{"id":18349,"date":"2020-10-14T18:34:42","date_gmt":"2020-10-14T16:34:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=18349"},"modified":"2020-12-28T19:29:59","modified_gmt":"2020-12-28T18:29:59","slug":"la-lettera-sovversiva","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=18349","title":{"rendered":"La lettera sovversiva"},"content":{"rendered":"\n<p>La lettera sovversiva della mia formazione non \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.laterza.it\/index.php?option=com_laterza&amp;Itemid=97&amp;task=schedalibro&amp;isbn=9788858129890\">quella di Don Milani<\/a>, non perch\u00e9 <em>Lettera a una professoressa<\/em> e <em>Lettera ai giudici<\/em> non siano state importanti, ma perch\u00e9 ero tanto perfettamente d&#8217;accordo con quei testi che la loro carica eversiva mi arrivava in maniera un po&#8217; indiretta.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img data-attachment-id=\"18350\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=18350\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/lettera-a-sila-9788851418953.jpg?fit=512%2C800\" data-orig-size=\"512,800\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"lettera-a-sila-9788851418953\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/lettera-a-sila-9788851418953.jpg?fit=192%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/lettera-a-sila-9788851418953.jpg?fit=510%2C797\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/lettera-a-sila-9788851418953.jpg?resize=256%2C400\" alt=\"\" class=\"wp-image-18350\" width=\"256\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/lettera-a-sila-9788851418953.jpg?w=512 512w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/lettera-a-sila-9788851418953.jpg?resize=192%2C300 192w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/lettera-a-sila-9788851418953.jpg?resize=510%2C797 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/lettera-a-sila-9788851418953.jpg?resize=96%2C150 96w\" sizes=\"(max-width: 256px) 100vw, 256px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La lettera sovversiva, invece, era la <em>Lettera a Sila<\/em> di padre Silvano Fausti, un rispettabile biblista gesuita. Io, e con me credo molti giovani dell&#8217;Azione Cattolica fuori della Lombardia dove Fausti era certamente molto pi\u00f9 noto, siamo tutti arrivati alla <em>Lettera a Sila<\/em> per il tramite del Cardinal Martini, che era pubblicato da <em>Ancora<\/em>. Le <em>Paoline <\/em>avevano, e credo abbiano ancora, dei criteri di esposizione piuttosto bizzarri dal punto di vista tematico ma in compenso semplici, che sostanzialmente erano <em>tutto quello che non \u00e8 della nostra casa editrice si ammucchia<\/em>, quindi i libri di <em>Ancora<\/em> erano tutti insieme in uno stesso scaffale. Tu cercavi se c&#8217;era un altro commentario biblico di Martini che non avevi ancora letto e a fianco ti capitava per le mani qualcos&#8217;altro. La <em>Lettera a Sila<\/em> aveva un titolo che richiamava la Bibbia: una volta presa in mano per vedere che roba fosse, rimasi conquistato.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal punto di vista letterario la <em>Lettera a Sila<\/em> \u00e8 un apocrifo, una presunta lettera di San Paolo a un discepolo (il Sila\/Silvano che compare negli <em>Atti degli Apostoli<\/em> e in alcune lettere di Paolo). <\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>L&#8217;attribuzione a Paolo, l&#8217;apostolo per antonomasia, era di dovere. Sila, o Silvano, al quale scrisse, fu discepolo della prima ora, compagno suo e di Pietro (1 Ts 1,1; 2 Ts 1, 1; 1 Pt 5,12; At 15,22 ss.; 17,4 ss.; 18,5). Queste parole, pi\u00f9 che ad altri, le ritengo rivolte a me, che ho lo stesso nome. Sono una confessione ad alta voce.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Nella sostanza era una <em>pamphlet <\/em>dal tono mite ma dal contenuto abbastanza esplosivo sulla pastorale della Chiesa cattolica al passaggio fra gli anni &#8217;80 e i &#8217;90 del secolo scorso. Che dicesse con molta delicatezza cose durissime me lo confermarono i diversi amici preti a cui lo regalai negli anni; ai tempi quando non sapevo cosa dire regalavo libri, e la <em>Lettera<\/em> era il regalo classico per i preti di cui divenivo amico e di cui avevo stima; uno di loro commentando la lettura, mi disse: \u00ab\u00c8 interessante per tutti, ma per noi preti \u00e8 un pugno nello stomaco\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure a prima vista non sembrava. Fausti era un esponente di quella schiera di gesuiti lombardi dell&#8217;epoca, di cui Martini era l&#8217;esponente di maggior notoriet\u00e0: <em>lectio divina<\/em>, discernimento spirituale, teologia dell&#8217;incarnazione e attenzione al laicato erano temi ricorrenti che evidentemente li rendevano affini alla sensibilit\u00e0 dell&#8217;Azione Cattolica; un altro riferimento era Marko Rupnik, il pittore, e il gruppo riunito attorno al padre \u0160pidl\u00edk: Rupnik e \u0160pidl\u00edk erano anche loro gesuiti e presentavano riflessioni molto simili, nelle quali magari il rapporto diretto con la Parola era sostituito dallo studio dei Padri e della tradizione orientale. Tutti questi gesuiti sono stati una influenza duratura, molto pi\u00f9 importante, credo, di quella di Enzo Bianchi, che ci \u00e8 divenuto importante quando non ci \u00e8 rimasto nient&#8217;altro, e di Bruno Forte, una volta esaurita la forza de <em><a href=\"https:\/\/www.queriniana.it\/libro\/la-chiesa-icona-della-trinita-1265\">La Chiesa icona della Trinit\u00e0<\/a><\/em>. Nessuno di questi, per quanto potesse essere considerato <em>progressista <\/em>(qualunque cosa questo volesse dire all&#8217;epoca) era certamente un eretico e nemmeno un prete comunista e sebbene potessero avere simpatia per le istanze della teologia della liberazione, che comunque era pienamente ortodossa, il loro impianto teologico era diversissimo e molto pi\u00f9 conservatore di quella.  <\/p>\n\n\n\n<p>Fra tutti loro Fausti si distingueva per il fascino dell&#8217;idea della vita comunitaria a <a href=\"https:\/\/comunitavillapizzone.org\/\">Villapizzone<\/a> e la pratica della <em>lectio<\/em> continua dentro una <a href=\"https:\/\/www.gesuiti-villapizzone.it\/index.html\">comunit\u00e0 di gesuiti e laici<\/a>, pratica che \u00e8 alla base di un gran numero di suoi testi, a partire da quello fortunatissimo sul <a href=\"https:\/\/www.dehoniane.it\/9788810201657-una-comunita-legge-il-vangelo-di-luca\">Vangelo di Luca<\/a>. Anche qui non c&#8217;era niente di eversivo: ma quella pratica aveva insegnato a Fausti una attenzione al linguaggio che, aggiunta alla sua caratteristica combinazione di mitezza e franchezza, d\u00e0 alla <em>Lettera a Sila<\/em> un peso specifico del tutto inaspettato (peso che si sente anche negli ultimi testi di Fausti, quelli non esegetici ma pi\u00f9 riflessivi sulla sua esperienza e la situazione della Chiesa).<\/p>\n\n\n\n<p>La <em>Lettera a Sila<\/em> \u00e8 uno di quei libri, come il <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13236\" data-type=\"post\" data-id=\"13236\">Jelfs<\/a>, che ho comprato mille volte e altrettante ho prestato o regalato, finendo per rimanerne senza. A un certo punto \u00e8 uscito dalla reperibilit\u00e0 editoriale e per me \u00e8 diventato un rimpianto. <\/p>\n\n\n\n<p>Durante il <em>lockdown<\/em>, per\u00f2, <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?s=lectio\">facendo le <em>lectio<\/em><\/a><em> <\/em>ho scoperto che il sito dei Gesuiti di Villapizzone metteva in libera distribuzione un gran numero di testi esegetici nei quali si sentiva inconfondibile la voce di Fausti, e mi \u00e8 venuta voglia di rileggere la <em>Lettera a Sila<\/em>. Qualche settimana fa ho fatto una ricerchina su <em>Google<\/em> e ho scoperto, con sorpresa, che il testo del libro \u00e8 liberamente <a href=\"http:\/\/www.atma-o-jibon.org\/italiano6\/silvano_fausti_a_sila1.htm\">reperibile sulla rete<\/a> e addirittura in <em><a href=\"http:\/\/www.verginemontecarmelo.org\/cms\/sw_files\/testispiritualita\/Lettera-a-Sila---Fausti_336.pdf\">pdf<\/a><\/em>. Poi, non essendo proprio sicuro sicuro della legalit\u00e0 di questa distribuzione, ho esteso le ricerche, ho scoperto con piacere che <em>Ancora<\/em> lo ha ripubblicato e ne ho ordinato due, una per la mia famiglia e una per regalarla a un nuovo amico prete, in memoria dei vecchi tempi (gi\u00e0 che c&#8217;ero mi sono preso anche un altro paio dei testi di Fausti in formato elettronico, ma questa \u00e8 un&#8217;altra storia e sar\u00e0 recensita un&#8217;altra volta).<\/p>\n\n\n\n<p>Fra l&#8217;altro, ora che scrivo questo articolo vedo che <em>Lettera a Sila<\/em> sul sito di <em>Ancora<\/em> \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.ancoralibri.it\/autore-silvano-fausti-33.html\">in offerta speciale a \u20ac 2,50<\/a> fino al 30 novembre (e vedo parecchi altri sconti, compreso uno imperdibile sull&#8217;altrimenti costosissimo commentario al vangelo di Giovanni), quindi suggerisco caldamente l&#8217;acquisto e anche quello di una copia in pi\u00f9, se avete un amico prete per le mani da scuotere un pochettino.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 stata una rilettura gradevole e per molti aspetti sorprendente. <\/p>\n\n\n\n<p>A distanza di tempo si ammira ancora la sconfinata competenza biblica di padre Fausti, che gli consente di impastare il testo di citazioni scritturistiche secondo un filo coerente (il rischio del <em>pastiche <\/em>posticcio era evidentemente altissimo). E rimane vivo il sarcasmo, magari bonario ma certamente ficcante, accompagnato a una franchezza estrema, che sospetto fosse l&#8217;accoppiata da cui gli amici preti si sentivano pugnalati a tradimento. Per citare esempi di come entrambi funzionano insieme, e del linguaggio:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Ti dico un grande segreto, che molti nel futuro ignoreranno: l&#8217;evangelizzazione si fa con l&#8217;annuncio dell&#8217;evangelo.<br \/>Infatti \u00e8 piaciuto a Dio salvare l&#8217;uomo con la stoltezza della predicazione (1 Cor 1,21).<br \/>Non arrossire della debolezza dell&#8217;evangelo: \u00e8 la potenza di Dio che salva chiunque l&#8217;accoglie (Rm 1,16). Perch\u00e9 la Parola di Dio \u00e8 viva, efficace e pi\u00f9 tagliente di una spada a doppio taglio (Eb 4, 12). Dice il Signore: \u00abLa parola uscita dalla mia bocca non ritorner\u00e0 a me senza effetto, senza aver operato ci\u00f2 che desidero, senza aver compiuto ci\u00f2 per cui l&#8217;ho mandata\u00bb (Is 55, 11).<br \/>La Parola infatti agisce in chiunque l&#8217;accoglie non quale parola di uomini, ma, come \u00e8 veramente, quale Parola di Dio che opera in chi l&#8217;ascolta con fede (1 Ts 2,13).<br \/>Alla parola esterna, corrisponde l&#8217;attrazione interna del Signore, che apre il cuore ad aderirvi (At 16,14). Infatti lui, oltre che Parola annunciata, \u00e8 il Maestro interiore che agisce con efficacia, liberando dalle resistenze contrarie e convincendo della verit\u00e0.<br \/>La fede \u00e8 risposta personale alla proposta di Ges\u00f9, il Dio che mi ha amato e ha dato se stesso per me (Gal 2,20), perch\u00e9 possa riamarlo con lo stesso amore.<br \/>Ma come si pu\u00f2 amarlo, se non lo si conosce; e come lo si pu\u00f2 conoscere, se l&#8217;inviato non lo annuncia (cf. Rm 10, 14)?<br \/>Sappi che con l&#8217;annuncio tu realmente salvi il fratello. Non perch\u00e9 tu sia il salvatore; ma perch\u00e9 il Padre nel Figlio ha gi\u00e0 salvato tutti per grazia, e tu, con l&#8217;annuncio, ne fai conoscere l&#8217;amore, perch\u00e9 tutti lo accolgano e ne vivano.<br \/>Non credere di dover \u00abcostruire\u00bb il Regno. Il Regno di Dio \u00e8 Dio stesso che regna, e c&#8217;\u00e8 gi\u00e0. Il Regno del Padre, che invochiamo nella preghiera del Signore, \u00e8 lo stesso Figlio unigenito &#8211; benedetto nei secoli &#8211; che \u00e8 venuto, viene e verr\u00e0, allo stesso modo in cui l&#8217;abbiamo visto camminare e andarsene al cielo (At 1,11).<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Oppure:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>La salvezza viene dalla debolezza della Parola, e non da altre azioni potenti che sarai tentato di compiere per piegare gli altri alla fede.<br \/>L&#8217;efficacia del tuo annuncio sar\u00e0 inversamente proporzionale all&#8217; efficienza dei mezzi che userai.<br \/>Non preoccuparti dell&#8217;insignificanza e irrilevanza del Regno. Esso \u00e8 come un chicco di senape, il pi\u00f9 piccolo tra i semi della terra (Mc 4,30 s.).<br \/>Non angustiarti se il bene sembra perdente: il chicco che non muore non porta frutto (Gv 12,24).<br \/>Tu cerca solo di testimoniare Ges\u00f9 Signore, luce del mondo. E sii certo che una candela fa pi\u00f9 luce di mille notti, ed \u00e8 capace di provocare un incendio che le illumina tutte.<br \/>Non vergognarti della tua debolezza. \u00c8 la tua forza (2 Cor 12, 10)! Infatti ti associa alla parola annunciata, ti espone al rifiuto e alla croce. Ma proprio questa \u00e8 la forza di Dio, amore pi\u00f9 grande di ogni rifiuto e della stessa morte.<br \/>Dio ha scelto, per proporsi all&#8217;uomo, la modestia e l&#8217;umilt\u00e0 della parola. Infatti l&#8217;amore non pu\u00f2 imporsi con la forza, perch\u00e9 ama essere riamato in libert\u00e0.<br \/>Per questo anch&#8217;io, pur essendone capace, non ho mai cercato di convincere con sublimit\u00e0 di parola e di sapienza (1 Cor 2, 1). Non bisogna svuotare la croce, svuotamento del Signore (1 Cor 1, 17) e salvezza nostra.<br \/>In ogni messaggio, il mezzo che usi \u00e8 la parte principale dello stesso messaggio. Un mezzo potente sar\u00e0 sempre messaggio di dominio.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>O infine: <\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Ci possono essere vari catechismi, \u00abidioti\u00bb o \u00abecumenici\u00bb, ossia particolari o universali. Sono molto lodabili in s\u00e9 e utili all&#8217;umilt\u00e0 di coloro che li scrivono, i quali, lungi dal correre il pericolo di inorgoglirsi, rischiano di raccogliere un manipolo di ventiquattromila critiche. Essi danno, tanto al lettore che al compilatore, l&#8217;opportunit\u00e0 di farsi una panoramica di tutta la dottrina, anche se vista dall&#8217; angolo angusto di quel momento. E comunque da dire che questi scritti, peraltro buonissimi, non sono sempre tanto profittevoli come si desidererebbe.<br \/>Per questo nella nostra tradizione pi\u00f9 che millenaria la catechesi del popolo \u00e8 sempre stata la Parola del libro che, narrandoci di Dio, ce lo rivela.<br \/>La nostra fede non si radica in un&#8217;ideologia o in un&#8217;illuminazione, bens\u00ec in una storia, in ci\u00f2 che egli ha fatto e fa per noi. \u00c8 quindi una realt\u00e0, indeducibile e improducibile, che, come ogni altra, \u00e8 oggetto di comprensione e di racconto.<br \/>Per questo \u00e8 necessario che la nostra catechesi, pi\u00f9 che proporre nozioni astratte su Dio, che poi si incollano a Cristo, racconti la storia di Ges\u00f9, esegesi del Dio ignoto (Gv 1,18), Verbo dell&#8217;Ineffabile, Icona dell&#8217;Invisibile (Col 1,15).<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda le sorprese, una \u00e8 personale: il mio ricordo \u00e8 quello di essere stato un giovanotto poco adatto alle letture teologiche e tutto sommato incapace di capirle e portato, insomma, a saltare le parti difficili e respingenti o costretto ad abbandonare i libri a met\u00e0 perch\u00e9 sovrastato dalla complessit\u00e0 dei temi.<\/p>\n\n\n\n<p>Non so bene quale metro di giudizio usassi su me stesso a quei tempi, ma alla rilettura ho scoperto di avere un ricordo esattissimo di infiniti passaggi (anche alla fine, quindi questo non era uno dei libri abbandonati a met\u00e0) e mi sono accorto che anche dei passaggi che non ricordavo mi era rimasto il concetto, che spesso mi sono sentito enunciare in seguito pur non ricordandone la fonte. <\/p>\n\n\n\n<p>Sono rimasto anche colpito, a distanza di tempo, dal linguaggio, peraltro per molti aspetti meno mite di come l&#8217;ho descritto all&#8217;inizio. Non \u00e8 solo il fascino dell&#8217;impasto biblico, \u00e8 il come Fausti riesca a mettere tutti e due i piedi nella singola questione attraverso pochissimi giri di parole e a dire compiutamente quello che vuole dire in merito in maniera tanto stringata ma completa.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcune sorprese, in realt\u00e0, sono conferme: al me stesso di adesso, che magari \u00e8 un po&#8217; meno fresco ma pi\u00f9 esperto, \u00e8 molto pi\u00f9 evidente di quanto mi paresse allora l&#8217;impronta ignaziana, e anche le linee di connessione fra questo testo e tutti quegli autori che ho citato prima, che all&#8217;epoca riconoscevo simili in maniera istintiva ma senza in fondo essere capace di spiegare fino in fondo perch\u00e9: il punto comune non \u00e8, come dicevo prima, <em>la lectio<\/em>, il discernimento comunitario eccetera, ma una visione teologica molto pi\u00f9 di fondo che, a una certa distanza storica, si apprezza con pi\u00f9 precisione.<\/p>\n\n\n\n<p>La domanda finale di una rilettura di questo genere \u00e8, ovviamente, se il testo ha ancora un senso o se sia ormai irrimediabilmente datato. A me \u00e8 sembrato freschissimo e ancora molto fastidioso per tanti, dentro e fuori della Chiesa, come dimostra questo passaggio, che credo rifletta bene anche il contenuto complessivo del libro (e che gratta ancora parecchie sensibilit\u00e0):<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>La modernit\u00e0 \u00e8 crisi del vecchio. Non pu\u00f2 quindi essere altro che la morte. Ed \u00e8 naturale che sia cos\u00ec. Tutto \u00e8 finito, e deve finire!<br \/>Il problema \u00e8 se l&#8217;ultima parola \u00e8 la fine o il fine.<br \/>Quando non c&#8217;\u00e8 speranza di un fine, la modernit\u00e0 \u00e8 sempre distruttivit\u00e0. Spinto dalla paura della fine inevitabile, l&#8217;uomo non pu\u00f2 che anticiparne per vertigine la mossa vincente. Ma anche quando la sua speranza \u00e8 solo ideale, non va meglio: ci\u00f2 che muore \u00e8 sostituito da un cadavere che gi\u00e0 puzza.<br \/>Per questo detesta tutte le ideologie, comprese quelle buone &#8211; pretendono sempre di essere tali! Pi\u00f9 illudono, pi\u00f9 deludono. Illusione e delusione, monotono pendolo di chi vuole felicit\u00e0 senza fare i conti con la realt\u00e0! La felicit\u00e0, chi la cerca non la trova. E un omaggio offerto in dono a chi, facendo ci\u00f2 che \u00e8 bene, cerca ci\u00f2 che ama e ama ci\u00f2 che trova.<br \/>Ci sar\u00e0 un tempo in cui, per la puntuale smentita di ogni promessa ideologica, non ci sar\u00e0 pi\u00f9 speranza, n\u00e9 di evoluzione, n\u00e9 di rivoluzione.<br \/>Soddisfatti, almeno come possibilit\u00e0, i bisogni animali provvedendo all&#8217;utile, si far\u00e0 consistere il bisogno d&#8217;essere uomo &#8211; fuoco che arde e non si estingue &#8211; nel consumo del futile. Ci si esporr\u00e0 all&#8217;effimero e al caduco, bruciando l&#8217;attimo fuggente. Non ci sar\u00e0 pi\u00f9 n\u00e9 passato &#8211; \u00e8 il presente purificato attraverso il crogiolo del tempo &#8211; n\u00e9 tanto meno futuro. La stessa memoria per vivere sar\u00e0 esterna. All&#8217;uomo non rester\u00e0 che la \u00abmemoria mortis\u00bb, destrutturazione e distruzione di tutto ci\u00f2 che ha ed \u00e8.<br \/>Il piacere, fiume che dovrebbe essere dell&#8217;oblio, ne alimenta il ricordo. Infatti \u00e8 acqua che d\u00e0 sete. Solo la gioia \u00e8 acqua che disseta.<br \/>Il cristianesimo non \u00e8 di sua natura tradizionalista o conservatore; non si oppone alla modernit\u00e0. Nonostante tutti i pii tentativi, cominciati subito appena possibile, il corpo di Cristo non si riusc\u00ec a imbalsamarlo. La nostra tradizione da conservare \u00e8 la memoria di un novum assoluto tanto desiderabile quanto impensabile.<br \/>Il cristianesimo \u00e8 crisi del vecchio e sua morte, ma non in nome di una \u00abmemoria mortis\u00bb, bens\u00ec di una \u00abmemoria vitae\u00bb: il Signore Ges\u00f9, come conseguenza ultima di una vita tutta spesa nell&#8217; amore, ha svuotato il sepolcro. Questo \u00e8 il fatto da ricordare, da portare-al-cuore di ogni presente, aprendolo al suo futuro e rompendone il guscio mortale.<br \/>Alla memoria della fine, ineluttabilmente vitanda e inevitabile, il credente sostituisce la memoria del fine, liberamente amato e perseguito.<br \/>La modernit\u00e0 distruttiva, che cancella il tempo, cede il passo alla modernit\u00e0 costruttiva. Nasce la possibilit\u00e0 di un cammino, di una storia con un prima e un dopo rispetto al qui e ora. Il presente non \u00e8 pi\u00f9 un punto inesistente sospeso nel vuoto, ma ponte da una riva all&#8217; altra. Ci\u00f2 che era si fa memoria, capacit\u00e0 di progettare e fare ora ci\u00f2 che ancora non \u00e8.<br \/>Il cristianesimo si differenzia dall&#8217;ideologia perch\u00e9 non celebra un&#8217;ipotesi futura, bens\u00ec la memoria di un fatto che non solo \u00e8 stato, ma anche ha la forza di fecondare il presente e anticipare il futuro. Il passato \u00e8 padre di un presente in grado di generare il suo futuro. Il tempo non \u00e8 pi\u00f9 l&#8217;attimo irrepetibile &#8211; solo la morte \u00e8 irrepetibile! &#8211; ma il crescere paziente e quotidiano del novum.<br \/>Ogni realt\u00e0 non \u00e8 un prodotto con scadenza immediata, da consumarsi all&#8217;istante, che subito sfugge. Tutto \u00e8 tessera di un mosaico che la mano sapiente di Dio sta eseguendo. Nella nostra storia egli va disegnando il volto stesso di suo Figlio, fino a quando sar\u00e0 tutto in tutti (1 Cor 15,28).<br \/>Questo, e non un altro migliore o possibile, \u00e8 il mondo che Dio ama e nel quale agisce. Quindi non dire con semplice nostalgia o con vuoto desiderio: \u00abCi fu un tempo\u00bb, o \u00abci sar\u00e0 un tempo\u00bb. Ci\u00f2 che fu e ci\u00f2 che sar\u00e0 non \u00e8. Dio invece \u00e8 colui che \u00e8. Per questo il tempo migliore \u00e8 sempre il presente. Infatti \u00e8 l&#8217;unico che c&#8217;\u00e8, nel quale incontriamo la Presenza di colui che \u00e8.<br \/>Certamente la realt\u00e0 in cui viviamo \u00e8 complicata e lo sar\u00e0 sempre di pi\u00f9. Non fare indebite semplificazioni.<br \/>Tu con un occhio cerca di abbracciarne tutta la complessit\u00e0. Ma non fare di questa l&#8217;alibi al discernimento e alle scelte. L&#8217;altro tuo occhio sia rivolto con purezza all&#8217; azione di Dio, di cui gi\u00e0 ti \u00e8 stata donata la memoria.<br \/>Senza questo strabismo, non sarai n\u00e9 uomo n\u00e9 credente. Negherai infatti sempre la realt\u00e0 dell&#8217;uomo e quella di Dio, che in essa opera e non altrove.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La lettera sovversiva della mia formazione non \u00e8 quella di Don Milani, non perch\u00e9 Lettera a una professoressa e Lettera<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":18350,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,54,13,62,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/lettera-a-sila-9788851418953.jpg?fit=512%2C800","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-4LX","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":15603,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15603","url_meta":{"origin":18349,"position":0},"title":"Lettere anonime","author":"Rufus","date":"22\/08\/2018","format":false,"excerpt":"L'altro giorno il mio compagno e socio\u00a0Fabbricastorie Andrea Assorgia mi ha segnalato questa vicenda: Facendoci la nostra solita nuotatina verso la boa ci siamo chiesti: \u00abSiamo a questo punto?\u00bb. 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