{"id":14940,"date":"2018-04-04T15:28:42","date_gmt":"2018-04-04T13:28:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=14940"},"modified":"2022-04-05T10:57:48","modified_gmt":"2022-04-05T08:57:48","slug":"grandi-classici","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=14940","title":{"rendered":"Grandi classici"},"content":{"rendered":"<p>Frugando su\u00a0<a href=\"https:\/\/ultimotriennio.wordpress.com\/\"><em>ultimotriennio<\/em><\/a> alla ricerca di un documento perduto mi sono inaspettatamente imbattuto in una trascrizione di un brano di <a href=\"http:\/\/www.oreundici.org\/personaggi\/arturo-paoli\/\">fratel Arturo Paoli<\/a> al quale diversi di noi, cresciuti alla scuola di Franco Puddu, siamo piuttosto legati perch\u00e9 \u00e8 tornato varie volte nei nostri percorsi formativi.<\/p>\n<p>Si tratta di un brano notevole &#8211; sanissima teologia della liberazione! &#8211; e perci\u00f2 lo ripropongo qui, anche perch\u00e9 \u00e8 piuttosto lungo e davvero non riesco a credere che ci siamo messi a trascriverlo tutto intero e quindi meglio non dover fare la fatica un&#8217;altra volta. Il brano \u00e8 estratto da <em>Il presente non basta a nessuno <\/em>edito da\u00a0<em>Cittadella<\/em> e ora non pi\u00f9 disponibile in commercio, un ulteriore motivo per rilanciare questo estratto. Nella versione originale su\u00a0<em>ultimotriennio<\/em> era corredato di video di\u00a0<em>YouTube<\/em>\u00a0che riprendevano i brani musicali citati nella conversazione: li ho mantenuti anche qui. Per meglio comprendere il testo tenete presente che il libro \u00e8 una introduzione alla vita cristiana presentato come una conversazione fra fratel Arturo stesso e un suo compagno di lavoro nella piantagione, un giovane <em>campesino<\/em> di nome Pedro. I titoli e sottotitoli sono quelli del testo originale.<\/p>\n<blockquote>\n<h2>Fare la comunione<\/h2>\n<h3>Una relazione da inventare<\/h3>\n<p>La messa si fa col pane e col vino, e questo Pedro lo sa, perch\u00e9 ha visto celebrare la messa e mi ha accompagnato qualche volta. Che \u00e8 la messa? L\u2019ostia e il vino, mi risponde. Il pane e il vino sono \u00abfrutto della terra\u00bb. Notiamo che non sono frutti spontanei come la guaiaba, la mora, sono \u00abfrutti\u00bb ottenuti dal lavoro dell\u2019uomo. Il vino non viene da s\u00e9 nella bottiglia, n\u00e9 il pane sulla tavola. Ci fermiamo a pensare alla catena di persone, alla rete di relazioni necessarie, perch\u00e9 arrivi qua, nelle nostre mani, questo pezzetto di pane e questo dito di vino. L\u2019etichetta della bottiglia dice che il vino viene dal Cile. Se \u00e8 vero, questo vino ha attraversato mezza America; ed \u00e8 probabile che il grano venga dall&#8217;Argentina. Pedro ha visitato recentemente la Guaira, il porto di Caracas, e gli hanno indicato una nave che stava scaricando grano argentino. Queste riflessioni ci mettono dentro una rete geografica e umana vastissima. Il pane e il vino ci raccontano la storia di terre lontane, di uomini che lavorano e si consumano la vita, e hanno appena di che vivere. Pedro stamani ha lavorato nel raccolto dell\u2019aglio e si domanda in quale pentola andr\u00e0 a finire il suo aglio cui \u00e8 attaccata u po\u2019 della sua fatica e anche del suo canto. \u00abYo por eso tengo el alma, y por eso tengo el alma primorosa del cristal\u2026\u00bb (e per questo la mia anima \u00e8 tersa come il cristallo). Qualcuno ha cantato e qualcuno ha pianto, o almeno avr\u00e0 accompagnato il suo lavoro non con l\u2019allegria dei venti anni di Pedro, ma con una gran pena.<\/p>\n<div class=\"jetpack-video-wrapper\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/2yJDqwQgXkA?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<p>Qualcuno protestando in una inascoltata amarezza, e qualcuno felice dell\u2019abbondanza del raccolto di quest\u2019anno. E pensiamo ai commercianti, a quelli che senza fatica, quasi senza vedere il prodotto, senza toccarlo, solamente per la distribuzione, ne hanno ricavato un beneficio maggiore di quelli che hanno sudato e sofferto, per far produrre la terra. Calcoliamo la differenza di valore dal punto di partenza al punto di arrivo. Racconto a Pedro una delle mie ultime esperienze in Argentina a Suriyaco: le pesche ai piedi della pianta si pagavano 0,20 pesos al chilo e a 100 chilometri si vendevano 2 pesos al chilo. Il \u00abfrutto della terra\u00bb ci parla non solo della fatica, del dolore, del canto del lavoro quasi sportivo dei giovani, e del lavoro servile di quelli che non hanno mai potuto affrancarsi. Ci parla dello sfruttamento di quelli che hanno scoperto il \u00abtrucco\u00bb di arricchirsi presto e senza sforzo. Ci parla dei \u00abfurbi e degli stupidi\u00bb dice Pedro. Vedremo, Pedro, se questa divisione \u00e8 giusta \u00abvivos y sonzos\u00bb. Provvisoriamente lasciamola l\u00ec, avremo occasione di approfondirla. La conclusione cui arriviamo ora \u00e8 che questo pezzetto di pane e questo sorso di vino sono carichi di uomo, palpitano della vita dell\u2019uomo. Non sono corse morte, sono pezzi di vita.<\/p>\n<p>Che si propone Ges\u00f9 con questi pezzi di vita? Fare la comunione. L\u2019articolo \u00abla\u00bb, la comunione rievoca in Pedro un ricordo sgradevole; sicuro, la messa \u00e8 la stessa cosa che la comunione, la prima comunione. \u00abIl giorno pi\u00f9 bello della vita\u00bb per\u00f2 Pedro non ha potuto fare la prima comunione perch\u00e9 sua madre non aveva i denari per comprargli il vestito. Una volta ne parl\u00f2 in casa perch\u00e9 una vicina era uscita di casa verso la prima comunione con l\u2019abito lungo da sposa. E Pedro aveva chiesto di fare anche lui la prima comunione. Ma il padre gli aveva risposto di non dire questa sciocchezza (la parola veramente non era cos\u00ec castigata). Io ho altro da pensare, queste non sono cose adatte per noi, Blanquita ha il padre bottegaio e lui pu\u00f2 spendere. E non se ne parl\u00f2 pi\u00f9. Proviamo a levare l\u2019articolo \u00abla\u00bb per riscattare la parola. Non per fare la comunione, ma per fare comunione. Cio\u00e8 per unirci, perch\u00e9 possiamo essere amici e, pi\u00f9 che amici, una cosa sola. \u00c8 difficile, Pedro, dire che tipo di comunione vuole Ges\u00f9. Non abbiamo molti modelli fra noi di questo amore. Forse l\u2019amore coniugale, \u2026 ma ci torneremo su. Quante cose lasciamo indietro; per ora le annotiamo: la storia dei furbi e degli stupidi, la storia dell\u2019amore coniugale, la prima comunione. Per ora stiamo rincorrendo delle idee che ci interessano. L\u2019eucaristia, la messa, il pane e il vino sono\u00a0<em>per fare comunione<\/em>, perch\u00e9 noi siamo divisi, nemici fra noi. Proprio ora, mentre stiamo conversando, abbiamo sul tavolo il giornale che annuncia la caduta di Saigon, da oggi Ho-Chi-Min. Dal 1940 questo paese \u00e8 praticamente in guerra, 35 anni senza pace. E in un\u2019altra colonna del giornale si parla dell\u2019Argentina all&#8217;orlo della guerra civile. E tutto questo \u00e8 l\u2019inimicizia che vediamo, lo scontro aperto. Pedro ha conosciuto in casa sua la divisione, il non-amore. Far rumore per dispetto, spegnere la luce o la radio quando l\u2019altro la vuole accesa. Il padre che non sta in casa il giorno del compleanno della mamma, torna ubriaco, e la giornata si conclude nell&#8217;infelicit\u00e0. Il non-amore non \u00e8 solo nel Vietnam o nelle bombe al napalm o nei sequestri: in non-amore \u00e8 anche in casa, nel letto. Pedro scopre che vi \u00e8 non-amore anche nell&#8217;accoppiamento sessuale che dovrebbe essere l\u2019atto supremo della comunione. La comunione come la vede tuo padre, la bambina che va alla chiesa con l\u2019abito lungo come a un ballo, pu\u00f2 essere una sciocchezza, ma volersi bene, intendersi, \u00e8 la sola cosa che abbia sapore nella vita. \u00abFare la prima comunione\u00bb \u00e8 un ricordo da cancellare o da superare, perch\u00e9 per te non c\u2019\u00e8 stato \u00abil giorno pi\u00f9 bello della vita\u00bb, ma fare comunione \u00e8 importante, \u00e8 la sola cosa importante del mondo. Credo che l\u2019uomo che progetta di sganciare su una citt\u00e0 o su un paese l\u2019atomica, indirettamente cerca la comunione. Ti pare assurdo, mostruoso quello che dico, ma lui pensa di eliminare l\u2019ostacolo all&#8217;intesa, alla pace, al dialogo. Si \u2013 dice Pedro \u2013 la pace sua, la sua intesa, il dialogo che conviene a lui. Pedro si accalora dicendo questo. D\u2019accordo, Pedro, che \u00e8 una pace diabolica, pensata dal proprio \u00abio\u00bb e quindi non \u00e8 amore. \u00c8 una burla dell\u2019amore, ma era solo per dirti che nel fondo del cuore dell\u2019uomo, anche dell\u2019uomo perverso, vive questo sogno di pace, di intesa. Ma, lasciamola l\u00ec. No, questo punto non lo riprenderemo, considerala come una digressione, Pedro, di noi intellettuali. Perdonami e seguitiamo.<\/p>\n<h3><strong>La terra \u00e8 nostra<\/strong><\/h3>\n<p>Possiamo decidere da un giorno all&#8217;altro di \u00abfare comunione\u00bb? Dipende da un atto di volont\u00e0 dell\u2019uomo? Se fosse cos\u00ec, saremmo davvero stupidi perch\u00e9 nell&#8217;amore c\u2019\u00e8 tutto da guadagnare. Credo che se facessimo un referendum nel mondo e domandassimo agli uomini se preferiscono vivere nella pace o nella discordia, amarsi o odiarsi, essere amati o essere odiati, il cento per cento voterebbe per l\u2019amore. Salvo qualche pazzo, sicuro; e forse questo pazzo che vota per l\u2019odio, sarebbe probabilmente quello che sente pi\u00f9 dolorosa l\u2019urgenza dell\u2019amore. Voterebbe per la discordia per disperazione, non potendo credere nelle sue terribili disillusioni, che nel mondo \u00e8 ancora possibile parlare di amore. Anche i voti negativi si dovrebbero prendere come positivi per rispettare la volont\u00e0 vera di tutti i votanti: sarebbe un referendum totalitario. Ma ci sono in noi delle f orze che non dominiamo, che a volte neppure conosciamo, dei condizionamenti che ci impediscono di amare. La discordia, la separazione, vengono contro la nostra volont\u00e0, come risultato. Sicch\u00e9 il volersi bene, l\u2019andare d\u2019accordo, il trattarci da amici, dipende da noi o non dipende da noi? Da quando ho l\u2019uso della ragione ho sentito dire, Pedro, dai poeti \u2013 quando ero giovane i poeti erano socialisti utopisti \u2013 dai vescovi, da quelli che si dicono amici dell\u2019uomo: vogliatevi bene, datevi la mano, siate fratelli. Che ci guadagnate a non volervi bene? I papi, che sono dei vescovi, hanno ripetuto come un ritornello: nella guerra c\u2019\u00e8 tutto da perdere, nella pace c\u2019\u00e8 tutto da guadagnare. Queste frasi piacciono a tutti. Mio padre aveva un amico ateo che diceva sempre che la sua religione era la religione dell\u2019uomo. Io non capivo molto, ma questo signore era buono, parlava sempre di fare del bene. Pi\u00f9 tardi ho capito che il male ha una radice pi\u00f9 profonda e bisogna estirparla. La radice sta nel desiderio dell\u2019uomo \u00abdi essere come Dio\u00bb. Ce lo dice la Bibbia e la storia dell\u2019umanit\u00e0 ce lo conferma. Quando diciamo Dio, parliamo del punto pi\u00f9 alto; non si pu\u00f2 pensare a un \u00abpi\u00f9 in l\u00e0\u00bb e \u00abpi\u00f9 sopra\u00bb. Concludiamo, Pedro, che l\u2019uomo aspira al posto pi\u00f9 alto. E e io voglio il posto pi\u00f9 alto, e tu vuoi il posto pi\u00f9 alto, uno dei due deve cedere, perch\u00e9 di posti \u00abpi\u00f9 alto\u00bb ce n\u2019\u00e8 uno solo. Questo desiderio, si chiama orgoglio o superbia, e di l\u00ec viene tutto il male. Quello che l\u2019uomo crea porta le impronte digitali dell\u2019orgoglio. Vedi, persino le macchine che passano per le autostrade a tutta velocit\u00e0, con la loro forma, pare che dicano \u00abfate largo\u00bb, lasciatemi passare, se no vi divoro. Io sono pi\u00f9 forte, la strada \u00e8 mia. Probabilmente colui che guida la macchina non lo sta pensando e forse sta facendo l\u2019amore e dicendo parole dolci alla ragazzina che gli sta accanto. Per\u00f2 quell&#8217;oggetto che sta lanciando sulla strada, dice \u00abio sono il numero uno, tutti devono cedere davanti a me\u00bb. E la piccola utilitaria gli viene dietro, gli grida protestando: hai ragione tu; hai pi\u00f9 soldi e pi\u00f9 cilindri ma forse un giorno ti vinceremo. Quanti padroni della strada sono finiti schiacciati contro un paracarro. Non fare tanto il gradasso, amico. Gli oggetti e le strutture che fabbrichiamo portano il segno del nostro orgoglio e lo fanno crescere in ciascuno di noi.<\/p>\n<p>Vedendo fuori di noi le sue realizzazioni, ci sentiamo soddisfatti e ci cresce la voglia di seguitare per questa strada. E l\u2019orgoglio dell\u2019uomo si proietta specialmente nella divisione della terra. Tu canticchi sempre una canzone, Pedro, \u00e8 di protesta o \u00abcanzone nuova\u00bb, \u00abYo pregunto a los presentes si se han puesto a pensar que la terra es de nosotros y no de quel tenga m\u00e1s\u2026\u00bb (domando ai presenti se si sono messi a pensare che la terra \u00e8 nostra e non di quelli che posseggono di pi\u00f9) di Pietro, di Maria, di Giovanni, di Giuseppe\u2026 \u00c8 vero, la terra \u00e8 di tutti e, quando si dice terra, non si parla solo di queste zolle che tu vedi l\u00e0 a a perdita d\u2019occhio\u2026 fino alle Ande. Si parla del petrolio, del rame, dell\u2019oro, di tutti gli elementi che servono all&#8217;uomo per fabbricare i suoi strumenti di lavoro, le sue comodit\u00e0, quello che gli serve per vivere e riposare e divertirsi. Tutto \u00e8 nostro. Per\u00f2 quest\u2019uomo che \u00abvuol essere come Dio\u00bb, corre avanti a tutti e circonda con filo spinato il campo e dice: qui \u00e8 mio, guai a voi se entrate. E si impadronisce di quello che \u00e8 di tutti. E siccome non pu\u00f2 lavorare la terra da solo, non pu\u00f2 da solo elaborare i prodotti, dice a quelli che sono restati al di qua del filo spinato: volete darmi una mano? Volete lavorare per me? Le condizioni le faccio io, se le accettate d\u2019accordo, se no andatevene. Vedrete che tutti quelli che stanno dentro il recinto vi diranno tutti lo stesso e, per non morire di fame, dovrete tornare. Per voi ci sar\u00e0 sempre lavoro.<\/p>\n<div class=\"jetpack-video-wrapper\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/yCWQLDxBUco?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<p>La conclusione \u00e8 che i beni della terra che dovrebbero servire a riunirci, a collaborare, sono occasione di discordia e di divisione. L\u2019operaio che entra dentro il filo spinato, pensa che per lui tutta la vita sar\u00e0 cos\u00ec, mentre quelli che sono arrivati prima, si costruiscono case, viaggiano, si divertono, fanno studiare i loro figli e preparano i futuri padroni. Cos\u00ec i beni della terra non ci fanno contenti, non fanno la felicit\u00e0 di nessuno. Quelli che stanno dentro il filo spinato, debbono pensare a come difendere il \u00abloro\u00bb spazio, quelli che stanno fuori, come tagliare il filo spinato e invadere lo spazio. Tutti questi beni di Dio non ci rallegrano per niente; siamo tutti ubriachi. Il vino che dovrebbe servire a farci lieti, ci procura una ubriacatura. Come il nostro amico Manuel che il luned\u00ec o il marted\u00ec \u2013 dipende da quando torna a essere fresco \u2013 si lamenta: accidenti all&#8217;alcool, e che cervello ho io, sapendo che mi fa tanto male, continuo a bere. Per\u00f2 il sabato torner\u00e0 a di nuovo a bere e il luned\u00ec a maledire quello che dovrebbe dargli allegria.<\/p>\n<p>Vogliamo leggere insieme il capitolo otto della lettera ai Romani: \u00abSe la creazione \u00e8 al servizio di vane ambizioni (la superiorit\u00e0 dell\u2019uomo) non \u00e8 che abbia desiderato questa sorte, ma avvenne per colui che la assoggett\u00f2 alla vanit\u00e0\u2026 vediamo che l\u2019universo geme e soffre i dolori del parto\u00bb (Rom. 820.22). Potremmo essere felici nel mondo e siamo tutti disgustati.<\/p>\n<p>Ricordi, Pedro, che abbiamo parlato di un film orribile e bello, bello artisticamente e orribile come contenuto, \u00abLa grande abbuffata\u00bb. L\u00ec si vede che il possedere la terra, per le due vie che sono pi\u00f9 dirette, il mangiare e il sesso, approda alla nausea, al rigetto totale. Il mondo borghese si autodistrugge, perch\u00e9 l\u2019infinito cercato in questa linea, non pu\u00f2 non arrivare alla distruzione della persona, alla morte. Ci sono chiare due cose: che la discordia, la divisione fra uomo e uomo non \u00e8 volontaria, che in questa inimicizia entra un terzo personaggio, la natura, i beni e la loro spartizione. Chiamiamo \u00abbeni della terra\u00bb il petrolio, il rame, il ferro, l\u2019oro, il mais, il frumento\u2026<\/p>\n<p>In che senso l\u2019inimicizia non \u00e8 volontaria? Se io voglio andare d\u2019accordo con una persona so come comportarmi. S\u00ec e no, Pedro, nessuno vuole la discordia, per\u00f2 in pratica facciamo certe scelte che invece di contribuire alla pace, all&#8217;incontro, portano allo scontro, alla discordia. E non c\u2019\u00e8 altra alternativa per noi: contribuire alla pace o alla guerra. Se si potessero vedere tutti gli uomini nella \u00abverit\u00e0\u00bb si vedrebbe che la maggior parte di quelli che predicano la pace, e sono convinti di seminare amore, seminano odio. Quanti frati, preti, monache, cattolici \u00abmilitanti\u00bb, sono propagandisti di pace con parole che non servono a nulla e aumentano la discordia nel mondo, e non entrano nella spartizione dei beni, nell&#8217;uso del denaro che influisce direttamente nella storia dell\u2019umanit\u00e0. Sono al servizio di Dio dove non serve, e sono al servizio del diavolo dove serve.<\/p>\n<h3><strong>Il vuoto del cuore non si riempie con le cose<\/strong><\/h3>\n<p>Ora vedi, Pedro, Ges\u00f9 ha messo sulla tavola il pane e il vino. Avrebbe potuto metterci il rame, il petrolio, il ferro\u2026 Ma prima di tutto, tu capisci che non poteva metterci tutto; doveva scegliere qualcuno fra tutti gli elementi che abbiamo. E doveva scegliere qualcosa con cui l\u2019uomo potesse comunicare il pi\u00f9 profondamente possibile. Che tipo di relazione possiamo avere con le cose? Per esempio con questo pezzo di legno. Posso toccarlo, lavorarlo, romperlo, tirarlo. Per\u00f2 c\u2019\u00e8 una comunicazione pi\u00f9 profonda con le cose: posso mangiarle, farle sparire in me, assimilarle. Questa \u00e8 la comunione suprema, non si pu\u00f2 andare pi\u00f9 in l\u00e0. Le pietre per essere mangiate, devono farsi pani. L\u2019offerta di Ges\u00f9 \u00e8 questa: la comunicazione con le cose vi divide, avvelena la vostra amicizia. Per questi beni vi dichiarate guerra, fate gli scioperi, incendiate fabbriche, sequestrate persone, uccidete, battete vostra moglie e i vostri figli. Ora questi beni io li faccio corpo mio, sangue mio perch\u00e9 si facciano mezzo di comunione fra voi. La comunione con Dio, l\u2019amicizia con lui si fa come in un triangolo. Comunione con i miei fratelli, comunione con le cose, comunione con Cristo. Ultimamente, Pedro, ho compreso tante cose. \u00c8 come se quello che ho studiato in tanti anni, qua in questa casa di fango, con te, con la gente del popolo, prendesse corpo, come se si illuminasse. Non avevo capito l\u2019eucaristia, la comunione come ora. Perch\u00e9, Pedro, l\u2019eucaristia, la messa, la comunione, l\u2019ostia sono la stessa cosa. La messa, che \u00e8 una cosa tanto complicata che il popolo non arriva a capirla, in fondo, \u00e8 semplice. L\u2019uomo porta sull&#8217;altare che \u00e8 una tavola come questa, i beni che usa, pentito quasi piangendo, per dire: vedi, Padre, questi beni li ho usati male. Me ne sono servito con orgoglio contro i miei fratelli, per farmi superiore a loro, per essere come un dio.E vedi, Pedro, quali sono le conseguenze: la guerra, la divisione, mio figlio che si droga, una figlia alcoolizzata che vende il suo corpo. E sopratutto questa insopportabile solitudine, questo freddo nel cuore. Non credere, Pedro, che il ricco sia felice.<\/p>\n<p>Non credere, Pedro, che il ricco sia felice. Quando uno non si sente amato, potrebbe avere la terra nelle sue mani, non ha nulla: il vuoto del cuore non si riempie con niente. Io non ho compreso per anni, perch\u00e9 nella messa si insiste tanto nel domandare perdono, sul pentimento. Pensavo che si disturbasse troppo Dio nel dirgli: abbia piet\u00e0 di me; sono un gran peccatore, sono indegno. Ammettimi per piet\u00e0 alla tua tavola. Per\u00f2 se vedo quello che siamo capaci di combinare, se penso solamente a quanto mi hanno raccontato dei torturati dell\u2019Argentina e dell\u2019Uruguay, vedo che siamo capaci di combinare delle cose orribili. Gli animali feroci sono degli agnellini in confronto. E allora il pentimento mi pare giusto.<\/p>\n<p>Sono d\u2019accordo con te; queste espressioni di pentimento nella messa sono una burla; non siamo per niente pentiti e diciamo a Dio che siamo convinti di essere dei peccatori. E poi di che ci pentiamo? A Caracas mi imbattei per caso in una dimostrazione. Chiesi a uno perch\u00e9 si dimostrava e mi guard\u00f2 male. Un altro mi disse: esattamente non so, per\u00f2 ho visto tanta gente e mi sono accodato. Mi piacerebbe domandare a un mio vicino durante la messa: di che sei pentito? Forse qualcosa mi risponderebbe, ma certamente fuori tema. Sono pentito di avere offeso il Padre, dividendo i miei fratelli per il cattivo uso dei beni, usando pessima- mente i beni che mi ha dato. Un marxista direbbe \u00abavere diviso i miei fratelli perch\u00e9 io non so amare, perch\u00e9 la societ\u00e0 ingiusta mi ha fatto incapace di amare\u00bb. Per un cristiano l\u2019uomo \u00e8 cattivo prima, per il suo orgoglio e questa sua cattiveria si manifesta nell&#8217;ingiusta distribuzione dei beni. Il fatto \u00e8 che tutti dobbiamo riconoscere: non ho amato i miei fratelli perch\u00e9 uso male i beni. Che c\u2019entrano i beni? C\u2019entrano perch\u00e9 il discorso si fa intorno al pane e al vino che offriamo con il sacerdote. Non \u00e8 un incontro platonico, \u00e8 un incontro intorno al pane e al vino. Il pane e il vino sono carichi dei nostri peccati, del nostro non-amore, ci dovrebbero bruciare le mani. Come a Zaccheo. Zaccheo \u00e8 un personaggio che incontriamo nel capitolo 19 di san Luca, che possiamo leggere insieme. Vedi, Pedro, quando Ges\u00f9 entra in casa sua, tutto quello che possiede comincia a scottargli. Che ne faccio di questi beni? Prima di conoscere Ges\u00f9, avr\u00e0 fatto visitare la sua casa agli amici, i suoi mobili, i granai, le stalle, i campi arati. Quando Ges\u00f9 entra in casa sua, scopre che questi beni non sono suoi, li ha rubati. Per\u00f2 \u2013 dice Pedro \u2013 \u00a0non credo che nella messa succeda questo, le poche volte che ci sono andato, non ho avuto l\u2019impressione che la gente scopra di aver rubato a qualcuno. E certo, non pensiamo che ci pentiamo \u00abcol pane e col vino nelle nostre mani\u00bb di fronte a Dio e ai nostri fratelli. Ho peccato \u00abperch\u00e9 per farmi superiore, per essere Dio, ho usato male questi beni che sono rappresentati qua nel pane e nel vino che ho in mano. Per il mio abuso, ci sono i bambini che piangono, le donne che si vendono, i drogati, le bombe, le torture, le guerre, il sangue dei miei fratelli che scorre sulla terra. Padre mio e fratelli miei, vi chiedo perdono e vorrei sapere quello che devo fare per non continuare a vivere come sono vissuto finora\u00bb.<\/p>\n<h3><strong>Pane e vino mezzi di riconciliazione<\/strong><\/h3>\n<p>Allora andare a messa \u00e8 un passo difficile e duro, e il primo a peccare \u00e8 il prete che approfitta della messa per spillare denari al prossimo. Il chiedere soldi nella messa, sarebbe un simbolo di questo pentimento: \u00e8 come la decisione di Zaccheo, che vuol fare giustizia. Ma, come dici tu, di fatto \u00e8 una farsa. Questo pane e questo vino sono caricati dei nostri delitti, altro che ostia pura. Un atto di pentimento vero dovrebbe essere questo: ti chiedo perdono, Dio, di avere offeso e torturato e fatto morire i miei fratelli con il denaro, a causa del denaro, per amore al denaro. E l\u2019ho offeso con le parole, trattandolo con orgoglio, con le omissioni facendo finta di non vedere quelli che soffrono, avendo occhi per vedere solamente la \u00abbella gente\u00bb quelli col volto lucido e soddisfatto. Con le opere, cercando di star bene io, cercando il mio prestigio, perch\u00e9 si dica che sono il commerciante pi\u00f9 abile, l\u2019avvocato che non perde mai, il medico accreditato presso le grandi famiglie. Per opprimere il mio prossimo mi sono servito del ferro, del rame, dell\u2019oro, del caff\u00e8, del grano, del cacao. Queste cose eccole qua rappresentate nel pane e nel vino; non vorrei continuare a riempire il mondo di odio, di divisione, di sangue, di morte. Vorrei aumentare anche se fosse di poco, l\u2019amore, la concordia, la vita. Voglio cambiare e ti chiedo che fare, che fare, che fare. Non voglio continuare a ripetere come una marionetta: mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa, ma che fare. E la riconciliazione fra noi uomini, si fa\u00a0<em>nel pane e nel vino<\/em>\u00a0cio\u00e8 nella stessa materia, prima caricata di delitto, e poi trasformata nel corpo e nel sangue di Cristo, fatti comunione fra noi. Prima nelle nostre mani, sono il simbolo della discordia, poi, dopo l\u2019avvenimento \u2014 questo \u00e8 il mio corpo, questo \u00e8 il mio sangue \u2014 sono simbolo di concordia, mezzo per riconciliarci. La comunione si fa per mezzo dei \u00abbeni della terra\u00bb.<\/p>\n<p>Pensa a due signore che si trovano sedute vicino durante la messa: una viene dalla zona est di Caracas, l\u2019altra da una casa di latta del quartiere Petare; al momento di darsi la pace si abbracciano. Questo abbraccio \u00e8 sincero? Sul piano affettivo, psicologico e \u00abspirituale\u00bb pu\u00f2 essere sincero, ma non \u00e8\u00a0<em>eucaristico<\/em>, \u00e8 fuori di quello che ci si chiede nella messa. Che vuoi dire che non \u00e8 eucaristico? Che il riconoscimento della fraternit\u00e0 e la riconciliazione non si possono fare solo con le buone intenzioni. La signora dell\u2019est non pu\u00f2 dire alla signora di Petare: perdonami, sorella, di averti offesa con le parole, perch\u00e9 non si conoscono. Con la intenzione e con i sentimenti, perch\u00e9 la signora dell\u2019est non ha nessun risentimento contro la sua \u00absorella\u00bb di Petare e si sente perfettamente a suo agio accanto a una povera. Ma ti ho offesa con le opere e le omissioni, perch\u00e9 ho pensato a me, non ho badato a spese per la mia comodit\u00e0 e il mio lusso. Non ho pensato che tu vivi sotto un tetto di cartone, e puoi mettere al fuoco i fagioli una sola volta al giorno, e non sempre. Mio padre e mio marito ti hanno sfruttata per avere la casa che abbiamo, i depositi all&#8217;estero, le macchine e cos\u00ec via. Con le parole che ascolti, con la faccia che mi vedi, con i sentimenti che ti dimostro ti amo, ma con le opere che non vedi, ti odio e ti distruggo a poco a poco come persona impedendoti di essere. E la conciliazione pu\u00f2 darsi solamente dove si \u00e8 data l\u2019offesa. Se io fermo uno per strada, e gli dico: perdoni signore se l\u2019ho offeso, questi mi prende per matto. Andiamo in chiesa per dire ai nostri vicini che abbiamo fatto loro del male. Bisogna essere chiari e dire in che abbiamo fatto del male. Altrimenti siamo dei pazzi o degli ammalati. Cristo ci mette nelle mani il pane e il vino, i frutti della terra, perch\u00e9 riconosciamo che \u00abcon questi e per questi\u00bb abbiamo fatto del male. Tu, signora dell\u2019est, hai fatto del male alla signora di Petare col pane e col vino, e non puoi riconciliarti senza passare per il pane e per il vino. Vedi, Pedro, per molti anni non avevo capito perch\u00e9 tanta insistenza sul peccato e non avevo capito l\u2019importanza dell\u2019eucaristia. Nei nostri libroni si dice che senza l\u2019eucaristia l\u2019uomo non pu\u00f2 salvarsi, che l\u2019eucaristia \u00e8 necessaria, assolutamente necessaria alla salvezza dell\u2019uomo. E prima della chiesa, te lo dice il Vangelo. Leggiamolo nel capitolo sesto di san Giovanni: \u00abSe non mangiate la carne del Figlio dell\u2019uomo e non bevete il suo sangue, non avrete la vita\u00bb (Gv. 6, 53). Questo \u00e8 detto per tutti, cristiani e non cristiani, quelli che fanno la prima comunione e quelli che non la fanno perch\u00e9 non hanno il vestito. Ma quelli che fanno la comunione sono un gruppo sparuto, ridicolmente piccolo rispetto all&#8217;umanit\u00e0. E in questo piccolo gruppo, quanti saranno quelli che la fanno efficacemente? Non diciamo bene, che \u00e8 una parola insulsa, diciamo con efficacia. E gli altri? La gran massa dell\u2019umanit\u00e0 che non ricever\u00e0 mai la carne e il sangue, \u00e8 irrimediabilmente perduta? E una domanda che mi ha tormentato per molto tempo.<\/p>\n<p>Quando ho scoperto quale era l\u2019intenzione di Ges\u00f9, che vuole dire \u00abmangiare la carne e bere il sangue del Figlio dell\u2019uomo\u00bb, ho capito che molti, senza saperlo, fanno la comunione. Dopo tanto parlare, Pedro, mi pare chiaro che \u00abfare la comunione\u00bb vuol dire progredire nell&#8217;amicizia\u00a0<em>per mezzo della terra<\/em>, passando per i beni della terra. Avanzare nell&#8217;amore, non come sentimento ma come prassi, nella pratica con scelte concrete. Tutti potrebbero chiudere gli occhi e autosuggestionarsi: io voglio bene a tutti, non escludo nessuno.\u00a0<em>No, l\u2019amore eucaristico<\/em>\u00a0passa per la materia per la suddivisione dei beni. Se \u00e8 un amore che sta sopra, che passa accanto, \u00e8 amore platonico o erotico, chiamalo come ti pare, ma non amore eucaristico. E Ges\u00f9 fa un discorso duro a tutti gli uomini, non solamente al gruppetto di uditori, a tutti gli uomini. Se il vostro amore non passa per il pane e il vino, per la carne del figlio dell\u2019uomo il vostro non \u00e8 amore \u00abvitale\u00bb, non entrate nella vita. Molta gente, come la signora Coromoto, ti dir\u00e0 che ora non si pu\u00f2 andare in chiesa senza sentire un discorso \u00abeconomico\u00bb. Si parla di politica, di economia, non s\u00ec parla pi\u00f9 di religione. Per\u00f2 mangiare la carne e bere il sangue significa mettersi dentro il problema della divisione dei beni dell\u2019uso dei beni, perch\u00e9 in questo uso ci tacciamo degli amici o dei nemici, o siamo fratelli o siamo oppressori. Se il mistero dell\u2019uomo non fosse del tutto mistero, Pedro, vedremmo delle cose comiche, soffriremmo forse un po\u2019 di pi\u00f9, ma ci divertiremmo anche come un film. Qualche volta vedremmo che un rivoluzionario, di quelli che guardiamo con spavento come una incarnazione del demonio, \u00e8 pi\u00f9 eucaristico di una adoratrice. Infatti il rivoluzionario lotta e d\u00e0 la sua vita, perch\u00e9 il mondo sia pi\u00f9 giusto, gli uomini pi\u00f9 fratelli, perch\u00e9 tutti abbiano da vivere senza le angosce della miseria. \u00c8 vero che l\u2019adoratrice contribuisce alla pace, all&#8217;incontro fra gli uomini, con l\u2019intercessione, per\u00f2 supponiamo che sia ingiusta, perch\u00e9 vive nella ricchezza e opprime, che le serve essere adoratrice? Vedi, Pedro\u2026 un momento, che vuol dire inter\u2026? \u00a0S\u00ec intercessione, perdonami, altro punto su cui dovremo tornare. Vedi come cresce l\u2019argomento delle nostre conversazioni! La notte sulle nostre brande, potremmo continuare fino all&#8217;alba, ma il giorno dopo ci attende il lavoro e dobbiamo limitarci.<\/p>\n<p>A Roma ho conosciuto delle signore che non avendo nulla o quasi nulla da fare, facevano parte di una associazione di adoratrici. Passavano ore sedute o inginocchiate davanti alla Ostia. Che avranno detto a Ges\u00f9? Non lo so, ma so che la sola cosa che si pu\u00f2 dire a Ges\u00f9 \u00e8 di essere Ges\u00f9, cio\u00e8 di salvare il mondo. Ma salvare il mondo vuoi dire farci fratelli; e farci fratelli vuoi dire non accettare la distribuzione attuale dei beni della terra, e cambiarla. Se non siamo fratelli perch\u00e9 i beni sono distribuiti male, diventare fratelli vuoi dire cambiare la relazione fra gli uomini, cambiando la relazione con i beni. Mentre \u00e8 molto probabile che queste signore chiedessero a Ges\u00f9 che lasciasse il mondo come era, in \u00abpace\u00bb o che cambiasse il cuore di quelli che hanno assaltato la banca, della cuoca che ruba, degli operai del marito che sono in sciopero. Ges\u00f9, fa\u2019 che i cattivi siano buoni e lascia le cose come stanno. Figlia mia, la mia ragione di essere \u00e8 cambiare il mondo. La conclusione \u00e8, Pedro, che non tutte le persone che si dicono \u00abeucaristiche\u00bb lo sono, e non tutte le persone che ignorano l\u2019eucaristia, non sono eucaristiche. Questo \u00e8 l\u2019aspetto che ha del comico. Quindi queste signore romane perdono il tempo, non \u00ab guadagnano niente \u00bb? Questo non saprei dirtelo, Pedro, la relazione fra l\u2019uomo e Dio, \u00e8 misteriosa, non ne sappiamo nulla e non abbiamo il diritto di giudicare. Ma se uno che prega, non cambia nella maniera di comportarsi con i fratelli, ebbene si pu\u00f2 dire che perde il tempo.<\/p>\n<h3><strong>Eucaristia vuoi dire cantare grazie alla vita<\/strong><\/h3>\n<p>Ricordi che mi hai chiesto che vuoi dire questa parola ostrogota \u00abeucaristia \u00bb? \u00c8 certo, Pedro, quello che dici, che le parole della religione sono difficili come le malattie \u00abepatite, gastroenterite, dissenteria\u00bb. Sai che vuoi dire\u00a0<em>eucaristia<\/em>? Quando ti svegli al mattino di buon umore e canti vestendoti e, dopo aver fatto colazione, scendi la balza cantando. E ti sento da lontano al ritorno ancora sul motivo d Violetta Parra: \u00abGracias a la vida que me ha dado tanto, me ha dado la risa y me ha dado el llanto\u00bb (Grazie alla vita che mi ha dato tinto, mi ha dato il riso e mi ha dato il pianto) con questo distinguo la buona sorte dallo schianto. Che ti senti dentro? Non lo so. \u00c8 certo che ti piace vivere. Io ho visto persone in vesti da camera elegantissime, avvicinarsi alla tenda del balcone alle 9 del mattino, e guardare la strada con una espressione di nausea e di stanchezza: un altro giorno \u2026 che terribile\u2026<\/p>\n<div class=\"jetpack-video-wrapper\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/UW3IgDs-NnA?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<p>Eucaristia vuoi dire cantare grazie alla vita. Mi piace vivere. Ora vogliamo unire questo aspetto a quelli che abbiamo visto finora. Quando ti viene il grazie alla vita? Quando ti senti in comunione con i tuoi fratelli, quando sei accettato da loro. Quando viviamo cercando comunione, con la sola motivazione di fare comunione. Per star bene al mondo, per poter cantare con sincerit\u00e0 grazie alla vita, non c\u2019\u00e8 altra formula che quella di vivere per gli altri, col solo ideale della comunione fra gli uomini. E questo si raggiunge solo con un cambiamento nelle relazioni, questo \u00e8 il cammino dell\u2019eucaristia. Mia madre dice che mio fratello Eugenio sar\u00e0 sempre felice perch\u00e9 non si preoccupa degli altri, vive per s\u00e9. Tu, Pedro, soffrirai sempre mentre tuo fratello Eugenio sar\u00e0 un uomo felice. falso, Pedro. L\u2019egoista sta bene apparentemente come l\u2019animale ben pasciuto, ma il giorno in cui gli si sveglia la coscienza, si sentir\u00e0 un uomo rotto. Ges\u00f9 ha enunciato una legge assoluta: chi vuol salvare la sua vita, deve perderla. Pi\u00f9 ti impegnerai con l\u2019uomo, pi\u00f9 ti sentirai felice; la gioia di vivere si far\u00e0 pi\u00f9 stabile e pi\u00f9 sicura perch\u00e9 radicata in qualcosa di permanente. Io vorrei, Pedro, che questo canto ti seguisse sempre anche nei momenti duri. S\u00ec, grazie alla vita perch\u00e9 la vita serve per qualcosa.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Frugando su\u00a0ultimotriennio alla ricerca di un documento perduto mi sono inaspettatamente imbattuto in una trascrizione di un brano di fratel<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":14943,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"video","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,54,17,62,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Il-presente-non-basta-a-nessuno.jpg?fit=443%2C750","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-3SY","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":5667,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=5667","url_meta":{"origin":14940,"position":0},"title":"Una coppia di detective navajo","author":"Rufus","date":"31\/12\/2013","format":"video","excerpt":"Ho voluto dedicare una puntata di Oggi parliamo di libri ai gialli in cui Tony Hillerman mette in scena le avventure degli agenti della Polizia Tribale Navajo prima di tutto perch\u00e9 mi piacciono molto: se avessi dovuto seguire rigidamente le regole che mi sono dato per le trasmissioni difficilmente questi\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Skinwalkers-Leaphorn-and-Chee.jpg?fit=863%2C583&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Skinwalkers-Leaphorn-and-Chee.jpg?fit=863%2C583&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Skinwalkers-Leaphorn-and-Chee.jpg?fit=863%2C583&resize=700%2C400 2x"},"classes":[]},{"id":5307,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=5307","url_meta":{"origin":14940,"position":1},"title":"Le poesie del giovane Rufus","author":"Rufus","date":"04\/12\/2013","format":false,"excerpt":"Tranquilli, non sono mie. \u00c8 solo che oggi mi \u00e8 venuta voglia di riprendere in mano una busta, che tengo chiusa in mezzo ai libri sullo scaffale. 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