{"id":3879,"date":"2013-07-07T16:07:36","date_gmt":"2013-07-07T14:07:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=3879"},"modified":"2021-07-08T09:56:34","modified_gmt":"2021-07-08T07:56:34","slug":"il-maestro-di-go","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=3879","title":{"rendered":"Il maestro di go"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/maestro-di-go-einaudi.jpg\"><img data-attachment-id=\"3890\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=3890\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/maestro-di-go-einaudi.jpg?fit=364%2C597\" data-orig-size=\"364,597\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"maestro di go einaudi\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/maestro-di-go-einaudi.jpg?fit=182%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/maestro-di-go-einaudi.jpg?fit=364%2C597\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3890\" alt=\"maestro di go einaudi\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/maestro-di-go-einaudi-182x300.jpg?resize=182%2C300\" width=\"182\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/maestro-di-go-einaudi.jpg?resize=182%2C300 182w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/maestro-di-go-einaudi.jpg?w=364 364w\" sizes=\"(max-width: 182px) 100vw, 182px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Sto (ri)leggendo <em>Il maestro di go<\/em> di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Yasunari_Kawabata\">Kawabata Yasunari<\/a> (<em>Oscar<\/em> Mondadori, 1995, ora credo ripubblicato da <em>Einaudi<\/em>)<em>.<\/em> Kawabata \u00e8 uno scrittore importante, il primo giapponese a vincere il premio Nobel: probabilmente \u00e8 corretto considerare <em>Il maestro di go <\/em>una sua opera minore e tuttavia si tratta di un romanzo breve che in Occidente gode di un seguito e di un successo relativamente maggiori rispetto ad altri suoi libri pi\u00f9 importanti. Fra i giocatori, in particolare fra quelli che praticano giochi di scacchiera, <em>Il maestro di go<\/em> arriva allo <em>status<\/em> di un vero e proprio <em>cult<\/em>.<\/p>\n<p>Il romanzo racconta di un episodio realmente successo: la partita di <em>go<\/em> in occasione del ritiro dalle competizioni di Sh\u016bsai, ai tempi considerato il pi\u00f9 forte giocatore giapponese (e quindi del mondo). La partita fra il maestro e il giovane Kitani Minoru &#8211; che per il privilegio di giocare questa partita aveva battuto in torneo tutti gli altri pi\u00f9 forti giocatori di <em>go<\/em> &#8211; doveva servire a celebrare la carriera di Sh\u016bsai e a chiuderla con un&#8217;ultima, epica competizione.<\/p>\n<p>Il racconto prende le mosse per\u00f2 due anni dopo la conclusione della partita, con la morte del maestro; Kawabata, scrittore gi\u00e0 affermato che come inviato del giornale che sponsorizzava la partita del ritiro aveva seguito e raccontato al grande pubblico il <em>match <\/em>e ne conosceva bene i protagonisti, si trova casualmente nella stessa localit\u00e0 in cui Sh\u016bsai muore ed \u00e8 coinvolto nei preparativi del funerale: alla vista del morto \u00e8 portato a ricordare l&#8217;occasione della loro conoscenza reciproca e senza sforzo introduce nella narrazione il racconto in retrospettiva della famosa partita, che diventa il paradigma dell&#8217;arte, della vita e della morte del maestro:<\/p>\n<blockquote><p>Parve allora, infatti, che fosse stata la partita stessa a sottrarre vita al maestro. Non si riprese mai pi\u00f9 e un anno dopo mor\u00ec.<\/p><\/blockquote>\n<h3>Per chi non sapesse cosa sia il <em>go<\/em><\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/1989meijen1.jpg\"><img data-attachment-id=\"3893\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=3893\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/1989meijen1.jpg?fit=640%2C480\" data-orig-size=\"640,480\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"1989meijen1\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/1989meijen1.jpg?fit=300%2C225\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/1989meijen1.jpg?fit=510%2C383\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-3893\" alt=\"1989meijen1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/1989meijen1.jpg?resize=300%2C225\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/1989meijen1.jpg?resize=300%2C225 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/1989meijen1.jpg?resize=268%2C200 268w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/1989meijen1.jpg?w=640 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Go_(gioco)\">Il <em>go<\/em> \u00e8 un gioco di scacchiera<\/a>, originario della Cina ma che ha avuto il suo massimo sviluppo in Giappone, dove in analogia con le arti marziali \u00e8 considerato una <em>via<\/em>. Per usare le parole di Kawabata stesso:<\/p>\n<blockquote><p>gioco di elevata spiritualit\u00e0 nella penetrazione delle leggi dell&#8217;universo e dell&#8217;uomo attraverso la via delle trecentosessantuno intersezioni.<\/p><\/blockquote>\n<p>Prima di ascrivere la cosa alle solite esagerazioni dei giapponesi vale la pena di ricordare che \u00e8 comune in Cina ricordare che Mao era un forte giocatore di <em>go<\/em> e che si ritiene che la sua strategia durante la guerra civile cinese fosse modellata su concetti tipici del gioco.<\/p>\n<p>Del resto la capacit\u00e0 della scacchiera di rappresentare il mondo \u00e8 stata notata a tutte le latitudini (se guardate <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=2524\">la definizione di gioco di Huizinga<\/a> vi accorgerete che funziona meglio di tutte coi giochi di scacchiera) e la sua attitudine a influenzare i grandi uomini \u00e8 un luogo comune della letteratura: se Mao giocava a <em>go<\/em> Majakovskij ricorda che Lenin da parte sua giocava a scacchi<\/p>\n<blockquote><p>come noi che diciamo: \u00abIl bigliardo mi esercita l&#8217;occhio\u00bb,<br \/>\negli apprezzava il gioco degli scacchi.<\/p><\/blockquote>\n<p>A me il <em>go<\/em> piace molto, anche se sono un giocatore mediocre. Non so se, come dice Raffaele Rinaldi nell&#8217;appendice, il <em>go<\/em> abbia sottigliezze e portato filosofico maggiori degli scacchi, esprimendo la maggiore complessit\u00e0 e in fondo civilizzazione dell&#8217;Oriente rispetto all&#8217;Occidente, un gioco banale di aggressione e sterminio contrapposto a un gioco che rende possibili coesistenze e codipendenze e non solo sopraffazione. \u00c8 certo per\u00f2 che Kawabata ne \u00e8 abbastanza convinto, o comunque che vede nel <em>go<\/em> non solo una vera e propria forma d&#8217;arte ma una disciplina che deve riempire di s\u00e9 tutta l&#8217;esistenza &#8211; anzi, il gioco determina perfino l&#8217;aspetto fisico (il <em>goban<\/em> \u00e8 la scacchiera da <em>go<\/em>):<\/p>\n<blockquote><p>La maestosit\u00e0 della figura davanti al <em>goban \u00e8 probabilmente un qualcosa che si acquisisce verso la mezza et\u00e0, sebbene ormai non si dia pi\u00f9 molto peso a simili questioni di forma: basta guardare come si contorcono i giovani giocatori, indulgendo in atteggiamenti a dir poco bizzarri. Una delle situazioni che mi ha colpito maggiormente, per la sua assurdit\u00e0, fu quando un giovane IV dan, durante un torneo dell&#8217;associazione, apr\u00ec sulle ginocchia una rivista letteraria mettendosi a leggere disinvolto mentre il suo avversario meditava sulla mossa. E quando infine questi si decise, lui sollev\u00f2 la testa per riflettere, mosse a sua volta, e mentre l&#8217;altro tornava a meditare lasci\u00f2 nuovamente cadere l&#8217;occhio sulla rivista con aria indifferente. Sembrava prendersi gioco dell&#8217;avversario, che infatti apparve molto offeso. In seguito mi giunse voce che quel giovane era impazzito poco dopo. Doveva essere una mente gi\u00e0 malata&#8230;<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/generale-guanyu-gioca-a-go.jpg\"><img data-attachment-id=\"3891\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=3891\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/generale-guanyu-gioca-a-go.jpg?fit=220%2C306\" data-orig-size=\"220,306\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"generale guanyu gioca a go\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/generale-guanyu-gioca-a-go.jpg?fit=215%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/generale-guanyu-gioca-a-go.jpg?fit=220%2C306\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3891 alignright\" alt=\"generale guanyu gioca a go\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/generale-guanyu-gioca-a-go.jpg?resize=215%2C300\" width=\"215\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/generale-guanyu-gioca-a-go.jpg?resize=215%2C300 215w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/generale-guanyu-gioca-a-go.jpg?w=220 220w\" sizes=\"(max-width: 215px) 100vw, 215px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Insomma, Sh\u016bsai e Kitani sono come i sacerdoti di un credo esoterico che si accingono a prendere parte a un&#8217;azione eroica.<\/p>\n<p>Ci sono pagine di Kawabata sulla loro trasfigurazione davanti al <em>goban<\/em>, sull&#8217;assunzione di una posa in cui appaiono pi\u00f9 grandi della realt\u00e0, che ricordano le scene che si vedono nei cartoni animati prima che l&#8217;eroe in incognito si trasformi nella sua controparte eroica.<\/p>\n<blockquote><p>Dal 177 al 180 nero \u014ctake (pseudonimo di Kitani, NdRufus) sembr\u00f2 in trance, immerso in pensieri di straripante profondit\u00e0, il volto tondo simile a quello di un buddha, la stessa pienezza. Era un viso meraviglioso, di indicibile bellezza, perso nell&#8217;estasi dell&#8217;arte.<\/p><\/blockquote>\n<p>La partita del ritiro dovrebbe essere una sorta di metafora di tutto ci\u00f2 che il <em>go<\/em> \u00e8 e rappresenta, e se, come abbiamo detto, il <em>go<\/em> \u00e8 a sua volta una metafora la partita assume per forza una dimensione paradigmatica: la metafora della metafora della vita.<\/p>\n<p>Solo che va tutto storto.<\/p>\n<h3>Una partita con molti livelli<\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/geishe-giocano-a-go.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft\" alt=\"geishe giocano a go\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/geishe-giocano-a-go.jpg?resize=211%2C300\" width=\"211\" height=\"300\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>La partita si svolge nel 1938, un&#8217;et\u00e0 di passaggio anche dal punto di vista del gioco. Sh\u016bsai \u00e8 l&#8217;ultimo degli Hon&#8217;inb\u014d, un termine che indica tanto la pi\u00f9 antica e la pi\u00f9 importante delle famiglie cui tradizionalmente era riservata nel Giappone feudale la pratica professionistica del <em>go<\/em>, quanto il capo della casata, cio\u00e8 praticamente il <em>pater familias <\/em>dei giocatori di <em>go<\/em>. In pi\u00f9 \u00e8 anche <em>meijingodokoro<\/em>, una carica a vita che nel Giappone feudale corrispondeva a una sorta di ministro imperiale del <em>go<\/em>, precettore ufficiale dello<em>\u00a0sh\u014dgun<\/em> e arbitro supremo della disciplina e che anche nel Giappone degli anni &#8217;30 portava con s\u00e9 un prestigio enorme e grandi privilegi.<\/p>\n<p>Per\u00f2 la trasformazione sociale sta arrivando. Un tempo un giocatore del calibro di Sh\u016bsai avrebbe avuto diritto durante la partita a una serie di cortesie e privilegi; invece questa volta lo sfidante chiede e ottiene garanzie: ogni giocatore ha dei limiti di tempo prefissati per le mosse, ad ogni interruzione l&#8217;ultima mossa viene messa in busta chiusa, per non avvantaggiare nessuno, e cos\u00ec via. Chi conosce la storia degli scacchi vi riconoscer\u00e0 il passaggio dal gioco aristocratico alla sua interpretazione come sport: anche per il <em>go<\/em> la partita del ritiro assume il senso ulteriore del passaggio di consegne fra due forme differenti di gioco.<\/p>\n<p>Il passaggio alla modernit\u00e0 \u00e8 segnato anche dalle caratteristiche <em>mediatiche <\/em>dell&#8217;evento: &#8220;mediatiche&#8221; rispetto alle caratteristiche del Giappone industrializzato degli anni &#8217;30, ovviamente. La partita \u00e8 sponsorizzata da un grosso giornale, ci sono firme prestigiose come quella di Kawabata che raccontano il confronto, c&#8217;\u00e8 addirittura un concorso a premi che invita i lettori a indovinare che mossa sar\u00e0 giocata in determinati momenti critici. Il successo e la risposta del pubblico stupisce perfino gli organizzatori. Per noi che viviamo in un&#8217;epoca televisiva \u00e8 facile dimenticare che questi erano i fenomeni di massa al tempo della radio e dei giornali.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/gioco-del-go.jpg\"><img data-attachment-id=\"3900\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=3900\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/gioco-del-go.jpg?fit=450%2C216\" data-orig-size=\"450,216\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"gioco del go\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/gioco-del-go.jpg?fit=300%2C144\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/gioco-del-go.jpg?fit=450%2C216\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-3900 alignright\" alt=\"gioco del go\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/gioco-del-go.jpg?resize=450%2C216\" width=\"450\" height=\"216\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/gioco-del-go.jpg?w=450 450w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/gioco-del-go.jpg?resize=300%2C144 300w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>In questo senso la trasformazione del <em>go<\/em> \u00e8 figura della trasformazione del Giappone stesso: dopo l&#8217;abolizione del <em>bakufu<\/em> feudale e del sistema di sovvenzioni statali alle quattro famiglie storiche l&#8217;arte si era pressoch\u00e9 estinta ad alto livello, rimanendo affidata al solo <em>meijingodokoro<\/em>, cio\u00e8 Sh\u016bsai, che adesso invece grazie alle sovvenzioni dei giornali e\u00a0a un atteggiamento &#8220;imprenditoriale&#8221; sta contribuendo a\u00a0traghettare il gioco nel Giappone moderno. Il <em>go <\/em>diventa cos\u00ec simbolo di tutte le antiche tradizioni giapponesi che il nuovo paese industrializzato ricicla per costruire la propria identit\u00e0 moderna.<\/p>\n<p>Su tutto questo, che gi\u00e0 rappresenta una dimensione abbastanza complessa, si abbatte la malattia del maestro. Inizialmente il <em>match<\/em> doveva seguire l&#8217;antico rituale del ritiro: i due giocatori vanno in una localit\u00e0 appartata, con il seguito, i funzionari dell&#8217;Associazione nazionale del <em>go<\/em>, gli arbitri e cos\u00ec via. L&#8217;esigenza di un albergo isolato \u00e8 legata ai ritmi, del tutto diversi da quelli degli scacchi: un giorno di gioco &#8211; circa dodici mosse al giorno &#8211; e quattro di riposo, in considerazione dell&#8217;et\u00e0 del maestro, in un luogo di villeggiatura dove non possano giungere suggerimenti o distrazioni. Tempo previsto di gioco: tre mesi. Anche per la partita del ritiro, sono tempi che gi\u00e0 i contemporanei giudicano smisurati.<\/p>\n<p>Solo che il maestro \u00e8 cardiopatico e quei giorni di riposo cos\u00ec dilatati, invece di favorirlo, lo stroncano, o cos\u00ec racconta Kawabata.<\/p>\n<blockquote><p>\u00c8 tuttavia inconcepibile poter tollerare cos\u00ec a lungo la concentrazione della gara, la continua tensione agonistica: \u00e8 un attentato alla salute dei giocatori. In gara, il goban ti perseguita ovunque, nel sonno e nella veglia, e quegli intervalli di quattro giorni fra un incontro e l&#8217;altro servirono a logorare i nervi, pi\u00f9 che a riposare.<\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/giocatori-di-o.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft\" alt=\"giocatori di o\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/giocatori-di-o.jpg?resize=300%2C200\" width=\"300\" height=\"200\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Una volta che la malattia \u00e8 conclamata, l&#8217;evento si avvita su se stesso. Ognuno dei protagonisti \u00e8 chiuso in un dilemma. Il maestro palesemente non ce la fa, potrebbe morire da un momento all&#8217;altro. Kitani non vorrebbe continuare &#8211; non \u00e8 onorevole giocare contro un giocatore malato, teme che tutti diranno che ha vinto solo perch\u00e9 l&#8217;avversario era debilitato &#8211;\u00a0ma contemporaneamente se si assumesse lui l&#8217;onere di interrompere la partita, privando il maestro di quest&#8217;ultima occasione, anche questo non sarebbe onorevole. Funzionari, organizzatori, arbitri sono tutti prigionieri di argomentazioni del genere, o forse prigionieri della partita stessa, un dramma che non possono interrompere, che \u00e8 di grande successo all&#8217;esterno\u00a0ma che al contempo dall&#8217;interno li divora. Possono solo sperare che finisca presto, e nel frattempo devono collaborare perch\u00e9 prosegua. In alcune pagine del romanzo il <em>go<\/em> diviene una specie di idolo antropofago, e la sua vittima, il suo martire, \u00e8 il maestro, il quale da parte sua invece segue gli eventi con <em>indifferenza<\/em>, una specie di rassegnazione <em>zen<\/em> al lasciarsi trasportare dagli eventi, a immergersi totalmente nella partita anche se questa dovesse essere la sua rovina. Alla fine, contando anche le pause per il ricovero in ospedale di Sh\u016bsai, la partita durer\u00e0\u00a0circa sei mesi (Kawabata scriver\u00e0 in tutto pi\u00f9 di sessanta <em>reportage <\/em>sull&#8217;incontro).<\/p>\n<p>La conclusione di tutto questo rovello, alla fine,\u00a0\u00e8 <em>veramente<\/em> anticlimatica e giocata del tutto sul tono della malinconia: come se Kawabata avesse raccontato di un temporale che si va addensando per ore e che poi non si scatena ma si scioglie da solo; d&#8217;altra parte il romanzo racconta eventi reali e se la partita \u00e8 andata in un certo modo e il maestro non \u00e8 morto sul palcoscenico come Moli\u00e8re non ci si pu\u00f2 far niente. Di fatto Kawabata \u00e8 spinto a ricordare molti episodi che sono <em>successivi<\/em> alla fine della partita.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/giocatori-di-go-2.jpg\"><img data-attachment-id=\"3902\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=3902\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/giocatori-di-go-2.jpg?fit=350%2C515\" data-orig-size=\"350,515\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"giocatori di go 2\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/giocatori-di-go-2.jpg?fit=203%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/giocatori-di-go-2.jpg?fit=350%2C515\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-3902\" alt=\"giocatori di go 2\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/giocatori-di-go-2.jpg?resize=203%2C300\" width=\"203\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/giocatori-di-go-2.jpg?resize=203%2C300 203w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/giocatori-di-go-2.jpg?w=350 350w\" sizes=\"(max-width: 203px) 100vw, 203px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Prima della lunga conclusione c&#8217;\u00e8 tempo, per\u00f2, per un episodio anch&#8217;esso malinconico. A un certo punto Kitani gioca una mossa che forse \u00e8 scorretta. Non una mossa scorretta nel senso delle regole del gioco, e neanche un errore, ma una mossa furbetta, un approfittare del meccanismo delle interruzioni per guadagnare tempo.\u00a0Da nuove regole nascono nuove scelte tattiche. Questa \u00e8 una mossa inutile. Per i maestri di <em>go<\/em>, per i quali ogni mossa deve sempre servire a dare il massimo, \u00e8 una grave caduta di stile. In una occasione unica come la partita del ritiro \u00e8 imperdonabile. Lascio la parola a Sh\u016bsai:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abLa partita \u00e8 finita, rovinata dall&#8217;ultima mossa in busta chiusa di \u014ctake. Ha gettato inchiostro sul quadro che avevamo dipinto con tanta amorevole cura&#8230;\u00bb esord\u00ec a bassa voce ma in tono fiero il maestro, mentre noi ci stavamo accomodando. \u00abNon appena ho visto la mossa, il primo impulso \u00e8 stato quello di andarmene\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>La partita come opera d&#8217;arte collaborativa fra\u00a0due campioni, <em>sporcata<\/em> da quella mossa. Potete capire come mai fra i giocatori occidentali questo passaggio, considerato <em>vera<\/em> espressione dell&#8217;animo giapponese e dello spirito del <em>go<\/em>, sia citatissimo.<\/p>\n<h3><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Yasunari_Kawabata_1938.jpg\"><img data-attachment-id=\"3896\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=3896\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Yasunari_Kawabata_1938.jpg?fit=563%2C548\" data-orig-size=\"563,548\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Yasunari_Kawabata_1938\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;Kawabata nel 1938, ll&#8217;epoca della partita&lt;\/p&gt;\n\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Yasunari_Kawabata_1938.jpg?fit=300%2C292\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Yasunari_Kawabata_1938.jpg?fit=510%2C496\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3896 alignleft\" alt=\"Yasunari_Kawabata_1938\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Yasunari_Kawabata_1938.jpg?resize=300%2C292\" width=\"300\" height=\"292\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Yasunari_Kawabata_1938.jpg?resize=300%2C292 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Yasunari_Kawabata_1938.jpg?w=563 563w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>La scrittura di Kawabata<\/h3>\n<p>La prima volta che ho letto <em>Il maestro di go<\/em> ero pi\u00f9 attento alla\u00a0descrizione del gioco e della sua filosofia. Questa volta sto seguendo di pi\u00f9 la scrittura di Kawabata.<\/p>\n<p>Non so molto della scuola &#8220;neopercezionista&#8221; alla quale aderiva. Anche un dilettante come me per\u00f2 si rende conto che il suo stile \u00e8 molto moderno (a me ricorda il Joyce di <em>Gente di Dublino<\/em>, fatte le debite differenze). C&#8217;\u00e8 una grande attenzione ai dettagli che si fissano all&#8217;attenzione del narratore per la loro stessa forza, non per uno sforzo cosciente dell&#8217;osservatore; una specie di flusso di coscienza che porta a intervallare la cronaca delle partite con i ricordi del rapporto fra Kawabata <a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/meridiano_kawabata.jpg\"><img data-attachment-id=\"3905\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=3905\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/meridiano_kawabata.jpg?fit=200%2C334\" data-orig-size=\"200,334\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"meridiano_kawabata\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/meridiano_kawabata.jpg?fit=179%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/meridiano_kawabata.jpg?fit=200%2C334\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-3905\" alt=\"meridiano_kawabata\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/meridiano_kawabata.jpg?resize=200%2C334\" width=\"200\" height=\"334\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/meridiano_kawabata.jpg?w=200 200w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/meridiano_kawabata.jpg?resize=179%2C300 179w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>e il maestro e gli altri giocatori di <em>go<\/em>; episodi apparentemente casuali capitati al narratore che si mischiano con la partita e la illuminano in un tutto armonico; cose che Kawabata sente il bisogno di dirci senza spiegarci cosa c&#8217;entrino con la narrazione, salvo lasciare che siamo noi a capirlo. Lo stile \u00e8 piano, indugia sui particolari, in certi casi sembra\u00a0&#8220;pittorico&#8221;: come se fosse pi\u00f9 attento a dipingere un quadro che a narrare avvenimenti. Dopo questa lettura sarei molto tentato di affrontare uno dei suoi romanzi maggiori.<\/p>\n<p>Certo mi rimane il dubbio su questa sua insistita rappresentazione dello spirito giapponese, della realt\u00e0 del <em>go<\/em> come arte, che potrebbe nascondere anche delle mistificazioni: molti degli episodi narrati nel libro hanno spiegazioni che non sono elevate come quelle che propone Kawabata, ma richiederebbero il ricorso a valori meno elevati: avidit\u00e0, orgoglio, piccineria, puntiglio, desiderio di sopraffazione; anche per chiarirmi le idee su questo sono tentato da una lettura pi\u00f9 &#8220;seria&#8221; di Kawabata, per controprova.<\/p>\n<h3>Una bella edizione<\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/il_maestro_di_go.jpg\"><img data-attachment-id=\"3895\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=3895\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/il_maestro_di_go.jpg?fit=349%2C599\" data-orig-size=\"349,599\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"il_maestro_di_go\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/il_maestro_di_go.jpg?fit=174%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/il_maestro_di_go.jpg?fit=349%2C599\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3895\" alt=\"il_maestro_di_go\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/il_maestro_di_go.jpg?resize=174%2C300\" width=\"174\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/il_maestro_di_go.jpg?resize=174%2C300 174w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/il_maestro_di_go.jpg?w=349 349w\" sizes=\"(max-width: 174px) 100vw, 174px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>La mia edizione de <em>Il maestro di go<\/em> \u00e8 di Mondadori, come ho detto, ma temo non sia pi\u00f9 in circolazione. \u00c8 comunque basata sull&#8217;edizione <em>SE<\/em>,\u00a0che dovrebbe essere ripresa in maniera identica anche dalla nuova edizione <em>Einaudi<\/em>. \u00c8, secondo me, una bellissima edizione, che contiene numerosi diagrammi con l&#8217;evoluzione della partita, un discreto apparato di note, un glossario sul <em>go<\/em>, la cultura giapponese e i nomi menzionati nel romanzo e, infine, una bellissima appendice a cura di Raffaele Rinaldi sul <em>go<\/em>, con la spiegazione delle regole e soprattutto della filosofia di gioco e un ulteriore apparato di note.<\/p>\n<p>Sotto questo punto di vista, a prescindere dai meriti letterari, <em>Il maestro di go<\/em> \u00e8 una lettura pressoch\u00e9 obbligatoria per gli appassionati di giochi e gli amanti della cultura orientale.<\/p>\n<p>Per tutti gli altri \u00e8 una lettura piacevole e ingannevolmente semplice che pu\u00f2 rappresentare una incursione a s\u00e9 stante o un primo passo dentro una cultura e dei valori piuttosto differenti, nonch\u00e9 l&#8217;occasione per conoscere un grandissimo letterato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sto (ri)leggendo Il maestro di go di Kawabata Yasunari (Oscar Mondadori, 1995, ora credo ripubblicato da Einaudi). Kawabata \u00e8 uno<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3892,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,56,13,82,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/giocatori-di-o.jpg?fit=532%2C355","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-10z","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":5750,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=5750","url_meta":{"origin":3879,"position":0},"title":"Il commissario Montalbano a &#8220;Oggi parliamo di libri&#8221;","author":"Rufus","date":"04\/01\/2014","format":"video","excerpt":"Ed ecco a voi la non puntata di Oggi parliamo di libri: una puntata sulla quale non ho molto da segnalare, se non che a un certo punto mi sono perso e, dopo aver annunciato che avrei fatto notare tre cose su Camilleri in riferimento al successo arrivato tardivamente, poi\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/img.youtube.com\/vi\/YLqPp9mtKIM\/0.jpg?resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":5710,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=5710","url_meta":{"origin":3879,"position":1},"title":"I libri che ho letto nel 2013","author":"Rufus","date":"02\/01\/2014","format":false,"excerpt":"Come l'anno scorso Anobii mi permette di tenere conto dei libri che ho letto nel corso dell'anno. 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