{"id":2955,"date":"2013-04-21T19:28:41","date_gmt":"2013-04-21T17:28:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=2955"},"modified":"2013-04-21T19:29:13","modified_gmt":"2013-04-21T17:29:13","slug":"gioca-la-storia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=2955","title":{"rendered":"Gioca la storia"},"content":{"rendered":"<p>Trattandosi di un libro che ho contribuito a scrivere recensire <a href=\"http:\/\/www.fabbricastorie.it\/index.php?option=com_phocadownload&amp;view=category&amp;id=2:gioca-la-storia&amp;Itemid=133\"><em>Gioca la storia<\/em><\/a> mi sembrerebbe davvero di cattivo gusto.<\/p>\n<p>Per\u00f2 mi sono reso conto che poteva essere interessante mettere gi\u00f9 qualche nota di <em>scrittura<\/em> invece di una nota di <em>lettura<\/em>: poteva essere utile, intendo dire, per comprendere meglio il libro, le motivazioni che ci hanno accompagnato nella sua stesura, gli obiettivi e le motivazioni con cui \u00e8 stato offerto al pubblico. Oltretutto questo \u00e8 il momento ultimo per farlo, a pi\u00f9 di un anno dalla pubblicazione: poi pi\u00f9 passer\u00e0 il tempo meno avremo chiaro nella mente perch\u00e9 l&#8217;abbiamo fatto e come.<\/p>\n<h2>Un libro collettivo sulla storia della Sardegna<\/h2>\n<p><em><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/copertina_lit.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft\" alt=\"copertina_lit\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/copertina_lit.jpg?resize=154%2C250\" width=\"154\" height=\"250\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Gioca la storia<\/em> \u00e8 un libro scritto a pi\u00f9 mani dai <em>Fabbricastorie<\/em> (me stesso, Andrea &#8220;Asso&#8221; Assorgia, Agostino &#8220;Tino&#8221; Dess\u00ec e Andrea Salidu) insieme con alcuni autori di giochi esterni all&#8217;associazione: Giorgio Astara, Mauro Cogoni e Alberto Pintus.<\/p>\n<p>Questo processo di scrittura collettiva faceva parte fin dall&#8217;inizio del progetto del libro, che \u00e8 stato finanziato dall&#8217;Assessorato regionale della Pubblica Istruzione all&#8217;interno del piano straordinario per i giovani e gli adolescenti: avevamo proposto di creare uno strumento ludico incentrato sulla storia della Sardegna adatto per l&#8217;utilizzo nelle scuole (ma utilizzabile ovunque e da chiunque, anche dai semplici appassionati di giochi), e abbiamo deciso di usare i giochi di comitato perch\u00e9 sono facili da mettere in opera, non richiedono grandi materiali o l&#8217;apprendimento di regole complicate e sono coinvolgenti per persone di diverse et\u00e0.<\/p>\n<p>Data l&#8217;idea il libro si prestava a essere diviso in capitoli separati che potevano essere affidati ad autori diversi: intendo dire che se avessimo scritto un gioco sullo stile, diciamo, di <em>Civilization <\/em>(era un&#8217;ipotesi in campo), sarebbe stato un tutt&#8217;unico e il contributo di ciascun autore sarebbe stato assorbito nel progetto complessivo; invece in questo modo abbiamo di fatto deciso di raccontare la Sardegna attraverso una serie di episodi salienti (e che fossero anche giocabili): e ciascun grano della collana poteva essere facilmente affidato a un autore diverso.<\/p>\n<p>Mi piacerebbe poter dire che gli autori selezionati oltre ai <em>Fabbricastorie<\/em> sono i migliori a disposizione in Sardegna: ma purtroppo, senza nella togliere alla qualit\u00e0 di chi ha collaborato &#8211; non \u00e8 vero, sia perch\u00e9 qualcuno di quelli interpellati ci ha detto di no, sia perch\u00e9 pressati dalla progettazione e dalle tante incombenze non abbiamo mai pianificato fino in fondo la scelta dei collaboratori, e in questo modo ovviamente abbiamo finito per privilegiare quelli che avevano con noi un rapporto pi\u00f9 diretto. A controbilanciare questo c&#8217;\u00e8 il fatto positivo che sia Mauro che Alberto che Giorgio, pur avendo un&#8217;ampia esperienza ludica, erano in fondo digiuni di un lavoro collettivo di qeusto tipo (e non si erano mai o quasi mai provati sui giochi di comitato) e siamo ogogliosi di averli fatti &#8220;esordire&#8221; tramite <em>Gioca la storia<\/em>.<\/p>\n<p>Ripensandoci abbiamo anche fatto un&#8217;altra scelta nella selezione degli autori, che \u00e8 stata quella di scegliere solo autori sardi, dando per scontato che per parlare della storia della Sardegna occorresse essere nati e vivere qui. Ragionandoci per bene non \u00e8 una scelta del tutto razinale, ma nn ne abbiamo mai veramente discusso: inconsciamente abbiamo dato per scontato che la cosa dovesse andare cos\u00ec, e via.<\/p>\n<h3>La scelta degli episodi storici<\/h3>\n<p>L&#8217;idea iniziale prevedeva otto scenari\/capitoli, due dedicati all&#8217;et\u00e0 antica, due al medioevo, due alla storia moderna e due alla storia contemporanea. Alla fine abbiamo avuto uno scenario a cavallo fra storia e preistoria (<em>Il tempio di Antas<\/em>), uno ambientato ai giorni nostri ma dedicato a una riflessione sulla storia antica (<em>La rivolta di Amsicora<\/em>) e uno ambientato al tramonto dell&#8217;et\u00e0 romana (<em>La missione di Felice<\/em>, sulla conversione al cristianesimo dell&#8217;isola). Al medioevo sono dedicati tre scenari (<em>Un convento sul colle<\/em>, <em>La battaglia del Fangario<\/em> e <em>La successione<\/em>) e alla Sardegna in et\u00e0 moderna due (<em>La Sartiglia<\/em> e <em>Sos Novadores<\/em>). Dopo di che si salta direttamente al XX secolo (<em>Il disertore<\/em> e<em> Banditi a Orgosolo<\/em>) e ai giorni nostri (<em>La finanziaria<\/em>).<\/p>\n<p>Scegliere i singoli episodi non \u00e8 stato facile: da una parte i giochi di comitato richiedono alcuni elementi: un conflitto politico o sociale, ma non militare, pi\u00f9 parti in causa, una certa unit\u00e0 di luogo, tempo e spazio; a queste esigenze &#8220;tecniche&#8221; si aggiungeva l&#8217;esigenza di rappresentare mmenti diversi della storia dell&#8217;isola (e territori diversi) e inoltre evitare episodi che presentassero le stesse dinamiche di conflitto o tematiche simili. E infine dovevano essere episodi storici facilmente gocabili da chiunque, anche se non dotato di una preparazione storica specifica.<\/p>\n<p>Sulla base di queste esigenze abbiamo dovuto fare delle rinunce. Per esempio avremmo voluto mettere in scena il processo in cui Cicerone difende Scauro chiamando i sardi\u00a0<em>pellitti<\/em>, ma richiedeva una competenza in termini di diritto romano che non poteva essere presunta nel giocatore medio.<\/p>\n<p>Trovare la giusta quadra (ammesso che l&#8217;abbiamo trovata!) \u00e8 stato quindi molto faticoso, ma anche molto interessante, tanto che sono convinto che un insegnante che volesse fare un <em>vero<\/em> percorso ludico con i propri alunni farebbe bene a rifare il nostro itinerario: ragionare su quali sono gli epsisodi significativi, su come metterli in scena e provare a scriversi i propri giochi (se ci fosse qualche insegnante in ascolto, i <em>Fabbricastorie<\/em> sarebbero certamente interessati a dare una mano).<\/p>\n<p>In ogni caso nel prodotto finito si riconoscono alcuni filoni, che collegano fra loro scenari diversi, per esempio l&#8217;uso dei beni comuni (<em>Il tempio di Antas<\/em> e <em>La Sartiglia<\/em> e, in qualche misura, <em>La rivolta di Amsicora<\/em>)<em>, <\/em>la penetrazione religiosa come via per la conquista coloniale (<em>Il tempio di Antas<\/em>, <em>Un convento sul colle<\/em>), gli eventi descritti in\u00a0<em>Un convento sul colle<\/em> sono l&#8217;antefatto\u00a0 de <em>La battaglia del Fangario<\/em> e cos\u00ec via<em>. <\/em>In alcuni casi i collegamenti erano cercati, in altri vanno oltre le nostre intenzioni consce: per esempio ci \u00e8 stato fatto notare che un <em>leit motiv<\/em> \u00e8 l&#8217;inadeguatezza delle classi dirigenti sarde, soprattutto se a confronto con minacce provenienti dall&#8217;esterno, e che c&#8217;\u00e8 una riflessione sull&#8217;indipendenza (per quanto pu\u00f2 esserci in un libro di giochi), ma posso testimoniare che non era affatto nelle nostre intenzioni: o meglio, sono cose che abbiamo notato solo dopo che abbiamo messo insieme tutti i pezzi, ma che ci erano del tutto ignote mentre assemblavamo le singole sezioni.<\/p>\n<p>A parte questa osservazione tutte le discussioni che sono seguite al le varie dimostrazioni o partite di prova che abbiamo condotto (e ne abbiamo fatte molte) si sono sempre concentrate sul <em>singolo<\/em> episodio e sulla sua resa dal punto di vista storico e ludico: non ci \u00e8 mai capitato, tranne forse che in un&#8217;occasione, di discutere sulla scelta degli episodi, se sarebbe stato meglio sceglierne altri, se la storia della Sardegna che ne risulta \u00e8 completa (non credo) o insopportabilmente monca (non credo neanche questo); il confronto sul singolo episodio ci ha portato poco a ragionare su <em>tutto<\/em> il libro: forse sarebbe il caso di organizzare una nuova presentazione, chiss\u00e0.<\/p>\n<h2>Un libro di giochi di comitato<\/h2>\n<p>I giochi di comitato sono giochi di narrazione estremamente semplificati, che non vuol dire banali. I giocatori assumono il ruolo di personaggi storici e devono, soprattuto mediante trattative con glia ltri giocatori, lavorare per raggiungere determinati obiettivi che corrispondono alla situazione storica descritta.<\/p>\n<p>Non vi \u00e8 chiaro? Non vi preoccupate. se vi trovate a giocare in una partita che conduco io vi guider\u00f2 passo passo e vi troverete immersi nel gioco senza nemmeno accorgervene.<\/p>\n<p>Il problema per\u00f2 \u00e8 che il libro \u00e8 un messaggio in bottiglia lanciato verso l&#8217;ignoto, ed eravamo ben coscienti che noi non ci saremmo stati nel momento in cui un insegnante, un animatore di oratorio o un ludotecario avesse provato a mettere in opera uno dei nostri scenari. Per ovviare abbiamo orgnaizzato molte partite di prova, come dicevo prima, e un seminario formativo, in modo da avere un gruppo di perosne sul territorio che avesse capito come funziona il libro, ma soprattutto abbiamo speso molta fatica perch\u00e9 il libro fosse autoesplicativo: c&#8217;\u00e8 una sezione introduttiva generale che accompagna passo passo nella organizzaione di una partita e nella conduzione del <em>debriefing<\/em> e ci sono molti aiuti redazionali, didascalie con l&#8217;indicazione dei tmepi richiesti, del numero di giocatori previsto, e cos\u00ec via. Abbiamo fatto, insomma, molti sforzi prch\u00e9 il libro fosse <em>user friendly<\/em> e penso che si veda.<\/p>\n<p>Il contraltare \u00e8 che questo sforzo redazionale ha richiesto un certo lavoro di uniformizzazione, che probabilmente ha un po&#8217; imbrigliato la fantasia degli autori, anche dal punto di vista puramente organizzativo: <em>ricordatevi di scrivere che l&#8217;arbitro deve preoccuparsi di fare le fotocopie delle schede per i giocatori<\/em>, <em>ricordatevi di indicare i tempi previsti per ciascun momento di gioco<\/em>: non solo \u00e8 noioso ripetere le stesse avvertenze ogni volta, ma tende anche a suggerire di costruire lo scenario secondo gli stessi schemi e meccanismi di gioco: per esempio in molti casi si prevede di iniziare con un momento di gioco in cui tutti i partecipanti sono riuniti insieme, un&#8217;accortezza che permette a tutti di ambientarsi con facilit\u00e0 e all&#8217;arbitro di introdurre lo scenario in maniera uniforme &#8211; ma ho notato che Giorgio Astara, che ha lavorato in maniera pi\u00f9 indipendente,\u00a0 per il suo <em>La battaglia del Fangario<\/em> ha previsto invece <em>due<\/em> riunioni separate di due gruppi contrapposti, un artificio efficace, e mi chiedo senza lo sforzo di cura redazionale se non avremmo avuto pi\u00f9 originalit\u00e0 di questo tipo.<\/p>\n<p>Dal punto di vista tecnico, cinque scenari (<em>Il tempio di Antas<\/em>, <em>La missione di Felice<\/em>, <em>Un convento sul colle<\/em>, <em>La Sartiglia<\/em> e <em>Banditi a Orgosolo<\/em>) hanno meccanismi di gioco piuttosto simili (pur presentando personaggi e situazioni piuttosto diversi fra loro), due scenari si staccano dal gruppo in quanto prevedono dei meccanismi piuttosto particolari e l&#8217;uso di materiali di gioco pi\u00f9 complessi (<em>Sos Novadores<\/em> e <em>La finanziaria<\/em>); altri due (<em>Il disertore<\/em><em><\/em> e la citata\u00a0<em>La battaglia del Fangario<\/em>) hanno comunque variazioni interessanti sul meccanismo base (gruppi separati, spazi di gioco vietati a certi personaggi) e infine gli ultimi due, pur essendo molto vicini al meccanismo base fanno delle scelte particolari rispetto alla unit\u00e0 di tempo, luogo e azione che di solito \u00e8 presupposta dagli scenari: ne <em>La rivolta di Amsicora<\/em> tutto si svolge in una singola riunione di una commissione culturale e i giocatori non possono quasi neppure lasciare la stanza, mentre ne <em>La successione <\/em>alcuni eventi, come la morte di Ugone e Beneta, accadono durante la partita del tutto fuori del controllo dei giocatori. Considerato che a tutti gli autori era stato dato come esempio <em>Un convento sul colle<\/em>, che \u00e8 stato il primo scenario a essere scritto, \u00e8 interessante constatare le variazioni che sono derivate da quell&#8217;unica base comune.<\/p>\n<h2>Se lo rifacessimo adesso?<\/h2>\n<p>Non so l&#8217;opinione degli altri <em>Fabbricastorie<\/em>, ma so che ci ha molto colpito l&#8217;osservaizone che fece Beniamino Sidoti duante uns eminario che organizzammo per presentare il libro e per ragionare sul gioco come strumento educativo.<\/p>\n<p>Ci disse Beniamino che nei giochi di narrazione compaiono, in diversa misura, tre elementi, che lui chiama <em>epos<\/em>,<em> ethos<\/em> ed <em>eros<\/em>. <em>Epos<\/em> \u00e8 la costruzione condivisa di una narrazione, e il nostro libro \u00e8, evidentemente, sbilanciato su questo versante.\u00a0<em>Ethos<\/em> riguarda la capacit\u00e0 del gioco di indagare situazioni con una valenza etica e morale: i nostri episodi storici si prestano senz&#8217;altro, ma noi nella scrittura ci siamo sforzati di assumere un punto di vista pi\u00f9 neutro possibile: per non creare personaggi intenzionalmente &#8220;cattivi&#8221; o sgradevoli e per lasciare questa dimensione pi\u00f9 al <em>debriefing<\/em> che al gioco vero e proprio; si tratta di una scelta che confermerei ancora, anche se in qualche scenario ci saremmo potuti sbilanciare di pi\u00f9. Ci\u00f2 che manca abbastanza invece \u00e8 l&#8217;<em>eros<\/em>, nel senso ci un coinvolgimento nel gioco non solo delle capacit\u00e0 intellettuali ma anche della corporeit\u00e0: dover usare il gioco probabilmente a scuola, e fuori del controllo diretto degli autori, ci ha spinto a escludere ogni dimensione di confronto fisico fra i giocatori, per ridurre il rischio di incidenti o le possbli diffidenze degli insegnanti, e anche per evitare che il &#8220;gioco&#8221; da noi proposto venisse associato allo &#8220;sport&#8221;: posso testimoniare che la pima stesura de <em>Il disertore<\/em> prevedeva la possibilit\u00e0 di gestire scontri fisici fra i comunisti e i fascisti (attraverso meccanismi simili a <em>scalpo<\/em>, un ben noto gioco <em>scout<\/em>), dimensione ben presente nel romanzo originale, e che alla fine invece questa \u00e8 stata eliminata (non \u00e8 stata un&#8217;imposizione altrui, ero io il curatore finale&#8230;). Ecco: oggi su questa dimensione sarei forse pi\u00f9 coraggioso, e trovo che l&#8217;aggiunta di questa dimensione avrebbe reso pi\u00f9 variata l&#8217;offerta di giochi del libro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trattandosi di un libro che ho contribuito a scrivere recensire Gioca la storia mi sembrerebbe davvero di cattivo gusto. Per\u00f2<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2956,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[9,13,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/copertina_lit.jpg?fit=154%2C250","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-LF","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":168,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=168","url_meta":{"origin":2955,"position":0},"title":"Travelling Heroes","author":"Rufus","date":"21\/08\/2012","format":false,"excerpt":"Travelling Heroes (Robin Lane Fox, Penguin 2009) Due motivi mi avevano spinto a comprare questo libro: di Lane Fox avevo letto una bella biografia di Alessandro Magno e pensavo anche di trovarmi di fronte a uno di quei meravigliosi esempi di divulgazione tipici della letteratura scientifica anglosassone. Qualcosa sul genere\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/9780140244991.jpg?fit=260%2C400&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":546,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=546","url_meta":{"origin":2955,"position":1},"title":"The jewels of Aptor","author":"Rufus","date":"22\/08\/2012","format":false,"excerpt":"Bene, i Gioielli di Aptor \u00e8 rimasto nella mia libreria, senza mai essere toccato, per vent'anni. Prenderlo in mano adesso \u00e8 stato come sentirsi raccontare storie da un vecchio zio che mette in fila aneddoti divertenti e sorprendenti della sua giovinezza, cose che per\u00f2 non ti riguardano e non ti\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/delany_jewels.jpg?fit=295%2C493&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":4840,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4840","url_meta":{"origin":2955,"position":2},"title":"Ender&#8217;s game, che film!! Che film?!","author":"Rufus","date":"31\/10\/2013","format":"video","excerpt":"Il gioco di Ender \u00e8 uno dei miei libri di fantascienza preferiti, di cui ho anche parlato l'anno scorso in radio. \u00c8 anche uno dei classici del genere degli anni '80, vincitore dell'Hugo e del Nebula e ha consacrato durevolmente Orson Scott Card di fronte agli appassionati\u00a0con un\u00a0rispetto\u00a0che ha retto\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Enders-Game-300x200.jpg?resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":8150,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=8150","url_meta":{"origin":2955,"position":3},"title":"L&#8217;ombra della paura a &#8220;Oggi parliamo di libri&#8221;","author":"Rufus","date":"05\/08\/2014","format":"video","excerpt":"L'ombra del vento (Carlos Ruiz Zaf\u00f3n, Mondadori 2006) Ho messo in linea da alcuni giorni sul mio solito canale Youtube da alcuni giorni la puntata dedicata a L'ombra del vento di Carlos Ruiz Zaf\u00f3n. Due cose da dire a cui tenevo Come avrete sentito ci sono nella parte iniziale della\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Zafon.png?fit=768%2C438&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Zafon.png?fit=768%2C438&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Zafon.png?fit=768%2C438&resize=700%2C400 2x"},"classes":[]},{"id":1668,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=1668","url_meta":{"origin":2955,"position":4},"title":"L&#8217;Eternauta a &#8220;Oggi parliamo di libri&#8221;","author":"Rufus","date":"14\/12\/2012","format":false,"excerpt":"Quella che segue \u00e8 un po' la sintesi dei miei appunti e un po' trascrizione delle cose che ho detto ieri sull'Eternauta durante la seconda puntata di Oggi parliamo di libri. Cari ascoltatori, salve a tutti e ben ritrovati sulle frequenze di Radio Kalaritana: io sono Roberto Sedda e, come\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/LEternauta-500px.jpg?fit=500%2C403&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":10438,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=10438","url_meta":{"origin":2955,"position":5},"title":"Il vecchio Alex nella friendzone?","author":"Rufus","date":"23\/06\/2015","format":"video","excerpt":"Jack Frusciante \u00e8 uscito dal gruppo a Oggi parliamo di libri Disastri musicali Quando ascolterete la puntata che ho dedicato a Jack Frusciante\u00a0su Oggi parliamo di libri noterete che a un certo punto arriva il momento della pausa musicale. Allora. Si potevano scegliere tanti brani. Inizialmente avevo pensato a\u00a0Cara ti\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Jack-Frusciante.png?fit=764%2C448&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Jack-Frusciante.png?fit=764%2C448&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Jack-Frusciante.png?fit=764%2C448&resize=700%2C400 2x"},"classes":[]}],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2955"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2955"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2955\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2964,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2955\/revisions\/2964"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/2956"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2955"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2955"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2955"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}