{"id":4245,"date":"2013-08-17T17:24:04","date_gmt":"2013-08-17T15:24:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4245"},"modified":"2026-02-06T12:26:34","modified_gmt":"2026-02-06T11:26:34","slug":"io-non-sono-sardo-o-meglio-io-si-voi-non-so","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4245","title":{"rendered":"Io non sono sardo (o meglio: io si, voi non so)"},"content":{"rendered":"<p>Avvertenza: questo articolo \u00e8 stato concepito sotto l&#8217;effetto dell&#8217;ira, dell&#8217;indignazione e del disgusto; poi, siccome non sono capace nemmeno di ordinare il latte in bottega senza argomentare, \u00e8 diventato quello che \u00e8: sembra girare in tondo in tondo, ma poi l&#8217;invettiva arriva.<\/p>\n<p>Mi \u00e8 sgorgato inarrestabile dalla faccenda degli incendi della settimana scorsa: <a title=\"Che strada prendere\" href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4243\">cos\u00ec forte che ho dovuto per forza un po&#8217; far sedimentare<\/a> e poi il sito fuori linea mi ha fatto ritardare ulteriormente: alla fine anche io, come l&#8217;invettiva, sono arrivato al punto.<\/p>\n<h2><em>\u00d6tzi? Tuo nonno!<\/em><\/h2>\n<p>Avrete letto che \u00e8 stato completamente mappato il DNA della <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Mummia_del_Similaun\">mummia del Similaun<\/a>, l&#8217;uomo del Neolitico trovato in un ghiacciaio in Val Venales (<a href=\"http:\/\/www.nature.com\/ncomms\/journal\/v3\/n2\/full\/ncomms1701.html\">l&#8217;articolo di\u00a0<em>Nature<\/em> \u00e8 del febbraio 2012<\/a> ma ha avuto recentemente nuova visibilit\u00e0 perch\u00e9 la notizia \u00e8 stata rilanciata da un gruppo di pseudositi dediti alla pseudostoria della Sardegna e c&#8217;\u00e8 stata poi la solita ondata di ulteriori condivisioni su <em>Facebook <\/em>che ha fatto sembrare nuova la notizia).<\/p>\n<p>I risultati della ricerca di <em>Nature<\/em> sono molto interessanti: sappiamo, per esempio, il gruppo sanguigno dell&#8217;uomo, il colore degli occhi e il fatto\u00a0che era intollerante al lattosio e a rischio di infarto: tutte cose che non possono che indurre meraviglia per la potenza degli strumenti scientifici a nostra disposizione. Inoltre, siccome nel 2008 era stato stabilito che il genoma di <i><b>\u00d6tzi<\/b><\/i> non corrispondeva esattamente a quello di nessun gruppo umano attualmente diffuso sulla Terra, il gruppo di ricerca ha cercato di lavorare in termini di <em>prossimit\u00e0<\/em><\/p>\n<blockquote><p>Sequence analysis showed genetic distance from modern mainland European populations, but proximity to the extant populations of Sardinia. Interestingly, the Iceman&#8217;s Y-haplogroup G2a4 has hitherto only been found at appreciable frequencies in Mediterranean islands of the Tyrrhenian Sea (Sardinia and Corsica). Although admixture and demographic history cannot be reconstructed from one individual alone, the Iceman&#8217;s Y-chromosomal data document the presence of haplogroup G in Italy by the end of the Neolithic and lends further support to the demic diffusion model. The affinity of the Iceman&#8217;s genome to modern Sardinian groups may reflect relatively recent common ancestry between the ancient Sardinian and Alpine populations, possibly due to the diffusion of Neolithic peoples.<\/p><\/blockquote>\n<p>Quindi: il gruppo umano pi\u00f9 <em>vicino<\/em> \u00e8 quello sardo, con una &#8220;origine comune relativamente recente&#8221; fra le antiche popolazioni della Sardegna e dell&#8217;area alpina. Il che fa nascere una serie di domande, di tipo storico o antropologico: lo notano anche i ricercatori quando dicono che la loro scoperta sembra confermare il <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Luigi_Luca_Cavalli-Sforza\">modello migratorio di diffusione demica<\/a>. Discussioni un po&#8217; per specialisti, ma non tanto: per esempio che in Sardegna fin dal Neolitico si siano mantenuti stabili dei caratteri genetici rafforza <a href=\"http:\/\/www.sardegnadigitallibrary.it\/index.php?xsl=626&amp;id=8482\">l&#8217;ipotesi di Lilliu di una <em>costante resistenziale<\/em><em>\u00a0sarda<\/em><\/a>, teoria che ha ricadute culturali e anche politiche molto attuali.<\/p>\n<p>Ma sulla stampa e negli ambienti attenti all&#8217;identit\u00e0 sarda, almeno a questo giro, di questo tipo di domande non c&#8217;\u00e8 traccia. Quello che c&#8217;\u00e8 invece? La rivendicazione che <i><b>\u00d6tzi<\/b><\/i> \u00e8 &#8220;cosa nostra&#8221;. Prendo i primi tre casi che ho trovato:<\/p>\n<blockquote><p>L\u2019uomo di Similaun, cio\u00e8 Oetzi, era Sardo<\/p>\n<p>una scoperta che conferma la prodigiosit\u00e0 nell\u2019essere protagonisti, non solo nel Mediterraneo, ma anche nell\u2019Europa continentale, da parte degli antichi grandiosi abitatori della Sardegna Paleolitica<\/p><\/blockquote>\n<p>&#8220;Prodigiosit\u00e0&#8221;. &#8220;Antichi grandiosi abitatori&#8221;. Apprezziamo l&#8217;<em>understatement<\/em>&#8230;<\/p>\n<p>Oppure c&#8217;\u00e8 questo simpatico stile familiare e confidenziale:<\/p>\n<div>\n<blockquote><p>Lo sapevate che Oetzi era sardo?<\/p>\n<p>I sardi sono ancora i protagonisti dell&#8217;Europa antica. Torniamo indietro negli anni. Siamo nel Paoleolitico. Oetzi, la mummia ritrovata nei ghiacci che ha fatto parlare tutto il mondo contemporaneo era sarda.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo di Similaun, cio\u00e8 Oetzi, era Sardo.\u00a0\u00c8 una scoperta, risalente a nemmeno un anno fa e avvalorata da ulteriori test recenti,\u00a0 che conferma il nostro essere protagonisti, non solo nel Mediterraneo, ma anche nell&#8217;Europa continentale. Siamo antichi abitanti, parliamo dell&#8217;era paleolitica, che hanno fatto storia<\/p><\/blockquote>\n<p>O\u00a0per riassumere in maniera definitiva (occhio alle maiuscole):<\/p>\n<\/div>\n<blockquote><p>L\u2019uomo di Similaun, cio\u00e8 Oetzi, era Sardo. LA STORIA SIAMO NOI.<\/p><\/blockquote>\n<p>Vi prego di notare quel &#8220;noi&#8221; gridato: ci torneremo fra un attimo. Per il resto chiediamoci: da quali abissi misti di ignoranza e senso di inferiorit\u00e0 nascer\u00e0 questo bisogno perverso di accumulare titoli di merito? Se avessimo scoperto che <i><b>\u00d6tzi<\/b><\/i> aveva un codice genetico simile a quello, Dio non voglia, degli albanesi, cosa sarebbe cambiato nella vita degli estensori di questi articoli? Apparentemente niente: ma invece la caparbia, continua, rabbiosa\u00a0volont\u00e0 di rivendicare questi titoli di merito (sembra di sentire <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Dastardly_e_Muttley_e_le_macchine_volanti\">Muttley<\/a>: \u00abDammi la medaglia, medaglia, medaglia\u00bb) indica un bisogno, un bisogno direi anche profondo, non soddisfatto il quale la vita appare pi\u00f9 misera. Brutta bestia i complessi di inferiorit\u00e0.<\/p>\n<p>Anche su questo torneremo, ma prima un&#8217;ultima domanda: esattamente\u00a0per cosa si dovrebbe\u00a0essere orgogliosi di \u00d6tzi? Voglio dire, stiamo parlando di un selvaggio che mangiava stambecco crudo, si tatuava la schiena lungo la spina dorsale perch\u00e9 credeva di combattere cos\u00ec i dolori articolari ed \u00e8 passato alla storia perch\u00e9 ha avuto la malaugurata idea di farsi tirare una freccia nella schiena in mezzo al nulla, in modo da farsi surgelare con comodo e essere cos\u00ec ritrovato nel 2000. Apparentemente il cervello di tutta questa gente che parla di protagonismi e di prodigi non\u00a0\u00e8 stato sfiorato dall&#8217;idea che non c&#8217;\u00e8 molto\u00a0di cui\u00a0essere\u00a0fieri: <b>\u00d6tzi non \u00e8 proprio Ramsete nella sua piramide o Einstein &#8211;\u00a0al massimo parliamo di uno sfigato, per\u00f2 ben conservato. Magari, se proprio si\u00a0vogliono esibire medaglie,\u00a0c&#8217;\u00e8 di meglio.<\/b><\/p>\n<p>Niente paura: ci hanno gi\u00e0 pensato. Non smettono mai di pensarci.<\/p>\n<h2>Noi, proprio noi, fortissimamente noi<\/h2>\n<p>In realt\u00e0 quando un amico mi ha segnalato il risorgere della notizia di <i><b>\u00d6tzi<\/b><\/i> su <em>Facebook<\/em> io ero gi\u00e0 in caccia.\u00a0Sullo stesso\u00a0<em>Facebook<\/em>\u00a0avevo trovato il <em>link<\/em> a un articolo che racconta di una visita al <a href=\"http:\/\/www.sardegnacultura.it\/j\/v\/253?s=21531&amp;v=2&amp;c=2488&amp;c1=2128&amp;t=1\">nuraghe Seruci<\/a>, un importante sito archeologico nella zona di Gonnesa.<\/p>\n<p>L&#8217;articolo in s\u00e9 non \u00e8 niente di particolare: \u00e8 la cronaca di una bella giornata di cultura. A un certo punto, per\u00f2,\u00a0si legge<\/p>\n<blockquote><p>Al centro del villaggio, la piazza. La famosa piazza nuragica di Seruci, luogo di scambio di convivialit\u00e0. \u201cMarco Rendeli (il famoso etruscologo che ha riportato alla luce il bellissimo villaggio nuragico di Sant\u2019Imbenia)\u201d, ci rivela Nicola con un briciolo d\u2019emozione \u2013 \u201cha cercato per anni una piazza in Etruria e non l\u2019ha mai trovata, di converso, al suo primo scavo in Sardegna, ha trovato subito la piazza! Quando vedr\u00e0 questa di Seruci, analoga a quella di Alghero, esulter\u00e0 dalla gioia!\u201d La piazza, eccola li, davanti ai nostri occhi: pu\u00f2 sembrare strano ma solo nelle nostre acropoli nuragiche ci sono le piazze, forse le abbiamo inventate in Sardegna, chi pu\u00f2 dirlo.<\/p><\/blockquote>\n<p>Gi\u00e0: chi pu\u00f2 dirlo? O meglio, chi pu\u00f2, cos\u00ec su due piedi, dire che <em>non<\/em> \u00e8 vero? Uno su mille:\u00a0e quindi appropriamoci anche di questo merito, va&#8217;.\u00a0In maniera del tutto conseguente\u00a0l&#8217;articolo ha per titolo (il grassetto \u00e8 mio): <a href=\"http:\/\/www.romanzoemito.it\/tradizioni-antropologia-cultura-societa\/nuraghe-seruci-la-sua-straordinaria-citta-e-la-piazza-piu-antica-del-mondo\"><em>Nuraghe Seruci: la sua straordinaria citt\u00e0 e la piazza <strong>pi\u00f9 antica del Mondo<\/strong><\/em><\/a>. \u00c8 una progressione interessante: negli insediamenti etruschi non si sono mai trovate piazze <em>ergo<\/em> le abbiamo inventate noi <em>ergo<\/em> quella del nuraghe Seruci \u00e8 la pi\u00f9 antica del mondo. Una logica che a Aristotele gli fa un baffo, evidentemente.<\/p>\n<p>Ora, a me \u00e8 sembrato da subito improbabile che la piazza del nuraghe Seruci sia la pi\u00f9 antica del mondo: ci sono <em>citt\u00e0<\/em> pi\u00f9 vecchie di centinaia e\u00a0forse migliaia di anni rispetto al <em>villaggio<\/em> di Seruci\u00a0ed hanno spiazzi cerimoniali, spianate di templi, grandi cortili per assemblee e cos\u00ec via: se siano <em>piazze<\/em> \u00e8 questione di intendersi, ma in s\u00e9 la richiesta di primogenitura appare davvero campata per aria.<\/p>\n<p>Diverso ovviamente sarebbe stato se si fosse scritto qualcosa del genere: \u00abL&#8217;importanza attribuita dagli abitanti dell&#8217;insediamento di Seruci e in generale dalla civilt\u00e0 nuragica alla dimensione della vita pubblica e comunitaria, alle relazioni civili e anche alla convivialit\u00e0 \u00e8 testimoniata dalla scelta urbanistica di riservare all&#8217;interno dell&#8217;acropoli uno spazio apposito per una piazza, una scelta che \u00e8 caratteristica e distintiva degli insediamenti nuragici e della cultura ad essi collegata rispetto ad altre civilt\u00e0 ad essa coeve\u00bb. Questo sarebbe un modo non competitivo, non rivendicativo (direi: nonviolento), di definire un&#8217;identit\u00e0: invece abbiamo questo curioso inseguimento di primati. <em>Medaglia, medaglia, medaglia<\/em>, appunto.<\/p>\n<p>Sono piani inclinati: l&#8217;autore dell&#8217;articolo forse si \u00e8 fatto trascinare un po&#8217; dall&#8217;entusiasmo, forse ha capito male l&#8217;archeologo che guidava la visita. Ma il pensiero che c&#8217;\u00e8 dietro spinge alla ricerca di&#8230; medaglie sempre maggiori.<\/p>\n<p>E quindi siccome da cosa nasce cosa, non stupisce che chi ha segnalato l&#8217;articolo su <em>Facebook <\/em> si sia sentito autorizzato a scrivere (naturalmente l&#8217;autore dell&#8217;articolo orginario non c&#8217;entra niente, direttamente, ma \u00e8 il piano inclinato che conta):<\/p>\n<blockquote><p>Quando da noi costruivano le piazze e le strade, nel resto del mondo vivevano ancora nelle grotte o al massimo in tende rozze fatte di pelle di capra<\/p><\/blockquote>\n<p>e qui ho capito tutto. La questione non \u00e8 che quanto sopra sia una evidente cretinata &#8211;\u00a0all&#8217;epoca di cui parliamo c&#8217;erano gi\u00e0 state citt\u00e0 di decine di migliaia di abitanti e civilt\u00e0 potentissime\u00a0avevano fatto in tempo a\u00a0sorgere e cadere &#8211; il problema sta in quel &#8220;da noi&#8221;. &#8220;Da noi&#8221; esattamente dove? A casa mia? A casa tua? Cosa ci unisce a popolazioni vissute migliaia di anni fa che avevano credenze, costumi, stili di vita&#8230; <em>tutto<\/em> completamente diverso? Nulla ci unisce, nulla.<\/p>\n<p>Non stiamo parlando qui di sentirsi dentro i flussi della storia e apprezzare, poniamo, la continuit\u00e0 o anche l&#8217;evoluzione, le persistenze e le differenze,\u00a0tra le idee politiche del mio bisnonno (mazziniano), quelle dei miei nonni (antifascisti\u00a0e azionisti), quelle di mia mamma (comunista)\u00a0e le mie, il diverso intreccio con le idee e le condizioni di vita delle comunit\u00e0 in cui\u00a0le nostre generazioni hnno vissuto\u00a0e il sapere che ciascuno dei miei vicini, conoscenti, abitanti della mia citt\u00e0 viene da storie e famiglie e tradizioni che si intrecciano con le mie in una combinazione che a Genova o Berlino o Pechino o New York sarebbe per forza diversa.<\/p>\n<p>No. Qui parliamo dell&#8217;accettare acriticamente l&#8217;idea che, in base a qualche misterioso motivo, si possa pensare che il nuraghe Seruci all&#8217;epoca in cui era popolato\u00a0e casa mia oggi siano la stessa cosa, indistinguibili, un &#8220;da noi&#8221; che si estende attraverso i secoli, sfidando tutto per rimanere immutabile, e che questo &#8220;noi&#8221; geografico si trasformi in un &#8220;noi&#8221; di popolo che\u00a0rende possibile dare un significato\u00a0di identit\u00e0 comune a\u00a0<b>\u00d6tzi <\/b>e a Eleonora d&#8217;Arborea, ai nuragici e a un frequentatore di <em>Facebook<\/em> che vive da qualche parte in Sardegna, un &#8220;noi&#8221; che si protende aldil\u00e0 del tempo e dello spazio&#8230; un &#8220;noi&#8221; che non pu\u00f2 chiamarsi in altro modo che &#8220;i sardi&#8221;, sempre uguali, sempre gli stessi, per cui \u00e8 normale, grottescamente, dire che &#8220;noi&#8221; abbiamo costruito i nuraghi, &#8220;noi&#8221;\u00a0la <em>Carta de Logu<\/em>, noi, noi, noi ci siamo ricoperti di meriti, non importa se spesso inventati di sana pianta. Medaglie, medaglie, medaglie, noi, noi, noi.<\/p>\n<h2>Tutto questo ha un nome<\/h2>\n<p>Come si chiama l&#8217;ideologia che, partendo da abissi di ignoranza e senso di inferiorit\u00e0,\u00a0presuppone identit\u00e0 che in un mistico abbraccio attraversano i secoli, attraverso la continuit\u00e0 sacrale del sangue e dei luoghi? Per la quale l&#8217;individuo trae la propria identit\u00e0 esclusivamente dalla dimensione collettiva di popolo? Un&#8217;ideologia tutta tesa all&#8217;affermazione dell&#8217;identit\u00e0 comunitaria in termini di superiorit\u00e0, o perlomeno attenta al rafforzare l&#8217;identit\u00e0 del popolo sulla base di primati storici e culturali?<\/p>\n<p>Si chiama nazionalismo. Una delle ideologie pi\u00f9 becere, ignoranti, mistificatorie e reazionarie del tardo &#8216;800 e del &#8216;900, intimamente violenta, incline al razzismo, madre dell&#8217;imperialismo, alla radice di due conflitti mondiali e di alcune delle peggiori tragedie recenti. Nazionalismo.<\/p>\n<p>Sinora avevo considerato\u00a0molti degli alfieri dell&#8217;identit\u00e0 sarda irritanti ma tutto sommato innocui, o almeno dannosi solo in specifici ambiti culturali. Non ci avevo mai pensato da un punto di vista <em>politico<\/em>, anzi mi era sempre venuto facile distinguere i due ambiti: ma questa costruzione insistita di un &#8220;noi&#8221; mitologico \u00e8 troppo evidente per essere ignorata e per non allarmare &#8211;\u00a0in Sardegna ci sono ultimamente un sacco di nazionalisti.<\/p>\n<p>Non \u00e8 una buona notizia, non pu\u00f2 essere una buona notizia, per nessuno che si ritenga democratico o progressista.<\/p>\n<p>Mi direte: \u00e8 vero, ma \u00e8 roba vecchia, ci siamo sempre tirati dietro questa <em>burrumballa<\/em>,\u00a0i sardi chiusi ma ospitali,\u00a0<a title=\"Arrosto alla sarda\" href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=1849\">cinghiali,\u00a0maialetti\u00a0e\u00a0ferragosto campidanese<\/a>, le\u00a0mitologie che prima che ai turisti vendiamo a noi stessi, robe del genere.<em>\u00a0<\/em>Le mille discussioni sulla lingua.<\/p>\n<p>Non mi pare la stessa cosa: quella era una visione derivata da una condizione percepita di\u00a0inadeguatezza che cerca faticosamente di definirsi nel\u00a0contesto mutato del dopoguerra, questa \u00e8 ideologia al servizio di ben altro. Sono parenti, sono collegate, ma non \u00e8 la stessa cosa.<\/p>\n<p>Mi direte: ma quale ideologia, ma quale servizio, \u00e8 roba folkloristica, sono sottoculture, frange che non entrano nella vita culturale realmente importante e neppure nella vita politica: l\u00e0, per fortuna, si fa e si parla d&#8217;altro. Invece non \u00e8 proprio cos\u00ec: un&#8217;opinione publica che piano piano si va <a title=\"L\u2019indipendentismo dell\u2019edicolante\" href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=924\">imbevendo di nazionalismo e ne usa le argomentazioni per <em>qualunque<\/em> cosa<\/a>\u00a0ottiene quel che si merita: una classe politica che vive di demagogia, un modo di affrontare i problemi che scarica all&#8217;esterno le proprie manchevolezze &#8211; anche questa una vecchia abitudine, ma ormai senza freni &#8211; retorica, luoghi comuni, mistificazioni e, in definitiva, un danno per la Sardegna. Ci sono tanti nemici della Sardegna, i nazionalisti non sono fra i meno dannosi.<\/p>\n<p>Non \u00e8 una sparata: negli stessi giorni in cui leggevo di <b>\u00d6tzi <\/b>e delle piazze che abbiamo inventato\u00a0abbiamo avuto una dimostrazione di come il nazionalismo sia\u00a0una facile scappatoia per non affrontare i problemi.<\/p>\n<p>Erano i giorni che la Sardegna bruciava.<\/p>\n<h2>E veniamo agli incendi<\/h2>\n<p>Fra il 7 e il 10 agosto in due grandi incendi in Sardegna sono andati bruciati pi\u00f9 di ottomila ettari di vegetazione.<\/p>\n<p>Erano incendi dolosi. Chi ha messo fuoco? Dei sardi. Non gli italiani, non il Governo, non i colonialisti, non gli USA, non la NATO, non l&#8217;Aga Khan. Dei <strong>sardi<\/strong>.<\/p>\n<p>La costruzione del dispositivo antincendi, la sua gestione, il finanziamento e il coordinamento a chi spettano primariamente? Alla Regione Sardegna. Non all&#8217;Italia, al Governo, alla Protezione Civile Nazionale, non agli USA, non alla NATO o all&#8217;Aviazione Militare o a Flavio Briatore. Alla Regione Sardegna, cio\u00e8 ai sardi.<\/p>\n<p>Se bruciano ottomila ettari vuol dire che il dispositivo antincendi \u00e8 stato sovrastato. Siccome non ci sono state catastrofi impreviste e inarrestabili, tipo una pioggia di meteore, vuol dire che era inadeguato o non ha funzionato bene (cio\u00e8 era inadeguato).<\/p>\n<p>Se era indeguato, cosa si deve verificare a posteriori? L&#8217;adeguatezza dei mezzi predisposti? Le procedure previste? I piani che erano stati stesi? Oppure piani e procedure andavano bene ma ha fatto difetto la loro esecuzione? \u00c8 mancato il coordinamento? I vari corpi ed enti coinvolti, Corpo Forestale, Ente Foreste, Vigili del Fuoco, barracelli, volontari, sono stati usati come dovevano ed hanno riposto come necessario?<\/p>\n<p>Se era indeguato, di chi \u00e8 la responsabilit\u00e0 (che \u00e8 cosa diversa dalla colpa)? Di chi aveva predisposto, progettato e pianificato. Di chi vi era preposto, di chi coordinava e comandava. Cio\u00e8 della classe dirigente sarda. Non del prefetto Gabrielli, dello Stato, dell&#8217;Italia, degli USA\u00a0o della NATO. <strong>Della classe dirigente sarda.<\/strong><\/p>\n<p>Qual \u00e8 il primo modo con cui assumersi le proprie responsabilit\u00e0? Ma quello di dire ai cittadini sardi cosa non ha funzionato e perch\u00e9, cio\u00e8 di dare risposte alle domande che ho elencato sui motivi, le procedure, i piani, il coordinamento, l&#8217;adeguatezza delle risorse e dei mezzi.<\/p>\n<p>Una opinione pubblica seria, un elettorato serio,\u00a0avrebbe dovuto chiedere queste risposte alla propria classe dirigente e, successivamente, chiedere che vengano apportati i cambiamenti necessari e, casomai, che chi ha sbagliato paghi.<\/p>\n<p>Ancora prima un&#8217;opinione pubblica seria avrebbe dovuto porsi il problema di chi \u00e8 che mette gli incendi e perch\u00e9, e creare un fronte di opposizione. In Sardegna le spinte a dissociarsi, a dire: \u00abIo sto qui, tu stai di l\u00e0, e non abbiamo niente in comune\u00bb, a isolare i violenti, i ladri di uomini, gli incendiari come in questo caso, sono sempre troppo deboli, le nostre comunit\u00e0 troppo opache. In Sardegna \u00e8 impensabile porre un discrimine sulla base della legalit\u00e0, in maniera analoga\u00a0al movimento antimafia di alcune regioni meridionali: noi siciliani perbene qui, voi mafiosi l\u00e0, nessun accordo possibile, a costo del sangue.\u00a0Invece gli incendiari, come gli inquinatori o i sequestratori, rimangono figure impalpabili, misteriose. Nessuno di noi cittadini normali sardi \u00e8 materialmente complice di chi mette fuoco, ma l&#8217;acquiescenza, il fatalismo, il considerare gli incendi inevitabili come fenomeni meteorologici, il trincerarsi dietro luoghi comuni come i codici pastorali diventano, alla lunga, altrettante complicit\u00e0 (come sarebbe in Sicilia dire oggi che la mafia non esiste&#8230;).<\/p>\n<p>Un disastro come quello della settimana scorsa (perch\u00e9 ottomila ettari sono una catastrofe, non meno) richiederebbe atti di verit\u00e0 da parte di un&#8217;opinione pubblica, di un popolo e della sua classe dirigente, assunzioni di responsabilit\u00e0 \u00a0e occasioni di raddrizzare i propri\u00a0stili di vita o piani\u00a0di sviluppo, anche a costo di pagare dei prezzi o di guardare in faccia realt\u00e0 sgradevoli.<\/p>\n<p>Cosa succede invece in una situazione di nazionalismo? Che la compattezza del popolo non pu\u00f2 essere scalfita, pena la distruzione alla base di tutto il castello di carte. Ammettere responsabilit\u00e0 collettive, fare i conti con le proprie storture \u00e8 impensabile. Per l&#8217;ideologia nazionalista il popolo \u00e8 innocente per definizione. I propri difetti possono essere ammessi solo se possono essere trasfigurati e resi positivi, come Graziano Mesina, divenuto eroe romantico. Con gli incendi \u00e8 <em>impossibile<\/em>. E quindi cosa \u00e8 successo? Che la classe dirigente ha gettato in pasto all&#8217;opinione pubblica alcune esili esche che permettevano di dare la colpa ad altri, quella ha subito abboccato e tutti insieme hanno operato l&#8217;ennesima rimozione collettiva, scaricando all&#8217;esterno della comunit\u00e0 tutte le responsabilit\u00e0, con una capacit\u00e0 di individuare capri espiatori fittizi che lascia attoniti.<\/p>\n<h2>Cinici, demagogici o semplicemente retorici<\/h2>\n<p>Diciamo una cosa sgradevole: non bastano i <em>Canadair<\/em> a spegnere il fuoco. E in ogni caso i <em>Canadair<\/em> della Protezione Civile sono un dispositivo <em>integrativo<\/em>, non sono la barriera antincendi principale. Ed \u00e8 bene essere contro l&#8217;acquisto degli <em>F-35<\/em>, ma l&#8217;unico nesso fra loro e i <em>Canadair<\/em> \u00e8 che gli uni e gli altri volano. Dire che con i soldi degli <em>F-35<\/em> si potevano comprare un <em>tot<\/em> di <em>Canadair<\/em> \u00e8 privo di senso: perch\u00e9 i <em>Canadair<\/em> e non, poniamo, pi\u00f9 scuole e insegnanti? Solo perch\u00e9 adesso c&#8217;\u00e8 questa emergenza su tutti i <em>TG<\/em>? E quando la settimana prossima ci sar\u00e0 un&#8217;altra emergenza invocheremo l&#8217;uso dei soldi degli <em>F-35<\/em> anche per quella? E poi, perch\u00e9 polemizzare proprio sugli <em>F-35<\/em> e non su altro? Che so, la <em>TAV<\/em>? L&#8217;impressione \u00e8 che si sia scelto un tema facilmente digeribile dall&#8217;opinione pubblica per creare e cavalcare un&#8217;ondata demagogica e strumentale. <a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Mauro-Pili-incendio-di-Laconi.png\"><img data-attachment-id=\"4299\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=4299\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Mauro-Pili-incendio-di-Laconi.png?fit=457%2C458\" data-orig-size=\"457,458\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Mauro Pili incendio di Laconi\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Mauro-Pili-incendio-di-Laconi.png?fit=300%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Mauro-Pili-incendio-di-Laconi.png?fit=457%2C458\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-4299 alignright\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Mauro-Pili-incendio-di-Laconi.png?resize=457%2C458\" alt=\"Mauro Pili incendio di Laconi\" width=\"457\" height=\"458\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Mauro-Pili-incendio-di-Laconi.png?w=457 457w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Mauro-Pili-incendio-di-Laconi.png?resize=150%2C150 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Mauro-Pili-incendio-di-Laconi.png?resize=300%2C300 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Mauro-Pili-incendio-di-Laconi.png?resize=100%2C100 100w\" sizes=\"(max-width: 457px) 100vw, 457px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Utile per i responsabili politici della Regione, che cos\u00ec hanno abilmente dribblato il ragionamento sulle proprie responsabilit\u00e0, e utilissimo per politici in caccia di facile visibilit\u00e0, come l&#8217;onorevole Pili che durante l&#8217;incendio stava a Laconi, non si sa bene a fare che cosa se non a\u00a0<em>twittare<\/em> messaggi quasi fosse un novello sindaco Alemanno. Pili ha studiato comunicazione, e si vede: nel messaggio su <em>Facebook<\/em> ci ha\u00a0messo anche la foto, che rende le condivisioni pi\u00f9 visibili. Si \u00e8 preso il tempo di scattare la foto e di allegarla: si vede che l&#8217;indignazione non gli bruciava proprio la mano, non forzava a scrivere prima possibile. Gi\u00e0 che c&#8217;era Pili ha avuto anche l&#8217;abilit\u00e0 di infilarci la propria battaglia sulla continuit\u00e0 territoriale e di assolvere (con quel magnifico: \u00abMa se&#8230;\u00bb) o almeno lasciare indeterminati gli incendiari: se non lasciasse sgomenti per il pelo sullo stomaco ci sarebbe da restare ammirati per la dedizione alla propria visibilit\u00e0,\u00a0che non arretra neanche di fronte alle catastrofi,\u00a0di quest&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Non che a sinistra si stia meglio: \u00e8 speculare a quello di Pili l&#8217;intervento\u00a0alla Camera\u00a0dell&#8217;onorevole Michele Piras, accuratamente accorato, accuratamente calibrato per regolare qualche conto passato con Monti, accuratamente teso a ignorare qualunque responsabilit\u00e0 che anche lontanamente possa essere collocata in Sardegna (meglio parlare de &#8220;lo Stato&#8221;, che tanto \u00e8 tutto\u00a0e niente), accuratamente mistificatorio.\u00a0Veramente geniale la frase: \u00ab\u00e8 salita la temperatura, si \u00e8\u00a0levato un po&#8217; di vento\u00bb, che porta gli incendi nel novero di quei fenomeni inesplicabili e inevitabili come le maree o le basse zone depressionarie.<\/p>\n<div class=\"jetpack-video-wrapper\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/zhyIHKrY3P0?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Michela-Murgia-incendi.png\"><img data-attachment-id=\"4301\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=4301\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Michela-Murgia-incendi.png?fit=377%2C474\" data-orig-size=\"377,474\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Michela Murgia incendi\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Michela-Murgia-incendi.png?fit=238%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Michela-Murgia-incendi.png?fit=377%2C474\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-4301\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Michela-Murgia-incendi.png?resize=377%2C474\" alt=\"Michela Murgia incendi\" width=\"377\" height=\"474\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Michela-Murgia-incendi.png?w=377 377w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Michela-Murgia-incendi.png?resize=238%2C300 238w\" sizes=\"(max-width: 377px) 100vw, 377px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>E gli indipedentisti? Accidenti, questa volta si sono fatti fregare sul tempo. L&#8217;intervento di Michela Murgia arriva quando gi\u00e0 Pili e Piras hanno occupato la scena e dettato la linea, e del resto <em>Progres<\/em> non si \u00e8 mai scaldato pi\u00f9 di tanto per gli <em>F-35<\/em>. Per\u00f2 si sono via via esposti sempre di pi\u00f9 (giustamente) sulle questioni legate a Quirra, quindi niente paura: l&#8217;occasione di essere cinici\u00a0e strumentali c&#8217;\u00e8 anche per loro. Ha torto Cappellacci quando dice che una scrittrice non \u00e8 adatta alla politica: serve dell&#8217;abilit\u00e0\u00a0per concepire un bel <em>post<\/em> che metta insieme senza farle stridere troppo cose che c&#8217;entrano\u00a0come i cavoli a merenda come\u00a0gli incendi, le esercitazioni militari sul territorio sardo e perfino la manifestazione delle Frecce Tricolori prevista a chilometri di distanza dalla zona degli incendi. Non siamo alle vette di Pili, ma ci avviciniamo.<\/p>\n<p>Parentesi: sia chiaro che queste periodiche esibizioni delle Frecce Tricolori sono, \u00e8 evidente, una forma di propaganda militarista beceramente travestita da festa di popolo. Ma sar\u00e0 il caso di opporsi per i motivi giusti, non perch\u00e9 torna comodo al momento.<\/p>\n<p>Mi \u00e8 spiaciuto mettere in questo articolo Michela, che stimo, ma quando \u00e8 troppo \u00e8 troppo. Lo stesso potrei dire di Franciscu Sedda, che cito solo perch\u00e9 il suo intervento dimostra che invece di esorcizzare le responsabilit\u00e0 del popolo sardo scaricandole all&#8217;esterno\u00a0\u00e8 possibile fare ricorso anche a ovattate dinamiche consolatorie:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Franciscu-Sedda-incendi.png\"><img data-attachment-id=\"4302\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=4302\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Franciscu-Sedda-incendi.png?fit=468%2C153\" data-orig-size=\"468,153\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Franciscu Sedda incendi\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Franciscu-Sedda-incendi.png?fit=300%2C98\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Franciscu-Sedda-incendi.png?fit=468%2C153\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4302\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Franciscu-Sedda-incendi.png?resize=468%2C153\" alt=\"Franciscu Sedda incendi\" width=\"468\" height=\"153\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Franciscu-Sedda-incendi.png?w=468 468w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Franciscu-Sedda-incendi.png?resize=300%2C98 300w\" sizes=\"(max-width: 468px) 100vw, 468px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p>E qui il cerchio si chiude: non c&#8217;\u00e8 niente di cui preoccuparsi. Siamo un popolo di eroi. E di tizi congelati, di inventori di balle,\u00a0di costruttori di piazze e di politici fedifraghi. \u00c8 tutto a posto. Possono venire gli incendi o qualunque altra cosa ma ci sono i nostri eroi. Non preoccupiamoci.<\/p>\n<p>Come dice il capitano di De Gregori\u00a0sul <em>Titanic<\/em><\/p>\n<blockquote><p>Signor mozzo io non vedo niente<br \/>\nc&#8217;\u00e8 solo un po&#8217; di nebbia che annuncia il\u00a0 sole<br \/>\nandiamo avanti tranquillamente<\/p><\/blockquote>\n<h2>Un congedo<\/h2>\n<p>Mentre scrivevo questo articolo avevo in mente <em>Io dico<\/em> <em>addio<\/em>, di Guccini, soprattutto i due versi<\/p>\n<blockquote><p>io dico addio a tutte le vostre cazzate infinite,<br \/>\n[&#8230;]<br \/>\nalle urla scomposte di politicanti professionisti,<br \/>\na quelle vostre glorie vuote da coglioni&#8230;\u00a0<em>\u00a0<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Detto in altro modo, se essere sardi \u00e8 essere cos\u00ec, scusate, non ce la faccio. Mi dimetto. Non voglio essere sardo come voi. Trovatemi un altro nome.<\/p>\n<p>Poi ho pensato: ma perch\u00e9? Di poche cose sono sicuro, ma di una si: certamente sono sardo. Magari non so bene cosa significa, ma sono sardo. Non sono io che devo cambiare nome. Siete voi. Anzi, gi\u00e0 che ci siete: fuori dai coglioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avvertenza: questo articolo \u00e8 stato concepito sotto l&#8217;effetto dell&#8217;ira, dell&#8217;indignazione e del disgusto; poi, siccome non sono capace nemmeno di<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4305,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,57,17,59,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Festa-manna-2010.jpg?fit=540%2C720","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-16t","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":17384,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=17384","url_meta":{"origin":4245,"position":0},"title":"Elitari ma spirituali","author":"Rufus","date":"27\/09\/2019","format":false,"excerpt":"Non so bene per quali misteriosi motivi mi sia passata sotto il naso una notizia pubblicata sul sito della rivista Town&Country: voglio dire, \u00e8 una rivista che divide i suoi articoli fra notizie della casa reale inglese e tutto il resto, cio\u00e8 viaggi e moda, il che non la pone\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Spiritual-onepercenters.jpg?fit=768%2C768&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Spiritual-onepercenters.jpg?fit=768%2C768&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Spiritual-onepercenters.jpg?fit=768%2C768&resize=700%2C400 2x"},"classes":[]},{"id":13853,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13853","url_meta":{"origin":4245,"position":1},"title":"Scollegamenti","author":"Rufus","date":"16\/06\/2017","format":false,"excerpt":"Di solito cerco di scrivere qualcosa sul blog tutti i giorni, escluso il week-end, ma in questi ultimi mesi mi capita di non mantenere affatto questo ritmo: per restare a questa settimana, luned\u00ec e marted\u00ec non ho scritto niente e nemmeno ieri. 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Non credo che siano numeri significativi, cio\u00e8 non ho la pi\u00f9 pallida idea\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"","width":0,"height":0},"classes":[]},{"id":1612,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=1612","url_meta":{"origin":4245,"position":5},"title":"Dimmi che destino avr\u00f2","author":"Rufus","date":"11\/12\/2012","format":"video","excerpt":"Dimmi che destino avr\u00f2, diretto da Peter Marcias (di cui avevo gi\u00e0 visto, con poca soddisfazione, I bambini della sua vita) e sceneggiato da Gianni Loy, ha parecchi meriti dal punto di vista politico.\u00a0Tratta infatti con coraggio il tema della condizione dei\u00a0rom in Italia non per interposta persona ma entrando\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/img.youtube.com\/vi\/nncSN49Rd08\/0.jpg?resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]}],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4245"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4245"}],"version-history":[{"count":29,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4245\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20958,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4245\/revisions\/20958"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4305"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4245"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4245"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4245"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}