{"id":19681,"date":"2022-05-19T16:36:06","date_gmt":"2022-05-19T14:36:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=19681"},"modified":"2022-07-19T18:08:21","modified_gmt":"2022-07-19T16:08:21","slug":"contro-il-voto-col-portafoglio","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=19681","title":{"rendered":"Contro il voto col portafoglio"},"content":{"rendered":"\n<p>Lo scrittore <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=18604\" data-type=\"post\" data-id=\"18604\">Cory Doctorow<\/a> ha pubblicato sul suo <em><a href=\"https:\/\/pluralistic.net\/\">blog<\/a><\/em> un <a href=\"https:\/\/pluralistic.net\/2022\/05\/16\/through-the-meat-grinder\/#hells-kitchen\">articolo molto critico<\/a> nei confronti dell&#8217;idea del <em>voto col portafoglio<\/em> (che lui definisce <em>consumerism<\/em>, che per\u00f2 vuol dire anche &#8220;consumismo&#8221; e quindi pu\u00f2 porre una serie di problemi di traduzione e di comprensione &#8211; o invece essere un collegamento illuminante). \u00c8 un articolo provocatorio che mi sembra opportuno segnalare perch\u00e9, per tanti dei mondi che frequento, l&#8217;idea di votare col portafoglio \u00e8 un principio base del tutto indiscusso &#8211; e di cui forse andrebbero colti alcuni limiti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-full\"><img data-attachment-id=\"19682\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=19682\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Doctorow-voto-col-portafoglio.jpg?fit=615%2C752\" data-orig-size=\"615,752\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Roberto Sedda&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1652954198&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Doctorow-voto-col-portafoglio\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Doctorow-voto-col-portafoglio.jpg?fit=245%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Doctorow-voto-col-portafoglio.jpg?fit=510%2C624\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"615\" height=\"752\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Doctorow-voto-col-portafoglio.jpg?resize=615%2C752\" alt=\"\" class=\"wp-image-19682\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Doctorow-voto-col-portafoglio.jpg?w=615 615w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Doctorow-voto-col-portafoglio.jpg?resize=245%2C300 245w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Doctorow-voto-col-portafoglio.jpg?resize=510%2C624 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Doctorow-voto-col-portafoglio.jpg?resize=123%2C150 123w\" sizes=\"(max-width: 615px) 100vw, 615px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Mi sembra quindi utile riproporre parte delle argomentazioni, con in aggiunta qualche osservazione mia.<\/p>\n\n\n\n<p>Le critiche di Doctorow si concentrano, inizialmente, su dimensioni che attengono ai rapporti di forza strutturali: i portafogli non sono tutti uguali e non \u00e8 detto il meccanismo di votazione sia paritario (anzi <em>certamente<\/em> non lo \u00e8) cos\u00ec come non \u00e8 detto che il sostegno dato ai <em>buoni<\/em> produttori sia sufficiente a evitare che vengano estromessi dal mercato da uno sforzo congiunto dei <em>cattivi<\/em> o dalla pura e semplice disparit\u00e0 di forza commerciale. \u00c8 cio\u00e8 possibile immaginare situazioni di predominio assoluto del capitalismo predatorio che non lascino al consumatore responsabile <em>nessuna<\/em> opzione accettabile verso cui indirizzare il suo portafoglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Devo dire: la frase di Doctorow <em>non puoi uscire dal capitalismo a furia di fare la spesa<\/em> \u00e8 indiscutibile e molto forte; la strategia del voto col portafoglio \u00e8, dopotutto, una strategia riformista che presuppone l&#8217;ida di contaminazione e di tempi lunghi, e d&#8217;altra parte conosciamo tutti la battuta di Keynes secondo la quale nel lungo periodo siamo tutti morti &#8211; la battuta in questo caso va presa in senso letterale: contrastare efficacemente il cambiamento climatico, per dire, richiede una immediatezza di azioni che non possono essere affidate esclusivamente al maturare delle scelte dei consumatori.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni corretta interpretazione dell&#8217;idea del voto col portafoglio, infatti, richiede l&#8217;idea di un sistema <em>a quattro mani<\/em>, come diceva Becchetti quando l&#8217;ho <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=14405\">intervistato al <em>Festival LEI<\/em><\/a>: all&#8217;azione del consumatore devono cio\u00e8 corrispondere altre azioni del regolatore pubblico. La critica di Doctorow parte dalla situazione americana (larghe fasce di assenteismo al voto) e dall&#8217;idea che il voto col portafoglio sia proposto in senso <em>alternativo<\/em> al voto elettorale, ma questo &#8211; in linea teorica &#8211; non corrisponde alla maniera corretta con cui questo strumento di pressione  viene propugnato dai suoi ideatori, per i quali i voti vanno messi anche nell&#8217;urna. <\/p>\n\n\n\n<p>In linea teorica: perch\u00e9 nella pratica &#8211; \u00e8 questa la provocazione di fondo di Doctorow &#8211; la crisi delle democrazie occidentali e la mancanza di rappresentanza politica delle idee di equit\u00e0, giustizia, sostenibilit\u00e0, che sperimentiamo tutti i giorni, ispirano legittimamente il dubbio che, delle famose quattro mani, il paio appartenente alla parte regolatoria e dell&#8217;intervento pubblico non funzioni granch\u00e9, basti pensare alle vicende recenti della <a href=\"https:\/\/www.bancaetica.it\/gas-e-nucleare-nella-tassonomia-una-scelta-al-ribasso\/\">tassonomia europea in materia di sostenibilit\u00e0<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla tassonomia come in mille altre questioni odierne, nel gioco delle <em>lobby<\/em>, con una classe politica orientata allo <em>status quo<\/em>, i nemici della sostenibilit\u00e0 hanno prevalso. Detto in altro modo, e usando la nozione di <em>cattura<\/em> che era anche nel libro di Becchetti: il portafoglio delle grandi aziende pu\u00f2 <em>catturare<\/em> i governi; l&#8217;idea che il voto col portafoglio permetta di creare strade alternative per ovviare a questa cattura, si scontra nella realt\u00e0 col fatto che senza modificare i rapporti di forza politici, questa cattura \u00e8 inevitabile.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;osservazione di Doctorow \u00e8 anche che non \u00e8 tanto che la classe politica sia esplicitamente <em>contraria<\/em> ai valori che noi professiamo. Piuttosto che, non controllando la classe politica attraverso i mezzi democratici, si perda <em>anche<\/em> la possibilit\u00e0 di controllare il modo con il quale \u00e8 utilizzato il nostro voto col portafoglio: perch\u00e9 se il potere pubblico non utilizza i suoi strumenti di controllo &#8211; o li travisa come nel caso della tassonomia &#8211; diventa <em>impossibile<\/em> distinguere ci\u00f2 che \u00e8 <em>greenwashing<\/em> da ci\u00f2 che \u00e8 autentico. \u00c8 evidente che consumatori molto informati e preparati, o con conoscenza diretta dei settori in cui fanno gli acquisti, saranno in grado di distinguere e indirizzare appropriatamente il loro voto col portafoglio, ma altri larghi settori di consumatori saranno sviati da indicazioni fuorvianti date con la complicit\u00e0 dei regolatori (Doctorow fornisce una serie di esempi di <em>greenwashing<\/em> al limite della truffa istituzionale, purtroppo in inglese, che trovate nel corpo dell&#8217;articolo, al <em>link<\/em> iniziale).<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, naturalmente gli intermediari privati giocano un ruolo di garanzia fondamentale che potrebbe anche essere alternativo al controllo pubblico, basti pensare al campo delle certificazioni biologiche. Certe volte, le garanzie sono perfino indirette: per esempio, chi sceglie Banca Etica vota col portafoglio due volte: direttamente in campo finanziario e indirettamente nell&#8217;economia reale, nei confronti di coloro che ricevono i finanziamenti. Addirittura, essendo la Banca una cooperativa, in realt\u00e0 il legame \u00e8 ancora pi\u00f9 forte perch\u00e9 soci risparmiatori e soci finanziati sono legati da un legame di mutualit\u00e0, ma in generale limitiamoci al ruolo di garanzia: io non posso conoscere i piccoli produttori di caff\u00e8 del Nicaragua, ma comprando alla Bottega del commercio equo voto col portafoglio tanto a favore della Bottega che di ciascuno di loro. <\/p>\n\n\n\n<p>Solo che sappiamo tutti che negli ultimi anni una serie di attori incaricati di garantire il mercato sono mancati alla prova: vedi, per esempio, alla voce societ\u00e0 di <em>rating<\/em> e crisi finanziaria. <\/p>\n\n\n\n<p>Dice: ma le agenzie di <em>rating<\/em> erano comunque operatori della cattiva grande finanza globale. In realt\u00e0 non \u00e8 cos\u00ec semplice, perch\u00e9 a monte c&#8217;\u00e8 un problema inestricabilmente connesso all&#8217;espansione del mercato: quando il reddito del certificatore dipende dalla attivit\u00e0 stessa di certificazione, man mano che la dimensione cresce il conflitto d&#8217;interessi insito nell&#8217;attivit\u00e0 di certificazione <em>privata<\/em> cresce anch&#8217;esso, ponendo dilemmi etici sempre meno facilmente gestibili, e spinge alla ricerca di compromessi: la storia dei prodotti della Nestl\u00e9 certificati <em>Fair Trade<\/em>, per esempio, aiuta a evidenziare <a href=\"https:\/\/www.fairtrade.it\/blog\/news\/i-produttori-a-nestle-kitkat-resti-fairtrade\/\">opportunit\u00e0 e rischi<\/a> ma anche <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/global-development\/2020\/feb\/26\/george-clooney-saddened-by-alleged-child-labour-on-nespresso-coffee-farms\">travisamenti<\/a> e la possibilit\u00e0 che a un certo punto certificatori pi\u00f9 severi (come la stessa <em>Fair Trade<\/em>) siano sostituiti da altri con requisiti meno stringenti (come la <em>Rainforest Alliance<\/em>). <\/p>\n\n\n\n<p>Il problema degli intermediari privati &#8211; certificatori e regolatori &#8211; \u00e8 ulteriormente complicato dal fatto che all&#8217;espansione della sensibilit\u00e0 etica dei consumatori, disposti a votare col portafoglio a favore della giustizia ambientale e sociale, non corrisponde semplicemente un aumento del volume di affari degli operatori <em>buoni<\/em>, ma l&#8217;ingresso del mercato di altri operatori <em>non-cos\u00ec-buoni<\/em>, dispostissimi a competere sulla base di <em>proprie<\/em> definizioni e certificazioni. Il <em>boom<\/em> dell&#8217;economia circolare ne \u00e8 un discreto esempio: il biologico, per dire, si \u00e8 creato nella pratica e poi si \u00e8 definito da un punto di vista regolamentare a partire da quell&#8217;esperienza; l&#8217;economia circolare ha seguito esattamente il percorso opposto, con una creazione dall&#8217;alto, e di conseguenza non c&#8217;\u00e8 un movimento alla base che vigili su che cosa sia economia circolare e cosa no, ed \u00e8 possibile, non deve succedere necessariamente ma \u00e8 possibile, che questo possa essere sfruttato per operazioni di <em>greenwashing<\/em>; conosco una cantina che \u00e8 passata dalla certificazione biologica a un fantomatico marchio ambientale, garantendo la riciclabilit\u00e0 &#8211; in economia circolare &#8211; di tappi, bottiglie e etichette, ma smettendo di dire alcunch\u00e9 sul modo con cui \u00e8 prodotto il vino, che dopotutto \u00e8 la questione principale. A me quel vino piaceva ed ero contento di votare col portafoglio per loro: adesso, evidentemente, \u00e8 molto pi\u00f9 difficile valutare l&#8217;efficacia del mio voto, e infatti compro altro vino.<\/p>\n\n\n\n<p>In un certo senso si potrebbe dire che il voto col portafoglio segua una sorta di ciclo del prodotto tale da minare le stesse realt\u00e0 che lo propongono: il successo dei prodotti sostenibili, equi, etici favorisce l&#8217;ingresso nel mercato di imitatori che, in assenza di strumenti di controllo, finiscono per abbassare nuovamente gli standard del mercato, vanificando parte dei progressi sociali che si sperava di raggiungere e ristabilendo il predominio dello sfruttamento o dell&#8217;insostenibilit\u00e0: \u00e8 chiaro che il giudizio politico sull&#8217;intera questione dipende dal quantificare quanti progressi si \u00e8 riusciti a rendere permanenti e dal vedere il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, ma il punto \u00e8 che non si dovrebbe essere costretti ad accontentarsi della met\u00e0, e altri strumenti di azione politica, insieme al voto col portafoglio, potrebbero portare al risultato pieno; l&#8217;esperienza che facciamo tutti i giorni, invece, \u00e8 che di solito ci rimane la sete, anche per chi come me \u00e8 iscritto al partito etico corrente <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=11052\" data-type=\"post\" data-id=\"11052\">brechtiana<\/a>: <em>poco era in mio potere. Ma i potenti posavano pi\u00f9 sicuri senza di me; o lo speravo<\/em>, e quindi tiriamo avanti. <\/p>\n\n\n\n<p>Non so se negli USA si parli di economia circolare, e infatti Doctorow propone un altro caso, che \u00e8 la vicenda di <em><a href=\"https:\/\/www.amys.com\/\">Amy&#8217;s Kitchen<\/a><\/em>, una azienda che produce cibo vegetariano surgelato o inscatolato, e che \u00e8 molto, molto <em>green<\/em>, molto <em>eco<\/em>, molto bio e cos\u00ec via. L&#8217;azienda \u00e8 anche sotto accusa (gravemente) per <a href=\"https:\/\/www.eater.com\/23011738\/amys-kitchen-boycott-labor-dispute-workers-california\">come tratta le proprie lavoratici e lavoratori<\/a>. La polemica casca nel mezzo di uno <a href=\"https:\/\/teamster.org\/amys-kitchen-workers\/\">sforzo di sindacalizzazione dell&#8217;azienda<\/a> &#8211; e quindi si pu\u00f2 pensare a forme di manipolazione del conflitto &#8211; e c&#8217;\u00e8 stata, come capita di questi tempi, una rapida <em>escalation<\/em> con chiamate al boicottaggio generale via <em>social<\/em> forse non esattamente meditate (o forse s\u00ec, dato che il sindacato ha mobilitato le proprie alleanze). \u00c8 anche vero, per\u00f2, che l&#8217;ente statunitense che svolge funzioni di ispettorato del lavoro gi\u00e0 nel 2018 e 2019 aveva comminato una serie di sanzioni all&#8217;azienda, che <a href=\"https:\/\/prospect.org\/labor\/hell-in-amys-kitchen-osha-health-safety-violations\/\">alcuni dei racconti fanno abbastanza impressione<\/a> e che, dopo l&#8217;inizio del percorso di sindacalizzazione e nonostante le dichiarazioni di disponibilit\u00e0 dell&#8217;azienda, questa ha assunto <a href=\"https:\/\/www.laborlab.us\/amy_s_kitchen_is_union_busting_in_california\">ditte specializzate nel spaccare la schiena (metaforicamente) al sindacato<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che fa notare Doctorow \u00e8 che, gi\u00e0 dopo le multe comminate all&#8217;azienda, questa \u00e8 si \u00e8 certificata come una <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Benefit_corporation\">azienda <em>benefit<\/em><\/a>, un tipo di azienda di utilit\u00e0 sociale che dovrebbe rappresentare una sorta di capitalismo dal volto umano; le certificazioni sono rilasciate da una societ\u00e0 senza fine di lucro, <a href=\"https:\/\/www.bcorporation.net\/en-us\/movement\/about-b-lab\"><em>B Lab<\/em><\/a>, la cui <em>mission<\/em>, diciamo, non sembra particolarmente aggressiva riguardo al progresso sociale e ambientale. Evidentemente, suggerisce Doctorow, gli standard di analisi di <em>B Lab<\/em> erano insufficienti e non \u00e8 stata in grado di accorgersi, apparentemente, che <em>Amy&#8217;s Kitchen<\/em> presentava delle criticit\u00e0; il consumatore, a sua volta, \u00e8 stato indotto a votare col portafoglio chi non se lo meritava.<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0, su questo passaggio non sono convintissimo che il ragionamento di Doctorow fili del tutto: perch\u00e9 <em>Amy&#8217;s Kitchen<\/em> produce cibo biologico vegetariano da decenni e non \u00e8 un nuovo attore che entra nel mercato fregiandosi di una nuova certificazione ambientale un po&#8217; pi\u00f9 fighetta e un po&#8217; pi\u00f9 edulcorata: se i casi di maltrattamento dei lavoratori sono veri saremmo pi\u00f9 nel caso di imborghesimento dei pionieri etici, o di trasformazione in razza padrona, o di aziende che man mano che crescono diluiscono la spinta sociale originaria.<\/p>\n\n\n\n<p>In entrambi i casi, per\u00f2, sia che abbia ragione Doctorow sia che siamo in queste altre situazioni, ci troveremmo in una situazione in cui il voto col portafoglio, lungamente esercitato a favore di <em>Amy&#8217;s<\/em>, ha fallito, o perch\u00e9 non \u00e8 stato capace di riconoscere che non era meritato o perch\u00e9 non \u00e8 stato capace di ancorare l&#8217;azienda a quanto chiedevano i consumatori.<\/p>\n\n\n\n<p>In entrambi i casi, comunque, quando Doctorow scrive: \u00abPer essere giusti, va detto che <em>B Lab<\/em> non dovrebbe dover controllare che un&#8217;azienda non crei danni fisici permanenti ai suoi dipendenti, o fornisca una tutela sanitaria inadeguata, o accumuli scatolini davanti alle uscite di sicurezza, o licenzi i lavoratori che sono rimasti invalidi per incidenti sul lavoro e poi menta loro, dichiarando che si sono dimessi. Roba come questa \u00e8 &#8211; o dovrebbe essere, contro la legge. Ma non si pu\u00f2 ottenere che la legge sia fatta rispettare &#8211; o migliorata &#8211; votando col portafoglio\u00bb, non si pu\u00f2 che essere d&#8217;accordo con lui. <\/p>\n\n\n\n<p>Aggiungerei per\u00f2 una cosa, a proposito di ci\u00f2 che il voto col portafoglio non pu\u00f2 fare, e che trovo che raramente venga discusso. Formalmente il voto col portafoglio serve a sostenere i pionieri etici, e abbiamo un sacco di teoria su come questo funzioni &#8211; o possa non funzionare, come \u00e8 stato discusso sinora. Ma abbiamo pochissima teoria su come si formino i pionieri etici e pochissima coscienza del fatto che se non ci sono costoro, cio\u00e8 organizzazioni innovative che promuovono la giustizia sociale nel campo economico, allora i consumatori non avranno mai qualcosa per cui votare: in questo campo l&#8217;uovo viene sempre prima della gallina. <\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 la cosa andrebbe ancora un filo meglio precisata: cos\u00ec come il voto col portafoglio pu\u00f2 essere la versione consolatoria della mano invisibile del mercato, che magicamente promuove le produzioni <em>buone<\/em> attraverso il puro gioco della domanda e dell&#8217;offerta &#8211; un&#8217;idea ingenua quant&#8217;altre mai, come abbiamo visto &#8211; cos\u00ec l&#8217;immagine del pioniere etico rischia di essere contaminata dall&#8217;idea dell&#8217;imprenditore comunemente presentata dall&#8217;ideologia di mercato. Tranne rarissimi casi sempre citati, rarissimamente i grandi imprenditori innovatori hanno promosso la giustizia sociale; di solito si sono limitati all&#8217;accumulazione del profitto, spesso socializzando contemporaneamente le perdite, per non parlare di quelli che <a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/ricchi-buoni-trame-oscure-del-libro-nicoletta-dentico\/e\/9788830724334\">hanno usato la beneficenza per arricchirsi ancora di pi\u00f9<\/a>. Sono piuttosto convinto, invece, che i pionieri etici nascono dentro sforzi collettivi, dentro i movimenti, le organizzazioni per la giustizia sociale, le realt\u00e0 volte alla cooperazione. Il fatto che queste realt\u00e0 siano depresse, attualmente, \u00e8 un problema speculare altrettanto grave, forse <em>pi\u00f9<\/em> grave, della crisi della politica democratica. Per continuare con la metafora del paio di mani, andrebbe detto che non dovremmo avere un modello a quattro mani, ma a sei, perch\u00e9 se i nostri mondi non riescono a produrre innovazione sociale, cio\u00e8 <em>progresso<\/em>, quello che rimane \u00e8 il blando conservatorismo delle certificazioni ambientali e sociali un-po&#8217;-migliori, che sono il primo passo, dobbiamo esserne consapevoli, non verso un mondo-pi\u00f9-giusto-ma-pi\u00f9-lentamente, ma direttamente verso la reazione e la restaurazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scrittore Cory Doctorow ha pubblicato sul suo blog un articolo molto critico nei confronti dell&#8217;idea del voto col portafoglio<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":19682,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"Una posizione forse controcorrente sul #voto col #portafoglio, uno strumento citatissimo ma che magari pu\u00f2 essere discussa.","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,55,77,17,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Doctorow-voto-col-portafoglio.jpg?fit=615%2C752","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-57r","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":10315,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=10315","url_meta":{"origin":19681,"position":0},"title":"Quanto grande \u00e8 un numero molto grande di morti?","author":"Rufus","date":"05\/06\/2015","format":"video","excerpt":"Ho visto oggi gironzolando per la rete un interessante cortometraggio animato che tenta di fare graficamente l'idea di quanto sia stato grande il numero di morti nella II guerra mondiale. 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