{"id":13936,"date":"2017-07-13T13:23:53","date_gmt":"2017-07-13T11:23:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13936"},"modified":"2019-05-15T10:07:03","modified_gmt":"2019-05-15T08:07:03","slug":"la-politica-delluomo-bianco-contro-i-populismi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13936","title":{"rendered":"La politica dell&#8217;uomo bianco contro i populismi?"},"content":{"rendered":"<p>Sto leggendo (in inglese)\u00a0<em>Il libro della jungla<\/em>: quando \u00e8 un periodo che sei stanco e qualunque libro ti sembra troppo complesso non c&#8217;\u00e8 niente di meglio che rivolgersi ai classici.<\/p>\n<h3><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/The-jungle-book.jpg\"><img data-attachment-id=\"13937\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=13937\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/The-jungle-book.jpg?fit=829%2C570\" data-orig-size=\"829,570\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"The jungle book\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/The-jungle-book.jpg?fit=300%2C206\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/The-jungle-book.jpg?fit=510%2C351\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-13937\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/The-jungle-book.jpg?resize=800%2C550\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"550\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/The-jungle-book.jpg?w=829 829w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/The-jungle-book.jpg?resize=150%2C103 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/The-jungle-book.jpg?resize=300%2C206 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/The-jungle-book.jpg?resize=510%2C351 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/The-jungle-book.jpg?resize=700%2C481 700w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Tracce che si dipanano<\/h3>\n<p>\u00c8 ovviamente una lettura piacevole e molto scorrevole, ma quello che mi stupisce \u00e8 la quantit\u00e0 di sorprese e nuove scoperte che rivela.<\/p>\n<p>La prima cosa interessante \u00e8 il rendersi conto di quanto pervasivo sia l&#8217;influsso de\u00a0<em>Il libro della jungla<\/em> nella cultura inglese: trovo continuamente tracce di parallelismi, riprese e ispirazioni in millanta autori successivi, i pi\u00f9 disparati. Per dirne tre, cos\u00ec alla rinfusa: la scena della danza della caccia di Kaa \u00e8 ripresa, pari pari, in\u00a0<em>Dragon Lord\u00a0<\/em>di Peter Morwood; <em>Il gabbiano Jonathan Livingstone<\/em> \u00e8 ovviamente una riscrittura\u00a0<em>new age<\/em> della storia della foca bianca; non si capisce il misurarsi di Tolkien con la costruzione di mondi se non ci si rende conto che da ragazzo aveva letto sicuramente Kipling e si muoveva perci\u00f2, coscientemente o meno, dentro quella tradizione.<\/p>\n<p>Questa capacit\u00e0 mitopoietica di Kipling \u00e8, ovviamente, uno degli aspetti pi\u00f9 significativi del libro. Non si tratta soltanto del fatto che, come in Tolkien, ci sono i personaggi con i nomi scritti in caratteri maiuscoli (Akela, il\u00a0Lupo Solitario, \u00e8 altrettanto evocativo di Morgoth,\u00a0l&#8217;Oscuro Signore) o la facilit\u00e0 con la quale questo tono retorico diventa direttamente epico in due giri di frase, neanche fosse una tavola di Hugo Pratt (un altro che a Kipling deve moltissimo); uno potrebbe andare avanti per\u00a0<em>paaagine<\/em> a forza di toni magniloquenti, lettere maiuscole e caratteri sbozzati con l&#8217;accetta senza mai nemmeno avvicinarsi alla creazione di una <em>cosmogonia<\/em>: quello che fa Kipling &#8211; come far\u00e0 poi Tolkien &#8211; \u00e8 la creazione di un principio conduttore di un sistema di relazioni, che qui \u00e8 il concetto di Legge della Jungla &#8211; da questa radice tutto il ciclo di storie di Mowgli prende vita e sostanza.<\/p>\n<h3>La mia personale chiave di lettura<\/h3>\n<p>\u00c8 evidente alla lettura, e risaputo, che questo ciclo di racconti ha a che fare con l&#8217;essere Mowgli combattuto fra la sua identit\u00e0 di lupo e quella di uomo: i due racconti della sua inimicizia con Shere Khan &#8211; con la sua doppia cacciata dal Branco dei Lupi e dal Branco degli Uomini &#8211; lo rendono evidente. La presenza nostalgica degli altri racconti, in qualche modo legati a un&#8217;infanzia di Kipling in India poi mitizzata in et\u00e0 adulta (<em>Rikki-tikki-tavi<\/em>, <em>Toomai degli Elefanti<\/em>) o che riportano ad altri luoghi esotici da lui visitati (<em>La foca bianca<\/em>)\u00a0espande questo dualismo dell&#8217;uomo-lupo rendendolo figura della doppia identit\u00e0 di Kipling individualmente e degli anglo-indiani o altri inglesi coloniali collettivamente, divisi fra lo stile di vita della madrepatria e le peculiari esperienze vissute in giro per il mondo (in questo senso\u00a0<em>Il libro della jungla<\/em> acquista una sua coerenza e unit\u00e0; altrimenti potrebbe parere, ed \u00e8, un guazzabuglio di materiali diversi, tanto che mi sono chiesto se non si trattasse di una raccolta di articoli separati e, con soddisfazione, ho scoperto che \u00e8 proprio cos\u00ec).<\/p>\n<p>La mia lettura, per\u00f2, si sta concentrando su una diversa chiave interpretativa, che mi \u00e8 balenata improvvisa quando mi \u00e8 sembrato di cogliere un certo tono apologetico alla Chesterton &#8211; un altro collegamento! &#8211; nella scena nella quale Mowgli doma gli animali alla Rupe del Consiglio tramite il Fiore Rosso, il fuoco il cui uso \u00e8 privilegio dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Se gi\u00e0 l&#8217;esaltazione della Legge della Jungla aveva un tono un tantino sospetto &#8211; poteva essere figura dell&#8217;ordinata conduzione della civilt\u00e0? una metafora della ben regolata vita costituzionale inglese? &#8211; leggendo l&#8217;episodio mi \u00e8 venuto da riflettere.<\/p>\n<p><em>Vedi<\/em><em>,\u00a0<\/em>ho pensato,\u00a0<em>le Legge della Jungla\u00a0<\/em><em>sar\u00e0 anche buona e\u00a0bella<\/em><em>, ma poi per farla funzionare serve la mano, severa ma giusta, dell&#8217;uomo. Questi animali sono come bambini, e serve chi li rimetta sulla retta via.<\/em><\/p>\n<p>Gi\u00e0 gi\u00e0.<\/p>\n<p>E potrebbe essere che, da qualche parte della testa di Kipling, albergasse l&#8217;idea che in fondo le popolazioni native sono infantili come gli animali? Che serva la mano ferma dell&#8217;uomo bianco per condurli, dentro la Legge della Jung&#8230; ehm della Civilt\u00e0? Che i lupi possano farsi sviare da Shere Khan come gli indiani da qualche Maharaja intrigante, finch\u00e9 acciaio e cannoni non riconducano tutto nel corretto alveo del dominio inglese?<\/p>\n<p>Non \u00e8 un sospetto peregrino, penso. Dopotutto corrispondeva all&#8217;esperienza <em>quotidiana<\/em> di Kipling. La sua polemica \u00e8 rivolta all&#8217;ottusa incomprensione inglese della cultura degli indiani, ma che questa cultura debba essere regolate dal dominio della corona inglese non si discute: <em>Kim <\/em>&#8211; un altro personaggio duale, un mezzosangue addirittura &#8211; alla fine entra nel Servizio Segreto di Sua Maest\u00e0 (le cose sono in pochino pi\u00f9 complicate, lo so). Comunque ho messo il pensiero da parte, temporaneamente, ma poi ho letto la storia delle Bandar-Log, le scimmie tutte votate al chiacchiericcio e all&#8217;inconsistenza per quanto altisonanti possano essere i loro progetti, e mi sono chiesto: <em>saranno mica una figura dei socialisti? Degli anarchici?\u00a0<\/em>Mi pare una interpretazione pi\u00f9 che possibile.<\/p>\n<p>Purtroppo per me non ci sono altri racconti di Mowgli nel <em>Libro della Jungla<\/em>, quindi non posso verificare il mio sospetto fino in fondo: mi toccher\u00e0 leggere\u00a0<em>Il secondo libro della Jungla<\/em>, dove ho dei forti sospetti, quanto meno, sulla storia dei Cani Rossi del Deccan (non vedervi un retroscena politico \u00e8 abbastanza difficile).<\/p>\n<p>Nell&#8217;attesa di quella lettura ho trovato su <em>Google<\/em> un libro (<a href=\"https:\/\/books.google.it\/books?id=Ka-DDAAAQBAJ&amp;pg=PA111&amp;lpg=PA111&amp;dq=bandar+log+socialists&amp;source=bl&amp;ots=PBEFB4m8Cs&amp;sig=ca5DlIYzf_owWQakKJeSfu5Uhm0&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ved=0ahUKEwj3tJHxn4jVAhVDMBoKHXUIDucQ6AEIQjAE#v=onepage&amp;q=bandar%20log%20socialists&amp;f=false\"><em>The Man Who Would Be Kipling: The Colonial Fiction and the Frontiers of Exile<\/em><\/a> di Andrew Hagiioannu) che traccia direttamente questa connessione, almeno nel caso dei Bandar-Log:<\/p>\n<blockquote><p>Il Popolo delle Scimmie, che si sforzano cos\u00ec disperatamente di essere notati nella jungla, rappresentano i radicali &#8211; nel gergo di Kipling, socialisti e democratici &#8211; in tutto il mondo: \u00abIl loro modo non \u00e8 il nostro modo. Esse non hanno memoria. Esse si vantano e fanno un chiacchiericcio continuo e si comportano come se fossero un grande popolo sempre pronto a fare grandi cose nella jungla, ma il cadere a terra di una noce svia la loro attenzione verso le risate e tutto \u00e8 dimenticato\u00bb.<\/p>\n<p>Quando il Popolo delle Scimmie ottiene il suo obiettivo di farsi notare, Baloo \u00e8 costretto a rivolgersi a Kaa, il pitone delle rocce, per avere aiuto nel risolvere la crisi. Ma quali sono, ci si potrebbe chiedere, le credenziali di Kaa per questo compito? Non \u00e8 un diplomatico o un ambasciatore: Kaa \u00e8 il flagello del Popolo delle Scimmie, un alleato politico terrificante temuto da tutta la jungla e leggendario fra il Popolo delle Scimmie: \u00abGenerazioni di scimmie erano state terrorizzate e messe in riga dalle storie che i loro genitori raccontavano a proposito di Kaa; il ladro notturno, che pu\u00f2 scivolare fra i rami tanto silenziosamente come il muschio che cresce, e sottrarre nascostamente la scimmia pi\u00f9 forte che sia mai esistita\u00bb. Perfino Baloo e Bagheera lo temono e confessano che \u00e8 pi\u00f9 sapiente di loro, e \u00abnon \u00e8 della [loro] trib\u00f9, poich\u00e9 non ha zampe &#8211; e con occhi assai malvagi\u00bb. Il Pitone delle Rocce \u00e8 solo un&#8217;altra delle immagini autoritarie di Kipling, il dittatore dotato di poteri mistici, ipnotici, che soggiogano le masse ribelli. La sua strana presa sulla Gente della Jungla ricorda la misteriosa e terrificante autorit\u00e0 del Generale Maximus di Puck della Collina (1906): \u00abnessuno di loro conosceva i limiti del suo potere [e] nessuno lo poteva guardare in viso direttamente\u00bb. La temibile forza di Kaa &#8211; \u00abcome un ariete, o un martello\u00bb, e la sua terrificante Danza della Fame, che attira irresistibilmente\u00a0le scimmie impotenti verso le sue fauci, sono i simboli di un potere dispotico quasi troppo spaventoso perch\u00e9 li si possa contemplare. \u00abNon mi alleer\u00f2 mai pi\u00f9 con Kaa\u00bb, esclama Baloo dopo essere caduto sotto l&#8217;influsso della Danza della Fame. E Kaa \u00e8 cos\u00ec consapevole dei suoi poteri &#8211; e della sua fallibilit\u00e0 &#8211; che mette in guardia Mowgli: \u00abFai attenzione, piccolo uomo, che io non ti scambi per una scimmia qualche volta al tramonto quando ho appena cambiato la pelle\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>\u00c8 un brano notevole, anche se io non mi spingerei cos\u00ec in avanti come fa Hagiioannu nell&#8217;interpretazione simbolica del racconto. Piuttosto del suo libro (che ho subito comprato in rete e sto leggendo) prendo l&#8217;impostazione generale, che mi consente di rispondere anche a una obiezione del mio amico Maurizio Masala: leggendo le storie della jungla come espressione delle idee politiche di Kipling non sto rispolverando la vecchia &#8211; e molto discussa &#8211; idea di Kipling come cantore dell&#8217;imperialismo britannico. Piuttosto trovo Hagiioannu convincente quando sostiene che Kipling in maniera naturale e spontanea tesseva nella sua scrittura i contenuti della sua esperienza &#8211; quella pi\u00f9 lontana dell&#8217;infanzia e quella che man mano accompagnava la sua vita. Parlava a se stesso e parlava al suo pubblico di <i>dimensioni<\/i>\u00a0personali facendole ricadere in quelle collettive che erano dibattute nella politica e nella cultura del suo tempo. \u00c8 questo radicamento nell&#8217;esperienza che rende, credo, Kipling scivoloso e spesso ambiguo, per esempio mai del tutto\u00a0<em>imperialista<\/em>, per dire, ma nemmeno\u00a0<em>democratico\u00a0<\/em>nella sua considerazione delle popolazioni indiane: perch\u00e9 i materiali che presenta non sono scelti a tavolino, ma hanno una loro sostanza e identit\u00e0 autonoma, che si prende le sue ragioni anche contro il suo autore; Kaa, per dire, pu\u00f2 essere <em>figura<\/em>\u00a0di dittatori ipnotici e onnipotenti &#8211; \u00e8 evidente che qui Hagiioannu ha in mente Mussolini, o Hitler, andando ben oltre ci\u00f2 che Kipling poteva pensare &#8211; ma <em>deve<\/em> anche essere ipnotico perch\u00e9 \u00e8, beh, un\u00a0<em>serpente<\/em>. Non potremo mai sapere quanto Kipling l&#8217;abbia voluto cos\u00ec perch\u00e9 gli interessava proporre la parabola e quanto perch\u00e9 il suo vissuto &#8211; banalmente: i pitoni che aveva visto &#8211; gli si \u00e8 imposto nella scrittura.<\/p>\n<p>Come per tutti i classici \u00e8 questa ambiguit\u00e0 o multidimensionalit\u00e0, del resto, che rende la metafora delle Bandar-Log capace di risuonare anche in altre epoche. Dopo che Maurizio ha avanzato le sue obiezioni ho scoperto, con sorpresa, che Gramsci (un&#8217;altra ramificazione!) usa l&#8217;esempio delle Bandar-Log svariate volte nei suoi scritti, sempre in riferimento alla piccola borghesia italiana. Il brano pi\u00f9 interessante, riferito all&#8217;ascesa del fascismo grazie anche al sostegno della piccola borghesia, fa esattamente da ponte con il ragionamento che ho seguito quando mi sono accorto che le Bandar-Log erano, <em>dovevano <\/em>essere, una figura dei contestatori della sua epoca.<\/p>\n<p>La piccola borghesia, dunque:\u00a0\u00abessa scimmieggia la classe operaia\u00bb e quindi ne adotta le forme di lotta, \u00abscende in piazza\u00bb. E prosegue:<\/p>\n<blockquote><p>\u00e8 come la proiezione nella realt\u00e0 di una novella della jungla del Kipling: la novella del Bandar-Log, del popolo delle scimmie, il quale crede di essere superiore a tutti gli altri popoli della jungla, di possedere tutta l&#8217;intelligenza, tutta l&#8217;intuizione storica, tutto lo spirito rivoluzionario, tutta la sapienza di governo, ecc. ecc. Era avvenuto questo: la piccola borghesia, che si era asservita al potere governativo attraverso la corruzione parlamentare, diventa antiparlamentare e cerca di corrompere la piazza.<\/p><\/blockquote>\n<p>Su questo passaggio ho fatto un po&#8217; un salto perch\u00e9, leggendo il racconto, istintivamente le Bandar-Log mi avevano ricordato la descrizione che dei\u00a0<em>populismi<\/em> di oggi (uso il termine in senso neutrale) farebbe un avversario politico: antivaccinisti, antieuropeisti, sovranisti, nemici dell&#8217;euro, tutti costoro appaiono,\u00a0<em>mutatis mutandis<\/em>, come i destinatari della polemica di Kipling&#8230; o di chi per lui, oggi; chiacchiericci (su <em>Facebook<\/em>?), follie, fughe dietro la prima bugia che passa, disperato desiderio di farsi notare e accettare, inconsistenza, incompetenza, sono tutti termini della polemica attuale.<\/p>\n<p>Istintivamente avevo tracciato un parallelo: benpensanti attuali e Kipling da una parte, movimenti di oggi e socialisti di allora dall&#8217;altra. E in questo schema rigido i benpensanti hanno torto, ovviamente, perch\u00e9 storicamente Kipling ha avuto torto, mentre col senno di poi sappiamo che i suoi avversari socialisti e democratici avevano ragione.<\/p>\n<p>Leggere Gramsci, invece, mi ha invitato alla cautela: perch\u00e9 \u00e8 facile vedere che spesso oggi milita nei populisti (<em>la piazza<\/em>) esattamente chi ha profittato della corruzione precedente, con un meccanismo corruttivo che \u00e8 identico a quello col quale la piccola borghesia di allora tentava \u00abdi conservare una posizione di iniziativa storica [&#8230;] nei modi e nelle forme consentiti a una classe di chiacchieroni, di scettici, di corrotti\u00bb. Vale la pena di notare che Gramsci non spinge la similitudine fino in fondo: nel racconto Bagheera e Baloo, le genti libere della jungla, devono evocare l&#8217;uomo forte, Kaa, per domare le masse popolari riottose; nell&#8217;ascesa del fascismo le Bandar-Log della piccola borghesia si consegnano al potere autoritario contro i propri nemici; nella situazione di oggi i pezzi del <em>puzzle<\/em> sono ulteriormente mischiati.<\/p>\n<p>Insomma, sono\u00a0<em>mooolto<\/em> orgoglioso di me: ho scoperto da solo dentro <em>Il libro della jungla<\/em> una cosa a prima vista nascosta.<\/p>\n<p>E soprattutto, beh, come potete dire ancora che\u00a0<em>Il libro della jungla\u00a0<\/em>\u00e8 un libro per bambini?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sto leggendo (in inglese)\u00a0Il libro della jungla: quando \u00e8 un periodo che sei stanco e qualunque libro ti sembra troppo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":13937,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,56,13,82,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/The-jungle-book.jpg?fit=829%2C570","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-3CM","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":10150,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=10150","url_meta":{"origin":13936,"position":0},"title":"#ioleggoperch\u00e9 seconda tappa della caccia ai libri","author":"Rufus","date":"29\/04\/2015","format":false,"excerpt":"Come ho raccontato ieri mi sono rimaste delle copie da distribuire gratuitamente fra i libri messi a disposizione nell'ambito dell'iniziativa #ioleggoperch\u00e9 e per giocare un po' ogni giorno pubblico un piccolo indovinello che indica dove si possono ritirare le copie dei libri. 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