{"id":16434,"date":"2019-03-21T18:51:51","date_gmt":"2019-03-21T17:51:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=16434"},"modified":"2019-05-06T13:59:42","modified_gmt":"2019-05-06T11:59:42","slug":"cornici-e-piaghe","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=16434","title":{"rendered":"Cornici e piaghe"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img data-attachment-id=\"16436\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=16436\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Autobus.jpg?fit=1024%2C768\" data-orig-size=\"1024,768\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Autobus\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Autobus.jpg?fit=300%2C225\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Autobus.jpg?fit=510%2C383\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"600\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Autobus.jpg?resize=800%2C600\" alt=\"\" class=\"wp-image-16436\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Autobus.jpg?w=1024 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Autobus.jpg?resize=150%2C113 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Autobus.jpg?resize=300%2C225 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Autobus.jpg?resize=510%2C383 510w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Ho come l&#8217;impressione che le due grandi discussioni che vedo agitare la mia cerchia <em>social<\/em> a proposito del sequestro dell&#8217;autobus di ragazzini a Milano di ieri &#8211; cio\u00e8 da una parte la discussione sui precedenti penali dell&#8217;autista, riassumibile nella domanda: \u00abCom&#8217;\u00e8 potuto accadere che guidasse quell&#8217;autobus?\u00bb, e dall&#8217;altra la discussione sulle varie cittadinanze, quella da togliere all&#8217;autista ma anche quella da dare al ragazzino egiziano che ha lanciato l&#8217;allarme &#8211; nascondano complessivamente un certo senso di imbarazzo, come se tutte le parti politiche avessero la paura maledetta di mettere i piedi nelle sabbie mobili e preferissero parlare di questo &#8211; cio\u00e8, in pratica, del nulla &#8211; pur di non entrare nel merito della questione.<\/p>\n\n\n\n<p>A destra non c&#8217;\u00e8 molto a cui appigliarsi per costruire la solita metafora del nemico: un tizio nato in Francia, in Italia da pi\u00f9 di vent&#8217;anni. Non proprio uno sbarcato coi barconi. E per di pi\u00f9 palesemente uno squilibrato disorganizzato, certo non un terrorista nel senso proprio del termine e nemmeno, tecnicamente, un cane sciolto guidato indirettamente dalla propaganda. Oltretutto, dalle dichiarazioni, nemmeno religioso. E poi il paese reale in questa vicenda si prende le sue rivincite, con la presenza, come in tutte le scuole, di un buon numero di ragazzini stranieri sull&#8217;autobus: non \u00e8 proprio facile raccontare la storia dell&#8217;uomo nero che ha tentato di bruciare i bambini bianchi, insomma. Vedo che <em>Il Giornale<\/em>, bont\u00e0 loro, parla di uno Salvini <em>scatenato<\/em> sulla storia del togliere la cittadinanza, ma mai come questa volta, per il momento, sembra che il Ministro faccia la voce grossa perch\u00e9 si deve fare.<\/p>\n\n\n\n<p>Parentesi: Salvini sta finendo la benzina, ma questa \u00e8 un&#8217;altra storia e sar\u00e0 raccontata un&#8217;altra volta. E poi ancora \u00e8 presto per capire come andr\u00e0 a finire. Fine parentesi.<\/p>\n\n\n\n<p>E per\u00f2 a sinistra il disagio era uguale: il clima del paese \u00e8 quello che \u00e8 e il tema degli immigrati rimane complessivamente scomodo, tanto pi\u00f9 con la <em>Mar Ionio<\/em> appena sequestrata e l&#8217;attentatore che, giusto giusto, dice che lui l&#8217;ha fatto per agire contro il sequestro e contro il blocco dei porti. Chi vuole davvero riaprire i porti ha certo alleati migliori da cercare che uno che tenta di bruciare dei ragazzini, quindi meglio distanziarsi. Meglio provare a costruire altra retorica &#8211; il ragazzino eroe \u00e8 uno straniero anche lui &#8211; oppure tenersi su cose pi\u00f9 sicure.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi gli ha dato la patente, appunto.<\/p>\n\n\n\n<p>E invece la piaga \u00e8 l\u00ec, bella aperta: e cio\u00e8, detto papale papale, che i discorsi d&#8217;odio sono da irresponsabili e poi vedi quello che succede.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche mese fa ho detto al Subcomandante Marcos che sarebbe stato il caso di smetterla di raccontare di fascisti dappertutto, soprattutto di <em>atti<\/em> di fascisti, come se avessimo lo squadrismo sotto casa a tutte le ore. Ho detto che lo pensavo per motivi simili a quelli che riguardano i suicidi di adolescenti: si evita di parlarne per evitare l&#8217;effetto di imitazione. Allo stesso modo le narrazioni di fatti violenti, resi epici nel racconto, generano imitazione e quindi meglio discuterne con giudizio, non in maniera emotiva.<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 la cosa \u00e8 un po&#8217; pi\u00f9 complessa: non c&#8217;\u00e8 solo l&#8217;effetto imitativo diretto. Il problema \u00e8 il modo con in quale si costruiscono i criteri interpretativi della realt\u00e0. Se io descrivo la realt\u00e0 in termini di fascisti dappertutto, e questa diviene la cornice interpretativa condivisa, non solo io, ma anche gli altri prima o poi vedranno fascisti dappertutto. E se io sar\u00f2 chiamato a definire me stesso, e i parametri di cui dispongo saranno soltanto <em>fascista<\/em> o <em>non-fascista<\/em>, ci sar\u00e0 una buona probabilit\u00e0 che io, che magari avrei fatto altri percorsi di autoscoscienza, mi definisca <em>fascista<\/em>. E che poi <em>faccia<\/em> il fascista.<\/p>\n\n\n\n<p>I razzisti hanno una colpa simile. Il grave della retorica contro gli immigrati che ci affligge ormai da molti anni non \u00e8 solo il suo contenuto specifico &#8211; razzista, aberrante, miserevole &#8211; ma il fatto che rafforza un tendenza inevitabile dei gruppi sociali, definirsi in termini di <em>noi<\/em> e <em>loro<\/em>, tendenza che negli ultimi anni era gi\u00e0 in crescita pericolosa, spinta dalle diseguaglianze sociali crescenti, dal senso di insicurezza causato della crisi economica, e da una serie di rotture del tessuto sociale sempre pi\u00f9 evidenti.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Noi<\/em> e <em>voi<\/em>. Quando la gente arriva a crederci oltre un certo limite le tragedie diventano via via pi\u00f9 probabili. E tanti, spesso consapevolmente, gettano benzina sul fuoco della contrapposizione <em>noi<\/em>&#8211;<em>voi<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Attenzione: non sto istituendo un nesso causale diretto. Non sto dicendo che  il sequestro e tentata strage di Milano \u00e8 stato causato <em>direttamente<\/em> dalla tale o talaltra dichiarazione razzista. Che se non si sequestrava la <em>Mar Ionio <\/em>non succedeva niente. Dico che il clima d&#8217;odio rende pi\u00f9 <em>facili<\/em> i gesti estremi, perch\u00e9 le cornici interpretative suggeriscono le azioni da intraprendere: ci saranno sempre dei matti pericolosi in giro,  ma magari in certe situazioni \u00e8 pi\u00f9 probabile che salgano sul Pirellone e minaccino di buttarsi gi\u00f9, piuttosto che andare a prendere delle taniche di benzina per farsi giustizia da soli. Le cornici di scontro, i <em>machismi<\/em> diffusi, i suggerimenti a farsi giustizia da soli, ad <em>agire<\/em> contro il nemico, creano schemi operativi che rendono gli atti di violenza estremamente pi\u00f9 probabili.<\/p>\n\n\n\n<p>E non sto neanche facendo il giustificazionista: l&#8217;autista \u00e8 palesemente colpevole e presumibilmente si far\u00e0 dei begli anni di galera &#8211; stavolta sul serio. E se invece gli daranno l&#8217;infermit\u00e0 mentale non \u00e8 che la cosa cambi molto: la responsabilit\u00e0 diretta \u00e8 sempre personale. Per\u00f2 \u00e8 come al gioco della <em><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Passatella\">passatella<\/a><\/em>: se prendiamo un povero scemo e tutta la sera lo prendiamo in giro e non lo facciamo bere, mentre noi alla fine siamo ubriachi, se finisce a coltellate qualcuno andr\u00e0 in galera, ma quelli che hanno partecipato al gioco sono tutti degli irresponsabili che andrebbero messi fuori dal consesso sociale. <\/p>\n\n\n\n<p>Di quelli che giocavano alla passatella si poteva ben dire che avevano le mani sporche di sangue. <\/p>\n\n\n\n<p>Anche dei razzisti.<\/p>\n\n\n\n<p>Scommetto che qualcuno \u00e8 gi\u00e0 pronto a dirmi: ma l&#8217;atto di violenza non l&#8217;abbiamo commesso <em>noi<\/em>. L&#8217;ha commesso <em>lui<\/em>. Abbiamo ragione <em>noi<\/em>. Sono<em> loro<\/em> che sono gente pericolosa. <\/p>\n\n\n\n<p>Boh. I precedenti dell&#8217;uomo sono davvero minimi: non dicono certo che sia quello che vorresti avere come vicino di casa, ma in Italia, per dire, vengono ritirate un paio di migliaia di patenti all&#8217;anno per guida in stato di ebbrezza: a parte che la maggioranza <em>non<\/em> sono di origine straniera, se <em>tutti<\/em> fossero pericolosi e potenziali terroristi saremmo davvero nei guai. Per le molestie vale un discorso simile.<\/p>\n\n\n\n<p>E invece il punto non \u00e8 questo. Il punto \u00e8 che c&#8217;\u00e8 in questa vicenda un&#8217;altra verit\u00e0 sgradevole per i seminatori d&#8217;odio: che i <em>loro<\/em> non sono dei pupazzi inanimati. Non puoi fargli quel che ti pare, come ti piacerebbe. Se li fai sanguinare magari reagiscono, e fanno sanguinare te. E non stanno proprio proprio da un&#8217;altra parte: stiamo tutti insieme nelle stesse citt\u00e0, negli stessi quartieri. Guidano gli <em>autobus <\/em>dei bambini<em>.<\/em> Dei miei figli, dei loro figli e anche dei <em>tuoi<\/em>. A seminare l&#8217;odio poi rischi che ti torni addosso immediatamente. Poi naturalmente immagino che a quelli che seminano odio non gliene freghi niente: di solito quelli che iniziano le guerre civili sono convinti di vincerle. Spesso le vincono pure: ma non si parla dell&#8217;orrore della guerra civile a caso, perch\u00e9 prima di arrivare alla vittoria ci sono un sacco di innocenti che la pagano cara, come poteva succedere ieri a Milano, con un attentatore fuori di testa e disorganizzato; figuriamoci cosa pu\u00f2 succedere se tu spingi gli avversari a organizzarsi. Nel tessuto delle nostre citt\u00e0. \u00c8 per questo che nelle nazioni ben governate quelli che spingono verso la guerra civile di solito li mettono dentro e buttano via la chiave, molto prima di quanto facciano con i pazzi con l&#8217;accendino facile.<\/p>\n\n\n\n<p>Per fortuna il paese non \u00e8 a questo punto, il tessuto sociale ancora regge &#8211; come si vede fra le righe nello stesso episodio di Milano &#8211; e c&#8217;\u00e8 un sacco di spazio per preservare i rapporti sani fra le persone. Per\u00f2 l&#8217;episodio di ieri \u00e8 anche un segnale non da poco, e non dovrebbe essere sottovalutato. Per questo chi ieri e oggi ha parlato di scemenze evitando mi mettere il dito nella piaga o era colpevole, o era vigliacco: non so cosa sia meglio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho come l&#8217;impressione che le due grandi discussioni che vedo agitare la mia cerchia social a proposito del sequestro dell&#8217;autobus<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":16436,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,57,17,59,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Autobus.jpg?fit=1024%2C768","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-4h4","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":15056,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15056","url_meta":{"origin":16434,"position":0},"title":"Facile moralismo","author":"Rufus","date":"23\/04\/2018","format":false,"excerpt":"Stamattina mi sono visto passare il\u00a06 sotto il naso, per una volta che ero riuscito a uscire di casa puntuale. 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