{"id":17430,"date":"2019-10-10T18:55:08","date_gmt":"2019-10-10T16:55:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=17430"},"modified":"2019-11-14T18:16:18","modified_gmt":"2019-11-14T17:16:18","slug":"ottanta-giorni","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=17430","title":{"rendered":"Ottanta giorni"},"content":{"rendered":"\n<p>Il mio compare Andrea Assorgia, nonch\u00e9 compagno <em>Fabbricastorie<\/em>, mi ha segnalato che, se mi piacciono i romanzi interattivi, avrei dovuto provare <em>80 Days, <\/em>un gioco vastissimo che riprende esplicitamente i personaggi e le situazioni di uno dei pi\u00f9 famosi romanzi di Verne, cio\u00e8 appunto <em><a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=3466\">Il giro del mondo in ottanta giorni<\/a><\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide\"><img data-attachment-id=\"17435\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=17435\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Eighty-days-1.jpg?fit=1280%2C720\" data-orig-size=\"1280,720\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Eighty-days-1\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Eighty-days-1.jpg?fit=300%2C169\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Eighty-days-1.jpg?fit=510%2C287\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Eighty-days-1.jpg?resize=800%2C450\" alt=\"\" class=\"wp-image-17435\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Eighty-days-1.jpg?w=1280 1280w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Eighty-days-1.jpg?resize=150%2C84 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Eighty-days-1.jpg?resize=300%2C169 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Eighty-days-1.jpg?resize=510%2C287 510w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><em>80 Days<\/em> (io l&#8217;ho giocato sul telefono) segue in maniera piuttosto lasca la trama originaria: il pretesto della scommessa \u00e8 lo stesso e alcuni dei personaggi del libro (Fix, Aouda) compaiono anche qui, anche se in ruoli e con posizioni inaspettate, ma per il resto sin dall&#8217;inizio si capisce che il mondo non \u00e8 lo <em>stesso<\/em>, ma una sorta di Ottocento <em>steampunk<\/em> ricco di macchine volanti, robot senzienti, treni sottomarini e migliaia di altre invenzioni.<\/p>\n\n\n\n<h2>Raccontare Verne e l&#8217;Ottocento<\/h2>\n\n\n\n<p>Devo dire che, quando me ne sono accorto, ho avuto un attimo di esitazione: non \u00e8 che non mi piaccia lo <em>steampunk<\/em>, \u00e8 solo che in altre occasioni il risultato non mi era parso esattamente <a href=\"https:\/\/youtu.be\/KZp4dJOTsn0\">esaltante<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 chiaro che lo <em>steampunk<\/em> annovera Verne fra i propri padri nobili. Il problema per\u00f2 \u00e8 che in Verne le invenzioni mirabolanti sono sempre <em>uniche<\/em>: un <em>solo <\/em>sottomarino, una <em>sola<\/em> navicella spaziale, una<em> sola <\/em>nave volante. Il resto del mondo \u00e8 inchiodato alla tecnologia tradizionale ed \u00e8 proprio il contrasto fra questa quotidianit\u00e0 e l&#8217;opera mirabolante del genio magari incompreso a creare il contrasto drammatico su cui si basano i libri. Ma Verne si guarda bene (quasi sempre) dal mettere tutte le invenzioni nello stesso romanzo e, per esempio, <em>Il giro del mondo<\/em> \u00e8 basato esattamente sul principio della quotidianit\u00e0 che diventa impresa eroica: se esistessero le navi volanti sarebbe possibilissimo compiere l&#8217;impresa in ben meno che ottanta giorni.<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 <em>80 Days<\/em> spezza pi\u00f9 di una lancia per l&#8217;argomento opposto. Il problema, credo, \u00e8 che ormai l&#8217;Ottocento \u00e8 piuttosto lontano e non facilmente comprensibile. Non \u00e8 che non si possa raccontare in assoluto (ci sono un sacco di fumetti che lo fanno ancora benissimo), per\u00f2 \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile perch\u00e9 pi\u00f9 lontano dalla memoria, per esempio, dell&#8217;et\u00e0 media di quello che si immagina sia il pubblico dei <em>videogame.<\/em> E raccontare insieme l&#8217;Ottocento e Verne \u00e8 ancora pi\u00f9 difficile, perch\u00e9 il senso di meraviglia mischiato al patetico-avventuroso in cui eccelleva Verne \u00e8 difficile da replicare per gente che l&#8217;uomo nello spazio lo pu\u00f2 vedere quasi tutti i giorni al telegiornale.<\/p>\n\n\n\n<p>Serve avere altre frecce al proprio arco e devod ire che la scelta dello <em>steampunk<\/em> in questo senso si rivela fortunata, permettendo di ri-raccontare Verne specificamente e l&#8217;Ottocento in generale in maniera pi\u00f9 fresca e pi\u00f9 libera. L&#8217;inventiva fantastica dimostrata dagli autori, soprattutto nei mezzi di trasporto, ricrea il senso di meraviglia; l&#8217;Ottocento \u00e8 riproposto attraverso situazioni inventate che per\u00f2 echeggiano casi reali.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo senso la scrittura di <em>80 Days<\/em> \u00e8, devo dire, davvero molto buona, capace di tessere temi e personaggi diversi in un unico arazzo accattivante, di richiamare le atmosfere verniane senza scimmiottarle, di caratterizzare con una certa profondit\u00e0 Passepartout e Fogg (e di creare una buona immedesimazione verso il nostro amico francese), di presentare molti comprimari interessanti e di richiamare una serie di argomenti tipici dell&#8217;Ottocento (gli imperi, il colonialismo, le lotte per l&#8217;autodeterminazione, i popoli <em>selvaggi<\/em>, gli spazi naturali ancora liberi, le civilt\u00e0 lontane e l&#8217;esotismo, i gentiluomini e gli avventurieri e cos\u00ec via) in maniera magari stringata ma non banale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide\"><img data-attachment-id=\"17436\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=17436\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191010_170003_com.inkle_.eightydays.jpg?fit=1080%2C1920\" data-orig-size=\"1080,1920\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;STF-L09&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1570726803&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Screenshot_20191010_170003_com.inkle_.eightydays\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191010_170003_com.inkle_.eightydays.jpg?fit=169%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191010_170003_com.inkle_.eightydays.jpg?fit=510%2C907\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"1422\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191010_170003_com.inkle_.eightydays.jpg?resize=800%2C1422\" alt=\"\" class=\"wp-image-17436\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191010_170003_com.inkle_.eightydays.jpg?w=1080 1080w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191010_170003_com.inkle_.eightydays.jpg?resize=84%2C150 84w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191010_170003_com.inkle_.eightydays.jpg?resize=169%2C300 169w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191010_170003_com.inkle_.eightydays.jpg?resize=510%2C907 510w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Se un appunto va fatto alla scrittura, casomai, \u00e8 che non arriva mai in profondit\u00e0: manca (perlomeno: ho fatto quattro o cinque partite senza trovarla) una trama complessiva, una Grande Cospirazione, che dia al giocatore il piacere di rimettere i pezzi assieme. Si fanno molti incontri interessanti che sembrerebbero l&#8217;introduzione a trame successive, ma ciascuno rimane quasi sempre chiuso nella citt\u00e0 dell&#8217;incontro, o al massimo richiamato molto velocemente in una o due occasioni successive. Dopo un po&#8217; la cosa diventa un po&#8217; deludente, come una sorta di promessa non mantenuta, e talvolta sembra proprio un errore di continuit\u00e0 e di coerenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo un po&#8217; ci si rende anche conto che in molti casi non ci sono reali capacit\u00e0 di influire sulla trama; la maggior parte delle scelte offerte a Passepartout &#8211; ce ne sono moltissime &#8211; servono a creare immedesimazione e a dare al giocatore la possibilit\u00e0 di costruire il personaggio come vuole, ma raramente aprono, per esempio, possibilit\u00e0 di percorsi differenti o sottotrame diverse. Pur con questi difetti, la parte narrativa \u00e8 davvero molto buona.<\/p>\n\n\n\n<h2>Il funzionamento del gioco<\/h2>\n\n\n\n<p>Il brevissimo viaggio iniziale da Londra a Parigi vale praticamente come <em>tutorial<\/em>: impariamo a fare la valigia (gli oggetti che abbiamo con noi influenzano il gioco), iniziamo a dialogare e a fare le varie scelte nella trama, scopriamo le azioni principali che possiamo compiere arrivati in una citt\u00e0: controllare i percorsi per proseguire pi\u00f9 avanti o invece partire immediatamente, esplorare la citt\u00e0, comprare o vendere oggetti (che \u00e8 importante per essere ben equipaggiati ma anche per rimpinguare i nostri fondi), passare la notte in albergo per riposarci e anche, semplicemente, perch\u00e9 al momento non c&#8217;\u00e8 niente da fare.<\/p>\n\n\n\n<p>Strategicamente il gioco richiede una certa pianificazione: le rotte non sono tutte visibili sulla mappa ma vengono scoperte sulla base delle azioni di gioco, oppure mediante oggetti acquistati, parlando con i comprimari o esplorando le citt\u00e0. Il che vuol dire che ci si pu\u00f2 dirigere verso un posto fidando sul fatto che un collegamento per proseguire ci debba essere per forza, ma col rischio di scoprire che sia invece un vicolo cieco, oppure scegliere percorsi pi\u00f9 lunghi ma pi\u00f9 sicuri. In pi\u00f9 i mezzi di trasporto non partono tutti i giorni, hanno velocit\u00e0 diverse, costi di viaggio molto diversificati e offrono diverse possibilit\u00e0 di trasporto del bagaglio, e anche questo richiede attenzione, per evitare di sprecare giorni nell&#8217;attesa di un cargo che forse non arriver\u00e0 mai, o essere costretti a imbarcarsi su una nave volante costosissima che non permette di trasportare quell&#8217;oggetto voluminoso che dobbiamo assolutamente portare con noi se vogliamo venderlo al prossimo mercato e avere cos\u00ec i soldi per pagarci la prossima tappa. <\/p>\n\n\n\n<p>Abbastanza presto ci si rende conto che il gioco ha una difficolt\u00e0 di gioco piacevolmente moderata: si pu\u00f2 fallire la prima partita ma rapidamente si acquisisce abbastanza pratica da vincere pi\u00f9 o meno sempre con guadagni anche ragguardevoli. \u00c8 un livello di difficolt\u00e0 adeguato: di meno non avrebbe senso, di pi\u00f9 renderebbe il gioco un esercizio ragionieristico che impedirebbe di godersi la storia e le varie situazioni narrative.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide\"><img data-attachment-id=\"17437\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=17437\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191010_165857_com.inkle_.eightydays.jpg?fit=1080%2C1920\" data-orig-size=\"1080,1920\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;STF-L09&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1570726737&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Screenshot_20191010_165857_com.inkle_.eightydays\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191010_165857_com.inkle_.eightydays.jpg?fit=169%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191010_165857_com.inkle_.eightydays.jpg?fit=510%2C907\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"1422\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191010_165857_com.inkle_.eightydays.jpg?resize=800%2C1422\" alt=\"\" class=\"wp-image-17437\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191010_165857_com.inkle_.eightydays.jpg?w=1080 1080w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191010_165857_com.inkle_.eightydays.jpg?resize=84%2C150 84w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191010_165857_com.inkle_.eightydays.jpg?resize=169%2C300 169w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191010_165857_com.inkle_.eightydays.jpg?resize=510%2C907 510w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><figcaption>Qui si vede che ho deviato verso Monaco per fare un grosso affare al mercato e che poi da Varsavia ho scoperto che era meglio scendere verso Istanbul<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2>Rigiocare nel tempo<\/h2>\n\n\n\n<p>Appena finita una partita il gioco ti propone  immediatamente di ripartire. La spinta \u00e8, naturalmente, provare a vedere se lungo un&#8217;altra rotta succedono cose diverse: la prima volta sono passato da Suez e l&#8217;India; la seconda volta ho provato a vedere come funzionava con l&#8217;<em>Orient Express<\/em> fino a Vladivostok; la terza volta, in realt\u00e0, sono andato volontariamente un po&#8217; fuori strada, a sud attraverso l&#8217;Africa, con l&#8217;idea di fare il Capo e poi l&#8217;Australia (poi \u00e8 andata diversamente).<\/p>\n\n\n\n<p>Il gioco reagisce bene, devo dire, alla ripetitivit\u00e0: se la descrizione delle citt\u00e0 rimane forzatamente la stessa, una serie di avvenimenti e di incontri gi\u00e0 vissuti non si ripetono ma ce ne vengono presentati altri, facendoci fare la conoscenza di altri comprimari (non \u00e8 sempre vero ed \u00e8 un po&#8217; seccante, se non ho capito male, che tutte le volte che andiamo a Chittagong i ribelli fanno saltare la stazione, anche perch\u00e9 questo sembra suggerire che come viaggiatori <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13219\">portiamo pi\u00f9 sfiga della signora Fletcher<\/a>). La vastit\u00e0 del gioco si apprezza cos\u00ec ancora di pi\u00f9 al secondo o terzo passaggio, anche se \u00e8 un po&#8217; seccante che la mappa, soprattutto nella parte finale, tenda a comprimere le scelte e a farci tornare dove tutto sommato siamo gi\u00e0 stati: i modi di attraversare il Pacifico e l&#8217;Atlantico, insomma, sono abbastanza limitati e portano, in finale di partita, a giocare sempre allo stesso modo.<\/p>\n\n\n\n<p>Riflettevo che, in qualche modo, i difetti delle due parti portanti del gioco collaborano a una resilienza inaspettata che ci fa tornare al gioco pi\u00f9 volte dopo il primo passaggio. La parte gestionale\/strategica da sola \u00e8 troppo facile per rendere il gioco interessante nel lungo termine: quando hai capito che devi fare due o tre grosse vendite e adottare un criterio per il quale continui a muoverti in avanti, comunque sia, \u00e8 difficile che tu perda, ma il gioco diventa presto privo di interesse. Ci sono per\u00f2 le narrazioni e la scoperta di luoghi che non hai ancora visitato che compensano questo difetto. Le narrazioni, da parte loro, sono tropo micro per lasciarti a bocca aperta in una singola partita ma, contemporaneamente, non essendoci una sola singola grande trama da scoprire una volta per tutte, il gioco continua a offrire novit\u00e0 anche alla quarta o quinta ripetizione. Devo dire che, sotto questo punto di vista, <em>80 Days<\/em> non solo ha una signora scrittura ma anche un <em>game design<\/em> pi\u00f9 che rispettabile.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide\"><img data-attachment-id=\"17438\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=17438\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Eighty-days-2.jpg?fit=1024%2C1024\" data-orig-size=\"1024,1024\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Eighty-days-2\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Eighty-days-2.jpg?fit=300%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Eighty-days-2.jpg?fit=510%2C510\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"800\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Eighty-days-2.jpg?resize=800%2C800\" alt=\"\" class=\"wp-image-17438\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Eighty-days-2.jpg?w=1024 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Eighty-days-2.jpg?resize=150%2C150 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Eighty-days-2.jpg?resize=300%2C300 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Eighty-days-2.jpg?resize=510%2C510 510w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2>A proposito di <em>franchise<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p>A proposito di signora scrittura, non ho avuto il tempo di scoprire se <em>80 Days<\/em> si sia espanso fino a diventare una <em>franchise<\/em> con altri giochi e prodotti vari tutti collegati, ma certo uno dei risultati che raggiunge, probabilmente involontariamente, \u00e8 quello di costituire una fantastica ambientazione gi\u00e0 pronta per un gioco di ruolo (anche per un gioco da tavolo, ma quello \u00e8 un po&#8217; pi\u00f9 complicato). Tutte le microstorie proposte citt\u00e0 per citt\u00e0 o regione per regione, prese insieme con alcune trame pi\u00f9 robuste (la contrapposizione fra gli imperi europei, la Gilda degli Artificeri e i suoi nemici, dal Papa alla Scuola, gli Zulu o i Persiani pronti a perseguire i propri sogni egemonici, i vari ribelli sparsi un po&#8217; dappertutto) sono gi\u00e0 lo sfondo ideale per un gran numero di avventure. Ci sono gi\u00e0 un sacco di personaggi non giocanti belli pronti. C&#8217;\u00e8 un lavoro gi\u00e0 fatto sulle tecnologie. C&#8217;\u00e8 lo sviluppo storico di un Ottocento ucronico gi\u00e0 preparato. E ci sono i libri di Verne come ulteriore suggerimento di sviluppi avventurosi. Se io dovessi fare una campagna qualsiasi di tipo <em>steampunk<\/em> la farei dentro il mondo di <em>80 Days<\/em>: oltretutto per spiegare l&#8217;ambientazione ai giocatori basta dirgli di giocarsi un paio di partite al <em>videogame, <\/em>senza bisogno di dovergli raccontare la rava e la fava o imporre a lettura di manuali ingombranti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il che, a parte essere un suggerimento che offro gratis, serve a rafforzare ulteriormente l&#8217;idea che <em>Eighty Days<\/em> sia scritto molto bene: quando in un posto ci vuoi tornare, vuol dire che chi l&#8217;ha descritto ha fatto un buon lavoro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mio compare Andrea Assorgia, nonch\u00e9 compagno Fabbricastorie, mi ha segnalato che, se mi piacciono i romanzi interattivi, avrei dovuto<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":17435,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"\"Ottanta giorni\" di @inklestudio \u00e8 un videogame sul famoso romanzo di Verne, con una signora scrittura che risolve molto bene il problema di riproporre ancora una volta Verne e l'Ottocento e un game design semplice e accattivante #80days","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,63,9,56],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Eighty-days-1.jpg?fit=1280%2C720","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-4x8","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":3466,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=3466","url_meta":{"origin":17430,"position":0},"title":"Congegni matematici","author":"Rufus","date":"07\/06\/2013","format":"video","excerpt":"Il giro del mondo in ottanta giorni in linea Ho caricato ieri su Youtube la puntata di Oggi parliamo di libri dedicata al Giro del mondo in ottanta giorni. 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