{"id":17065,"date":"2019-08-26T17:31:25","date_gmt":"2019-08-26T15:31:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=17065"},"modified":"2021-09-02T12:43:53","modified_gmt":"2021-09-02T10:43:53","slug":"fatevelo-un-giro-casomai","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=17065","title":{"rendered":"Fatevelo un giro, casomai"},"content":{"rendered":"\n<p>L&#8217;ho capito un giorno che Maria Bonaria ha dato alla padrona dell&#8217;albergo il regalino che le aveva portato da Cagliari.<\/p>\n\n\n\n<p>Era una saponetta da campo di <em><a href=\"https:\/\/www.insulabodycare.com\/\">Insula<\/a><\/em> e ci sembrava un regalo adatto: era un prodotto artigianale sardo, era molto bio come l&#8217;albergo e poi per gente montanara che pi\u00f9 o meno sembra considerare l&#8217;ascensione dell&#8217;Ortles un piacevole modo di recuperare un po&#8217; di appetito prima di cena ci sembrava un oggetto utile.<\/p>\n\n\n\n<p>Maria Bonaria le ha spiegato il prodotto in due parole. La signora ci ha pensato un po&#8217; e poi ha detto: \u00abAh, dunque questo \u00e8 un sapone fatto con erbe ed essenze tipiche della Sardegna, che \u00e8 del tutto biodegradabile e si pu\u00f2 portare in campeggio\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono rimasto un po&#8217; male: te l&#8217;abbiamo appena detto, che fai, ripeti?<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 allora che ho capito. Non stava ripetendo tanto per fare conversazione. \u00c8 altoatesina, di madrelingua tedesca, voleva essere sicura di avere <em>capito<\/em>. Ha ripetuto quello che aveva detto Bonaria con parole sue, cos\u00ec senza dar troppo a parere, per avere una conferma.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide\"><img data-attachment-id=\"17067\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=17067\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Malles4.jpg?fit=1028%2C771\" data-orig-size=\"1028,771\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Malles4\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Malles4.jpg?fit=300%2C225\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Malles4.jpg?fit=510%2C383\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"510\" height=\"383\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Malles4.jpg?resize=510%2C383\" alt=\"\" class=\"wp-image-17067\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Malles4.jpg?resize=510%2C383 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Malles4.jpg?resize=150%2C113 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Malles4.jpg?resize=300%2C225 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Malles4.jpg?w=1028 1028w\" sizes=\"(max-width: 510px) 100vw, 510px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><figcaption>Sfilata per la festa patronale, Malles<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 la signora solo in apparenza parla un italiano perfetto con appena un po&#8217; di piacevole inflessione tedesca. In realt\u00e0 l&#8217;italiano non lo <em>parla<\/em>, o perlomeno non lo parla con la facilit\u00e0 e la sicurezza di chi se ne sente padrone. Lo parla con la fatica e la precariet\u00e0 di chi usa una lingua <em>appresa<\/em>, come farei io se trapiantassero tutta Cagliari a Londra: certo, con l&#8217;inglese me la cavo, ma sai la fatica, appena mi togliessero da <em>Little Sardinia<\/em> e dovessi passare ore e ore senza interruzione a usare l&#8217;inglese con degli stranieri?<\/p>\n\n\n\n<p>Avevamo sempre pensato che gli altoatesini che avevamo conosciuto fossero bilingui nel senso che parlavano ovviamente il tedesco e poi, un po&#8217; meno bene, l&#8217;italiano. E invece non \u00e8 cos\u00ec, l&#8217;italiano non lo parlano, \u00e8 una patina sovrapposta. Oh, a comunicare e lavorare basta, ma <em>parlare<\/em> \u00e8 una cosa diversa. \u00c8 una lingua <em>straniera<\/em>. \u00c8 per questo che i ragazzi che servono a tavola, quando gli fai una battuta, rispondono un po&#8217; cos\u00ec: non \u00e8 solo che hanno un senso dell&#8217;umorismo diverso, \u00e8 che la battuta in italiano non gli viene, magari provano a tradurla direttamente dal tedesco e cos\u00ec gli esce un pasticcio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 per questo che infiniti cartelli, spiegazioni, didascalie in giro per l&#8217;Alto Adige, anche in posti inaspettati come serissimi musei e luoghi di visita, sembrano fatti con <em>Google Translate<\/em>: perch\u00e9 sono fatti veramente cos\u00ec. Il giorno che siamo andati a visitare la biblioteca di Marienberg a un certo punto il signore volontario che faceva da guida (e che parlava un italiano apparentemente <em>perfetto<\/em>) ci ha detto: \u00abQuel <em>molo<\/em> \u00e8 un&#8217;idea dell&#8217;architetto che ha curato il restauro\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<p>Hmmmmm. Molo?<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide\"><img data-attachment-id=\"17066\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=17066\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Marienberg.jpeg?fit=1599%2C900\" data-orig-size=\"1599,900\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Marienberg\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Marienberg.jpeg?fit=300%2C169\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Marienberg.jpeg?fit=510%2C287\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Marienberg.jpeg?resize=800%2C450\" alt=\"\" class=\"wp-image-17066\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Marienberg.jpeg?w=1599 1599w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Marienberg.jpeg?resize=150%2C84 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Marienberg.jpeg?resize=300%2C169 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Marienberg.jpeg?resize=510%2C287 510w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><figcaption>Marienberg, una delle abbazie pi\u00f9 alte d&#8217;Europa<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>\u00abMolo, o <em>banchina<\/em>, o <em>passerella<\/em>. Come si dice in italiano?\u00bb. E allora abbiamo capito che si riferiva al passaggio sospeso che permetteva di osservare dall&#8217;alto un pavimento antico senza calpestarlo. <em>Passerella<\/em>, abbiamo confermato. Lui sapeva che in tedesco si chiamava <em>steg<\/em> e l&#8217;aveva cercato su <em>Google<\/em>. &#8220;Molo&#8221; era il primo significato e lui pensava che fosse quello giusto. <\/p>\n\n\n\n<p>Il fatto \u00e8 che la spiegazione in italiano se l&#8217;era preparata prima e imparata pi\u00f9 o meno a memoria, come il Papa quando deve salutare i fedeli di lingua tagika in visita a San Pietro.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 facile da capire, perch\u00e9 spesso le persone in cui ti imbatti sono persone di buona cultura, abituate a interagire con italiani, in possesso di discreti codici linguistici e, soprattutto, di raffinate strategie per far fronte alla difficolt\u00e0 di gestire una lingua straniera e per aggirare le situazioni di ambiguit\u00e0 in cui non sono sicuri di avere capito bene o devono dire cose che non sanno come dire, come la signora. E tutti i giovani (e anche i meno giovani) hanno comunque ormai studiato almeno un po&#8217; di italiano a scuola. Ma non c&#8217;\u00e8 niente da fare: linguisticamente non sono italiani. Sono una minoranza linguistica straniera che ha grosse difficolt\u00e0 a usare la lingua straniera maggioritaria, anche se valorosamente trova il modo di cavarsela senza troppi danni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho raccontato spesso che, con qualche sorpresa e contro certi stereotipi, nelle nostre vacanze in montagna ci siamo trovati molto meglio con gli altoatesini (cio\u00e8 coi tedeschi) che coi trentini &#8211; gli italiani. Un po&#8217; dipende dal fatto che abbiamo beneficiato della possibilit\u00e0 di usare come porta d&#8217;ingresso <a href=\"https:\/\/www.biohotel-panorama.it\/it\/\">la straordinaria e accogliente famiglia dei nostri albergatori<\/a> e un po&#8217;, naturalmente, sono gusti e affinit\u00e0. Un po&#8217; per\u00f2 credo che fosse il senso di rispetto per una comunit\u00e0 che \u00e8, comunque, minoranza, e quest&#8217;anno che ho capito un po&#8217; meglio questo meccanismo della lingua il rispetto si \u00e8 accresciuto.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide\"><img data-attachment-id=\"17068\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=17068\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Curon.jpg?fit=1028%2C771\" data-orig-size=\"1028,771\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Curon\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Curon.jpg?fit=300%2C225\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Curon.jpg?fit=510%2C383\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"510\" height=\"383\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Curon.jpg?resize=510%2C383\" alt=\"\" class=\"wp-image-17068\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Curon.jpg?resize=510%2C383 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Curon.jpg?resize=150%2C113 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Curon.jpg?resize=300%2C225 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Curon.jpg?w=1028 1028w\" sizes=\"(max-width: 510px) 100vw, 510px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><figcaption>E qui e l\u00e0 gli italiani hanno fatto anche delle discrete porcherie, eh<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Ma non sarei un buon sardo se non avessi anche fatto due pi\u00f9 due. So che quanto sto per dire mi varr\u00e0 il dispiacere di diversi amici indipendentisti e amanti della lingua, ma davvero: c&#8217;\u00e8 un abisso. Nessuno di noi in Sardegna sperimenta questo tipo di estraneit\u00e0 linguistica. Nessuno di noi \u00e8 costretto a ripetere con parole diverse quello che gli ha detto qualcuno in italiano in una conversazione quotidiana, per essere sicuro di avere capito. Nessuno di noi cerca su <em>Google<\/em> la parola italiana adatta per tradurre una parola della sua lingua madre. Nessuno \u00e8 costretto a fare un sorrisino per abbozzare, quando qualcuno gli dice una cosa spiritosa in italiano e tu non sai come rispondere. Nessuno di noi si rende un pochino ridicolo in italiano perch\u00e9 usa parole che <em>crede<\/em> vogliano dire qualcosa e invece vogliono dire tutt&#8217;altro: al massimo diciamo <em>l&#8217;ho telefonato<\/em> o <em>caff\u00e9, ne vuoi?<\/em> o <em>se me lo ero saputo<\/em>, ma sono registri da <em>italiano<\/em> basso o dialettale come ce ne sono in tutte le regioni, non \u00e8 un&#8217;altra lingua. <\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno di noi parla italiano come il traduttore di <em>Google<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualunque cosa potesse essere in passato, oggi noi non siamo bilingui, o minoranza linguistica, o comunque: fra la situazione nostra e quella degli altoatesini non c&#8217;\u00e8 paragone. L\u00e0 i cartelli dei negozi sono in tedesco perch\u00e9 \u00e8 la <em>lingua<\/em>, qui servono a creare <em>Disneyland<\/em>, o la riserva indiana: guarda l\u00e0 ci sono i sardi, li riconosci dai tipici nomi sulle strade, come <em>s&#8217;arruga de sa limba<\/em> <em>sarda<\/em>, <em>pratza de su scimingiu<\/em>, <em>caminu lampu<\/em> <em>ri caliri<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 tutto qui. <\/p>\n\n\n\n<p>E non \u00e8 un discorso sulla tutela o la promozione della lingua, sulla quale <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4519\">siamo d&#8217;accordo<\/a>. Quello che dico \u00e8 riferito alle discussioni sull&#8217;identit\u00e0; davvero, fatevelo un giro in Alto Adige. Vedrete le cose da tutta un&#8217;altra prospettiva.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;ho capito un giorno che Maria Bonaria ha dato alla padrona dell&#8217;albergo il regalino che le aveva portato da Cagliari.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":17067,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,57,17,59,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Malles4.jpg?fit=1028%2C771","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-4rf","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":17480,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=17480","url_meta":{"origin":17065,"position":0},"title":"Google Maps","author":"Rufus","date":"04\/11\/2019","format":false,"excerpt":"Questo ultimo lungo fine settimana me ne sono andato in giro per la Sardegna con Maria Bonaria. 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