{"id":2219,"date":"2013-02-15T19:08:45","date_gmt":"2013-02-15T18:08:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=2219"},"modified":"2022-02-16T11:19:12","modified_gmt":"2022-02-16T10:19:12","slug":"davvero","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=2219","title":{"rendered":"Davvero"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/Davvero_011.jpg\"><img data-attachment-id=\"2225\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=2225\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/Davvero_011.jpg?fit=600%2C773\" data-orig-size=\"600,773\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Davvero_011\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/Davvero_011.jpg?fit=232%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/Davvero_011.jpg?fit=510%2C657\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-2225\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/Davvero_011.jpg?resize=232%2C300\" alt=\"Davvero_011\" width=\"232\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/Davvero_011.jpg?resize=232%2C300 232w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/Davvero_011.jpg?w=600 600w\" sizes=\"(max-width: 232px) 100vw, 232px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Ho conosciuto il progetto di <a href=\"http:\/\/www.davvero.org\/fumettonline\/\"><em>Davvero<\/em><\/a> a Lucca, anche se un po&#8217; <em>en passant<\/em>, <a title=\"A Lucca\" href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=1249\">come credo di avere gi\u00e0 raccontato<\/a>.<\/p>\n<p>Arrivati adesso al terzo numero credo che si possa provare a tracciare un bilancio: naturalmente, considerato che io sto seguendo l&#8217;edizione in edicola mentre <em>on line <\/em>il fumetto \u00e8 andato molto pi\u00f9 avanti (ma io mi rifiuto di leggerlo l\u00e0 per non rovinarmi la sorpresa: vado solo ogni tanto a vedere come \u00e8 variata la sceneggiatura fra le due versioni), mi espongo consapevolmente al rischio di dire cretinate: fa parte delle regole del gioco, dopotutto.<\/p>\n<h2><em>Davvero,<\/em> di Paola Barbato<\/h2>\n<p>Allora, per chi non \u00e8 molto addentro al mondo del fumetto la storia \u00e8 questa: Paola Barbato, che \u00e8 una sceneggiatrice Bonelli abbastanza affermata (<a title=\"Storie che non capisco\" href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=1520\">per esempio ha fatto uno dei numeri delle <em>Storie<\/em> Bonelli, quelle del boia di Parigi, di cui ho parlato<\/a>) l&#8217;anno scorso ha intrapreso un progetto molto personale: un fumetto pubblicato\u00a0<em>on line<\/em>, tavola dopo tavola, affidato a disegnatori volontari trovati con annunci sul <em>web<\/em>, per una storia molto fuori dai canoni soliti del fumetto italiano: una specie di diario di una ragazzina che improvvisamente si trova a vivere la vita da sola, fuori del contesto borghese a cui si era abituata.<a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/davvero2troppi_big.jpg\"><img data-attachment-id=\"2226\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=2226\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/davvero2troppi_big.jpg?fit=353%2C533\" data-orig-size=\"353,533\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"davvero2troppi_big\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/davvero2troppi_big.jpg?fit=198%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/davvero2troppi_big.jpg?fit=353%2C533\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2226 alignleft\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/davvero2troppi_big.jpg?resize=198%2C300\" alt=\"davvero2troppi_big\" width=\"198\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/davvero2troppi_big.jpg?resize=198%2C300 198w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/davvero2troppi_big.jpg?w=353 353w\" sizes=\"(max-width: 198px) 100vw, 198px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il progetto ha successo e si trasferisce in edicola. Credo che originariamente dovesse essere (e anche questo era molto interessante) un progetto <em>transmediale<\/em> (si dir\u00e0 cos\u00ec?), con forti intrecci con il pubblico: sul sito sarebbero rimasti i <em>blog<\/em> dei <a href=\"http:\/\/www.davvero.org\/fumettonline\/chi-e-martina\">protagonisti<\/a>, e le vicende sarebbero state ambientate nello stesso tempo soggettivo del lettore: nel numero che esce a\u00a0 gennaio si doveva raccontare cosa avevano fatto i protagonisti per Natale, e cos\u00ec via. Ora la casa editrice, la <em>Star Comics<\/em>, ha trasformato la periodicit\u00e0 delle uscite in bimestrale (una scelta che spero non preluda a una crisi della serie) e di <em>trasmedialit\u00e0<\/em> sul sito non ne trovo, ma dopotutto sono cose secondarie. E rimane, comunque, l&#8217;interesse di un percorso che \u00e8 <em>veramente <\/em>collettivo: sia perch\u00e9 a ogni numero cambia il disegnatore, sia perch\u00e9 l&#8217;interprete di ogni numero dialoga, in un certo senso, con gli autori &#8220;stabili&#8221; delle copertine (un bravissimo Andrea Meloni) e dei frontespizi.<\/p>\n<h2>Che \u00e8 <em>Davvero<\/em>?<\/h2>\n<p>Come dicono quelli che ne sanno, <em>Davvero<\/em> \u00e8 costruito sul modello degli <em>sh\u014djo manga<\/em>, cio\u00e8 dei fumetti giapponesi destinati al pubblico femminile: storie con una prevalenza di temi sentimentali, o comunque quotidiani, e con una scarsa dimensione avventurosa &#8211; o meglio, pi\u00f9 avventure dell&#8217;anima e delle relazioni che dei corpi. Non dubito che la Barbato possa avere in mente quel tipo di modello, ma\u00a0a me\u00a0che ho una certa et\u00e0 <em>Davvero<\/em> ricorda anche certi vecchi fumetti argentini, per esempio <a href=\"http:\/\/www.ubcfumetti.com\/data\/wood.htm\"><em>Helena <\/em><\/a>del duo Wood-Garcia Seijas, un paragone su cui torner\u00f2 pi\u00f9 avanti (e in ogni caso il fumetto italiano ha gi\u00e0 avuto l&#8217;esempio di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Valentina_Mela_Verde\"><em>Valentina &#8220;Mela Verde&#8221;<\/em><\/a>, anche se certo qui siamo lontanissimi).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/Davvero_il_fumetto_di_paola_barbato3.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/Davvero_il_fumetto_di_paola_barbato3.png?resize=300%2C212\" alt=\"Davvero_il_fumetto_di_paola_barbato3\" width=\"300\" height=\"212\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>In ogni caso, la storia di <em>Davvero<\/em> \u00e8 abbastanza semplice: Martina ha diciannove anni ed \u00e8 una deficiente. O, considerando le cose da un altro punto di vista, un&#8217;adolescente perfettamente normale: una ragazzina borghese un po&#8217; viziata e molto controllata dai genitori. Solo che i genitori (il padre in particolare) a un certo punto si stufano del disastro che loro stessi hanno creato e hanno un colpo di genio: <em>o mangi la minestra o salti la finestra<\/em>, solo che qui l&#8217;uscita dalla finestra comporta di essere messa alla porta di casa in maniera permanente con ventimila euro per imparare a cavarsela da sola. Loro credono che sia una provocazione, il problema \u00e8 che Martina accetta,\u00a0e sparisce. Con ventimila euro. Senza, presumibilmente, avere mai passato un giorno fuori casa prima di allora.<\/p>\n<p>Il fumetto seguir\u00e0 le peripezie di Martina in questo suo strano viaggio fuori di casa in un paese alieno che, guarda caso, \u00e8 l&#8217;Italia. Proprio l&#8217;Italia-Italia, esattamente riconoscibile, anche se per il momento il fumetto si \u00e8 tenuto molto alla larga dalla politica &#8211; e forse anche da notazioni sociali esplicite &#8211;\u00a0perch\u00e9 il <em>focus <\/em>della storia sono le relazioni, e i microcosmi che si costituiscono attorno a Martina: colleghe, amici, coinquilini.<\/p>\n<h2>Esattamente <em>quale<\/em> modo di raccontare?<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/images.jpeg\"><img data-attachment-id=\"2229\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=2229\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/images.jpeg?fit=196%2C258\" data-orig-size=\"196,258\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"images\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/images.jpeg?fit=196%2C258\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/images.jpeg?fit=196%2C258\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-2229\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/images.jpeg?resize=196%2C258\" alt=\"images\" width=\"196\" height=\"258\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Paola Barbato sceglie di raccontare la storia dal punto di vista della stessa Martina, senza per\u00f2 il racconto in prima persona. O meglio, sulla pagina ci sono due flussi narrativi: uno affidato alle vignette, che esprimono un punto di vista da &#8220;narratore onnisciente&#8221;, e uno affidato alle didascalie che, senza arrivare al flusso di coscienza di Martina, ne commenta ed esplicita gli stati d&#8217;animo. Da un certo punto di vista \u00e8 una specie di trattamento alla Tarantino: un continuo chiacchiericcio privo di senso degli altri protagonisti\u00a0e le loro azioni quotidiane sono il tessuto su cui si ricamano gli alti e bassi di umore di Martina (per il momento: pi\u00f9 bassi che alti). Da un punto di vista fumettistico \u00e8 una roba antimoderna da non credersi: sembra di essere tornati al <em>Prince Valiant<\/em>, in cui c&#8217;erano le vignette con le azioni e <em>sotto<\/em> le didascalie che spiegavano quel che si vedeva nella vignetta; qui in fondo la situazione \u00e8 la stessa, se Hal Foster si fosse ubriacato, avesse disposto didascalie e vignette in maniera disordinata sulla tavola e avesse deciso di utilizzare\u00a0le didascalie per suggerire i pensieri e gli stati\u00a0d&#8217;animo dei personaggi, che sono, ovviamente, &#8220;invisibili&#8221; nella vignetta.<\/p>\n<p>Tra parentesi: come stile di racconto a me sembra molto occidentale, o almeno distante da quegli <em>sh\u014djo <\/em>che conosco.<\/p>\n<h2><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/davvero-di-paola-barbato-edizioni-star-comics-L-Popq4s.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/davvero-di-paola-barbato-edizioni-star-comics-L-Popq4s.jpeg?resize=198%2C300\" alt=\"davvero-di-paola-barbato-edizioni-star-comics-L-Popq4s\" width=\"198\" height=\"300\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Tutto a tinte forti<\/h2>\n<p><em>Davvero<\/em> \u00e8 un fumetto che spinge parecchio sul patetico, sui contrasti a forti tinte dei caratteri e dei sentimenti. Anche il disegno, in cui si sfrutta spesso e volentieri il chiaroscuro, contribuisce a questa dimensione radicale, creando una drammaticit\u00e0 che spesso va oltre ci\u00f2 che esattamente si vede sulla pagina. Un po&#8217; questo \u00e8 un problema: qualche volta le vicende di Martina e degli altri personaggi non hanno oggettivamente l&#8217;impatto che disegno e didascalie sembrano suggerire. Facciamo un esempio? Nell&#8217;ultimo numero si annuncia nell&#8217;introduzione che sar\u00e0 trattato il tema della violenza (il titolo della puntata \u00e8: <em>Scherzare col fuoco<\/em>). \u00abA posto\u00bb, ho pensato, \u00abMartina la violentano\u00bb. Spero di non fare <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Spoiler_(cinema)\"><em>spoiler<\/em><\/a> se rivelo che questo non succede. E allora? Va bene che ci sono tanti tipi di violenza, va bene tutto, ma alla fine della puntata si rimane un pochino perplessi: per il fatto &#8220;violento&#8221; accaduto, per la reazione sopra le righe di Martina, per il modo enfatico (inutilmente enfatico?) in cui tutto \u00e8 descritto. Funziona finch\u00e9 si legge, si va avanti, ci si continua a muovere: ma se ci si ferma, se ci si desse come metodo quello di rileggere ogni volta la pagina prima di procedere, si penserebbe, giustamente, che i personaggi sono tutti isterici, o che Barbato gli fa iniezioni di Prozac prima di mandarli in scena.<\/p>\n<p>Il problema non \u00e8 il <em>patetico:<\/em> Wood \u00e8 stato pateticissimo con <em>Helena<\/em>, poi con <em>Amanda<\/em>, e la cosa funziona. Anzi Wood \u00e8 molto pi\u00f9 retorico e magniloquente di Barbato. Il problema \u00e8 pi\u00f9 nel fatto che Martina \u00e8, sinora, un personaggio centrale debole, il che costringe la sceneggiatura a una serie di acrobazie non da poco, e qualche volta a delle forzature, per farci capire ci\u00f2 che lei vive ma che, se non ci fossero le benedette didascalie, non capiremmo mai.<\/p>\n<h2>Un bel <em>cast<\/em> di comprimari che vuoi ritrovare<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/davvero-paola-barbato-L-1Wf1RP.jpeg\"><img data-attachment-id=\"2230\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=2230\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/davvero-paola-barbato-L-1Wf1RP.jpeg?fit=213%2C300\" data-orig-size=\"213,300\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"davvero-paola-barbato-L-1Wf1RP\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/davvero-paola-barbato-L-1Wf1RP.jpeg?fit=213%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/davvero-paola-barbato-L-1Wf1RP.jpeg?fit=213%2C300\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-2230\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/davvero-paola-barbato-L-1Wf1RP.jpeg?resize=213%2C300\" alt=\"davvero-paola-barbato-L-1Wf1RP\" width=\"213\" height=\"300\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>La debolezza di Martina \u00e8 accentuata, mi pare, dal fatto che tutti gli altri personaggi sono interessanti, ben delineati (anche se talvolta solo abbozzati) e ricordano ciascuno irresistibilmente persone che <em>davvero<\/em> conosciamo: palesemente quando parla di <em>gggiovani <\/em>la Barbato ha ben presenti i suoi polli.<\/p>\n<p>Parentesi: <em>Davvero<\/em> \u00e8 un fumetto straconsigliato, per questo motivo, a educatori, genitori, insegnanti e altra gente che per un motivo o per l&#8217;altro ha a che fare con gli adolescenti e i giovani, e si presta anche a letture collettive (ecco, io non mi spingerei proprio proprio fino al <em>dibattito<\/em>, magari). Fine parentesi.<\/p>\n<p>Credo che stia qui la spiegazione della osservazione che ho letto da poco sul <em>blog<\/em> di Leo Ortolani (l&#8217;autore di <em>Ratman<\/em>), a proposito di <em>Davvero\u00a0<\/em>(<a href=\"http:\/\/leortola.wordpress.com\/2013\/02\/12\/se-posso\/\">tutto l&#8217;articolo \u00e8 molto divertente<\/a>):<\/p>\n<blockquote><p>Ma una volta, ero a letto con Caterina, stavo leggendo fumetti.<br \/>\nEh, s\u00ec, un grande latin lover.<br \/>\nStavo leggendo fumetti, dicevo, e mi sono girato verso di lei mostrandole due albi: \u201cSai qual \u00e8 la differenza tra questo fumetto e quest\u2019altro? Che questo fumetto (e le mostro il primo) \u00e8 lungo 98 pagine e non vedi l\u2019ora che finisca. E questo fumetto (le mostro il secondo) \u00e8 lungo 24 pagine e non vedi l\u2019ora che continui\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ha ragione: <em>Davvero<\/em> \u00e8 un fumetto di 96 pagine che vuoi continuare a leggere dopo avere finito l&#8217;ultima puntata. Secondo me dipende un po&#8217; dallo spunto iniziale (l&#8217;idea di quella che sparisce con ventimila euro \u00e8 un <em>gancio<\/em> perfetto: provate a raccontarlo cos\u00ec a vostra madre se non ci credete), molto dal gruppo dei comprimari e moltissimo dal tono di realismo <em>perfetto<\/em> che la Barbato mette nella sceneggiatura: la capacit\u00e0 di dare l&#8217;impressione di stare raccontando la storia capitata alla famiglia dei nostri vicini di casa. Proprio loro.<\/p>\n<p>Per il momento <em>Davvero<\/em> \u00e8 in equilibrio instabile: fra questi meriti e&#8230; il Prozac. Ma \u00e8 una bella scommessa, e voglio vedere come va a finire. Tra due mesi, mannaggia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho conosciuto il progetto di Davvero a Lucca, anche se un po&#8217; en passant, come credo di avere gi\u00e0 raccontato.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2228,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,20,56,82,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/davvero-di-paola-barbato-edizioni-star-comics-L-Popq4s.jpeg?fit=368%2C556","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/s4jV2T-davvero","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":3152,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=3152","url_meta":{"origin":2219,"position":0},"title":"Gli eroi della Legione","author":"Rufus","date":"16\/05\/2013","format":"video","excerpt":"Il 2 maggio ho chiuso la serie di puntate dedicate alle avventure ambientate nelle grande epopee coloniali ottocentesche parlando di fumetti, con una trasmissione quasi del tutto occupata da Qui la Legione di Wood e Garcia Duran. 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