{"id":14100,"date":"2017-09-01T11:01:45","date_gmt":"2017-09-01T09:01:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=14100"},"modified":"2019-09-24T13:16:32","modified_gmt":"2019-09-24T11:16:32","slug":"la-morte-soprattutto","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=14100","title":{"rendered":"La morte, soprattutto"},"content":{"rendered":"<p>Ho trovato per caso <a href=\"http:\/\/www.nationalgeographic.com\/adventure\/features\/why-are-so-many-base-jumpers-dying\/\">un articolo di un anno fa del&nbsp;<\/a><em>National Geographic&nbsp;<\/em> che si chiede perch\u00e9 muoiano tanti <em>BASE jumper<\/em>, cio\u00e8 quegli atleti che si lanciano da postazioni fisse (<em>BASE<\/em>&nbsp;\u00e8 un acronimo che indica i luoghi dai quali ci si pu\u00f2 lanciare: edifici, antenne e torri, ponti e, infine, scogliere o rilievi montani). Originariamente lo sport prevedeva l&#8217;uso di paracadute, ora sempre pi\u00f9 spesso si usano anche le tute alari.<\/p>\n<p><figure id=\"attachment_14104\" aria-describedby=\"caption-attachment-14104\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/1024px-BASE_Jumping_from_Sapphire_Tower_in_Istanbul.jpg\"><img data-attachment-id=\"14104\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=14104\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/1024px-BASE_Jumping_from_Sapphire_Tower_in_Istanbul.jpg?fit=1024%2C680\" data-orig-size=\"1024,680\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"1024px-BASE_Jumping_from_Sapphire_Tower_in_Istanbul\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/1024px-BASE_Jumping_from_Sapphire_Tower_in_Istanbul.jpg?fit=300%2C199\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/1024px-BASE_Jumping_from_Sapphire_Tower_in_Istanbul.jpg?fit=510%2C339\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-14104 size-full\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/1024px-BASE_Jumping_from_Sapphire_Tower_in_Istanbul.jpg?resize=800%2C531\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"531\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/1024px-BASE_Jumping_from_Sapphire_Tower_in_Istanbul.jpg?w=1024 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/1024px-BASE_Jumping_from_Sapphire_Tower_in_Istanbul.jpg?resize=150%2C100 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/1024px-BASE_Jumping_from_Sapphire_Tower_in_Istanbul.jpg?resize=300%2C199 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/1024px-BASE_Jumping_from_Sapphire_Tower_in_Istanbul.jpg?resize=510%2C339 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/1024px-BASE_Jumping_from_Sapphire_Tower_in_Istanbul.jpg?resize=700%2C465 700w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-14104\" class=\"wp-caption-text\">BASE Jumping from Sapphire Tower in Istanbul &#8211; di Kontizas Dimitrios (Opera propria) [CC BY-SA 3.0 (http:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/3.0)], attraverso Wikimedia Commons<\/figcaption><\/figure>Si tratta di uno sport estremo e penso che diversi che leggono abbiano avuto un moto magari di stizza:&nbsp;<em>come, perch\u00e9 ne muoiono tanti??i Casomai uno si dovrebbe chiedere come mai non ne muoiano di pi\u00f9!<\/em><\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che non \u00e8 cos\u00ec semplice. Per esempio ho scoperto che la tuta alare, usata con lancio da un aereo, \u00e8 piuttosto sicura: \u00e8 l&#8217;uso sportivo ed estremo che comporta un gran numero di incidenti. Quindi l&#8217;idea che l&#8217;aumento di morti dipenda dal fatto che progressivamente nel <em>BASE<\/em> il paracadute \u00e8 stato sostituito (cio\u00e8 integrato) dalla tuta alare \u00e8 ovviamente vero, ma va specificato.<\/p>\n<p>L&#8217;articolo \u00e8 un tipico pezzo di (buon) giornalismo d&#8217;analisi anglosassone: riunisce raccolte di dati, interviste e il racconto di casi concreti &#8211; ed \u00e8 estremamente ben scritto.&nbsp;Ma la complessit\u00e0 della questione lo tormenta: gira intorno senza poter dare risposte definitive. La base di praticanti dello sport \u00e8 aumentata, quindi un aumento delle morti \u00e8 statisticamente comprensibile, giusto? Soprattutto perch\u00e9 si pensa che ci sia un gran numero di persone che si improvvisano con poca preparazione, no?<\/p>\n<p>Gi\u00e0, per\u00f2 il fatto \u00e8 che alcune delle morti pi\u00f9 recenti sono di praticanti espertissimi, veri e propri campioni della disciplina.<\/p>\n<p>Allora dipende dal fatto che i confini sono spinti sempre pi\u00f9 avanti? Che \u00e8 necessario essere sempre pi\u00f9 audaci, puntare a prestazioni sempre pi\u00f9 estreme? Il&nbsp;<em> progredire<\/em> di cui si parla nella comunit\u00e0, il fare cose sempre pi\u00f9 difficili, comporta semplicemente l&#8217;avvicinarsi pi\u00f9 speditamente alla morte, come sembra sostenere una delle pi\u00f9 forti atlete esistenti?<\/p>\n<blockquote><p>C&#8217;\u00e8 un limite a quanto vicino si pu\u00f2 volare, specialmente se hai il terreno sotto di te. A un certo punto, andare avanti comporta sbattere sul terreno &#8211; \u00e8 per questo che non vedo questo tipo di volo come una progressione. Abbiamo avuto una discussione costante sulla progressione nel BASE con le tute alari. Penso che possa essere che stiamo usando la definizione sbagliata. Forse la progressione implica qualcosa di molto differente. Forse vuol dire raffinare l&#8217;esperienza, diventare pi\u00f9 sicuri, pi\u00f9 eleganti e pi\u00f9 consapevoli. Forse vuol dire sostenibilit\u00e0.<\/p><\/blockquote>\n<p>E per\u00f2 si nota che molti degli atleti esperti che sono morti sono caduti durante l&#8217;allenamento, o in voli considerati sicuri, non nelle loro prestazioni pi\u00f9 difficili.<\/p>\n<p>In questo suo girare e dibattersi, l&#8217;articolo svela perle notevoli. Come la citazione qui sopra: potete immaginare che la parola <em>sostenibilit\u00e0<\/em>, anche in un giro di parole inaspettato come&nbsp;<em>sport estremo sostenibile<\/em>, possa colpirmi. Ma ci sono anche altre cose: per esempio chi parla \u00e8 una donna; la maggior parte di chi fa <em>BASE<\/em> sono uomini giovani, che magari ragionano un po&#8217; di pi\u00f9 degli altri col testosterone: ci sar\u00e0 una qualche sensibilit\u00e0 di genere diversa nello sport, che spinge a praticarlo in maniera pi\u00f9 o meno fatale? Anche qui, non \u00e8 proprio uno sport estremo il luogo pi\u00f9 ovvio per ragionare di generi, eppure forse ci si pu\u00f2 scoprire qualcosa.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 oltre al testosterone ci possono essere motivi pi\u00f9 prosaici che spingono a prestazioni sempre pi\u00f9 estreme: il&nbsp;<em>BASE<\/em>&nbsp;<em>jumping<\/em> \u00e8 uno sport che sembra fatto apposta per le riprese video e per la pubblicit\u00e0 (fin dal povero de Gayardon, <em>no limits<\/em> e l&#8217;orologio), &nbsp;e molti atleti hanno contratti con l&#8217;una o l&#8217;altra azienda che associa la propria immagine alle loro prestazioni eccezionali: \u00e8 chiaro che non puoi proporre alla tua azienda qualcosa che fanno anche <em>tutti<\/em> gli altri: ti devi distinguere e distinguersi vuol dire avvicinarsi sempre qui al limite &#8211; e come detto copra, il limite corrisponde all&#8217;impatto finale.<\/p>\n<p>Ci sono un paio di passaggi nell&#8217;articolo molto interessanti, sotto questo punto di vista, perch\u00e9 permettono di ragionare sui meccanismi economici della societ\u00e0 dello spettacolo: per esempio&nbsp;la&nbsp;<em>Clif Bar<\/em>, che fa barrette energetiche e altro cibo per sportivi, <a href=\"http:\/\/adventureblog.nationalgeographic.com\/2014\/11\/20\/rethinking-risk-after-clif-bar\/\">ha ritirato la sua sponsorizzazione ai suoi <em>BASE jumper&nbsp;<\/em>e&nbsp;<em>free climber<\/em><\/a>: vedo che adesso sul suo sito ci sono immagini di&nbsp;<em>surfer<\/em>&nbsp;e fra gli atleti <em>testimonial<\/em>&nbsp;soprattutto corridori e ciclisti. Ma altre aziende, almeno alla data nella quale l&#8217;articolo \u00e8 stato scritto, insistono o anzi entrano nel mercato: c&#8217;\u00e8 una battuta notevole di un pubblicitario intervistato che dice, sostanzialmente, che nel lungo periodo sar\u00e0 il bilancio fra il rischio di un ritorno negativo nel caso di una morte celebre (<em>l&#8217;avete voluto voi! L&#8217;avete pagato perch\u00e9 morisse!!<\/em>) e il vantaggio di essere associati a imprese estreme che portano a milioni di visualizzazioni su&nbsp;<em>YouTube<\/em> che decider\u00e0 il futuro:<\/p>\n<blockquote><p>Viviamo in un mondo dove le doppie morali abbondano. \u00c8 il saper gestire i due lati di questo rischio ci\u00f2 che ogni marchio vive al giorno d&#8217;oggi.<\/p><\/blockquote>\n<p>Vale per la decisione di sponsorizzare un&nbsp;<em>BASE jumper<\/em> come per quella di usare una materia prima che viene dal Sud del mondo o per qualunque altra cosa.<\/p>\n<p>Ma soprattutto quello attorno a cui gira tutto l&#8217;articolo \u00e8 la domanda di fondo: perch\u00e9 uno fa uno sport dove potrebbe morire? Meglio: dove probabilmente morir\u00e0?<\/p>\n<p>Anche qui ci sono risposte ovvie che per\u00f2 non funzionano. \u00c8 molto interessante leggere, ripetutamente, testimonianze sull&#8217;incredibile esperienza adrenalinica data dal volo pressoch\u00e9 libero realizzato con la tuta alare. Per\u00f2 i racconti ottocenteschi narrano di sensazioni simili date dalla&nbsp;<em>roulette<\/em> russa, eppure questa non si \u00e8 mai affermata come sport di nicchia per una fascia di uomini giovani e prestanti desiderosi di mettersi alla prova. Risposta ovvia: ai tempi i giovanotti avevano la guerra, a disposizione, e i duelli, con riconoscimenti sociali maggiori della <em>roulette<\/em> russa. Temo che dire cos\u00ec sia un tantino superficiale e comporti una conoscenza dell&#8217;800 pi\u00f9 da&nbsp;<em>Conte di Monte Cristo<\/em> che da libro di storia serio, per\u00f2 il segnale esiste: gli sport estremi &#8211; molto estremi &#8211; sono in crescita, i frequentanti sono principalmente giovani uomini, ci sar\u00e0 qualcosa nello spirito del tempo che lo pu\u00f2 spiegare andando oltre il discorso banale della botta adrenalinica: il bisogno di affermarsi come maschi alfa? la creazione di comunit\u00e0 autoreferenziali nelle quali la percezione del rischio o della realt\u00e0 della vita sono (parzialmente?) distorte? La spettacolarizzazione crescente di ogni aspetto della vita, il che ci riporterebbe alle dinamiche economiche gi\u00e0 citate? La rivincita di una aspirazione eroica che altri contesti sociali reprimono?<\/p>\n<p>Mi sono fatto un giro sul sito della&nbsp;<em>BASE Fatality List<\/em>, che raccoglie i dati di ogni incidente mortale a fini che sono sia commemorativi che educativi: sono indicati i problemi riscontrati, le attrezzature usate, le condizioni meteo e l&#8217;ora del giorno e le cause dell&#8217;incidente. Fra gli altri ho trovato il caso di due&nbsp;<em>jumper<\/em> morti assieme: lei ha mancato il punto d&#8217;atterraggio ed \u00e8 finita oltre, nell&#8217;oceano, dove la presenza del paracadute ovviamente l&#8217;ha messa gravemente in difficolt\u00e0. Lui \u00e8 atterrato, si \u00e8 tolto l&#8217;attrezzatura e si \u00e8 lanciato in mare: sono morti tutti e due. Correttamente il database segnala che in caso di emergenza la priorit\u00e0 \u00e8 quella di non mettere in pericolo anche se stessi, per non complicare ulteriormente le operazioni di soccorso &#8211; peraltro i due erano da soli in un posto deserto. Poi, per\u00f2, aggiunge mestamente che \u00e8 da azioni come quella di lui che nascono le leggende. Viviamo in un&#8217;epoca poco eroica, forse, e abbiamo difficolt\u00e0 a comprendere il sentire di una comunit\u00e0 per la quale invece questa \u00e8 una dimensione quotidiana e la considerazione della morte molto diversa da quella usuale?<\/p>\n<p>A proposito di considerazione della morte e percezione del rischio l&#8217;articolo nota che questa non \u00e8, per i praticanti, evidentemente simile a quella degli osservatori; ritornano pi\u00f9 volte espressioni del tutto simili a quelle di Guccini<\/p>\n<blockquote><p>Quando si \u00e8 giovani \u00e8 strano<br \/>\npoter pensare che la propria sorte<br \/>\nvenga e ci prenda per mano<\/p><\/blockquote>\n<p>e l&#8217;impossibilit\u00e0 dell&#8217;idea che, fra tutti, debba toccare proprio a te \u00e8 probabilmente una delle spiegazioni pi\u00f9 forti del perch\u00e9 uno sport rischiosissimo continui a essere praticato. Ma in realt\u00e0 non \u00e8 solo questo: gira gira saltano fuori molteplici dimensioni di negazione della morte<\/p>\n<blockquote><p>Non sono sicura del perch\u00e9 la nostra cultura in generale sembri pensare che le persone vivranno per sempre o che le persone possano vivere per sempre e che possa in qualche modo essere possibile cancellare tutto ci\u00f2 che possa inavvertitamente causare la morte. La morte \u00e8 parte della vita.<\/p><\/blockquote>\n<p>\u00c8 vero in molti sensi: il video eccezionale di un famoso&nbsp;<em>jumper<\/em>, morto nel frattempo, continua a fare milioni di visualizzazioni su&nbsp;<em>YouTube<\/em>: non \u00e8 gusto del macabro, \u00e8 rimozione. Ma anche la&nbsp;<em>BASE Fatality List<\/em>, con le sue discussioni tecniche degli incidenti, talvolta non sembra adeguata alla gravit\u00e0 delle situazioni che racconta, come se correggendo <em>tutti<\/em> gli errori fosse possibile azzerare le morti: il problema invece \u00e8 che nel mondo gli errori sono una situazione ineliminabile, e qui la situazione \u00e8 tale che l&#8217;esito probabile di un errore anche minimo \u00e8 fatale. Anche questo dice molto della nostra societ\u00e0: ci sono tanti campi nei quali dei paradigmi tecnocratici impongono scelte sociali rischiosissime nella convinzione che non possa succedere niente. Solo che poi succede.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho trovato per caso un articolo di un anno fa del&nbsp;National Geographic&nbsp; che si chiede perch\u00e9 muoiano tanti BASE jumper,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":14104,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[97,52,57,17,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/1024px-BASE_Jumping_from_Sapphire_Tower_in_Istanbul.jpg?fit=1024%2C680","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-3Fq","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":13775,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13775","url_meta":{"origin":14100,"position":0},"title":"Non \u00e8 che ne avessi proprio proprio una gran voglia&#8230;","author":"Rufus","date":"25\/05\/2017","format":false,"excerpt":"... ma stamattina devo essermi svegliato male. 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