{"id":17388,"date":"2019-10-03T19:27:30","date_gmt":"2019-10-03T17:27:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=17388"},"modified":"2019-10-17T10:36:56","modified_gmt":"2019-10-17T08:36:56","slug":"il-mio-amore-di-la-dal-mare","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=17388","title":{"rendered":"Il mio amore di l\u00e0 dal mare"},"content":{"rendered":"\n<p>Su consiglio degli amici Andrea Dresseno e Rosy Nardone (coautori del <em><a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15409\">dossier<\/a><\/em><a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15409\"> sui <\/a><em><a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15409\">videogame<\/a><\/em><a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15409\"> di <\/a><em><a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15409\">Mosaico di pace<\/a><\/em>) ho installato sul telefono <em>Se mi ami non morire<\/em> (ma il titolo originale \u00e8 <em>Bury me my love<\/em>, cio\u00e8 <em>Seppelliscimi, amore mio<\/em> o anche <em>Seppellitemi il mio amore<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di un gioco sul tema dell&#8217;emigrazione. L&#8217;aspetto esteriore \u00e8 quello di una <em>chat<\/em> di <em>WhatsApp<\/em>: noi siamo Majd, un siriano di Homs, mentre nostra moglie, Nour, intraprende il difficile viaggio verso la Germania. Tutta la storia \u00e8 vissuta attraverso i messaggi che i due si scambiano, conditi da faccine, foto e rari messaggi sonori, come appunto in una vera <em>chat<\/em> di <em>WhatsApp<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide\"><img data-attachment-id=\"17389\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=17389\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191003_170214_com.plug_in_digital.emma_.jpg?fit=1080%2C1920\" data-orig-size=\"1080,1920\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;STF-L09&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1570122134&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Screenshot_20191003_170214_com.plug_in_digital.emma_\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191003_170214_com.plug_in_digital.emma_.jpg?fit=169%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191003_170214_com.plug_in_digital.emma_.jpg?fit=510%2C907\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"1422\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191003_170214_com.plug_in_digital.emma_.jpg?resize=800%2C1422\" alt=\"\" class=\"wp-image-17389\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191003_170214_com.plug_in_digital.emma_.jpg?w=1080 1080w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191003_170214_com.plug_in_digital.emma_.jpg?resize=84%2C150 84w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191003_170214_com.plug_in_digital.emma_.jpg?resize=169%2C300 169w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191003_170214_com.plug_in_digital.emma_.jpg?resize=510%2C907 510w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Nour \u00e8 quindi dei due quella sul campo, chiamata a fare le scelte e affrontare le difficolt\u00e0 del viaggio. Noi rimaniamo indietro e abbiamo il compito di confortarla, consigliarla e fornirle per quanto possibile aiuto a distanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Da un punto di vista formale <em>Se mi ami non morire<\/em> \u00e8 sostanzialmente un romanzo interattivo, che si dipana a seconda delle scelte che il giocatore compie &#8211; nella forma di suggerimenti a Nour. Di fatto le nostre scelte sono piuttosto limitate, non solo perch\u00e9 talvolta Nour fa quello che vuole ma anche perch\u00e9 una serie di snodi narrativi mi sembrano, grosso modo, forzati. Ho giocato un primo viaggio e ora ne sto giocando un secondo nel quale sono finito lungo un itinerario completamente diverso, quindi non \u00e8 tanto il fatto che il gioco non si apra a diramazioni differenti, quanto che ci sono una serie di situazioni nelle quali tu vorresti dire delle cose diverse a Nour e invece, semplicemente, non puoi: ogni tanto hai la sensazione che le cose <em>devono<\/em> andare cos\u00ec, e basta.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide\"><img data-attachment-id=\"17390\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=17390\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191003_131314_com.plug_in_digital.emma_.jpg?fit=1080%2C1920\" data-orig-size=\"1080,1920\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;STF-L09&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1570108395&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Screenshot_20191003_131314_com.plug_in_digital.emma_\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191003_131314_com.plug_in_digital.emma_.jpg?fit=169%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191003_131314_com.plug_in_digital.emma_.jpg?fit=510%2C907\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"1422\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191003_131314_com.plug_in_digital.emma_.jpg?resize=800%2C1422\" alt=\"\" class=\"wp-image-17390\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191003_131314_com.plug_in_digital.emma_.jpg?w=1080 1080w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191003_131314_com.plug_in_digital.emma_.jpg?resize=84%2C150 84w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191003_131314_com.plug_in_digital.emma_.jpg?resize=169%2C300 169w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191003_131314_com.plug_in_digital.emma_.jpg?resize=510%2C907 510w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Sulla base di questo, la mia prima impressione \u00e8 stata che, in fondo, <em>Se mi ami non morire<\/em> fosse un <em>serious game<\/em>, cio\u00e8 uno di quei giochi che sacrificano l&#8217;aspetto ludico primario in favore del raggiungimento di uno scopo propagandistico, o addestrativo, o formativo. Ora, per\u00f2, non sono pi\u00f9 tanto sicuro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 chiaro che il gioco ha un suo scopo <em>persuasivo<\/em>: adotta in maniera palese il punto di vista dei migranti e si sforza di renderlo comprensibile a un giocatore presumibilmente europeo. Tuttavia lo fa con una cifra stilistica molto particolare che, se dovessi identificarla con una sola parola, direi della <em>riluttanza<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di tutto, \u00e8 un gioco estremamente poco invasivo. L&#8217;opzione di gioco consigliata \u00e8 quella in tempo semi-reale, quindi i messaggi di Nour che ti arrivano sono sparsi nell&#8217;arco della giornata e rispondere prende pochi minuti. Poi la vita di Nour va avanti autonomamente e tu, come Majd, prosegui con la tua vita senza poter intervenire fino alla prossima volta. Stilisticamente \u00e8 una scelta che pu\u00f2 apparire ovvia (\u00e8 suggerita dalla cornice del gioco, cio\u00e8 la simulazione di una <em>chat<\/em>, e oltretutto \u00e8 gi\u00e0 vista anche altrove) ma non \u00e8 per niente una trovata banale, anzi \u00e8 piuttosto profonda, solo che per notarla ci devi prestare un attimo attenzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Parentesi: la cornice di gioco risponde anche, senza troppo parere, a una delle classiche domande di quei razzisti che si credono molto furbi: <em>questi sono migranti per\u00f2 vedo che c&#8217;hanno tutti il cellulare<\/em>. Ma va? E cosa ci fanno? Chiamano casa, ovviamente. Perch\u00e9 altrimenti sono <em>perduti<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il che ci porta a un secondo aspetto di questa riluttanza, che \u00e8 quello della descrizione dell&#8217;ambiente. Che \u00e8 <em>normale<\/em>, forse perfino troppo. Nour, soprattutto nelle prima parti del viaggio, beh, guarda un po&#8217;, <em>viaggia<\/em>: racconta che ha trovato un posticino economico per mangiare i <em>falafel<\/em>, che sono quasi come quelli di casa, o che nel quartiere siriano di una citt\u00e0 turca ha conosciuto dei compatrioti che l&#8217;hanno invitata in un locale in cui si faceva musica. E Majd tira avanti un negozietto a Homs, ha clienti che fanno quattro chiacchiere, si occupa dei genitori, gira per una citt\u00e0 bombardata nella quale, per\u00f2, <em>incredibile<\/em>, c&#8217;\u00e8 accesso a <em>internet<\/em>. Un posto moderno come qualunque citt\u00e0 al mondo (bombardata, occhio!), accidenti, mica un accampamento di beduini nel deserto.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide\"><img data-attachment-id=\"17391\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=17391\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191003_131217_com.plug_in_digital.emma_.jpg?fit=1080%2C1920\" data-orig-size=\"1080,1920\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;STF-L09&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1570108337&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Screenshot_20191003_131217_com.plug_in_digital.emma_\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191003_131217_com.plug_in_digital.emma_.jpg?fit=169%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191003_131217_com.plug_in_digital.emma_.jpg?fit=510%2C907\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"1422\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191003_131217_com.plug_in_digital.emma_.jpg?resize=800%2C1422\" alt=\"\" class=\"wp-image-17391\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191003_131217_com.plug_in_digital.emma_.jpg?w=1080 1080w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191003_131217_com.plug_in_digital.emma_.jpg?resize=84%2C150 84w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191003_131217_com.plug_in_digital.emma_.jpg?resize=169%2C300 169w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191003_131217_com.plug_in_digital.emma_.jpg?resize=510%2C907 510w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Dal punto di vista persuasivo, sono realizzazioni notevoli, che vanno a dare un&#8217;impressione di quotidianit\u00e0 che graffia ferocemente l&#8217;idea dei razzisti (e anche di qualche benpensante dal cuore tenero, che in realt\u00e0 \u00e8 razzista al rovescio) per i quali se non c&#8217;\u00e8 la tragedia allora non vale, e che probabilmente pretende che appena finito il bombardamento uno esce dal cratere, schiva il campo minato, evade le bande di predatori e infine sale sul barcone in dieci secondi netti, o che pretenderebbe che i migranti, gi\u00e0 che ci sono, oltre a tutti i pericoli del viaggio portino pure il cilicio. <\/p>\n\n\n\n<p>Il che naturalmente non vuol dire che non ci sia la tragedia anche nella quotidianit\u00e0 (e ho l&#8217;impressione che molto spesso la storia di <em>Se mi ami non morire<\/em> finisca piuttosto male se non malissimo); ma la gente \u00e8 <em>normale<\/em> dappertutto, e cercher\u00e0 sempre, anche nelle condizioni estreme, di riprodurre condizioni di stabilit\u00e0: costruir\u00e0 piccoli commerci, cercher\u00e0 consolazione in un po&#8217; di divertimento, stringer\u00e0 legami di solidariet\u00e0 e cos\u00ec via. \u00c8 per questo, per esempio, che in <em>Se mi ami non morire<\/em> gli scafisti e i trafficanti sono gente come gli altri, n\u00e9 meglio n\u00e9 peggio, volta a volta risorse preziose oppure gente che tenta di fregarti, ma non i cattivi da operetta che qualche volta ci immaginiamo, e anche questo \u00e8 un rovesciamento del punto di vista piuttosto benvenuto (e che immagino pu\u00f2 fare discutere).<\/p>\n\n\n\n<p>Dove la riluttanza del gioco funziona peggio, veramente, \u00e8 quando tutta questa quotidianit\u00e0 finisce per diventare un po&#8217; bolsa. Nour e Majd, per esempio, sono personaggi piuttosto monodimensionali, piatti, pochissimo esplorati fino in fondo. L&#8217;aria da studentessa in vacanza che ha ogni tanto Nour nella prima parte, per esempio, non serve a renderla simpatica o a farci affezionare a lei; ogni tanto, semplicemente, stona. Ok, \u00e8 chiaro che sono persone <em>normali<\/em>: i loro dialoghi su <em>WhatApp<\/em> sono un po&#8217; insipidi, un po&#8217; prevedibili, esattamente come quelli di ciascuno di noi con la moglie e gli amici. Ma il materiale con il quale sono fatte le grandi storie sono grandi personaggi, e Nour e Majd non prendono quasi mai il volo: senza essere inutilmente patetici, o tromboni, credo che gli autori potessero fare qualcosa di pi\u00f9. Questo, <em>mutatis mutandis<\/em>, vale anche per l&#8217;altro materiale base delle grandi storie, che sono i fatti, e anche qui i momenti veramente emozionanti non si sprecano.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide\"><img data-attachment-id=\"17394\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=17394\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191003_131112_com.plug_in_digital.emma_.jpg?fit=1080%2C1920\" data-orig-size=\"1080,1920\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;STF-L09&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1570108272&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Screenshot_20191003_131112_com.plug_in_digital.emma\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191003_131112_com.plug_in_digital.emma_.jpg?fit=169%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191003_131112_com.plug_in_digital.emma_.jpg?fit=510%2C907\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"1422\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191003_131112_com.plug_in_digital.emma_.jpg?resize=800%2C1422\" alt=\"\" class=\"wp-image-17394\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191003_131112_com.plug_in_digital.emma_.jpg?w=1080 1080w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191003_131112_com.plug_in_digital.emma_.jpg?resize=84%2C150 84w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191003_131112_com.plug_in_digital.emma_.jpg?resize=169%2C300 169w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Screenshot_20191003_131112_com.plug_in_digital.emma_.jpg?resize=510%2C907 510w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Il che, peraltro, non vuol dire che la storia non <em>funzioni<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo avere finito (male) il primo viaggio ero un po&#8217; perplesso (\u00absi, carino, ma&#8230;\u00bb) e allora ho deciso di fare un passo indietro e di chiedermi che <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=16087\">effetti avesse prodotto il gioco. In me.<\/a> Per esempio, apparentemente non mi ero particolarmente affezionato a Nour, che per quattro quinti del viaggio avevo piuttosto considerato una cretina inutilmente spensierata&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Toh.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa <em>\u00e8<\/em> una reazione. Anche l&#8217;irritazione \u00e8 una reazione.<\/p>\n\n\n\n<p>E, a contraddire l&#8217;impressione di essere rimasto piuttosto a distanza, niente commozione, pochissima immedesimazione, un fatto curioso. A un certo punto, in un passaggio cruciale del viaggio, Nour scarica il telefono. Non ho pi\u00f9 contatti. In termini di tempo di gioco, passano tre giorni. In termini di tempo reale, molte ore, forse una giornata. E io mi sono gingillato con le opzioni che permettono di variare il tempo di gioco, con la tentazione fortissima di mettere il <em>fast forward<\/em> per sapere che diamine le fosse successo.<\/p>\n\n\n\n<p>Una preoccupazione strisciante, non particolarmente forte dal punto di vista emotivo, per\u00f2 molto presente. Il gioco, con riluttanza, mi aveva agganciato, cos\u00ec, senza parere, quasi scusandosi e pronto a rilasciarmi subito.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi il gioco<em> <\/em>funziona.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa scoperta mi ha fatto riflettere su un ultimo aspetto di <em>Se mi ami non morire<\/em>, che \u00e8 quello della sua <em>crudelt\u00e0<\/em>. Perch\u00e9, a ben pensarci, il gioco non \u00e8 tanto crudele nei confronti dei suoi personaggi (che Nour possa passare disgrazie ce lo aspettiamo, quindi non conta) quanto nei confronti del giocatore.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto, come detto, \u00e8 un gioco dove puoi fare piuttosto poco, nel senso che non \u00e8 che puoi fare l&#8217;atto eroico, piantare baracca e burattini e da Homs pi\u00f9 veloce della luce andare a salvare Nour in mezzo al mare o fra i Carpazi. E comunque sar\u00e0 sempre Nour ad avere l&#8217;ultima parola sulle cose da fare. Esattamente come Majd, complessivamente sei impotente, uno spettatore di tragedie sulle quali puoi influire solo relativamente (certi snodi della trama continuano a sembrare eccessivamente rigidi, ma non \u00e8 di questo che stiamo parlando).<\/p>\n\n\n\n<p>In secondo luogo, il gioco \u00e8 sottilmente crudele da un punto di vista tecnico. In molti giochi di questo tipo, quando hai diverse frasi che puoi rivolgere all&#8217;interlocutore, ti aspetti che detta una cosa e ottenuta una risposta potrai poi dire anche l&#8217;altra frase che non avevi scelto. Qui non capita mai e questo aumenta sia la sensazione di impotenza e frustrazione sia anche il senso di responsabilit\u00e0 nei confronti di Nour. Per esempio, una volta le ho promesso che in un momento successivo le avrei ricordato una certa cosa. Al momento opportuno, un momento un po&#8217; imbarazzante per tutti e due, potevo farlo o iniziare il discorso con una banalit\u00e0. Ho iniziato cos\u00ec, per vedere come stavano le cose fra noi, e poi non mi ha fatto pi\u00f9 dire la cosa importante. Quando poi \u00e8 finito tutto male, mi sono chiesto se non avrei dovuto essere pi\u00f9 onesto, pi\u00f9 fedele alla promessa, se non fossi venuto meno a Nour tradendone la fiducia. Non \u00e8 l&#8217;unico dialogo con questo rischio.<\/p>\n\n\n\n<p>E, in realt\u00e0, mi sono reso conto che, non so per sottile astuzia degli sviluppatori o in maniera del tutto casuale, Majd \u00e8 un po&#8217; uno stronzo, diciamo. \u00c8 un po&#8217; pedante, un po&#8217; saccente, un po&#8217; pronto a rimproverare, come se fosse un padre severo e non un marito o un compagno, per dire. C&#8217;\u00e8 una crudelt\u00e0 raffinata nel metterti nei panni di un personaggio che al termine del gioco \u00e8 chiamato a convivere con questa combinazione di impotenza da una parte e recriminazioni e sensi di colpa dall&#8217;altra, e questo dimostra che <em>Se mi ami non morire<\/em> \u00e8 un gioco che, dentro dei limiti comunque esistenti, ha una profondit\u00e0 inaspettata che consiglia fortemente di provarlo, al di l\u00e0 dell&#8217;argomento e della capacit\u00e0 di capovolgere il punto di vista, che gi\u00e0 sarebbero una raccomandazione sufficiente (tra l&#8217;altro le meccaniche di gioco sono veramente alla portata di tutti, anche di chi non ha mai visto un <em>videogame<\/em> in vita sua).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Su consiglio degli amici Andrea Dresseno e Rosy Nardone (coautori del dossier sui videogame di Mosaico di pace) ho installato<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":17395,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"Il mio amore di l\u00e0 dal mare. 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