{"id":16231,"date":"2019-02-07T18:45:36","date_gmt":"2019-02-07T17:45:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=16231"},"modified":"2019-03-28T13:11:10","modified_gmt":"2019-03-28T12:11:10","slug":"repertori-e-cataloghi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=16231","title":{"rendered":"Repertori e cataloghi"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img data-attachment-id=\"16232\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=16232\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Middleton.jpg?fit=1301%2C976\" data-orig-size=\"1301,976\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Middleton\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Middleton.jpg?fit=300%2C225\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Middleton.jpg?fit=510%2C383\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"600\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Middleton.jpg?resize=800%2C600\" alt=\"\" class=\"wp-image-16232\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Middleton.jpg?w=1301 1301w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Middleton.jpg?resize=150%2C113 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Middleton.jpg?resize=300%2C225 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Middleton.jpg?resize=510%2C383 510w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>La settimana scorsa ho visto al teatro <em>Argentina <\/em>di Roma <em>La&nbsp;tragedia&nbsp;del&nbsp;vendicatore<\/em> di Thomas Middleton, che contrariamente a quello che crede <em>Google<\/em>&nbsp;non&nbsp;\u00e8&nbsp;un&nbsp;parente&nbsp;della&nbsp;Duchessa&nbsp;di Cambridge&nbsp;ma&nbsp;un autore di teatro pi\u00f9 o meno contemporaneo di Shakespeare.<\/p>\n\n\n\n<p>Parentesi: siccome Middleton \u00e8 stato attivo soprattutto dopo la morte della Regina Elisabetta non \u00e8 corretto definirlo un esponente del teatro <em>elisabettiano<\/em>, come a me veniva di fare. Con l&#8217;occasione ho scoperto che il teatro dell&#8217;epoca di Giacomo I si dovrebbe chiamare <em>giacomiano<\/em>, mentre io credevo si dicesse <em>giacobita<\/em>. E se si va avanti, fino all&#8217;epoca di Carlo I, si dovrebbe dire <em>carolino<\/em>, che sembra un teatro parente della mucca. Siccome giacomiano e giacobita fanno abbastanza schifo e carolino proprio non si pu\u00f2 sentire, nel resto dell&#8217;articolo si adotter\u00e0 la pi\u00f9 neutra espressione<em>&nbsp;teatro&nbsp;rinascimentale&nbsp;inglese<\/em>. Fine della parentesi filologica.<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque, l&#8217;allestimento era molto promettente: della tragedia e di Middlleton non sapevo nulla, ma a me e Bonaria andare in un palco all&#8217;<em>Argentina<\/em> ci fa sempre sentire gran signori, l&#8217;adattamento era di Stefano Massini, lo stesso autore di <em><a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=12955\">Lehman Trilogy<\/a>,<\/em>&nbsp;la&nbsp;produzione era del <em>Piccolo&nbsp;Teatro&nbsp;<\/em>di&nbsp;Milano e la regia di Declan Donnellan, che \u00e8 un grande interprete scesp&#8230; del teatro rinascimentale inglese. Il protagonista, tra l&#8217;altro, era gi\u00e0 in <em>Lehman&nbsp;Trilogy<\/em>, solo che l\u00ec era mellifluo e qui invece iracondo (devo dire, bravissimo, ma mi era piaciuto pi\u00f9 l&#8217;altra volta).<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di mettere qui in fila un po&#8217; di riflessioni sullo spettacolo mi sono preso il tempo di leggere buona parte della tragedia originale, rinunciando alle quotidiane frequentazioni dantesche. Contrariamente a quel che avevo capito Massini firma un adattamento abbastanza fedele, anche nel linguaggio &#8211; pur rinunciando ai versi in favore di una pronuncia pi\u00f9 sciolta &#8211; anche se comprime e riduce tempi e situazioni e taglia la figura di un nobile antagonista, fra l&#8217;altro privando la tragedia dell&#8217;unica figura positiva. Quel che rimane, e che Donnellan mette in scena, finisce per essere una specie di repertorio o zibaldone del teatro elis&#8230; rinascimentale inglese: ci sono i travestimenti, il <em>grand&nbsp;guignol<\/em>, il sessismo, il sesso un po&#8217; animalesco, le donne fatali e quelle d&#8217;ingegno pronto e lingua lunga, l&#8217;improbabilit\u00e0 delle situazioni, la rottura della quarta parete e l&#8217;interlocuzione col pubblico, i personaggi come archetipi morali, le riflessioni sull&#8217;animo umano e l&#8217;introspezione, la corruzione del potere e la vendetta.<\/p>\n\n\n\n<p>Soprattutto la vendetta, come deve essere evidentemente necessario, a partire dal titolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Sarei molto curioso di leggere il copione di Massini per capire quanto del risultato finale fosse gi\u00e0 nel testo da lui preparato e quanto sia dovuto a Donnellan, ma comunque l&#8217;allestimento finale pare interessato soprattutto a indagare se con questo guazzabuglio di materiali si pu\u00f2 ben fare teatro, e dire anche <em>quale<\/em> teatro ne venga fuori. In questo senso il repertorio finisce per diventare <em>recensione<\/em>, mettendo in risalto le caratteristiche e forse anche i limiti di questo tipo di teatro. <\/p>\n\n\n\n<p>Alcune scelte di regia (o di scrittura) sono molto belle: se i personaggi entrano in scena ballando, un ballo che Vindice interrompe e fa riprendere come se facesse scattare l&#8217;interruttore delle luci di scena, poi allo spettatore viene in mente che pu\u00f2 leggere la cosa a tanti livelli: il ballo spensierato e folle di chi non sa che la morte \u00e8 gi\u00e0 in agguato (e questo sarebbe ancora, boh, <em>diegetico<\/em>) ma anche il fatto che come un ballo di burattini le azioni che i personaggi credono libere sono in realt\u00e0 manipolate dalle trame nascoste del vendicatore (e anche in balia del Fato, oltretutto) e infine l&#8217;idea, in fondo, che i personaggi &#8211; compreso lo stesso vendicatore &#8211; sono in fine dei conti non pi\u00f9 che oggetti nelle mani di sceneggiatore e regista (\u00e8 questo \u00e8 del tutto extradiegetico). \u00c8 un insieme di giudizi o riflessioni sul teatro in s\u00e9 e anche sul modo di lavorare di quel teatro in quell&#8217;epoca e quel luogo particolare.<\/p>\n\n\n\n<p>Vale lo stesso per i fondali, che danno l&#8217;idea dell&#8217;opulenza della corte citando la cultura italiana e alludono anche in qualche modo al pensiero politico italiano dell&#8217;epoca (leggendo la tragedia ogni tanto mi sono chiesto quanto di Machiavelli (e per altri versi di Ariosto) conoscesse Middleton); magari i pannelli verticali che compongono e scompongono il fondale sono forse un po&#8217; gi\u00e0 visti. Qualcosina d&#8217;altro \u00e8 meno efficace: se le telecamere che indugiano sulle mutilazioni subite dal cattivo duca a opera dei vendicatori sono ancora riflessione sul gusto per le esibizioni feroci del &#8216;600 inglese, l&#8217;intervista all&#8217;uscita del carcere di Lussurioso o la borsa frigo per conservare le teste mozzate dal carnefice e consegnarle ai parenti non mi sono parse granch\u00e9 fortunate.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;unico elemento che gli spettatori di Middleton certamente coglievano e che qui invece manca \u00e8 il confronto con la situazione politica attuale: il duca con strane e viziose abitudini sessuali al centro di una corte perversa, che manipola la giustizia per i propri favoritismi, poteva ben evocare accuse contro Giacomo I e il suo seguito, sebbene opportunamente poste in un ambiente lontano come l&#8217;Italia (ma cattolico, cio\u00e8 eretico, e notoriamente incline agli omicidi politici e passionali, quindi minaccioso per conto suo). Il duca \u00e8 un po&#8217; leccatino come certi politici italiani che spesso sono ricorsi al chirurgo estetico, ma per il resto il collegamento con la realt\u00e0 attuale sembra non interessare Donnellan. Mi sono chiesto come sarebbe stata questa <em>Tragedia&nbsp;del&nbsp;vendicatore<\/em> se fosse stata uguale ma ambientata in Cina, un posto che probabilmente lo spettatore europeo oggi vede con un misto di ammirazione e diffidenza come gli inglesi del &#8216;600 l&#8217;Italia, con il duca magari come un potente funzionario del Partito Comunista e gli scandali della sua corte come i panni sporchi dei nuovi ricchi cinesi di cui ogni tanto parlano i giornali; contemporaneamente con il suggerimento al pubblico che il duca potesse essere non davvero cinese ma un politico italiano messo in scena prudentemente con gli occhi a mandorla per evitare grane e querele.<\/p>\n\n\n\n<p>A parte questa assenza il prezzo di questo ottimo lavoro di recensione, invece, \u00e8 quello di dover un po&#8217; lasciar andare la trama per conto suo &#8211; tanto sa benissimo dove andare, cio\u00e8 verso la strage finale, e quindi possiamo ancora essere nel campo della recensione &#8211; ma soprattutto abbandonare i personaggi e la loro psicologia, e sebbene gli attori siano tutti molto bravi qui un po&#8217; il progetto teatrale stride. Fausto Cabra per esempio \u00e8 bravissimo, ma l&#8217;ira del suo Vindice \u00e8 quasi sempre di testa, mai d cuore, sebbene di motivi per indignarsi ne abbia a bizzeffe (fa eccezione la scena fortissima nella quale umilia la madre, unica davvero piena di <em>pathos<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>E infatti avevo pensato di chiudere questo resoconto con la domanda: ottima recensione del teatro rinascimentale inglese, d&#8217;accordo, ma ha senso fare teatro in questo modo?<\/p>\n\n\n\n<p>Poi mi sono detto: ma chi sono io per stabilire se ha senso o meno?<\/p>\n\n\n\n<p>Un dilettante.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi, Vostro Onore, riformuler\u00f2 la domanda: valeva la pena per me di andare a vedere questo spettacolo? <\/p>\n\n\n\n<p>Beh, mi sono divertito. Ho conosciuto Middleton e mi ha stimolato a sufficienza da voler leggere la sua tragedia in originale. Ho imparato un sacco di cose sul teatro e sul teatro rinascimentale inglese. Mi sono fatto domande e mi sono chiesto come l&#8217;avrei messa in scena <em>io<\/em>. Ho dei nuovi elementi per fare raffronti quando vedr\u00f2 lo spettacolo di qualche altro grande regista. <\/p>\n\n\n\n<p>E per\u00f2 mi sono commosso poco, emozionato poco. Mi rimane un po&#8217; il gusto di una soddisfazione un po&#8217; intellettualistica, Dio guardi. Di testa, come l&#8217;ira di Vindice.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse con un po&#8217; pi\u00f9 di politica, o di tensione etica, sarebbe stato meglio. Ma io sono un dilettante, quindi lo dir\u00f2 con tutta l&#8217;umilt\u00e0 possibile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La settimana scorsa ho visto al teatro Argentina di Roma La&nbsp;tragedia&nbsp;del&nbsp;vendicatore di Thomas Middleton, che contrariamente a quello che crede<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":16232,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,49,56,101,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Middleton.jpg?fit=1301%2C976","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-4dN","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":16944,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=16944","url_meta":{"origin":16231,"position":0},"title":"Teatro al cinema","author":"Rufus","date":"29\/07\/2019","format":false,"excerpt":"Ho visto la settimana scorsa, praticamente per caso, Il flauto magico di Piazza Vittorio, riproposizione del quasi omonimo spettacolo teatrale (e disco), tratto ovviamente dal Flauto magico di Mozart. https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=pc8RlfTNk1U Ero con Maria Bonaria e il Subcomandante Marcos e ci siamo tutti e tre divertiti molto: consiglio la visione senza\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Flauto-magico.jpg?fit=1200%2C675&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Flauto-magico.jpg?fit=1200%2C675&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Flauto-magico.jpg?fit=1200%2C675&resize=700%2C400 2x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Flauto-magico.jpg?fit=1200%2C675&resize=1050%2C600 3x"},"classes":[]},{"id":11710,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=11710","url_meta":{"origin":16231,"position":1},"title":"Il Re Cervo a Oggi parliamo di libri","author":"Rufus","date":"22\/03\/2016","format":false,"excerpt":"La settimana scorsa ho pubblicato qui sul sito le puntate di\u00a0Oggi parliamo di libri dedicate a Corneille e Racine; la vicinanza cronologica di questi due autori con Moli\u00e8re deve avermi confuso, perch\u00e9 non mi sono accorto che facendoli succedere immediatamente al Tartufo\u00a0saltavo due puntate intermedie, quelle nelle quali avevo proseguito\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Re-Cervo.jpg?fit=720%2C618&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Re-Cervo.jpg?fit=720%2C618&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Re-Cervo.jpg?fit=720%2C618&resize=700%2C400 2x"},"classes":[]},{"id":12337,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=12337","url_meta":{"origin":16231,"position":2},"title":"Cavalleria rusticana alla radio","author":"Rufus","date":"23\/08\/2016","format":false,"excerpt":"Mi sono accorto che non ho ancora pubblicato le ultime puntate di\u00a0Oggi parliamo di libri\u00a0della scorsa stagione. 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