{"id":44,"date":"2012-07-26T19:03:53","date_gmt":"2012-07-26T17:03:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=44"},"modified":"2015-12-14T10:46:02","modified_gmt":"2015-12-14T09:46:02","slug":"adolescenti-e-parrocchie","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=44","title":{"rendered":"Adolescenti e parrocchie"},"content":{"rendered":"<p>ATTENZIONE: contiene turpiloquio, rivelazioni sconcertanti e mooolta melassa. Per evitare il tutto, non leggere o andare direttamente alla fine.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>I neofascisti del Dettori avevano chiamato la sera prima a casa mia. \u00abTi spacchiamo il culo\u00bb, avevano detto.<\/p>\n<p>Era estate. La mattina il gruppo giovanissimi andava al mare, la sera si apriva il &#8220;circolo&#8221; e si giocava a scacchi: in quel periodo avevamo organizzato un torneo parrocchiale. I neofascisti mi vennero a cercare mentre giocavo col mio amico Carlo e mi invitarono a uscire. Io sospirai, mi tolsi gli occhiali (cos\u00ec se mi picchiavano non mi andavano schegge negli occhi) e andai all&#8217;ingresso.<\/p>\n<p>Fuori della porta erano schierati i dettorini, cinque deficienti, a pensarci adesso, e di fronte e ai lati tutto il gruppo giovanissimi, perplesso. Il mio amico Carlo, che a sedici anni era alto un metro e novantaquattro, mi chiam\u00f2 quando ero quasi sulla porta. Si avvicin\u00f2 alla serratura, estrasse il passante, un grosso affare di ferro lungo quaranta centimetri e pesante almeno due chili, e se lo infil\u00f2 nella cintura dietro la schiena. \u00abAdesso siamo pronti\u00bb, disse.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Quella volta i neofascisti si limitarono alle minacce: probabilmente Carlo al mio fianco aveva un effetto calmante; il passante di ferro non fece la sua comparsa. Tornarono il giorno dopo, due in pi\u00f9, ma a quel punto il gruppo giovanissimi si era stufato e aveva chiamato gli amici di Sant&#8217;Elia: circa cinque minuti bastarono per estrarre a forza i malcapitati dall&#8217;auto, malmenarli (pochissimo), terrorizzarli (moltissimo) e chiarire i rapporti di forza. Quando stavamo gi\u00e0 facendo la pace arrivarono altri amici (&#8220;quelli di via Corsica&#8221;), che erano un po&#8217; in ritardo, e tutto l&#8217;<em>ambaradan<\/em> (minacce, mani addosso, scuse, pacificazione) si ripet\u00e8 un&#8217;altra volta: non \u00e8 che anche se erano arrivati in ritardo si dovevano privare di un piacere. I neofascisti non si fecero pi\u00f9 vedere.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>I ragazzi di via Corsica aderivano all&#8217;Azione Cattolica. Erano arrivati perch\u00e9 da noi c&#8217;erano le ragazze, ma agli incontri di preghiera si emozionavano parecchio. La domenica, invece, andavano fuori dello stadio. Cercavano uno della loro stazza, gli dicevano: \u00abOh, cosa hai da guardare??\u00bb e lo picchiavano. Allora quelli che avevano picchiato chiamavano gli amici e li andavano ad aspettare all&#8217;uscita del turno serale dell&#8217;Agrario, che era al <em>Siotto<\/em>, e si picchiavano di nuovo.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>I ragazzi di Sant&#8217;Elia invece non facevano parte dell&#8217;Azione Cattolica e con loro non era sempre andata bene.\u00a0I nostri rapporti erano cominciati cos\u00ec: loro sfondavano la porta del circolo a calci, noi facevamo barriera per non farli entrare; talvolta li ributtavamo fuori, pi\u00f9 spesso (considerato anche che avevano tutti il coltello in tasca) venivamo messi in fuga, smammati dal <em>ping pong<\/em>, derubati il giusto e costretti a abbassare lo sguardo mentre loro smantellavano quei quattro arredi malconci che avevamo nel circolo. In realt\u00e0 il parroco e gli animatori capitavano da quelle parti abbastanza spesso da evitare che queste cose sfuggissero di mano, ma farceli amici era stata comunque una necessit\u00e0 per limitare i danni. \u00abAltrimenti chiss\u00e0 cosa succede se una volta arrivano e trovano le ragazze da sole\u00bb, dicevamo, sentendoci molto navigati.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Tanta cavalleria un po&#8217; stupisce, veramente. Sempre quell&#8217;estate il gioco preferito, in spiaggia, era inseguire le ragazze pi\u00f9 carine del gruppo fra i casotti, bloccarle a terra in tre o quattro e baciarle a forza. Qualche signora del nostro giro, santa donna di chiesa, diceva che era colpa delle ragazze, ma retrospettivamente io ricordo sempre quegli episodi con un po&#8217; di imbarazzo, diciamo cos\u00ec.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Al Poetto andavamo col P, pieno come un carro bestiame. Frequentemente non si faceva il biglietto; se arrivava il controllore, si girava la manopola per l&#8217;apertura di emergenza delle porte, e si scappava da dietro.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Non ricordo se fra i casotti, nei momenti in cui non c&#8217;erano prede da inseguire, si fumasse qualche canna; fuori del circolo invece sicuramente s\u00ec, anche se veramente in quantit\u00e0 modica e con grandissime lacerazioni dentro il gruppo, fra proibizionisti\u00a0bravi cattolici e droghini. Le sbronze invece, ed eravamo minorenni, non suscitavano grandi resistenze, ed alcune rimasero mitiche. D&#8217;altra parte, saper gestire un amico ubriaco che vuole picchiare tuo padre perch\u00e9 crede che sia un alieno (il padre era il mio) \u00e8 un&#8217;esperienza che ti torna utile quando il tuo allenatore di pallavolo si presenta sul campo sbronzo e chiede di sostituire l&#8217;arbitro con delle ballerine, come capit\u00f2 a noi l&#8217;anno dopo.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Pi\u00f9 che bere, per\u00f2, ci piaceva mangiare. Avendo pochi soldi, talvolta ci si arrangiava: per esempio al Mediterraneo ci eravamo abbastanza specializzati a raccogliere gli scontrini usati rimasti in giro e utilizzarli\u00a0per farci dare di nuovo le paste, anche due o tre volte. Al negozietto di signora Marisa, invece, si sgobbava e basta &#8211; o forse lei ci faceva dei regali e noi, che ci credevamo furbissimi, non ce ne accorgevamo.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Insomma, tutto sommato io, e altri due che stanno su questa lista, siamo cresciuti a met\u00e0 fra la strada e la parrocchia. E un po&#8217; ragazzi di strada ci sentivamo: quando sal\u00ec la polizia, con le armi <em>spianate<\/em>, perch\u00e9 chiss\u00e0 chi aveva detto che a Bonaria si spacciava droga, gli parlammo di un fantomatico furgoncino bianco sospetto, ma ci guardammo bene dal dirgli che buona parte dei motorini parcheggiati dietro l&#8217;angolo aveva provenienza piuttosto sospetta: e non per complicit\u00e0, ch\u00e9 il meccanico che aveva quel giro non ci piaceva, ma perch\u00e9 non si faceva, e basta. Del resto, nessuno dei nostri motorini aveva la cilindrata con cui era uscito dal negozio, e anche questo era un fatto.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Insomma, se conto i reati che ho visto commettere (e che, purtroppo, io non ho mai commesso perch\u00e9 ero molto soggetto) quando andavo nel sano ambiente della parrocchia da ragazzo, posso contare la rissa, l&#8217;ubriachezza molesta, le molestie (che oggi sarebbero violenza carnale), il furto in varie forme, il danneggiamento, la violazione ripetuta del codice della strada, la falsa testimonianza, il commercio di sostanze proibite e diversi altri, probabilmente il tutto condito da aggravanti generiche e specifiche e dall&#8217;associazione per delinquere, e senza contare le contravvenzioni amministrative.<\/p>\n<p>Con tutto questo nessuno di noi, a ripensarci, si \u00e8 perso, tranne Renato, uno dei ragazzi di Sant&#8217;Elia che a diciassette anni si and\u00f2 a schiantare di notte con un motorino rubato in viale Poetto, e a cui ogni tanto credo che pensiamo tutti. Anche il meccanico \u00e8 morto, di droga, ma lui era gi\u00e0 su un&#8217;altra strada.<\/p>\n<p>Degli altri qualcuno \u00e8 venuto su peggio, qualcuno \u00e8 venuto su meglio, come \u00e8 normale che sia. Uno \u00e8 in Guardia di Finanza, dove probabilmente mette a frutto quello che ha imparato a quei tempi. Un&#8217;altra si \u00e8 fatta suora, e anche lei avr\u00e0 imparato qualcosa da mettere a frutto, credo.<\/p>\n<p>Retrospettivamente il nostro parroco e gli animatori dovevano saperla lunga, considerato che non ci hanno mai negato una saletta per riunirci (vabb\u00e9, anche perch\u00e9 avevamo falsificato la chiave della Parrocchia ed entravamo lo stesso, finch\u00e9 non ci beccarono &#8211; ci tolsero il calcio balilla per <em>due<\/em> settimane, e ci parve che per una punizione cos\u00ec dura dovevano essersi veramente arrabbiati; ah, adesso che ci penso, questo aggiunge l&#8217;effrazione al conto), un po&#8217; di attenzione, due chiacchiere. Chesterton parla di lenze lasciate sapientemente molto lunghe, e loro erano buoni pescatori. Tutti noi credo che a distanza di anni vogliamo ancora bene al nostro parroco, anche se adesso magari siamo uomini e donne e vediamo forse dei limiti che prima non capivamo. Per\u00f2 lui ci ha voluto bene senza riserve tutti quegli anni e questo ci lega in maniera che non possiamo eludere. E penso che se ne siamo usciti tutti o quasi tutti senza danni molto \u00e8 merito suo e di avere scelto di volerci bene in quel modo.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Dice: \u00abgli faceva comodo perch\u00e9 gli riempivate la chiesa\u00bb. Sar\u00e0. Ma un bel po&#8217; rompicoglioni dovevamo essere, perch\u00e9, sebbene delinquenti, leggevamo il Vangelo con lui tutte le settimane. Ci avevamo trovato Ges\u00f9 che scacciava i mercanti dal tempio, e le tre povere signore che vendevano <em>Famiglia Cristiana<\/em> in fondo alla Chiesa si trovarono inserite immediatamente nella categoria delle mercantesse. Quella che si \u00e8 fatta suora lesse una preghiera dei fedeli di fuoco (\u00abSignore, perdona quelle persone l\u00e0 in fondo che profanano il tuo tempio\u00bb) e poi organizzammo lo sciopero dell&#8217;animazione della Messa. Il parroco si pieg\u00f2, e <em>Famiglia Cristiana<\/em> e i <em>souvenir<\/em> finirono in un negozietto nel chiostro.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Ora scopro che in una piazza di Cagliari vicino a casa c&#8217;\u00e8 un giro di ragazzini che fa casino coi motorini, gioca a pallone (per strada!!!) e ha <em>addirittura<\/em> lanciato un lucchetto nella saletta parrocchiale &#8211; attraverso la finestra, lo ammetto, ma era aperta&#8230;<\/p>\n<p>La buona gente di parrocchia (non la mia, un&#8217;altra), di fronte a tanta protervia, ha presentato una denuncia. L&#8217;altro sabato quattro volanti (quattro) hanno radunato in mandria i ragazzini e li hanno perquisiti, l\u00e0 sulla strada (ovviamente, non hanno trovato niente). In realt\u00e0 \u00e8 parte, dicono, di un piano ben studiato per costringere questi ragazzi ad andarsene lontano dalla piazza e dalla parrocchia, cos\u00ec non disturbano.<\/p>\n<p>BEH, ALLORA VE LE MERITATE LE CHIESE VUOTE, CAZZO!!<\/p>\n<p>Ooopps, c&#8217;era il turpiloquio anche alla fine, chiedo scusa \ud83d\ude09<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ATTENZIONE: contiene turpiloquio, rivelazioni sconcertanti e mooolta melassa. 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