{"id":18226,"date":"2020-07-24T18:44:34","date_gmt":"2020-07-24T16:44:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=18226"},"modified":"2021-05-01T00:02:50","modified_gmt":"2021-04-30T22:02:50","slug":"esempio-appropriato-john-wick","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=18226","title":{"rendered":"Esempio appropriato: John Wick"},"content":{"rendered":"\n<p>Le scorse notti, dopo la visione familiare di <em>Modern Family<\/em> o <em>Boris<\/em> o <em>Il giovane Montalbano<\/em>, quando Maria Bonaria era andata a letto e io non riuscivo a dormire, mi sono guardato tutta la saga (finora) di John Wick, primo, secondo e terzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Parentesi: come faccia Maria Bonaria a dormire, mentre nello studio viene consumato in pallottole l&#8217;intero <em>budget<\/em> in spese militari dei paesi balcanici, non manca mai di suscitare la mia pi\u00f9 completa meraviglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma divago.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed alignwide is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/N_ZPL3hmFEo?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Devo dire che coi primi due mi sono abbastanza divertito. Da un punto di vista cinematografico la trilogia conferma che Keanu Reeves, per quanta ironia possano fare certi a proposito della fissit\u00e0 delle espressioni, ha una presenza scenica magnetica che lo rende iconico praticamente in tutto quello che fa, fino al punto di trasformare in oro al botteghino cose in partenza fatte di materiali assai meno pregiati. <\/p>\n\n\n\n<p>E poi \u00e8 interessante, e anche molto evidente, la riproposizione di una estetica molto <em>cyberpunk<\/em>: la citt\u00e0 che vive costantemente sotto i neon (che quando si spengono la rivelano tetra); la citt\u00e0 fatta di comunit\u00e0 multietniche affastellate assieme; i <em>samurai<\/em> di strada; la fascinazione per l&#8217;incrocio uomo-macchina del <em>cyberpunk<\/em> sostituita, quasi senza colpo ferire, con l&#8217;incrocio uomo-arma. Forse <em>postmoderno<\/em> sarebbe un aggettivo pi\u00f9 preciso, ma sono stati Gibson, Sterling e gli altri che hanno trasformato la citt\u00e0 postmoderna in scenario del racconto avventuroso, e quindi il riferimento all&#8217;estetica <em>cyberpunk <\/em>mi sembra corretto.<\/p>\n\n\n\n<p>Non frequento particolarmente il genere (la visione notturna dei tre film \u00e8 stata concepita come una bizzarria), quindi non so se le sparatorie coreografate come balletti siano rimaste un elemento ricorrente o siano state dissepolte per l&#8217;occasione, ma l&#8217;omaggio al cinema hongkonghese e a John Woo e Chow Yun-Fat mi \u00e8 sembrato evidente e piacevole.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed alignwide is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Ada2cGs5Mog?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Per me l&#8217;aspetto pi\u00f9 interessante della serie, peraltro, e che credo me la far\u00e0 citare spesso, \u00e8 il fatto che ci ho trovato inaspettatamente conferma di una cosa che qualche mese fa ho detto e ridetto nel corso di <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/1845194262176083\/videos\/207133947181588\">narrazioni per <em>videogame<\/em><\/a>. L&#8217;idea su cui ho insistito molto durante il corso \u00e8 stata quella che spesso il responsabile dello sviluppo narrativo di un <em>videogame<\/em> non sar\u00e0 chiamato a costruire un intero arco narrativo, quanto meno non nello stesso modo con cui lo farebbe, poniamo, un romanziere, ma piuttosto sar\u00e0 chiamato a inserire materiali sparsi, spezzoni di narrazione: definire i personaggi, fossero anche solo icone, curare un&#8217;ambientazione, fossero anche solo i fondali, caratterizzare il cattivo, fosse anche solo il mostro di fine livello. Farlo bene vuol dire comunque dare una dimensione narrativa al gioco, renderlo pi\u00f9 profondo e talvolta perfino dargli un senso che altrimenti non avrebbe.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec dicevo. <em>John<\/em> <em>Wick<\/em> e i suoi seguiti dimostrano che la cosa vale anche per il cinema. Si tratta, infatti, del film pi\u00f9 senza trama che abbia mai visto: dopo lo spunto iniziale e una volta enunciato il tema (la Vendetta del Falso Uomo Tranquillo) il resto va via in sparatorie praticamente senza successione di continuit\u00e0, in un sequenza di avvenimenti in cui sviluppo narrativo, evoluzione dei personaggi, <em>climax<\/em>, <em>anticlimax<\/em>, tutto il bagaglio abituale di un&#8217;opera di narrazione, \u00e8 eliminato come se fosse una zavorra fastidiosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Fra parentesi: questa dimensione fa assomigliare <em>John Wick<\/em> a un altro film diversissimo, e cio\u00e8: <em>Mad Max: Fury Road<\/em>. Entrambi sono film cos\u00ec sbagliati da far pensare che siano stati, in un certo senso, prodotti per errore o sfuggiti al sistema, fino ad avere successo quando avrebbero dovuto essere soppressi.<\/p>\n\n\n\n<p>Tornando a <em>John Wick<\/em>, il fatto che non ci sia trama non vuol dire che non ci sia narrazione, piuttosto che la dimensione narrativa \u00e8 affidata a elementi slegati fra loro ma che collaborano a dare una dimensione di profondit\u00e0 (ingannevole, come il <em>trompe-l&#8217;\u0153il<\/em>) al mondo e alla vicenda. L&#8217;invenzione migliore \u00e8 l&#8217;<em>Hotel Continental<\/em>, club esclusivo di assassini e mercenari nel quale \u00e8 vietato sbrigare <em>lavori<\/em>, ma collabora anche la cura nel tratteggiare la galleria dei <em>killer<\/em> e dei personaggi di contorno. Arrivati al secondo episodio gli sceneggiatori sono a loro agio e giocano ad aggiungere a ci\u00f2 che il pubblico ha gi\u00e0 apprezzato: la scena del sarto che prepara <em>smoking<\/em> tattici cuciti su misura o la degustazione col <em>sommelier<\/em> che prevede non il rifornimento di bottiglie ma di grossi pistoloni sono gi\u00e0 <em>fan service<\/em>, ma \u00e8 un <em>fan service<\/em> molto efficace, e sono invenzioni interessanti, e trattate con abilit\u00e0, il regno dei mendicanti sulla Bowery o la sala con le ragazze tatuate che tengono conto dei <em>contratti <\/em>come se fossero una sala scommesse. Perfino il pegno di sangue che Scamarcio esibisce gioca con efficacia dentro una dimensione gi\u00e0 costruita, quella di un mondo con una sua propria moneta corrente fatta di favori dati e restituiti e simboleggiati dalle onnipresenti monete d&#8217;oro. <\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di un lavoro sui materiali narrativi che permette di passare sopra, con facilit\u00e0, a una serie di incongruenze: intanto il fatto che per essere un <em>killer<\/em> invisibile e straordinario (anche il nomignolo di <em>Baba Yaga<\/em> o il racconto ripetuto del fatto che una volta ha ucciso tre uomini con una matita sono elementi narrativi efficaci) John Wick le prende di santa ragione con una ripetitivit\u00e0 impressionante (e uno mentre guarda si immagina Jason Bourne che scuote la testa con disprezzo); oltretutto apparentemente la sua idea di sofisticatezza \u00e8 andare l\u00ec e sparare a tutti; di incongruenze ce n&#8217;\u00e8 tutta un&#8217;altra serie, ma le lascio a un articolo che, come quello sul <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=7168\">tiranno cattivo<\/a>, potrei intitolare <em>Cento cose che farei se fossi il nemico di John Wick<\/em>: la prima regola sarebbe, ovviamente, <em>non gli ammazzerei mai il cane<\/em>, ma credo che anche <em>eviterei di mandargli addosso tutti i miei <\/em>killer<em> a distanza ravvicinata uno alla volta, un cecchino con fucile con mirino telescopico a 500 metri andr\u00e0 benissimo<\/em> sar\u00e0 abbastanza in alto in graduatoria.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed alignwide is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/oY4vVzfrtDo?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Il terzo episodio \u00e8 interessante, al negativo, perch\u00e9 conferma un&#8217;altra cosa abbastanza importante per narratori, autori di giochi di ruolo e creatori di <em>videogame<\/em>, ed \u00e8 la necessit\u00e0 di evitare la sindrome di JK Rowlings. Questo tipo di creazioni in chiaroscuro funzionano fintanto che non si entra troppo nel dettaglio: meno cose fai vedere, meno spiegazioni dai, e meglio \u00e8. Quando la Rowlings si \u00e8 messa a dettagliare il mondo di Harry Potter tutte le incongruenze che fino a quel momento aveva accuratamente lasciato sullo fondo le sono scoppiate in mano. In <em>Parabellum<\/em> succede lo stesso: questa volta la trama c&#8217;\u00e8 ma la necessit\u00e0 di dettagliare il mondo e dare corpo all&#8217;intrigo fa passare in secondo piano le invenzioni che ancora ci sono (il teatro della <em>Ruska Roma<\/em>, scuola di balletto e di assassinio, il motto <em>I have served, I will be of service<\/em>), col risultato che la sospensione di incredulit\u00e0 svanisce e alcune parti sfiorano (o superano direttamente) il ridicolo, come la parentesi nel deserto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le scorse notti, dopo la visione familiare di Modern Family o Boris o Il giovane Montalbano, quando Maria Bonaria era<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":18227,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,14,56,68,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/John-Wick.jpg?fit=1280%2C720","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-4JY","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":8453,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=8453","url_meta":{"origin":18226,"position":0},"title":"Noiosi divertimenti","author":"Rufus","date":"17\/09\/2014","format":"video","excerpt":"Grand Budapest Hotel (Wes Anderson, 2014) Pu\u00f2 darsi che io e Maria Bonaria non l'abbiamo visto nelle condizioni migliori (sebbene il panino che io avevo arrangiato con\u00a0pecorino e fichi fosse senz'altro delizioso) ma mi aspettavo molto di pi\u00f9 da questo\u00a0Grand Budapest Hotel che invece ho trovato noiosetto anzichen\u00f2. 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