{"id":4575,"date":"2013-10-09T14:37:42","date_gmt":"2013-10-09T12:37:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4575"},"modified":"2015-12-15T15:50:16","modified_gmt":"2015-12-15T14:50:16","slug":"sei-lezioni-sulla-storia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4575","title":{"rendered":"Sei lezioni sulla storia"},"content":{"rendered":"<h2>\u00a0Una lettura fondamentale<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Carr-lezioni-storia.jpg\"><img data-attachment-id=\"4852\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=4852\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Carr-lezioni-storia.jpg?fit=200%2C345\" data-orig-size=\"200,345\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Carr lezioni storia\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Carr-lezioni-storia.jpg?fit=173%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Carr-lezioni-storia.jpg?fit=200%2C345\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4852\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Carr-lezioni-storia.jpg?resize=173%2C300\" alt=\"Carr lezioni storia\" width=\"173\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Carr-lezioni-storia.jpg?resize=173%2C300 173w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Carr-lezioni-storia.jpg?resize=86%2C150 86w\" sizes=\"(max-width: 173px) 100vw, 173px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Ho letto nei giorni scorsi <em>Sei lezioni sulla storia<\/em>, dello storico inglese E.H. Carr (<em>Piccola Biblioteca Einaudi<\/em>, la mia edizione\u00a0\u00e8 del 1967 ma vedo che ce n&#8217;\u00e8 una del 2000 arricchita di nuovi appunti di Carr stesso per una edizione successiva rimasta incompiuta).<\/p>\n<p>Per la verit\u00e0 si \u00e8 trattato di una <em>rilettura<\/em>, perch\u00e9 il libro era un adempimento obbligatorio preliminare per l&#8217;esame di Storia Moderna al primo anno di universit\u00e0, quando avevo diciannove anni, ed \u00e8 stata per me una lettura fondativa ed una delle pi\u00f9 importanti della mia vita: ci avevo trovato l&#8217;idea che di una\u00a0montagna puoi avere mille punti di vista diversi ma che questo non vuol dire che la montagna non esista e\u00a0che perci\u00f2 l&#8217;oggettivit\u00e0 storica si forma nel contrasto delle interpretazioni e a seconda del punto\u00a0da cui scegli di guardare la\u00a0montagna, e anche l&#8217;idea che se scoppia una guerra perch\u00e9 il re Michele di Grecia \u00e8 stato morso da una scimmietta vuol dire che la guerra non \u00e8 scoppiata per caso, ma perch\u00e9 c&#8217;era una linea di cause tali da rendere la situazione cos\u00ec fragile da far scoppiare una guerra per un banale evento fortuito, e che il compito dello storico \u00e8 indagare quelle cause, e non l&#8217;evento scatenante. <a title=\"La vita cambia\" href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=2410\">Al primo anno c&#8217;era anche Economia Politica e io fui catturato per sempre<\/a>, ma quella lettura, con\u00a0la gentile sollecitazione di un maestro come Girolamo Sotgiu, me le sono portate dietro in un sacco di altri ambiti della mia vita, a partire dalle cose che ho fatto nell&#8217;Azione Cattolica, nell&#8217;animazione dei gruppi e nel modo con cui ho guardato alla politica e alle cose.<\/p>\n<p>Sebbene fosse stato un libro cos\u00ec importante non l&#8217;avevo mai riaperto; adesso per\u00f2, che mi sto reiscrivendo all&#8217;universit\u00e0 e per di pi\u00f9\u00a0per studiare\u00a0storia, mi \u00e8 venuta voglia di riprenderlo in mano, ed \u00e8 stata una bella esperienza.<\/p>\n<h2><em>Sei lezioni sulla storia<\/em> in sintesi<\/h2>\n<p>Come dice il titolo il libro riporta il testo delle lezioni tenute da Carr all&#8217;universit\u00e0 di Cambridge nell&#8217;evento annuale in onore di Trevelyan, quando a un professore di un&#8217;altra cattedra viene chiesto di trattare un argomento, diverso ogni anno, per una settimana. Carr, uno storico di impostazione marxista esperto di Unione Sovietica,\u00a0sceglie di trattare questioni di metodo: le lezioni sono dedicate, successivamente, ai &#8220;fatti&#8221; storici e all&#8217;obiettivit\u00e0 dello storico, al rapporto fra lo storico e l&#8217;et\u00e0 in cui vive (questo \u00e8 il capitolo centrale, direi), alla scientificit\u00e0 della storia e al posto che hanno in essa i giudizi di valore e quelli morali,\u00a0al concetto di causalit\u00e0 nella storia, al concetto di progresso e infine a esplorare alcune linee di sviluppo possibili della storia contemporanea (le lezioni sono del 1961, quindi a cinquant&#8217;anni di distanza si pu\u00f2 gi\u00e0 verificare la correttezza delle previsioni di Carr).<\/p>\n<p>Ricordavo un tono spiritoso dell&#8217;esposizione e una bella facilit\u00e0 di divulgazione: era un&#8217;impressione che adesso ho riconfermato, ma questa volta mi ha colpito la vastit\u00e0 della cultura di Carr e la variet\u00e0 e profondit\u00e0 di riferimenti e citazioni. Dovrebbe leggere questo libro il mio amico Giuseppe Puddu, che apprezza nella saggistica la ricchezza e precisione del lessico e la capacit\u00e0 di aprire orizzonti, per non parlare dell&#8217;alternarsi dei toni, che qui variano dal sarcasmo al ricordo personale alla meditazione\u00a0pensosa alla esposizione sistematica di categorie del pensiero.<\/p>\n<p>La tesi principale del libro pu\u00f2 essere riassunta in una visione della storiografia come l&#8217;esercizio dello storico di comprendere il passato a partire dal suo <em>presente<\/em>: in questo senso l&#8217;oggi &#8211; che \u00e8 <em>diverso<\/em> per ogni storico &#8211; ispira le domande da rivolgere al passato e il passato si apre allo sguardo dello storico proponendo lezioni che illuminano il presente. Nel quarto capitolo (mi pare) la capacit\u00e0 dello storico di\u00a0dominare operativamente il presente e\u00a0fare previsioni fa entrare\u00a0nel discorso anche il futuro, ma i termini della questione non variano particolarmente. Dentro questo scenario dinamico &#8211; non particolarmente diverso dalla visione della storia di Marc Bloch, che per\u00f2 non viene mai citato\u00a0&#8211; sono collocate le idee che ricordavo meglio: sull&#8217;obiettivit\u00e0 storica, sui giudizi di valore, sulla causalit\u00e0, che si rifanno a una teoria cognitiva conseguente che grosso modo pu\u00f2 essere riassunta cos\u00ec:\u00a0la storia \u00e8 scienza, una scienza in cui osservatore e oggetto si influenzano a vicenda; ma questo \u00e8 valido per <em>tutte<\/em> le scienze, e tutte consistono nella <em>scelta<\/em> consapevole di quali siano gli elementi da considerare rilevanti e quali no: viene riportato il giudizio del fisico Ziman, che dice che una verit\u00e0 scientifica \u00e8: \u00abuna affermazione accettata pubblicamente dai competenti in materia\u00bb e nulla pi\u00f9. E una visione della scienza non diversa da quella di Kuhn e dei suoi paradigmi (sono andato a riguardarmi le date, Kuhn pubblica un anno dopo, nel 1962, ma il dibattito culturale \u00e8 evidentemente quello).<\/p>\n<h2>Polemiche e attualit\u00e0<\/h2>\n<p>A diciannove anni non avevo i mezzi culturali per rendermi conto esattamente del dialogo che nel svolgere la sua tesi Carr\u00a0intesse con i grandi storici della tradizione inglese, Acton, Gibbon, Namier, Trevelyan stesso, e del modo con cui entra nella dialettica culturale del suo tempo: se ancora oggi non so assolutamente chi siano gli storici dell&#8217;epoca che vengono fatti ripetutamente a pezzettini come il professor Butterfield\u00a0o sir Isaiah Berlin,\u00a0adesso\u00a0capisco un po&#8217; di pi\u00f9 della\u00a0polemica contro Popper e il positivismo (o neoempirismo) e la citazione in un senso\u00a0o nell&#8217;altro di un buon numero di altri pensatori\u00a0 &#8211; il lettore italiano nota per esempio un recupero di Croce come filosofo della storia e pensatore politico, posizioni temo messe in ombra in Italia dalle concezioni estetiche di Croce e dal rapporto col cattolicesimo.<\/p>\n<p>La visione della scienza di Carr \u00e8 una delle cose che rende il libro attuale anche oggi: perch\u00e9 \u00e8 una voce vigorosa contro tutte quelle visioni di stampo beceramente scientista che volta a volta il CICAP o l&#8217;Odifreddi di turno tentano di resuscitare. \u00c8 uno dei motivi per i quali il libro si consiglia ancora oggi anche a chi non abbia interessi puramente storiografici; allo stesso modo, riflettendo sull&#8217;oggi e la Sardegna, la visione di storia esposta ruba il terreno sotto i piedi a ogni idea di narrazione finalizzata alla costruzione di identit\u00e0 politiche o statali e ne mostra l&#8217;inconsistenza a patto che gli storici facciano il loro mestiere, e ci ricorda che senza una prospettiva storica le scienze sociali zoppicano: quando ho poggiato il libro ho pensato che in Sardegna avremmo bisogno di pi\u00f9 storici e meno sociologi (mi perdoner\u00e0 Marco Zurru) e semiologi&#8230; <a href=\"http:\/\/www.sardiniapost.it\/cronaca\/mario-tozzi-cari-sardi-perche-vi-fate-furbi-valorizzate-il-mito-atlantide\/\">dei geologi, poi, dovremmo fare direttamente\u00a0a meno<\/a>.<\/p>\n<p>Naturalmente il testo ha delle parti che appaiono pi\u00f9 datate: non tanto i riferimenti marxiani o l&#8217;importanza attribuita all&#8217;Unione Sovietica (per quanto a un certo punto un ragionamento sull&#8217;economia non di mercato faccia sobbalzare) quanto tutto il ragionamento sul <em>progresso<\/em> come senso riconoscibile della storia; caratteristico dell&#8217;epoca e del pensiero di Carr, ma un po&#8217; arzigogolato \u00e8 poi tutto il discorso sul predominio della ragione. Si tratta per\u00f2 sempre di affermazioni ben circostanziate e inserite dentro ragionamenti intelligenti e solidi e, anche quando il lettore si trova in disaccordo, rimangono concetti provocatori e interessanti.<\/p>\n<p>Nel capitolo finale Carr si lancia nel rischioso tentativo di ragionare sulle linee di tendenza future. Ne indica due, che non racconto per lasciare che ognuno si formi la sua opinione: ma a me \u00e8 sembrato che a cinquant&#8217;anni di distanza la visione del vecchio storico mantenga tutto il suo vigore &#8211; anche laddove non possiamo dire che si sia avverata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0Una lettura fondamentale Ho letto nei giorni scorsi Sei lezioni sulla storia, dello storico inglese E.H. 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