{"id":15341,"date":"2018-06-12T16:00:45","date_gmt":"2018-06-12T14:00:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15341"},"modified":"2018-06-29T09:40:53","modified_gmt":"2018-06-29T07:40:53","slug":"reblog-lettera-a-salvini","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15341","title":{"rendered":"REBLOG: Lettera a  Salvini"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Del-Grande-1.jpg\"><img data-attachment-id=\"15342\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=15342\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Del-Grande-1.jpg?fit=792%2C792\" data-orig-size=\"792,792\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Del Grande\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Del-Grande-1.jpg?fit=300%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Del-Grande-1.jpg?fit=510%2C510\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-15342\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Del-Grande-1.jpg?resize=300%2C300\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Del-Grande-1.jpg?resize=300%2C300 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Del-Grande-1.jpg?resize=150%2C150 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Del-Grande-1.jpg?resize=510%2C510 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Del-Grande-1.jpg?resize=100%2C100 100w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Del-Grande-1.jpg?resize=700%2C700 700w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Del-Grande-1.jpg?w=792 792w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Ho stima del giornalista Gabriele Del Grande a partire dal suo libro che ho <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15319\">recensito<\/a> pochi giorni fa. Vedo passare su\u00a0<em>Facebook<\/em> questo suo <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/permalink.php?story_fbid=2105161009497488&amp;id=100000108285082\">scritto<\/a> e mi sembra interessante riproporlo.<\/p>\n<blockquote>\n<h2>Lettera al Ministro dell&#8217;Interno\u00a0Matteo Salvini<\/h2>\n<p>Confesso che su una cosa sono d\u2019accordo con Salvini: la rotta libica va chiusa. Basta tragedie in mare, basta dare soldi alle mafie libiche del contrabbando. Sogno anch\u2019io un Mediterraneo a sbarchi zero. Il problema per\u00f2 \u00e8 capire come ci si arriva. E su questo, avendo alle spalle dieci anni di inchieste sul tema, mi permetto di dare un consiglio al ministro perch\u00e9 mi pare che stia ripetendo gli stessi errori dei suoi predecessori.<\/p>\n<p>Blocco navale, respingimenti in mare, centri di detenzione in Libia. La ricetta \u00e8 la stessa da almeno quindici anni. Pisanu, Amato, Maroni, Cancellieri, Alfano, Minniti. Ci hanno provato tutti. E ogni volta \u00e8 stato un fallimento: miliardi di euro persi e migliaia di morti in mare.<\/p>\n<p>Questa volta non sar\u00e0 diverso. Per il semplice fatto che alla base di tutto ci sono due leggi di mercato che invece continuano ad essere ignorate. La prima \u00e8 che la domanda genera l\u2019offerta. La seconda \u00e8 che il proibizionismo sostiene le mafie.<\/p>\n<p>In altre parole, finch\u00e9 qualcuno sar\u00e0 disposto a pagare per viaggiare dall\u2019Africa all\u2019Europa, qualcuno gli offrir\u00e0 la possibilit\u00e0 di farlo. E se non saranno le compagnie aeree a farlo, lo far\u00e0 il contrabbando.<\/p>\n<p>Viviamo in un mondo globalizzato, dove i lavoratori si spostano da un paese all\u2019altro in cerca di un salario migliore. L\u2019Europa, che da decenni importa manodopera a basso costo in grande quantit\u00e0, in questi anni ha firmato accordi di libera circolazione con decine di paesi extraeuropei. Che poi sono i paesi da dove provengono la maggior parte dei nostri lavoratori emigrati: Romania, Albania, Ucraina, Polonia, i Balcani, tutto il Sud America. La stessa Europa per\u00f2, continua a proibire ai lavoratori africani la possibilit\u00e0 di emigrare legalmente sul suo territorio. In altre parole, le ambasciate europee in Africa hanno smesso di rilasciare visti o hanno reso quasi impossibile ottenerne uno.<\/p>\n<p>Siamo arrivati al punto che l\u2019ultima e unica via praticabile per l\u2019emigrazione dall\u2019Africa all\u2019Europa \u00e8 quella del contrabbando libico. Le mafie libiche hanno ormai il monopolio della mobilit\u00e0 sud-nord del Mediterraneo centrale. Riescono a spostare fino a centomila passeggeri ogni anno con un fatturato di centinaia di milioni di dollari ma anche con migliaia di morti.<\/p>\n<p>Eppure non \u00e8 sempre stato cos\u00ec. Davvero ci siamo dimenticati che gli sbarchi non esistevano prima degli anni Novanta? Vi siete mai chiesti perch\u00e9? E vi siete mai chiesti perch\u00e9 nel 2018 anzich\u00e9 comprarsi un biglietto aereo una famiglia debba pagare il prezzo della propria morte su una barca sfasciata in mezzo al mare? Il motivo \u00e8 molto semplice: fino agli anni Novanta era relativamente semplice ottenere un visto nelle ambasciate europee in Africa. In seguito, man mano che l\u2019Europa ha smesso di rilasciare visti, le mafie del contrabbando hanno preso il sopravvento.<\/p>\n<p>Allora, se davvero Salvini vuole porre fine, come dice, al business delle mafie libiche del contrabbando, riformi i regolamenti dei visti anzich\u00e9 percorrere la strada del suo predecessore. Non invii i nostri servizi segreti in Libia con le valigette di contante per pagare le mafie del contrabbando affinch\u00e9 cambino mestiere e ci facciano da cane da guardia. Non costruisca altre prigioni oltremare con i soldi dei contribuenti italiani. Perch\u00e9 sono i nostri soldi e non vogliamo darli n\u00e9 alle mafie n\u00e9 alle polizie di paesi come la Libia o la Turchia.<\/p>\n<p>Noi quelle tasse le abbiamo pagate per veder finanziato il welfare! Per aprire gli asili nido che non ci sono. Per costruire le case popolari che non ci sono. Per finanziare la scuola e la sanit\u00e0 che stanno smantellando. Per creare lavoro. E allora s\u00ec smetteremo di farci la guerra fra poveri. E allora s\u00ec avremo un obiettivo comune per il quale lottare. Perch\u00e9 anche quella \u00e8 una balla. Che non ci sono soldi per i servizi. I soldi ci sono, ma come vengono spesi? Quanti miliardi abbiamo pagato sottobanco alle milizie libiche colluse con le mafie del contrabbando negli anni passati? Quanti asili nido ci potevamo aprire con quegli stessi denari?<\/p>\n<p>Salvini non perda tempo. Faccia sbarcare i seicento naufraghi della Acquarius e anzich\u00e9 prendersela con le ONG, chiami la Farnesina e riscrivano insieme i regolamenti per il rilascio dei visti nei paesi africani. Introduca il visto per ricerca di lavoro, il meccanismo dello sponsor, il ricongiungimento familiare. E con l\u2019occasione vada a negoziare in Europa affinch\u00e9 siano visti validi per circolare in tutta la zona UE e cercarsi un lavoro in tutta la UE anzich\u00e9 pesare su un sistema d\u2019accoglienza che fa acqua da tutte le parti.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 io continuo a non capire come mai un ventenne di Lagos o Bamako, debba spendere cinquemila euro per passare il deserto e il mare, essere arrestato in Libia, torturato, venduto, vedere morire i compagni di viaggio e arrivare in Italia magari dopo un anno, traumatizzato e senza pi\u00f9 un soldo, quando con un visto sul passaporto avrebbe potuto comprarsi un biglietto aereo da cinquecento euro e spendere il resto dei propri soldi per affittarsi una stanza e cercarsi un lavoro. Esattamente come hanno fatto cinque milioni di lavoratori immigrati in Italia, che guardate bene non sono passati per gli sbarchi e tantomeno per l\u2019accoglienza. Sono arrivati dalla Romania, dall\u2019Albania, dalla Cina, dal Marocco e si sono rimboccati le maniche. Esattamente come hanno fatto cinque milioni di italiani, me compreso, emigrati all\u2019estero in questi decenni. Esattamente come vorrebbero fare i centomila parcheggiati nel limbo dell\u2019accoglienza.<\/p>\n<p>Centomila persone costrette ad anni di attesa per avere un permesso di soggiorno che gi\u00e0 sappiamo non arriver\u00e0 in almeno un caso su due. Perch\u00e9 almeno in un caso su due abbiamo davanti dei lavoratori e non dei profughi di guerra. Per loro non \u00e8 previsto l\u2019asilo politico. Ma non \u00e8 previsto nemmeno il rimpatrio, perch\u00e9 sono troppo numerosi e perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 la collaborazione dei loro paesi di origine. Significa che di qui a un anno almeno cinquantamila persone andranno ad allungare le file dei senza documenti e del mercato nero del lavoro.<\/p>\n<p>Salvini dia a tutti loro un permesso di soggiorno per motivi umanitari e un titolo di viaggio con cui possano uscire dal limbo dell\u2019accoglienza e andare a firmare un contratto di lavoro, che sia in Italia o in Germania. E dare cos\u00ec un senso ai progetti che hanno seguito finora. Perch\u00e9 l\u2019integrazione la fa il lavoro. E se il lavoro \u00e8 in Germania, in Danimarca o in Norvegia, non ha senso costringere le persone dentro una mappa per motivi burocratici. Altro che riforma Dublino, noi dobbiamo chiedere la libera circolazione dentro l\u2019Europa dei lavoratori immigrati. Perch\u00e9 non possiamo permetterci di avere cittadini di serie a e di serie b. E guardate che lo dobbiamo soprattutto a noi stessi.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 chiunque di noi abbia dei bambini, sa che cresceranno in una societ\u00e0 cosmopolita. Gi\u00e0 adesso i loro migliori amici all\u2019asilo sono arabi, cinesi, africani. Sdoganare un discorso razzista \u00e8 una bomba a orologeria per la societ\u00e0 del domani. Perch\u00e9 forse non ce ne siamo accorti, ma siamo gi\u00e0 un noi. Il noi e loro \u00e8 un discorso antiquato. Un discorso che forse suona ancora logico alle orecchie di qualche vecchio nazionalista. Ma che i miei figli non capirebbero mai. Perch\u00e9 io non riuscirei mai a spiegare ai miei bambini che ci sono dei bimbi come loro ripescati in mare dalla nave di una ONG e da due giorni sono bloccati al largo perch\u00e9 nessuno li vuole sbarcare a terra.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0, forse dovremmo ripartire da l\u00ec. Da quel noi e da quelle battaglie comuni. Dopotutto, siamo o non siamo una generazione a cui il mercato ha rubato il futuro e la dignit\u00e0? Siamo o non siamo una generazione che ha ripreso a emigrare? E allora basta con le guerre tra poveri. Basta con le politiche forti coi deboli e deboli coi forti.<\/p>\n<p>Legalizzate l\u2019emigrazione Africa \u2013Europa, rilasciate visti validi per la ricerca di lavoro in tutta l\u2019Europa, togliete alle mafie libiche il monopolio della mobilit\u00e0 sud-nord e facciamo tornare il Mediterraneo ad essere un mare di pace anzich\u00e9 una fossa comune. O forse trentamila morti non sono abbastanza?<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho stima del giornalista Gabriele Del Grande a partire dal suo libro che ho recensito pochi giorni fa. 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