{"id":13885,"date":"2017-06-24T17:33:19","date_gmt":"2017-06-24T15:33:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13885"},"modified":"2017-07-04T16:56:13","modified_gmt":"2017-07-04T14:56:13","slug":"debutti-notevoli-e-altri-delitti","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13885","title":{"rendered":"Debutti notevoli e altri delitti"},"content":{"rendered":"<h2>Lady Macbeth (Oldroyd, UK 2016)<\/h2>\n<h3>Come descriverlo?<\/h3>\n<div class=\"jetpack-video-wrapper\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/RpeKPdcBHvI?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<p>C&#8217;\u00e8 un elemento interessante del <em>trailer<\/em> di <em>Lady Macbeth<\/em> che avete visto qui sopra: \u00e8 contemporaneamente esatto ed <em>estremamente <\/em>fuorviante, grazie all&#8217;artificio di non far vedere chi esattamente pronuncia le varie frasi riferite alla protagonista, Katherine.<\/p>\n<p>Anche il titolo, in fondo, \u00e8 fuorviante: non solo perch\u00e9 Oldroyd e la sua sceneggiatrice Alice Birch cambiano completamente il finale del romanzo breve di Leskov da cui \u00e8 tratto il film, stravolgendone il senso, ma anche perch\u00e9 in fondo il riferimento alla tragedia scespiriana \u00e8 in questa versione piuttosto labile.<\/p>\n<p>\u00c8 pi\u00f9 preciso, invece, lo <em>slogan<\/em> del <em>trailer<\/em> americano, che dice: \u00abImmaginatevi <em>Cime tempestose<\/em> diretto da Hitchcock\u00bb e coglie bene l&#8217;atmosfera, soprattutto la brutalit\u00e0 delle vite e dei rapporti della campagna settentrionale inglese e il clima di cupa tragedia imminente (perch\u00e9, s\u00ec, \u00e8 una tragedia). Anche io durante lo spettacolo ho pensato a\u00a0<em>Cime\u00a0 tempestose <\/em>ma ancora di pi\u00f9 a un brano di Conan Doyle che <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=9412\">ho citato gi\u00e0 un&#8217;altra volta<\/a>:<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"one\">Era una splendida giornata di primavera, con il\u00a0cielo azzurro punteggiato di piccole nubi soffici che si spostavano dall\u2019occidente verso oriente. Il sole splendeva luminoso e tuttavia c\u2019era un brivido esilarante nell\u2019aria, che affilava l\u2019energia di chiunque. Per tutta la campagna, gi\u00f9 dalle tondeggianti\u00a0colline intorno a\u00a0Aldershot, i piccoli tetti rossi e grigi delle fattorie occhieggiavano in mezzo al verde chiaro del nuovo fogliame.<\/p>\n<p>\u00abChe bellezza, non \u00e8 vero?\u00bb, esclamai con tutto l\u2019entusiasmo di un uomo appena emerso dalle nebbie di Baker Street.<\/p>\n<p>Ma Holmes scosse il capo pensosamente.<\/p>\n<p>\u00abSapete, Watson\u00bb, disse, \u00abche una delle maledizioni dell\u2019avere una mente come la mia \u00e8 che devo guardare a ogni cosa facendo riferimento al mio particolare motivo di interesse. Voi guardate a queste case sparse e venite colpito dalla loro bellezza. Io le osservo e il solo pensiero che mi viene in mente \u00e8 il senso del loro isolamento e dell\u2019impunit\u00e0 con la quale il crimine qui pu\u00f2 essere commesso\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abSanto cielo!\u00bb, esclamai. \u00abChi potrebbe associare\u00a0il\u00a0crimine a queste care vecchie fattorie?\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abEsse mi riempiono sempre di un certo orrore. Io ritengo, Watson, sulla base della mia esperienza, che i\u00a0pi\u00f9 infimi e vili viottoli di Londra non hanno un carico di peccato quale si trova nella piacevole e sorridente campagna\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abVoi mi fate rabbrividire!\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abMa il motivo \u00e8 assolutamente ovvio. La pressione della pubblica opinione pu\u00f2 ottenere\u00a0in citt\u00e0 ci\u00f2 che la legge non riesce a fare. Non c\u2019\u00e8 strada cos\u00ec malfamata che il grido di un bimbo torturato, o il tonfo delle botte di un ubriaco, non susciti compassione e indignazione nel vicinato, e l\u2019intero ingranaggio della giustizia \u00e8 cos\u00ec prossimo che una parola di biasimo pu\u00f2 metterlo in moto, e c\u2019\u00e8 solo un passo fra il crimine e il banco degli accusati. Ma guardate a queste case isolate, ciascuna nella sua tenuta, piene per la maggior parte di povera gente ignorante che sa ben poco della legge. Pensate agli atti di orrenda\u00a0crudelt\u00e0, alla malvagit\u00e0 nascosta che pu\u00f2 proseguire, anno dopo anno, in posti come questi, senza che nessuno ne sappia niente\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Chi ha visto <em>Lady Macbeth<\/em> non potr\u00e0 in fondo che concordare con Holmes.<\/p>\n<h3>Meccanismi a orologeria e capovolgimenti<\/h3>\n<p>In una cosa il <em>trailer<\/em>, per\u00f2, \u00e8 precisissimo, ed \u00e8 quell&#8217;orologio in sottofondo che batte i rintocchi. C&#8217;\u00e8 nella vicenda una ineluttabilit\u00e0 meccanica, a partire dal primo delitto (o dal primo peccato, pi\u00f9 esattamente) che attraverso accadimenti &#8220;naturali&#8221;, magari imprevisti ma mai straordinari, porta progressivamente a un crescere e addensarsi dei crimini e al progressivo perdersi dei personaggi. In questo il trattamento della Birch \u00e8 magistrale, anche se tanta parte del merito va ovviamente alla concezione originale di Leskov: la trama \u00e8 scandita da accadimenti isolati, ognuno dei quali, risolto rovinosamente dai protagonisti, rende ancora pi\u00f9 rovinoso il verificarsi del successivo, e cos\u00ec via. Ma i personaggi, peraltro, restano sempre assolutamente <em>liberi<\/em>: non c&#8217;\u00e8 nessuna dannazione predeterminata e la prova \u00e8 che il finale \u00e8 assolutamente imprevisto, sebbene ancora una volta assolutamente conseguente.<\/p>\n<p>Questa libert\u00e0 dipende anche dal fatto che la Birch, immagino a partire dal materiale gi\u00e0 fornito da Leskov, cuce abilmente molte suggestioni ed elementi narrativi ben presenti al subconscio dello spettatore: il citato <em>Cime tempestose <\/em>(e tutte le parti pi\u00f9 cupe della narrativa vittoriana), <em>Madame Bovary<\/em>, naturalmente lo stesso Shakespeare, <em>L&#8217;amante di Lady Chatterley<\/em>, e altri meno individuabili ma comunque molto forti, come un gran numero di persone di colore fra i comprimari, spesso in posizione subordinata. Molti di questi riferimenti, per\u00f2, sono capovolti e pervertiti: per esempio la Lady Macbeth di Shakespeare \u00e8, per ambizione e malizia, l&#8217;ispiratrice di delitti orrendi; qui la figura femminile occupa, semmai, il ruolo che nella tragedia sarebbe di Macbeth, ma anche provarsi a seguire questo gioco di rimandi in realt\u00e0 si rivela insoddisfacente (Sebastian <em>non<\/em> \u00e8 Lady Macbeth in pantaloni), e lo stesso varrebbe se confrontassimo Katherine con Emma Bovary o con qualunque altra possibile fonte di ispirazione: Katherine, Sebastian, Alexander, Boris, Anne sono ciascuno se stesso, e non lo specchio di un altro personaggio letterario.<\/p>\n<h3>Ambiguit\u00e0 pervasiva<\/h3>\n<p>Se il dipanarsi della vicenda e la quantit\u00e0 di suggestioni offerte dalla narrazione sono gi\u00e0 due notevoli punti di forza, il vero elemento distintivo \u00e8 il modo di raccontare scelto da Oldroyd e dalla Birch. La sceneggiatura rinuncia in partenza a qualunque pretesa di onniscienza: non ci sono scene rivelatrici n\u00e9 monologhi nei quali il personaggio disvela se stesso e i suoi moti del cuore &#8211; uno dei personaggi chiave, per dire, non pu\u00f2 nemmeno parlare, eppure il suo punto di vista avrebbe potuto gettare pi\u00f9 di una luce sulla vicenda. Oldroyd serve benissimo questo registro oggettivo, rafforzandolo con una messa in scena molto teatrale (ma non manierata) e col modo con il quale la camera accompagna i personaggi.<\/p>\n<p>Questa presunta oggettivit\u00e0, in realt\u00e0, lascia praterie enormi alla ricerca di spiegazioni e significati. Alla conclusione pensavo che questo \u00e8 un film che potrebbe piacere a quei gruppi di cinefili che nel dibattito amano ricostruire i possibili punti vuoti della trama: quando Anna spazzola i capelli di Katherine o le stringe in modo disumano il corpetto \u00e8 l&#8217;inizio di una lotta per la supremazia fra le due donne? Lo strano comportamento di Alexander in camera da letto deriva da preoccupazioni sull&#8217;eredit\u00e0? Katherine ha amato Teddy come un fratello minore? Boris \u00e8 un bastonatore, ma con Katherine \u00e8 notevolmente moderato, come con un bambino cattivo, e ancora pi\u00f9 Alexander: c&#8217;\u00e8 davvero oppressione? E quali sono\u00a0<em>esattamente<\/em> i rapporti fra Boris e Alexander? Queste e mille domande ammettono risposte assolutamente contrastanti (potrei entrare maggiormente nei dettagli, ma cerco in ogni modo di non rivelare niente di troppo importante sulla trama).<\/p>\n<p>L&#8217;ambiguit\u00e0 maggiore, in ogni caso, non \u00e8 sulle motivazioni dei singoli personaggi, ma su quale tragedia <em>esattamente<\/em> si stia mettendo in scena. La trama base evoca una polemica classicamente femminista: dona povera data in sposa per convenienza a uomo ricco e pi\u00f9 anziano di lei giunge in casa oppressiva. Segue sesso e tragedia.<\/p>\n<p>Solo che la conclusione della storia potrebbe non piacere a molte femministe, e in ogni caso c&#8217;\u00e8 un numero di personaggi di colore troppo alto per essere casuale: Katherine, donna oppressa, ha sotto di s\u00e9 Anna, donna oppressa (anche come donna, con tanto di scena di abuso nel dormitorio maschile) e per di pi\u00f9 serva, per non parlare del ruolo che assumer\u00e0 nel seguito della storia. E Teddy, che potrebbe ereditare i beni di famiglia, \u00e8 nero anch&#8217;egli. Sebastian sembra un sangue misto (o \u00e8 zingaro?), e cos\u00ec via. Le dinamiche di potere allineate sull&#8217;asse di genere cozzano con le dinamiche di potere allineate sull&#8217;asse dei rapporti di classe; sarei curioso di vedere il film proiettato in un contesto di attiviste bianche del movimento femminista riunite insieme a esponenti delle lotta per i diritti civili delle minorane razziali: dubito che sulla base della visione potrebbe nascere una alleanza in vista di obiettivi comuni (e, vivaddio, meno male).<\/p>\n<p>Rimanendo ancora sul senso della storia l&#8217;ultima ambiguit\u00e0 riguarda la sessualit\u00e0: il farsi padroni del proprio corpo e dei propri sentimenti e il ruolo delle passioni. Ci sono molti crimini nella letteratura ottocentesca; di solito quando riguardano una donna il narratore sente il bisogno di ancorarli alla sessualit\u00e0, come se solo la forza primigenia delle passioni possa sovvertire quell&#8217;essere angelicato che \u00e8 la donna e condurlo al delitto. A prima vista <em>Lady Macbeth<\/em> si muove sulla stessa linea (credo soprattutto nella linea narrativa originale di Leskov) ma gli interessi economici, le possibili eredit\u00e0 e le opportunit\u00e0 di innalzamento sociale sono sempre molto presenti &#8211; anche se solo come strumento per potere liberamente perseguire i dettati dei propri sentimenti: vedasi la scena nella quale Katherine veste Sebastian da possidente. \u00c8 un distaccarsi notevole dalla tradizione ottocentesca: a mente mi viene in mente soltanto Becky Sharp di <em>Vanity Fair<\/em> e non \u00e8 neanche detto che lei sia davvero una criminale. D&#8217;altra parte dire che le passioni e la sessualit\u00e0 non c&#8217;entrino nulla con <em>Lady Macbeth<\/em> \u00e8 evidentemente impossibile da sostenere, e questa \u00e8 un altro di quei non detti che il film consegna allo spettatore perch\u00e9 li risolva per conto suo.<\/p>\n<p>Metterebbe tutti d&#8217;accordo forse una linea interpretativa che veda il film come parabola di una lotta spietata per la sopravvivenza, nella quale Katherine (<em>ho la pelle dura<\/em>, dice) fa quel che deve quando deve. In realt\u00e0 ci sono altrettante obiezioni in questo caso di quante ce ne siano in ogni possibile altra interpretazione, e rimane questo il punto di forza del film.<\/p>\n<h3>Quasi debutti notevoli<\/h3>\n<p>Florence Pugh, che fa Katherine, non \u00e8 proprio al suo esordio: aveva gi\u00e0 fatto <em>The falling<\/em>. Comunque \u00e8 bravissima, bravissima, bravissima, anche se ho trovato l&#8217;inglese del film molto faticoso (l&#8217;ho visto in lingua originale) e quindi non sono del tutto in grado di giudicare della recitazione verbale; ad ogni modo la sua Katherine ha una forza straordinaria. Anche Oldroyd, sebbene questo sia il primo lungometraggio, non \u00e8 propriamente un debuttante: a parte che ha fatto un paio di cortometraggi, \u00e8 un regista teatrale affermato. In ogni caso <em>Lady Macbeth<\/em> di fatto lancia entrambi di fronte al grande pubblico e questo \u00e8 un ulteriore elemento di interesse del film.<\/p>\n<p>Da profano, per\u00f2, non sono del tutto sicuro del lavoro di Oldroyd. Che il film trasudi personalit\u00e0 \u00e8 indubbio, cos\u00ec come il fatto che dimostri di sapere benissimo cosa raccontare e soprattutto <em>come<\/em>. A fronte di questo indubbio talento, per\u00f2, alcune scelte possono lasciare perplessi, come per esempio l&#8217;onnipresenza di quella specie di ottomana sulla quale vediamo spesso assisa Katherine: che sia un elemento scelto con intenzione, ben inserito nella visione di Oldroyd, \u00e8 ovvio; ma denota anche una insistita teatralit\u00e0, un gusto per la &#8220;messa in scena&#8221; che non \u00e8 propriamente cinematografico e che, in fondo, fa pensare che il regista sia ancora un po&#8217; acerbo, ancora non propriamente padrone del mezzo cinematografico&#8230; o che trasudi talmente tanto talento da permettersi di sprecarlo: io sono un profano e non sono in grado di distinguere. Immagino che il prossimo film ci toglier\u00e0 ogni dubbio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lady Macbeth (Oldroyd, UK 2016) Come descriverlo? 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