{"id":18338,"date":"2020-10-13T17:20:46","date_gmt":"2020-10-13T15:20:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=18338"},"modified":"2021-04-27T12:16:56","modified_gmt":"2021-04-27T10:16:56","slug":"sorprese-sgradite","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=18338","title":{"rendered":"Sorprese sgradite"},"content":{"rendered":"\n<p>Mi sono iscritto a <em>Spotify<\/em> all&#8217;epoca in cui ho deciso di fare l&#8217;elenco dei <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=14977\" data-type=\"post\" data-id=\"14977\">cento brani jazz da scoprire<\/a>, perch\u00e9 dopo che me li avevano suggeriti da qualche parte dovevo pure ascoltarli. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-spotify wp-block-embed is-type-rich is-provider-spotify wp-embed-aspect-9-16 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Spotify Embed: 100 grandi brani jazz\" width=\"300\" height=\"380\" allowtransparency=\"true\" frameborder=\"0\" allow=\"encrypted-media\" src=\"https:\/\/open.spotify.com\/embed\/playlist\/173F8p14ZtBMu0eSuNsPa2?si=ndAyHwe-Rua_PHrBZdliBA\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>All&#8217;epoca ho memorizzato l\u00e0 dentro anche <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=3838\">la lista di brani <em>rock <\/em>di Lucas Davenport<\/a> che qualcun altro aveva gi\u00e0 creato e ovviamente ho risposto alle domandine iniziali sui generi e gli autori preferiti, finendo temo per indicarne diversi a casaccio e dimenticandomene altri in realt\u00e0 preferitissimi. Ho anche abbozzato una qualche <em>playlist<\/em> di brani <em>rock<\/em> che mi piacevano e un paio di tentativi di <em>compilation<\/em> per scopi vari, come quella per scrivere <em><a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=18314\" data-type=\"post\" data-id=\"18314\">Once I was evil<\/a><\/em> e il progetto mai portato a termine di raccogliere tutta insieme la musica di <em><a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?s=oggi+parliamo+di+libri\">Oggi parliamo di libri<\/a><\/em>. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-spotify wp-block-embed is-type-rich is-provider-spotify wp-embed-aspect-9-16 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Spotify Embed: Lucas Davenport&#039;s &#039;Best 100 of the Rock Era&#039;\" width=\"300\" height=\"380\" allowtransparency=\"true\" frameborder=\"0\" allow=\"encrypted-media\" src=\"https:\/\/open.spotify.com\/embed\/playlist\/6lTfuGKDVrgsJdnffuPsYU?si=d92afATUR5aW0Lkxbzb9nA\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Non so se lo sapete, ma ogni settimana <em>Spotify<\/em> ti propone una <em>playlist<\/em> di brani da scoprire, basata sui tuoi gusti precedentemente segnalati, e io per un paio d&#8217;anni ho avuto una <em>Discover Weekly<\/em> fighissima, piena di grandi brani <em>jazz<\/em> e <em>blues <\/em> con l&#8217;occasionale comparsata di classici <em>rock<\/em>. Piano piano \u00e8 diventata un appuntamento atteso, una piccola chicca per iniziare bene la settimana, e insomma ero molto contento, scoprivo cose nuove e man mano rimpolpavo l&#8217;elenco dei brani preferiti.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, pensando di migliorare le condizioni di lavoro a casa adesso che sono in <em>smart working<\/em>, ho deciso di diventare <em>professionale<\/em>. Di produrre <em>playlist<\/em>  idonee alle varie occasioni e ai vari umori.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho fatto una <em>playlist<\/em> molto dichiaratamente di sinistra,  anzi addirittura<em>oltre<\/em>, nella quale peraltro ho lasciato che si infiltrassero brani orrendi che vanno senz&#8217;altro eliminati,<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-spotify wp-block-embed is-type-rich is-provider-spotify wp-embed-aspect-9-16 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Spotify Embed: Col pugno chiuso\" width=\"300\" height=\"380\" allowtransparency=\"true\" frameborder=\"0\" allow=\"encrypted-media\" src=\"https:\/\/open.spotify.com\/embed\/playlist\/4NXjJlOGwsD4x2RqVUgYCp?si=oewopHmiRqqR-30aGgK1mg\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>ne ho fatto una latinoamericana che ha meno roba da eliminare ma che invece ha ancora seriamente bisogno di aggiunte (per dire, manca ancora l&#8217;amato Carlos Gardel),<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-spotify wp-block-embed is-type-rich is-provider-spotify wp-embed-aspect-9-16 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Spotify Embed: Latinoamerica e dintorni\" width=\"300\" height=\"380\" allowtransparency=\"true\" frameborder=\"0\" allow=\"encrypted-media\" src=\"https:\/\/open.spotify.com\/embed\/playlist\/365RoD4EVjJuNdSmAbtscw?si=jh6uiqk2S_WlTQzI4rdv-A\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>e soprattutto, soprattutto, ho fatto una <em>playlist<\/em> coi cantautori della mia giovinezza, a cui poi ho cominciato ad aggiungere una spruzzata di altri pezzi che non sono proprio di cantautori e cosa fai, te ne privi? e poi un&#8217;altra aggiunta di brani che comunque mi piacciono o pensavo ci dovessero stare in ogni caso. \u00c8 una <em>playlist<\/em> alla quale ho lavorato gi\u00e0 di pi\u00f9, cercando di ordinare almeno parte dei brani secondo un mio ordine che a chiunque altro apparir\u00e0 misterioso &#8211; per dire, la <em>playlist <\/em>inizia con cinque pezzi che non hanno molto in comune ma che sono i primi cinque pezzi di musica impegnata che io abbia mai sentito in vita mia e che i miei cugini pi\u00f9 scafati mi insegnarono quand&#8217;ero ragazzino durante un&#8217;estate a Stintino, insieme a <em>Hasta siempre comandante Che Guevara<\/em>, alla <em>Ballata del Pinelli<\/em> e alla simpatica strofetta<br \/><em>Siam tre piccoli porcellin, <\/em><br \/><em>CGIL, CISL e UIL<\/em>,<br \/><em>il potere agli operai<br \/>non lo daremo mai<\/em><br \/>&#8211; chi sa chi erano quei miei cugini e l&#8217;orientamento politico dei loro (dei miei) genitori apprezzer\u00e0 l&#8217;ironia.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-spotify wp-block-embed is-type-rich is-provider-spotify wp-embed-aspect-9-16 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Spotify Embed: Cantautori e grandi canzoni italiane\" width=\"300\" height=\"380\" allowtransparency=\"true\" frameborder=\"0\" allow=\"encrypted-media\" src=\"https:\/\/open.spotify.com\/embed\/playlist\/6wJejwkhoFLvPMeU5bf3ua?si=ZSRqi95wT8GAK5v4NH7UfQ\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Solo che tutto questo sforzo nazionalista (e parecchio nostalgico) deve avere scombinato l&#8217;algoritmo di <em>Spotify<\/em>: la mia <em>Discover Weekly<\/em> si \u00e8 riempita di Massimi Ranieri e Domenichi Modugni (e passi), dei <em>Pooh<\/em>, di Loredana Bert\u00e8 e Donatella Rettore e di accostamenti francamente incomprensibili: questa settimana vedo che a un certo punto la <em>playlist<\/em> accosta un brano dei<em> C.S.I<\/em> a uno dei <em>CCCP<\/em> e in mezzo ci mette <em>Nessun dorma<\/em> della <em>Turandot<\/em>; poi, come un ripensamento, passa i <em>Pink Floyd<\/em> con <em>Wish you were here.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Sono dispiaciutissimo: quel piacevole appuntamento con cui iniziare bene la settimana \u00e8 diventato una specie di guazzabuglio ingestibile. <\/p>\n\n\n\n<p>D&#8217;altra parte, se prima le mie scoperte erano tutte prettamente musicali (voci mai sentite, pezzi mai sentiti, generi poco praticati), adesso, dato che i testi sono tutti in italiano (tranne i citati <em>Pink Floyd<\/em> e la parodia <em>beat <\/em>della <em>Maryanna <\/em>di Rino Gaetano in versione <em>Kammamuri&#8217;s<\/em>) le scoperte che faccio sono tutte sui testi.<\/p>\n\n\n\n<p>Non sono belle scoperte, di solito, e spesso mi chiedo, per pezzi notissimi, come diamine ho fatto a non accorgermi mai nella vita di come siano, francamente, impresentabili per un motivo o per l&#8217;altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Per dire, questa settimana c&#8217;era anche <em>Sono un pirata, sono un signore<\/em>. In realt\u00e0 la cosa interessante del pezzo \u00e8 rendersi conto di quanto riconoscibilmente sudamericano fosse Iglesias  dal punto di vista  musicale e perci\u00f2 potenzialmente quanto <em>alieno <\/em>(all&#8217;epoca mi sembrava semplicemente un cantante normale con l&#8217;accento spagnolo) e quanto sia stata bizzarra &#8211; peraltro di successo, quindi hanno ragione loro &#8211; l&#8217;idea di arrangiare il pezzo con le musichette da balletto di un <em>cabaret<\/em> RAI di seconda serata. Ma dal punto di vista del testo il pezzo, famosissimo, semplicemente non sta in piedi: \u00e8 una canzone (peraltro come hanno fatto nella storia tante altre) costruita per frasi che prese da sole hanno un senso ma che messe in fila il senso lo perdono: la musica ti aiuta a ricordare per sempre frasi come <em>non confondo il sesso con l&#8217;amore<\/em>, ma se poi vai a cercare gli altri versi ti rendi conto che sono tutti messi l\u00ec a casaccio. <\/p>\n\n\n\n<p>Avevo sempre ricordato che il brano costruisse una <em>narrazione<\/em> su questo tizio <em>professionista<\/em> <em>dell&#8217;amore<\/em>, ma la narrazione semplicemente non c&#8217;\u00e8: non \u00e8 che sia ellittica, o suggerita, proprio non c&#8217;\u00e8 &#8211; o meglio, la narrazione era Iglesias stesso, i suoi sorrisini, le sue mossette, e questo ricorda quanto bravo fosse e quanta personalit\u00e0 avesse. I suoi pezzi? Non altrettanto.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/LpiWDfp6oZI?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Sin qui siamo ancora in campi tutto sommato accettabili. il secondo esempio \u00e8 <em>Lella<\/em>, un pezzo che secondo <em>Spotify<\/em> deve essere proprio adatto a me, perch\u00e9 me l&#8217;ha proposto la settimana scorsa nella versioni di Lando Fiorini e di nuovo questa settimana in quella de <em>L&#8217;orchestraccia<\/em>. Ora, forse il titolo non a tutti dice qualcosa, ma il ritornello \u00e8 famosissimo e tutti l&#8217;abbiamo cantato qualche volta:<br \/><em>E te lo voglioooo diiiiiii&#8217;<br \/>che so&#8217; statoo iooooo&#8230;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ora, io non ero mai andato oltre il ritornello, e la storia della canzone non l&#8217;avevo mai ascoltata. Ma \u00e8 una storia abbietta, feroce, e narrata con indifferenza assoluta (nella versione dell&#8217;<em>Orchestraccia<\/em> pure di pi\u00f9, Fiorini fa il sentimentale e si sente un filo meno). \u00c8 un testo sorprendente e mi domando come abbia fatto a passare inosservato e a scampare a censure o polemiche varie, diventando invece una specie di musichetta familiare: non sono un esperto di tutto quel movimento di canzoni della mala che venivano proposte negli stessi anni anche da altri e altre, non ne conosco l&#8217;estetica, non so perch\u00e9 piacessero, non ho mai approfondito, ma <em>Lella<\/em> resta un pezzo che, quando ti viene di nuovo voglia di cantare a squarciagola <em>E te lo voglio di&#8217;<\/em> subito adesso ti si strozza la gola (battutona).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/KGZgsJaZs-A?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p> La terza scoperta \u00e8 un altro pezzo la cui arietta tutti conoscono, ed \u00e8 <em>W l&#8217;Inghilterra<\/em>, di Baglioni. Premetto che nel mio giro di amicizie adolescenziali Baglioni non si ascoltava neanche sotto minaccia di morte e l&#8217;unica volta che sono andato a sentirlo, al <em>Ferroviario<\/em>, era perch\u00e9 ero molto innamorato della sorella di un amico che era patita e ci teneva molto. Lo dico perch\u00e9 magari voi il testo lo conoscete a memoria, per me \u00e8 stato una sorpresa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, per buona parte del pezzo <em>W l&#8217;Inghilterra<\/em> \u00e8 la storia pi\u00f9 o meno garbata di un possibile amoretto estivo fra un giovane automobilista e una ragazza inglese che fa l&#8217;<em>autostop<\/em>. Ora, ci sarebbero volumi di esegesi da scrivere su come la visione di Baglioni sia non semplicemente maschile ma maschilista e anche piuttosto conservatrice (la ragazza che gira il mondo in <em>autostop<\/em> fa tanto esotico), ma diciamo che \u00e8 l&#8217;epoca. Solo che poi lui le d\u00e0 un bacio sulla guancia, e vabbe&#8217;, sar\u00e0 un approccio un po&#8217; goffo ma ci sta, e al verso seguente la sua mano va sotto la camicetta di lei senza nemmeno passare per il sopra, sembrerebbe.<\/p>\n\n\n\n<p>Roba da ceffone, in ogni tempo. In epoca di <em>MeToo<\/em>, roba da denuncia, da processo mediatico, da morte civile. Ma siamo negli anni &#8217;70 e lei si limita a scendere, quindi lui il <em>MeToo<\/em> lo scampa e deve solo rimanere a becco asciutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Filosoficamente, il testo commenta:<br \/><em>Ho sbagliato qualche cosa? Boh<br \/>forse un pelo di etichetta<br \/>ma non era la regina Elisabetta<\/em><br \/>confermando, in altre parole, il vecchio e radicato convincimento maschile che quelle che non te la danno sono delle stronze.<\/p>\n\n\n\n<p>E niente, siamo a posto. Non oso pensare la settimana prossima.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/rtdQI1TFCSU?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span>\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi sono iscritto a Spotify all&#8217;epoca in cui ho deciso di fare l&#8217;elenco dei cento brani jazz da scoprire, perch\u00e9<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":18344,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,53,89,17,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Spotify.png?fit=1024%2C1024","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-4LM","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":13667,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13667","url_meta":{"origin":18338,"position":0},"title":"Per la donna che non conosce gli Inti Illimani","author":"Rufus","date":"09\/05\/2017","format":"video","excerpt":"Domenica, durante la manifestazione per la pace di Iglesias, ho detto sogghignando a Gaetano: \u00abMa \u00e8 adesso che intoniamo\u00a0El pueblo unido?\u00bb. 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