{"id":4107,"date":"2013-07-26T12:07:56","date_gmt":"2013-07-26T10:07:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4107"},"modified":"2023-08-01T17:18:51","modified_gmt":"2023-08-01T15:18:51","slug":"acquisizioni-a-mano-armata","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4107","title":{"rendered":"Acquisizioni a mano armata"},"content":{"rendered":"<p>Volevo fare un articolo su una storia molto <em>cyberpunk<\/em>.<\/p>\n<p>Poi mi sono documentato (<em>ah, che bella abitudine!<\/em>) e ho scoperto che la storia non era proprio quella. Per\u00f2 per certi aspetti era peggio. E poi ho trovato in mezzo delle cose divertenti e delle cose tali da far rabbrividire, che per\u00f2 non c&#8217;entravano granch\u00e9 con la storia base. E alla fine ho avuto la mia maggiore sorpresa.<\/p>\n<p>Insomma,\u00a0non so bene come raccontare il tutto: far\u00f2 cos\u00ec, comincer\u00f2 dall&#8217;inizio.<\/p>\n<h2>Fase 1: la <em>Monsanto <\/em>compra<em> Blackwater<\/em><\/h2>\n<p>Avantieri il mio amico Alessandro Celoni posta su <em>Facebook<\/em> la notizia che la <em>Monsanto<\/em>, gigante delle biotecnologie la cui (dubbia) fama \u00e8 dovuta agli OGM, ha comprato la <em>Blackwater <\/em>(in realt\u00e0 rinominata <em>Academi<\/em>) una grande azienda di sicurezza privata,\u00a0la cui (dubbia) fama \u00e8 legata soprattutto all&#8217;utilizzo che dei suoi mercenari \u00e8 stato fatto in Iraq.<\/p>\n<p>L&#8217;idea che un colosso delle tecnologie agricole compri una societ\u00e0 di mercenari \u00e8 <em>davvero<\/em> degna di un romanzo <em>cyberpunk<\/em>, e infatti su <em>Facebook<\/em> qualcuno ha commentato: \u00abE cosa fa, li usa per sparare addosso a chi vuol pacificamente coltivare per conto proprio?\u00bb e nessun lettore ha trovato il commento se non blandamente paradossale e anzi molti l&#8217;hanno trovato del tutto verosimile.<\/p>\n<p>Prima di trarne ispirazione e mettermi a scrivere uno scenario di gioco di ruolo sullo scontro (ipotetico?) fra mercenari di una corporazione\u00a0 che intendono proteggere una nuova coltura e <em>campesinos<\/em>\u00a0locali che si oppongono all&#8217;introduzione dei nuovi organismi geneticamente modificati (uno scenario bellissimo, ci si potevano mettere dentro giornalisti d&#8217;assalto, giornalisti prezzolati, famosi cantanti <em>rock <\/em>nominalmente dediti alla preservazione della natura ma in realt\u00e0 devoti al grande capitale internazionale, sindacalisti e un sacco d&#8217;altra roba) ho deciso di fare un paio di controlli.<\/p>\n<h2>Fase 2: la <em>Monsanto<\/em> <span style=\"text-decoration: underline;\">non<\/span> compra la <em>Blackwater<\/em>, ma&#8230;<\/h2>\n<p>Gi\u00e0, sul sito della <em>Monsanto<\/em> trovo uno scarno comunicato stampa che dichiara di avere\u00a0acquistato\u00a0servizi dalla\u00a0<em>Total Intelligence Solutions<\/em> (una societ\u00e0 che fa parte del gruppo <em>Blackwater<\/em>) e nega che questi servizi siano illegali.<\/p>\n<p>Uhm. Solo un contratto di fornitura servizi. Sono spaesato: niente acquisizione della societ\u00e0?<\/p>\n<p>A quanto pare si. La storia sarebbe questa: la <em>Monsanto<\/em> avrebbe pagato &#8220;consulenze&#8221; alla <em>TIS<\/em>, ufficialmente\u00a0per l&#8217;addestramento del proprio personale di sicurezza e per <em>report<\/em> generali sulle minacce potenziali alla <em>Monsanto<\/em> nelle varie aree del globo. Un lavoro\u00a0(apparentemente) di concetto, fatto esaminando fonti di stampa, il <em>web<\/em> e cos\u00ec via, per segnalare le zone col maggior rischio di attentati o rapimenti, anche solo dovuti, magari, alla criminalit\u00e0 comune.<\/p>\n<p>Certo, pagare un sacco di soldi (fra i 100.000 e i 500.000 dollari) a una ditta molto specializzata per un lavoro cos\u00ec impiegatizio sembra un po&#8217; strano. E infatti un giornalista di <em>The Nation<\/em> rivela di essere in possesso di <em>mail<\/em> interne alla <em>TIS<\/em> che rivelano che i compiti\u00a0sarebbero stati\u00a0un po&#8217; pi\u00f9 vasti, e comprendevano anche, per esempio, l&#8217;infiltrazione di agenti provocatori e di informatori in gruppi di attivisti locali, per esempio ambientalisti. \u00c8 questo tipo di infiltrazione che la <em>Monsanto<\/em> smentisce nella dichiarazione che ho trovato.<\/p>\n<p>Anche cos\u00ec \u00e8 una bella storia <em>cyberpunk<\/em>, che si potrebbe inserire nello scenario di prima senza troppa difficolt\u00e0. Oppure un giallista ne potrebbe ricavare una storia, raccontata in prima persona, di un simpatico frescone che sta dentro un gruppo di attivisti per la difesa dei diritti degli animali, e man mano il lettore scopre che questo protagonista, cos\u00ec simpatico, cos\u00ec facile da immedesimarcisi, in realt\u00e0 \u00e8 un traditore che cinicamente porter\u00e0 il gruppo alla distruzione. Potrebbe scriverla Carlotto, una storia cos\u00ec.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 ma&#8230; ma se la <em>Monsanto<\/em> non ha comprato la <em>Blackwater<\/em> ma ha solo assunto una sua consociata, la storia dell&#8217;acquisizione da dove viene fuori? Ve lo dico fra un attimo, ma nel frattempo&#8230;<\/p>\n<h2>Nel frattempo, la <em>Monsanto&#8230;<\/em><\/h2>\n<p>Dunque,\u00a0<em>Google<\/em> mi ha portato\u00a0sul sito della <em>Monsanto<\/em> nella pagina del famoso comunicato di smentita. Gi\u00e0 che ci sono faccio un giro anche sulla <em>homepage <\/em>e trovo, ovviamente, la definizione che la compagnia d\u00e0 di s\u00e9.<\/p>\n<p>Ora, certo non mi aspettavo che dicessero: <em>affamiamo contadini in giro per il mondo<\/em>. Oppure:<em>\u00a0vendiamo un diserbante cos\u00ec potente che poi ci crescono solo i semi che, casualmente, proponiamo noi. Solo che poi le erbacce mutano anche loro e nel vostro campo cresce la gramigna alta sei metri e continua a crescere sempre pi\u00f9 e\u00a0siete rovinati, salvo che non dobbiate scalare il cielo alla ricerca di giganti.<\/em><\/p>\n<p>Per\u00f2 non mi aspettavo neanche che si definisse: <em>una societ\u00e0 dell&#8217;agricoltura sostenibile<\/em>. Sostenibile?! Cosa c&#8217;\u00e8 di sostenibile in semi <em>sterili<\/em> che sei costretto a ricomprare ogni anno?<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 anche un video, sul sito, che spiega la <em>sostenibilit\u00e0<\/em> della <em>Monsanto<\/em>. L&#8217;enfasi \u00e8 sul risparmio di acqua ed energia, ma abbondano le immagini suggestive sulla linea dei famosi delfini che giocano con le petroliere. A me sembra un&#8217;ottima operazione di <em>greenwashing<\/em>, ma voi cliccate sull&#8217;immagine qui sotto e fatevi pure la vostra idea.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/bcove.me\/6muz9e96\"><img data-attachment-id=\"4110\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=4110\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Monsanto.jpg?fit=565%2C316\" data-orig-size=\"565,316\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Roberto Sedda&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1374772382&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Monsanto\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Monsanto.jpg?fit=300%2C167\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Monsanto.jpg?fit=510%2C285\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4110\" alt=\"Monsanto\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Monsanto.jpg?resize=565%2C316\" width=\"565\" height=\"316\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Monsanto.jpg?w=565 565w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Monsanto.jpg?resize=300%2C167 300w\" sizes=\"(max-width: 565px) 100vw, 565px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<h2>Nel frattempo, la <em>Blackwater<\/em>&#8230;<\/h2>\n<p>Siccome ero ormai lanciato, mi sono fatto anche un giro sul sito della <em>Academi<\/em>.\u00a0Nel caso che qualcuno di voi se lo stia chiedendo glielo confermo: quando hanno deciso di cambiare nome per ricostruire l&#8217;immagine dopo il disastro iracheno hanno\u00a0deciso di ispirarsi all&#8217;<em>Accademia<\/em> di Platone. Non si finisce mai di imparare: aspetto con ansia che i guerriglieri <em>jihadisti<\/em>, per parit\u00e0 di trattamento, eleggano loro musa ispiratrice <em>Candy Candy<\/em>. La cosa avrebbe pi\u00f9 o meno lo stesso livello di credibilit\u00e0, credo, a meno che le discussioni filosofiche oggi non si facciano a colpi di <em>Kalashnikov<\/em>. Il che, effettivamente, sarebbe molto <em>cyberpunk<\/em>.<\/p>\n<p>Comunque, il sito <em>Academy<\/em> porta il <em>greenwashing <\/em>(o comunque si chiami nell&#8217;ambiente della sicurezza: <em>softwashing<\/em>?) a livelli di arte inaspettati e direi sublimi. Un&#8217;idea ve la potete fare qui sotto.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Blackwater.jpg\"><img data-attachment-id=\"4113\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=4113\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Blackwater.jpg?fit=985%2C628\" data-orig-size=\"985,628\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Roberto Sedda&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1374773173&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Blackwater\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Blackwater.jpg?fit=300%2C191\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Blackwater.jpg?fit=510%2C325\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4113\" alt=\"Blackwater\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Blackwater.jpg?resize=800%2C510\" width=\"800\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Blackwater.jpg?w=985 985w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Blackwater.jpg?resize=300%2C191 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Blackwater.jpg?resize=700%2C446 700w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nel frattempo per\u00f2 vi starete chiedendo: ma la storia dell&#8217;acquisizione? Riprendiamo il filo del racconto.<\/p>\n<h2>Fase 3: un giro strano<\/h2>\n<p>Dunque, la storia \u00e8 questa. L&#8217;articolo di <em>The Nation<\/em> suscita indignazione e infiamma gli ambienti antiglobalisti e ambientalisti americani: l&#8217;opera di infiltrazione \u00e8 data per scontata. La <em>TIS<\/em> rapidamente scompare dal dibattito e nei vari commenti si parla pi\u00f9 direttamente della casa madre, la <em>Blackwater<\/em>. Sin qui, ok: dopotutto le aziende sono strettamente legate.<\/p>\n<p>La notizia viene ripresa anche a livello internazionale, in particolare da una <em>blogger<\/em> spagnola. Questo articolo viene tradotto per l&#8217;edizione in inglese della <em>Pravda<\/em>&#8230;<\/p>\n<p>Ok, lo so che credete che sia pazzo: invece \u00e8 andata proprio cos\u00ec.<\/p>\n<p>E\u00a0quindi abbiamo un articolo scritto in inglese tradotto in spagnolo e ritradotto in inglese. Dalla <em>Pravda<\/em>.<\/p>\n<p>E la <em>Pravda<\/em> combina, non si sa se intenzionalmente o no, un pasticcio. La collaborazione fra multinazionali (forse anche un&#8217;alleanza, o una convergenza di interessi) dell&#8217;articolo originale diventa l&#8217;acquisto dell&#8217;una da parte dell&#8217;altra.<\/p>\n<p>Per\u00f2, non male.<\/p>\n<p>Ho consultato svariati siti, tutti uguali, tutti distorti. Ce ne sono molti che doverosamente mettono il <em>link<\/em> all&#8217;articolo originale su <em>The Nation<\/em> senza rendersi conto che stanno riportando notizie radicalmente diverse da quelle indicate nella fonte che citano. La potenza della rete: quando deve incasinare una notizia non c&#8217;\u00e8 verit\u00e0 che tenga.<\/p>\n<p>Anche cos\u00ec \u00e8 una bella storia <em>cyberpunk<\/em>, per la verit\u00e0, solo che non ci si pu\u00f2 fare <em>fiction<\/em> avventurosa ma riflettere su come le notizie in rete possono essere travisate, distorte e manipolate. Si possono immaginare uomini neri nelle stanze di controllo dei <em>media <\/em>che, come ragni al centro della tela dell&#8217;informazione, aspettano che passi la mosca, cio\u00e8 la notizia, da catturare e stravolgere.<\/p>\n<p>Potrebbe scriverla Ellroy, una storia del genere.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, anche se la storia \u00e8 ancora pi\u00f9 complicata. Infatti&#8230;<\/p>\n<h2>Fase 4: forse la <em>Monsanto<\/em> ha <em>veramente<\/em> comprato la <em>Blackwater<\/em><\/h2>\n<p>Sorpresi? Il fatto \u00e8 questo: che poco dopo la rivelazione del <em>The Nation<\/em> la <em>Blackwater<\/em> \u00e8 stata veramente acquistata.<\/p>\n<p>Da chi? Non si sa. Precedentemente era di propriet\u00e0 di un certo Erik Prince, un ex <em>SEAL<\/em> e\u00a0uomo d&#8217;affari. Ma Prince era troppo compromesso con il fiasco iracheno (e, direi, con l&#8217;amminsitrazione Bush) e quindi la sua permanenza al vertice dell&#8217;azienda era un problema perch\u00e9 CIA e altri enti pubblici americani\u00a0minacciavano di togliere\u00a0alla <em>Blackwater<\/em> i lucrosi appalti degli anni precedenti. Cos\u00ec Prince ha passato la mano. A chi?<\/p>\n<p>Non si sa, vi ho detto. La <em>Academi<\/em> \u00e8 di propriet\u00e0 di\u00a0fondi di investimento privati, che come tali non sono tenuti a rivelare chi sono le persone che hanno messo il capitale nella societ\u00e0. Oltretutto i fondi in questione sono pi\u00f9 di uno e interrelati fra loro, quindi capire veramente chi possiede la <em>Academi <\/em>non si pu\u00f2.<\/p>\n<p>Parentesi: alcune cose si <em>sanno<\/em>. Per esempio che uno dei fondi in questione, <em>Manhattan Growth Partners<\/em><\/p>\n<blockquote><p>describes itself as \u201ca progressive thinking private equity firm,\u201d also holds a majority interest in Hugo Naturals, a line of organic, vegan-friendly soaps, lotions, scents and soy candles sold at Whole Foods and other greenwashed retailers<\/p><\/blockquote>\n<p>Una societ\u00e0 progressista che investe in saponi vegani e <em>anche<\/em> in mercenari. Qui siamo oltre il <em>cyberpunk<\/em>. Forse <em>oltre<\/em> e basta.<\/p>\n<p>Vedo dalla rete che alcuni hanno provato a seguire all&#8217;indietro il reticolo di alleanze, interessi e vicinanze che uniscono questi fondi di investimento anonimi ad altre aziende, nella speranza di trovare, alla fine, proprio la <em>Monsanto<\/em>: qualcuno \u00e8 convinto di avere le prove, a me sembra improbabile.<\/p>\n<p>Ma la cosa interessante \u00e8 che un insieme di fondi di investimento privati del tutto anonimi possa possedere un esercito privato: chi c&#8217;\u00e8 dietro? Cosa si decide fra i salotti, il cuoio e le <em>boiseries<\/em> di riservati circoli di caccia o in anonime sale riunioni all&#8217;ultimo piano di modernissimi grattacieli?<\/p>\n<p>Traducendolo in forma narrativa si fa presto a immaginare questa societ\u00e0 segreta di vecchi gerarchi nazisti (tenuti in vita dalle biotecnologie della <em>Monsanto<\/em>?) che\u00a0sono fuggiti in Florida con il bottino della II guerra mondiale sottratto agli ebrei polacchi, l&#8217;hanno reinvestito in fondi di investimento privati, ci si sono comprati un esercito con cui riprendere i loro folli piani di conquista del mondo e si riuniscono come un oscuro consiglio d&#8217;amministrazione ombra\u00a0per decide dove meglio impiegare la propria armata. Potrebbe scriverla Dan Brown, una storia del genere.<\/p>\n<p>Ecco: il fatto \u00e8 che la variante narrativa coi gerarchi nazisti mi sembra meno inquietante della pura e semplice realt\u00e0.<\/p>\n<h2>Fase 5: ma in realt\u00e0&#8230;<\/h2>\n<p>Insomma, arrivato a questo punto avevo capito tutto, mi ero procurato le informazioni necessarie ed ero pronto a scrivere l&#8217;articolo.<\/p>\n<p>C&#8217;era per\u00f2 qualcosa che non mi tornava, cos\u00ec ho fatto un ultimo giro di controlli e mi \u00e8 cascato l&#8217;occhio su una serie di discrepanze di date a cui prima non avevo dato peso.<\/p>\n<p>Riguardando mi rendo conto per\u00f2 che la storia, con l&#8217;articolo originale di <em>The Nation<\/em>, \u00e8 del 2010.<\/p>\n<p>Stupito, riguardo l&#8217;articolo diffuso da Alessandro: viene da un giornale <em>online<\/em> che l&#8217;ha pubblicato il 20 luglio 2013, quindi l&#8217;errore non \u00e8 di Celoni.<\/p>\n<p>Incredulo, rifaccio il giro delle fonti controllando le date di pubblicazione di ognuna, cosa che inizialmente non avevo fatto.\u00a0Mi rendo conto che praticamente ogni sei mesi c&#8217;\u00e8 qualcuno che stolidamente riattiva il circolo diffusione della notizia e smentita successiva. Non sono <em>blogger<\/em> scoppiati (perlomeno, non sempre): sono siti di informazione magari molto schierati ma seri. Eppure ripubblicano ciclicamente una notizia che gi\u00e0 altri siti a loro collegati hanno smentito abbondantemente, senza nessun approfondimento (diciamo, nemmeno quel minimo che ho provato a fare io).<\/p>\n<p>E questo cortocircuito continuo, alla fine, \u00e8 la cosa che mi pare pi\u00f9 sinistra di tutte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Volevo fare un articolo su una storia molto cyberpunk. 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