{"id":1409,"date":"2012-11-22T13:50:26","date_gmt":"2012-11-22T12:50:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=1409"},"modified":"2015-04-21T11:22:14","modified_gmt":"2015-04-21T09:22:14","slug":"quel-che-gli-adolescenti-non-dicono","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=1409","title":{"rendered":"Quel che gli adolescenti non dicono"},"content":{"rendered":"<p>Credo che avessi a malapena vent&#8217;anni. Mia sorella Iole non doveva ancora essere maggiorenne, o avere compiuto appena i diciott&#8217;anni, e aveva ottenuto il permesso dei miei genitori di andare in campeggio con la sua migliore amica, Rossella, in Costa Smeralda.<\/p>\n<p>I miei genitori erano abbastanza liberali: a\u00a0quattordici anni io ero stato per due settimane in una Costa Verde del tutto disabitata, da solo con altri quattro coetanei a condurre la vita dei selvaggi (una vacanza <em>fantastica<\/em> di cui una volta vi racconter\u00f2), ma anche loro avevano dei limiti: il permesso era legato al fatto che\u00a0in costa le aspettava la zia di Rossella con altri amici, gente adulta \u00a0e affidabile (come si vedr\u00e0&#8230;).<\/p>\n<p>Il compito di accompagnarle a Palau, luogo dell&#8217;appuntamento, ricadde su di\u00a0me. A Iole la cosa non piacque perch\u00e9 voleva dire essere sottoposta a un fratello piuttosto&#8230; <em>palloso<\/em>, diciamolo, e io non trovai troppo soddisfacente il fardello di una sorella pi\u00f9 piccola e poco incline a seguire i miei (severi) canoni di assennatezza.<\/p>\n<p>Partimmo una mattina presto. Tutto and\u00f2 come nelle migliori tradizioni dei fratelli Sedda: io sbagliai strada e Iole si mise nei casini.<\/p>\n<p>Cominciamo da me: i sardi fra i lettori apprezzeranno in pieno il fatto che per andare a Palau uscii dalla 131 a Bonnannaro, passai per Mores e Ozieri, deviai lungo il Coghinas e da\u00a0Tempio mi rincongiunsi in qualche modo all&#8217;Orientale. Una strada pi\u00f9 bella, ma anche pi\u00f9 lunga, pi\u00f9 scomoda e molto pi\u00f9 piena di curve: e Rossella soffriva di mal d&#8217;auto. Parecchio. Perci\u00f2 la strada fu anche piena di soste forzate.<\/p>\n<p>Il meglio per\u00f2 doveva arrivare: perch\u00e9 la zia di Rossella non era pi\u00f9 a Palau. Occhio: parliamo del 1984. Niente cellulari. Il solo modo di sapere dove diavolo fossero era aspettare che la zia chiamasse casa la sera, chiamare a propria volta per sapere le novit\u00e0 e farsi dare un nuovo appuntamento. E sperare che la zia richiamasse per farsi dare conferma. E richiamare per sapere se aveva chiamato.<\/p>\n<p>Decisamente il tutto non rispettava i miei canoni di assennatezza.<\/p>\n<p>Per\u00f2 non c&#8217;era molta scelta: io dovevo tornare a Cagliari per roba dell&#8217;Azione Cattolica (e in ogni caso Iole non mi voleva particolarmente fra i piedi) quindi a sera ripartii abbandonando due ragazzine da sole a Palau, nella vaga prospettiva di un ritrovamento della zia all&#8217;indomani.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, Iole trascorse una settimana di vacanza da sola con Rossella, discendendo pian piano la costa: ogni sera telefonavano a casa e scoprivano che la zia si era spostata pi\u00f9 gi\u00f9, quindi prendevano armi e bagagli per raggiungerla, solo per scoprire che era gi\u00e0 andata via. Oltretutto, era piena estate e non c&#8217;era posto da nessuna parte: mia sorella e l&#8217;amica avevano soldi, ma non avevano modo di spenderli\u00a0in alcun modo\u00a0per procurarsi un posto sano dove dormire.<\/p>\n<p>Durante quella settimana, Iole fece cose che mia madre probiva severamente: fare l&#8217;autostop, per esempio. Vagabondare del tutto da sola nel caos dell&#8217;estate in costa. Dormire in spiaggia. Dormire in spiaggia insieme a un gruppo di (sotto la protezione di) tedeschi, considerati pi\u00f9 affidabili degli studenti nuoresi accampati poco oltre.<\/p>\n<p>Ma mia madre non lo venne a sapere. Io non le dissi niente &#8211; maledicendo mia sorella che mi obbligava a violare i miei rigidi canoni eccetera. E Iole ogni giorno chiamava casa: \u00abCiao mamma, tutto bene. Ci divertiamo e la zia di Rossella veglia su di noi\u00bb. Poi riattaccava e cercava di scoprire a quanti chilometri di distanza stava la zia e\u00a0se c&#8217;era modo di recuperarla in qualche modo.<\/p>\n<p>Solo molto tempo dopo, quando mia sorella aveva gi\u00e0 messo su casa da sola da molto tempo, con cautela, a piccoli pezzi, mia madre ha scoperto le Agghiaccianti Verit\u00e0 a Lungo Taciute, fra le quali l&#8217;Avventura della Zia Scomparsa non \u00e8 certo la principale (se capita, e se mia sorella non mi ammazza prima, vi racconter\u00f2 anche altre avventure). E comunque, grazie al processo di rivelazioni progressive di Iole, io mi sono potuto permettere di rimanere sullo sfondo e di non raccontare mai le <em>mie,<\/em> di trasgressioni.<\/p>\n<h2>Motivazioni<\/h2>\n<p>Ho raccontato tutta questa storia (della qual cosa\u00a0la famiglia sar\u00e0 <em>felicissima,<\/em> penso) per dire che non mi colpisce particolarmente che una recente ricerca della societ\u00e0 di <em>marketing<\/em> <em><a href=\"http:\/\/www.atomikresearch.co.uk\/\">Atomik Research<\/a><\/em> per la<em> McAfee<\/em> (che produce antivirus) riveli che la <a href=\"http:\/\/notizie.tiscali.it\/articoli\/scienza\/12\/11\/internet-75percento-adolescenti-online-beffa-genitori.html\">maggior parte degli adolescenti nasconde ai genitori tutta o parte della propria attivit\u00e0 sul <em>web<\/em><\/a>: sarebbe veramente strano il contrario, invece. \u00c8 normale che <em>McAfee<\/em> prema sul pedale della preoccupazione, considerato che vende <em>software<\/em> di controllo delle attivit\u00e0 dei figli (o di altri&#8230;).<\/p>\n<p>E, come giustamente nota il pedagogista Pietro Lucisano nell&#8217;articolo su <em>Tiscali<\/em> che vi ho <em>linkato<\/em> poco pi\u00f9 sopra, \u00e8 possibile anche che in realt\u00e0 gli adolescenti sopravvalutino l&#8217;area di disapprovazione che i genitori avrebbero nei confronti delle loro attivit\u00e0: probabile, a giudicare da quel che vedo fare da parte di molti adulti sul <em>web<\/em>. Certo, ci sono dei dati preoccupanti, per esempio l&#8217;acquisto di farmaci sul web: per\u00f2 la domanda \u00e8 se questo sia in una percentuale maggiore di ci\u00f2 che accadeva e accade <em>offline<\/em>.<\/p>\n<p>Comunque, l&#8217;articolo \u00e8 interessante: se vi capita, buttateci un occhio. Scusate, ora, io non posso trattenermi: c&#8217;\u00e8 mia sorella che mi chiama al telefono con insistenza, non capisco perch\u00e9&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Credo che avessi a malapena vent&#8217;anni. 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