{"id":4307,"date":"2013-08-18T17:28:04","date_gmt":"2013-08-18T15:28:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4307"},"modified":"2014-08-25T13:41:51","modified_gmt":"2014-08-25T11:41:51","slug":"stanze-della-noia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4307","title":{"rendered":"Stanze della noia"},"content":{"rendered":"<p>Incuriosito da un cenno, durante la rassegna stampa mattutina di <em>Radio3<\/em>, a <a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2013\/08\/17\/esteri\/giappone-licenziamento-vietato-e-sony-crea-la-stanza-della-noia-NqlPcphqBHbMvXqLkAPcEL\/pagina.html\">un articolo della <em>Stampa<\/em><\/a>, mi sono andato a cercare <a href=\"http:\/\/www.nytimes.com\/2013\/08\/17\/business\/global\/layoffs-illegal-japan-workers-are-sent-to-the-boredom-room.html\">l&#8217;articolo originale del <em>New York Times<\/em><\/a>, che traduco qui sotto. L&#8217;autore dell&#8217;articolo \u00e8 Hiroko Tabuchi.<\/p>\n<h2>Licenziamenti <em>tab\u00f9<\/em>, lavoratori giapponesi spediti nelle stanze della noia<\/h2>\n<h3>di Hiroko Tabuchi<\/h3>\n<p>TAGAJO, Giapppone \u2014 Shusaku Tani \u00e8 un dipendente della <em>Sony <\/em> in questa fabbrica, ma non \u00e8 propriamente un lavoratore.<\/p>\n<p>Per pi\u00f9 di due anni \u00e8 arrivato a un piccola stanza, si \u00e8 seduto e ha passato il tempo a leggere i giornali, a navigare sulla rete e a studiare sui manuali di ingegneria dei suoi giorni di universit\u00e0. Alla fine di ogni giorno compila un rapporto sulle sue attivit\u00e0.<\/p>\n<p>La <em>Sony<\/em>, datore di lavoro di Tani da trentadue anni, lo ha relegato in questa stanza perch\u00e9 non riesce a liberarsene. Ha eliminato la sua posizione lavorativa al <em>Sony Sendai Technology Center<\/em>, che in tempi migliori produceva nastri magnetici e videocassette. Ma a cinquantun anni Tani ha rifiutato l&#8217;offerta di un prepensionamento nel tardo 2010 &#8211; un suo diritto in base alle leggi sul lavoro giapponesi.<\/p>\n<p>E cos\u00ec siede in quella che \u00e8 chiamata la &#8220;camera per far scappare&#8221;. Passa qui i suoi giorni, con circa altri quaranta irriducibili.<\/p>\n<p>\u00abNon voglio andarmene. Le aziende non dovrebbero comportarsi cos\u00ec. \u00c8 inumano\u00bb.<\/p>\n<p>Il braccio di ferro fra i lavoratori e la direzione della fabbrica di Sendai evidenzia un conflitto in via di intensificazione riguardo alle procedure di assunzione e licenziamento in Giappone, nel quale il lavoro per tutta la vita presso un unico datore di lavoro \u00e8 da tempo la norma e in cui licenziamenti su larga scala rimangono un <em>tab\u00f9<\/em> sociale, almeno nelle societ\u00e0 pi\u00f9 grandi.<\/p>\n<p>Un fatto che la <em>Sony<\/em> vuole cambiare, cos\u00ec come il primo ministro Shinzo Abe. Man mano che la ripresa dell&#8217;economia giapponese rallenta ridurre i\u00a0vincoli sulle aziende \u00e8 divenuto ancora pi\u00f9 importante per i progetti economici di Abe. Egli intende allentare le rigide regole sui licenziamenti del personale a tempo indeterminato.<\/p>\n<p>Gli economisti affermano che portare flessibilit\u00e0 nel mercato del lavoro giapponese aiuterebbe le aziende in difficolt\u00e0 a razionalizzare forze lavoro eccessivamente gonfiate per competere meglio nell&#8217;economia globale. Minori restrizioni sui licenziamenti renderebbero pi\u00f9 facile alla <em>Sony<\/em> abbandonare settori di mercato tradizionali, ora in perdita, e concentrare risorse su settori pi\u00f9 innovativi e promettenti.<\/p>\n<p>\u00abHo un unico desiderio per l&#8217;industria elettronica giapponese, ed \u00e8 la riforma del lavoro\u00bb, dice Atul Goyal, un analista a <em>Jefferies % Company<\/em>.<\/p>\n<p>La <em>Sony <\/em>hadichiarato che non fa niente di male in quelle che definisce &#8220;stanze di progettazione delle carriere&#8221;. Ai dipendenti \u00e8 offerta consulenza nel trovare nuovi lavori nel gruppo <em>SOny<\/em> o in un&#8217;altra azienda, dice. La <em>Sony<\/em> ha dichiarato anche di avere offerto ai lavoratori pacchetti di uscita che sono generosi rispetto agli <em>standard<\/em> americani: nel 2010 ha promesso una buonuscita equivalente a cinquantaquattro mesi di salario. Ma il vero scopo delle stanze, secondo i critici,\u00a0\u00e8 quello di far sentire i dipendenti dimenticati e senza valore &#8211; ed alla fine cos\u00ec stufi e umiliati che semplicemente se ne vanno via.<\/p>\n<p>L&#8217;organizzazione del mercato del lavoro in Giappone differisce sensibilmente da quella degli Stati Uniti, dove le aziende fanno in fretta a licenziare i lavoratori quando la domanda rallenta o un prodotto diviene obsoleto. \u00c8 crudele nei confronti del lavoratore, ma di solito d\u00e0 agilit\u00e0 all&#8217;economia nel suo complesso. Alcuni economisti attribuiscono la mancanza di dinamicit\u00e0 delle economie dell&#8217;Europa Occidentale a leggi sul lavoro simili a quelle Giapponesi che pongono limiti ai licenziamenti.<\/p>\n<p>New York ha avuto &#8220;classi di gomma&#8221; in cui metteva &#8211; con piena paga &#8211; gli insegnanti che nel frattempo provava a licenziare. All&#8217;uso \u00e8 stato posto termine nel 2010.\u00a0L&#8217;unione dei metalmeccanici aveva creato, sulla base di accordi sindacali, dei luoghi in cui i lavoratori inutilizzati erano essenzialmente immagazzinati.<\/p>\n<p>La <em>Sony<\/em>, un&#8217;azienda molto diversificata con pi\u00f9 di 146.000 dipendenti, \u00e8 sotto pressione. \u00c8 stata scavalcata da concorrenti pi\u00f9 agili e la sua dirigenza sta tentando di ristrutturare la societ\u00e0. Mettere a posto la <em>Sony<\/em> \u00e8 particolarmente delicato dopo che ha rintuzzato il tentativo dell&#8217;investitore americano Daniel S. Loeb di sganciare parte delle attivit\u00e0 della multinazionale nel cmapo dell&#8217;intrattenimento. Le azioni sono scese di quasi il 10% da quando la <em>Sony<\/em> ha rifiutato la sua proposta.<\/p>\n<p>Gli avversari dei cambiamenti alla legislazione sul lavoro sostengono che \u00e8 in gioco qualcosa di pi\u00f9 importante. Essi mettono in guardia dal fatto che semplificare i licenziamenti distruggerebbe il tessuto sociale giapponese in nome dei profitti aziendali, causando disoccupazione di massa e peggiorando le diseguaglianze di reddito. Per un paese che si \u00e8 sempre fatto un vanto di redditi stabili e relativamente equi, un tale cambiamento sarebbe inaccettabile.<\/p>\n<p>\u00abNon \u00e8 il tipo di paese che il Giappone dovrebbe aspirare a essere\u00bb, dice Takaaki Matsuda, che guida la sezione di Sendai del sindacato della <em>Sony<\/em>.<\/p>\n<p>Sarebbe un cambiamento radicale. Il miracolo economico giapponese del dopoguerra \u00e8 attribuito a impieghi a vita, incrementi salariali sulla base dell&#8217;anzianit\u00e0 e intensa lealt\u00e0 dei lavoratori nei confronti dell&#8217;azienda, in modo che stabilit\u00e0 e crescita andavano a braccetto. Ma quando l&#8217;economia del paese\u00a0si incepp\u00f2\u00a0nei primi anni &#8217;90 le aziende scoprirono che le rigide leggi sul lavoro giapponesi rendevano impraticabile la riduzione della forza lavoro. Invece i lavoratori non necessari furono lasciati con poco da fare tranne guardare fuori della finestra, il che diede origine al termine <em>madogiwa zoku<\/em>, &#8220;la trib\u00f9 della sedia alla finestra&#8221;.<\/p>\n<p>I proponenti di modifiche alla legislazione fanno notare che rigide norme di protezione per i lavoratori spingono le imprese a ridurre le assunzioni, estinguendo le opportunit\u00e0 per moltitudini di giapponesi pi\u00f9 giovani. La <em>Son<\/em><em>y<\/em> ha assunto 160 neolaureati quest&#8217;anno, rispetto ai circa 1.000 del 1991. Le aziende hanno anche reagito utilizzando una classe secondaria di lavoratori a tempo determinato o <em>part-time<\/em> che pososno essere pi\u00f9 facilmente eliminati. \u00abIn realt\u00e0 in Giappone diseguagliazne nascoste esistono gi\u00e0\u00bb, mi ha detto Fumio Ohtake, un economista dell&#8217;Universit\u00e0 di Osaka.<\/p>\n<p>Tuttavia alcuni temono che le riforme di Abe non siano tanto pro-mercato quanto pro-aziende. Uno <em>yen<\/em> pi\u00f9 debole ha portato profitti straordinari a esportatori come la <em>Sony<\/em>, tuttavia non ci sono stati successivamente significativi incrementi nei salari e molti industriali continuano a spostare la produzione all&#8217;estero.<\/p>\n<div>\n<p>La delicatezza dell&#8217;argomento ha costretto Abe a muoversi in punta di piedi. La questione \u00e8 stata tolta dall&#8217;agenda politica mentre si concentrava sulle elezioni parlamentari di giugno. Dopo un importante successo per il suo partito, \u00e8 di ritorno. Ma il nuovo progetto in discussione faciliterebbe i licenziamenti solo nelle tre principali citt\u00e0 del Giappone.<\/p>\n<p>Le principali aziende del Giappone appaiono intenzionate a imitare la <em>Sony<\/em>. I mezzi di informazione locali riferiscono che molte di esse, comprese <em>Paasonic<\/em>, <em>NEC<\/em> e <em>Toshiba<\/em> usano la <em>oidashibeya<\/em>, o &#8220;stanza per far scappare&#8221;\u00a0e tattiche similari. A maggio il giornale <em>Asahi Shimbun<\/em> ha informato che una squadra della <em>Panasonic<\/em> era obbligata a passare i suoi giorni a guardare dei <em>monitor <\/em>in una stanza per cogliere delle irregolarit\u00e0. L&#8217;anno scorso un tribunale di Tokio ha ordinato a <em>Benesse<\/em>, una societ\u00e0 di servizi educativi, di riassumere una lavoratrice che aveva dichiarato di essere stata assegnata a svolgere compiti insignificanti e umilianti dopo avere resistito a inviti a lasciare il lavoro.<\/p>\n<p>La <em>Panasonic<\/em> era chiusa per il periodo estivo e non ha potuto essere raggiunta per dichiarazioni. La <em>Benesse<\/em> informa che da allora ha rivisto le proprie\u00a0procedure di gestione del personale.<\/p>\n<p>Mentre sono ancora in elaborazione i dettagli del progetto del governo, i capi del signor Tani alla <em>Sony<\/em> stanno gi\u00e0 lzando la posta. Da questo mese l&#8217;azienda gli ha ordinato di fare turni di dodici ore ad una catena di montaggio all&#8217;impianto <em>Sony<\/em> di Toyosato, che \u00e8 a pi\u00f9 di un&#8217;ora di macchina. Il signor Tani ha dichiarato che obbedir\u00e0.<\/p>\n<p>Per Miwaki Sato, che entr\u00f2 alla <em>Sony<\/em> appena dopo le scuole superiori nel 1974, questi cambiamenti sono il tradimento di un patto sociale da sempre accettato in Giappone. Ha fatto turni di dodici ore alla fabbrica di Sendai, manovrando grossi rotoli di nastro magnetico, e ha visto la <em>Sony<\/em> diventare una potenza mondiale dell&#8217;elettronica.<\/p>\n<p>Ma la tecnologia \u00e8 andata avanti e\u00a0la <em>Sony<\/em> si \u00e8 trovata scavalcat ain manier acrescente da rivali pi\u00f9 agili. Nel 2003 la fabbrica ha proposto il primo di una serie di programmi di prepensinamento.<\/p>\n<p>Due anni fa uno <em>tsunami<\/em> si \u00e8 abbattuto sulla fabbrica, spedendo gli operai di gran fretta sui tetti. I danni hanno spinto la <em>Sony<\/em> a spostare le linee produttive di batterie e apparati ottici, e pi\u00f9 tarid l&#8217;azienda ha venduto il settore chimico, eliminando cos\u00ec altri posti di lavoro nella fabbrica.<\/p>\n<p>A febbraio, appena due anni prima che\u00a0la signora Sato potesse andare in pensione, un <em>manager<\/em> le ha comunicato brutalmente: \u00abIl suo posto di lavoro non esiste pi\u00f9\u00bb. Lei si \u00e8 rifiutata di andarsene, ed \u00e8 stata relegata nella stanza per far scappare. L\u00e0 lei si \u00e8 presa una laurea <em>online<\/em> in cure infermieristiche per anziani. Ma non se n&#8217;\u00e8 andata. Dal mese scorso \u00e8 stata assegnata a un compito di imputazione di dati.<\/p>\n<p>Il sindacato della <em>Sony<\/em> stima che la forza lavoro della fabbrica sia la met\u00e0 di quella che era tre anni fa.<\/p>\n<p>La signora Sato dice che ai bei tempi della fabbrica i lavoratori chiamavano la <em>Sony<\/em> la <em>Sony Maru<\/em>, cio\u00e8 la <em>Nave Sony<\/em>. \u00abTutti erano a bordo, e i nostri destini erano legati insieme. Ora non pi\u00f9\u00bb.<\/p>\n<p><noscript>img src=&#8221;http:\/\/meter-svc.nytimes.com\/meter.gif&#8221;\/>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/noscript><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Incuriosito da un cenno, durante la rassegna stampa mattutina di Radio3, a un articolo della Stampa, mi sono andato a<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,55,77,19],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-17t","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":3037,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=3037","url_meta":{"origin":4307,"position":0},"title":"Foto da vedere","author":"Rufus","date":"29\/04\/2013","format":false,"excerpt":"Di solito non parlo di fotografia sul blog (credo di averne parlato solo una volta,\u00a0in nezzo alle \"liste\" del 2012) ma una segnalazione di The Atlantic mi ha portato a esplorare i Sony World Photography Awards per il 2013, dove ho trovato un paio di belle cose. 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