{"id":14252,"date":"2017-10-24T15:43:12","date_gmt":"2017-10-24T13:43:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=14252"},"modified":"2017-11-21T19:04:50","modified_gmt":"2017-11-21T18:04:50","slug":"zeus-bless-america","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=14252","title":{"rendered":"Zeus bless America"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Percy-Jackson.jpg\"><img data-attachment-id=\"14254\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=14254\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Percy-Jackson.jpg?fit=1521%2C2339\" data-orig-size=\"1521,2339\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Percy Jackson\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Percy-Jackson.jpg?fit=195%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Percy-Jackson.jpg?fit=510%2C784\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-14254\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Percy-Jackson.jpg?resize=195%2C300\" alt=\"\" width=\"195\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Percy-Jackson.jpg?resize=195%2C300 195w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Percy-Jackson.jpg?resize=98%2C150 98w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Percy-Jackson.jpg?resize=510%2C784 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Percy-Jackson.jpg?resize=700%2C1076 700w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Percy-Jackson.jpg?w=1521 1521w\" sizes=\"(max-width: 195px) 100vw, 195px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Sto leggendo il primo libro della serie di Percy Jackson,\u00a0<em>Percy Jackson and the lightining thief<\/em>.<\/p>\n<p>Non avevo mai frequentato prima la serie (ho anche visto solo spezzoni dei film, senza peraltro rimanerne troppo impressionato) ed ero convinto che fosse materiale\u00a0<em>young adult<\/em>: invece sono rimasto stupito nello scoprire che si tratta palesemente di letteratura per ragazzi.<\/p>\n<p>Sotto questo punto di vista la trovo veramente tirata via: o forse non tradisce scarso impegno quanto piuttosto cattiva qualit\u00e0 punto e basta, tanto che non posso che chiedermi come possa aver avuto tanto successo (magari \u00e8 un effetto di ritorno che dipende dai film, non so, oppure quello che piace ai preadolescenti \u00e8 il tono di disincanto con il quale Percy racconta la sua storia).<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte la sto prendendo come l&#8217;occasione per confrontarmi almeno una volta ogni tanto con la letteratura per ragazzi, e leggendo mi sto convincendo che tutto sommato Harry Potter ha avuto un effetto negativo sul genere.<\/p>\n<p>Mi spiego: fino agli anni &#8217;90 la letteratura fantastica per ragazzi si divideva in tre categorie. C&#8217;era quella che era semplicemente una versione alleggerita e semplificata del <em>fantasy<\/em> per adulti e come tale aveva confini abbastanza labili, nel senso che non si capiva bene al di sotto di quale et\u00e0 dovesse iniziare e fino a quando la si potesse leggere (viene alla mente Terry Brooks, ma oggi Licia Troisi \u00e8 equivalente).<\/p>\n<p>Poi c&#8217;erano due linee di sviluppo della\u00a0<em>fantasy<\/em> propriamente per ragazzi. Una, che viene da Peter Pan e passa per Narnia, \u00e8 sostanzialmente la versione letteraria del\u00a0<em>facciamo finta <\/em>e delle partite a guardie e ladri o ai\u00a0<em>cowboy<\/em>; i ragazzini protagonisti delle storie sono <em>eccezionali<\/em> e\u00a0giocano ruoli da adulti, sono trattati come tali dai comprimari e affrontano problemi da adulti: battaglie, cerche magiche o problemi di tipo politico; \u00e8 la stessa logica di <em>Tintin<\/em> o dei mille e mille piccoli investigatori dei\u00a0<em>Gialli per ragazzi<\/em> della nostra infanzia. Sono storie di taglio realistico, per quanto lo consente l&#8217;ambientazione, e la psicologia dei personaggi da una parte e la fisica del mondo sono i nostri; d&#8217;altra parte non importa a nessuno: \u00e8 evidente che ci\u00f2 che conta \u00e8 per il lettore il piacere di annullare le distanze di et\u00e0 e perch\u00e9 questo sia efficace \u00e8 meglio che ci\u00f2 avvenga in un contesto ben definito e riconoscibile.<\/p>\n<p>La seconda categoria, invece, vede dei bambini <em>normali<\/em> affrontare l&#8217;irruzione del fantastico nella loro vita e nel loro ambiente quotidiani (un venerando antenato \u00e8 Mary Poppins), oppure le cose inanimate prendere vita o gli animali farsi protagonisti (penso al Dottor Doolittle), o altri meccanismi fantastici simili: qui \u00e8 chiaro dall&#8217;inizio che siamo in un campo favolistico dove tutto \u00e8 possibile, e spesso il piacere della narrazione e dell&#8217;invenzione prende il sopravvento sulla credibilit\u00e0 delle situazioni e sulla coerenza interna del mondo. I bambini, in questa seconda situazione, non devono fare i piccoli adulti: come mostra bene Roald Dahl (o il Gaiman di <em>Coraline<\/em>) lo scopo di queste storie non \u00e8 annullare la distanza d&#8217;et\u00e0 ma affrontare e sconfiggere, trasfigurate, le paure\u00a0dei bambini, nella loro et\u00e0 e condizione di bambini, non nella loro proiezione verso il futuro.<\/p>\n<p>La Rowlings con le storie di Harry fa un&#8217;operazione che mette insieme queste due tradizioni e le trasfigura. Apparentemente siamo nel campo nel quale il fantastico fa irruzione nella vita normale e porta il bambino altrove: la scena iniziale di <em>Harry Potter e la pietra filosofale<\/em>\u00a0con gli animali che parlano fra loro davanti alla casa di Privet Drive \u00e8 puramente favolistica e i temi iniziali (la paura dell&#8217;abbandono, l&#8217;amicizia, la scuola, il <em>babau<\/em>) sono le paure di tutti i bambini. Ma il trattamento che la Rowlings ne fa, fin dal primo volume, \u00e8 realistico: l&#8217;Inghilterra di Harry Potter \u00e8 la stessa nostra Inghilterra, Hogwarts \u00e8 una riconoscibilissima scuola inglese d&#8217;<em>\u00e9lite<\/em>, le meccaniche sociali che la muovono sono quelle di una scuola d&#8217;<em>\u00e9lite<\/em>, il modo dei maghi \u00e8 il\u00a0 nostro stesso mondo con tutte le caratteristiche sociali, psicologiche e di funzionamento del nostro mondo; man mano che i volumi si susseguono sempre pi\u00f9 ci si accorge che l&#8217;ambientazione fantastica \u00e8 puramente cosmetica: se gli alieni dei film di fantascienza degli anni &#8217;50 erano semplicemente uomini con lo scafandro, il mondo di Harry Potter \u00e8 l&#8217;Inghilterra con la bacchetta magica, tanto \u00e8 vero che se si riscrivesse Harry Potter come ambientato in una scuola per nobili e figli di magnati, in un ambiente nel quale poche grandi famiglie decidono i destini del mondo, funzionerebbe lo stesso.<\/p>\n<p>Nella serie\u00a0 di Harry Potter man mano che si va avanti i limiti dell&#8217;operazione della Rowlings emergono sempre pi\u00f9, compresi i difetti di costruzione del mondo: il disprezzo per la coerenza interna tipico del filone favolistico non si adatta bene al racconto realistico, per esempio; per\u00f2 la Rowlings \u00e8 brava e riesce a tenere fino in fondo, sostituendo con intelligenza i temi pi\u00f9 legati alle paure infantili con quelli da piccoli adulti e con la trama avventurosa: i maghetti della scuola vincono la guerra a fianco ai loro genitori, giocandosela da pari a pari.<\/p>\n<p>Riordan non \u00e8 altrettanto bravo, e dimostra tutti i problemi che la fusione di favola e realismo comporta nelle mani di un autore malaccorto: l&#8217;irruzione del fantastico nella vita di Percy \u00e8 poco interessante, il suo mondo alternativo piattamente simile al nostro, il tono fantastico privo di qualunque ricaduta interessante sul nostro mondo reale, l&#8217;inevitabile <em>quest<\/em><i>\u00a0<\/i>richiede molta pazienza da parte del lettore (tra l&#8217;altro Riordan si esibisce nell&#8217;ennesima variante del caso del Mago Potentissimo Ma Casualmente Troppo Impegnato Per Salvare Il Mondo Quindi Ci Penserai Tu, Piccoletto: con\u00a0<em>bizzeffe<\/em> di divinit\u00e0 dell&#8217;Antica Grecia disponibili il compito ricade sul ragazzino appena arrivato perch\u00e9, uhm, c&#8217;\u00e8 una profezia&#8230;). Probabilmente cosciente dei limiti della sua operazione, Riordan mette le mani avanti: Percy, che fa il narratore, \u00e8 il primo a non\u00a0<em>crederci<\/em> ed\u00a0\u00e8 questo il tono disincantato che probabilmente piace ai ragazzi ma che per qualunque altro lettore \u00e8 insipido.<\/p>\n<h3>Hail Zeus<\/h3>\n<p>In realt\u00e0 tutto questo discorso \u00e8 solo una premessa che mi ha un po&#8217; preso la mano: quel che volevo raccontarvi \u00e8 che, sorprendentemente in un libro che evidentemente si pone altri obiettivi, c&#8217;\u00e8 un passaggio cos\u00ec smaccatamente nazionalista &#8211; e anche un po&#8217; razzista, mi pare &#8211; che lascia piuttosto sorpresi. Quando Percy arriva finalmente al sicuro e incontra Chirone mostra stupore all&#8217;idea che gli dei siano ora in America. Il centauro risponde con un discorso che non stonerebbe in bocca al professore Dubois di\u00a0<em>Fanteria dello spazio<\/em>, se non fosse che Dubois non era ignorante (la traduzione \u00e8 mia):<\/p>\n<blockquote><p><em>\u00abIntendi dire che gli dei Greci sono qui? Cio\u00e8&#8230; in America?\u00bb<\/em><\/p>\n<p>\u00abMa certamente. Gli dei muovono con il cuore dell&#8217;Occidente\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abIl cosa?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abDai, Percy, sforzati. Ci\u00f2 che chiami &#8220;civilt\u00e0 occidentale&#8221;. Credi che sia solo un concetto astratto? No, \u00e8 una forza vivente. Una coscienza collettiva che ha bruciato luminsamente per migliaia di anni. Gli dei ne sono parte. Si potrebbe perfino dire che ne sono la fonte, o almeno che gli sono cos\u00ec strettamente legati che essi non possono assolutamente svanire, non a meno che tutta la civilt\u00e0 occidentale non sia cancellata. Il fuoco fu acceso in Grecia. Poi, come sai bene &#8211; o come spero che tu sappia, visto che hai passato il mio corso &#8211; il centro della fiamma si \u00e8 spostato a Roma, e cos\u00ec pure gli dei. Oh, diversi nomi, magari &#8211; Giove per Zeus, Venere per Afrodite e cos\u00ec via &#8211; ma le sesse forze, gli stessi dei\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abE poi sono morti\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abMorti? No. \u00c8 morto l&#8217;Occidente? Gli dei si sono semplicemente spostati, in Germania, in Francia, in Spagna, per un po&#8217;. Laddove la fiamma era pi\u00f9 intensa, l\u00e0 erano gli dei. Hanno passato diversi secoli in Inghilterra. Tutto quel che ti serve \u00e8 guardare all&#8217;architettura. La gente non dimentica gli dei. In ogni posto dove hanno dominato li puoi vedere nei quadri, nelle sculture, negli edifici pi\u00f9 importanti. E s\u00ec, Percy, naturalmente adesso sono in America. Guarda al vostro simbolo, l&#8217;aquila di Zeus. Guarda alla statua di Prometeo al Rockfeller Center, le facciate grecizzanti degli edifici governativi a Washington. Ti sfido a trovare una citt\u00e0 americana dove gli Olimpi non siano mostrati con evidenza in una variet\u00e0 di luoghi. Che piaccia o no &#8211; e credimi, molti non amavano particolarmente neanche Roma &#8211; l&#8217;America \u00e8 ora nel nucleo centrale della fiamma. \u00c8 il grande potere dell&#8217;Occidente. E noi siamo qui\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sto leggendo il primo libro della serie di Percy Jackson,\u00a0Percy Jackson and the lightining thief. 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