{"id":15000,"date":"2018-04-12T18:52:12","date_gmt":"2018-04-12T16:52:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15000"},"modified":"2022-04-13T12:15:56","modified_gmt":"2022-04-13T10:15:56","slug":"atleti-che-hanno-qualcosa-da-dire","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15000","title":{"rendered":"Atleti che hanno qualcosa da dire"},"content":{"rendered":"<p>Seguendo un\u00a0<em>link<\/em> suggerito dal sempre ottimo sito\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ultimouomo.com\/\"><em>L&#8217;ultimo uomo<\/em><\/a> ho scoperto\u00a0<em><a href=\"https:\/\/www.theplayerstribune.com\/en-us\">The Players&#8217; Tribune<\/a><\/em>, un curioso sito di informazione sportiva diretto e fondato da Derek Jeter, un grandissimo del\u00a0<em>baseball<\/em> che \u00e8 gi\u00e0 un personaggio fuori dalle righe per conto suo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Players-Tribune.png\"><img data-attachment-id=\"15001\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=15001\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Players-Tribune.png?fit=890%2C198\" data-orig-size=\"890,198\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Players Tribune\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Players-Tribune.png?fit=300%2C67\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Players-Tribune.png?fit=510%2C113\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15001\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Players-Tribune.png?resize=800%2C178\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"178\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Players-Tribune.png?w=890 890w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Players-Tribune.png?resize=150%2C33 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Players-Tribune.png?resize=300%2C67 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Players-Tribune.png?resize=510%2C113 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Players-Tribune.png?resize=700%2C156 700w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Come sito di informazione sportiva\u00a0<em>The Players&#8217; Tribune\u00a0<\/em> \u00e8 particolare perch\u00e9, semplicemente, non parla di sport. Casomai, parla degli sportivi. O meglio: gli sportivi <em>parlano<\/em>.\u00a0Sono tutti atleti ai vertici delle loro rispettive discipline, e scrivono, o pubblicano video, o caricano <em>podcast<\/em> e cos\u00ec via. Secondo la filosofia della rivista, in questo modo si riduce la distanza fra gli atleti e i loro <em>fan<\/em>, che interagiscono direttamente: in realt\u00e0 non sono cos\u00ec sicuro, nel senso che una volta che uno ha il\u00a0<em>media<\/em> in mano si rivolge al pubblico senza aggettivi, non tanto al <em>suo<\/em> pubblico. Per esempio, io non sono un\u00a0<em>fan<\/em> del\u00a0<em>basket<\/em> in senso stretto &#8211; anche se mi piace molto &#8211; e non avevo mai sentito parlare di Jabari Parker, ala dei\u00a0<em>Milwakee Bucks<\/em>: ho scoperto il sito leggendomi un suo articolo che penso tradurr\u00f2 e che\u00a0<em>non<\/em> parla di\u00a0<em>basket<\/em>; parla di cosa voglia dire crescere nel ghetto a Chicago, essere un ragazzo di colore, amare e odiare la citt\u00e0, desiderare andarsene e scoprirsi alla fine a ritornare, del suo rapporto con\u00a0<em>Black lives matter<\/em> e altre cose del genere.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Jabari-Parker.jpg\"><img data-attachment-id=\"15002\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=15002\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Jabari-Parker.jpg?fit=780%2C405\" data-orig-size=\"780,405\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Jabari Parker\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Jabari-Parker.jpg?fit=300%2C156\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Jabari-Parker.jpg?fit=510%2C265\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15002\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Jabari-Parker.jpg?resize=780%2C405\" alt=\"\" width=\"780\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Jabari-Parker.jpg?w=780 780w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Jabari-Parker.jpg?resize=150%2C78 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Jabari-Parker.jpg?resize=300%2C156 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Jabari-Parker.jpg?resize=510%2C265 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Jabari-Parker.jpg?resize=700%2C363 700w\" sizes=\"(max-width: 780px) 100vw, 780px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Insomma:\u00a0<em>The players&#8217; tribune<\/em> permette a delle personalit\u00e0 note al pubblico di esprimersi\u00a0<em>nonostante<\/em> siano atleti, nel senso che gli d\u00e0 uno spazio nel quale possono parlare di quello che vogliono e non di come \u00e8 andata l&#8217;ultima partita &#8211; o di come andr\u00e0 la prossima.<\/p>\n<p>A parte l&#8217;interesse per i singoli articoli, il sito mi ha stimolato alcune riflessioni. La prima \u00e8, banalmente, se valga la pena. \u00c8 proprio necessario sapere che cosa pensano, che cosa fanno, come vivono questi atleti,\u00a0<em>solo<\/em> perch\u00e9 sono personalit\u00e0? La risposta che mi sono dato \u00e8 s\u00ec, esattamente perch\u00e9 sono\u00a0<em>personalit\u00e0<\/em> che per\u00f2 non hanno &#8211; anche in una realt\u00e0 mediatica molto diversa dalla nostra come gli Stati Uniti &#8211; lo spazio per esprimersi, se non sulla famosa partita. Non \u00e8 solo il discorso di soddisfare la curiosit\u00e0 del pubblico: il fatto \u00e8 che essendo famosi esercitano <em>comunque<\/em> una forma di\u00a0<em>leadership<\/em> e\u00a0<em>quindi <\/em>\u00e8 corretto, in senso sociale, che si esprimano.\u00a0D&#8217;altra parte in una societ\u00e0 di comunicazione esasperata nella quale il parere del fratello della moglie dell&#8217;amante della cugina del politico di turno viene riportato in prima serata su tutte le televisioni, non si capisce perch\u00e9 non debba avere spazio gente che, dopotutto, lavora duramente. Per non parlare del fatto che, nell&#8217;era di\u00a0<em>Instagram<\/em> e <em>Twitter<\/em>, gli atleti si esprimono gi\u00e0: almeno qui lo possono fare in maniera pi\u00f9 meditata e &#8211; complessivamente &#8211; pi\u00f9 interessante.<\/p>\n<p>E quindi, in realt\u00e0, quello di\u00a0<em>The Players&#8217; Tribune<\/em> mi \u00e8 sembrato un progetto piuttosto interessante e la domanda, casomai, non \u00e8\u00a0<em>perch\u00e9 dare spazio agli atleti<\/em>? ma casomai<em> perch\u00e9 non se lo prendono altre categorie?<\/em><\/p>\n<p>Sarebbe interessante una, che so,\u00a0<em>Tribuna degli scienziati?<\/em> Uno spazio dove studiosi e ricercatori raccontano di s\u00e9 in prima persona, della loro vita, delle sfide professionali, del rapporto fra famiglia e lavoro, della competizione, delle pressione, della sensazione che col loro lavoro possono avere un impatto, fare la differenza&#8230; secondo me sarebbe interessante, no? Sarebbe un modo per finire a parlare, al fondo, di scienza, esattamente come, contraddicendo le sue premesse, alla fine \u00e8 evidente che <em>The Players&#8217; Tribune<\/em> parla di sport, esattamente di sport. Lo stesso si potrebbe dire per una\u00a0<em>Tribuna dei teatranti<\/em>, o <em>degli attori<\/em>, o <em>degli artisti<\/em>. In qualche modo il dibattito sulla comunicazione di questi settori si \u00e8 fermato al come renderli accessibili al pubblico televisivo, mi pare che\u00a0<em>The Players&#8217; Tribune<\/em> suggerisca che si potrebbe pensare a una accessibilit\u00e0 mediante forme di comunicazione sul\u00a0<em>web<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Application.jpg\"><img data-attachment-id=\"15003\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=15003\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Application.jpg?fit=1457%2C382\" data-orig-size=\"1457,382\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Roberto Sedda&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1523557226&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Application\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Application.jpg?fit=300%2C79\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Application.jpg?fit=510%2C134\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15003\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Application.jpg?resize=800%2C210\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"210\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Application.jpg?w=1457 1457w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Application.jpg?resize=150%2C39 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Application.jpg?resize=300%2C79 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Application.jpg?resize=510%2C134 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Application.jpg?resize=700%2C184 700w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>La seconda riflessione \u00e8 che quelli che scrivono, che naturalmente sono comunque una frazione del vasto mondo degli atleti, sono davvero bravi. Dannatamente bravi.<\/p>\n<p>Oh, ammesso che scrivano loro, naturalmente: non sarai una impresa-in-una-sola-persona con un fatturato di miliardi senza avere attorno a te uno\u00a0<em>staff<\/em>, agenti e addetti stampa. E forse alcuni brani sono semplicemente delle interviste riscritte da un redattore del sito usando la prima persona singolare. E una parte delle storie raccontate vanno cos\u00ec dirette allo stomaco che non occorre essere grandi narratori:\u00a0<em>rookie<\/em> dell&#8217;anno e nello stesso anno il cancro diagnosticato al primo figlio piccolissimo.\u00a0Ma anche supposto tutto questo, moltissimi articoli sono davvero interessanti, complessi e significativi. \u00c8 chiaro che viviamo in un mondo nel quale si dice che essere comunicatori consumati sia un prerequisito per giungere ai vertici dello sport, della moda o della musica, per\u00f2 non \u00e8\u00a0<em>esattamente<\/em> cos\u00ec, perch\u00e9 non poi si vede che non tutti acquisiscono la capacit\u00e0.\u00a0Leggere\u00a0<em>The Players&#8217; Tribune <\/em>sembra suggerire casomai che un po&#8217; il brodo comunicativo nel quale sono cresciuti e un po&#8217; le esigenze della professione hanno alzato l&#8217;asticella delle competenze minime richieste a questo livello di pratica sportiva, ma che aldil\u00e0 di questo ci sono una serie di personalit\u00e0 notevoli, di vissuti e di capacit\u00e0 di riflessione e di espressione che certo fanno uscire l&#8217;idea dello sportivo dallo stereotipo del tipico <em>jock<\/em> &#8211; non che quello stereotipo non sia basato su casi reali, ovviamente.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che mi sono chiesto anche se un sito del genere si potrebbe fare in Italia. O con i calciatori. In realt\u00e0 c&#8217;\u00e8 un prima pagina un articolo di ter Stegen e mi sembra di aver visto Iniesta scorrendo la lista dei collaboratori, quindi possiamo escludere l&#8217;idea che certi sport producano esponenti pi\u00f9 interessanti di altri. La mia opinione generale, prima di leggere\u00a0<em>The Players&#8217; Tribune<\/em>, \u00e8 che i giocatori di\u00a0<em>hockey<\/em> su ghiaccio siano incroci fra maniaci assetati di sangue e\u00a0<em>Terminator<\/em>, ma dopo aver letto articoli di diversi di loro non lo penso pi\u00f9 &#8211; o almeno, non tanto.<\/p>\n<p>Eppure la sensazione \u00e8 comunque &#8211; senza offesa, eh &#8211; che non ci siano tanti atleti professionisti italiani che potrebbero reggere la sfida di essere chiamati a scrivere &#8211; o parlare di fronte a una telecamera o un microfono &#8211; in maniera interessante di s\u00e9, della propria vita, della societ\u00e0, l&#8217;universo e tutto quanto.<\/p>\n<p>Conta, probabilmente, il fatto che un certo numero &#8211; probabilmente un buon numero &#8211; di atleti professionisti americani hanno, comunque, fatto vita da universitari. Molti sono di colore, e hanno motivi che spingono alla riflessione su s\u00e9 e la societ\u00e0. Sia la cultura universitaria &#8211; per quanto sostenuta (o sostituita) dalla borsa di studio sportiva &#8211; che la riflessione e l&#8217;autocoscienza sulla propria marginalit\u00e0 sociale sono dimensioni non proprio comuni in Italia.<\/p>\n<p>E poi in realt\u00e0 non \u00e8 vero: il mio amico Edoardo, l&#8217;unico atleta professionista che ho conosciuto bene, sarebbe stato pi\u00f9 che capace di <em>reggere<\/em> la sfida. Ed \u00e8 stato ricordandomi di lui che mi sono reso conto che in realt\u00e0 quello che non si nota su\u00a0<em>The Players&#8217; Tribune<\/em> &#8211; e su altri siti esteri di informazione sportiva &#8211; \u00e8 la partigianeria estrema. \u00c8 questo che rende <em>strano<\/em> leggere il sito: che gli atleti appaiono essere umani normali. Se li consideri cos\u00ec, come quelli che puoi avere conosciuto direttamente come Edoardo, \u00e8 evidente che anche gli atleti italiani, essendo vivaddio esseri umani, potrebbero certamente avere cose interessanti da ricordare. \u00c8 il fumo tossico del tipo fanatico, delle polemiche, della comunicazione partigiana, cos\u00ec spesso e acre in Italia, che tende a mascherare questa dimensione umana e a rendere impossibile pensare che anche in Italia si possa parlare di sport cos\u00ec.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Seguendo un\u00a0link suggerito dal sempre ottimo sito\u00a0L&#8217;ultimo uomo ho scoperto\u00a0The Players&#8217; Tribune, un curioso sito di informazione sportiva diretto e<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":15001,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,64,55,95,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Players-Tribune.png?fit=890%2C198","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-3TW","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":9842,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=9842","url_meta":{"origin":15000,"position":0},"title":"Matematici che spaccano (nel vero senso)","author":"Rufus","date":"26\/03\/2015","format":false,"excerpt":"Mi sono imbattuto oggi nella storia di John Urschel, un forte giocatore professionista di football americano che \u00e8 anche un matematico di valore, con diversi articoli pubblicati su giornali scientifici, ed \u00e8 anche \u00a0in prospettiva un giocatore di scacchi con un titolo internazionale. 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