{"id":2834,"date":"2013-04-10T17:06:30","date_gmt":"2013-04-10T15:06:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=2834"},"modified":"2013-04-11T09:21:21","modified_gmt":"2013-04-11T07:21:21","slug":"gotico-romantico-udolpho","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=2834","title":{"rendered":"Gotico, romantico: Udolpho"},"content":{"rendered":"<h2>I misteri di Udolpho (Ann Radcliffe, 1794)<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/mysteriesofudolpho.jpg\"><img data-attachment-id=\"2836\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=2836\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/mysteriesofudolpho.jpg?fit=250%2C375\" data-orig-size=\"250,375\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"mysteriesofudolpho\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/mysteriesofudolpho.jpg?fit=200%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/mysteriesofudolpho.jpg?fit=250%2C375\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2836\" alt=\"mysteriesofudolpho\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/mysteriesofudolpho.jpg?resize=200%2C300\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/mysteriesofudolpho.jpg?resize=200%2C300 200w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/mysteriesofudolpho.jpg?w=250 250w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Nel mio sforzo di essere un austeniano perfetto sto leggendo (in lingua originale) <em>The mysteries of Udolpho<\/em>, il romanzo che tutte le eroine della zia Jane hanno letto e che \u00e8 anche alla base di uno dei suoi romanzi pi\u00f9 divertenti, <em>L&#8217;abbazia di Northanger<\/em>, che \u00e8 una parodia di tutti i luoghi comuni del romanzo gotico, categoria\u00a0di cui\u00a0<em>Udolpho<\/em> \u00e8 sicuramente estremamente rappresentativo.<\/p>\n<p>Sono a pagina 70 circa &#8211; su 720 &#8211;\u00a0e non \u00e8 accaduto praticamente niente, per\u00f2 la lettura mi sta riservando lo stesso pi\u00f9 di una sorpresa.<\/p>\n<h3>Continuit\u00e0 fra scrittrici<\/h3>\n<p>Intanto ero convinto che fra la Radcliffe e la Austen ci fosse una sostanziale <em>discontinuit\u00e0<\/em>, dato il tono scherzoso con cui i bei tomi dei romanzoni gotici sono trattati nel <em>corpus<\/em> austeniano, invece al contrario fra le due scrittrici c&#8217;\u00e8, a livello ideologico, una evidente <em>continuit\u00e0<\/em>: \u00a0entrambe contrappongono la sobriet\u00e0 di una piccola aristocrazia di campagna impoverita ma non misera alla pompa della nuova borghesia commerciale cittadina, entrambe affermano il primato del buon senso e del decoro tradizionali, entrambe aderiscono a una ideologia, non so quanto consolatoria, che vede nei successi dell&#8217;intelletto &#8211; cultura, capacit\u00e0 di apprezzare le cose belle, comprensione della dimensione spirituale dell&#8217;esistenza\u00a0&#8211; scopo sufficiente a dar senso alla vita anche in presenza di povert\u00e0 e sofferenze.<\/p>\n<p>\u00c8 una similitudine, temo, abbastanza di facciata, nel senso che la Austen \u00e8 infinitamente pi\u00f9 complessa &#8211; e molto pi\u00f9 <em>borghese<\/em>, nonostante le premesse\u00a0&#8211; della Radcliffe, ma intanto \u00e8 stata una sorpresa ed \u00e8 una delle chiavi di lettura che mi sto dando, in un procedere abbastanza difficoltoso: forse quando arriver\u00f2 alla fine avr\u00f2 qualcos&#8217;altro da raccontarvi in merito.<\/p>\n<h3>Un romanzo pieno di difetti<\/h3>\n<p>Dicevo di un procedere difficoltoso: perch\u00e9 <em>Udolpho<\/em> ha un sacco di difetti che lo rendono leggibile solo a condizione di non sentirsi in colpa in quei casi in cui, per sopravvivere,\u00a0si decida di saltare una mezza pagina (talvolta anche una o due) qui e l\u00e0. Non \u00e8 solo che il passo \u00e8, diciamo, non incalzante &#8211; temo che la Radcliffe avrebbe trovato il modo di infilare una pausa anche\u00a0in una processione di lumache &#8211; ma \u00e8 soprattutto perch\u00e9 il gusto della narrazione \u00e8 totalmente descrittivo, in una affabulazione di panorami che si dipanano continuamente davanti al lettore e che vengono descritti nei minimi particolari. E quando \u00e8 terminata la descrizione del panorama della zona che i protagonisti stanno\u00a0attraversando questi non trovano niente di meglio che scendere dalla carrozza per osservare meglio un particolare pittoresco e subito parte un&#8217;altra descrizione, alla fine interrotta dalla comparsa di un bucolico pastore\u00a0la cui bucolica dimora e il cui bucolico comportamento non possono che meritare un&#8217;altra mezza bucolica dozzina di pagine e la citazione di dodici stanze di un&#8217;ode di Thompson: c&#8217;\u00e8 da uscirne pazzi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Turner-Tintern-Abbey.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright\" alt=\"Turner Tintern Abbey\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Turner-Tintern-Abbey.jpg?resize=211%2C300\" width=\"211\" height=\"300\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>In realt\u00e0 se si \u00e8 capaci di lasciare quando la fatica \u00e8 un po&#8217; troppa, saltare qualche pagina e riprendere, la cosa \u00e8 perfino divertente: perch\u00e9 permette di confrontarsi in maniera protetta con una sensibilit\u00e0 che ci \u00e8 normalmente estranea e che etichettiamo in maniera imprecisa: romanticismo, per esempio. Su <em>Anobii<\/em> ho parlato di <em>heightned senses<\/em> &#8211; i protagonisti sono sempre commossi di fronte alle meraviglie della natura, piangono facilmente, declamano poesia in contesti incongrui &#8211; e volevo dire sensualit\u00e0 esasperata e sentimentalismo: <a href=\"http:\/\/www.jausten.it\/\">Giuseppe Ierolli<\/a>, che \u00e8 uno che ne sa, mi ha amabilmente indirizzato all&#8217;espressione esatta:<\/p>\n<blockquote><p>Sulla figura della Radcliffe c&#8217;\u00e8 un bel libro di Beatrice Battaglia: &#8220;Paesaggi e misteri. Riscoprire Ann Radcliffe&#8221;, dove la tesi di fondo \u00e8 che l&#8217;autrice pi\u00f9 che la regina del gotico sia stata la regina del &#8220;pittoresco&#8221; di gilpiniana memoria.<\/p><\/blockquote>\n<p>Io manco sapevo chi fosse <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/William_Gilpin_(priest)\">Gilpin<\/a> (\u00e8 per questo che sto su <em>Anobii<\/em>, per imparare dai migliori di me), ma ho messo la Battaglia in <em>wishlist<\/em> e trovo la precisazione del tutto esatta.<\/p>\n<h3>Dal pittoresco all&#8217;esotico<\/h3>\n<p>In questo senso si pu\u00f2 perdonare alla Radcliffe un altro notevole difetto, che \u00e8 la combinazione di anacronismi e anatopismi: in Guascogna ci sono le palme, confini e delimitazioni geografiche sono quanto meno fumosi, il romanzo \u00e8 ambientato nel XVI secolo ma i personaggi pensano, agiscono e sono immersi in una cultura materiale come se fossero nella stessa epoca dell&#8217;autrice, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Come per il romanticismo\u00a0esasperato, alla fine la cosa non \u00e8 seccante, ma divertente, laddove si riconosca il ruolo seminale di un romanzo come <em>Udolpho<\/em> e le difficolt\u00e0 che la Radcliffe ha dovuto superare. Anche qui una mia amica anobiana, <a href=\"http:\/\/www.anobii.com\/emma9\/books\">Emma<\/a>, mi ha fornito la chiave di lettura e mi sembra opportuno lasciarle la parola:<\/p>\n<blockquote><p>Io mentre leggevo Udolpho, pensavo a Salgari, e a tutto quel sud esotico che ha scatenato la sua fantasia! E che fantasia!\u00a0Mi sono vista una signora, che si \u00e8 documentata (come meglio poteva), del suo Sud&#8230; Ha letto i resoconti di pellegrini che attraversavano le Alpi e l&#8217;Appennino: racconti macabri e oscuri\u00a0[&#8230;] anch&#8217;io ho sorriso per tutto l&#8217;esotismo descritto nel romanzo, ma&#8230;.vogliamo sottilizzarci??? Quante piccole imprecisioni ci sono in quei bellissimi romanzi di Salgari?\u00a0\u00c8 un romanzo d&#8217;invenzione e di suggestione!<\/p>\n<p>Pensa a quella donna, sola nel suo salotto buio, che si lascia imprimere da tutte le suggestioni causate dall&#8217;<i>Orrida Italia<\/i> &#8230;. e ne trae un romanzo denso (faticoso, s\u00ec), lugubre, ma alla fine assolutamente realista&#8230; una donna-scrittrice che viene tutto sommato, sottovalutata.<\/p><\/blockquote>\n<h3>Un romanzo &#8220;importante&#8221; e il linguaggio che rimane<\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/I-misteri-di-Udolpho.jpg\"><img data-attachment-id=\"2839\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=2839\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/I-misteri-di-Udolpho.jpg?fit=250%2C419\" data-orig-size=\"250,419\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"I misteri di Udolpho\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/I-misteri-di-Udolpho.jpg?fit=178%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/I-misteri-di-Udolpho.jpg?fit=250%2C419\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2839\" alt=\"I misteri di Udolpho\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/I-misteri-di-Udolpho.jpg?resize=178%2C300\" width=\"178\" height=\"300\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Con la specificazione che io sono ancora agli inizi e mi riservo il giudizio,\u00a0per il momento non saprei\u00a0trovare parole migliori e sottoscrivo volentieri quel che dice Emma, compresa la notazione sul fatto che parliamo di un&#8217;autrice donna.<\/p>\n<p>Ma soprattutto non ho usato a caso, prima, la parola <em>seminale<\/em>. \u00c8 difficile da spiegare, ma per il momento leggendo mi rendo conto che in questo romanzo, pieno di errori com&#8217;\u00e8, pieno di ingenuit\u00e0 com&#8217;\u00e8, ci sono dentro delle <em>idee<\/em>, sulla narrazione, sulla costruzione della trama, sui personaggi, che sono <em>pesanti<\/em>.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 perch\u00e9 ho appena ripreso in mano Manzoni per <a title=\"Radio Days\" href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=1551\"><em>Oggi parliamo di libri<\/em><\/a> (a breve posto la puntata) ma sono sicuro, passabilmente sicuro, che senza <em>Udolpho<\/em> non ci sarebbero stati\u00a0<em>I<\/em><em>\u00a0 promessi sposi<\/em>. Non saprei citare un passo esplicito, un nesso evidente aldil\u00e0 della vicinanza cronologica e del fatto che sono entrambi romanzi storici, ma leggendo si capisce: non so spiegare meglio ma \u00e8 cos\u00ec, fidatevi.<\/p>\n<h3>E infine, si trova sempre un passo da citare<\/h3>\n<p>Una decina di pagine prima del punto in cui sono arrivato c&#8217;\u00e8 un episodio, apparentemente casuale. Uno dei personaggi, Valancourt, trova una famiglia di pastori (bucolica, ovviamente) e, per una serie di vicende, fa loro una grossa beneficenza che comporta un evidente sacrificio personale. La Radcliffe si sofferma minutamente su tutti i vari morti dell&#8217;animo del personaggio: esitazione, slancio, gioia pura dell&#8217;aver dato disinteressatamente.<\/p>\n<p>Ora, non so se l&#8217;episodio \u00e8 inserito come premessa di futuri sviluppi nella trama, per definire meglio il carattere di Valancourt o per un gusto del bozzetto patetico: lo scoprir\u00f2 pi\u00f9 avanti, immagino. Ma improvvisamente mi sono immaginato sensibili giovinette settecentesche che, dopo avere versato qualche lacrima, immagazzinavano nella memoria l&#8217;episodio e lo usavano per spiegare se stesse e il mondo: \u00abCara Fanny, non so spiegarvi come mi sono sentita in quel momento, ho provato una gioia pura come quella di Valancourt nel libro della signora Radcliffe che leggevamo insieme l&#8217;altra sera, dopo che dona il suo denaro a quel povero pastore\u00bb.<\/p>\n<p>Io e il mio amico Giorgio Astara per anni abbiamo usato, per capirci al volo, il <em>Signore degli Anelli<\/em>: il tale \u00e8 un <em>Oscuro Signore<\/em>, gli orchetti, gli hobbit. Non c&#8217;entra che Tolkien sia uno scrittore infinitamente migliore della Radcliffe e il suo libro a eoni di distanza da <em>Udolpho<\/em>: entrambi sono ricchi di materiale purissimo utile per costruire linguaggio e sensibilit\u00e0 comune (cio\u00e8: criteri di interpretazione della realt\u00e0) \u00a0fra i loro lettori. Non ci avevo mai ragionato, ma credo che sia una caratteristica distintiva del buon romanzo,\u00a0anche (forse:\u00a0<em>soprattutto<\/em>) dei buoni \u00a0romanzi d&#8217;avventura (mi sa che questa me la rivendo prossimamente alla radio &#8211; dopotutto i Greci si educavano su Omero). E insomma, un romanzo capace di fare questo non pu\u00f2 essere cos\u00ec male: forse di <em>Udolpho<\/em>\u00a0 alla fine non mi legger\u00f2 cinquecento pagine su settecento, ma perfino seicento, va&#8217;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I misteri di Udolpho (Ann Radcliffe, 1794) Nel mio sforzo di essere un austeniano perfetto sto leggendo (in lingua originale)<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2837,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[70,52,56,13,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Turner-Tintern-Abbey.jpg?fit=520%2C736","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-JI","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":5951,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=5951","url_meta":{"origin":2834,"position":0},"title":"Il &#8220;Canto di Natale&#8221; di Charles Dickens","author":"Rufus","date":"24\/01\/2014","format":"video","excerpt":"Non so se pecco di immodestia, ma la puntata del giorno di Santo Stefano di Oggi parliamo di libri, dedicata al Canto di Natale mi sembra essere riuscita piuttosto bene. 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