{"id":20630,"date":"2025-05-08T15:45:59","date_gmt":"2025-05-08T13:45:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=20630"},"modified":"2025-05-08T15:47:15","modified_gmt":"2025-05-08T13:47:15","slug":"avercene","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=20630","title":{"rendered":"Avercene"},"content":{"rendered":"\n<p>Visto che ho ricominciato a scrivere sul <em>blog<\/em> sono andato a rivedere una lista fatta molti mesi fa di articoli da scrivere (si vede che anche allora avevo voglia di riprendere) e ci trovo un appunto di una sola parola: <em>avercene<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta della mia nuova categoria interpretativa di opere varie, narrative e non, che si affianca ad altre importanti conquiste della semiotica e della narratologia, a fianco a cose come il <em><a href=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=2236\" data-type=\"post\" data-id=\"2236\">criterio Veneruzzo<\/a><\/em> e altri grandi strumenti, come <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=m7hDHQKlBzo&amp;pp=ygUVY2FzdGVybGxhcmkgbWUgY29qb25p\">la nota differenza fra \u00absticazzi\u00bb e \u00abmecojoni\u00bb nei titoli dei film<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Avercene.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La prima volta che mi \u00e8 venuto in mente \u00e8 stato quando sono andato a vedere <em>Povere creature!<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/aI8HQYIsV1A?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Avevo letto che era un film con una riflessione femminista interessante, di autodeterminazione e di costruzione del s\u00e9. Quando sono uscito ho pensato che non mi sentivo proprio sicuro sicuro che Lanthimos avesse realmente qualcosa da dire in materia, ma che era bravissimo a far finta di s\u00ec  &#8211; \u00e8 da tempo che propongo al <em>Laboratorio28 <\/em>di vederlo insieme, per verificare se il dibattito mi convince del contrario.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2, ho pensato subito dopo, \u00e8 un film girato benissimo, con attori bravissimi e una grande costruzione scenografica, che dice una parola nuova e interessante sul genere <em>steampunk<\/em> e rivisita in maniera innovativa il mito di Frankenstein. Insomma: basta e avanza, no?<\/p>\n\n\n\n<p><em>Avercene<\/em>, ho pensato. <em>A voja<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Non so perch\u00e9 mi vengano questi improvvisi attacchi di romanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Devo dire che la nei mesi successivi, in cui ho cominciato a andare al cinema con una certa regolarit\u00e0, soprattutto al <em>Laboratorio28<\/em>, l&#8217;idea mi \u00e8 tornata in testa pi\u00f9 volte: film imperfetti ma notevoli, che \u00e8 comunque bene che siano stati fatti, che alzano la media generale; film che&#8230; <em>avercene<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Vale anche per altre cose, naturalmente, oltre i film: libri, cose alla radio o alla TV, siti, strumenti di informazione, convegni e iniziative culturali, imperfetti ma&#8230; ad avercene di pi\u00f9 staremmo tutti meglio. Vale anche per le persone, con tutto il rispetto: gente che regge la baracca e con la quale magari non sei sempre d&#8217;accordo ma che, appunto, regge la baracca: <em>avercene<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 anche un modo per praticare la saggezza e l&#8217;umilt\u00e0; prima di aspirare ad essere Einstein, io spererei che anche di me si possa dire: non un genio sicuramente, anche discretamente rompicoglioni, per\u00f2, per carit\u00e0, <em>avercene<\/em>. Mi sembra un obiettivo personale intermedio augurabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2 divago: in realt\u00e0 volevo cogliere l&#8217;occasione per segnalare due film visti ormai un anno fa al meritorio <em>Laboratorio28<\/em> e di cui non ho mai parlato perch\u00e9 sto scrivendo molto meno sul <em>blog<\/em>. Calcolo che tanto non ne far\u00f2 mai una recensione ampia, anche perch\u00e9 per scriverne di pi\u00f9 dovrei rivederli per bene, e quindi preferisco segnalarli. Presi insieme sono una discreta base per un ciclo del tipo <em>adulti che non ce la fanno con adolescenti<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<h4>17 ragazze<\/h4>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/46vuK65svLY?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>In una scuola francese diciassette adolescenti, in uno strano circolo imitativo, rimangono tutte incinte una dopo l&#8217;altra. Tratto da una storia vera, l&#8217;analisi sociologica non \u00e8 proprio a tutta prova e il film non riesce a decidere bene dove schierarsi, anche in una lettura femminista (forse c&#8217;\u00e8 anche un filo di moralismo), ma nei momenti migliori c&#8217;\u00e8 &#8211; <em>perfetto <\/em>&#8211; quel sapore di quando si \u00e8 adolescenti e porsi sfide pi\u00f9 grandi della vita \u00e8 un atto naturale. Non credo che ci siano pi\u00f9 tante occasioni di confronti intergenerazionali, tanto meo paritari, ma questo film sarebbe<em> <\/em>adattissimo.<\/p>\n\n\n\n<h2>Class enemy<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/gBkMcY-cbUM?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>In un liceo sloveno l&#8217;insegnante di tedesco, materna e comprensiva, viene sostituita da una specie di precettore preparatissimo ma dal cuore di ghiaccio. Quando una delle ragazze della classe si suicida parte un vortice di dicerie, sospetti, recriminazioni e tensioni dal quale tutti sono travolti. Il film d&#8217;esordio di Rok Bicek mette insieme tante questioni (metodi educativi, tensioni sociali, il fascismo risorgente, la rabbia sociale &#8211; e magari il futuro della Slovenia) e il mix \u00e8 talvolta politicamente sospetto, ma il film merita per le domande che pone, oltretutto ambientate in un paese a noi confinante di cui per\u00f2 sappiamo pochissimo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Visto che ho ricominciato a scrivere sul blog sono andato a rivedere una lista fatta molti mesi fa di articoli<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":20646,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,14,56,82,12,95,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Povere-creature.jpg?fit=1136%2C639","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/s4jV2T-avercene","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":20874,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=20874","url_meta":{"origin":20630,"position":0},"title":"Non perdete Dark Winds","author":"Rufus","date":"27\/01\/2026","format":false,"excerpt":"Sto guardando Dark Winds, serie Netflix che trasferisce su video i gialli di Tony Hillermann dedicati ai poliziotti della Navajo Tribal Police; nella serie ai due poliziotti dei romanzi, Joe Leaphorn e Jim Chee, viene affiancata Bernadette Manuelito, un personaggio creato dalla figila di Hillerman, Anne, che ha ripreso i\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/img.youtube.com\/vi\/KU9X4Xyb8JE\/0.jpg?resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":18936,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=18936","url_meta":{"origin":20630,"position":1},"title":"Limerick","author":"Rufus","date":"19\/08\/2021","format":false,"excerpt":"Qualche giorno fa alla radio mi \u00e8 capitato di sentire per caso alla radio Un signore di Scandicci di Sergio Endrigo, che non conoscevo. https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=wy7SCazqt5M Devo dire che ho sentimenti ambivalenti sulla canzone: da una parte da quando ho raggiunto l'et\u00e0 della ragione penso che Endrigo avrebbe meritato un maggiore\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/kids-edward-lear-owls-beard-limerick1.jpg?fit=443%2C311&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":16594,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=16594","url_meta":{"origin":20630,"position":2},"title":"Matrimoni infelici","author":"Rufus","date":"16\/04\/2019","format":false,"excerpt":"Sto ancora leggendo la Divina Commedia, ma mi \u00e8 venuta voglia di un romanzo, di una storia, quindi dopo il capitolo che rappresenta la mia preghiera laica mattutina (e talvolta in questa Quaresima, devo dire, dopo le Lodi) mi sono messo a leggere Madame Bovary, in francese. 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