{"id":15837,"date":"2018-11-13T18:28:24","date_gmt":"2018-11-13T17:28:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15837"},"modified":"2018-11-19T13:26:22","modified_gmt":"2018-11-19T12:26:22","slug":"la-mediocre-ottima-sceneggiatura","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15837","title":{"rendered":"La mediocre ottima sceneggiatura"},"content":{"rendered":"<h2><em>Tutti lo sanno<\/em> (Asghar Farhadi, Spagna, Francia Italia 2018)<\/h2>\n<p>Ai bei tempi, il critico cinematografico di\u00a0<em>Famiglia Cristiana<\/em> era uso accompagnare le sue recensioni con due parole riassuntive, che contenevano anche una sorta di avvertimento morale per le famiglie perbene: che so, un film della serie de\u00a0<em>Il Monnezza<\/em> era probabilmente etichettato come\u00a0<em>discutibile\/sconcezze<\/em>, da permettersi solo a adulti ben avvisati, mentre il classico Disney natalizio doveva essere probabilmente\u00a0<em>spensierato\/famiglie<\/em>.<\/p>\n<p>Uno dei giudizi pi\u00f9 frequenti, per\u00f2, era\u00a0<em>consigliabile\/dibattiti<\/em>, e serviva a indicare un bel film, probabilmente d&#8217;autore, privo di gravi problemi morali ma sufficientemente tormentato, o\u00a0<em>moderno<\/em>, da prestarsi bene per una sana seduta di\u00a0<em>cineforum, <\/em>come spunto per riunioni e incontri o magari per una serata estiva.<\/p>\n<p>Sabato sono andato a vedere\u00a0<em>Tutti lo sanno<\/em> e a un certo punto ho pensato che la vecchia definizione di\u00a0<em>Famiglia Cristiana<\/em>, in questo caso, era\u00a0<em>perfetta<\/em>.<\/p>\n<div class=\"jetpack-video-wrapper\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/dgnW7RpPKN0?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<p>Perch\u00e9\u00a0<em>Tutti lo sanno<\/em> ha un bell&#8217;impianto da\u00a0<em>thriller\u00a0<\/em>che tiene alta la tensione e l&#8217;attenzione dello spettatore per oltre due ore, \u00e8 recitato da bravi attori e tende a dare di s\u00e9 un&#8217;aria da <em>classico<\/em> che alla fine dovrebbe portarti a dire: \u00abBeh,\u00a0<em>filmone<\/em>!\u00bb. E nel mentre presenta in maniera lineare un tema &#8211; quello della famiglia &#8211; accumulando stimoli e letture diverse: la paternit\u00e0 (pi\u00f9 che la maternit\u00e0) e il richiamo del sangue, i rapporti irrisolti, le fedelt\u00e0 al legame familiare e i tradimenti, le gelosie, le relazioni fra le generazioni, i progetti comuni e fino a che punto una famiglia possa resistere agli attacchi, il rapporto con le radici e il come l&#8217;identit\u00e0 della famiglia si strutturi su ci\u00f2 che possiede, in questo caso la terra &#8211; l&#8217;Inossidabile sostiene che\u00a0<em>Tutti lo sanno<\/em> ha un&#8217;aria da grande romanzo francese degli anni &#8217;30 o &#8217;40, quelle storie con le famiglie borghesi rurali, ma non avendo mai frequentato quell&#8217;ambiente non posso confermare (in qualche modo mi sembra azzeccato).<\/p>\n<p>\u00c8 un bel po&#8217; po&#8217; di roba e viene voglia di giocare a fare il catalogo dei temi via via messi in campo; d&#8217;altra parte, \u00e8 proprio la capacit\u00e0 di porre tutta questa carne al fuco rispettando, formalmente, la struttura di una narrazione di genere, insieme a una indubbia qualit\u00e0 cinematografica, a dare a\u00a0<em>Tutti lo sanno<\/em> la sua aria da: \u00abVoglio essere un classico\u00bb.<\/p>\n<p>Solo che.<\/p>\n<p>Solo che a un certo punto ti rendi conto che la sceneggiatura &#8211; firmata dallo stesso Farhadi &#8211; gioca consapevolmente a ingannare lo spettatore seminando a bella posta falsi indizi e alla fine, non sapendo bene come cavarsela, sceglie il gioco di prestigio e cos\u00ec \u00e8 davvero troppo facile.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un problema da poco: rileggendo la sceneggiatura ci si accorge che quella che tendeva a presentarsi come un perfetto marchingegno &#8211; c&#8217;\u00e8 perfino il meccanismo del vecchio orologio del campanile ad accompagnarci nell&#8217;introduzione &#8211; \u00e8 in realt\u00e0 poco pi\u00f9 che mediocre: per esempio gli elementi della trama che man mano vengono scoperti dai protagonisti &#8211; i segreti che vengono a galla &#8211; non sono collegati al meccanismo del\u00a0<em>thriller <\/em>(cio\u00e8, non \u00e8 che succede un fatto e allora uno dei segreti fatalmente si rivela, generando azioni e reazioni e portando quindi altri segreti a rivelarsi e cos\u00ec via): piuttosto indagine criminale, indagine psicologica sulla famiglia e relazioni fra i personaggi corrono affiancate, solo casualmente incontrandosi: un andamento saltellante che \u00e8 un buon indizio della qualit\u00e0 della messa in scena, per il fatto che per bona parte del film uno non se ne accorge.<\/p>\n<p>Fra le <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=2236\">regole di Veneruzzo<\/a>\u00a0ce n&#8217;\u00e8 una che dice che se il film ti rimane nella coscienza nei giorni successivi, se ci ripensi, se cresce nel ricordo, probabilmente \u00e8 un bel film. A <em>Tutti lo sanno<\/em> purtroppo succede il contrario: come per quelli che ascoltavano Saruman, finito lo spettacolo e scoperto il trucco, il fascino si illanguidisce. <i>\u00c8<\/i>\u00a0un film che cala progressivamente, aprendo dubbi crescenti; per esempio le libert\u00e0 che la sceneggiatura si prende con i canoni del genere che utilizza e con la buona fede degli spettatori tende a far svalutare il rigore dell&#8217;autore, e allora una serie di dubbi ulteriori si affacciano: pi\u00f9 che un film\u00a0<em>autoriale<\/em>, espressivo di un identit\u00e0 artistica di Farhadi (e comunque la poetica dell&#8217;uomo virile ma fragile ferito a morte da una donna bella e forte, il passato come un peso ineludibile, gi\u00e0 vista almeno ne <em>Il passato<\/em>, magari ha anche stancato), forse\u00a0<em>Tutti lo sanno\u00a0<\/em> \u00e8 una operazione a tavolino, un film con attori di grido adatto contemporaneamente ai gusti di un pubblico occidentale ma anche abbastanza pensoso da piacere nei festival.<\/p>\n<p>\u00c8 un dubbio (probabilmente?) ingeneroso: per\u00f2 vedi a fare sceneggiature falsamente inappuntabili e in realt\u00e0 mediocri, che rischi si corrono?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutti lo sanno (Asghar Farhadi, Spagna, Francia Italia 2018) Ai bei tempi, il critico cinematografico di\u00a0Famiglia Cristiana era uso accompagnare<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":15839,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"video","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,14,56,68,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Tutti-lo-sanno.jpg?fit=677%2C381","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-47r","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":4981,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4981","url_meta":{"origin":15837,"position":0},"title":"Una piccola impresa meridionale","author":"Rufus","date":"11\/11\/2013","format":"video","excerpt":"A me Basilicata coast to coast, il film che ha lanciato Papaleo, era piaciuto abbastanza. 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