{"id":15672,"date":"2018-09-17T19:19:30","date_gmt":"2018-09-17T17:19:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15672"},"modified":"2018-10-03T15:35:23","modified_gmt":"2018-10-03T13:35:23","slug":"la-macchina-del-pianto","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15672","title":{"rendered":"La macchina del pianto"},"content":{"rendered":"<p><img data-attachment-id=\"15673\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=15673\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Cuore.jpg?fit=260%2C400\" data-orig-size=\"260,400\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"Cuore\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Cuore.jpg?fit=195%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Cuore.jpg?fit=260%2C400\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-15673\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Cuore.jpg?resize=260%2C400\" alt=\"\" width=\"260\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Cuore.jpg?w=260 260w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Cuore.jpg?resize=98%2C150 98w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Cuore.jpg?resize=195%2C300 195w\" sizes=\"(max-width: 260px) 100vw, 260px\" data-recalc-dims=\"1\" \/>Come reazione alla lettura del <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15636\">libro di Bandi<\/a> mi sono messo a rileggere il libro <em>Cuore<\/em>. Ora, chi segue questo <em>blog<\/em> ricorder\u00e0 che su alcuni alcuni dei classici per l&#8217;infanzia ho\u00a0 opinioni che non sono esattamente lusinghiere, e spesso nemmeno in linea con l&#8217;opinione corrente: per esempio credo che <em>Piccole donne<\/em> sia un libro bigotto in cui non c&#8217;\u00e8 traccia di protofemminismo e trovo sospetto, per quanto avvincente, <em>I ragazzi della via <\/em><em>P\u00e1l<\/em>, considerato che la guerra simulata rappresentata nel libro pochi anni dopo sarebbe stata sostituita da ben altra guerra nella quale quegli stessi ragazzi sarebbero stati massacrati.<\/p>\n<p>Mi sono quindi avvicinato a <em>Cuore<\/em> con pi\u00f9 di una reticenza, tanto pi\u00f9 che ne ricordavo una serie di proposte critiche di reinterpretazione in chiave di capovolgimento: tentativi di affermare che il personaggio pi\u00f9 simpatico e l&#8217;antieroe sia Franti, per esempio, accompagnati magari da una certa derisione nei confronti dei personaggi positivi, oh quanto positivi, come Garrone o Derossi, che facilmente si possono far passare come insulsi.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, devo dire che ho trovato <em>Cuore<\/em> un libro molto interessante e perfino piacevole e, certamente, un libro che <em>non<\/em> si presta a questi tentativi di capovolgimento, se non a prezzo di forzature interpretative inaccettabili: De Amicis \u00e8 un grande bozzettista &#8211; ricordo di averne letto buona parte del <em>Viaggio a Costantinopoli<\/em>, dove la caratteristica era gi\u00e0 evidente &#8211; e i suoi personaggi questo sono; non stereotipi, perch\u00e9 sono approfonditi e hanno una loro psicologia, ma certamente dei <em>tipi<\/em> ben definiti, con una loro identit\u00e0 riconoscibile anche dopo pochi tratti; in questo senso Franti \u00e8 un serpente e non c&#8217;\u00e8 nessun modo di reinterpretarlo, cos\u00ec come Garrone e Derossi sono eroi positivi e solari non possono\u00a0 essere demitizzati non pi\u00f9 di quanto possa esserlo Aragorn, per dire.<\/p>\n<p>La cosa interessante, casomai, \u00e8 che De Amicis riesce a creare questi suoi tipi senza che nel romanzo accada <em>niente<\/em>: non c&#8217;\u00e8, intendo dire, alcuna trama di lunga portata, alcuna avventura o cerca &#8211; reale o metaforica &#8211; che regga l&#8217;intera vicenda; se\u00a0<em>Cuore<\/em> fosse un <em>serial<\/em> sarebbe come <em>Friends<\/em>, o <em>Saranno famosi<\/em>, con una narrazione quasi totalmente verticale (ogni puntata a s\u00e9, in questo caso una delle pagine del diario di Enrico), con pochissimo sviluppo orizzontale. In un&#8217;epoca che nei libri per ragazzi conosceva gi\u00e0 la grande avventura \u00e8 un scelta stilistica credo notevole e peraltro molto riuscita.<\/p>\n<p>L&#8217;altro elemento notevole \u00e8 il registro patetico efficacissimo. Credo che sia quello che, a distanza di tempo, o quando il libro \u00e8 letto con distacco critico, infastidisca: i buoni sentimenti abbondano, le ramanzine ben intenzionate, gli ammaestramenti alla virt\u00f9 morale e civica. Sono\u00a0<em>onnipresenti<\/em>: rendono <em>Cuore<\/em> una specie di grande catechismo nazionale.\u00a0Ma il problema \u00e8 che se si legge il libro non per farne la recensione, ma per farlo parlare <em>davvero<\/em>, oppure distrattamente e senza difese come \u00e8 capitato a me, stravaccato su una sedia di aeroporto, allora non si pu\u00f2 non sentire subito scendere la lacrimuccia: a me \u00e8 capitato alla fine di pagina otto, secondo giorno di scuola, e direi che non c&#8217;\u00e8 male. E dopo \u00e8 un profluvio: episodi patetici e commoventi si susseguono senza sosta, incessantemente. Sarebbe facile ironizzare, ma piuttosto si dovrebbe rimanere ammirati della abilit\u00e0 di De Amicis, il quale tira fuori un bozzetto dopo l&#8217;altro e tutti sono strappacuore.<\/p>\n<p>\u00c8 certo aiutato, in questo, dall&#8217;avere a disposizione un <em>cast<\/em> interminabile: una ventina di scolari, genitori, fratelli e sorelle, i maestri e le maestre &#8211; quando gli serve portare in primo piano qualcuno, per l&#8217;effetto patetico che cerca, in questa marea di <em>tipi<\/em> gi\u00e0 pronti c&#8217;\u00e8 sempre quel che gli serve, per\u00f2 \u00e8 lui che si \u00e8 preparato accuratamente gli strumenti di cui ha bisogno. Per molti aspetti leggendo mi sono detto che un moderno sceneggiatore di\u00a0<em>serial<\/em> dovrebbe leggersi\u00a0<em>Cuore<\/em>: ogni puntata una situazione commovente da dare in pasto al pubblico, e non sono mai uguali (ci sono almeno quattro variazioni sul tema di <em>visita a un malato<\/em>, tre su <em>io e il mio maestro<\/em>, e pi\u00f9 volte disgrazie, cerimonie pubbliche, processioni, e per\u00f2 ogni episodio \u00e8 diverso dagli altri.<\/p>\n<p><em>Cuore<\/em> \u00e8 una macchina perfetta, una macchina che produce patetico, una <em>macchina del pianto<\/em> (e, d&#8217;altra parte, produce poco altro: per esempio si presterebbe a produrre epicit\u00e0 &#8211; ci sono diversi episodi di eroismo &#8211; e invece si rifugge: torna sempre il patetico). E quindi ho pianto molto, leggendolo. Nelle pause, mi sono molto interrogato &#8211; e spesso meravigliato &#8211; per i cenni di testimonianza della cultura materiale dell&#8217;epoca che il libro inavvertitamente, fornisce. Per esempio, osserva Enrico il primo giorno di scuola, nella sua classe sono in cinquantaquattro.\u00a0Cin-quan-ta-quat-tro.<\/p>\n<p>Per esempio, si muore moltissimo: i bambini vanno via come foglie, e sono sempre l\u00ec l\u00ec a rischio, ma in generale la morte per malattia, o stenti, \u00e8 una presenza ben definita e, diciamo, quotidiana. E, in generale, \u00e8 stridente la povert\u00e0 generale: non nel senso che non ci siano evidenti ricchezze fra ricchi e poveri, ma nel senso che anche i ricchi tutto sommato godono di <em>comfort<\/em>, considerati gli standard moderni, estremamente limitati (e figuratevi quindi i poveri<em> veri<\/em>).<\/p>\n<p>Detto questo, che giudizio, diciamo <em>politico<\/em>, dare su <em>Cuore<\/em>? In parte dipende <em>esattamente<\/em> dare alle notazioni di cultura materiale che il libro contiene: perch\u00e9 descrive una scuola sostanzialmente interclassista &#8211; e induce a riflettere su quanto l&#8217;introduzione dell&#8217;obbligo formativo per tutti sia stato rivoluzionario, in Italia: non solo perch\u00e9 ha alfabetizzato per la prima volta larghi strati della popolazione, ma anche perch\u00e9 l&#8217;unicit\u00e0 della scuola pubblica ha messo insieme, almeno in parte, bambini &#8211; e le loro famiglie &#8211; appartenenti a classi sociali differenti. De Amicis non \u00e8 egualitario: ho sobbalzato, a un certo punto, quando il padre di Enrico gli dice che la societ\u00e0 \u00e8 come l&#8217;esercito: Enrico, Derossi e gli altri signorini saranno gli ufficiali, Garrone, Crosetti e cos\u00ec via, i soldati. Bont\u00e0 sua, il padre aggiunge che, come nell&#8217;esercito, il valore non dipende dal grado, ma la visione gerarchica della societ\u00e0 \u00e8 molto evidente.<\/p>\n<p>E per\u00f2 c&#8217;\u00e8 nel libro una chiara istanza di <em>progresso<\/em>, di promozione sociale, che non pu\u00f2 essere ignorata: in una ricomposizione non solo sociale ma <em>nazionale<\/em>, tra l&#8217;altro, in una famiglia ben regolata in cui si \u00e8 sempre figli di qualcun altro: dei genitori, dei maestri, o del Re; e per\u00f2, come in una famiglia, figli amati, onorati e e accuditi &#8211; a condizione, beninteso, che si faccia il proprio dovere. Se si ritiene che fosse realmente esistente questa scuola nella quale le dame e le popolane discutono paritariamente fuori di scuola di quanto fosse difficile l&#8217;ultimo esercizio di matematica, o nella quale il padre di Nobis si ritiene onorato di stringere la mano al padre operaio di un compagno del figlio, allora si apprezzer\u00e0 l&#8217;illusione progressista che permea <em>Cuore<\/em>; se, al contrario, si ritiene che le scuole dell&#8217;epoca non fossero cos\u00ec permeate di buoni sentimenti, si riterr\u00e0 il libro una menzogna capitalista concepita per illudere i lavoratori che le catene sociali della borghesia si potessero allentare; devo dire, io propendo per la buona fede di De Amicis &#8211; che non vuol dire che avesse ragione, naturalmente.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 per\u00f2 un altro giudizio sul quale mi sono interrogato. Circa dieci anni dopo che Enrico Bottini terminava il suo diario scolastico, un altro gruppo di ragazzi, in un&#8217;altra nazione, viveva le proprie avventure in collegio: sono gli adolescenti libertari di <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=2972\"><em>Stalky &amp; C.<\/em><\/a> di Kipling. Che cosa avrebbero pensato, mi sono chiesto, Stalky, M&#8217;Turk o Beetle se gli fosse capitato per le mani il libro <em>Cuore<\/em>? Lo avrebbero considerato con il disprezzo e la derisione che dedicano alle avventure scolastiche di <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Eric,_or,_Little_by_Little\">Eric<\/a>, e avrebbero riso dei moniti morali che <em>Cuore<\/em> contiene? Beh, certo avrebbero preferito leggere <em>Il conte di Montecristo<\/em>: per\u00f2 credo che anche a loro, cuori induriti che erano, i racconti di eroismo e buone azioni dei ragazzi protagonisti li avrebbero debitamente colpiti, e nella galleria di ragazzi della Sezione di Enrico Bottini avrebbero riconosciuto, senza dubbio, buna parte dei propri compagni. E se un libro dovesse piacere a Stalky, M&#8217;Turk e Beetle, chi potrei mai essere io, per avere un giudizio diverso?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come reazione alla lettura del libro di Bandi mi sono messo a rileggere il libro Cuore. Ora, chi segue questo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":15673,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,56,13,12,67],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Cuore.jpg?fit=260%2C400","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-44M","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":2188,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=2188","url_meta":{"origin":15672,"position":0},"title":"Altre tre puntate di &#8220;Oggi parliamo di libri&#8221; in linea","author":"Rufus","date":"08\/02\/2013","format":"video","excerpt":"Ho aggiunto ieri su YouTube altre tre puntate di Oggi parliamo di libri. 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