{"id":2791,"date":"2013-04-04T15:20:38","date_gmt":"2013-04-04T13:20:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=2791"},"modified":"2022-04-05T10:58:02","modified_gmt":"2022-04-05T08:58:02","slug":"domande-in-liberta-sullabolizione-delle-province","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=2791","title":{"rendered":"Domande in libert\u00e0 sull&#8217;abolizione delle province"},"content":{"rendered":"<p>Naturalmente il <em>caso Sicilia<\/em> \u00e8 all&#8217;attenzione pubblica nazionale per motivi evidenti, e con esso uno dei punti centrali del dibattito politico, l&#8217;abolizione delle province, che in Sicilia sembra ormai, al contrario che al livello nazionale, cosa fatta.<\/p>\n<p>In materia non ho un&#8217;opinione definita ma parecchie perplessit\u00e0, e siccome\u00a0so che fra i miei lettori ci sono parecchi economisti e politologi (<em>absit iniuria verbis<\/em>) ho deciso di mettere gi\u00f9 i miei dubbi nella speranza che qualcuno me li chiarisca.<\/p>\n<p>Prima di elencarli premetto che do per scontata un&#8217;abolizione delle province amministrativamente e costituzionalmente ben fatta: cio\u00e8 con una legge di rango adeguato, con una chiara attribuzione ad altri enti delle competenze prima spettanti alle province e cos\u00ec via. Non \u00e8 proprio una cosa semplice da supporre, in Italia, ma diamola per scontata: i miei dubbi vanno pi\u00f9 sulla desiderabilit\u00e0 della cosa piuttosto che sulla sua fattibilit\u00e0, quindi per amore di semplicit\u00e0 mi pare opportuno sgombrare il campo dalle questioni accessorie.<\/p>\n<p>Oh, voi per\u00f2 non passateci oltre cos\u00ec velocemente, eh: molte competenze ambientali, per esempio, sono in capo alle province, quindi le possibilit\u00e0 di far danni anche immediatamente gravi non sono poche.<\/p>\n<h2>Abolizione delle province e riduzione dei costi<\/h2>\n<p>Il mio primo dubbio riguarda i risparmi legati all&#8217;abolizione di questi enti.<\/p>\n<p>Vedo stime molto differenti, alcune <a href=\"http:\/\/www.pubblicaamministrazione.net\/governance\/cifre\/91\/abolizione-delle-province-i-risparmi.html\">riduttive <\/a>e altre molto pi\u00f9 <a href=\"http:\/\/qn.quotidiano.net\/primo_piano\/2012\/10\/01\/780136-province-sopprimerle-tutte-confesercenti.shtml\">ottimistiche<\/a>. In mezzo il caso siciliano, dove lo stesso Crocetta, quindi una fonte ufficiale, stima il risparmio in 100 milioni di euro l&#8217;anno, che \u00e8 circa il doppio della stima pessimistica ma molto lontano dai dati migliori.<\/p>\n<p>Per\u00f2 la questione non \u00e8 tanto questa, nel senso che in tempi di vacche magre si pu\u00f2 stimare che anche un solo euro risparmiato sia il benvenuto. Piuttosto mi chiedo esattamente da <em>cosa<\/em> arrivino questi risparmi: dato per scontato\u00a0che una parte (minima) siano emolumenti di consiglieri e assessori, spese di rappresentanza eccetera, il resto da dove viene? L&#8217;inchiesta della Confesercenti, che indica cifre di risparmio molto alte, parla esplicitamente taglio dei consumi intermedi e del personale<\/p>\n<blockquote><p>ingenti risparmi si potrebbero realizzare attraverso un graduale riassorbimento dei 63.000 dipendenti provinciali, che attualmente pesano per 2,3 miliardi annui, nella pubblica amministrazione, per mezzo del blocco del turnover e di mancate o ridotte nuove assunzioni<\/p><\/blockquote>\n<p>Uhm. Questo vorrebbe dire che gli enti pubblici a cui verrebbero devolute le competenze delle province dovranno svolgere i servizi aggiuntivi con lo <em>stesso<\/em> quadro organico e le stesse risorse materiali? Doppio uhm: ammettendo che il personale delle province attualmente\u00a0 non si limiti a scavare buche per poi riempirle di nuovo,\u00a0una parte di economie di scala \u00e8 credibile, ma cos\u00ec tanto? Senza che questo comporti un calo della qualit\u00e0 dei servizi erogati\u00a0(per non parlare della perdita di posti di lavoro).<\/p>\n<p>Un altro grosso risparmio verrebbe da tagli agli organismi partecipati (cio\u00e8 societ\u00e0 a capitale parzialmente o totalmente pubblico che gestiscono servizi per conto degli enti territoriali). La Corte dei Conti li ha definiti recentemente un cancro della finanza locale, e sono (anche) un ricettacolo di parcheggi di vecchi politici trombati, di assunzioni clientelari, di sprechi fuori controllo e di finanza occulta. Anche. Poi gestiscono l&#8217;acqua, i trasporti, i rifiuti e cos\u00ec via, quindi non \u00e8 che li si pu\u00f2 abolire <em>tout court<\/em>, salvo che non si sia per le privatizzazioni a tutti i costi.<\/p>\n<p>Ma mettiamo anche che siano sprechi intollerabili e basta. Ma allora perch\u00e9 non concentrarsi direttamente su questi organismi (operazione peraltro in parte gi\u00e0 in corso)? Cosa c&#8217;entrano le province? Cosa fa pensare che la cattiva politica diventi improvvisamente buona se a nominare i consigli di amministrazione di, poniamo, il consorzio trasporti montani dell&#8217;Ogliastra submontana (per citare un ente spero inesistente) \u00e8 la Regione e non la Provincia?<\/p>\n<p>Il che ci porta a un&#8217;altra questione.<\/p>\n<h2>Pi\u00f9 partecipazione con l&#8217;abolizione delle province?<\/h2>\n<p>Il modello siciliano prevede, a quanto leggo, la sostituzione delle province con libere unioni dei comuni.<\/p>\n<p>Diamo per buono il fatto che non sono all&#8217;opera astuti gattopardi, e che perci\u00f2 non saranno le province con un altro nome. Diamo per buono allo stesso modo che non ci sar\u00e0 la moltiplicazione delle cadreghe, sostituendo le attuali nove province con una trentina di consorzi.<\/p>\n<p>Diamolo per buono: la differenza principale dovrebbe essere che si tratter\u00e0 di organismi snelli i cui amministratori saranno scelti direttamente dai consigli comunali o dai sindaci e non mediante l&#8217;attuale meccanismo elettorale.<\/p>\n<p>La domanda \u00e8: esattamente com&#8217;\u00e8 che questo fa <em>aumentare<\/em> la partecipazione democratica e il controllo dei cittadini sull&#8217;andamento della cosa pubblica? Cio\u00e8, per capirci: voi ne sapete di pi\u00f9 su come funziona la Provincia di Cagliari o\u00a0il CASIC?<\/p>\n<h2>Province e beni comuni<\/h2>\n<p>La cosa che per\u00f2 mi lascia pi\u00f9 perplesso, perch\u00e9 \u00e8 una curiosit\u00e0 da economista che non ho trovato nel dibattito generale, \u00e8 questa: se i consorzi dei comuni non\u00a0 saranno obbligatori, ma basati sulla partecipazione volontaria, come si evitano i problemi di <em>free riding<\/em>, o viceversa di abuso di posizione dominante?<\/p>\n<p>Detto in altro modo, prendiamo il caso ben conosciuto in Sardegna del Parco del Gennargentu, che prevedeva l&#8217;adesione spontanea dei comuni interessati. Il Parco \u00e8 fallito per millanta motivi, uno dei principali dei quali \u00e8 stato che alcuni comuni non hanno voluto aderire, mutilando cos\u00ec in maniera mortale il territorio e il progetto del Parco, fino al fallimento (sul <em>perch\u00e9<\/em> non hanno voluto aderire non apriamo adesso il dibattito, quello che mi interessa \u00e8 il meccanismo).<\/p>\n<p>L&#8217;esempio potrebbe valere per qualunque altra cosa. Gli enti territoriali sono ad appartenenza obbligatoria proprio perch\u00e9 nessuno possa fare il furbo, beneficiando di opere pubbliche che non ha pagato, paralizzando per interessi specifici un bene utile a tutta la collettivit\u00e0,\u00a0vincolando le\u00a0risorse di un intero territorio a favore della sua parte pi\u00f9 forte, e cos\u00ec via. Come questo possa essere garantito da enti a partecipazione volontaria mi \u00e8 francamente incomprensibile: se qualcuno mi potesse illuminare gliene sar\u00f2 grato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Naturalmente il caso Sicilia \u00e8 all&#8217;attenzione pubblica nazionale per motivi evidenti, e con esso uno dei punti centrali del dibattito<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":19399,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,57,17,59,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Provinces_of_Sicily_map.png?fit=990%2C757","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-J1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":14149,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=14149","url_meta":{"origin":2791,"position":0},"title":"Si diceva, allora&#8230;","author":"Rufus","date":"15\/09\/2017","format":false,"excerpt":"I progressi dell\u2019igiene pubblica che hanno elevato le medie della vita umana pongono sempre pi\u00f9 la quistione sessuale come una \u00abquistione economica\u00bb a s\u00e9 stante, che pone dei problemi coordinati del tipo di superstruttura. 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