{"id":16254,"date":"2019-02-13T13:26:07","date_gmt":"2019-02-13T12:26:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=16254"},"modified":"2020-12-28T19:40:45","modified_gmt":"2020-12-28T18:40:45","slug":"dire-la-verita","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=16254","title":{"rendered":"Dire la verit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright\"><img data-attachment-id=\"16255\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=16255\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Brecht-scritti-letteratura-arte.jpg?fit=304%2C430\" data-orig-size=\"304,430\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Brecht scritti letteratura arte\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Brecht-scritti-letteratura-arte.jpg?fit=212%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Brecht-scritti-letteratura-arte.jpg?fit=304%2C430\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"212\" height=\"300\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Brecht-scritti-letteratura-arte.jpg?resize=212%2C300\" alt=\"\" class=\"wp-image-16255\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Brecht-scritti-letteratura-arte.jpg?resize=212%2C300 212w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Brecht-scritti-letteratura-arte.jpg?resize=106%2C150 106w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Brecht-scritti-letteratura-arte.jpg?w=304 304w\" sizes=\"(max-width: 212px) 100vw, 212px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ho trovato casualmente un testo politico-letterario di Brecht che non conoscevo assolutamente e che invece, scopro, \u00e8 piuttosto famoso (del resto, si sa, io sono un dilettante in tutto).<\/p>\n\n\n\n<p>In italiano \u00e8 pubblicato in una raccolta Einaudi ormai introvabile (se non <a href=\"http:\/\/opac.regione.sardegna.it\/SebinaOpac\/resource\/scritti-sulla-letteratura-e-sullarte\/CAG0245053?tabDoc=tabloca\">in biblioteca<\/a>), <em>Scritti&nbsp;sulla&nbsp;letteratura&nbsp;e&nbsp;sull&#8217;arte<\/em>. Per comprenderlo meglio va considerato che \u00e8 scritto nel 1935 e che Brecht \u00e8 appena diventato esule dopo l&#8217;avvento del nazismo in Germania; per il resto \u00e8 un testo molto brechtiano &#8211; da Confucio alle inserzioni liriche passando per il linguaggio diretto e la lotta di classe &#8211; e non mi pare ponga particolari problemi. \u00c8 anche molto interessante da leggere come se fosse detto oggi per l&#8217;oggi, a condizione di non esagerare.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Chi ai nostri giorni voglia combattere la menzogna e l&#8217;ignoranza e scrivere la verit\u00e0, deve superare almeno cinque difficolt\u00e0. Deve&nbsp;<em>avere il coraggio&nbsp;<\/em>di scrivere la verit\u00e0, bench\u00e9 essa venga ovunque soffocata;&nbsp;<em>l&#8217;accortezza&nbsp;<\/em>di riconoscerla, bench\u00e9 venga ovunque travisata;&nbsp;<em>l&#8217;arte&nbsp;<\/em>di renderla maneggevole come un&#8217;arma;&nbsp;<em>l&#8217;avvedutezza&nbsp;<\/em>di saper scegliere coloro nelle cui mani essa diventa efficace;&nbsp;<em>l&#8217;astuzia&nbsp;<\/em>di divulgarla fra questi ultimi. Tali difficolt\u00e0 sono grandi per coloro che scrivono sotto il fascismo, ma esistono anche per coloro che sono stati cacciati o sono fuggiti, anzi addirittura per coloro che scrivono nei paesi della libert\u00e0 borghese.<\/p><p><strong>1.&nbsp;Il coraggio di scrivere la verit\u00e0<\/strong><\/p><p>Sembra cosa ovvia che colui che scrive scriva la verit\u00e0, vale a dire che non la soffochi o la taccia e non dica cose non vere. Che non si pieghi dinanzi ai potenti e non inganni i deboli. Certo, \u00e8 assai difficile non piegarsi dinanzi ai potenti ed \u00e8 assai vantaggioso ingannare i deboli. Dispiacere ai possidenti significa rinunciare al possesso. Rinunciare ad essere pagati per il lavoro prestato pu\u00f2 voler dire rinunciare al lavoro e rifiutare la fama presso i potenti significa spesso rinunciare a ogni fama. Per farlo, ci vuole coraggio. Le epoche di massima oppressione sono quasi sempre epoche in cui si discorre molto di cose grandi ed elevate. In epoche simili ci vuole coraggio per parlare di cose basse e meschine come il vitto e l&#8217;alloggio dei lavoratori, mentre tutt&#8217;intorno si va strepitando che ci\u00f2 che pi\u00f9 conta \u00e8 lo spirito di sacrificio. Quando i contadini vengono ricoperti di onori, \u00e8 prova di coraggio parlare di macchine e foraggi a buon prezzo, capaci di agevolare quel loro lavoro tanto onorato. Quando tutte le radio vanno gridando che un uomo privo di sapere e d&#8217;istruzione \u00e8 meglio di un uomo istruito, \u00e8 prova di coraggio domandare: meglio per chi? Quando si discorre di razze superiori e inferiori, \u00e8 prova di coraggio chiedere se non siano la fame e l&#8217;ignoranza e la guerra a produrre certe deformit\u00e0. Cos\u00ec pure ci vuole coraggio per dire la verit\u00e0 sul conto di se stesso, di se stesso, il vinto. Molti di coloro che vengono perseguitati perdono la capacit\u00e0 di riconoscere i propri difetti. La persecuzione appare loro, come la pi\u00f9 grave delle ingiustizie. I persecutori, dato che perseguitano, sono i malvagi, mentre loro, i perseguitati, vengono perseguitati per la loro bont\u00e0. Ma questa bont\u00e0 \u00e8 stata battuta, vinta, inceppata e doveva quindi trattarsi di una bont\u00e0 debole; di una bont\u00e0 difettosa, inconsistente, su cui non si poteva fare affidamento; giacch\u00e9 non \u00e8 lecito ammettere che alla bont\u00e0 sia congenita la debolezza cos\u00ec come si ammette che la pioggia debba per definizione essere bagnata.&nbsp;<em>Per dire che i buoni sono stati vinti non perch\u00e9 erano buoni, ma perch\u00e9 erano deboli, ci vuole coraggio.&nbsp;<\/em>Naturalmente la verit\u00e0 bisogna scriverla in lotta contro la menzogna e non si pu\u00f2 trattare di una verit\u00e0 generica, elevata, ambigua. Di tale specie, cio\u00e8 generica, elevata, ambigua, \u00e8 proprio la menzogna. Se a proposito di qualcuno si dice che ha detto la verit\u00e0, vuol dire che prima di lui alcuni o parecchi o uno solo hanno detto qualcos&#8217;altro, una menzogna o cose generiche; lui invece ha detto la verit\u00e0, cio\u00e8 qualcosa di pratico, di concreto, di irrefutabile, proprio quella cosa di cui si trattava.<\/p><p>Poco coraggio invece ci vuole per lamentarsi della malvagit\u00e0 del mondo e del trionfo della brutalit\u00e0 in genere e per agitare la minaccia che lo spirito finir\u00e0 col trionfare, quando chi scrive si trovi in una parte del mondo in cui ci\u00f2 \u00e8 ancora permesso. Molti assumono l&#8217;atteggiamento di uno che stia sotto il tiro dei cannoni, mentre sono semplicemente sotto il tiro dei binocoli da teatro. Vanno gridando le loro generiche rivendicazioni in un mondo amico della gente innocua. Chiedono genericamente una giustizia per la quale non hanno mai mosso un dito e chiedono genericamente la libert\u00e0, quella di ottenere una parte del bottino che gi\u00e0 da gran tempo \u00e8 stato spartito con loro. Considerano verit\u00e0 solo ci\u00f2 che ha un bel suono. Se la verit\u00e0 ha a che fare con cifre, con fatti, se \u00e8 cosa arida, che per essere trovata richiede sforzo e studio, allora non \u00e8 una verit\u00e0 che faccia per loro, non ha nulla che li possa inebriare. Solo esteriormente hanno l&#8217;atteggiamento di chi dice la verit\u00e0. Con loro il guaio \u00e8 che&nbsp;non conoscono la verit\u00e0.<\/p><p><strong>2.&nbsp;L&#8217;accortezza di riconoscere la verit\u00e0<\/strong><\/p><p>Poich\u00e9 \u00e8 difficile scrivere la verit\u00e0, dato che ovunque essa viene soffocata, i pi\u00f9 pensano che scrivere o non scrivere la verit\u00e0 sia una questione di carattere. Credono che basti il coraggio. E dimenticano la seconda difficolt\u00e0, cio\u00e8 quella di&nbsp;<em>trovare&nbsp;<\/em>la verit\u00e0. Nessuno potr\u00e0 mai dire che trovare la verit\u00e0 sia cosa facile.<\/p><p>Prima di tutto non \u00e8 affatto facile rendersi conto&nbsp;<em>quale&nbsp;<\/em>verit\u00e0 valga la pena di esser detta. Oggi, per esempio, i grandi stati civilizzati vanno sprofondando l&#8217;uno dopo l&#8217;altro nell&#8217;estrema barbarie davanti agli occhi del mondo intero. \u00c8 inoltre noto a chiunque che la guerra interna, condotta coi mezzi pi\u00f9 spietati, pu\u00f2 trasformarsi da un giorno all&#8217;altro in una guerra esterna che forse ridurr\u00e0 il nostro continente a un ammasso di rovine. Questa senza dubbio \u00e8 una verit\u00e0, ma naturalmente ce ne sono anche altre. Cos\u00ec per esempio \u00e8 perfettamente vero che le sedie servano per sedersi e che la pioggia cada dall&#8217;alto verso il basso. Molti poeti scrivono verit\u00e0 di questo tipo. Sono simili a pittori che ricoprano di nature morte le pareti di una nave che sta affondando. Per loro la nostra prima difficolt\u00e0 non esiste, eppure si sentono la coscienza tranquilla. Senza lasciarsi turbare dai potenti, ma altrettanto imperturbabili alle grida delle vittime della violenza, essi continuano a ripassare il pennello sulle loro immagini. L&#8217;assurdit\u00e0 del loro modo di comportarsi genera in loro stessi un pessimismo che essi smerciano a buon prezzo e che, a dire il vero, sarebbe pi\u00f9 giustificato negli altri di fronte a tali maestri e a tale smercio. E, bisogna dire, non \u00e8 nemmeno facile riconoscere che le loro sono verit\u00e0 del genere di quelle sulle sedie e sulla pioggia: di solito hanno un suono ben diverso, come se fossero verit\u00e0 che riguardano cose importanti. Infatti la creazione artistica consiste proprio nel conferire importanza a una cosa.<\/p><p>Solo a guardare con molta attenzione ci si rende conto che essi altro non dicono se non che e che.<\/p><p>Codesta gente non \u00e8 capace di trovare una verit\u00e0 che valga la pena di scrivere. Altri invece si occupano realmente dei compiti pi\u00f9 urgenti, non temono i potenti n\u00e9 la povert\u00e0 e nondimeno non sono in grado di trovare la verit\u00e0. Mancano loro le nozioni necessarie. Sono pieni di vecchie superstizioni, di pregiudizi famosi, la cui felice formulazione risale spesso ai tempi pi\u00f9 antichi. Per loro, il mondo \u00e8 troppo complicato, non conoscono i dati di fatto e non vedono le connessioni. Oltre ai principi occorrono delle nozioni che si possono acquisire e dei metodi che si possono imparare. Tutti coloro che scrivono nella nostra epoca di rapporti complicati e di grandi mutamenti debbono conoscere il materialismo dialettico, l&#8217;economia e la storia. Sono nozioni che si possono acquisire mediante i libri e l&#8217;insegnamento pratico, quando non faccia difetto la necessaria applicazione. Parecchie verit\u00e0, parti di verit\u00e0 e situazioni di fatto che portano a rintracciare la verit\u00e0 si possono scoprire in modo pi\u00f9 semplice. Quando si ha intenzione di cercare, \u00e8 bene avere un metodo, ma si pu\u00f2 trovare anche senza metodo e persino senza cercare. In questa maniera casuale \u00e8 certo per\u00f2 assai difficile che si riesca a rappresentare la verit\u00e0 in modo tale che gli uomini, grazie a questa rappresentazione, sappiano come devono agire. La gente che annota solo i piccoli dati di fatto non \u00e8 in grado di rendere maneggevoli le cose di questo mondo. Questo per\u00f2 e nessun altro \u00e8 lo scopo della verit\u00e0. Quella gente non \u00e8 all&#8217;altezza di scrivere la verit\u00e0.<\/p><p>Quando uno \u00e8 pronto a scrivere la verit\u00e0 e capace di riconoscerla, gli restano ancora tre difficolt\u00e0 da superare.<\/p><p><strong>3.&nbsp;L&#8217;arte di rendere la verit\u00e0 maneggevole come un&#8217;arma<\/strong><\/p><p>La verit\u00e0 deve essere detta per trarne determinate conclusioni circa il proprio comportamento. Quale esempio di una verit\u00e0 da cui non si possono trarre conclusioni, o soltanto conclusioni sbagliate, ci pu\u00f2 servire l&#8217;opinione largamente diffusa secondo la quale le condizioni deplorevoli in cui versano certi paesi derivano dalla barbarie. Tale opinione vede nel fascismo un&#8217;ondata di barbarie che si \u00e8 abbattuta su certi paesi come una&nbsp;<em>catastrofe naturale.<\/em><\/p><p>Secondo tale opinione il fascismo sarebbe una nuova terza forza accanto al capitalismo e al socialismo (e al di sopra di essi); secondo essa, non solo il movimento socialista ma anche il capitalismo avrebbe potuto continuare ad esistere senza il fascismo, ecc. Questa naturalmente \u00e8 una affermazione fascista, una capitolazione dinanzi al fascismo. Il fascismo \u00e8 una fase storica in cui \u00e8 entrato il capitalismo, si tratta quindi di un qualcosa di nuovo, e di vecchio allo stesso tempo. Nei paesi fascisti il capitalismo non esiste se non come fascismo e il&nbsp;<em>fascismo non pu\u00f2 essere combattuto se non come capitalismo, come la forma pi\u00f9 nuda, pi\u00f9 sfacciata, pi\u00f9 oppressiva e ingannevole di capitalismo.<\/em><\/p><p>Come \u00e8 possibile che uno pretenda di dire la verit\u00e0 sul fascismo &#8211; del quale \u00e8 avversario &#8211; se pretende di non dire niente contro il capitalismo che lo genera?<\/p><p>Come \u00e8 possibile che la sua verit\u00e0 risulti praticamente applicabile?<\/p><p>Coloro che sono contro il fascismo senza essere contro il capitalismo, che si lamentano della barbarie che proviene dalla barbarie, sono simili a gente che voglia mangiare la sua parte di vitello senza per\u00f2 che il vitello venga scannato. Vogliono mangiare il vitello, ma il sangue non lo vogliono vedere. Per soddisfarli basta che il macellaio si lavi le mani prima di servire la carne in tavola. Non sono contro i rapporti di propriet\u00e0 che generano la barbarie, ma soltanto contro la barbarie. Alzano la voce contro la barbarie e lo fanno in paesi in cui esistono bens\u00ec gli stessi rapporti di propriet\u00e0, ma i macellai si lavano ancora le mani prima di servire la carne in tavola<\/p><p>Le sonanti accuse contro certi provvedimenti barbarici possono avere efficacia per breve tempo, finch\u00e9 coloro che le odono siano convinti che nei loro paesi provvedimenti del genere non siano possibili. Certi paesi sono ancora in grado di mantenere i loro rapporti di propriet\u00e0 con mezzi meno brutali che non altri. La democrazia rende loro ancora quei servigi per i quali gli altri sono costretti a far ricorso alla violenza; garantisce cio\u00e8 la propriet\u00e0 dei mezzi di produzione. Il monopolio sulle fabbriche, le miniere, le terre genera ovunque condizioni barbariche; tuttavia qui esse sono meno evidenti. La barbarie diviene evidente non appena per proteggere il monopolio si rende necessario far ricorso alla violenza aperta.<\/p><p>Alcuni paesi che non sono ancora costretti, per salvaguardare questi barbari monopoli, a rinunciare anche alle garanzie formali dello stato di diritto e a cose piacevoli come l&#8217;arte, la filosofia, la letteratura, prestano ascolto con particolare compiacimento ai loro ospiti che accusano la propria patria di aver rinunciato a tali cose piacevoli, dato che ci\u00f2 pu\u00f2 tornar loro utile nelle guerre che si prevedono. Si pu\u00f2 forse dire che abbiano riconosciuto la verit\u00e0 coloro che, per esempio, vanno richiedendo a gran voce una lotta spietata contro la Germania ? \u00c8 piuttosto il caso di dire che si tratta di gente stolta, impotente e nociva. Infatti la conclusione da trarre da tali vaniloqui sarebbe che bisogna distruggere la Germania. L&#8217;intero paese con tutti i suoi abitanti poich\u00e9 i gas, quando uccidono, non stanno a scegliere i colpevoli.<\/p><p>La persona superficiale che non conosce la verit\u00e0 si esprime in termini generici, elevati e imprecisi. Va cianciando tedeschi, va lamentandosi male e chi lo ascolta, nel migliore dei casi, non sa che fare. Deve forse decidere di non essere pi\u00f9 tedesco? E forse che l&#8217;inferno sparirebbe purch\u00e9 lui fosse buono? Anche i discorsi sulla barbarie generata dalla barbarie sono della medesima lega. A sentirli, la barbarie proviene dalla barbarie e sparisce con la civilt\u00e0 che proviene dall&#8217;istruzione. Tutto ci\u00f2 viene espresso in termini assolutamente generici, non in vista di conclusioni da trarne per l&#8217;azione e in fondo non \u00e8 rivolto a nessuno in particolare.<\/p><p>Un simile modo di raffigurare le cose mette in luce solo pochi anelli della catena causale e presenta certe forze motrici come forze incontrollabili. Un simile modo di raffigurare le cose contiene in s\u00e9 molti lati oscuri i quali nascondono le forze che stanno preparando le catastrofi.<\/p><p>Basta un po&#8217; di luce perch\u00e9 si veda che all&#8217;origine delle catastrofi ci sono degli uomini! Infatti noi viviamo in un&#8217;epoca in cui il destino dell&#8217;uomo \u00e8 l&#8217;uomo.<\/p><p>Il fascismo non \u00e8 una catastrofe naturale la cui chiave si possa rinvenire semplicemente nella dell&#8217;uomo. Ma persino nel caso di catastrofi naturali si possono raffigurare le cose in maniera degna dell&#8217;uomo, facendo cio\u00e8 appello alla sua energia combattiva.<\/p><p>Dopo un grande terremoto che distrusse Yokohama, in molte riviste americane si potevano vedere delle fotografie che mostravano una distesa di macerie. Sotto c&#8217;era scritto (l&#8217;acciaio \u00e8 rimasto in piedi) e in effetti chi alla prima occhiata non aveva visto altro che rovine ora, reso pi\u00f9 attento dalla didascalia, notava alcuni alti edifici che erano rimasti in piedi. Tra tutte le possibili maniere di parlare di un terremoto, la pi\u00f9 importante \u00e8 senza confronto quella degli ingegneri che, tenendo conto degli spostamenti del terreno, della violenza delle scosse e del calore che si sviluppa ecc., aprono la via a nuove costruzioni antisismiche. Chi vuole descrivere il fascismo e la guerra, grandi catastrofi che non sono catastrofi naturali, deve costruire una verit\u00e0 suscettibile di essere tradotta in pratica. Deve dimostrare che si tratta di catastrofi a danno delle enormi masse di coloro che lavorano senza possedere mezzi di produzione propri, provocate dai proprietari di tali mezzi di produzione.<\/p><p>Quando si vuole scrivere efficacemente la verit\u00e0 su certe condizioni deplorevoli, bisogna scriverla in modo che se ne possano riconoscere le cause evitabili. Quando le cause evitabili vengono riconosciute, le condizioni deplorevoli si possono combattere.<\/p><p><strong>4.&nbsp;L&#8217;avvedutezza di saper scegliere coloro nelle cui mani la verit\u00e0 diventa efficace<\/strong><\/p><p>Grazie alle secolari consuetudini che, sul mercato delle opinioni e delle descrizioni, hanno regolato il commercio degli scritti, grazie cio\u00e8 al fatto che lo scrittore veniva liberato da ogni preoccupazione circa le sorti dei suoi scritti, lo scrittore si \u00e8 fatto l&#8217;idea che il suo cliente o committente, il mediatore, provvedesse a mettere i suoi scritti a disposizione di tutti. Pensava: io parlo e chi vuole sentirmi mi sente. In realt\u00e0, egli parlava e chi poteva pagare lo sentiva. Le sue parole non erano udite da tutti e chi le udiva non voleva udirle tutte. Questo \u00e8 un punto di cui si \u00e8 parlato molto, anche se sempre troppo poco; qui voglio solo mettere in rilievo che lo si mut\u00f2 semplicemente in . Ma la verit\u00e0 non si pu\u00f2 semplicemente scriverla e basta; \u00e8 indispensabile scriverla per&nbsp;<em>qualcuno&nbsp;<\/em>che possa servirsene. La conoscenza della verit\u00e0 \u00e8 un processo comune a chi scrive e a chi legge. Per dire delle cose buone bisogna sapere ascoltare bene e udire cose buone. La verit\u00e0 deve essere detta con calcolo, e deve essere udita con calcolo. E per noi che scriviamo \u00e8 importante sapere a chi la diciamo e chi ce la dice.<\/p><p>La verit\u00e0 su certe condizioni deplorevoli dobbiamo dirla a coloro che di queste condizioni pi\u00f9 soffrono e da loro dobbiamo apprenderla. Non basta parlare a coloro che hanno una data opinione; bisogna parlare a coloro ai quali, data la loro situazione, tale opinione pu\u00f2 convenire. E il vostro uditorio muta di continuo! Persino ai carnefici \u00e8 possibile parlare, quando per impiccare non ricevono pi\u00f9 il salario o quando la loro professione si fa troppo pericolosa. I contadini bavaresi erano contrari a ogni rivoluzione, ma dopo che la guerra fu durata abbastanza a lungo e dopo che i loro figli, tornando a casa, non trovarono pi\u00f9 posto nelle fattorie, allora fu possibile conquistarli alla rivoluzione.<\/p><p>Importante per quelli che scrivono \u00e8 trovare il tono giusto per dire la verit\u00e0. Quello che comunemente si ode \u00e8 un tono molto mite e lamentoso, il tono di chi non sarebbe capace di far male a una mosca. Chi lo ode e si trova in miseria non pu\u00f2 che diventare ancora pi\u00f9 miserabile. Cos\u00ec parlano, uomini che forse non sono nemici ma certo non sono dei compagni di lotta. La verit\u00e0 \u00e8 combattiva, non solo combatte la menzogna, ma anche quelle determinate persone che la divulgano.<\/p><p><strong>5.&nbsp;L&#8217;astuzia di divulgare la verit\u00e0 fra molti<\/strong><\/p><p>Vi sono molti che, fieri di avere il coraggio di dire la verit\u00e0, felici di averla trovata, stanchi forse della fatica che costa il ridurla a una forma maneggevole, impazienti di vederne entrare in possesso coloro i cui interessi essi vanno difendendo, non ritengono pi\u00f9 necessario usare una particolare astuzia per divulgarla. In tal modo tutto il frutto della loro fatica va spesso in fumo. In tutti i tempi, quando la verit\u00e0 veniva soffocata e travisata, si \u00e8 fatto ricorso all&#8217;astuzia per divulgarla. Confucio falsific\u00f2 un vecchio e patriottico almanacco storico. Si limit\u00f2 a cambiare certe parole. Dove era scritto: , Confucio, invece di , metteva . Se c&#8217;era scritto che il tiranno tal dei tali era rimasto vittima di un attentato, egli metteva che . Con ci\u00f2 Confucio apr\u00ec la strada a un nuovo modo di giudicare la storia.<\/p><p>Chi al giorno d&#8217;oggi dice&nbsp;<em>invece di&nbsp;<\/em>e&nbsp;<em>invece di&nbsp;<\/em>gi\u00e0 cos\u00ec evita di dar credito a parecchie menzogne. Infatti spoglia le parole del loro marcio misticismo. La parola indica una certa unit\u00e0 e allude a interessi comuni; la si dovrebbe quindi usare soltanto quando si parla di diversi popoli, poich\u00e9 tutt&#8217;al pi\u00f9 in questo caso \u00e8 concepibile una comunanza di interessi. La popolazione di un dato territorio ha interessi diversi, anche contrastanti, e questa \u00e8 una verit\u00e0 che si vuole soffocare. Cos\u00ec anche chi dice e rende percepibili al naso e agli occhi i campi che descrive e parla del loro odore di terra e del loro colore, favorisce le menzogne dei potenti; giacch\u00e9 ci\u00f2 che conta non \u00e8 la fertilit\u00e0 del terreno e nemmeno l&#8217;amore e la cura che l&#8217;uomo gli porta, ci\u00f2 che pi\u00f9 conta \u00e8 il prezzo del grano e del lavoro. Quelli che traggono il loro utile dalla terra non sono gli stessi che ne traggono il grano e l&#8217;odore di zolla che emana dai campi \u00e8 ignoto alle Borse. Esse hanno tutt&#8217;altro odore. \u00e8 invece il termine giusto; con esso \u00e8 meno facile imbrogliare. L\u00e0 dove regna l&#8217;oppressione, la parola&nbsp;<em>disciplina&nbsp;<\/em>dovrebbe essere sostituita dalla parola&nbsp;<em>ubbidienza,&nbsp;<\/em>perch\u00e9 la disciplina \u00e8 possibile anche senza i potenti e per questo ha in s\u00e9 qualcosa di pi\u00f9 nobile che non l&#8217;ubbidienza. E meglio della parola&nbsp;<em>onore&nbsp;<\/em>\u00e8 l&#8217;espressione&nbsp;<em>dignit\u00e0 umana.&nbsp;<\/em>Usandola \u00e8 meno facile che il singolo scompaia dal campo visivo. Si sa bene che gentaglia si fa avanti per difendere l&#8217;onore di un popolo! E con quanta prodigalit\u00e0 i sazi largiscono onori a coloro che li saziano soffrendo a loro volta la fame. L&#8217;astuzia di Confucio pu\u00f2 venir usata ancora oggi. A dei giudizi ingiustificati su certi avvenimenti nazionali egli ne sostituiva altri giustificati. L&#8217;inglese Tommaso Moro in un&#8217;utopia descrive un paese le cui condizioni di vita erano giuste &#8211; era un paese ben diverso da quello in cui egli viveva, ma gli somigliava in molte cose, tranne che nelle condizioni di vita!<\/p><p>Lenin, minacciato dalla polizia dello zar, voleva descrivere lo sfruttamento e l&#8217;oppressione dell&#8217;isola di Sakhalin da parte della borghesia russa. Scrisse in luogo di Russia e in luogo di Sakhalin. I sistemi della borghesia giapponese richiamavano alla mente di ogni lettore quelli della borghesia russa a Sakhalin ma, dato che il Giappone era nemico della Russia, lo scritto non fu proibito. Parecchie cose che in Germania non si possono dire della Germania, sono lecite parlando dell&#8217;Austria.<\/p><p>Ci sono varie astuzie con le quali \u00e8 possibile eludere la sospettosa vigilanza dello stato.<\/p><p>Voltaire combatt\u00e9 la fede clericale nei miracoli scrivendo un poema galante sulla Pulzella d&#8217;Orl\u00e9ans. Egli descrisse i miracoli che senza dubbio erano stati necessari perch\u00e9, in mezzo a un esercito, a una corte e fra dei monaci Giovanna restasse vergine.<\/p><p>Coll&#8217;eleganza del suo stile e descrivendo avventure erotiche, ispirate alla lussuriosa vita dei potenti, egli induceva costoro ad abbandonare una religione che procurava loro i mezzi per tale vita dissoluta. Anzi, ci\u00f2 gli permise di far giungere per via illegale i suoi lavori a coloro cui erano destinati. I suoi lettori appartenenti alle classi dominanti ne favorivano o tolleravano la diffusione, tradendo cos\u00ec quella polizia che proteggeva i loro piaceri. E il grande Lucrezio dice esplicitamente di fare grande affidamento sulla bellezza dei suoi versi per la diffusione dell&#8217;ateismo epicureo.<\/p><p>L&#8217;alto livello letterario di certe prese di posizione pu\u00f2 effettivamente costituire per esse uno schermo. Sovente per\u00f2 esso desta anche dei sospetti. Allora pu\u00f2 essere il caso di abbassarlo coscientemente. Ci\u00f2 accade per esempio quando nella disprezzata forma del romanzo poliziesco si introduce di contrabbando qualche descrizione di condizioni deplorevoli in punti che non diano nell&#8217;occhio. Descrizioni del genere sarebbero senz&#8217;altro sufficienti a giustificare un romanzo poliziesco. Per ragioni assai meno importanti il grande Shakespeare abbass\u00f2 il proprio tono drammatico quando, volutamente, impresse una forma inefficace al discorso con cui la madre di Coriolano affronta il figlio che sta per attaccare la sua citt\u00e0 natale &#8211; egli voleva che Coriolano fosse distolto dall&#8217;attuazione del suo piano non gi\u00e0 da argomenti validi o da una profonda emozione, bens\u00ec da una certa inerzia che lo faceva cedere a una vecchia abitudine. In Shakespeare troviamo anche un esempio di verit\u00e0 propagata con l&#8217;astuzia, nell&#8217;orazione che Antonio tiene davanti al cadavere di Cesare. Egli non si stanca di insistere sul fatto che l&#8217;assassino di Cesare, Bruto, \u00e8 un uomo onorevole, ma nello stesso tempo descrive l&#8217;azione che egli ha compiuto e la descrive in maniera pi\u00f9 efficace di quel che non faccia per il suo esecutore; l&#8217;oratore lascia cos\u00ec che siano i fatti stessi a vincerlo, conferendo loro un&#8217;eloquenza maggiore che non . Un poeta egiziano vissuto quattromila anni fa si serv\u00ec di un metodo simile. Era un&#8217;epoca di grandi lotte di classe. La classe fino allora dominante si difendeva a fatica dal suo grande avversario, cio\u00e8 da quelle parte della popolazione che fino allora era stata asservita. Ora, nel poema, si presenta alla corte del sovrano un savio che esorta a lottare contro i nemici interni. A lungo, con insistenza, egli descrive il disordine causato dall&#8217;insurrezione delle classi inferiori. La descrizione suona cos\u00ec:<\/p><p>&#8220;Non \u00e8 forse cos\u00ec? I nobili sono pieni di doglia e gli umili pieni di gioia. Ogni citt\u00e0 va dicendo: scacciamo i forti dal nostro seno.<\/p><p>Non \u00e8 forse cos\u00ec? Gli uffici pubblici vengono aperti e presi i registri; gli schiavi divengono padroni.<\/p><p>Non \u00e8 forse cos\u00ec? Il figlio di un notabile non si riconosce pi\u00f9; il bambino della padrona diventa il figlio della sua schiava.<\/p><p>Non \u00e8 forse cos\u00ec? Hanno messo i cittadini alla macina. Coloro che non vedevano mai il giorno sono usciti alla luce.<\/p><p>Non \u00e8 forse cos\u00ec? Le cassette di ebano dei sacrifici vengono fatte a pezzi; del preziosissimo legno di Sesnem si fanno lettiere.<\/p><p>Guardate, in un&#8217;ora la capitale \u00e8 crollata.<\/p><p>Guardate, i poveri del paese sono diventati ricchi.<\/p><p>Guardate, chi non aveva pane, ora possiede un granaio; le provviste del suo granaio erano propriet\u00e0 di un altro.<\/p><p>Guardate come fa bene a un uomo mangiare il suo pasto.<\/p><p>Guardate, chi non aveva un chicco di grano ora possiede interi granai; chi chiedeva il grano in elemosina, ora lo fa distribuire.<\/p><p>Guardate, chi non aveva un giogo di buoi, possiede ora delle mandrie; chi non si poteva procurare i buoi per l&#8217;aratro, possiede ora degli armenti.<\/p><p>Guardate, chi non poteva farsi una stanza, ora possiede quattro pareti.<\/p><p>Guardate, i consiglieri cercano ricovero nei fienili; chi non osava riposarsi nemmeno sui muri, ora possiede un letto.<\/p><p>Guardate, chi non poteva costruirsi una barca, ora possiede delle navi; se il proprietario va per vederle, esse non sono pi\u00f9 sue.<\/p><p>Guardate, coloro che possedevano abiti, ora vanno coperti di cenci; chi non tesseva per s\u00e9, ora ha del lino finissimo.<\/p><p>Il ricco va a dormire assetato; chi prima chiedeva la feccia del suo bicchiere, ora possiede della birra forte.<\/p><p>Guardate, chi non s&#8217;intendeva di musica, ora possiede un&#8217;arpa; colui per il quale non si cantava, ora apprezza la musica.<\/p><p>Guardate, chi era tanto povero da dover dormire da solo, ora trova delle gran dame; colei che mirava il suo viso nell&#8217;acqua, ora possiede uno specchio.<\/p><p>Guardate, i maggiorenti del paese vanno in giro e non trovano niente da fare. Ai grandi non si portano pi\u00f9 messaggi. Chi prima li portava, ora manda un altro&#8230;<\/p><p>Guardate, ecco cinque uomini mandati dai loto padroni. Essi dicono: ora camminate voi, noi siamo arrivati&#8221;.<\/p><p>Evidentemente questa descrizione ci presenta un disordine che agli oppressi deve apparire molto desiderabile. Ma sarebbe difficile farne colpa al poeta. La sua condanna di quel disordine \u00e8 esplicita, anche se mal condotta&#8230;<\/p><p>In un libello Jonathan Swift propose, per portare il benessere nel paese, di mettere in salamoia i bambini dei poveri e venderli come carne. Fece dei calcoli esatti che dimostravano quanto si possa risparmiare purch\u00e9 si lasci da parte ogni scrupolo.<\/p><p>Swift faceva il finto tonto. Difendeva con molto zelo e precisione una certa mentalit\u00e0 che detestava e lo faceva a proposito di una questione in cui l&#8217;infamia di quella mentalit\u00e0 doveva risultare chiara a chiunque. Chiunque poteva essere pi\u00f9 intelligente di Swift, o almeno pi\u00f9 umano, soprattutto chi fino ad allora non aveva badato alle conseguenze che derivano da certe opinioni.<\/p><p><em>La propaganda perch\u00e9 la gente ragioni, in qualsiasi campo la si faccia, \u00e8 sempre utile alla causa degli oppressi.&nbsp;<\/em>Questa propaganda \u00e8 altamente necessaria. Sotto i governi che servono gli sfruttatori, il ragionare \u00e8 considerato cosa bassa e volgare.<\/p><p>Si giudica basso e volgare ci\u00f2 che \u00e8 utile a quelli che sono tenuti in basso. Si giudica bassa e volgare la continua ansia di riuscire a saziarsi; il disprezzo per gli onori che vengono fatti balenare davanti agli occhi di colui che dovrebbe difendere il paese in cui soffre la fame; i dubbi nei riguardi di un condottiero che conduce alla rovina; l&#8217;avversione per il lavoro che non nutre chi lo compie; il ribellarsi quando viene imposta una condotta insensata; il disinteresse per la famiglia cui l&#8217;interesse non servirebbe pi\u00f9 a nulla. Quelli che hanno fame vengono insultati per la loro ingordigia, quelli che non hanno niente da difendere per la loro codardia, quelli che dubitano del loro oppressore per i loro dubbi sulla propria forza, quelli che vogliono farsi pagare il lavoro che fanno per la loro pigrizia, ecc. Sotto simili governi il ragionare \u00e8 considerato in genere cosa bassa e volgare e viene screditato. Non si insegna pi\u00f9 a pensare e il pensiero viene perseguitato ovunque si manifesti. Ci\u00f2 nonostante ci sono sempre dei campi in cui \u00e8 possibile additare senza pericoli i successi del pensiero; sono quei campi in cui le dittature hanno bisogno di esso. Per esempio \u00e8 possibile mostrare i successi del pensiero nel campo della scienza militare e della tecnica. Anche per rimediare, grazie all&#8217;organizzazione e all&#8217;invenzione di surrogati, all&#8217;insufficienza delle riserve di lana \u00e8 necessario il pensiero. Il peggioramento dei generi alimentari, l&#8217;addestramento dei giovani per la guerra, sono tutte cose che richiedono l&#8217;uso del pensiero: e questa \u00e8 una cosa che \u00e8 possibile descrivere. Si pu\u00f2 invece astutamente evitare l&#8217;elogio della guerra, dello sconsiderato scopo di tanto sforzo cerebrale; cos\u00ec il ragionamento derivante dalla domanda pu\u00f2 portare a domandarsi e si pu\u00f2 applicare alla domanda.<\/p><p>Naturalmente \u00e8 ben difficile porre pubblicamente una simile domanda. Non \u00e8 dunque possibile sfruttare il pensiero che si \u00e8 propagato, renderlo cio\u00e8 efficace? S\u00ec che \u00e8 possibile.<\/p><p>Perch\u00e9 in un&#8217;epoca come la nostra continui ad essere possibile l&#8217;oppressione che permette a una parte della popolazione (la meno numerosa) di sfruttare l&#8217;altra (la pi\u00f9 numerosa), \u00e8 indispensabile da parte della popolazione un ben preciso atteggiamento di fondo che investa tutti i campi. Una scoperta nel campo della zoologia come quella dell&#8217;inglese Darwin poteva da un momento all&#8217;altro mutarsi in un pericolo per gli sfruttatori; tuttavia per un certo tempo fu solo la chiesa a preoccuparsene, mentre la polizia non si accorgeva di niente. In questi ultimi anni le ricerche dei fisici hanno portato a certe conclusioni nel campo della logica che senza dubbio potrebbero rappresentare un pericolo per tutta una serie di dogmi utili all&#8217;oppressione. Hegel, il filosofo dello stato prussiano, occupato in ardue indagini nel campo della logica, ha fornito a Marx e a Lenin, i classici della rivoluzione proletaria, metodi di inestimabile valore. Lo sviluppo delle diverse scienze avviene in maniera organica ma non uniforme e lo stato non \u00e8 in grado di tenere d&#8217;occhio ogni cosa. I pionieri della verit\u00e0 possono scegliere posti di combattimento che passano relativamente inosservati. L&#8217;unica cosa che conta \u00e8 che si insegni un modo giusto di ragionare, un modo di ragionare che in ogni cosa e in ogni avvenimento ricerchi il lato transitorio e mutevole. I potenti nutrono una forte ostilit\u00e0 nei riguardi dei grandi mutamenti. Vorrebbero che tutto restasse com&#8217;\u00e8, possibilmente per mille anni. La cosa migliore sarebbe che la luna si fermasse, che il sole non girasse pi\u00f9! Allora a nessuno verrebbe fame e nessuno pretenderebbe di cenare la sera. Dopo che hanno sparato loro, il nemico non dovrebbe pi\u00f9 avere il diritto di sparare, vorrebbero che il loro colpo fosse l&#8217;ultimo. Considerare le cose mettendo in particolare rilievo il loro lato transitorio \u00e8 un buon sistema per rianimare gli oppressi. Mostrare che in ogni cosa, in ogni condizione, sorge e si sviluppa una contraddizione: anche questo \u00e8 un fatto che bisogna opporre ai vincitori. Un simile modo di ragionare (cio\u00e8 la dialettica e la dottrina del flusso delle cose) si pu\u00f2 adottare per settori di ricerca che per qualche tempo sfuggono ai potenti. Lo si pu\u00f2 applicare alla biologia o alla chimica. Ma anche descrivendo il destino di una famiglia ci si pu\u00f2 esercitare ad applicarlo senza dar troppo nell&#8217;occhio. La dipendenza di ogni cosa da molte altre che mutano di continuo \u00e8 un pensiero, pericoloso per le dittature e lo si pu\u00f2 presentare in molti modi senza offrire appigli alla polizia. Una descrizione completa di tutte le circostanze, di tutte le procedure in cui si trova coinvolto un uomo che apra una tabaccheria pu\u00f2 rappresentare un serio colpo contro la dittatura. Basta che uno ci rifletta un poco per capire il perch\u00e9. I governi che conducono le masse umane alla miseria devono evitare che nella miseria si pensi ai governi. Parlano molto del destino. Il destino &#8211; non gi\u00e0 i governi &#8211; \u00e8 responsabile dell&#8217;indigenza. Chi tenta di scoprire le cause dell&#8217;indigenza viene arrestato prima che si imbatta nel governo. Tuttavia \u00e8 possibile opporsi in termini generali ai discorsi sul destino; si pu\u00f2 dimostrare che chi fa il destino dell&#8217;uomo sono gli uomini.<\/p><p>Anche a questo si pu\u00f2 arrivare in diversi modi. Per esempio, si pu\u00f2 raccontare la storia di una fattoria, mettiamo una fattoria di contadini islandesi. Tutto il paese va dicendo che sulla fattoria pesa una maledizione. Una contadina si \u00e8 buttata nel pozzo, un contadino si \u00e8 impiccato. Un bel giorno si conclude un matrimonio, il figlio del contadino sposa una ragazza che porta in dote alcuni campi. E la maledizione sparisce. Il villaggio non \u00e8 concorde nel giudicare questa svolta felice. Gli uni l&#8217;attribuiscono all&#8217;eccellente carattere del giovane contadino, gli altri ai campi che la ragazza ha portato in dote e che hanno permesso al podere di cominciare a fruttare. Ma persino in una poesia che descrive un paesaggio si pu\u00f2 raggiungere qualche risultato, e precisamente nel caso che nella natura si incorporino le cose create dall&#8217;uomo.<\/p><p>Per diffondere la verit\u00e0 ci vuole astuzia.<\/p><p><strong>Riepilogo<\/strong><\/p><p>La grande verit\u00e0 della nostra epoca (che non \u00e8 sufficiente limitarsi a riconoscere, ma senza la quale non \u00e8 possibile scoprire nessun&#8217;altra verit\u00e0 importante) \u00e8 questa: il nostro continente sta sprofondando nella barbarie perch\u00e9 i rapporti di propriet\u00e0 dei mezzi di produzione vengono mantenuti con la violenza. A che cosa servirebbe uno scritto coraggioso dal quale risulti la barbarie delle condizioni nelle quali stiamo per cadere (il che in s\u00e9 \u00e8 verissimo), se poi non risultasse chiara la ragione per cui veniamo a trovarci in queste condizioni? Dobbiamo dire che degli uomini vengono torturati perch\u00e9 i rapporti di propriet\u00e0 rimangano immutati. Certo, se lo diciamo, perderemo molti amici che sono contrari alla tortura perch\u00e9 credono che i rapporti di propriet\u00e0 si possano mantenere anche senza di essa (il che non \u00e8 vero).<\/p><p>Dobbiamo dire la verit\u00e0 in merito alle barbare condizioni del nostro paese, dobbiamo dire che \u00e8 possibile fare ci\u00f2 che \u00e8 sufficiente a farle sparire, e cio\u00e8 qualcosa che modifichi i rapporti di propriet\u00e0.<\/p><p>Dobbiamo dirla inoltre a coloro che di questi rapporti di propriet\u00e0 soffrono pi\u00f9 di tutti, che hanno il maggiore interesse a cambiarli, ai lavoratori e a coloro che possiamo trasformare in loro alleati perch\u00e9 in realt\u00e0 non partecipano nemmeno loro alla propriet\u00e0 dei mezzi di produzione, anche se partecipano ai guadagni.<\/p><p>E per quinta cosa dobbiamo procedere con astuzia.<\/p><p>E queste cinque difficolt\u00e0 dobbiamo risolverle tutte contemporaneamente perch\u00e9 non possiamo ricercare la verit\u00e0 sulla barbarie di certe condizioni senza pensare a coloro che soffrono di questo stato di cose; e mentre &#8211; combattendo costantemente ogni impulso di vilt\u00e0 &#8211; cerchiamo di scoprire le vere connessioni, mirando a coloro che sono pronti a utilizzare la loro conoscenza, dobbiamo anche pensare a porger loro la verit\u00e0 in modo tale che divenga un&#8217;arma nelle loro mani e al tempo stesso con tanta astuzia che il nemico non si accorga che gliela porgiamo e non possa impedirlo.<\/p><p>Tutto ci\u00f2 viene richiesto allo scrittore, quando gli si chiede di scrivere la verit\u00e0.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho trovato casualmente un testo politico-letterario di Brecht che non conoscevo assolutamente e che invece, scopro, \u00e8 piuttosto famoso (del<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":16255,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,57,59,95,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Brecht-scritti-letteratura-arte.jpg?fit=304%2C430","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-4ea","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":663,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=663","url_meta":{"origin":16254,"position":0},"title":"Tebe dalle sette porte","author":"Rufus","date":"23\/08\/2012","format":false,"excerpt":"Avete visto qualche volta nella mia firma la domanda \"Tebe dalle sette porte, chi la costrui?\". 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