{"id":17188,"date":"2019-09-12T18:39:38","date_gmt":"2019-09-12T16:39:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=17188"},"modified":"2019-10-05T19:41:37","modified_gmt":"2019-10-05T17:41:37","slug":"fabbricarsi-gli-strumenti","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=17188","title":{"rendered":"Fabbricarsi gli strumenti"},"content":{"rendered":"\n<p>Dopo il <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=16694\">seminario primaverile<\/a> sto cercando di approfondire il tema dei rapporti fra etica e <em>videogame<\/em>, anche dandomi a letture filosofiche che mi aiutino a sistematizzare le mie competenze sull&#8217;etica. \u00c8 un tema al quale anche ai <em>Fabbricastorie<\/em> piacerebbe dare pi\u00f9 spazio e magari inserire nel novero dei nostri interessi e attivit\u00e0 principali, tanto pi\u00f9 ora che parte il nostro <em>Centro di sperimentazione di arti ludiche<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Come dite, non lo sapevate? Sapevatelo. <\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2 del <em>Centro<\/em> vi parler\u00f2 fra poco, quando staremo per aprire. Nel frattempo, dicevo, etica e <em>videogame<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide\"><img data-attachment-id=\"16696\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=16696\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Etica-e-videogame.jpg?fit=960%2C720\" data-orig-size=\"960,720\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Etica e videogame\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Etica-e-videogame.jpg?fit=300%2C225\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Etica-e-videogame.jpg?fit=510%2C383\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"600\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Etica-e-videogame.jpg?resize=800%2C600\" alt=\"\" class=\"wp-image-16696\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Etica-e-videogame.jpg?w=960 960w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Etica-e-videogame.jpg?resize=150%2C113 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Etica-e-videogame.jpg?resize=300%2C225 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Etica-e-videogame.jpg?resize=510%2C383 510w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Il problema nel quale mi sono imbattuto \u00e8 che pi\u00f9 ci ragiono sopra e pi\u00f9 mi rendo conto che si tratta di un campo nel quale non sono sicuro che quello che io considererei <em>etico<\/em> sia quello che altri si aspetterebbero che io pensassi (a scanso di equivoci, la mia posizione \u00e8 sempre quella del seminario, con un po&#8217; di enfasi in pi\u00f9 sulle molestie sul luogo di lavoro e in generale nell&#8217;ambiente).<\/p>\n\n\n\n<p>Una certa differenza di opinioni sui temi etici \u00e8 normale e si pu\u00f2 aspettarsela, per\u00f2 trovo che qui ci sia qualcosa di pi\u00f9. Intanto, mi trovo a disagio in un dibattito estremamente ideologicizzato, oltre ogni accettabilit\u00e0. Per spiegarmi, e per proteggere gli innocenti, non parler\u00f2 direttamente di <em>videogame<\/em> ma user\u00f2 la famosa storia del <em>McDonald<\/em> che vende il caff\u00e8 tiepido per mettersi al riparo da possibili istanze di risarcimento nel caso che uno se lo rovesci addosso e si ustioni (non mi interessa se \u00e8 vero o falso, mi serve per spiegarmi).<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, entrare nel dibattito seguendo l&#8217;impostazione attuale vuol dire schierarsi obbligatoriamente o con quelli che non solo vogliono che il caff\u00e8 sia una brodaglia tiepida, ma possibilmente anche decaffeinato, anzi meglio se orzo che non fa male al cuore, anzi forse ancora meglio il <em>tasinanta<\/em> nepalese dalle antiche propriet\u00e0 curative, oppure in alternativa entrare nel branco di quelli che non solo vogliono potersi ustionare, se cos\u00ec gli va, ma troverebbero fantastico se col caff\u00e8 invece del <em>muffin<\/em> ti dessero un fucile a pompa e, gi\u00e0 che ci sei, lo potessi usare immediatamente per sparare al primo negro che passa.<\/p>\n\n\n\n<p>A me invece piacerebbe poter parlare di etica come di un caff\u00e8 caff\u00e8, <a href=\"https:\/\/www.dissapore.com\/grande-notizia\/le-7-regole-del-caffe-espresso\">fatto con tutti i crismi<\/a>, da bere in un posto sano, pulito e giusto. \u00c8 una posizione, temo, che nell&#8217;esempio che stiamo facendo non troverebbe d&#8217;accordo n\u00e9 gli uni n\u00e9 gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltretutto, in queste situazioni, vedo un sacco di gente accogliere senza nessun senso critico posizioni preconfezionate che passano di bocca in bocca e che vengono ripetute non solo per dimostrare di essere molto saputi, ma anche per certificare la propria appartenenza al gruppo. Siccome io sono un cane vecchio e continuo a ritenere corretto l&#8217;avvertimento di Brecht<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Al momento di marciare<br \/>molti non sanno <br \/>che alla loro testa marcia il nemico<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>preferisco non mettermi a marciare dietro a nessun ideologo, che poi non sai mai dove finisce per portarti.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltretutto non \u00e8 mai una buona cosa quando si confonde l&#8217;etica con l&#8217;ideologia perch\u00e9 si finisce per fare <em>cattiva<\/em> etica, e l&#8217;impressione \u00e8 che nel settore i pozzi siano stati in buona parte avvelenati. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide\"><img data-attachment-id=\"17222\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=17222\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Culture-wars.jpg?fit=905%2C653\" data-orig-size=\"905,653\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"Culture-wars\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Culture-wars.jpg?fit=300%2C216\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Culture-wars.jpg?fit=510%2C368\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"577\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Culture-wars.jpg?resize=800%2C577\" alt=\"\" class=\"wp-image-17222\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Culture-wars.jpg?w=905 905w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Culture-wars.jpg?resize=150%2C108 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Culture-wars.jpg?resize=300%2C216 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Culture-wars.jpg?resize=510%2C368 510w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>D&#8217;altra parte il problema, a chi si mette a ragionarci sopra da una visuale europea, \u00e8 che il dibattito ideologico \u00e8 totalmente americano, ed \u00e8 influenzato da guerre culturali i cui confini spesso ci sembrano bizzarri o non del tutto comprensibili: gli americani dopotutto sono pur sempre quelli in grado di arrivare a litigare sulla Costituzione a partire da una <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=17169\">cotoletta di pollo<\/a>. E poi il nostro clima culturale inclina ancora, per esempio sul politicamente corretto, su posizioni mediane che in quel dibattito sono del tutto estromesse o silenti, per quanto <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15829\">probabilmente maggioritarie nel corpo sociale<\/a>. Purtroppo, per\u00f2, le dimensioni della presenza americana nell&#8217;industria e il ruolo in generale della cultura statunitense nel settore fa s\u00ec che sia praticamente impossibile astrarre da quelle posizioni e da quel complesso di impostazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Per chi vuole ragionare sul rapporto fra etica e <em>videogame <\/em>si trovano in giro una quantit\u00e0 davvero enorme di casi concreti e di problemi reali che si propongono alla riflessione. Si trovano anche spezzoni interessanti di ragionamento. E zilioni di persone di buona volont\u00e0. Aldil\u00e0 di questo, francamente, non mi sembra si possa andare.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei primi anni della rete, la comunit\u00e0 digitale \u00e8 stata capace di forgiarsi i propri strumenti interpretativi dell&#8217;esperienza che stava vivendo e di darsi criteri normativi per la convivenza: ha esplorato le esigenze di autoregolamentazione delle comunit\u00e0, si \u00e8 interrogata sull&#8217;identit\u00e0 digitale in rapporto alla vita reale, ha scoperto l&#8217;esistenza dei <em>troll<\/em> e gli ha dato un nome, ha inventato la <em>netiquette<\/em>, e cos\u00ec via. Dalla costruzione di queste letture della realt\u00e0 sono emerse petizioni etiche che hanno retto, sostanzialmente, fino all&#8217;epoca dei <em>social<\/em> e che anche oggi ancora reggono: dalla libert\u00e0 di accesso alla rete alla (non) regolamentazione delle forme di espressione, dalla accessibilit\u00e0 alla condivisione delle informazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;impressione che ho \u00e8 che la crescita vigorosa della presenza dei <em>videogame<\/em> nel contesto culturale globale non sia stata accompagnata da una riflessione simile, ma si sia limitata a importare categorie (e linee di fissione) da altri spazi del dibattito culturale, spesso anche soffermandosi su dimensioni che non sono specifiche dei <em>videogame<\/em>. Per esempio, si possono certamente fare ragionamenti critici sulla presenza di stereotipi sessisti, ma \u00e8 un tipo di critica che, in s\u00e9, \u00e8 uguale a quella che si pu\u00f2 fare per il cinema o la letteratura. Dal punto di vista di <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/MDA_framework\">modelli interpretativi tipici dei giochi<\/a> siamo sempre al livello delle <em>estetiche<\/em>. Ci sar\u00e0 una riflessione etica che invece si pu\u00f2 posizionare nella impostazione delle <em>meccaniche<\/em> e delle <em>dinamiche <\/em>del gioco? Per esempio nello scambio di potere fra progettista del gioco e giocatore? O nella riusabilit\u00e0? Ci sono dimensioni etiche tipiche dei giochi multigiocatore, nei rapporti che si stabiliscono in una esperienza condivisa? Le riflessioni sulle identit\u00e0 di genere in contesti intereattivi possono usare davvero le stesse categorie dei contesti di fruizione passiva? Sono domande interessanti, credo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide\"><img data-attachment-id=\"17224\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=17224\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Forgia.jpg?fit=800%2C450\" data-orig-size=\"800,450\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Forgia\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Forgia.jpg?fit=300%2C169\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Forgia.jpg?fit=510%2C287\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Forgia.jpg?fit=510%2C287\" alt=\"\" class=\"wp-image-17224\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Forgia.jpg?w=800 800w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Forgia.jpg?resize=150%2C84 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Forgia.jpg?resize=300%2C169 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Forgia.jpg?resize=510%2C287 510w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>E quindi mi sto convincendo che ragionare (e lavorare) su un tema come etica e <em>videogame<\/em>, se non si vuole stare l\u00ec a litigare sulla temperatura del caff\u00e8, vuol dire che prima ancora di iniziare a ragionare sulle categorie di giudizio etico occorre costruirsi dei criteri interpretativi della realt\u00e0. Dare un nome alle cose, in molti casi, sfuggendo a categorie insoddisfacenti che oltretutto sono ormai rese tossiche da furiose guerre culturali.<\/p>\n\n\n\n<p>Metto qui sotto le cose che mi sto segnando, alla rinfusa. Per quanto una ventina d&#8217;anni di impegno sul campo nella finanza etica e una vita intera spesa a giocare mi mettano in una discreta posizione per ragionare sull&#8217;argomento, in molti casi si tratta di problemi ben al di l\u00e0 delle mie capacit\u00e0 intellettuali. Per\u00f2 me le appunto, se non altro sperando che magari qualcuno pi\u00f9 bravo sia in grado di risolverle. E in ogni caso sono riflessioni che credo mi accompagneranno nei prossimi due o tre anni, quindi tanto vale segnare il punto di partenza, a futura memoria.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Uno.<\/strong> Intanto, io partirei giustappunto dalle guerre culturali. Sar\u00e0 possibile un progresso nella riflessione etica sui <em>videogame<\/em> se si sviluppa una riflessione <em>pacifista <\/em>sulle guerre culturali? Dopo tutto, l&#8217;esperienza insegna che in guerra la prima vittima \u00e8 la verit\u00e0. Fermo restando che le minacce di morte, le molestie <em>on line<\/em> e nella vita reale e la violenza sono <em>sempre<\/em> oltre il limite (e dovrebbero essere prontamente spostate dal campo etico al campo della repressione del crimine), si possono fare altri passi avanti, per esempio adottando un approccio crtico a quel tipo d progressione che va da differenza di opinioni all&#8217;anatema reciproco, alla scomunica, al <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=14299\">boicottaggio<\/a>, alla richiesta di eliminazione della presenza digitale, l&#8217;estensione della guerra ai potenziali alleati, le crociate collettive e cos\u00ec via? Quali sono le condizioni per definire, come i teologi medievali, un concetto di guerra <em>giusta<\/em>? Quali sono le armi di distruzione di massa che andrebbero vietate? Come autoregolare il conflitto fra sottocomunit\u00e0 all&#8217;interno della comunit\u00e0 pi\u00f9 ampia di attori dell&#8217;industria? Che nomi diamo a <em>flame<\/em> cos\u00ec collettive? Che nome diamo a quelle che oltrepassano il limite (gi\u00e0, e qual \u00e8 il limite?)? Che nome diamo alle <em>ritorsioni<\/em>? Quando sono da considerarsi sproporzionate? Ci sarebbe spazio per pratiche nonviolente sullo stile del metodo del consenso? Per discussioni <em>partecipative<\/em>? <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide\"><img data-attachment-id=\"17225\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=17225\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Gandhi.jpg?fit=1134%2C794\" data-orig-size=\"1134,794\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Tele 5&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Mahatma Gandhi (Ben Kingsley)  kehrt um die Jahrhundertwende als junger Anwalt aus Afrika in sein Heimatland Indien zur\\u00fcck, um dort gegen die Zust\\u00e4nde der Kolonialherrschaft Englands zu k\\u00e4mpfen.&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;Abdruck honorarfrei bei Sendehinweis auf Tele 5 bis 2 Tage nach Ausstrahlung. Verwendung nur mit Copyrightvermerk. Die Fotos d\\u00fcr&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;Gandhi&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"Gandhi\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;Mahatma Gandhi (Ben Kingsley)  kehrt um die Jahrhundertwende als junger Anwalt aus Afrika in sein Heimatland Indien zur\u00fcck, um dort gegen die Zust\u00e4nde der Kolonialherrschaft Englands zu k\u00e4mpfen.&lt;\/p&gt;\n\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Gandhi.jpg?fit=300%2C210\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Gandhi.jpg?fit=510%2C357\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1134\" height=\"794\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Gandhi.jpg?fit=510%2C357\" alt=\"\" class=\"wp-image-17225\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Gandhi.jpg?w=1134 1134w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Gandhi.jpg?resize=150%2C105 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Gandhi.jpg?resize=300%2C210 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Gandhi.jpg?resize=510%2C357 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Gandhi.jpg?resize=130%2C90 130w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>Un <em>satyagraha<\/em> per il mondo dei <em>videogame<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Due.<\/strong> Un altro campo dove mancano i nomi adatti a definire le cose \u00e8 quello della <em>responsabilit\u00e0<\/em>. L&#8217;industria ha sostanzialmente importato la visione americana della <em>corporate social responsibility<\/em>, non solo nei contenuti (pari opportunit\u00e0, ambiente, sostenibilit\u00e0&#8230;), che pure peraltro spesso non sono adeguati a questo settore e, come dimostra il caso del <em>crunch<\/em>, magari tengono fuori della porta questioni molto importanti, ma soprattutto nella dimensione tipicamente americana della <em>risarcibilit\u00e0<\/em>. La responsabilit\u00e0 \u00e8 quando pu\u00f2 esistere una chiamata di correo: in quel caso meglio troncare i rapporti per non essere trascinati in tribunale (o nei tribunali del popolo della rete), magari mettendo preventivamente un po&#8217; di soldi benefici sul piatto. \u00c8 una visione tutta <em>giuridica<\/em> della responsabilit\u00e0 che dal punto di vista etico (e spesso anche semplicemente morale) non \u00e8 particolarmente soddisfacente. Ci sono assunzioni\u00a0 di responsabilit\u00e0 giuridiche che non sono etiche, e viceversa. Oltretutto, la sempre maggiore richiesta di assunzione di responsabilit\u00e0 sui <em>contenuti<\/em> dei giochi \u00e8 un&#8217;arma controversa perch\u00e9, come sappiamo, puzza di censura e rischia di essere a doppio taglio, dato che pu\u00f2 comportare che prima o poi petizioni etiche di segno contrario vengano utilizzate per <em>censurare<\/em> contenuti, diciamo cos\u00ec, progressisti, oppure semplicemente controculturali: in un paese come l&#8217;Italia che ha sperimentato il <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=12041\">massacro<\/a> del contenuto culturale specifico dei cartoni animati giapponesi per <em>proteggere<\/em> i bambini da cattive influenze e che ha visto ultimamente trasformare le ONG da esempi di quasi-santit\u00e0 in trafficanti di schiavi, l&#8217;invito alla prudenza dovrebbe essere facilmente comprensibile.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide\"><img data-attachment-id=\"12262\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=12262\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Art\u00f9-TOEI.jpg?fit=770%2C472\" data-orig-size=\"770,472\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Art\u00f9 TOEI\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Art\u00f9-TOEI.jpg?fit=300%2C184\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Art\u00f9-TOEI.jpg?fit=510%2C313\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"770\" height=\"472\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Art\u00f9-TOEI.jpg?resize=770%2C472\" alt=\"\" class=\"wp-image-12262\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Art\u00f9-TOEI.jpg?w=770 770w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Art\u00f9-TOEI.jpg?resize=150%2C92 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Art\u00f9-TOEI.jpg?resize=300%2C184 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Art\u00f9-TOEI.jpg?resize=510%2C313 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Art\u00f9-TOEI.jpg?resize=310%2C190 310w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Art\u00f9-TOEI.jpg?resize=700%2C429 700w\" sizes=\"(max-width: 770px) 100vw, 770px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Tre.<\/strong> Per togliere le pastoie alla riflessione etica, e sempre in tema di responsabilit\u00e0, occorrerebbe anche fabbricarsi strumenti di giudizio sulla responsabilit\u00e0 nel campo della critica. La cornice, ovviamente, \u00e8 che ognuno ha diritto di critica, che tutti i gusti sono gusti e che ognuno ha il diritto di mettere un cattivo giudizio (o anche uno buono) dappertutto. Dentro questa cornice, per\u00f2, c&#8217;\u00e8 differenza fra la critica professionale e quella dei <em>semplici<\/em> appassionati? Che responsabilit\u00e0 hanno gli uni e gli altri? Che riflessione si pu\u00f2 fare sulle contiguit\u00e0 e sui potenziali conflitti di interesse? E andrebbe notato che ci sono possibili conflitti di intetesse non solo quando si \u00e8 a favore, ma anche nelle contiguit\u00e0 che si costruiscono <em>contro<\/em> qualcuno. Oppure, per dire, se da una parte ci possono essere i grossi <em>media<\/em> del settore legati alle grandi case e quindi pregiudizialmente a favore delle triple A, magari c&#8217;\u00e8 anche un&#8217;apertura di credito non giustificata a favore delle triple I. Non \u00e8 che quello dei conflitti di interesse sia un campo inesplorato, tanto pi\u00f9 per effetto del confronto con altri campi, ma ho l&#8217;impressione che nel settore se ne trovino in ambienti e situazioni piuttosto inaspettati. E, se \u00e8 pacifico che la critica pu\u00f2 tranquillamente arrivare alla stroncatura senza rimedio e magari anche alla <em>flame<\/em>, che giudizio dare delle situazioni nelle quali dalla stroncatura si passa alla proposta di <em>eliminazione<\/em> dal mercato dell&#8217;oggetto incriminato? Dovrebbe esserci una separazione fra chi fa critica e chi fa attivismo (o, nel caso di certe allegre teppe, squadrismo)? Oppure, \u00e8 ammissibile che intere campagne critiche possano essere scatenate dall&#8217;<em>unica<\/em> critica dell&#8217;attivista Pinco Pallo? Premesso che non pu\u00f2 essere che per giudicare un gioco debba servire la patente, che responsabilit\u00e0 etica c&#8217;\u00e8 nell&#8217;atto di giudicare? Che differenza fra giudicare e <em>accusare<\/em>? <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide\"><img data-attachment-id=\"13538\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=13538\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Shia-LaBeouf.jpg?fit=1024%2C576\" data-orig-size=\"1024,576\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Shia LaBeouf\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Shia-LaBeouf.jpg?fit=300%2C169\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Shia-LaBeouf.jpg?fit=510%2C287\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Shia-LaBeouf.jpg?resize=800%2C450\" alt=\"\" class=\"wp-image-13538\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Shia-LaBeouf.jpg?w=1024 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Shia-LaBeouf.jpg?resize=150%2C84 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Shia-LaBeouf.jpg?resize=300%2C169 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Shia-LaBeouf.jpg?resize=510%2C287 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Shia-LaBeouf.jpg?resize=700%2C394 700w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Quattro.<\/strong> Al fondo dietro questi primi tre punti c&#8217;\u00e8 l&#8217;idea di chiedersi quando sia giusto <em>entrare<\/em> nello spazio altrui (probabilmente sempre) e quando sia corretto causare un danno (probabilmente mai). Per spiegarmi meglio: ho raccontato tempo fa la storia della telecamera di <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13534\">Shia LaBoeuf<\/a>: se uno mette  per strada una telecamera perch\u00e9 ci si possa andare e parlare male di Trump \u00e8 perfettamente lecito andarci e parlarne <em>bene<\/em>; ma se insegui il povero Shia per mezza America per impedirgli di mettere la telecamera da <em>qualunque<\/em> parte, stai facendo squadrismo culturale. Per il mondo dei videogiochi vale lo stesso. Una buona riflessione etica aiuta a far crescere l&#8217;ambiente, a rafforzarlo, a renderlo pi\u00f9 sano e a liberare spazi per tutti (meglio: <em>per ciascuno<\/em>), non a rendere l&#8217;ambiente tossico o invivibile per <em>nessuno <\/em>(o quasi nessuno). Vale per i comportamenti produttivi e aziendali, per le regole di relazione fra gli attori dell&#8217;ambiente, per i comportamenti nello varie comunit\u00e0 particolari e anche come giudizio sui giochi. Una buona critica etica del settore ha un giudizio <em>negativo<\/em> su tutte quelle situazioni che erigono steccati, che recintano ambienti, che facilitano espulsioni, che travalicano nel bigottismo, che rendono l&#8217;aria asfissiante. Giocare \u00e8, prima di tutto, un&#8217;esperienza appagante di tipo personale, ed \u00e8 naturale che ciascuno cerchi di ripetere e incrementare <em>quel<\/em> tipo di appagamento, che non \u00e8 necessariamente lo stesso per gli altri. Il problema \u00e8, come in altre situazioni, l&#8217;assolutizzazione del singolo punto di vista, che tende a <em>ridurre<\/em> gli spazi per i punti di vista altrui. Una buona etica, credo, deve avere una funzione <em>liberante<\/em> rispetto a tutto l&#8217;ambiente, nel senso che aiuta a scardinare le gabbie e a allargare gli spazi a disposizione, in modo che ce ne sia di pi\u00f9 per tutti. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cinque.<\/strong> Non ho usato l&#8217;aggettivo <em>liberante<\/em>, che mi appartiene per storia personale, a caso. Sto ragionando sul fatto che potrebbe essere un buon criterio di giudizio anche sulla stessa esperienza di gioco, sia in termini di <em>gameplay<\/em> che in termini pi\u00f9 generali. L&#8217;esperienza di liberazione pu\u00f2 essere di tanti tipi: dallo <em>stress<\/em> e dalle difficolt\u00e0 della vita, come era abbastanza chiaro nel <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=11294\">racconto<\/a> dello sviluppatore di <em>Crashlands<\/em>, oppure dagli stereotipi e da esperienze limitate, o anche dai limiti &#8211; anche fisici &#8211; che magari ho finora sperimentato in altri giochi o dal fatto che sinora nessuno aveva raccontato in quel modo quella storia che non avevo mai potuto vivere. Il criterio della <em>liberazione<\/em>, vecchio cattocomunista che sono, mi sembra fruttuoso, ma certo declinarlo non \u00e8 uno scherzo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide\"><img data-attachment-id=\"11329\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=11329\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Crashlands_Final_1080.jpg?fit=1600%2C900\" data-orig-size=\"1600,900\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Crashlands_Final_1080\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Crashlands_Final_1080.jpg?fit=300%2C169\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Crashlands_Final_1080.jpg?fit=510%2C287\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Crashlands_Final_1080.jpg?resize=800%2C450\" alt=\"\" class=\"wp-image-11329\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Crashlands_Final_1080.jpg?w=1600 1600w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Crashlands_Final_1080.jpg?resize=150%2C84 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Crashlands_Final_1080.jpg?resize=300%2C169 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Crashlands_Final_1080.jpg?resize=768%2C432 768w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Crashlands_Final_1080.jpg?resize=510%2C287 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Crashlands_Final_1080.jpg?resize=700%2C394 700w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>EDIT. Avevo deciso di non scrivere questo pezzo finale, ma poi ho cambiato idea.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sei. Sette. Otto.<\/strong> Una cosa di cui mi sto convincendo abbastanza \u00e8 che non si pu\u00f2 lavorare su ragionamenti etici liberanti a proposito di <em>videogame<\/em> se non si mettono le mani in tre grovigli complicati.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo \u00e8 quello della cultura <em>nerd<\/em>. Ecco: finiamola con questa storia dei <em>nerd<\/em>. Davvero: basta. Un&#8217;operazione commerciale abilissima ha costruito (e falsificato) una intera realt\u00e0 culturale dove prima non c&#8217;era costruendo recinti e appartenenze letteralmente dal nulla. Il problema \u00e8 che ormai il concetto e tutto il vocabolario connesso \u00e8 pervasivo e ha colonizzato l&#8217;immaginario, quindi siamo davvero nei guai. Ma dentro questo recinto manipolatorio e mercificante popolato di stereotipi e invenzioni pure e semplici non si possono fare ragionamenti etici, perch\u00e9 sono falsificati in partenza. Punto: non c&#8217;\u00e8 altro da dire (e da fare), e quindi basta. Ribelliamoci. Smettiamola. <\/p>\n\n\n\n<p>Secondo: occorrer\u00e0 fare i conti con la totale mancanza di educazione sentimentale di almeno un paio di generazioni di giovani americani (e di molti europei), che rende ogni discussione che entri nel campo della sessualit\u00e0, comprese quelle sugli abusi e le molestie, <em>estremamente<\/em> scivolosa. Tempo fa ho tradotto <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15172\">un articolo del <\/a><em><a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15172\">New York Times<\/a><\/em> che riportava una serie di racconti di studenti universitari su sesso e consenso. Chi lo legge si rende conto che \u00e8 <em>impossibile<\/em> tagliare con l&#8217;accetta la nebbia (spesso alcolica). Eppure il tema, sia riguardo ai comportamenti personali degli attori dell&#8217;industria sia riguardo ai contenuti veicolati, \u00e8 pervasivo ed \u00e8 pervasiva la richiesta, in questa nebbia, di lavorare come se parlassimo di verit\u00e0 scolpite sulla pietra.<\/p>\n\n\n\n<p>Terzo: magari prima o poi a sinistra andr\u00e0 fatta anche una riflessione sull&#8217;antifascismo, e su come sia scivolato da un valore storicamente necessario ma non sufficiente (anche i badogliani erano antifascisti) a unica prospettiva politica. Prima che me lo diciate: <em>bitch<\/em>, <em>please<\/em>, so tutto sull&#8217;abbandono sostanziale della petizione antifascista da parte di larghi settori della <em>DC<\/em> nel dopoguerra, le peripezie dell&#8217;<em>arco costituzionale<\/em>, gli sdoganamenti di Berlusconi e quelli ultimi, che passo dopo passo hanno fatto s\u00ec che quello che \u00e8 valore fondante della Repubblica sia rimasto, sostanzialmente, patrimonio di pochi (anche io) e quindi tanto pi\u00f9 tenacemente attaccati al valore in una dimensione polarizzata, ma non \u00e8 questo il punto. Va benissimo (cio\u00e8: \u00e8 necessario) che alcuni scelgano l&#8217;antifascismo come punto centrale della loro azione <em>culturale<\/em>, come fa l&#8217;ANPI, altrimenti tutti gli altri potrebbero dimenticarsi del valore. Pu\u00f2 essere necessario condurre <a href=\"https:\/\/gen.medium.com\/antifas-keyboard-warriors-254f62be2a95\">una guerra informatica difensiva contro l&#8217;<\/a><em><a href=\"https:\/\/gen.medium.com\/antifas-keyboard-warriors-254f62be2a95\">alt-right<\/a><\/em> (anche se <em>doxxing<\/em> e schedature di massa pongono problemi etici non da poco). Ma poi, occorre una parte <em>costruens<\/em>, cio\u00e8 una proposta politica con dei contenuti, un modello di societ\u00e0, delle proposte legislative, dei movimenti organizzati, e cos\u00ec via. Il problema \u00e8 che una rappresentanza politica per quest&#8217;area, fuori della dimensione difensiva, non c&#8217;\u00e8 o \u00e8 debolissima, e in mancanza di pratiche vissute \u00e8 debole anche la dimensione di elaborazione culturale, che spesso si agita dentro mentalit\u00e0 colonizzate <em>esattamente<\/em> dagli avversari e si accoda a processi politico-culturali eterodiretti: si parla ogni tanto &#8211; non so quanto a sproposito &#8211; del <em>fascismo degli antifascisti<\/em>, ma qualche volta dovremmo dirci che c&#8217;\u00e8 anche un capitalismo degli anticapitalisti e chi segue gli ambienti della sinistra radicale se ne rende conto facilmente (non chevil comodo rifugio nel veteromarxismo di facciata sia meglio). Il tema mi appassiona da un punto di vista politico, com&#8217;\u00e8 evidente, ma nell&#8217;ambito del punto specifico di questo articolo il problema mi pare che c&#8217;\u00e8 nell&#8217;ambiente dichiaratamente antifascista una petizione etica fortissima rispetto ai giochi, alla quale poi per\u00f2 manca l&#8217;ossigeno e che finisce per chiudersi in dimensioni asfittiche (e talvolta asfissianti).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo il seminario primaverile sto cercando di approfondire il tema dei rapporti fra etica e videogame, anche dandomi a letture<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":17224,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"Porsi il problema del rapporto fra etica e videogame vuol dire entrare in un campo irto di pericoli, dove \u00e8 necessario fabbricarsi gli strumenti critici praticamente da zero. 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