{"id":4361,"date":"2013-09-02T18:47:30","date_gmt":"2013-09-02T16:47:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4361"},"modified":"2025-09-11T17:15:02","modified_gmt":"2025-09-11T15:15:02","slug":"divagazioni-sul-prigioniero-di-zenda","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4361","title":{"rendered":"Divagazioni sul &#8220;Prigioniero di Zenda&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Ho letto da poco <em>Il prigioniero di Zenda<\/em>, un classico dei romanzi di\u00a0cappa e spada\u00a0di fine &#8216;800. \u00c8 molto divertente e stra-consigliato, ma non\u00a0ne faccio una recensione perch\u00e9 ho deciso che me\u00a0la giocher\u00f2 questo inverno alla radio.\u00a0Per\u00f2 mentre leggevo mi \u00e8 venuta in mente una riflessione che consente di fare un\u00a0collegamento colto, coltissimo, che mi permette anche di consigliare altri tre libri\u00a0 e che perci\u00f2 vi ripropongo. Potremmo chiamarla&#8230;<\/p>\n<h2><em>Il prigioniero di Zenda<\/em> e la crisi dell&#8217;istituto monarchico<\/h2>\n<h3>Holmes e gli infami clienti illustri<\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Sherlock_Holmes_-_The_Man_with_the_Twisted_Lip.jpg\"><img data-attachment-id=\"4373\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=4373\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Sherlock_Holmes_-_The_Man_with_the_Twisted_Lip.jpg?fit=310%2C331\" data-orig-size=\"310,331\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Sherlock_Holmes_-_The_Man_with_the_Twisted_Lip\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Sherlock_Holmes_-_The_Man_with_the_Twisted_Lip.jpg?fit=280%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Sherlock_Holmes_-_The_Man_with_the_Twisted_Lip.jpg?fit=310%2C331\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4373\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Sherlock_Holmes_-_The_Man_with_the_Twisted_Lip.jpg?resize=280%2C300\" alt=\"Sherlock_Holmes_-_The_Man_with_the_Twisted_Lip\" width=\"280\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Sherlock_Holmes_-_The_Man_with_the_Twisted_Lip.jpg?resize=280%2C300 280w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Sherlock_Holmes_-_The_Man_with_the_Twisted_Lip.jpg?resize=140%2C150 140w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Sherlock_Holmes_-_The_Man_with_the_Twisted_Lip.jpg?w=310 310w\" sizes=\"(max-width: 280px) 100vw, 280px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>In una delle pi\u00f9 famose avventure di Sherlock Holmes, <em>A scandal in Bohemia<\/em>, l&#8217;investigatore cava dagli impicci un monarca in incognito appartenente alla casa sovrana di un qualche paese centroeuropeo non meglio identificato.<\/p>\n<p>Per come va l&#8217;avventura \u00e8 chiaro che le preferenze di Holmes e Watson vanno piuttosto a favore dell&#8217;avversaria del Re, Irene Adler, e non solo perch\u00e9 si tratta di un&#8217;avventuriera cos\u00ec abile e spregiudicata da essere in grado di battere il grande Sherlock Holmes al suo stesso gioco. Il fatto \u00e8 che, una volta pagato tutto il rispetto dovuto a un tale augusto personaggio, dal punto di vista personale il Re si rivela piuttosto meschino e incapace di comportarsi secondo quei dettami d&#8217;onore che un gentiluomo vittoriano doveva considerare imprescindibili.<\/p>\n<p>Anche in altre avventure di Sherlock Holmes c&#8217;\u00e8 la stessa ambivalenza: il <em>detective<\/em> \u00e8 lusingato che i suoi servizi siano richiesti da un indirizzo che denota antica nobilt\u00e0, come Abbey Grange, o che il cliente sia illustre come il Duca di Holdernesse. Ma le vicende che vengono\u00a0scoperte in questi casi suscitano la freddezza sua e di Watson: violenze domestiche, adulteri, figli non riconosciuti, segreti inconfessabili e comportamenti poco onorevoli. Secondo Conan Doyle, insomma, l&#8217;istituto illustre (e forse necessario) della nobilt\u00e0 richiede che molta polvere sia spazzata sotto il tappeto.<\/p>\n<p>(<em>Uno scandalo in Boemia<\/em> fa parte della prima raccolta di storie di Conan Doyle, <em>Le avventure di Sherlock Holmes<\/em>. <em>L&#8217;avventura di Abbey Grange<\/em> e <em>L&#8217;avventura della scuola\u00a0del priorato<\/em> sono nella raccolta <em>Il ritorno di Sherlock\u00a0Holmes<\/em>. Ci sono mille edizioni, quindi non vale la pena di indicarne specificamente una).<\/p>\n<h3>L&#8217;invenzione della tradizione<\/h3>\n<p>Sono convinto che questa ambiguit\u00e0 testimoniata da Conan Doyle dipenda da un paio di cose che ricordo di aver letto nella famosa raccolta di saggi curata da Hobsbawm, <em>L&#8217;invenzione della tradizione<\/em>, quella dove si dimostra che gli scozzesi non hanno mai portato il <em>kilt <\/em>(e dove, <em>uhm<\/em>, il racconto di come nel Galles si sia inventato da zero tutto un <em>ambaradan<\/em> di false tradizioni celtiche ricorda in maniera irresistibile i percorsi attuali dei nazionalisti sardi, ma su questo lasciamo perdere).<\/p>\n<p>David\u00a0Cannadine, nel suo saggio sulla trasformazione della monarchia inglese nel XIX secolo, fa notare che con la Regina Vittoria il sovrano inglese smette di essere una figura <em>personalmente<\/em> importante, un <em>attore<\/em> direttamente impegnato nella politica e nel governo, per assumere un mero ruolo di rappresentanza dell&#8217;istituzione monarchica, una istituzione considerata necessaria per il mantenimento dell&#8217;Impero e, in definitiva, per il benessere degli inglesi. Come tale la Regina poteva essere oggetto di vera e propria venerazione&#8230; purch\u00e9 se ne stesse buona buona da parte. Sospetto che dovesse esserci, in questo senso, una differenza sostanziale nell&#8217;atteggiamento deferente del popolano, che vedeva la Regina solo da lontano, in occasioni formali e nel pieno della sua maest\u00e0 (carrozze, sfilate e cavalli), e il gentiluomo beneducato che magari poteva avere avuto occasione di conoscere direttamente la donnetta isterica, o di trattare con altri che ci avevano avuto direttamente a che\u00a0fare.<\/p>\n<p>Se vivente la Regina doveva prevalere in tutti il sentimento di rispetto, all&#8217;epoca di Conan Doyle la seconda sensazione doveva aver fatto pi\u00f9 strada. \u00c8 un po&#8217; lo stesso atteggiamento di Holmes: grande rispetto per la nobilt\u00e0 come istituzione, meno per i nobili in carne e ossa.<\/p>\n<p>(<em>L&#8217;invenzione della tradizione<\/em>, a cura di Hobsbawm e Ranger, \u00e8 pubblicato da <em>Einaudi<\/em>).<\/p>\n<h3>Gentiluomini per educazione<\/h3>\n<p>Nella stessa raccolta di saggi ce n&#8217;\u00e8 anche uno di Terence Ranger dedicato allo straordinario esperimento degli inglesi, che radunarono per anni nella scuola del\u00a0<em>King&#8217;s College<\/em> sulla collina sacra dei Baganda i figli degli aristocartici africani loro soggetti per impartirgli un&#8217;educazione all&#8217;inglese e farne dei veri gentiluomini secondo il loro cuore &#8211; in modo che potessero trovare una propria posizione dentro il quadro imperiale, contribuendo al governo delle colonie. All&#8217;epoca di Jane Austen, agli inizi dell&#8217;800,\u00a0la cosa sarebbe stata impensabile: allora la nobilt\u00e0, l&#8217;essere cio\u00e8 dei &#8220;gentili uomini&#8221;, dipendeva totalmente da criteri di nascita &#8211; o eri un gentiluomo di sangue o, per dirla come Manzoni, eri un vile meccanico. Alla fine dell&#8217;800 per\u00f2 si andava sostituendo all&#8217;idea di una nobilt\u00e0 basata sul sangue quello di una nobilt\u00e0 basata sull&#8217;educazione: per dirla all&#8217;inglese dal concetto di <em>well-born<\/em> (nato bene) a quello di <em>well-bred<\/em> (ben allevato).<\/p>\n<p>Ci saranno millanta libri in cui questa idea salta fuori con chiarezza, ma a me sembra esposta in maniera chiarissima in un altro piccolo classico dell&#8217;avventura, <em>L&#8217;enigma delle sabbie<\/em> di Erskine Childers, in cui due giovanotti inglesi, di nascita non nobile e non particolarmente benestanti ma che si sono conosciuti a Oxford, nel tempio per antonomasia della buona educazione, si trovano a vivere una complicata storia di spionaggio. Durante tutto il romanzo, che \u00e8 del 1903 e quindi quasi coevo alle storie di Conan Doyle, quello che emerge \u00e8 una solidariet\u00e0 fra i due giovani che \u00e8 basata sull&#8217;antico legame in comune di avere studiato insieme, pari, se non pi\u00f9 forte, a quella che in altre epoche sarebbe stato un legame basato su alleanze familiari o geografiche. Del resto in mille <em>film<\/em> o romanzi abbiamo sentito il protagonista dire qualcosa come: \u00abAh, si, il piccolo Carruthers. Lo ricordo bene: era due anni dopo di me al <em>college<\/em>. <em>Good chap<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>(<em>L&#8217;enigma delle sabbie<\/em>, di Erskine Childers, \u00e8 pubblicato dalla casa editrice <em>Lantana<\/em>. Se non vi basta la mia raccomandazione sappiate che Bjorn Larsson, quello de <em>La vera storia del pirata Long John Silver<\/em>, ne parla molto bene. Nel 1973 ne hanno anche tratto un bel film con Michael York).<\/p>\n<h3><em>Il prigioniero di Zenda<\/em><\/h3>\n<p>Alla fin fine cosa c&#8217;entra tutto questo con <em>Il prigioniero di Zenda<\/em> e col suo seguito <em>Rupert di Hentzau<\/em>?<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che il romanzo, a parte le godibili vicende di cappa e spada e la presenza di un <em>cattivo<\/em> di grandissima qualit\u00e0 come Rupert di Hentzau, \u00e8 tutto basato sul tema del doppio, Re Rudolf e il suo sosia inglese Rudolf Rassendyll &#8211; che \u00e8 di antica nobilt\u00e0 perch\u00e9 \u00e8 richiesto dalla trama (ma \u00e8 una nobilt\u00e0 minore)\u00a0ma soprattutto\u00a0\u00e8 innegabilmente un gentiluomo: per educazione, per sentimenti, per senso dell&#8217;onore. In questo gioco di specchi il Re, ancora una volta, si rivela pi\u00f9 meschino, imbelle e sgradevole del suo corrispettivo &#8211; esattamente come il Re di <em>Scandalo in Boemia<\/em>.<\/p>\n<p>Insomma, da assoluto dilettante,\u00a0la mia teoria sarebbe che Conan\u00a0 Doyle e Anthony Hope ci rivelano, in mezzo alle vicende avventurose di cui scrivono, qualcosa di come i loro contemporanei consideravano l&#8217;istituto monarchico; e che una chiave interpretativa del genere di romanzi d&#8217;avventura ambientati in posti esotici come la Ruritania del <em>Prigioniero di Zenda<\/em> &#8211; genere che venne chiamato appunto <em>Ruritarian romance<\/em> &#8211; \u00e8 quella che offrivano al pubblico, sotto la patina apparentemente rispettosa di storie in cui si combatte e si affrontano rischi per il bene della monarchia e la sacra persona del monarca, degli schemi interpretativi in cui si suggerisce che, insomma, forse ormai il sangue blu si \u00e8 fatto troppo tenue e di tutta questa paccottiglia possiamo farne a meno. Non in Inghilterra, certo, ma in Ruritania, forse&#8230;<\/p>\n<p>In realt\u00e0 la cosa sarebbe un pochetto pi\u00f9 complicata, perch\u00e9 in tutti questi romanzi c&#8217;\u00e8 sempre un esponente della monarchia che rimane sempre al di sopra di ogni possibile critica, ed \u00e8, manco a dirlo, la principessa (nel <em>Prigioniero di Zenda<\/em> si chiama Flavia, \u00e8 bella, buona e indurrebbe chiunque a dare la vita per lei e il bene della monarchia).<\/p>\n<p>In un mondo di uomini come quelli che scrivevano questi romanzi, il robusto sangue plebeo pu\u00f2 comunque aspirare a ottenere qualcosa, dalle esangui famiglie reali: la mano di una splendida principessa, sogno (quasi) irraggiungibile. O forse si pu\u00f2 pensare che la monarchia in crisi pu\u00f2 ancora recuperare un minimo di credibilit\u00e0 affidandosi alla figura affascinante della bella principessa. Carolina di Monaco, insomma, o Kate Middleton, a seconda di come si considera la faccenda. Comunque la si consideri, si vede che funziona: dopotutto mia nipote, pi\u00f9 di cent&#8217;anni dopo la pubblicazione di questi libri, alla domanda: \u00abCosa vuoi fare da grande?\u00bb, risponde: \u00abLa principessa\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho letto da poco Il prigioniero di Zenda, un classico dei romanzi di\u00a0cappa e spada\u00a0di fine &#8216;800. \u00c8 molto divertente<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4373,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[56,13,12,67],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Sherlock_Holmes_-_The_Man_with_the_Twisted_Lip.jpg?fit=310%2C331","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-18l","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":7809,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=7809","url_meta":{"origin":4361,"position":0},"title":"Amore e avventura e &#8220;Il prigioniero di Zenda&#8221; a &#8220;Oggi parliamo di libri&#8221;","author":"Rufus","date":"18\/06\/2014","format":"video","excerpt":"In un vecchio articolo ho gi\u00e0 parlato de\u00a0Il prigioniero di Zenda\u00a0e quindi oggi non mi dilungo: la puntata di\u00a0Oggi parliamo di libri\u00a0 dedicata al\u00a0Prigioniero non dice, in realt\u00e0, le cose che avevo gi\u00e0 scritto, ma evidentemente il campo \u00e8 limitato e molti degli argomenti si richiamano a vicenda. 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