{"id":16924,"date":"2019-07-18T19:05:15","date_gmt":"2019-07-18T17:05:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=16924"},"modified":"2023-07-20T10:33:27","modified_gmt":"2023-07-20T08:33:27","slug":"scrittore-per-scrittori","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=16924","title":{"rendered":"Scrittore per scrittori"},"content":{"rendered":"\n<p>In questi giorni alterno alla lettura della Divina Commedia una rilettura integrale di due cicli di romanzi di genere molto diversi fra loro: <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=5667\">i gialli ambientati nella riserva Navajo di Tony Hillerman<\/a> e le storie di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fafhrd_e_il_Gray_Mouser\">Fafhrd e del Grey Mouser<\/a> di Fritz Leiber, qui sotto in una classica resa grafica opera di Mike Mignola.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide\"><img data-attachment-id=\"16925\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=16925\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Fafhrd-Grey-Mouser-2.jpg?fit=430%2C591\" data-orig-size=\"430,591\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"Fafhrd Grey Mouser 2\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Fafhrd-Grey-Mouser-2.jpg?fit=218%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Fafhrd-Grey-Mouser-2.jpg?fit=430%2C591\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"430\" height=\"591\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Fafhrd-Grey-Mouser-2.jpg?resize=430%2C591\" alt=\"\" class=\"wp-image-16925\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Fafhrd-Grey-Mouser-2.jpg?w=430 430w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Fafhrd-Grey-Mouser-2.jpg?resize=109%2C150 109w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Fafhrd-Grey-Mouser-2.jpg?resize=218%2C300 218w\" sizes=\"(max-width: 430px) 100vw, 430px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Avrei parlato di questa lettura molto prima, se non mi avesse trattenuto un pochino la consapevolezza &#8211; che vale anche per moltissime di quelle che sono abituato a considerare opere imprescindibili della storia della letteratura fantastica &#8211; del fatto che sono libri largamente indisponibili per gran parte dei lettori di questo <em>blog<\/em>: non solo in italiano, ma perfino in lingua originale (almeno in versione non digitale), il segno di un passaggio generazionale in questo settore dell&#8217;industria culturale del quale non \u00e8 proprio piacevolissimo rendersi conto.<\/p>\n\n\n\n<p>Detto in altro modo: si invecchia. <\/p>\n\n\n\n<p>Eppure questo imbarazzo, l&#8217;idea del non sapere bene se valga la pena di leggere una roba ormai desueta, o pi\u00f9 esattamente se debba in qualche modo giustificarmi del fatto di leggere e parlare di un autore del quale moltissimi non hanno ormai mai sentito parlare, mi sta dando lo spunto per una lettura pi\u00f9 riflessiva di quella che avrei fatto puramente per il piacere di ritrovare due vecchi amici e rimettere in ordine il filo dei ricordi.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto, magari prima di andare avanti sono utili due parole di presentazione. Leiber \u00e8 stato uno scrittore prolificissimo che ha attraversato l&#8217;epoca d&#8217;oro della fantascienza, dell&#8217;orrore e del fantastico pubblicando, a partire dagli anni &#8217;30, sulle rivistine <em>pulp<\/em> e poi su media via via pi\u00f9 rispettabili. Verso al fine degli anni &#8217;60 ha cominciato a mettere ordine e a pubblicare in volume le varie storie che avevano come protagonisti una coppia di antieroi, Fafhrd e il Grey Mouser (il &#8220;Grigio Acchiappatopi&#8221;). Questo ciclo, che comprende sei raccolte di racconti e un romanzo vero e proprio, \u00e8 quello per il quale viene pi\u00f9 spesso (non) pi\u00f9 ricordato, ma la sua influenza \u00e8 stata notevole anche come critico, teorico e come animatore dell&#8217;ambiente degli appassionati di <em>fantasy<\/em> e fantascienza.<\/p>\n\n\n\n<p>Importante, gi\u00e0. Leggo e mi dico: importante per quale motivo? \u00c8 un fatto che va fatto risalire alla frequentazione dell&#8217;ambiente, al tratto personale signorile, alla simpatia, oppure all&#8217;essere in sintonia con i canoni stilistici e letterari dei colleghi e del pubblico?<\/p>\n\n\n\n<p>Beh, intanto direi che la lettura mi suggerisce che probabilmente Leiber \u00e8 uno di quelli che i canoni li ha <em>fissati<\/em>. C&#8217;\u00e8 una quantit\u00e0 di archetipi sparsi per i racconti che \u00e8 perfino imbarazzante: da Fafhrd, che \u00e8 un barbaro pi\u00f9 barbaro dei barbari, alla citt\u00e0 di Lankhmar, metropoli fantastica per antonomasia, a una serie di altri elementi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide\"><img data-attachment-id=\"16926\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=16926\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Fafhrd-Grey-Mouser-1.png?fit=450%2C309\" data-orig-size=\"450,309\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Fafhrd Grey Mouser 1\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Fafhrd-Grey-Mouser-1.png?fit=300%2C206\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Fafhrd-Grey-Mouser-1.png?fit=450%2C309\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"450\" height=\"309\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Fafhrd-Grey-Mouser-1.png?resize=450%2C309\" alt=\"\" class=\"wp-image-16926\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Fafhrd-Grey-Mouser-1.png?w=450 450w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Fafhrd-Grey-Mouser-1.png?resize=150%2C103 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Fafhrd-Grey-Mouser-1.png?resize=300%2C206 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Fafhrd-Grey-Mouser-1.png?resize=130%2C90 130w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Ma quando parlo di archetipi non mi riferisco, in realt\u00e0, alla loro <em>creazione<\/em>: per esempio Conan, il barbaro primigenio, \u00e8 stato sicuramente creato letterariamente prima di Fafrhd. E gi\u00e0 Howard faceva una letteratura fantastica popolare basata su caratteri fissi e facilmente riconoscibili: l&#8217;eroe fuori dalle convenzioni (barbaro, selvaggio, indomito), la principessa coraggiosa, il mago oscuro, il sacerdote saggio, la <em>dark lady<\/em> infida. Caratteri che, <em>mutatis mutandis<\/em>, stavano anche in altri generi letterari e in altri mezzi narrativi perfino pi\u00f9 sofisticati, come il cinema. <\/p>\n\n\n\n<p>Leiber, invece, fa un&#8217;operazione pi\u00f9 sofisticata, che imbriglia il gusto sfrenato per il racconto di Howard (o Burroughs, per esempio) dentro veri e propri canoni stilistici e letterari, creati manovrando con sicurezza pi\u00f9 archetipi insieme e miscelandoli fino a ottenere un, diciamo cos\u00ec, <em>prodotto<\/em> uniforme. Dal punto di vista della creazione del mondo \u00e8 un&#8217;operazione analoga e contraria a quella di Tolkien. L\u00e0 l&#8217;ossatura archetipica \u00e8 <em>realistica<\/em> e viene dalle saghe e dalla memoria europea e la credibilit\u00e0 del mondo \u00e8 affidata all&#8217;abbondanza del dettaglio (gli alfabeti, le genealogie). Qui, invece,   l&#8217;ossatura archetipica \u00e8 <em>fantastica<\/em> e viene dall&#8217;inconscio dell&#8217;epoca e la credibilit\u00e0 del mondo \u00e8 affidata al fatto che la psicologia dei personaggi \u00e8 del tutto contemporanea (\u00e8 per questo che la scrittura di Leiber \u00e8 antiretorica: altrimenti diventerebbe magniloquente, invece l&#8217;umorismo e l&#8217;autoironia, o l&#8217;indugiare sui difetti e i sentimenti meno nobili dei personaggi, smussa gli angoli degli archetipi e li trasforma in realt\u00e0 in carne e ossa).<\/p>\n\n\n\n<p>Ho trovato detto, pi\u00f9 volte, il fatto che Leiber fosse considerato <em>uno scrittore per scrittori<\/em>. Mi pare che la ragione stia in questa sua capacit\u00e0 di manovrare appropriatamente i mattoni base del genere fino a definirne in gran parte l&#8217;architettura &#8211; non \u00e8 solo il fatto di aver coniato l&#8217;espressione <em>sword and sorcery<\/em>, quanto di averne definito il contenuto. Naturalmente il lavoro \u00e8 stato collettivo: lungo i cinquant&#8217;anni di carriera di Leiber molti altri hanno lavorato nella stessa direzione. Quello che emerge, o almeno, quello che sto trovando in questa mia rilettura, \u00e8 il livello di <em>consapevolezza<\/em>, che fra altri autori dell&#8217;epoca non \u00e8 sempre comune: Leiber sembra, talvolta, fermarsi a  guardare se stesso che guarda il genere del quale sta definendo i canoni, e instaurare un dialogo fra il se stesso che guarda e il se stesso che crea.<\/p>\n\n\n\n<p>In parte, in realt\u00e0, sembra dipendere dal fatto che quello che noi abbiamo in mano \u00e8 una <em>risistemazione<\/em> dei racconti di Fafhrd e del Grey Mouser. Per l&#8217;uscita in volume Leiber si \u00e8 preoccupato non solo di raccogliere i racconti e metterli in un ordine cronologico, ma di collegarli, di creargli cornici e introduzioni e elementi di giunzione fra una storia e l&#8217;altra, un lavoro che \u00e8 evidente che non ha fatto solo con l&#8217;occhio alla funzionalit\u00e0 e alla scorrevolezza, ma anche esplicitando  alcune scelte stilistiche, per esempio estremizzando la dimensione simmetrica\/asimmetrica che era gi\u00e0 insita nell&#8217;avere storie incentrate su <em>due<\/em> protagonisti: il modo di trattare questo elemento \u00e8, in maniera abbastanza rivelatoria, molto pi\u00f9 filosofico che puramente narrativo (e non sempre riuscito, peraltro).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide\"><img data-attachment-id=\"16927\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=16927\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Fafhrd-Grey-Mouser-3.jpg?fit=1923%2C2753\" data-orig-size=\"1923,2753\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Fafhrd Grey Mouser 3\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Fafhrd-Grey-Mouser-3.jpg?fit=210%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Fafhrd-Grey-Mouser-3.jpg?fit=510%2C730\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"1145\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Fafhrd-Grey-Mouser-3.jpg?resize=800%2C1145\" alt=\"\" class=\"wp-image-16927\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Fafhrd-Grey-Mouser-3.jpg?w=1923 1923w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Fafhrd-Grey-Mouser-3.jpg?resize=105%2C150 105w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Fafhrd-Grey-Mouser-3.jpg?resize=210%2C300 210w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Fafhrd-Grey-Mouser-3.jpg?resize=510%2C730 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Fafhrd-Grey-Mouser-3.jpg?w=1600 1600w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>E quindi abbiamo uno scrittore fondativo che per\u00f2 oggi non \u00e8 pi\u00f9 al passo coi tempi, sembrerebbe, e quindi leggendo mi chiedo come mai.<\/p>\n\n\n\n<p>Un paio di risposte le ho trovate, ma prima devo comunque confessare il rammarico e un po&#8217; anche lo stupore. Vedo, per dire, che dopo il successo di <em>Game of Thrones<\/em> le case produttrici vanno alla caccia di diritti di adattamento di serie pi\u00f9 o meno famose, ma tutte di pubblicazione recente: eppure le storie di Leiber, o quelle di altri mostri sacri pi\u00f9 o meno dell&#8217;epoca, come Jack Vance, Gene Wolfe o Zelazny (o Moorcock!), sono l\u00ec, belle pronte e del tutto perfette.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0, <em>perfette<\/em>. Perfette per <em>Netflix<\/em>, magari. Dal punto di vista dello stile narrativo, alcuni scricchiolii si fanno sentire. Mi colpisce, per esempio, il modo di scrivere incredibilmente <em>diverso<\/em>: oggi il <em>fantasy<\/em> si caratterizza non solo per la combinazione di quegli archetipi ma anche per un certo tipo, molto preciso, di scrittura: ipedettagliata, con trame complesse e di ampio sviluppo, approfondimento dei comprimari, abbondanza di scene e situazioni anche secondarie sulle quali ci si sofferma lungamente. E poi certe strutture narrative: la cerca, il romanzo di formazione, il mistero che si dipana con un avversario nell&#8217;ombra&#8230; Qui, sar\u00e0 perch\u00e9 si tratta di racconti brevi, le strutture narrative sono completamente diverse e, spesso, la loro originalit\u00e0 sembra interessare abbastanza poco lo scrittore. Il racconto pi\u00f9 bello di Leiber fra quelli letti sinora, <em>The Snow Women<\/em> (&#8220;le Donne delle Nevi&#8221;, che racconta com&#8217;\u00e8 che Fafhrd diventa un avventuriero), ha sostanzialmente una struttura presa da un <em>thriller<\/em> claustrofobico. Un certo numero di altri racconti sono puramente racconti dell&#8217;orrore, come piacevano al pubblico delle riviste <em>pulp<\/em>. Il lavoro di Leiber di definizione del genere e delle sue caratteristiche si concentra sui personaggi e le loro interrelazioni, sugli archetipi, sulle ambientazioni e in generale su che cosa voglia dire mettere in scena il fantastico; gli scrittori attuali e il loro pubblico invece sanno benissimo cosa sia il fantastico &#8211; perch\u00e9 ormai \u00e8 stato definito in ogni modo possibile &#8211; e si concentrano al contrario sulle trame.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide\"><img data-attachment-id=\"16928\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=16928\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Fafhrd-Grey-Mouser-5.jpg?fit=924%2C1200\" data-orig-size=\"924,1200\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Fafhrd Grey Mouser 5\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Fafhrd-Grey-Mouser-5.jpg?fit=231%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Fafhrd-Grey-Mouser-5.jpg?fit=510%2C662\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"1039\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Fafhrd-Grey-Mouser-5.jpg?resize=800%2C1039\" alt=\"\" class=\"wp-image-16928\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Fafhrd-Grey-Mouser-5.jpg?w=924 924w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Fafhrd-Grey-Mouser-5.jpg?resize=116%2C150 116w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Fafhrd-Grey-Mouser-5.jpg?resize=231%2C300 231w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Fafhrd-Grey-Mouser-5.jpg?resize=510%2C662 510w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 anche un&#8217;altra differenza che salta all&#8217;occhio, ed \u00e8 il livello di consapevolezza e di interesse <em>politico<\/em> presente nei racconti, che oggi viene sicuramente affrontato in maniera molto diversa.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando racconta dell&#8217;equilibrio precario fra patriarcato e matriarcato in <em>The Snow Women<\/em>, o quando parla di religione, si vede benissimo che Leiber ha ben presenti i dibattiti politici della sua epoca. Non scrive direttamente di politica, ma fa letture politiche delle situazioni, peraltro senza necessariamente prendere parte &#8211; nel racconto ci sono molti torti e pochissime ragioni, anche nello stesso Fafhrd. \u00c8 un tipo di consapevolezza che Leiber condivide con molti altri scrittori e scrittrici della sua epoca. Ce ne sono altri, magari un po&#8217; pi\u00f9 giovani di lui, che sembrano tenere di pi\u00f9 all&#8217;argomento &#8211; penso a <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=2398\">Ursula K. LeGuin<\/a> o <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=16830\">Samuel R. Delany<\/a> &#8211; ma \u00e8 interessante che anche i romanzi pi\u00f9 dichiarativi dell&#8217;epoca (<em>La mano sinistra delle tenebre<\/em>, per dire)<em> <\/em>sono prima di tutto romanzi fantastici, certo con temi adulti, complessi, e <em>poi<\/em> politici: quello che scriveva apologie era L. Ron Hubbard, casomai, gli altri avevano una consapevolezza politica e un pensiero, e questo innervava quello che scrivevano. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un approccio che si \u00e8 mantenuto, qui e l\u00e0, fino agli anni &#8217;90, ma che adesso,  se penso anche a <em>videogame<\/em>, giochi di ruolo e cinema e televisione, mi sembra essersi esaurito, almeno abbastanza da farmi notare la differenza man mano che procedo nella lettura. In parte dipender\u00e0 dal fatto che \u00e8 cambiato il pubblico: gli universitari di Berkeley degli anni &#8217;60 e &#8217;70 non sono certo i <em>nerd<\/em> di oggi; la dimensione industriale del settore non ha paragoni fra allora e oggi. Ma c&#8217;\u00e8 secondo me qualcosa di pi\u00f9 che riguarda, appunto, la <em>consapevolezza<\/em>: se la si ha si pu\u00f2 scrivere <em>politicamente<\/em> senza scrivere di politica, e questo consente anche di essere ambigui e ricchi di sfumature in materia; al contrario, oggi siamo molto pi\u00f9 polarizzati e scambiamo la consapevolezza (interna, dello scrittore) con l&#8217;esibizione (esterna, nelle caratteristiche del racconto e di ci\u00f2 che mette in scena), ma di questo, magari torneremo a parlare quando sar\u00f2 di nuovo impegnato a leggere Delany. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questi giorni alterno alla lettura della Divina Commedia una rilettura integrale di due cicli di romanzi di genere molto<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":16926,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,63,56,13,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Fafhrd-Grey-Mouser-1.png?fit=450%2C309","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-4oY","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":962,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=962","url_meta":{"origin":16924,"position":0},"title":"Da Voltaire a Bel\u00e9n","author":"Rufus","date":"04\/10\/2012","format":false,"excerpt":"Mia moglie, che, come i lettori pi\u00f9 attenti ricorderanno, la sa molto pi\u00f9 lunga di me, sostiene che Scritti galeotti di Daria Galateria \u00e8 il corrispondente colto, adatto a bibliotecari e intellettuali, di Pettegolezzo 2000 o Foto di principesse scattate di soppiatto. 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