{"id":2621,"date":"2013-03-20T17:21:51","date_gmt":"2013-03-20T16:21:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=2621"},"modified":"2013-03-20T17:40:34","modified_gmt":"2013-03-20T16:40:34","slug":"da-un-manfredi-allaltro","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=2621","title":{"rendered":"Da un Manfredi all&#8217;altro"},"content":{"rendered":"<h2>Gianfranco Manfredi uno: finisce <em>Shangai Devil<\/em><\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/98_1318261248.jpg\"><img data-attachment-id=\"1035\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=1035\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/98_1318261248.jpg?fit=447%2C379\" data-orig-size=\"447,379\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"98_1318261248\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/98_1318261248.jpg?fit=300%2C254\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/98_1318261248.jpg?fit=447%2C379\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-1035\" alt=\"98_1318261248\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/98_1318261248.jpg?resize=300%2C254\" width=\"300\" height=\"254\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/98_1318261248.jpg?resize=300%2C254 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/98_1318261248.jpg?w=447 447w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>\u00c8 terminata pochi giorni fa la serie di <em>Shangai Devil<\/em>, <a title=\"La leggenda di Shangai Devil\" href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=1033\">di cui ho parlato tempo fa<\/a>.<\/p>\n<p>Ne ho approfittato per rileggere di un fiato tutti i diciotto numeri della miniserie: una esperienza piacevole che ha ingentilito un fine settimana con l&#8217;influenza.<\/p>\n<p>Con una rilettura continua si apprezzano di pi\u00f9 tutta una serie di rimandi interni e di collegamenti nonch\u00e9 i caratteri dei personaggi, ma in qualche modo si confermano anche i dubbi che avevo.<\/p>\n<p>La serie \u00e8 divisa abbastanza nettamente in tre parti: e se la prima ha una cifra avventurosa abbastanza &#8220;classica&#8221; e la terza quella caduta a precipizio verso il finale (che, sia detto tra parentesi, \u00e8 abbastanza soddisfacente) di cui avevo parlato, la parte di mezzo ha dei meccanismi narrativi (l&#8217;introduzione di un comprimario fondamentale come Risto, la gestione di un gioco incrociato di spie non poco contorto, l&#8217;introduzione di un intreccio complicato di vendette e responsabilit\u00e0) che non sembrano sempre ben congegnati. Poi tutto entra nel crogiolo dell&#8217;assedio, ma le cose sembrano piuttosto messe da parte che risolte, e infatti mentre il finale \u00e8 coerente rispetto al destino personale di Ugo Pastore lo \u00e8 molto meno rispetto all&#8217;evoluzione psicologica degli altri personaggi e alla capacit\u00e0 di annodare tutti i fili della storia e portarla coerentemente a conclusione.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/shdevil13.jpg\"><img data-attachment-id=\"1036\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=1036\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/shdevil13.jpg?fit=381%2C510\" data-orig-size=\"381,510\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"shdevil13\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/shdevil13.jpg?fit=224%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/shdevil13.jpg?fit=381%2C510\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1036 alignleft\" alt=\"shdevil13\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/shdevil13.jpg?resize=224%2C300\" width=\"224\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/shdevil13.jpg?resize=224%2C300 224w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/shdevil13.jpg?w=381 381w\" sizes=\"(max-width: 224px) 100vw, 224px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Un po&#8217; questo dipende dal fatto che Manfredi sembra preferire il <em>suggerire<\/em> alcuni movimenti dell&#8217;animo dei suoi protagonisti piuttosto che\u00a0<em>dichiararli<\/em>. Mi sono chiesto se la serie non avrebbe tratto beneficio, man mano che si avviava verso la fine, da un tono pi\u00f9 enfatico, pi\u00f9 melodrammatico, perfino pi\u00f9 magniloquente: capisco che il rischio di scrivere una porcheria invereconda fosse in agguato, eppure la storia si prestava perfino a cercare la lacrimuccia, e invece Manfredi in quei casi sembra tirare il freno a mano; si vede che non gli viene spontaneo, immagino, e l&#8217;<em>understatement<\/em> \u00e8, dopotutto, una scelta pi\u00f9 che rispettabile anche se resto convinto che nel caso specifico un po&#8217; pi\u00f9 di retorica avrebbe funzionato.<\/p>\n<p>Cose meno rispettabili: rileggendo la serie si nota il pullulare di sogni e visioni. \u00c8 vero che si prestano a descrivere il carattere di Ugo, che intanto \u00e8 un <em>sognatore<\/em> nel senso comune del termine e poi va lentamente scivolando, episodio dopo episodio, in una dimensione sempre pi\u00f9 da disadattato: le visioni costituiscono altrettante tappe di questo percorso di straniamento dalla realt\u00e0. Per\u00f2 \u00e8 anche vero che le visioni e i sogni sono spesso un modo veramente <em>troppo<\/em> comodo dello sceneggiatore per fornire ai personaggi informazioni che altrimenti non potrebbero avere, il che \u00e8 un po&#8217; un mezzuccio &#8211; funzionava bene in <em>Magico Vento<\/em> che \u00e8 uno sciamano, qui molto meno: la sfida, quando si scrivono cose con una componente sovrannaturale, dovrebbe essere quella di <em>non<\/em> utilizzare la magia come una scorciatoia.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/magico-vento-jase.jpg\"><img data-attachment-id=\"2626\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=2626\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/magico-vento-jase.jpg?fit=470%2C461\" data-orig-size=\"470,461\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"magico-vento-jase\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/magico-vento-jase.jpg?fit=300%2C294\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/magico-vento-jase.jpg?fit=470%2C461\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2626\" alt=\"magico-vento-jase\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/magico-vento-jase.jpg?resize=300%2C294\" width=\"300\" height=\"294\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/magico-vento-jase.jpg?resize=300%2C294 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/magico-vento-jase.jpg?w=470 470w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Comunque <em>Shangai Devil<\/em> mi ha preso parecchio, devo dire, tanto che dopo averlo finito mi sono fatto un giro sui siti specializzati per leggere un po&#8217; di recensioni. Non ho trovato poi molto, di interessante, se non una chiave di lettura che suggerisce che Manfredi stia cercando in qualche modo di scrivere una unica lunga esplorazione del XIX secolo. \u00c8 un suggerimento stimolante (a condizione che si accetti che non c&#8217;\u00e8 una storia dell&#8217;800 quanto una storia del conflitto fra cultura europea e popoli nativi, o una storia del colonialismo &#8211; comunque sarebbe una chiave di lettura\u00a0dell&#8217;800 del tutto legittima) perch\u00e9 porterebbe a leggere <em>Magico Vento<\/em>, <em>Volto Nascosto<\/em>, <em>Shangai Devil<\/em> e il prossimo <em>Adam Wild<\/em> non come storie separate ma come capitoli di un unico affresco: in questo senso anche alcuni difetti delle storie scomparirebbero a favore del disegno complessivo. Aspetto di leggere <em>Adam Wild<\/em>, che prender\u00f2 sicuramente, prima di decidere se \u00e8 una chiave di lettura corretta, ma intanto lo scrivo qui cos\u00ec mi ricordo.<\/p>\n<p>E un&#8217;altra cosa che mi appunto: sia Ned Ellis-Magico Vento che Ugo Pastore sono alla fine come <em>esauriti<\/em> dalla storia che vivono, svuotati di ogni loro energia: nessun vigoroso riposo alla Garibaldi sembra possibile per loro. Sono curioso di vedere che fine far\u00e0 Adam Wild, e se nel famoso affresco c&#8217;\u00e8 la tesi che gli avventurieri sono in fondo destinati a essere <em>consumati<\/em> dal fuoco delle vicende che attraversano.<\/p>\n<h2>Gianfranco Manfredi 2: ricomincia<em> Magico Vento<\/em><\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/magico-vento2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft\" alt=\"magico vento2\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/magico-vento2.jpg?resize=300%2C294\" width=\"300\" height=\"294\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Nel frattempo la <em>Panini Comics<\/em> propone, a partire da questo mese di marzo, una nuova edizione di <em>Magico Vento<\/em>, interamente a colori. Stavo per scrivere &#8220;ristampa&#8221;, poi ho pensato al lavoro grafico che ho visto in alcune anticipazioni, e ho deciso che \u00e8 proprio una nuova edizione.<\/p>\n<p><em>Magico Vento<\/em> \u00e8 stato secondo me uno dei migliori fumetti di inizio secolo, e non posso che consigliarne calorosamente l&#8217;acquisto, tanto pi\u00f9 in una nuova edizione a colori. Anche dal punto di vista narrativo, se \u00e8 vera quell&#8217;idea del grande affresco dell&#8217;800 di cui parlavo prima, <em>Magico Vento<\/em> costituisce senz&#8217;altro per il momento il pezzo pi\u00f9 compiuto e pi\u00f9 ampio introdotto nel quadro da Manfredi e merita di essere riletto.<\/p>\n<p>Insomma: vi consiglio di comprare la serie. Anzi, avevo deciso di scrivere questo <em>post<\/em> solo per questo. Poi ho cominciato a parlare di <em>Shangai Devil<\/em> e mi sono dilungato. Capita: come direbbe lo stesso Ned Ellis, cio\u00e8 Magico Vento, <em>mitakuye oyasin<\/em>, <em>tutto \u00e8 connesso<\/em>!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gianfranco Manfredi uno: finisce Shangai Devil \u00c8 terminata pochi giorni fa la serie di Shangai Devil, di cui ho parlato<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2624,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[70,52,20,56,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/magico-vento2.jpg?fit=400%2C392","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-Gh","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":1033,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=1033","url_meta":{"origin":2621,"position":0},"title":"La leggenda di Shangai Devil","author":"Rufus","date":"14\/10\/2012","format":false,"excerpt":"Dopo aver finito il tredicesimo numero di Shangai Devil, Sette diavoli, riflettevo che questa serie sarebbe piaciuta al vecchio David Gemmell, i cui romanzi finivano tutti per arrivare ad un assedio disperato in cui pochi eroi affrontavano forze soverchianti. 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