{"id":20488,"date":"2024-05-09T12:45:47","date_gmt":"2024-05-09T10:45:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=20488"},"modified":"2025-05-08T16:48:01","modified_gmt":"2025-05-08T14:48:01","slug":"la-parentesi-spagnola","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=20488","title":{"rendered":"La parentesi spagnola"},"content":{"rendered":"\n<p>L&#8217;anno scorso il gruppo dei soci della Sardegna meridionale di Banca Popolare Etica ha fatto un gemellaggio coi soci andalusi, e fra le altre cose siamo andati alcuni giorni a Granada.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo incontrato realt\u00e0 dell&#8217;economa sociale locale (alcune straordinarie), abbiamo fatto un po&#8217; di turismo &#8211; l&#8217;Alhambra \u00e8 uno dei posti pi\u00f9 indescrivibili che abbia mai visto, la sensazione di mettere piede in un luogo in un certo senso alieno come ce ne deve essere solo una manciata al mondo &#8211; e in generale siamo andati in giro, tanto pi\u00f9 che siamo capitati durante la <em>feria<\/em>, la grande festa patronale locale. Durante i nostri vagabondaggi e le varie chiacchiere con i locali, complice anche la festa, c&#8217;erano un sacco di cose che ci parlavano di Sardegna, la scoperta di elementi comuni ricorrenti e, anche, la scoperta di elementi s\u00ec comuni ma anche differenziati: mi ha molto colpito quanto Sant&#8217;Efisio debba alla cultura spagnola, ma ho anche ringraziato il cielo che la nostra sia una festa allegra e accogliente e non una cupa processione con catafalco e marcia funebre &#8211; mi perdoneranno gli amici andalusi &#8211; in cui sembra che da un momento all&#8217;altro si debba iniziare a distribuire cilici e flagelli anche per gli spettatori.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img data-attachment-id=\"20491\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=20491\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Granada-feria-scaled.jpg?fit=2560%2C1920\" data-orig-size=\"2560,1920\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1686250915&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Granada-feria\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Granada-feria-scaled.jpg?fit=300%2C225\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Granada-feria-scaled.jpg?fit=510%2C383\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"600\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Granada-feria-scaled.jpg?resize=800%2C600&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-20491\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Granada-feria-scaled.jpg?w=2560 2560w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Granada-feria-scaled.jpg?resize=300%2C225 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Granada-feria-scaled.jpg?resize=510%2C383 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Granada-feria-scaled.jpg?resize=150%2C113 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Granada-feria-scaled.jpg?resize=1536%2C1152 1536w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Granada-feria-scaled.jpg?resize=2048%2C1536 2048w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Granada-feria-scaled.jpg?w=1600 1600w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Granada-feria-scaled.jpg?w=2400 2400w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il villaggio  della feria: niente cilici qui&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Al massimo a Sant&#8217;Efisio si distribuiscono <em>pardule<\/em>, e c&#8217;\u00e8 tutta la differenza del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma divago. All&#8217;epoca ho pensato che tutti sappiamo che l&#8217;influsso culturale prima aragonese e poi spagnolo \u00e8 evidentemente presente in Sardegna, ma che magari teniamo questa consapevolezza ai margini della coscienza, chiss\u00e0 perch\u00e9 (vedo qui sul <em>blog<\/em> che in realt\u00e0 quando <a href=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=14893\">parlo di Sardegna<\/a> questo \u00e8 un tema ricorrente, in realt\u00e0), e che quindi, quando siamo messi direttamente di fronte alle radici, la cosa ci colpisce di pi\u00f9. <\/p>\n\n\n\n<p>Dalla visita a Granada in poi talvolta mi \u00e8 capitato di notare qualche altra comunanza, magari su cose che consideriamo assolutamente, caratteristicamente, indubitabilmente <em>sarde<\/em>, e di pensare: \u00abBah bah, anche questa ce la siamo giocata. Non \u00e8 sarda, \u00e8 spagnola\u00bb, un pensiero esattamente al contrario della storia dei famosi biscotti di Fonni che in realt\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4441\" data-type=\"post\" data-id=\"4441\">sono di Orani<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Naturalmente ci sar\u00e0 un certo numero di patrioti che saranno prontissimi a replicare che questo vuol dire che gli antichi sardi avevano conquistato la Spagna, magari sulla strada verso la scoperta dell&#8217;America, e perci\u00f2 va bene cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma divago ancora. Il fatto \u00e8 che sto leggendo <em>Nueva historia del tango<\/em> di H\u00e9ctor Benedetti (devo dire che casualmente al momento sto leggendo solo in spagnolo, oltre Benedetti anche il ciclo del Capitano Alatriste di P\u00e9rez-Reverte) e nei primi capitoli, quando racconta dei progenitori del <em>tango<\/em>, parla dei <em>payadores<\/em> e delle gare poetiche, e sembra, davvero, davvero, davvero, la <em>cantata <\/em>campidanese.<\/p>\n\n\n\n<p>E anche questa c e la siamo giocata, appunto. Poi, oh, magari non \u00e8 proprio cos\u00ec, e le tenzoni poetiche c&#8217;erano magari dai tempi dei Romani e c&#8217;\u00e8 pure tutta la tradizione dell&#8217;ottava rima toscana e quindi, insomma, andiamoci piano, o forse anche no: vedo che c&#8217;\u00e8 tutta una letteratura accademica sull&#8217;argomento, e ho messo qualcosa in lista dei desideri.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2 \u00e8 anche vero che a un certo punto racconta delle orchestrine\/cori di studenti che in spagnolo si chiamano <em>estudiantine<\/em>, e io mi sono ricordato che l&#8217;<em>istudiantina<\/em> a Seneghe \u00e8 un canto a tenore di argomento profano, e non \u00e8 possibile che non ci sia una derivazione, quanto meno nel linguaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non \u00e8 di questo, in realt\u00e0, che volevo parlare, quanto tornare sul fatto che questa ricchezza di legami e questa importantissima componente spagnola della nostra cultura sia, tolti pochi ambiti accademici, del tutto ai margini del discorso pubblico e della consapevolezza comune e questo, sono giunto a pensare in questo periodo, mina il dibattito sulla nostra identit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il periodo della dominazione spagnola&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8230; gi\u00e0, anche la scelta della denominazione storica \u00e8 interessante: perch\u00e9 <em>dominazione<\/em> indica una alterit\u00e0, i dominatori e i dominati che poi si sono emancipati, quando a naso &#8211; non \u00e8 esattamente il mio periodo di riferimento, quindi mi espongo alla berlina &#8211; \u00e8 probabile che, diciamo, nel &#8216;500 e &#8216;600 i sardi fossero, complessivamente, <em>spagnoli<\/em> senza la necessit\u00e0 di troppi aggettivi (detto in altro modo, mentre Cromwell massacrava gli irlandesi, maledetti papisti, in Sardegna i torbidi erano legati a rivalit\u00e0 interne alla nobilt\u00e0 spagnola).<\/p>\n\n\n\n<p>So gi\u00e0 che c&#8217;\u00e8 sicuramente un patriota pronto a ricordarmi che la Sardegna aveva un vicer\u00e9 e proprie istituzioni &#8211; a parte che sono istituzioni <em>spagnole<\/em> (con la notevole eccezione della <em>Carta de Logu<\/em>) non sto parlando di quello &#8211; dentro la corona spagnola c&#8217;erano un sacco di sistemi politici autonomi -, quello che mi chiedo \u00e8 se il sostrato medievale desse alla Sardegna una identit\u00e0 non-spagnola pi\u00f9 evidente, poniamo, del regno valenciano o di altre parti europee dell&#8217;impero che ci verrebbe da definire spagnole senza tante storie.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma, dicevo, il periodo della dominazione spagnola, nella nostra percezione, \u00e8 una curiosa parentesi di scarso interesse fra la gloriosa epoca di Eleonora (quando eravamo sardi-sardi, certo, come no) e il tristo pervenire dei Savoia (cio\u00e8 da quando dobbiamo datare l&#8217;inizio della necessit\u00e0 di autodeterminarci dall&#8217;oppressore italiota). \u00c8 evidente che non \u00e8 proprio cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 un&#8217;eclissi casuale: per lo Stato piemontese l&#8217;eredit\u00e0 spagnola era ingombrante e pericolosa &#8211; per diverso tempo ci furono preoccupazioni che l&#8217;isola potesse tornare nell&#8217;orbita politica spagnola, e per gli storici sardi ottocenteschi il passato spagnolo era inutile, sia per il processo di accreditamento della borghesia isolana nel nuovo sistema politico a matrice italiana, sia per la creazione di mitologie patriottiche adatte al clima risorgimentale: alle vicende di fedelt\u00e0 a una corona spagnola straniera meglio sostituire la resistenza primigenia dei Giudicati all&#8217;invasore: invasore non tedesco come per i liberi Comuni lombardi e quindi meno utile per simboleggiare gli Austriaci, ma comunque adatto per affibbiargli un po&#8217; di tratti borbonici. Per dirla con le parole di uno storico vero:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p>L&#8217;antispagnolismo \u00e8 stato, nel corso dell&#8217;Ottocento non solo italiano, un potente mito negativo di fondazione nazionale [&#8230;]. Dovunque ha agito nel corso dell&#8217;Ottocento il trinomio patria &#8211; nazione &#8211; libert\u00e0, \u00e8 stata ricorrente l&#8217;equivalenza Spagna &#8211; malgoverno &#8211; oppressione &#8211; oscurantismo. Ed \u00e8 stato anche facile vedere nel dominio spagnolo l&#8217;antecedente di contemporanei domini stranieri, come ad esempio quello austriaco, su altri paesi europei in lotta per la loro autodeterminazione e indipendenza.<\/p>\n<cite>Aurelio Musi, in <em>Mediterranea<\/em> n. 4, 2005<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Mi viene in mente, adesso, che curiosamente agli inizi del sardismo &#8211; e nella seconda parte del &#8216;900 con tutta l&#8217;idea balzana, con rispetto parlando, della <em>costante resistenziale<\/em> &#8211; si pesca a piene mani in questa mitologia, la cui origine era di segno esattamente contrario e cio\u00e8 unionista &#8211; del resto un po&#8217; di confusione doveva esserci anche prima: nella casa di mio bisnonno, fondatore in giovent\u00f9 di giornali mazziniani, campeggiavano i ritratti di Garibaldi da un lato e di Eleonora dall&#8217;altro &#8211; ma in fondo in queste confusioni noi sardi non siamo stati soli se il mito risorgimentale e unitario di Alberico da Giussano poi \u00e8 diventato la bandiera del separatismo della Lega: il nazionalismo finisce sempre per generare mostri, sotto i nuraghe come a Pontida.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma continuo a divagare. Quel che volevo dire, in fondo, \u00e8 questo: che considerarci un po&#8217; (pi\u00f9) spagnoli aiuterebbe. Aiuterebbe nei discorsi sulla lingua, spogliandola di un&#8217;aura di specialit\u00e0 e di localismo che non aiuta; aiuterebbe nella riflessione culturale: la comprensione di una pluralit\u00e0 di radici vuol dire la possibilit\u00e0 di una maggiore ricchezza; aiuterebbe, evidentemente, nel discorso identitario, fornendo una percezione pi\u00f9 precisa del gioco di influssi e persistenze che costituisce ci\u00f2 di cui siamo fatti; aiuterebbe a costruire un&#8217;idea di Sardegna pi\u00f9 mediterranea e al fondo pi\u00f9 europea, togliendoci dal confronto ossessivo con la sponda orientale di fronte a noi e ricordandoci che ci sono state e ci sono ancora altre sponde, a ovest ma anche a sud e a nord.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 tutta roba che non piacerebbe ai patrioti, peraltro, ma ce ne potremmo fare tranquillamente una ragione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;anno scorso il gruppo dei soci della Sardegna meridionale di Banca Popolare Etica ha fatto un gemellaggio coi soci andalusi,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":20491,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"I sardi, questi spagnoli","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,57,17,59,88,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Granada-feria-scaled.jpg?fit=2560%2C1920","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-5ks","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":6796,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=6796","url_meta":{"origin":20488,"position":0},"title":"Quel che ho detto alla festa dei quindici anni di Banca Etica a Sassari","author":"Rufus","date":"21\/03\/2014","format":false,"excerpt":"Ieri con Gaetano e Claudio siamo andati in trasferta (piuttosto stancante, devo dire, si vede che non ho pi\u00f9 l'et\u00e0) a Sassari per festeggiare anche l\u00ec i quindici anni di Banca Etica, insieme ai soci della Sardegna Settentrionale in un incontro davvero molto partecipato all'Universit\u00e0. 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