{"id":15681,"date":"2018-09-18T17:45:00","date_gmt":"2018-09-18T15:45:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15681"},"modified":"2019-12-18T13:09:58","modified_gmt":"2019-12-18T12:09:58","slug":"una-citazione-che-mi-sono-dimenticato-ieri","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15681","title":{"rendered":"Una citazione che mi sono dimenticato ieri"},"content":{"rendered":"<p>Stridente, rispetto all&#8217;oggi.<\/p>\n<blockquote><p><strong>Il ragazzo calabrese<\/strong><br \/>\n22, sabato<br \/>\nIeri sera, mentre il maestro ci dava notizie del povero Robetti, che dovr\u00e0 camminare con le stampelle, entr\u00f2 il Direttore con un nuovo iscritto, un ragazzo di viso molto bruno, coi capelli neri, con gli occhi grandi e neri, con le sopracciglia folte e raggiunte sulla fronte, tutto vestito di scuro, con una cintura di marocchino nero intorno alla vita. Il Direttore, dopo aver parlato nell&#8217;orecchio al maestro, se ne usc\u00ec, lasciandogli accanto il ragazzo, che guardava noi con quegli occhioni neri, come spaurito. Allora il maestro gli prese una mano, e disse alla classe: &#8211; Voi dovete essere contenti. Oggi entra nella scuola un piccolo italiano nato a Reggio di Calabria, a pi\u00f9 di cinquecento miglia di qua. Vogliate bene al vostro fratello venuto di lontano. Egli \u00e8 nato in una terra gloriosa, che diede all&#8217;Italia degli uomini illustri, e le d\u00e0 dei forti lavoratori e dei bravi soldati; in una delle pi\u00f9 belle terre della nostra patria, dove son grandi foreste e grandi montagne, abitate da un popolo pieno d&#8217;ingegno, di coraggio. Vogliategli bene, in maniera che non s&#8217;accorga di esser lontano dalla citt\u00e0 dove \u00e8 nato; fategli vedere che un ragazzo italiano, in qualunque scuola italiana metta il piede, ci trova dei fratelli. Detto questo s&#8217;alz\u00f2 e segn\u00f2 sulla carta murale d&#8217;Italia il punto dov&#8217;\u00e8 Reggio di Calabria.&nbsp;Poi chiam\u00f2 forte: &#8211; Ernesto Derossi! &#8211; quello che ha sempre il primo premio. Derossi s&#8217;alz\u00f2. &#8211; Vieni qua, &#8211; disse il maestro. Derossi usc\u00ec dal banco e s&#8217;and\u00f2 a mettere accanto al tavolino, in faccia al calabrese. &#8211; Come primo della scuola, &#8211; gli disse il maestro, &#8211; d\u00e0 l&#8217;abbraccio del benvenuto, in nome di tutta la classe, al nuovo compagno; l&#8217;abbraccio dei figliuoli del Piemonte al figliuolo della Calabria. &#8211; Derossi abbracci\u00f2 il calabrese, dicendo con la sua voce chiara: &#8211; Benvenuto! &#8211; e questi baci\u00f2 lui sulle due guancie, con impeto. Tutti batterono le mani. &#8211; Silenzio! &#8211; grid\u00f2 il maestro, &#8211; non si batton le mani in iscuola! &#8211; Ma si vedeva che era contento. Anche il calabrese era contento. Il maestro gli assegn\u00f2 il posto e lo accompagn\u00f2 al banco. Poi disse ancora: &#8211; Ricordatevi bene di quello che vi dico. Perch\u00e9 questo fatto potesse accadere, che un ragazzo calabrese fosse come in casa sua a Torino e che un ragazzo di Torino fosse come a casa propria a Reggio di Calabria, il nostro paese lott\u00f2 per cinquant&#8217;anni e trentamila italiani morirono. Voi dovete rispettarvi, amarvi tutti fra voi; ma chi di voi offendesse questo compagno perch\u00e9 non \u00e8 nato nella nostra provincia, si renderebbe indegno di alzare mai pi\u00f9 gli occhi da terra quando passa una bandiera tricolore. &#8211; Appena il calabrese fu seduto al posto, i suoi vicini gli regalarono delle penne e una stampa, e un altro ragazzo, dall&#8217;ultimo banco, gli mand\u00f2 un francobollo di Svezia.<\/p>\n<p>Edmondo De Amicis, Cuore<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stridente, rispetto all&#8217;oggi. 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