{"id":14686,"date":"2018-02-15T17:28:15","date_gmt":"2018-02-15T16:28:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=14686"},"modified":"2022-02-16T11:16:31","modified_gmt":"2022-02-16T10:16:31","slug":"come-lacrime-nella-pioggia-fate-girare","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=14686","title":{"rendered":"Come lacrime nella pioggia&#8230; (fate girare!!)"},"content":{"rendered":"<p>Quella sera ero solo. Di solito a teatro andavo con il mio amico Alberto, a quell&#8217;epoca, ma quella sera, non so perch\u00e9, ero solo.<\/p>\n<p>Cio\u00e8, teatro. La cosa strana \u00e8 che al Bastione, dove era annunciato lo spettacolo, non c&#8217;era palco.\u00a0Nemmeno sedie, per la verit\u00e0, e quindi ero abbastanza perplesso. D&#8217;altra parte si vedevano passare dei tizi palesemente in costume &#8211; una strana aria stracciata, con la faccia dipinta a colori vivaci, ma senza dubbio\u00a0<em>non<\/em> pagliacci &#8211; e quindi un po&#8217; ero rassicurato.<\/p>\n<p>Sembrava anche strano che quelli ci dicessero, pi\u00f9 o meno a segni, <em>state qui, aspettate<\/em>, perch\u00e9 non era propriamente un comportamento da attori al quale fossi abituato, ma era annunciato uno spettacolo da rassegna estiva e quindi un po&#8217; di informalit\u00e0 poteva starci, pensavo.<\/p>\n<p>Comunque sedie nulla, il che continuava a essere strano.<\/p>\n<p>A un certo punto arriva un gruppo di quelli, con dei grandi tamburi. Si mettono l\u00e0, spalle alla parte pi\u00f9 alta del Bastione, e noi dall&#8217;altra parte, a semicerchio, allegri e ben disposti, perch\u00e9 evidentemente lo spettacolo stava per cominciare.<\/p>\n<p>Certo, non era annunciato un concerto (di tamburi, poi), ma insomma, <em>rassegna estiva<\/em> l&#8217;ho gi\u00e0 detto?<\/p>\n<p>Eravamo sicuramente almeno alcune centinaia di spettatori, di fronte ai tamburi. E dietro di noi, non visti, si dispongono un altro po&#8217; di tizi, chi coi tamburi, chi solo mascherato.<\/p>\n<p>E uno di questi ci tira un petardo. E altri ci spintonano, gridando come ossessi. E i tamburi partono, oh, se partono, e cominciano a esplodere petardi dappertutto e a illuminarsi girandole.<\/p>\n<p>Una musica infernale.<\/p>\n<p>Per due ore, in corteo, scortati da pastori infernali come un gregge di anime dannate, al suono ossessivo dei tamburi, vincolati dagli scoppi dei petardi e delle bombette, attorniati da girandole e altri fuochi, abbiamo fatto una grande processione per Castello, ballando come ossessi. La polvere da sparo passava di mano in mano, e la tiravamo\u00a0<em>ovunque<\/em>.<\/p>\n<p>Insomma, lo spettacolo eravamo <em>noi<\/em>. Loro erano l&#8217;innesco, i maestri della danza, i rapitori, i demoni che radunano i peccatori e li portano via con s\u00e9, o i satiri dionisiaci. Ma senza di noi uno spettacolo di quel genere non si poteva fare, evidentemente. Anche avessero avuto migliaia di figuranti, non sarebbe stata la stessa cosa fra\u00a0<em>vedere<\/em> e\u00a0<em>partecipare<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Dimonis.jpg\"><img data-attachment-id=\"14688\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=14688\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Dimonis.jpg?fit=1024%2C659\" data-orig-size=\"1024,659\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Dimonis\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Dimonis.jpg?fit=300%2C193\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Dimonis.jpg?fit=510%2C328\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-14688\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Dimonis.jpg?resize=800%2C515\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"515\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Dimonis.jpg?w=1024 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Dimonis.jpg?resize=150%2C97 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Dimonis.jpg?resize=300%2C193 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Dimonis.jpg?resize=510%2C328 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Dimonis.jpg?resize=700%2C450 700w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Non so se riesco a dare l&#8217;impressione: erano gli anni &#8217;80 e di fronte a tante cose eravamo molto pi\u00f9 ingenui; io, poi, ero molto giovane e quindi ancora meno scafato: ma lo spettacolo, ve lo garantisco, era molto forte. Ripensandoci, aveva tanti contenuti intellettuali, il rapporto fra attore e pubblico, fra autore e attore, l&#8217;esplorazione degli spazi urbani&#8230; ma non \u00e8 quello l&#8217;importante, \u00e8 che era proprio forte forte, prendeva al corpo.<\/p>\n<p>Immaginatevi un giovane Rufus che, persa la testa, balla come un pazzo al ritmo dei tamburi, ebbro di musica e di fuoco.<\/p>\n<p>Lo so che secondo voi <em>ebbro <\/em>e<em>\u00a0Rufus<\/em> nella stessa frase non possono stare.\u00a0\u00c8 proprio quello che sto cercando di dirvi: cercate di immaginare uno spettacolo che rende ebbro il controllatissimo giovane Rufus. Doveva essere forte davvero.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Immagino che qualcuno, leggendo questa cronaca sul filo del ricordo, faccia un po&#8217; di confronti con l&#8217;oggi. Che se qualcuno aprisse uno spettacolo tirando un petardo prima arriverebbe la <em>Folgore<\/em> e la\u00a0<em>Brigata Sassari<\/em>, poi ci scapperebbe il morto e arresterebbero lui, l&#8217;impresario teatrale e su su fino al sindaco, come minimo. Non \u00e8 male ricordarsene, perch\u00e9 in quegli anni &#8217;80 non \u00e8 che si stesse tanto pi\u00f9 tranquilli eppure queste cose si vivevano con molto pi\u00f9 <em>aplomb<\/em>, ma non \u00e8 di questo che voglio parlare (per quanto, tornai a casa con la maglietta con tre buchi di bruciature, ma a quell&#8217;epoca tutti fumavano e capitava di continuo).<\/p>\n<p>Qualche giorno fa sono andato a vedere\u00a0<em>Battlefield<\/em> di Peter Brook e mi sono ricordato di quegli anni, quando per esempio vidi a Cagliari in piazza il\u00a0<em>Sogno di una notte di mezza estate <\/em>di Lindsay Kemp. Un privilegio, ovviamente, come fu vedere il\u00a0<a href=\"http:\/\/comediants.com\/?p=261&amp;lang=en\"><em>Dimonis<\/em><\/a>\u00a0di cui vi ho raccontato o\u00a0diversi spettacoli del\u00a0<em>Teatro di Settimo Torinese<\/em>\u00a0(che mi piaceva <em>moltissimo<\/em>)\u00a0e il\u00a0<em>Teatro dell&#8217;Elfo<\/em> e tanti altri, alcuni sicuramente minori.<\/p>\n<p>Un po&#8217;, lo ammetto, ho fatto\u00a0il confronto con l&#8217;oggi: non tanto per il fatto che quella stagione irripetibile di estati in stile Nicolini sia passata, quanto per il fatto che quella offerta estiva era radicalmente diversa da quella attuale: per esempio, c&#8217;era molta meno musica gratis, ma si andava a <em>teatro<\/em>. E ci andavano migliaia di persone, mica dieci appassionati di nicchia.<\/p>\n<p>In parte erano intenditori, in parte erano gente come me e Arca, a cui il teatro piaceva ma che non sopportavamo tanto il pubblico borghese dell&#8217;<em>Alfieri<\/em> che andava a sentire gli attoroni e poi storceva il naso per il gusto di raccontarsi che il pubblico di Cagliari era esigente pi\u00f9 che altrove. A noi piaceva il teatro teatro, e in quegli spettacoli, anche molto diversi fra loro (e in altro ancora pi\u00f9 diverso: vidi Pina Bausch, quello stesso anno o poco dopo, purtroppo senza capirne nulla) scoprivamo cose che aprivano la mente e insegnavano che si poteva fare teatro in altro modo, in tanti modi.<\/p>\n<p>La riflessione che ho fatto, per\u00f2, non \u00e8 tanto neanche questa, quanto lo stupore del notare che, nella memoria della citt\u00e0, quella stagione sembra <em>scomparsa<\/em>: non \u00e8 difficile, alla radio, sentire raccontare di storici concerti di\u00a0<em>Jazz in Sardegna<\/em>, per esempio, o di De Andr\u00e9 al <em>Ferroviario<\/em> e cose cos\u00ec. Non sempre sono musicisti: spesso sono semplici appassionati, gente della mia et\u00e0 o poco pi\u00f9, che ricorda punti fermi della propria formazione culturale. Ma di quella stagione di teatro, nella quale sono peraltro nate o si sono sviluppate compagnie locali anche importanti, sento parlare e ricordare pochissimo. Eppure gode anche, nel ricordo, del fascino della precariet\u00e0: luoghi di esibizione improbabili, come un teatro in tubi <em>Innocenti<\/em> alla prima fermata del Poetto, per esempio, il minuscolo teatro del\u00a0<em>Conservatorio<\/em> come unico luogo utilizzabile rimasto, o buchetti a Monserrato o a Stampace. Eppure nella precariet\u00e0 si faceva parecchio teatro, quindi c&#8217;era pure un po&#8217; di eroismo, no?<\/p>\n<p>In parte, naturalmente, dipende dal fatto che allora non c&#8217;era il\u00a0<em>web<\/em> e non si girava col cellulare in tasca, e quindi tante cose si sono perse e foto ne rimangono sicuramente pochine; in parte dipender\u00e0 dal fatto che ho pi\u00f9 conoscenti musicisti che attori, o che in radio vanno pi\u00f9 musicisti che attori; per\u00f2 mi sembra strano lo stesso che di grandi spettacoli, di emozioni, di momenti formativi decisivi sembri non essere rimasta quasi memoria.<\/p>\n<p>E quindi questo articolo \u00e8 un po&#8217; diverso da quelli miei soliti, perch\u00e9 \u00e8 un appello: c&#8217;\u00e8 qualcuno che si ricorda qualcuno di quegli spettacoli e li vuole raccontare? Che vuol rievocare il se stesso spettatore negli anni &#8217;80? I commenti sono aperti, e mi piacerebbe trovare qualcuno per il quale, come me, quel periodo \u00e8 stato importante e che voglia dire perch\u00e9 e percome.\u00a0E se avete pi\u00f9 o meno la mia et\u00e0, e invece non andavate a teatro, possibile che non conosciate nessuno che ci andava?<\/p>\n<p>&#8230;<\/p>\n<p>&#8230;<\/p>\n<p>Mio Dio, ridotto a cercare gente con cui ricordare i tempi passati. E dire che ho solo cinquantanni&#8230;<\/p>\n<p>&#8230; per\u00f2, se ricordate qualcuno di quegli spettacoli, scrivete.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quella sera ero solo. 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