{"id":16335,"date":"2019-06-11T17:05:07","date_gmt":"2019-06-11T15:05:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=16335"},"modified":"2024-06-18T17:48:32","modified_gmt":"2024-06-18T15:48:32","slug":"dipinti-di-carne-e-sangue","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=16335","title":{"rendered":"Dipinti di carne e sangue"},"content":{"rendered":"\n<p>Il sempre mai abbastanza lodato aggregatore quotidiano di notizie mi ha proposto tempo fa questo bell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2019\/02\/27\/magazine\/rembrandt-jan-six.html\">articolo<\/a> del <em><a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/section\/magazine\">New Yorker Magazine<\/a><\/em>. Tratta una serie di temi &#8211; la storia dell&#8217;arte, l&#8217;apprezzamento dell&#8217;arte ai giorni nostri, i mercanti d&#8217;arte, l&#8217;ambiente degli appassionati d&#8217;arte, il rapporto fra <em>arte<\/em> intesa in senso classico e nuovi <em>media<\/em> che non sono quasi mai comparsi sul <em>blog<\/em>. Quello che per\u00f2 \u00e8 gi\u00e0 comparso, e che questo  articolo dimostra, \u00e8 che la realt\u00e0 supera qualunque romanzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ah, e ho deciso che mi appassioner\u00f2 a Rembrandt. A partire tipo da subito.<\/p>\n\n\n\n<p>Solite note di traduzione: ho lasciato i <em>link<\/em> originali, anche se puntano a articoli in inglese, compresi uno che era, diciamo cos\u00ec, <em>pubblicitario<\/em>. Invece ho sostituito le immagini con altre disponibili su <em>Wikipedia<\/em>. Le foto originali, che mostrano fra l&#8217;altro i protagonisti della storia nel loro ambiente naturale (cio\u00e8 attorniati da opere d&#8217;arte dal valore inestimabile) meritano peraltro di essere viste e sono un motivo in pi\u00f9 per visitare l&#8217;articolo originale. Il titolo originale faceva pi\u00f9 esattamente <em>Rembrandt nel sangue<\/em>: ho tradotto con <em>DNA<\/em>, che \u00e8 corretto, ma il riferimento \u00e8 anche a una passione molto materiale e capace di generare odi o quanto meno rompere amicizie, come scoprir\u00e0 chi avr\u00e0 la pazienza di leggere.<\/p>\n\n\n\n<h2 id=\"link-24e2a2f8\">Rembrandt nel <em>DNA<\/em>: l&#8217;ossessione di un aristocratico, dipinti riscoperti e una faida nel mondo dell&#8217;arte.<\/h2>\n\n\n\n<h4>Nessuno aveva scoperto un nuovo dipinto del maestro olandese per oltre quattro decenni &#8211; finch\u00e9 l&#8217;erede di una leggendaria famiglia di Amsterdam ne ha trovato due.<\/h4>\n\n\n\n<h3>di Russell Shorto<\/h3>\n\n\n\n<p>La scoperta che ha messo a soqquadro la vita di Jan Six \u00e8 avvenuta in un giorno di novembre del 2016. Six \u00e8 un mercante d&#8217;arte olandese quarantenne con sede ad Amsterdam, che l&#8217;anno scorso ha attirato l&#8217;attenzione di tutto il mondo con la notizia che aveva scoperto un dipinto sconosciuto di Rembrandt, il il pi\u00f9 venerato dei maestri olandesi &#8211; il primo Rembrandt precedentemente sconosciuto a venire alla luce in quarantadue anni. Non \u00e8 arrivato alla scoperta setacciando chiese sperdute o facendosi largo nelle soffitte di case di campagna europee ma piuttosto, per come me l&#8217;ha descritta Six lo scorso maggio, mentre controllava la posta. Aveva appena portato a scuola i suoi due bambini piccoli (da vero olandese, in bicicletta: uno seduto sul manubrio e l&#8217;altro dietro). Il clima tipico della stagione, vento a raffiche  e un inizio di pioggia non impedirebbero mai a un vero cittadino di Amsterdam dal salire sulla sua bicicletta &#8211; e le radici di Six affondano nella sua citt\u00e0 tanto quanto \u00e8 possibile  &#8211; ma quando arriv\u00f2 nel suo ufficio ne stava sentendo gli effetti. <em>Waterkoud<\/em>, &#8220;infreddatura da acqua&#8221;, \u00e8 la parola olandese per indicare l&#8217;umidit\u00e0 gelida dei Paesi Bassi che si infiltra fin nelle ossa.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;antidoto a quel sentimento \u00e8 compresa in un&#8217;altra parola, <em>gezelligheid<\/em>, che si traduce pi\u00f9 o meno in &#8220;accogliente comodit\u00e0&#8221;, \u00e8 la condizione che le persone in Olanda tentano di ottenere per l&#8217;interno delle loro case. Si tratta spesso di ci\u00f2 che \u00e8 descritto e celebrato nelle tele dei vecchi maestri dell&#8217;Et\u00e0 dell&#8217;Oro del XVII secolo, l&#8217;epoca che \u00e8 la specialit\u00e0 di Six: calde scene domestiche, allegre compagnie che inalberano boccali, nature morte di tavolate ricolme di cibo. L&#8217;ufficio di Six, al piano terra di un edifico sull&#8217;Herengracht, uno dei molti canali della citt\u00e0 &#8211; un canale lungo il quale era solito passeggiare Rembrandt in persona &#8211; ha la sua parte di <em>gezelligheid<\/em>. La costruzione risale ai primi anni del 1600. Antiche travi dividono il soffitto. La vista fuori della finestra \u00e8 quella di ciclisti che passano a tutta velocit\u00e0 e dell&#8217;evocativa, sempre cupa superficie del canale che riflette le facciate triangolari degli edifici sul lato opposto.<\/p>\n\n\n\n<p>Six quella mattina si fece un caff\u00e8 e poi si sedette davanti alla pila della posta. Sbrig\u00f2 le bollette e le altre seccature per prime, in modo da potersi dedicare con calma ai cataloghi delle prossime aste d&#8217;arte. Uno riguardava un evento a dicembre da <em>Christie&#8217;s <\/em>a Londra. Lo scorse rapidamente, quasi disinteressato: si trattava della vendita mattutina, che presenta oggetti meno importanti. I dipinti e le sculture pi\u00f9 importanti sono sempre riservati alla sera.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p><em>[Rembrandt \u00e8 morto 350 anni fa. <\/em><a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2019\/02\/27\/arts\/design\/rembrandt-death-anniversary.html?module=inline\"><em>Ecco perch\u00e9 \u00e8 ancora importante al giorno d&#8217;oggi<\/em><\/a><em>.]<\/em><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>E poi, mi ha raccontato, si ferm\u00f2 paralizzato. La foto lievemente scolorita del catalogo era quella di un ritratto di un giovane gentiluomo dall&#8217;aria piuttosto perplessa con un collare di pizzo e un caschetto da antenato dei <em>Led Zeppelin<\/em>. Ci\u00f2 che per primo disse qualcosa a Six fu lo sguardo del soggetto (la cui identit\u00e0 rimane sconosciuta): \u00abAttraversa l&#8217;immagine\u00bb, disse. Six ebbe l&#8217;impressione di avere visto l&#8217;opera in precedenza, ma dopo avere sfogliato in lungo e in largo la sua biblioteca alla sua ricerca giunse alla conclusione che non era tanto l&#8217;immagine che gli sembrava familiare quanto la somma di tutti i segni rivelatori di un Rembrandt giovanile. Questi comprendono, secondo Six, l&#8217;umanit\u00e0 di quello sguardo, la <em>rotondit\u00e0<\/em> del<em> <\/em>colpo di pennello e una disponibilit\u00e0 a utilizzare differenti stili di pittura all&#8217;interno della stessa opera.<\/p>\n\n\n\n<p>Il dipinto era datato in un qualche momento fra il 1633 e il 1635. L&#8217;indizio definitivo era rappresentato dal particolare tipo di collare di pizzo, che fu al culmine della moda per un breve periodo e poi rapidamente fu abbandonato. Ci\u00f2 che aument\u00f2 l&#8217;eccitazione di Six in particolare fu non solo che <em>Christie&#8217;s <\/em>non si era accorta che il dipinto era molto probabilmente di ano del maestro, ma che la casa d&#8217;aste l&#8217;aveva etichettato come: \u00abcerchia di Rembrandt\u00bb &#8211; cio\u00e8, di un seguace. \u00abCapisce il problema, no?\u00bb, mi disse. Io stavo ancora cercando di ricomporre la soluzione dell&#8217;enigma quando non riusc\u00ec a trattenersi: \u00abRembrandt non era ancora famoso nei primi anni dopo il 1630, quindi non c&#8217;era nessuna cerchia. Ho capito subito che <em>Christie&#8217;s <\/em>aveva fatto un errore clamoroso\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quel momento in poi Six fu come un segugio sulla traccia. Scopr\u00ec che la provenienza del dipinto risaliva a sir Richard Neave, un mercante inglese del tardo &#8216;700 che aveva raccolto un&#8217;importante collezione d&#8217;arte, che aveva compreso opere di Thomas Gainsborough e John Constable; il dipinto era rimasto nella stessa famiglia per sei generazioni. Questo coincideva: aveva senso che un dipinto di un artista di primo piano avesse attirato un collezionista importante.<\/p>\n\n\n\n<p>Six era cos\u00ec eccitato che balz\u00f2 sulla bicicletta e pedal\u00f2 per un breve tratto attraverso il centro di Amsterdam fino alla casa di Ernst van de Wetering, universalmente riconosciuto come una delle principali autorit\u00e0 su Rembrandt; ancora senza fiato, Six gli ficc\u00f2 una fotocopia della foto sotto il naso.  Come ci si aspetta da una persona la cui opinione ha un certo peso, van de Wetering al momento in cui vide l&#8217;immagine reag\u00ec con un tipico riserbo, ma ne fu incuriosito. \u00abSembrava un Rembrandt, ma mi era del tutto nuovo\u00bb, van de Wetering mi ha detto successivamente. Six rifece la pedalata all&#8217;incontrario verso casa e compr\u00f2 un biglietto d&#8217;aereo.<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;era qualche persona nella sala espositiva di <em>Christie&#8217;s <\/em>a Londra quando arriv\u00f2, mi disse Six, cos\u00ec si mise a guardare altri quadri finch\u00e9 non se ne andarono, poi si diresse verso il ritratto, lo studi\u00f2 e gli fece diverse fotografie. \u00abEro sconvolto, perch\u00e9 faccia a faccia aveva un aspetto diverso\u00bb, disse. \u00abAveva molta maggiore profondit\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide\"><img data-attachment-id=\"16346\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=16346\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Portrait_of_a_gentleman_by_Rembrandt_circa_1634.jpg?fit=2364%2C3063\" data-orig-size=\"2364,3063\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;NRC&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Portrait of a gentleman, in a black velvet cloak and white lace collar and cuffs\\r*oil on canvas\\r*101 x 74.3 cm\\r*circa 1634&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;Portrait of a gentleman, by Rembrandt (circa 1634)&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"Portrait_of_a_gentleman,_by_Rembrandt_(circa_1634)\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;Portrait of a gentleman, in a black velvet cloak and white lace collar and cuffs&lt;br \/&gt;\n*oil on canvas&lt;br \/&gt;\n*101 x 74.3 cm&lt;br \/&gt;\n*circa 1634 &#8211; via Wikimedia&lt;\/p&gt;\n\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Portrait_of_a_gentleman_by_Rembrandt_circa_1634.jpg?fit=232%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Portrait_of_a_gentleman_by_Rembrandt_circa_1634.jpg?fit=510%2C661\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"1037\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Portrait_of_a_gentleman_by_Rembrandt_circa_1634.jpg?resize=800%2C1037\" alt=\"\" class=\"wp-image-16346\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Portrait_of_a_gentleman_by_Rembrandt_circa_1634.jpg?w=2364 2364w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Portrait_of_a_gentleman_by_Rembrandt_circa_1634.jpg?resize=116%2C150 116w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Portrait_of_a_gentleman_by_Rembrandt_circa_1634.jpg?resize=232%2C300 232w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Portrait_of_a_gentleman_by_Rembrandt_circa_1634.jpg?resize=510%2C661 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Portrait_of_a_gentleman_by_Rembrandt_circa_1634.jpg?w=1600 1600w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><figcaption>Ritratto di gentiluomo, in cappa di velluto nero e colletto e maniche di pizzo bianco, di  Rembrandt &#8211; NRC, Public Domain, https:\/\/commons.wikimedia.org\/w\/index.php?curid=69156827<br \/><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Si fu attirato in maniera particolare dal pizzo sul colletto. Il pizzo era un indicatore di <em>status<\/em> lungo tutto il XVII secolo, e Six ritiene che Rembrandt avesse un modo caratteristico di dipingere quel tipo, che \u00e8 chiamato merletto a tombolo. Altri artisti del periodo faticosamente riproducevano i suoi complicati dettagli in colore bianco sopra la giacca. Rembrandt faceva qualcosa che poteva parere l&#8217;opposto. Prima dipingeva la giacca, poi al di sopra l&#8217;area del colletto in bianco, poi usava il colore nero per creare gli spazi vuoti del colletto. E laddove altri pittori erano attenti a creare uno schema ripetuto nel merletto, Rembrandt intesseva un disegno pi\u00f9 libero. Per chi lo guarda a pochi centimetri dal quadro, il colletto appare un geroglifico confuso; fate un passo indietro e acquista un senso. Six crede che questo fosse uno degli aspetti del genio di Rembrandt. \u00abAveva capito che una copia dipinta di uno schema ripetitivo, anche se corrispondeva all&#8217;originale, alla fine sembrava artificiale\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo aver lasciato la sala di <em>Christie&#8217;s<\/em>, Six si diresse dietro l&#8217;angolo a un negozio di libri d&#8217;arte, dove trov\u00f2 <em>A Corpus of Rembrandt Paintings<\/em>, la guida definitiva all&#8217;intera opera [a cura fra gli altri dello stesso Ernst van de Wetering, pu\u00f2 essere consultato <em><a href=\"http:\/\/rembrandtdatabase.org\/literature\/corpus\">on line<\/a><\/em>, NdRufus]. Sfogli\u00f2 la sezione delle opera del decennio 1630 e si ferm\u00f2 quando arriv\u00f2 a quel che stava cercando: il <em>Ritratto di Philip Lucasz <\/em>del 1635. L&#8217;originale era opportunamente conservato a poca distanza nella <em>National Gallery<\/em>, cos\u00ec si precipit\u00f2 l\u00e0 e poco dopo si ritrov\u00f2 davanti al quadro, a guardare avanti e indietro dal dipinto alle foto sulla sua macchina fotografica, sentendosi battere il polso all&#8217;impazzata mentre quello che era un sospetto si solidificava nella quasi certezza. \u00abSapevo che chiunque aveva dipinto <em>questo<\/em> aveva dipinto <em>quello<\/em>\u00bb, disse.<\/p>\n\n\n\n<p>Jan Six \u00e8 un uomo alto e magro, azzimato fino quasi a volersi scusare, la cui espressione abituale contiene un accenno di qualcuno afflitto da un peso. Quel che si scopre \u00e8 che il peso \u00e8 il nome, che \u00e8 in realt\u00e0 Jan Six XI. Con una storia lunga quattro secoli, la sua famiglia aristocratica ha chiamato il primogenito Jan quasi ad ogni generazione. Il primo Jan Six, un uomo amante dell&#8217;arte, della cultura e della politica, \u00e8 stato un vero rappresentante dell&#8217;Et\u00e0 dell&#8217;Oro olandese, il periodo nel quale un&#8217;esplosione di creativit\u00e0 nel&#8217;arte, nella scienza e nel commercio catapult\u00f2 la piccola nazione all&#8217;avanguardia della vita e del pensiero europei. Quel Jan Six era il realt\u00e0 un amico del grande Rembrandt van Rijn. Quando decise, in un qualche momento del decennio 1650, di farsi dipingere un ritratto, chiese a Rembrandt di fare gli onori del caso. Il risultato \u00e8 una delle opere pi\u00f9 ammirate del maestro, uno studio meravigliosamente pensieroso della sofisticatezza di una mezza et\u00e0 ben cosciente di s\u00e9, fatta con i caratteristici ruvidi colpi di pennello del tardo Rembrandt. Lo storico Simon Schama l&#8217;ha definito <em>il pi\u00f9 grande ritratto del XVII secolo<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo Jan Six mmass\u00f2 un&#8217;ampia collezione di dipinti, sculture e disegni di una variet\u00e0 di artisti. Ma Rembrandt \u00e8 al cuore della <em>Collezione Six<\/em>. In aggiunta al ritratto di Jan Six, che attualmente \u00e8 assicurato per pi\u00f9 di 400 milioni di dollari, c&#8217;\u00e8 un grande ritratto della madre di Jan Six, Anna Wymer, insieme con cinque disegni e cinquanta incisioni originali dell&#8217;artista.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide\"><img data-attachment-id=\"16347\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=16347\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Jan_Six_-_Rembrandt.jpg?fit=1616%2C1800\" data-orig-size=\"1616,1800\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Jan_Six_-_Rembrandt\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Jan_Six_-_Rembrandt.jpg?fit=269%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Jan_Six_-_Rembrandt.jpg?fit=510%2C568\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"891\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Jan_Six_-_Rembrandt.jpg?resize=800%2C891\" alt=\"\" class=\"wp-image-16347\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Jan_Six_-_Rembrandt.jpg?w=1616 1616w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Jan_Six_-_Rembrandt.jpg?resize=135%2C150 135w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Jan_Six_-_Rembrandt.jpg?resize=269%2C300 269w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Jan_Six_-_Rembrandt.jpg?resize=510%2C568 510w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><figcaption>Ritratto di Jan Six di Rembrandt &#8211; Public Domain, https:\/\/commons.wikimedia.org\/w\/index.php?curid=32412833<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide\"><img data-attachment-id=\"16348\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=16348\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Rembrandt_Portrait_of_a_woman_possibly_Anna_Wijmer.jpg?fit=662%2C800\" data-orig-size=\"662,800\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Rembrandt_Portrait_of_a_woman,_possibly_Anna_Wijmer\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Rembrandt_Portrait_of_a_woman_possibly_Anna_Wijmer.jpg?fit=248%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Rembrandt_Portrait_of_a_woman_possibly_Anna_Wijmer.jpg?fit=510%2C616\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"662\" height=\"800\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Rembrandt_Portrait_of_a_woman_possibly_Anna_Wijmer.jpg?resize=662%2C800\" alt=\"\" class=\"wp-image-16348\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Rembrandt_Portrait_of_a_woman_possibly_Anna_Wijmer.jpg?w=662 662w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Rembrandt_Portrait_of_a_woman_possibly_Anna_Wijmer.jpg?resize=124%2C150 124w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Rembrandt_Portrait_of_a_woman_possibly_Anna_Wijmer.jpg?resize=248%2C300 248w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Rembrandt_Portrait_of_a_woman_possibly_Anna_Wijmer.jpg?resize=510%2C616 510w\" sizes=\"(max-width: 662px) 100vw, 662px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><figcaption>Ritratto di Anna Wymer, di Rembrandt &#8211; http:\/\/poulwebb.blogspot.nl\/2014\/07\/rembrandt-part-9.html, Public Domain, https:\/\/commons.wikimedia.org\/w\/index.php?curid=37521215<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Man mano che la <em>Collezione Six<\/em> veniva trasmessa da una generazione all&#8217;altra essa cresceva, fino a includere opere di Vermeer, Bruegel, Hals e Rubens, insieme a qualche sparso Tiziano e Tintoretto. Lungo il percorso  <br \/>gli \u00e8 stato aggiunto un ammasso di ricchezze in termini di oggetti minori ma ugualmente significativi storicamente: mobili, gemme, medaglie, manoscritti, cassetti iene di argenterie, vetri veneziani, spazzolini da denti dal manico d&#8217;avorio, un anello con diamanti regalato a un componente della famiglia dallo Zar Alessandro I. Ma i dipinti sono sempre stati la  <br \/><em>raison d\u2019\u00eatre<\/em> della collezione, e lungo gli anni i Six hanno mostrato una tendenza a seguire l&#8217;inclinazione del progenitore. La collezione ora contiene non meno di 270 ritratti di componenti della famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre i secoli si succedevano e i patrimoni artistici di altre grandi famiglie europee venivano dispersi e i musei divenivano i principali depositari di questi oggetti, la mistica della <em>Collezione Six<\/em>, che rimane nella casa di famiglia dei Six, \u00e8 cresciuta. Per tradizione il Jan Six di ciascuna generazione diviene il custode della collezione e l&#8217;inquilino della casa, da un secolo un palazzo labirintico di cinquantasei stanze sul fiume Amstel nel cuore di Amsterdam. Ma Jan Six XI, il mercante d&#8217;arte, non \u00e8 quel Jan, o perlomeno non ancora. Suo padre, Jan Six X &#8211; o, come preferisce essere chiamato, il Barone J. Six van Hillegom &#8211; regna ancora. Il Six pi\u00f9 anziano, che ha settantun anni,  \u00e8 conosciuto nei circoli culturali come un uomo profondamente riservato (ha preferito non farsi intervistare per questo articolo) e anche per essere abbastanza suscettibile. Quasi tutti quelli con cui ho parlato hanno usato la parola <em>difficile<\/em> per descriverlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho incontrato il Six pi\u00f9 anziano anni fa, quando facevo le ricerche per un libro sulla storia di Amsterdam e desideravo vedere l&#8217;interno della famosa casa dei Six. Dopo un tipico pranzo olandese a base di <em>sandwich<\/em> e latte in una cucina che sembrava appena uscita da un quadro di Vermeer &#8211; rivestimenti di legno scuro, pavimenti piastrellati, luce obliqua &#8211; mi accompagn\u00f2 in giro per la casa: una deliziosa intersezione continua di corridoio e vecchie stanze imbottite di oggetti curiosi, alcuni dei quali inestimabili. Sebbene le sale espositive e gli ambienti abitativi fossero separati, la sensazione di essere contemporaneamente in una casa e in un museo era palpabile: ci si girava dopo avere ammirato un dipinto di Frans Hals e si notava un libro aperto e un paio di occhiali da lettura su un tavolino di lato, o una scopa e un raccoglino in un angolo. La mia impressione complessiva della visita fu come di qualcosa uscito da un romanzo di Thomas Mann: una <em>grandeur<\/em> sbiadita e un&#8217;aria di immobilit\u00e0 antica, su cui vegliava un aristocratico incartapecorito e lievemente contrariato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Six pi\u00f9 anziano pu\u00f2 essere divenuto noto per la sua litigiosit\u00e0, ma riguardo alla sua battaglia pi\u00f9 pubblica, una lite giudiziaria pluriennale contro il governo olandese per avere mancato di rispettare un accordo per pagare per la gestione della casa, secondo alcune persone aveva le sue ragioni, \u00abUn politico di sinistra ritenne che fosse ridicolo dare denaro a una famiglia che era gi\u00e0 ricca, e cos\u00ec interruppe il sostegno economico\u00bb, dice Frits Duparc, ex direttore del museo <em>Mautishius<\/em> di Le Hague, che ha svolto il ruolo di mediatore nella disputa. \u00abMa il fatto \u00e8 che la famiglia non \u00e8 cos\u00ec ricca perch\u00e9 gli oggetti d&#8217;arte sono stati da molto tempo affidati a una fondazione\u00bb. La fondazione \u00e8 stata creata in parte per tenere la collezione unita, e quindi all&#8217;interno del paese. Nel passato la famiglia era stata costretta a vendere dei Vermeer e altri tesori nazionali per far quadrare i conti.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine, nel 2008, la lite fu chiusa da un accordo: una fondazione possiede il palazzo dei Six, la famiglia ha diritto di viverci in perpetuo e lo stato fornisce i fondi per il suo mantenimento. In cambio, i Six permettono un limitato accesso del pubblico alla collezione.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;ossessione di Jan Six per Rembrandt (\u00e8 lui a chiamarla cos\u00ec) \u00e8 iniziata con il suo incontro infantile con il ritratto fatto dal maestro dell&#8217;antenato che porta il suo nome nella <em>salone blu<\/em> della casa di famiglia dei Six. Six pu\u00f2 parlare di Rembrandt all&#8217;infinito, in maniera avvincente e con grande passione. \u00abCi\u00f2  che differenzia Rembrandt \u00e8 la sua abilit\u00e0 di dipingere la persona\u00bb, mi ha detto. \u00abQuando vado in giro per un museo e c&#8217;\u00e8 un Rembrandt, io lo incrocio come potrei fare con una persona, osservandola con la coda dell&#8217;occhio, pensando: <em>Ehi, chi \u00e8 quello?<\/em> come se fosse qualcuno che conosco. \u00c8 una persona umana vivente\u00bb. Al contrario, non ha una grande opinione dell&#8217;altro titano dell&#8217;Et\u00e0 dell&#8217;Oro olandese: \u00abSo che molti americani amano Vermeer. A me personalmente non piace. \u00c8 un trucco: effetti ottici. Io penso che se poneste <em>La ragazza dall&#8217;orecchino di perla<\/em> a fianco di un Rembrandt qualunque, vi accorgereste della differenza\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Fra i molti motivi dei secoli di fascinazione popolare nei confronti di Rembrandt &#8211; l&#8217;enorme quantit\u00e0, cos\u00ec diversa e di tale qualit\u00e0 delle opere che ha prodotto, la pretora di stili con i quali ha fatto esperimenti, la sua stessa complessa biografia &#8211; forse il pi\u00f9 tagliente \u00e8 l&#8217;intuizione psicologica che mette in opera sui suoi soggetti, il modo con il quale le sue figure sembrano affrontare lo spettatore, per attrarlo dentro la particolare lotta di quel momento delle loro vite.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa concentrazione sull&#8217;individuo \u00e8 stata una dimensione caratteristica dell&#8217;epoca dell&#8217;artista. L&#8217;Et\u00e0 dell&#8217;Oro olandese ha segnato una svolta via dai soggetti strettamente religiosi; improvvisamente le persone avevano interesse per la vita ordinaria e per se stessi, egli artisti seguirono questa indicazione. La pittura di ritratti divenne un&#8217;industria. Ma Rembrandt rimase un gradino sopra i suoi contemporanei. Molti di loro potevano dipingere qualcuno per come appariva. Ci\u00f2 che rendeva Rembrandt cos\u00ec speciale per i cittadini di Amsterdam, che facevano la fila per commissionargli i loro ritratti, era il fatto che sembrava capace di andare sotto ls superficie, per arrivare a ci\u00f2 che ognuno era.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa empatia pu\u00f2 essere stata originata non solo dal genio di Rembrandt ma anche dalla sua vita. Molto presto era divenuto il pi\u00f9 celebrato pittore del suo periodo, ma rifiut\u00f2 di seguire le variazioni della moda e perse la stima generale. Spese pi\u00f9 di quanto si potesse permettere e si ritrov\u00f2 pesantemente indebitato. Perse sua moglie poco dopo il parto e inizi\u00f2 una relazione con la balia della figlia, da cui tent\u00f2 di liberarsi facendo ricoverare la donna in manicomio. Poi fece bancarotta. Sembra che sia vissuto nei suoi ultimi anni in una pena da lui stesso creata. Se l&#8217;Et\u00e0 dell&#8217;Oro olandese comport\u00f2 una nuova intima attenzione all&#8217;individuo, Rembrandt applic\u00f2 la regola a se stesso senza alcuno scrupolo. I sui autoritratti, specialmente quelli pi\u00f9 tardi, sono esplorazioni impietosamente oneste dei pesi mentali che infliggiamo a noi stessi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide\"><img data-attachment-id=\"16644\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=16644\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Rembrandt_Harmensz._van_Rijn_-_Zelfportret_als_de_apostel_Paulus_-_Google_Art_Project.jpg?fit=4000%2C4765\" data-orig-size=\"4000,4765\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Rembrandt_Harmensz._van_Rijn_-_Zelfportret_als_de_apostel_Paulus_-_Google_Art_Project\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Rembrandt_Harmensz._van_Rijn_-_Zelfportret_als_de_apostel_Paulus_-_Google_Art_Project.jpg?fit=252%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Rembrandt_Harmensz._van_Rijn_-_Zelfportret_als_de_apostel_Paulus_-_Google_Art_Project.jpg?fit=510%2C608\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"953\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Rembrandt_Harmensz._van_Rijn_-_Zelfportret_als_de_apostel_Paulus_-_Google_Art_Project.jpg?resize=800%2C953\" alt=\"\" class=\"wp-image-16644\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Rembrandt_Harmensz._van_Rijn_-_Zelfportret_als_de_apostel_Paulus_-_Google_Art_Project.jpg?w=4000 4000w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Rembrandt_Harmensz._van_Rijn_-_Zelfportret_als_de_apostel_Paulus_-_Google_Art_Project.jpg?resize=126%2C150 126w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Rembrandt_Harmensz._van_Rijn_-_Zelfportret_als_de_apostel_Paulus_-_Google_Art_Project.jpg?resize=252%2C300 252w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Rembrandt_Harmensz._van_Rijn_-_Zelfportret_als_de_apostel_Paulus_-_Google_Art_Project.jpg?resize=510%2C608 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Rembrandt_Harmensz._van_Rijn_-_Zelfportret_als_de_apostel_Paulus_-_Google_Art_Project.jpg?w=1600 1600w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Rembrandt_Harmensz._van_Rijn_-_Zelfportret_als_de_apostel_Paulus_-_Google_Art_Project.jpg?w=2400 2400w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><figcaption>Autoritratto come apostolo Paolo &#8211; Rembrandt 1661 &#8211; https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Rembrandt_Harmensz.<em>van_Rijn<\/em>&#8211;<em>Zelfportret_als_de_apostel_Paulus<\/em>-_Google_Art_Project.jpg<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Alle pareti dello studio di Six a Amsterdam sono sempre allineati dei ritratti risalenti al XVII secolo: opere che ha comprato e su cui sta facendo ricerche o che sta facendo restaurare per rivenderle. Quando passai di l\u00e0 la scorsa estate, il dipinto del catalogo di <em>Christie&#8217;s<\/em>, <em>Ritratto di un giovane gentiluomo<\/em>, era appeso al posto d&#8217;onore. Six, che parla con un mormorio rilassante e che si riferisce a se stesso definendosi uno <em>studioso-mercante<\/em>, me ne fece fare una visita guidata. \u00abAdoro il guanto e il polsino &#8211; molto elegante. Vede le pennellate? Ha cominciato qui e lentamente si muove verso destra e fa una curva. Poi aggiunge queste pennellate ampie. Poi dipinge le maniche, e il pezzetto che sta alla luce \u00e8 dipinto col colore perch\u00e9 capisce che alla luce non si hanno linee nere, ma nell&#8217;ombra invece s\u00ec. Con grande intelligenza usa il modo col quale la luce effettivamente splende sul materiale. Lentamente ritorna nell&#8217;ombra\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando lavoravo al mio libro sulla storia di Amsterdam, Six mi invit\u00f2 el suo studio e condusse una notevole piccola dimostrazione. Spense le luci e accese delle candele, e in un istante i dipinti furono trasformati. Essi assunsero una nuova energia; gli ori e i rossi e i toni della carne divennero pi\u00f9 caldi. Il tremolio delle candele sembrava iniettare la vita nelle figure bidimensionali. Gli occhi di Six sfavillavano quando vide che avevo colto il punto: questi dipinti erano stati fatti per la luce delle candele.<\/p>\n\n\n\n<p>Six mi stava aiutando a sperimentare la vita degli abitanti di Amsterdam del XVII secolo nel modo pi\u00f9 tangibile: le minute differenze nel modo di vedere e di toccare che separano un&#8217;epoca storica dall&#8217;altra. Ma io giunsi a rendermi conto che mi stava dando anche uno sguardo dall&#8217;interno rispetto a qualcos&#8217;altro: la sua lotta di tutta una vita con la sua famiglia riguardo a ci\u00f2 che ci si aspettava da lui in quanto erede della <em>Collezione Six<\/em>. Quand&#8217;era un ragazzo la grandezza della tradizione dell&#8217;arte occidentale poteva augurargli il buongiorno mentre andava a fare colazione, ma non lo faceva rabbrividire con la sensazione di un destino da compiere. Laddove i precedenti eredi &#8211; che erano avidi collezionisti, sebbene non professionisti del mondo dell&#8217;arte &#8211; sembrano avere accettato la responsabilit\u00e0 con equanimit\u00e0, Six cerc\u00f2 di allontanarla. I Six sono parte della nobilt\u00e0 olandese, ma da adolescente egli \u00abha tentato di non essere un aristocratico\u00bb, mi ha detto il suo amico intimo David van Ede. \u00abNe era un pochino imbarazzato\u00bb. Invece di appendere nella sua camera dei Rembrandt o dei Bruegel, si rivolse a dei <em>poster<\/em>: Bob Marley e i <em>Guns N&#8217; Roses<\/em>. Odiava la scuola superiore, si procur\u00f2 un lavoro da cuoco in un ristorante e per un periodo credette che diventare uno <em>chef<\/em> potesse essere la sua strada verso la ribellione. Quando i suoi genitori non c&#8217;erano organizzava delle feste nel palazzo. \u00abEravamo l\u00ec praticamente tutti i fine settimana\u00bb, secondo van Ede. \u00abNon dico che ci appendessimo ai lampadari, ma fumavamo, bevevamo <em>Hieneken<\/em>, andavamo in discoteche <em>hip-hop<\/em>, ci fermavamo a un <em>Burger King<\/em> e poi magari tornavamo a casa di Jan e dormivamo. Qualche volta facevamo scattare l&#8217;allarme\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Six sapeva ci\u00f2 che ci si aspettava da lui ma si inalberava. \u00abNessuno vuole essere spinto in un angolo\u00bb, mi ha detto. \u00abPer tutta la tua vita senti che tutto quello che fai \u00e8 in preparazione a seguire la linea tracciata da Jan Six. Ma ehi, io sono un individuo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Si adegu\u00f2, tuttavia, almeno parzialmente, quando inizi\u00f2 a interagire con le persone che si presentavano alla porta di casa, biglietto alla mano, per visitare casa sua. Furono queste persone ordinarie a far capire a Six che l&#8217;arte era la sua vocazione. \u00abQualche volta una delle guide era malata, e io davo una mano. Sulle prime ero spaventato. Poi vidi quanto erano felici e interessate quelle persone. E quando venivano a sapere che io ero Jan Six, e guardavano da me al ritratto di Rembrandt dell&#8217;altro Jan Six, vedevo che si emozionavano, perch\u00e9 collegavano il passato e il presente.  Alcuni dei visitatori sapevano moltissimo di arte, e io li ascoltavo\u00bb. Cominci\u00f2 a guardare ai dipinti in modo diverso. Passarono dall&#8217;essere piatte rappresentazioni di gente ormai morta a espressioni estetiche che agivano come porte d&#8217;ingresso verso la storia. In particolare, il ritratto di Rembrandt del primo Jan Six fece presa su di lui: \u00abGiunsi a comprendere che mi importa che gli occhi del dipinto siano geneticamente i miei occhi\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<p>Six tent\u00f2 di liberarsi del peso della sua eredit\u00e0 abbracciando l&#8217;arte che ne \u00e8 alla base ma alle proprie condizioni. Studi\u00f2 storia dell&#8217;arte all&#8217;universit\u00e0 e poi fu assunto da <em>Sotheby&#8217;s<\/em> a Londra come uno specialista alle prime armi sui maestri antichi. Era bravo nel suo lavoro e si muoveva con facilit\u00e0 nel mondo internazionale della ricchezza e della cultura. Man mano, sembra, si attiv\u00f2 un gene familiare. Geert Mak, un autore olandese che ha scritto una storia della famiglia Six, mi ha detto che alcuni dei primi Six avevano una straordinaria acutezza visiva, che li ha guidati mentre ammassavano la loro collezione. \u00abAnche questo Jan Six ce l&#8217;ha\u00bb, dichiara. \u00ab\u00c8 un talento eccezionale nel vedere attraverso un dipinto, di ricordarsi un gesto di un altro quadro visto anni prima, una memoria incredibile per i dettagli\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Man mano che cresceva professionalmente, Six giunse a ritenere di avere un diritto a esprimersi sulla collezione di famiglia. Ne seguirono una serie di scontri con suo padre, molti dei quali riguardo alla possibilit\u00e0 di garantire un maggiore accesso al pubblico che \u00e8 stato sempre una difficolt\u00e0. Attualmente le visite della collezione, che sono solo su appuntamento, sono prenotate gi\u00e0 fino al prossimo anno. Il quadro dipinto dal giovane Six \u00e8 quello di un padre introverso che tenta di preservare un&#8217;eredit\u00e0 tenendo il mondo a distanza, che scopre man mano che deve anche combattere con un figlio socievole e estroverso che ritiene che il modo migliore di preservare quell&#8217;eredit\u00e0 \u00e8 esattamente quello di condividerla col vasto mondo. Gli scontri resero il giovane Six progressivamente pi\u00f9 esasperato: \u00abMe ne andavo in bicicletta verso casa e pensavo: <em>Cristo, pap\u00e0, sto cercando di aiutarti<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno di questi dissidi era centrato, fra tutte le cose, sulle cornici. Alcuni dei ritratti della collezione, compreso il <em>Ritratto di jan Six<\/em>, hanno ornate cornici dorate, che furono montate dai Six del XIX secolo quando l&#8217;esibizionismo era di moda. Jan il giovane sostenne che si sarebbe dovuti tornare all&#8217;aspetto del XVII secolo, il che avrebbe significato le lisce e sobrie cornici nere che secondo lui erano l&#8217;ambiente naturale dei dipinti.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo era un altro punto della dimostrazione alla luce delle candele che Six mi aveva dato. \u00abSe si mette una cornice dorata intorno a un Rembrandt, tutto ci\u00f2 che \u00e8 nel dipinto va cinque metri sullo sfondo, e ci\u00f2 che \u00e8 dorato diviene giallastro\u00bb, disse. \u00abIl dipinto deve competere col rumore della cornice. Se si elimina il rumore la bellezza emerge\u00bb. Suo padre, tuttavia, era inflessibile sul fatto che i dipinti della collezione dovessero rimanere nelle cornici dorate. Il Six pi\u00f9 giovane mi ha detto di credere che il suo dovere principale \u00e8 nei confronti della collezione, incluso il modo con il quale gli antenati l&#8217;hanno tramandata. \u00abSe si vive in una casa per decenni e la si vede come il nucleo della propria esistenza, in pratica si vive per la casa\u00bb, mi ha detto. E invece lui sentiva un obbligo nei confronti dell&#8217;arte.<\/p>\n\n\n\n<p>Per evitare altri scontri, Six fece un passo indietro. \u00abHo deciso che preferivo avere un padre per amico. Quindi la casa e la collezione non hanno niente a che fare con me. La nostra relazione \u00e8 al suo meglio quando c&#8217;\u00e8 una distanza\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Fino a relativamente poco tempo fa come il 1991, i dipinti degli artisti dell&#8217;Et\u00e0 dell&#8217;Oro olandese, del Rinascimento italiano e di altre epoche importanti della storia europea dominavano il mercato internazionale dell&#8217;arte. Ma in un&#8217;epoca digitale orientata al presente, nel quale c&#8217;\u00e8 uno spostamento costante nell&#8217;equilibrio globale del potere (l&#8217;anno scorso la Cina \u00e8 divenuta il secondo pi\u00f9 grande mercato dell&#8217;arte nel mondo, dietro gli Stati Uniti), i vecchi maestri europei sono giunti a sembrare&#8230; vecchi. Nel 2018, l&#8217;ottantacinque per cento della lista di <em>ARTnews<\/em> dei duecento principali collezionisti dichiaravano di collezionare arte contemporanea in una forma o nell&#8217;altra; solo il sei per cento dichiarava di collezionare i vecchi maestri. E mentre i nomi di punta &#8211; Rembrandt, Tiziano, Raffaello &#8211; ottengono ancora cifre molto alte, il valore di tutto il resto \u00e8 diminuito. \u00abSe si compra un dipinto minore per tremila dollari, dopo un po&#8217; varr\u00e0 probabilmente duemila dollari\u00bb, dichiara Otto Naumann, un importante mercante d&#8217;arte ora a <em>Sotheby&#8217;s<\/em>. \u00abSi vede un simile declino alla soglia dei 300 000 dollari. Panorami, nature morte fiamminghe: il valore di molti di questi \u00e8 diminuito\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Collegato al declino delle vendite \u00e8 l&#8217;invecchiamento del settore. \u00abCi sono a malapena nuovi giovani collezionisti\u00bb che sono interessati ai vecchi maestri, mi ha dichiarato l&#8217;ex direttore del <em>Mauritshuis<\/em> Frits Duparc. \u00abLa maggior parte dei principali collezionisti hanno pi\u00f9 di settanta o ottanta anni\u00bb. Ci sono state diminuzioni anche nei programmi di studio universitari collegati e negli incarichi ai ricercatori, e nelle assunzioni di curatori nei musei. Duparc dice che in Olanda c&#8217;\u00e8 esattamente un solo docente completamente dedicato al settore dell&#8217;arte olandese dell&#8217;Et\u00e0 dell&#8217;Oro. Matthew Teitelbaum, direttore del <em>Museum of Fine Arts<\/em> di Boston, dichiara che il <em>Centro per l&#8217;Arte Olandese<\/em> che la sua istituzione sta sviluppando intende contrastare questa tendenza. Ma riconosce la presenza di una sfida: \u00abIn questo momento preciso \u00e8 un campo che si sta restringendo laddove i programmi universitari sono in calo e le cattedre sono lasciate vacanti\u00bb.  Per quanto riguarda i mercanti che si dedicano ai vecchi maestri, Duparc mi ha fatto notare che mentre pochi decenni fa c&#8217;erano dozzine di intermediari indipendenti, ora ve n&#8217;\u00e8 solo uno sparuto gruppetto. La maggior parte degli scambi \u00e8 stata assunta dalle grandi case d&#8217;arte, <em>Sotheby&#8217;s <\/em>e <em>Christie&#8217;s<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante questo panorama inospitale, nel 2009 Jan Six decise di mettersi in affari come un mercante indipendente specializzato nei vecchi maestri olandesi, con uno speciale interesse per i ritratti. Dice che era era diventato insofferente della mentalit\u00e0 aziendale che aveva trovato da <em>Sotheby<\/em>, che considerava l&#8217;eredit\u00e0 artistica mondiale come un prodotto voluttuario da vedere a caro prezzo. \u00abLa maggior parte degli intermediari sono dei venditori\u00bb, dice. \u00abPotrebbero essere concessionari d&#8217;auto o agenti di Wall Street. Non penso davvero che si occupino di questo per il piacere estetico\u00bb. Si trov\u00f2 un elegante studio\/biblioteca\/ufficio ad Amsterdam, pochi isolati distante dai suoi genitori e dalla collezione di famiglia, e si mise in affari.<\/p>\n\n\n\n<p>Come mercante Six ha prosperato. Ha trascorso diversi degli anni successivi a fare la spola fra New York, Londra, Parigi e Amsterdam, comprando e vendendo, sviluppando una reputazione di fiducia e un occhio sempre pi\u00f9 perspicace. Il suo nome gli ha dato facile accesso ai principali collezionisti e ai direttori dei maggiori musei d&#8217;arte. \u00c8 diventato esperto nei metodi tecnologicamente pi\u00f9 sofisticati di analisi dei dipinti, che possono fornire dettagli sulla tela, il legno e i pigmenti che costituiscono indizi riguardanti un&#8217;opera e il suo autore. Se l&#8217;\u00e8 cavata bene come intermediario &#8211; un Govert Flinck qui, un Gerrit van Honthorst l\u00e0 &#8211; ma gli sembrava sempre di essere ancora in una fase di attesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel che gli importava era Rembrandt. Six ha lavorato testardamente per fare di s\u00e9 un esperto. Ha iniziato un pellegrinaggio per vedere faccia a faccia ciascuno dei 341 dipinti del maestro elencati dal <em>Corpus<\/em>, sparsi fra Omaha nel Nebraska e San Pietroburgo in Russia (sinora ne ha visto l&#8217;80%) e ha ammassato un archivio di decine di migliaia di documenti e immagini  legate all&#8217;artista. Non \u00e8 eccessivo dire che prende Rembrandt personalmente. Quando abbiamo parlato per la prima volta del ritratto da lui scoperto, ci ha tenuto a precisare cosa la sua scoperta volesse dire per lui: \u00abNon ha niente a che fare con la mia famiglia\u00bb, ha dichiarato, cosa che, come sapeva benissimo, era sia strettamente vero che totalmente falso. \u00abVoglio che lei capisca che questa scoperta non riguarda mio padre o la <em>Collezione Six<\/em>. \u00c8 completamente catartica. Per la prima volta nella mia vita, ci siamo solo io e Rembrandt\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide\"><img data-attachment-id=\"16643\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=16643\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/2048px-The_Nightwatch_by_Rembrandt_-_Rijksmuseum.jpg?fit=2048%2C1666\" data-orig-size=\"2048,1666\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"2048px-The_Nightwatch_by_Rembrandt_-_Rijksmuseum\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/2048px-The_Nightwatch_by_Rembrandt_-_Rijksmuseum.jpg?fit=300%2C244\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/2048px-The_Nightwatch_by_Rembrandt_-_Rijksmuseum.jpg?fit=510%2C415\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"651\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/2048px-The_Nightwatch_by_Rembrandt_-_Rijksmuseum.jpg?resize=800%2C651\" alt=\"\" class=\"wp-image-16643\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/2048px-The_Nightwatch_by_Rembrandt_-_Rijksmuseum.jpg?w=2048 2048w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/2048px-The_Nightwatch_by_Rembrandt_-_Rijksmuseum.jpg?resize=150%2C122 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/2048px-The_Nightwatch_by_Rembrandt_-_Rijksmuseum.jpg?resize=300%2C244 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/2048px-The_Nightwatch_by_Rembrandt_-_Rijksmuseum.jpg?resize=510%2C415 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/2048px-The_Nightwatch_by_Rembrandt_-_Rijksmuseum.jpg?w=1600 1600w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><figcaption>La ronda notturna &#8211; Rembrandt 1642 https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:The_Nightwatch_by_Rembrandt_-_Rijksmuseum.jpg<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Dopo aver studiato il ritratto del giovane gentiluomo nella sala di esposizione londinese di <em>Christie&#8217;s<\/em>, Six torn\u00f2 ad Amsterdam con un altro volo e port\u00f2 le foto che aveva fatto a Ernst van de Wetering, lo studioso di Rembrandt al quale aveva mostrato il catalogo. Van de Wetering ne fu ulteriormente intrigato, ma non volle dire nulla di pi\u00f9 al momento finch\u00e9 non l&#8217;avesse visto di persona. Per Six era abbastanza: era pronto a fare un&#8217;offerta. La base d&#8217;asta era fissata fra 19 000 e 25 000 dollari: noccioline se il ritratto si fosse rivelato quel che pensava fosse. Ma se qualcun altro avesse sospettato ci\u00f2 che sapeva, il prezzo sarebbe schizzato in alto. Un Rembrandt, naturalmente, pu\u00f2 vendere per decine o centinaia di milioni. Nel 2015 il <em>Rijksmuseum<\/em>, il grande scrigno dell&#8217;arte e della storia olandese e la casa de <em>La ronda notturna<\/em> di Rembrandt, in societ\u00e0 con il <em>Louvre<\/em> ha acquistato una coppia di ritratti a figura intera, in dimensioni reali, di una coppia di sposi, di mao di Rembrandt e datati 1634, esattamente lo stesso periodo della scoperta di Jan Six (entrambi i personaggi hanno il colletto di pizzo a tombolo rivelatore). I musei hanno pagato 174 milioni di dollari per la coppia. <\/p>\n\n\n\n<p>Six contatt\u00f2 un investitore con cui aveva lavorato nel passato (non vuol dire chi sia) e ottenne luce verde. Six mi disse che l&#8217;investitore era disponibile a pagare fino a quattro milioni di sterline (circa cinque milioni di dollari), che sarebbe stato comunque un prezzo d&#8217;occasione per un Rembrandt. Alla fine  <br \/><a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2018\/05\/16\/arts\/design\/rembrandt-painting-discovered.html?module=inline\">l&#8217;offerta vincente di Six fu di 137 000 sterline (173,000 dollari)<\/a>. Il prezzo era pi\u00f9 o meno corretto per un dipinto della <em>cerchia di&#8230;<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p>Six fece pulire, restaurare e analizzare scientificamente il dipinto. Per far questo si rivolse al miglior gruppo del paese per quanto riguarda l&#8217;analisi di opere d&#8217;arte con tecnologie avanzate.  Petria Noble, responsabile della conservazione delle opere pittoria al <em>Rijksmuseum<\/em>, mi ha detto che il suo laboratorio esegu\u00ec una scansione ingrandita a fluorescenza a raggi-X del dipinto &#8211; una tecnologia che penetra attraverso i diversi strati di pittura e permette una analisi sofisticata del lavoro, e quindi del procedimento dell&#8217;artista &#8211; e studi\u00f2 anche dei campioni di pittura. Poich\u00e9 il<em> Rijksmuseum<\/em> aveva, insieme al <em>Louvre<\/em>, acquistato recentemente una coppia di ritratti di matrimonio di Rembrandt, c&#8217;era la possibilit\u00e0 di confrontarli direttamente col giovane gentiluomo di Six, specialmente col ritratto dello sposo, Marten Soolmans. . <\/p>\n\n\n\n<p>Le analisi mostrarono, come Six dichiar\u00f2 nel libro che scrisse nel 2018 riguardo al dipinto, che le due opere: \u00abfurono fatte con esattamente gli stessi materiali, seguono lo stesso schema nella sovrapposizione degli strati di colore dal fondo al fronte e, cosa pi\u00f9 importante, entrambi hanno lo specifico metodo del nero-su-bianco utilizzato per dipingere il colletto di pizzo\u00bb. In altre parole, voleva dire, il suo dipinto era tanto di Rembrandt quanto quello che era costato decine di milioni di dollari.<\/p>\n\n\n\n<p>I musei, tuttavia, tentano di evitare di essere utilizzati dai mercanti come strumenti di pubblicit\u00e0, e Noble non voleva essere altrettanto esplicita. \u00abDobbiamo essere molto attenti quando si tratta di giungere a una conclusione\u00bb, dice. \u00abCi sono molte somiglianze e ancora molte domande che richiedono ulteriori ricerche\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il passo successivo di Six fu quello di schierare importanti studiosi che sostenessero la sua attribuzione del dipinto a Rembrandt. Vale la pena di notare che alcuni non volevano farlo &#8211; non perch\u00e9 credessero davvero altrimenti, ma come parte di un movimento in favore del riconoscimento delle aree grige nella storia dell&#8217;arte. Per un dipinto simile, che apparentemente spuntava dal nulla, non c&#8217;\u00e8 modo di acquisire l&#8217;assoluta certezza della sua provenienza. \u00abQuando Jan venne da me col suo dipinto dovetti ammettere che non potevo discutere le sue argomentazioni\u00bb, mi ha detto Gary Schwartz, un biografo statunitense di Rembrandt e un&#8217;autorit\u00e0 sull&#8217;arte olandese del XVII secolo. \u00abE gli dissi che non avrei espresso dubbi sul fatto che &gt;Rembrandt fosse l&#8217;autore. Ma non mi rende felice\u00bb essere cos\u00ec perentorio. Prosegu\u00ec spiegando le particolari difficolt\u00e0 che Rembrandt pone agli autenticatori: la variet\u00e0 di stili coi quali dipingeva, i suoi molti allievi, la probabilit\u00e0 che nella bottega pi\u00f9 di una persona lavorasse su un dato dipinto. Un dipinto che si stabilisca essere, diciamo, <em>della bottega di Rembrandt<\/em>, piuttosto che di Rembrandt in persona, sarebbe di minor valore. Schwartz \u00e8 uno fra diversi storici dell&#8217;arte che, quando si arriva alla questione dell&#8217;autenticit\u00e0 delle opere di famosi pittori, preferirebbe che ci si focalizzasse meno sull&#8217;artista e sul valore monetario dell&#8217;opera che sull&#8217;opera in s\u00e9. Egli usa il termine <em>remembrandticit\u00e0<\/em> e sostiene che si dovrebbero assegnare gradi di verosimiglianza al fatto che un&#8217;opera sia dell&#8217;artista in persona. Riguardo alla <em>remembrandticit\u00e0<\/em> di questo specifico ritratto dice: \u00abL?attribuzione a Rembrandt \u00e8 l&#8217;ipotesi da battere, ma pu\u00f2 non essere imbattibile\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide\"><img data-attachment-id=\"16811\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=16811\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Rembrandt_An_Old_Man_in_an_Armchair.jpg?fit=436%2C550\" data-orig-size=\"436,550\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Rembrandt_An_Old_Man_in_an_Armchair\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Rembrandt_An_Old_Man_in_an_Armchair.jpg?fit=238%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Rembrandt_An_Old_Man_in_an_Armchair.jpg?fit=436%2C550\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"436\" height=\"550\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Rembrandt_An_Old_Man_in_an_Armchair.jpg?resize=436%2C550\" alt=\"\" class=\"wp-image-16811\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Rembrandt_An_Old_Man_in_an_Armchair.jpg?w=436 436w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Rembrandt_An_Old_Man_in_an_Armchair.jpg?resize=119%2C150 119w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Rembrandt_An_Old_Man_in_an_Armchair.jpg?resize=238%2C300 238w\" sizes=\"(max-width: 436px) 100vw, 436px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><figcaption>Vecchio in poltrona &#8211; https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/9\/90\/Rembrandt_An_Old_Man_in_an_Armchair.jpg<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>I musei cercano di rispettare la <em>remembrandticit\u00e0<\/em>. La <em>National Gallery<\/em> <em>of Art<\/em> di Londra, per esempio, cataloga il <em>Vecchio in poltrona<\/em> come <em>probabilmente di Rembrandt<\/em>, e il museo<em> Mauritshius<\/em> recentemente ha annunciato che sta intraprendendo una ricerca accurata su due dei suoi presunti Rembrandt per cercare di determinare la possibilit\u00e0 che siano di mano del maestro. \u00abIo credo che la <em>remembrandticit\u00e0<\/em> sia un&#8217;idea intelligente\u00bb, dice Ronni Baer, curatore anziano della sezione sui dipinti europei al <em>Museum of Fine Arts<\/em> di Boston. \u00abMa le persona non ne saranno mai soddisfatte perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 troppo denaro legato all&#8217;attribuzione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il parere pi\u00f9 importante sul fatto che il dipinto fosse o no di Rembrandt era quello di van de Wetering. Lo studioso di Rembrandt trattenne il giudizio mentre il dipinto veniva analizzato. \u00abMan mano che il restauro procedeva ero sempre pi\u00f9 convinto\u00bb, mi ha detto van de Wetering. \u00abPensavo che Jan Six fosse nel giusto nella sua valutazione. <\/p>\n\n\n\n<p>In conclusione, per\u00f2, aggiunse un importante avviso. Egli crede ora che il dipinto di Six fosse originariamente parte di un lavoro pi\u00f9 grande. Un indizio \u00e8 il fatto che la faccia sia lievemente sfocata. Rembrandt lo fa nei ritratti di gruppo, mi ha detto van de Wetering, per guidare l&#8217;occhio verso la figura centrale della composizione. \u00abL&#8217;altra figura doveva essere lievemente pi\u00f9 in avanti\u00bb, disse. Pu\u00f2 essere stata una figura femminile, e l&#8217;originale poteva essere forse un ritratto di matrimonio che in seguito venne diviso. In una intervista successiva a un giornale olandese van de Wetering afferm\u00f2 che se si trattava, come pensava, \u00abdi un frammento di un&#8217;opera maggiore\u00bb, questo ne avrebbe diminuito l&#8217;importanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno dopo che Jan Six si imbatt\u00e9 nel ritratto del giovane gentiluomo nel catalogo di <em>Christie&#8217;s<\/em>, ancora nel 2016, egli incontr\u00f2 una donna di nome Ronit Palache. Stava uscendo da un divorzio difficile; i due si trovarono in sintonia quaasi immediatamente. \u00abUna delle prime cose che mi disse fu: \u00abCredo di avere scoperto un Rembrandt\u00bb \u00bb, mi ha detto Palache lo scorso luglio. \u00abQuando abbiamo iniziato a uscire insieme, ne parlava continuamente\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Palache era una redattrice e editorialista per una casa editoriale olandese. Racconta che Six le disse che intendeva scrivere un trattato accademico che accompagnasse la rivelazione e che quando lei guard\u00f2 alle note le trovo <em>noiose<\/em>. Cominci\u00f2 a concepire un&#8217;idea. Ecco l&#8217;ultimo discendente di una famiglia che \u00e8 famosa in Olanda per la sua connessione con la grande arte, e con Rembrandt in particolare. E ora ha scoperto un Rembrandt tutto suo. Come giornalista, \u00abguardavo alla cosa in maniera commerciale\u00bb, dice.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua idea fu quella di svelare il dipinto nello stesso modo col quale si sarebbe lanciato un libro di cassetta, con una campagna mediatica completa. Six dapprima resistette. \u00abDissi che non c&#8217;era un gran pubblico per quello\u00bb, dice. \u00abI vecchi maestri sono di solito roba per cittadini anziani che hanno tempo libero\u00bb. Palache controbatt\u00e9 e alla fine lui segu\u00ec la sua linea. \u00abNon facevo altro che convincere Jan di quanto sarebbe stata importante questa storia\u00bb, dice.<\/p>\n\n\n\n<p>A maggio 2018, quansi un anno e mezzo dopo che Six vide il dipinto a Londra, egli apparve a <em>Pauw<\/em>, uno dei pi\u00f9 importanti <em>talk show<\/em> olandesi. Dopo una breve presentazione il conduttore della trasmissione, insieme con Six, ritir\u00f2 un velo nero da sopra il quadro fra le esclamazioni entusiastiche del pubblico. L&#8217;apparizione in TV era il pezzo forte della campagna mediatica, che comprendeva anche un servizio in esclusiva in prima pagina   sul principale quotidiano del paese, <em>NRC Handelsblad<\/em>, e un libro patinato, <em>Il ritratto di Rembrandt di un giovane gentiluomo<\/em>, che Six scrisse sul dipinto. Nei giorni successivi la notizia rimbalz\u00f2 in tutto il mondo. Il libro divenne un <em>best seller<\/em> immediato in olandese e le edizioni inglese e francese furono messe in cantiere.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli olandesi amano far notare che, presi nel complesso, sono aggressivamente egualitari e abituati a parlare chiaro. Nella lingua ci sono molti proverbi che riguardano il pericolo dell&#8217;<em>hybris<\/em>: l&#8217;albero pi\u00f9 alto prende pi\u00f9 vento; sporgi la tua testa troppo in avanti e te la taglieranno. Anche il mondo dei vecchi maestri tende a preferire la discrezione &#8211; se non la modestia &#8211; all&#8217;esibizionismo. La stravaganza con la quale Six ha annunciato la sua scoperta sfidava entrambe le culture. Tuttavia i custodi dell&#8217;arte tradizionale, lungi dall&#8217;arricciare il naso alla spettacolarit\u00e0, furono inizialmente troppo impressionati dall&#8217;attenzione in pi\u00f9 che il loro settore stava ricevendo. Wim Pijbes, ex direttore del <em>Rijksmuseum<\/em>, a quel tempo mi ha descritto la rivelazione in diretta televisiva come: \u00abun&#8217;impresa molto ben lanciata, e assolutamente sorprendente\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre l&#8217;ondata di entusiasmo popolare si stava riversando su Six, gli chiesi perch\u00e9, se la sua separazione da <em>Sotheby&#8217;s<\/em> era stata motivata dal fastidio per la mercificazione dell&#8217;arte, ora vi sta partecipando volontariamente. Si strinse nelle spalle e mi restitu\u00ec un <em>mea culpa<\/em> in una sola frase: \u00abSono un uomo d&#8217;affari!\u00bb. Ma pi\u00f9 tardi mi offr\u00ec una risposta pi\u00f9 introspettiva: \u00abPer anni ho lottato dentro di me con l&#8217;idea di provare che conosco qualcosa sulla pittura solo grazie a me stesso. Sono contento che ci\u00f2 che stanno scrivendo nei vari articoli sinora, dall&#8217;America alla Cina, riguarda me come mercante, e non come Six\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel settembre 2018, quattro mesi dopo che Six aveva fatto la sua esibizione televisiva e quasi due anni dopo la vendita da <em>Christie&#8217;s<\/em>, un mercante d&#8217;arte olandese di nome Sander Bijl di Alkmaar, una citt\u00e0 a nord di Amsterdam, parl\u00f2 con un giornalista di <em>NRC Handelsblad<\/em> e dichiar\u00f2 che, in realt\u00e0, anche lui aveva riconosciuto l&#8217;immagine del catalogo come molto probabilmente quella di un Rembrandt. Bijl giunse fino al punto di dichiarare di avere contattato Six per comprare il dipinto insieme, che Six si era detto d&#8217;accordo e che i due avevano inoltre concordato di mettere un tetto alla loro offerta congiunta appena sopra i 100 000 euro, che era il massimo a cui Bijl poteva arrivare. Quando il dipinto fu venduto per 153 000 euro, disse Bijl, non gli era mai venuto in mente che il vincitore dell&#8217;asta potesse essere Six. Bijl accusava Six di avere fatto un patto con lui e poi separatamente di avere fatto per conto suo un&#8217;altra offerta, pi\u00f9 alta, tramite un intermediario, per tagliare fuori un concorrente che aveva riconosciuto il vero valore dell&#8217;opera. Nelle parole che ha usato con me un altro mercante specializzato nei vecchi maestri, \u00abNel nostro campo queste cose non si fanno\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;intervista del giornale a Bijl che dichiarava che Jan Six, il pupillo del mondo dei vecchi maestri, era un baro, si diffuse per tutta la comunit\u00e0 internazionale dell&#8217;arte. Bijl pi\u00f9 tardi mi disse che non aveva avuto altra scelta che farsi avanti per proteggere la sua reputazione &#8211; sentiva che avrebbe fatto una brutta figura fra i mercanti e gli altri esperti del settore se si fosse creduto che aveva mancato un Rembrandt. Era furioso per il fatto che durante il disvelamento televisivo del ritratto e nelle successive apparizioni mediatiche Six avesse descritto il processo di scoperta, ricerca e acquisto come un&#8217;impresa totalmente personale, nella quale era stato aiutato solo dalla perizia di van de Wetering e dai fondi del suo sostenitore anonimo. \u00abJan Six se ne andava in giro con la sua scoperta che solo lu era stato ing rado di fare, dicendo: \u00abSono tutti gli altri del settore a essere stupidi, o sono io tanto intelligente?\u00bb. Sapeva benissimo che l&#8217;avevamo capito tutti e due\u00bb. Bijl mi ha inoltrato una serie di messaggi <em>WhatsApp<\/em> che aveva mandato a Six prima della vendita da <em>Christie&#8217;s<\/em>, che comprendevano istantanee di parti della tela, che descrivevano il suo personale studio in merito. Queste sembravano provare che Bijl aveva visto il dipinto di persona prima che Six arrivasse alla sala di esibizione di <em>Christie&#8217;s<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p>Six mi ha detto lo scorso settembre di nona vere mai stretto un accordo con Bijl per comprare il dipinto. Mi \u00e8 parso suggerire, tuttavia, di avere spinto l&#8217;altro mercante su una falsa pista. \u00abEro molto preoccupato che Sander potesse avvisare la casa d&#8217;aste che avevano in mano qualcosa di speciale\u00bb, mi ha detto. \u00abE <em>Christie&#8217;s<\/em> avrebbe tolto il quadro dalla vendita, cosa che mi \u00e8 gi\u00e0 accaduta. Gli ho detto: \u00abCosa vuoi fare?\u00bb \u00bb. Six pretende che con questo intendeva: \u00abChe cosa vuoi fare tu?\u00bb, ma che Bijl lo ha preso come un accordo che avrebbero lavorato insieme sul quadro. Six ha detto al giornale <em>De Volkskrant<\/em> lo scorso ottobre: \u00abHo dato spazio a Sander perch\u00e9 credesse alla sua stessa storia\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli olandesi trovarono particolarmente gustoso il nuovo sviluppo a causa dei paralleli fra i due mercanti d&#8217;arte. Hanno pi\u00f9 o meno la stessa et\u00e0. Il padre di Bijl, Martin Bijl, \u00e8 uno dei pi\u00f9 importanti restauratori d&#8217;arte d&#8217;Olanda, il cui curriculum di dipinti rimessi a nuovo include molti Rembrandt. Come Six, Sander Bijl \u00e8 cresciuto circondato dalla grande arte olandese. Ma c&#8217;era una differenza di ceto i due uomini. \u00abIo sono il tipo di mercante che ha uno <em>stand<\/em> alle mostre d&#8217;arte\u00bb, mi ha detto Bijl. \u00abJan Six non se ne d\u00e0 la pena. Io sono il povero Sander Bijl da Alkmaar; lui \u00e8 l&#8217;aristocratico Jan Six da Amsterdam\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Sull&#8217;onda delle accuse di Bijl, Six mi ha rivelato un&#8217;altro elemento di informazione che sembrava ridurre a minime dimensioni il litigio fra i due mercanti d&#8217;arte. In precedenza gli avevo chiesto conto di una voce in circolazione secondo la quale aveva scoperto un secondo Rembrandt. Lui l&#8217;aveva negato. Ora disse che era vero. Six disse di aver trovato quest&#8217;altro Rembrandt due anni prima di notare il ritratto da <em>Christie&#8217;s<\/em> ma di avere concordato di non rendere pubblica la scoperta fino alla fine del 2019, quando sarebbe stato il pezzo forte della riapertura del museo <em>Lakenhal<\/em> a Leida, la citt\u00e0 di nascita di Rembrandt, nella coincidenza del 350\u00b0 anniversario della morte dell&#8217;artista. Ma questa accusa da aprte di Sander Bijl, mi disse, aveva cambiato le cose. Per poter spiegare ci\u00f2 che era successo fra lui e Bijl, disse, doveva rendere pubblica la notizia che aveva scoperto un secondo Rembrandt. Lo fece il 14 settembre, con un&#8217;altra teatrale rivelazione da <em>Pauw<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide\"><img data-attachment-id=\"16814\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=16814\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Rembrandt-bambini.jpg?fit=800%2C935\" data-orig-size=\"800,935\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Rembrandt bambini\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Rembrandt-bambini.jpg?fit=257%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Rembrandt-bambini.jpg?fit=510%2C596\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"935\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Rembrandt-bambini.jpg?resize=800%2C935\" alt=\"\" class=\"wp-image-16814\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Rembrandt-bambini.jpg?w=800 800w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Rembrandt-bambini.jpg?resize=128%2C150 128w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Rembrandt-bambini.jpg?resize=257%2C300 257w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Rembrandt-bambini.jpg?resize=510%2C596 510w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><figcaption>Lasciate che i bambini vengano a me &#8211; Rembrandt anni &#8217;20 del XVII secolo &#8211; immagine prima del restauro &#8211; https:\/\/www.lempertz.com\/en\/catalogues\/lot\/1029-2\/1174-netherlandish-school-mid-17th-century.html, Public Domain, https:\/\/commons.wikimedia.org\/w\/index.php?curid=72817232<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Six mi ha detto di avere notato per la prima volta il dipinto, una scena biblica che raffigura Ges\u00f9 circondato da bambini e curiosi nel catalogo <em>on line<\/em> di una casa d&#8217;aste tedesca nel 2014. Tutti quegli anni di studio di Rembrandt sembrarono dare il loro frutto in un lampo. Ci\u00f2 che cattur\u00f2 il suo sguardo fu quello che sembrava un autoritratto di un giovanissimo Rembrandt in una delle figure di contorno. Il dettaglio colp\u00ec Six non solo perch\u00e9 assomigliava tanto da vicino ad altri  autoritratti dell&#8217;artista ma anche perch\u00e9 coincideva con la tendenza giovanile di Rembrandt di inserire la sua immagine nei suoi dipinti. Il dipinto aveva una stima provvisoria fra i 20 000 e i 27 000 dollari, ma il mercante Otto Naumann l&#8217;aveva anch&#8217;egli individuato come un possibile Rembrandt ed era determinato a comprarlo. Di conseguenza Six, insieme con il suo investitore anonimo, fin\u00ec col pagarlo due milioni di dollari. Si pensa che sia stato dipinto molto presto nella carriera di Rembrandt, forse quando era solo diciannovenne, e che sia il suo primo lavoro conosciuto su tela.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide\"><img data-attachment-id=\"16815\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=16815\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Autoritratto-Rembrandt-giovanile.jpg?fit=1240%2C1483\" data-orig-size=\"1240,1483\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Autoritratto Rembrandt giovanile\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Autoritratto-Rembrandt-giovanile.jpg?fit=251%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Autoritratto-Rembrandt-giovanile.jpg?fit=510%2C610\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"957\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Autoritratto-Rembrandt-giovanile.jpg?resize=800%2C957\" alt=\"\" class=\"wp-image-16815\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Autoritratto-Rembrandt-giovanile.jpg?w=1240 1240w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Autoritratto-Rembrandt-giovanile.jpg?resize=125%2C150 125w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Autoritratto-Rembrandt-giovanile.jpg?resize=251%2C300 251w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Autoritratto-Rembrandt-giovanile.jpg?resize=510%2C610 510w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><figcaption>Particolare del dipinto con autoritratto &#8211; Rembrandt &#8211; https:\/\/www.volkskrant.nl\/cultuur-media\/kunsthandelaar-jan-six-ontdekt-weer-een-nieuwe-rembrandt~b7ca0af1\/#&amp;gid=1&amp;pid=1, Public Domain, https:\/\/commons.wikimedia.org\/w\/index.php?curid=72744377<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide\"><img data-attachment-id=\"16816\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=16816\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Rembrandt-autoritratto.jpg?fit=2501%2C3117\" data-orig-size=\"2501,3117\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Rembrandt autoritratto\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Rembrandt-autoritratto.jpg?fit=241%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Rembrandt-autoritratto.jpg?fit=510%2C636\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"997\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Rembrandt-autoritratto.jpg?resize=800%2C997\" alt=\"\" class=\"wp-image-16816\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Rembrandt-autoritratto.jpg?w=2501 2501w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Rembrandt-autoritratto.jpg?resize=120%2C150 120w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Rembrandt-autoritratto.jpg?resize=241%2C300 241w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Rembrandt-autoritratto.jpg?resize=510%2C636 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Rembrandt-autoritratto.jpg?w=1600 1600w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Rembrandt-autoritratto.jpg?w=2400 2400w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><figcaption>Autoritratto giovanile &#8211; Rembrandt &#8211; https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/5\/5c\/Rembrandt_Harmensz._van_Rijn_140.jpg<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Il dipinto era stato pesantemente modificato da un altro artista pi\u00f9 tardo &#8211; gli abiti rifatti in differenti colori, un ragazzo nudo ricoperto. Per tentare di riportarlo a qualcosa di simile alla condizione voluta dal maestro, Six decise di far rimuovere il nuovo strato di pittura. Ancora una volta si consult\u00f2 con van de Wetering che, dice, insistette assolutamente che fosse Martin Bijl a fare il lavoro estremamente delicato del restauro. \u00abIo non volevo, ma Ernst fu assolutamente inflessibile al riguardo\u00bb, mi ha detto, apparentemente sottintendendo che se voleva la benedizione dello studioso di Rembrandt, doveva lavorare con il padre di Sander Bijl. Six dice che si mise d&#8217;accordo con Martin Bijl per restaurare il dipinto, e che fu mentre il minuzioso lavoro era in svolgimento che Six scopr\u00ec il ritratto nel catalogo di <em>Christie&#8217;s<\/em> e lo mostr\u00f2 a van de Wetering.<\/p>\n\n\n\n<p>Non molto dopo Sander Bijl, il figlio del restauratore, mand\u00f2 a Six un messaggio su <em>WhatsApp<\/em>: \u00abJan, mi risulta che hai parlato con Martin e Ernst a riguardo del ritratto che sta per andare all&#8217;asta\u00bb. Ma Six non aveva parlato a Martin Bijl del ritratto. Dice che gli sembr\u00f2 chiaro da questo messaggio che van de Wetering aveva tradito la sua fiducia con l&#8217;informare Martin Bijl che Six era sulla pista di un altro Rembrandt, e che il padre l&#8217;aveva detto al figlio. Egli ripet\u00e9 questa affermazione da <em>Pauw<\/em> a settembre 2018, cos\u00ec come il fatto che van de Wetering lo aveva spinto a utilizzare Martin Bijl. \u00abImprovvisamente Sander stava cercando di entrare nelle mie grazie\u00bb, mi ha detto Six, e avanzava proposte perch\u00e9 i due comprassero il ritratto insieme. Nel frattempo, dice, Martin Bijl chiedeva pi\u00f9 denaro epr completare il restauro del primo dipinto &#8211; non solo una tariffa oraria, come previsto dall&#8217;accordo originale, ma una percentuale dei profitti della vendita del dipinto. \u00abEra una forma di ricatto\u00bb, disse Six.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho mandato una <em>e-mail<\/em> a Martin Bijl per chiedere la sua risposta a questa accusa. Non ha risposto ma lo ha fatto suo figlio, dicendoc he suo padre chiese pi\u00f9 denaro dopo che Six chiese che accelerasse il suo lavoro di restauro, cosa che avrebbe comportato che rifiutasse altri clienti. Mi mand\u00f2 una serie di messaggi <em>WhatsApp<\/em> fra Six e Bijl padre che sembravano indicare una relazione cordiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Sander Bijl non ha negato di avere appreso dell&#8217;interesse di Six per il dipinto attraverso suo padre, che a sua volta lo aveva sentito da van de Wetering, ma dice che simili interazioni sono normali e inevitabili all&#8217;interno del mondo ristretto dei vecchi maestri olandesi. Ma dice che al momento nel quale suo padre gli disse dell&#8217;interesse di Six per il ritratto, lui aveva gi\u00e0 capito che <em>Christie&#8217;s<\/em> stava vendendo un possibile ritratto di Rembrandt come opera di un pittore minore. Mi inoltr\u00f2 una mail che mand\u00f2 a <em>Christie&#8217;s<\/em> a novembre 2016 con la richiesta di una foto ad alta risoluzione del dipinto, che era datata giorni prima di quando Six stesso mi disse di averlo visto per la prima volta &#8211; indicando, in altre parole, che aveva notato il quadro per conto suo. Disse che lui e Six avevano fatto occasionalmente affari insieme in precedenza &#8211; aveva comprato un paio di piccole opere da Six all&#8217;inizio dello scorso anno &#8211; cosicch\u00e9 era normale per lui contattare Six  con l&#8217;idea di comprare il dipinto insieme.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando parlai a Sander Bijl al telefono lo scorso dicembre, dopo che la sua disputa con Six era rimbalzata sui mezzi di comunicazione olandesi per qualche mese, egli mi sugger\u00ec che lo sforzo di Six di cancellare il coinvolgimento di Bijl nell&#8217;acquisto del dipinto sorgeva dalla lotta di Six coi suoi demoni interiori. \u00abHa un problema col peso del cognome Six, e sente il bisogno di provare se stesso. Devo pagare io per i suoi personali problemi familiari? No. Mi ha imbrogliato\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Insieme con titoli come: <em>Lo scopritore del Rembrandt Jan Six accusato di truffa<\/em> per Six arriv\u00f2 un&#8217;altra sgradevole sorpresa. Van de Wetering, nell&#8217;ammirazione del quale Six aveva passato tutta la sua vita professionale, diede una risposta corrosiva all&#8217;affermazione di Six di averlo costretto a utilizzare Martin Bijl e di averne violato la riservatezza. Sebbene solo due settimane prima van de Wetering mi aveva detto che lui e Six avevano \u00abuna grande intesa\u00bb, sull&#8217;onda delle accuse di Six egli dichiar\u00f2 a <em>NRC Handelsblad<\/em>: \u00abSix ha mostrato la sua vera natura. Adesso so che pu\u00f2 mentire\u00bb. Dichiar\u00f2 che la loro amicizia era finita. Nonostante questo, nella stessa intervista van de Wetering diede una valutazione sfavillante dell&#8217;altra scoperta di Six. Il dipinto biblico, dichiar\u00f2, era \u00abuna grande scoperta\u00bb che \u00abmostra una fase dello sviluppo del giovane Rembrandt\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando io e Six ci incontrammo di nuovo in ottobre, aveva un atteggiamento molto insofferente. Ha lunghi capelli scuri che, quando \u00e8 esasperato, tendono a ricadergli sulla faccia come un sipario. Se li artigliava via dalla faccia con una mano mentre elencava le sue ragioni. Continuava a dire che Sander Bijl stava solo cercando di sfruttare il successo personale di Six. \u00abQiando Dan Brown ha scritto <em>Il codice Da Vinci<\/em> ha subito ogni genere di cause legali\u00bb, disse. \u00abFrancamente, penso di essere fortunato che ho un solo tizio che mi d\u00e0 addosso\u00bb. Scacci\u00f2 via con un gesto della mano la mia ipotesi che la sua fissazione su Rembrandt avesse offuscato il suo giudizio professionale. Non era nemmeno disposto a dare credito alle prove apparentemente evidenti che Bijl si fosse accorto da solo che il ritratto era un possibile Rembrandt. E manifest\u00f2 amarezza per il fato che un complotto di altri, motivati, disse, da gelosia e avidit\u00e0, avesse macchiato quello che doveva essere il suo grande successo personale e professionale e oscurato un risultato senza precedenti: \u00abNella storia dell&#8217;umanit\u00e0 nessuno mai prima ha scoperto due Rembrandt\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante il suo declino nel mercato e nei piani di studi universitari, l&#8217;arte dei vecchi maestri olandesi continua ad avere grande richiamo popolare. Il successo negli anni del libro e del film <em>La ragazza dall&#8217;orecchino di perla<\/em> e del romanzo di Donna Tartt <em>Il cardellino<\/em> &#8211; che ha al suo centro un dipinto dell&#8217;artista olandese del XVII secolo Carel Fabritius e che sta ora venendo adattato per un film &#8211; corrispondono all&#8217;afflusso di pubblico alle mostre dei musei. Dopo che il <em>Rijksmuseum<\/em> e il <em>Mauritshuis<\/em> hanno riaperto dopo lavori di ristrutturazione pochi anni fa ciascuna istituzione ha visto il numero dei propri visitatori grosso modo raddoppiare. \u00abNel campo dei vecchi maestri io credo che l&#8217;arte olandese sia molto pi\u00f9 avvicinabile che, diciamo, l&#8217;arte religiosa o l&#8217;enfatico barocco italiani\u00bb, dichiara Ronni Baer, curatore del <em>Museum of Fine Arts<\/em>, cercando di spiegarne la popolarit\u00e0. \u00abTutti possono capire una natura morta o un dipinto d&#8217;interni\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Se parte del mondo legato ai vecchi maestri, che sa quanto sia popolare l&#8217;arte fra le persone della strada e spera di invertire il declino nell&#8217;accademia e nel mercato, aveva fatto il tifo per Jan Six quando aveva fatto le sue scoperte era sicuramente perch\u00e9 lo vedeva come un attraente giovane campione della causa. Ha il <em>pedigree<\/em>, naturalmente. Ma oltre a quello, comprende in maniera cos\u00ec completa ci\u00f2 che rende quest&#8217;arte speciale. Voltando le spalle ai soggetti strettamente religiosi e mettendo in mostra il mondo intorno a loro &#8211; nature morte, panorami, rappresentazioni gli uni degli altri &#8211; i pittori del tempo crearono opere d&#8217;arte che sono finestre su chi noi siamo. Le persone che dedicano la loro vita a questo campo lo fanno per un senso di dedizione e lo vedono come una causa. \u00abDobbiamo combattere per l&#8217;importanza dell&#8217;arte olandese\u00bb, dice Emilie Gordenker, direttrice del <em>Mauritshuis<\/em>, casa sia de<em> La ragazza dall&#8217;orecchino di perla<\/em> di Vermeer che de <em>Il cardellino<\/em> di Fabritius. \u00abDobbiamo assicurarci che le storie di questi dipinti abbia ancora importanza\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcune delle persone pi\u00f9 importanti del settore &#8211; direttori di museo, curatori, accademici &#8211; ha espresso disappunto nei confronti di Six dopo la sua <em>debacle<\/em>, sebbene nessuno ha voluto discuterlo pubblicamente. \u00ab\u00c8 una cosa molto triste, perch\u00e9 gi\u00e0 le persone sospettano i mercanti d&#8217;arte di essere viscidi\u00bb, ha detto uno. \u00abPosso dirvi che alcune persone parlano di Six come di Icaro\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Un mercante mi ha detto che Six ha fatto un errore da uomo giovane nell&#8217;affrontare la controversia. \u00abAvrebbe dovuto muoversi immediatamente per sistemare la questione senza chiasso\u00bb. Anche se pensava di avere ragione, ha argomentato il mercante, la cosa prudente avrebbe dovuto essere quella di raggiungere un accordo al fine di preservare la propria reputazione. \u00abQuesto settore \u00e8 basato sulla fiducia\u00bb, ha proseguito il mercante. \u00abLe persone devono fidarsi di te &#8211; e del tuo dipinto\u00bb. Per sottolineare questo punto il mercante mi disse che lui stesso aveva chiesto a un importante compratore se voleva che lui gli procurasse un&#8217;offerta per uno dei due dipinti portati alla luce da Six, ma che il compratore aveva risposto: \u00abNon con quella controversia in merito\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel pi\u00f9 vasto mondo, tuttavia, le controversie svaniscono. L&#8217;ultima volta che ho parlato con Jan Six, a febbraio, l&#8217;ho trovato di umore completamente diverso. Per commemorare il 350\u00b0 anniversario della morte di Rembrandt, quest&#8217;anno, l&#8217;emittente olandese <em>NPO<\/em> gli ha chiesto di registrare una serie TV di cinque puntate nella quale Six vagabonda per le strade dove il pittore ha vissuto, si ferma davanti agli edifici di Leida dove \u00e8 andato  scuola e si interroga di fronte a vari capolavori. \u00c8 SIx che fa quello che sa fare meglio: comunicare la sua passione, questa volta davanti a un pubblico molto vasto, cosa che \u00e8 nuova per lui. \u00abCi sono centinaia di migliaia di persone che mi guardano alla televisione e a cui piace\u00bb, ha detto. \u00abImprovvisamente persone di ogni genere mi contattano. Alcuni hanno un vecchio dipinto che vogliono che io esamini. Una donna mi ha appena chiamato. MI ha detto che sta per compiere settantacinque anni e che la su gemella \u00e8 pazza di Rembrandt.Mi ha chiesto se c&#8217;era un modo per il quale mi potessi fermare al suo pranzo di compleanno e parlare di Rembrandt per dieci minuti. Cos\u00ec carina &#8211; ovviamente ci andr\u00f2! Tutto questo mi ha dato un grande slancio\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli ha anche dato un po&#8217; di distanza dalla <em>bolla<\/em>, come chiama all&#8217;<em>\u00e9lite<\/em> artistica, e gli ha permesso di cominciare a far eun passo avanti rispetto al suo anno emozionante e straziante. \u00ab\u00c8 stato epico e fantastico\u00bb, dice, \u00abe poi tutto \u00e8 cambiato. Ho capito che essere cos\u00ec ossessionato con un pittore non \u00e8 necessariamente una buona cosa. Ma naturalmente lo sono ancora\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Se vi capita di passeggiare per il centro di Amsterdam, c&#8217;\u00e8 un punto dal quale \u00e8 possibile guardare in faccia Jan Six &#8211; il Jan Six originale, cio\u00e8. Il suo ritratto \u00e8 collocato nel palazzo Six in modo tale che, allungando un po&#8217; il collo, \u00e8 visibile dal marciapiede di fronte. \u00c8 in una stanza al primo piano, e guarda dall&#8217;alto verso di voi. Jan XI ama parlare di quel che fa Rembrandt con gli sguardi. Questo, il suo antenato e primo del suo nome, sembra preso in un vortice di malinconia: una consapevole, stanca coscienza delle frustrazioni e limitazioni della vita umana.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u00e8 stata l&#8217;epifania che Jan Six XI ha avuto da adolescente, guardando al ritratto del suo antenato, che lo ha condotto alla ricerca della sua propria identit\u00e0, distinta da quella dei suoi predecessori: che qualcuno di tre secoli e mezzo fa potesse, con colori e tela, trasmettere l&#8217;essenza umana in maniera tale che fosse completamente comprensibile oggi. Che perci\u00f2, forse, l&#8217;identit\u00e0, con tutti i suoi difetti e insicurezze, i suoi zampilli di intuizione e fontane di empatia, per quanto individuale sia, sia allo stesso tempo universale.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator is-style-default\"\/>\n\n\n\n<p>Russell Shorto \u00e8 uno scrittore <em>free lance<\/em> e l&#8217;autore di <em>Revolution Song<\/em>, <em>Amsterdam<\/em> e <em>The Island at the Center of the World<\/em> [in italiano \u00e8 stato tradotto un altro suo libro, <em>Le ossa di Cartesio<\/em>, NdRufus].<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sempre mai abbastanza lodato aggregatore quotidiano di notizie mi ha proposto tempo fa questo bell&#8217;articolo del New Yorker Magazine.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":16346,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,55,77,17,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Portrait_of_a_gentleman_by_Rembrandt_circa_1634.jpg?fit=2364%2C3063","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-4ft","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":10260,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=10260","url_meta":{"origin":16335,"position":0},"title":"Street art (o forse canal art?!)","author":"Rufus","date":"26\/05\/2015","format":false,"excerpt":"Ok, mettiamo che voi siate un pittore nativo delle Hawaii, appassionato di\u00a0surf, e vogliate combinare queste vostre passioni. Che fate? Una prima risposta \u00e8 quella di dipingere su tavole da\u00a0surf. Hmmm, forse c'\u00e8 qualcosa di meglio. Si, c'\u00e8. Moooolto meglio, mi pare, no? L'artista si chiama Sean Yoko, in arte\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Hula-canal-art-2.jpg?fit=1200%2C800&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Hula-canal-art-2.jpg?fit=1200%2C800&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Hula-canal-art-2.jpg?fit=1200%2C800&resize=700%2C400 2x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Hula-canal-art-2.jpg?fit=1200%2C800&resize=1050%2C600 3x"},"classes":[]},{"id":19907,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=19907","url_meta":{"origin":16335,"position":1},"title":"All&#8217;erta per l&#8217;arte","author":"Rufus","date":"06\/08\/2022","format":false,"excerpt":"Vedo sul Guardian che un gruppo di studenti dell'Imperial College di Londra ha presentato una mozione contro l'installazione nel campus di una scultura prodotta dall'artista Antony Gormley, perch\u00e9 questa, a-hem, raffigurerebbe un uomo in stato di palese eccitazione sessuale, sarebbe \u00abfallica\u00bb, con una \u00abevidente erezione\u00bb. L'artista si difende dicendo che\u2026","rel":"","context":"In &quot;Antropologia&quot;","block_context":{"text":"Antropologia","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=97"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Gormley-statue.png?fit=638%2C541&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":11710,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=11710","url_meta":{"origin":16335,"position":2},"title":"Il Re Cervo a Oggi parliamo di libri","author":"Rufus","date":"22\/03\/2016","format":false,"excerpt":"La settimana scorsa ho pubblicato qui sul sito le puntate di\u00a0Oggi parliamo di libri dedicate a Corneille e Racine; la vicinanza cronologica di questi due autori con Moli\u00e8re deve avermi confuso, perch\u00e9 non mi sono accorto che facendoli succedere immediatamente al Tartufo\u00a0saltavo due puntate intermedie, quelle nelle quali avevo proseguito\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Re-Cervo.jpg?fit=720%2C618&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Re-Cervo.jpg?fit=720%2C618&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Re-Cervo.jpg?fit=720%2C618&resize=700%2C400 2x"},"classes":[]},{"id":11590,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=11590","url_meta":{"origin":16335,"position":3},"title":"La commedia dell&#8217;arte a Oggi parliamo di libri","author":"Rufus","date":"23\/02\/2016","format":false,"excerpt":"http:\/\/www.radiokalaritana.it\/audio\/LIB-S04E16-La_commedia_de_arte-20160114.mp3 La commedia dell'arte \u00c8 un po' che non riepilogo qui sul\u00a0blog le varie puntate di Oggi parliamo di libri. Dopo il ciclo dedicato a Shakespeare\u00a0avevo previsto di presentare Gozzi e Goldoni, ma nel preparare le puntate mi sono reso conto che affrontare direttamente questi due non si poteva: mi\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Enrico-Bonavera.jpg?fit=848%2C1200&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Enrico-Bonavera.jpg?fit=848%2C1200&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Enrico-Bonavera.jpg?fit=848%2C1200&resize=700%2C400 2x"},"classes":[]},{"id":12513,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=12513","url_meta":{"origin":16335,"position":4},"title":"Comporre la (buona) vita","author":"Rufus","date":"13\/09\/2016","format":false,"excerpt":"Non credo di avere mai avuto occasione di dire quanto mi piace\u00a0Brain Pickings, il\u00a0blog di Maria Popova che, come dice il nome, coglie fior da fiore e propone\u00a0letture sempre intellettualmente stimolanti. Lo segnalo raramente perch\u00e9 in realt\u00e0 si tratta spesso di libri non tradotti in Italia, talvolta magari dei classici\u2026","rel":"","context":"In &quot;Antropologia&quot;","block_context":{"text":"Antropologia","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=97"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Bateson-Composing-a-life.png?fit=418%2C620&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":13037,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13037","url_meta":{"origin":16335,"position":5},"title":"I loop di Ai Weiwei","author":"Rufus","date":"03\/01\/2017","format":false,"excerpt":"Durante la recente trasferta natalizia toscana (uno degli eventi pi\u00f9 umidi della mia vita) sono andato con Maria Bonaria e l'Inossidabile a vedere la mostra\u00a0Libero a Palazzo Strozzi,\u00a0una personale piuttosto ampia dedicata a Ai Weiwei, un artista contemporaneo cinese del quale non sapevo praticamente nulla - salvo che una rapida\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Ai-Weiewi-urne.jpg?fit=600%2C400&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]}],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16335"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16335"}],"version-history":[{"count":18,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16335\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16819,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16335\/revisions\/16819"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/16346"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16335"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16335"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16335"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}