informazione scritta. Abbiamo bisogno di leggere e scrivere, abbiamo bisogno di cittadini globali che sanno leggere con facilit\u00e0,\u00a0comprendono ci\u00f2 che leggono, capiscono le sfumature, e si fanno capire.<\/p>\n<p>Le biblioteche sono\u00a0davvero le porte del futuro.\u00a0\u00c8 percio sfortunato che, nel mondo, vediamo che ci sono governi che\u00a0vedono l&#8217;occasione di chiudere le biblioteche\u00a0come un modo facile di risparmiare denaro, senza capire che stanno rubando al futuro per pagare per l&#8217;oggi. Stanno chiudendo i cancelli che dovrebbero aprire.<\/p>\n<p>Secondo uno studio recente della Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, l&#8217;Inghilterra \u00e8 \u00abil solo paese in cui il gruppo pi\u00f9 anziano ha competenze pi\u00f9 alte del gruppo pi\u00f9 giovane sia nella capacit\u00e0 di leggere e scrivere che di far di conto, dopo che si sono presi in considerazione altri fattori quali il genere, le condizioni socio-economiche e il tipo di occupazione\u00bb.<\/p>\n<p>Detto in altro modo, i nostri figli e nipoti sono meno alfabetizzati e meno capaci di far di conto di noi. Sono meno capaci di navigare il mondo, di capirlo e di risolvere problemi. Gli si pu\u00f2 pu\u00f2 facilmente mentire e ingannarli, saranno meno capacvi di cambiare il mondo in cui si trovano,\u00a0otterranno meno lavori. Tutte queste cose. E come paese l&#8217;Inghilterra rimarr\u00e0 indietro rispetto ad altri paesi sviluppati perch\u00e9 si trover\u00e0 senza una forza di lavoro specializzata.<\/p>\n<p>I libri sono il modo con cui comunichiamo con i morti. Il modo con cui impariamo lezioni da coloro che non sono pi\u00f9 con noi, con cui l&#8217;umanit\u00e0 ha costruito su se stessa, progredito, reso la conoscenza incrementale piuttosto che qualcosa che deve essere reimparata, volta dopo volta. Ci sono racconti che sono pi\u00f9 vecchi della maggior parte dei paesi, racconti che hanno sorpassato di gran lunga le culture e le costruzioni in cui vennero narrati la prima volta.<\/p>\n<p>Penso che abbiamo responsabilit\u00e0 verso il futuro. Responsabilit\u00e0 e obblighi nei confronti dei ragazzi, degli adulti che questi ragazzi diverranno, del mondo in cui si troveranno ad abitare. Tutti noi &#8211; come lettori, come scrittori, come cittadini &#8211; abbiamo dei doveri. Ho pensato che avrei voluto provare oggi a\u00a0dire chiaramente alcuni di questi\u00a0doveri.<\/p>\n<p>Penso che abbiamo\u00a0il dovere\u00a0di leggere per piacere, in privato e\u00a0nei luoghi pubblici. Se leggiamo per piacere, se altri ci vedono leggere, allora impariamo, esercitiamo la nostra immaginazione. Mostriamo ad altri che\u00a0la lettura\u00a0\u00e8 una buona cosa.<\/p>\n<p>Abbiamo il dovere di sostenere le biblioteche. Usare le biblioteche, incoraggiare altri a usare le biblioteche, protestare per la chiusura di biblioteche. Se non si d\u00e0 valore alle biblioteche allora si svaluta l&#8217;informazione o la cultura o la saggezza. Si sta silenziando le voci del passato e danneggiando il futuro.<\/p>\n<p>Abbiamo il dovere di leggere ad alta voce ai nostri bambini. Leggergli cose che gli piacciano. Leggergli storie che ci hanno gi\u00e0 stancato. Fare le vocine, rendere la cosa interessante, e non smettere di leggere loro dei libri solo perch\u00e9 hanno imparato a leggere da soli. Usate la lettura a voce alta come un tempo di legami, un tempo in cui non si controllano i celllari, in cui le distrazioni del mondo sono messe da parte.<\/p>\n<p>Abbiamo il dovere di usare la lingua. Di sforzarci: scoprire cosa vogliono dire le parole \u00a0e come schierarle, per comunicare con chiarezza, per dire ci\u00f2 che intendiamo. Non dobbiamo tentare di congelare la lingua, o di fingere che sia una cosa morta che deve essere riverita, ma dovremmo usarla come una\u00a0cosa viva, che scorre, che prende in prestito parole, che permette ai significati e alle pronunce di variare col tempo.<\/p>\n<p>Noi scrittori &#8211;\u00a0e specialmente scrittori per ragazzi, ma tutti gli scrittori &#8211; abbiamo un dovere nei confronti dei nostri lettori: \u00e8 il dovere di scrivere cose vere, particolarmente importante quando creiamo racconti di persone che non esistono in posti che mai sono stati &#8211; capire che la verit\u00e0 non sta in ci\u00f2 che succede ma in ci\u00f2 che ci dice chi siamo. La finzione narrativa \u00e8 una menzogna che dice la verit\u00e0, dopo tutto. Abbiamo il dovere di non annoiare il lettore, ma di fargli nascere il bisogno di girare la pagina. Una delle cure migliori per un lettore riluttante, dopotutto, \u00e8 un racconto che non sa impedirsi di continuare a leggere. E\u00a0se dobbiamo dire ai nostri lettori la verit\u00e0 e dargli armi e dargli corazza e trasmettere quel\u00a0tanto di saggezza che abbiamo distillato dalla nostra breve sosta in questo verde mondo, abbiamo il dovere di non predicare, non dare lezioni, non\u00a0forzare\u00a0morali e messaggi predigeriti gi\u00f9 per la gola dei lettori come uccelli adulti che nutrono i loro piccoli di vermi gi\u00e0 masticati; e abbiamo il dovere di\u00a0non scrivere mai per i bambini, mai, in nessuna circostanza, qualcosa che noi non vorremmo leggere per noi.<\/p>\n<p>Abbiamo il dovere di capire e di riconoscere che come autori per ragazzi stiamo facendo un lavoro importante, perch\u00e9 se facciamo un pasticcio e scriviamo libri noiosi che allontanano i ragazzi dalla lettura e dai libri, abbiamo diminuito il nostro futuro e impoverito il loro.<\/p>\n<p>Noi tutti &#8211; adulti e bambini, scrittori e lettori &#8211; abbiamo l&#8217;obbligo di sognare a occhi aperti. Abbiamo il dovere di immaginare. \u00c8 facile far finta che nessuno pu\u00f2 cambiare niente, che viviamo in un mondo in cui la societ\u00e0 \u00e8 gigantesca e l&#8217;individuo \u00e8 meno di niente; un atomo nel muro, un chicco di riso in un campo di riso. Ma la verit\u00e0 \u00e8 che gli individui possono cambiare il proprio mondo pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, gli individui fanno il futuro, e lo fanno immaginando che le cose possono essere dfferenti.<\/p>\n<p>Guardatevi intorno: lo dico sul serio. Fermatevi per un momento e guardate la stanza in cui vi trovate. Voglio far notare qualcosa di cos\u00ec ovvio che si tende a dimenticarlo. \u00c8 questo: tutto ci\u00f2 che potete vedere, compresi i\u00a0muri, \u00e8 stato in un certo momento imamginato. Qualcuno decise che era pi\u00f9 comodo sedere su uan sedia che per terra e immagin\u00f2 la sedia. Qualcuno dovette immaginare un modo che io vi potessi parlare qui a Londra adesso senza che\u00a0tutti noi fossimo\u00a0bagnati dalla pioggia. Questa stanza e tutte le cose che contiene, e tutte le altre cose in questo edificio, in questa citt\u00e0, esistono perch\u00e9 ancora e ancora e ancora le persone immaginarono le cose.<\/p>\n<p>Abbiamo un obbligo a\u00a0rendere belle le cose. Non lasciare il mondo pi\u00f9 brutto di come l&#8217;abbiamo trovato, non svuotare gli oceani, non lasciare i nostri problemi alla prossima generazione. Abbiamo l&#8217;obbligo di lasciare pulito, e di non lasciare ai nostri figli un mondo che miopemente abbiamo complicato, impoverito e storpiato.<\/p>\n<p>Abbiamo il dovere di dire ai nostri politici ci\u00f2 che vogliamo, di votare contro i politici di qualunque partito che non capiscono il valore della lettura per creare cittadini degni di questo nome, che non vogliono agire per preservare e proteggere la conoscenze e incoraggiare l&#8217;uso dei libri. Questa non \u00e8 questione di politica di partito. \u00c8 una questione di comune umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Ad Albert Einstein venne chiesto una volta come si potessero rendere intelligenti i nostri bambini. La sua risposta fu a un tempo semplice e saggia. \u00abSe volete che i vostri figli siano intelligenti\u00bb, disse, \u00ableggetegli le favole. Se volete che i vostri figli siano pi\u00f9 intelligenti, leggetegli\u00a0pi\u00f9 favole\u00bb. Capiva l&#8217;importanza della lettura, e dell&#8217;immaginazione. Spero che possiamo dare ai nostri ragazzi un mondo in cui leggeranno e in cui gli si legger\u00e0, e immagineranno, e capiranno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Reading Agency\u00a0\u00e8 un&#8217;istituzione benefica inglese che si dedica a incentivare la lettura (il suo motto \u00e8: tutto cambia quando<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4860,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,60,57,17,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Neil-Gaiman.jpg?fit=460%2C276","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-1ec","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":8404,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=8404","url_meta":{"origin":4724,"position":0},"title":"I consigli del venerd\u00ec &#8211; 1","author":"Rufus","date":"12\/09\/2014","format":"video","excerpt":"Quasi #FF ma senza\u00a0Twitter Negli ultimi tempi ho cominciato ad appuntarmi qui e l\u00e0 i\u00a0link che condivido sui social o le pagine web\u00a0che mi segno a futura memoria, per tenerli sotto controllo e poterli ritrovare. 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